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.: Il Blog di Antonella Fachin
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Giovedì, 9 Settembre, 2010 - 08:50

9 settembre, ore 14.30: Consiglio provinciale discute mozioni su inceneritori!!!

Carissime/i,

come potete leggere anche nella newsletter qui sotto, il Consiglio provinciale di domani, alle ore 14.30, tratterà tre mozioni molto importanti sul tema rifiuti (v.allegati):

- contro ipotesi di raddoppio dell'impianto di termovalorizzazione di Trezzo sull'Adda

- contro costruzione di un inceneritore nel Parco Agricolo Sud Milano

- contro costruzione dell’ inceneritore di rifiuti sul territorio di Paderno Dugnano.

Tutte e tre le mozioni pongono l’obiettivo prioritario di una politica alternativa sulla gestione dei rifiuti.

Vista l'importanza degli argomenti sarebbe molto importante la presenza in aula di tutti coloro che in questi mesi si sono battuti contro questi interventi. Vi chiedo pertanto di far girare questa comunicazione anche ai vostri amici e conoscenti.

Un caro saluto.  

Antonella Fachin


Da: Massimo Gatti - per un'Altra Provincia [mailto:gattialtraprovincia@gmail.com]
Inviato: lunedì 6 settembre 2010 18.19
A: gattialtraprovincia@gmail.com
Oggetto: Newsletter n. 20 - Provincia di Milano - Gruppo consiliare un'Altra Provincia - PRC - PdCI

Newsletter del gruppo consiliare in Provincia di Milano

 

Lista Civica un’Altra Provincia – Partito della Rifondazione Comunista – Partito dei Comunisti Italiani

 

Numero 20 – lunedì 6 settembre 2010

 

Acqua pubblica: basta ipocrisie! A sostegno di tutte le iniziative in corso contro la privatizzazione dell’acqua e in vista del referendum pubblichiamo le posizioni assunte in merito dal Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-Prc-Pdci, Massimo Gatti, riportate dal quotidiano "Liberazione", in data 10 agosto 2010, e dal “Cittadino” in data 7 agosto 2010 e dal periodico “7 Giorni” in data 2 settembre 2010.

 

“Il Presidente della Provincia di Milano Podestà e vari esponenti di Pdl e Lega, si affannano a dichiarare che non vogliono privatizzare l’acqua. Niente di più falso dal punto di vista pratico e non ideologico, visti i provvedimenti assunti dal centrodestra a livello nazionale e locale! Il Governo, la Regione Lombardia e le province lombarde, a partire da quella di Milano, vogliono vanificare la richiesta di referendum per l’acqua pubblica e accelerare gli obblighi di privatizzazione, per paura del voto popolare richiesto da un milione e 400 mila cittadini.

 

Dopo aver indebolito in questi anni il sistema pubblico, facendo spezzatino di aziende grandi ed efficienti, inventando una divisione innaturale tra patrimonio, gestione ed erogazione, e moltiplicando posti e seggiole dei consigli di amministrazione, oggi, come minimo, vogliono consegnare il 40% del sistema idrico in ogni provincia a un privato, sicuramente dominante rispetto alla molteplicità dei comuni. Sono totalmente incuranti dell’aumento delle tariffe e del calo degli investimenti e dell’occupazione che i privati hanno già causato nelle varie zone d’Italia in cui hanno operato.

 

Per la Provincia di Milano l’alternativa vera è rappresentata dalla costituzione rapida di un’unica azienda totalmente pubblica, che riunisca in sé patrimonio, gestione ed erogazione del sistema idrico, in grado di aggregarsi efficacemente con la città di Milano e con le province confinanti, prevedendo uno spazio anche nel consiglio d’amministrazione per una rappresentanza diretta dei cittadini e delle cittadine.

 

Il Comune di Milano, per essere credibile, oltre a risolvere dopo vent’anni i problemi dell’esondazione periodica del Seveso, deve chiarire se il modello dei servizi pubblici è quello dichiarato in questi giorni per l’acqua oppure quello perseguito da tanti anni con la privatizzazione di A2A (ex AEM). Le forze politiche del centrosinistra, a partire dal PD, devono verificare e dove è il caso contestare, anche nelle regioni in cui sono maggioranza, la deriva verso il modello unico delle società miste, in cui il privato diventa dominante.

 

Per evitare i blitz e le aggressioni sistematiche al sistema idrico pubblico, la partecipazione massiccia e competente delle persone, dei movimenti, delle forze politiche e dei comuni deve essere continua. Si tratta di una battaglia irrinunciabile di valori e di lavoro, per un servizio universale essenziale e per il controllo diretto di reti fondamentali del sottosuolo che Pdl e Lega non possono svendere a Confindustria, alla Borsa e alle multinazionali”.

 

Consiglio provinciale, si parla di inceneritori e della S.P. Rho-Monza Nella riunione di giovedì 9 settembre 2010, convocata alle ore 14.30 presso la sede di via Vivaio 1, il Consiglio provinciale tratterà i seguenti argomenti: una mozione contraria all’ipotesi di raddoppio dell'impianto di termovalorizzazione di Trezzo sull'Adda; una mozione che si oppone alla costruzione di un inceneritore nel Parco Agricolo Sud Milano e una mozione contro la costruzione dell’ inceneritore di rifiuti sul territorio di Paderno Dugnano. Tutte le mozioni pongono l’obiettivo prioritario di una politica alternativa sulla gestione dei rifiuti.

 

Inoltre verranno trattate due mozioni riguardanti i lavori di riqualificazione della Strada Provinciale 44 Rho-Monza presentate dal Capogruppo in provincia di Milano per Lista Civica un’Altra Provincia-Prc-Pdci, Massimo Gatti e dagli altri gruppi di opposizione, per l’interramento totale della nuova strada nel tratto di attraversamento dell’abitato di Paderno Dugnano. Considerata l’importanza fondamentale dei temi in discussione si invitano i cittadini e i rappresentanti dei Comuni interessati a partecipare ai lavori del Consiglio Provinciale.

 

Trasporti, la Provincia alza le tariffe dei bus Il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia–PRC–PdCI, Massimo Gatti, ha presentato il 6 settembre in Consiglio provinciale un’interrogazione urgente rivolta al Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, e all’Assessore provinciale alla Viabilità e Trasporti, Giovanni De Nicola, in merito all’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale su gomma per il territorio provinciale che verrà discusso nella Giunta provinciale di domani.

 

Nell’interrogazione urgente il Capogruppo Massimo Gatti chiede: “Per quali ragioni non è stata ulteriormente prorogata la Convenzione tra la Provincia di Milano e Azienda Trasporti Milanesi S.p.A. (A.T.M.) che prevedeva la riduzione delle tariffe degli abbonamenti mensili studenti e settimanali 2x6, nell’ordine del 10%; per quale motivo risultano all’ordine del giorno della Giunta del 7/09/2010 provvedimenti di adeguamento tariffario per l’anno 2010, assolutamente dannosi per la popolazione e senza nemmeno rispettare il dovere istituzionale e la buona educazione di rispondere alla mia interrogazione n. 47, con oggetto “Trasporto pubblico locale - Lotto 4 della Provincia di Milano: abbandono del SITAM da parte di Autoguidovie”, presentata in data 7/07/2010; se è intenzione di questa amministrazione provinciale, come ritengo opportuno, intervenire presso Governo, Regione Lombardia e ATM per favorire il reale potenziamento del trasporto pubblico su ferro e gomma, e nell’immediato per ricercare soluzioni tariffarie che non danneggino economicamente gli utenti del servizio pubblico, scongiurando pertanto qualsiasi aumento dei costi di biglietti e abbonamenti.

 

“Quelli del governo del fare e contro l’aumento delle tasse, PDL e Lega Nord – dichiara Massimo Gatti – ancora una volta predicano bene e razzolano male ed aumentano le tariffe dei bus sul territorio provinciale con una media per ora del 2,5% (in attesa di altre batoste). Un’altra gabella imposta sulle tasche già quasi vuote dei cittadini ed in particolare dei pendolari, del nostro territorio. E’ una vergogna che la Giunta provinciale e il suo Presidente abbiano abbassato la testa di fronte all’aumento delle tariffe imposto dai tagli di Tremonti e da Formigoni senza nemmeno fiatare.

 

Mi aspetto risposte concrete ed immediate alla mia interrogazione nell’interesse dei cittadini e dei pendolari della Provincia di Milano che da troppo tempo subiscono aumenti delle tariffe a fronte di un peggioramento del servizio”.

 

S.P. 157 e “Quattro strade”, Podestà e De Nicola dimenticano i doveri della manutenzione stradale Il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia–PRC–PdCI, Massimo Gatti, ha presentato il 3 settembre 2010 due interrogazioni urgenti rivolte al Presidente della Provincia di Milano e all’Assessore provinciale alla Viabilità e Trasporti in merito alla riqualificazione della Strada Provinciale 157 (Mediglia – San Giuliano) e alla riqualificazione della località Quattro strade di Mediglia.

 

“Nella prima interrogazione, con oggetto “Riqualificazione S.P. 157”, - dichiara Massimo Gatti – ho chiesto a Presidente e Assessore di attuare al più presto e per quanto di competenza della Provincia di Milano un intervento di riqualificazione della Strada Provinciale 157 con il ripristino del manto stradale, della segnaletica, degli argini e dei guardrail.

 

Nella seconda, con oggetto “Riqualificazione Quattro strade di Mediglia”, ho chiesto, invece, che la Provincia intervenga al più presto, per quanto di sua competenza, per la riqualificazione della località Quattro strade di Mediglia con il ripristino dell’illuminazione stradale, la predisposizione di passaggi pedonali e la costruzione di una pensilina alla fermata del bus, considerato anche l’utilizzo del bus da parte degli anziani e degli studenti per raggiungere la scuole.

 

Mi aspetto immediate risposte concrete nell’interesse dei cittadini che da tempo aspettano invano un segnale positivo dall’Amministrazione provinciale”.

 

Novaceta, La Provincia si impegni per far ripartire l’Azienda Nel pomeriggio del 31 agosto, presso la sede della Provincia di Milano, si è riunita la commissione Lavoro provinciale che aveva come unico punto all’ordine del giorno l’audizione dei lavoratori della società Novaceta di Magenta in merito alla situazione aziendale e occupazionale.

 

Alla commissione hanno partecipato e preso la parola i lavoratori e i delegati sindacali dell’Azienda, dichiarata fallita, che hanno aggiornato i consiglieri provinciali sulla drammatica situazione che stanno vivendo e hanno proposto la bozza di un piano di rilancio dell’azienda stessa chiedendo un intervento fattivo delle Istituzioni in tal senso.

 

Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista Civica un’Altra Provincia-Prc-Pdci, Massimo Gatti, intervenendo in Commissione ha dichiarato:

 

“Siamo innanzi al fallimento dell’azienda, all’ennesimo caso di comportamento truffaldino di cosiddetti imprenditori. Se ancora oggi parliamo della Novaceta lo si deve alla stoica resistenza delle lavoratrici e lavoratori che da mesi stanno mantenendo un presidio davanti alla fabbrica.

 

La Provincia non può stare solo a guardare, ma, in collaborazione con le altre Istituzioni, ha il dovere di intervenire e pretendere che chi ha le responsabilità del fallimento di Novaceta paghi. Non è più ammissibile che a pagare siano sempre e solo le lavoratrici e i lavoratori.

 

I lavoratori non chiedono assistenza, ma dignità e lavoro. La cassa integrazione non può essere la soluzione né dal punto di vista economico né, tantomeno, dal punto di vista della dignità di professionisti seri che nell’arco di oltre cinquanta anni hanno contribuito a costruire un’azienda che, fin quando ha operato, è stata leader mondiale per la produzione del filo d’acetato.

 

Novaceta può e deve ripartire, non è un’utopia e il piano presentato oggi dai lavoratori lo sta a dimostrare, contenendo anche proposte innovative per la produzione di energia. Ora le Istituzioni devono fare la loro parte.

 

Il Comune di Magenta deve mantenere, senza deroghe, il vincolo produttivo delle aree. Provincia di Milano e Regione Lombardia devono investire nel lavoro produttivo, richiamando il Governo nazionale, oggi completamente assente, a svolgere la propria parte.

 

Vi è l’obbligo civile e morale di entrare nel merito delle proposte fatte e dare un esempio costruttivo affinché si giunga, al più presto, ad una proposta fattiva da presentare al curatore fallimentare e, tramite lui, ad una nuova proprietà”.

 

Moria di pesci, presentaTA UN’ interrogazione urgente In merito alla straordinaria moria di pesci che si è verificata nel colatore Addetta e nelle rogge tra Paullo e Tribiano, il capogruppo in Provincia di Milano per Lista Civica un’Altra Provincia-Prc-Pdci, Massimo Gatti, il 6 agosto, ha presentato un’interrogazione urgente rivolta al Presidente della Provincia e agli Assessori provinciali competenti.

 

“Dopo il gravissimo disastro del mese di febbraio, - ha dichiarato Massimo Gatti – con l’ingente sversamento di materiale inquinante nelle acque del fiume Lambro, ancora una volta dobbiamo registrare le carenze del sistema di prevenzione e di controllo dell’inquinamento da parte delle istituzioni competenti. Per questo ho presentato un’interrogazione al Presidente e agli Assessori competenti, per chiedere cosa ha già fatto o ha intenzione di fare questa Amministrazione provinciale per verificare la natura e la causa di questa straordinaria moria di pesci; se l’Amministrazione provinciale si è attivata con gli Enti preposti per verificare eventuali problemi di inquinamento della falda acquifera e del territorio circostante; quali interventi e quante risorse ha destinato la Provincia di Milano per azioni di prevenzione e controllo di questi eventi, che mettono a grave rischio l’ambiente e la salute dei cittadini”.

 

Case Aler quartiere di via Salomone, presentata un’interrogazione urgente Il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha presentato, il 2 agosto, un’interrogazione rivolta al Presidente della Provincia di Milano e all’Assessore provinciale alla Casa, in merito alle case Aler del quartiere di via Salomone, a Milano.

 

“Preso atto che ad oggi non sono ancora stati avviati i lavori di sostituzione dell’impianto di riscaldamento, con la relativa manutenzione e pulizia dei singoli caloriferi, determinando il rischio oggettivo del mancato funzionamento del nuovo impianto per il prossimo inverno – ha dichiarato Massimo Gatti – e considerato che la Provincia di Milano ha un proprio rappresentante nel consiglio di Amministrazione di Aler Milano, ho chiesto al Presidente della Provincia e all’Assessore alla Pianificazione del territorio, Piano Casa/Edilizia, Housing sociale, se il Consiglio di Amministrazione di Aler ha approvato l’intervento di sostituzione dell’impianto di riscaldamento citato e con quale crono programma e se è intenzione dell’Amministrazione provinciale intervenire per evitare un ulteriore peggioramento dei disagi già subiti dai residenti del Quartiere Salomone, soprattutto in vista dei mesi invernali.

 

Mi aspetto immediate risposte concrete nell’interesse dei cittadini considerato anche che numerose organizzazioni sociali e sindacali, hanno avviato da tempo un grande lavoro di riqualificazione del Quartiere Salomone per migliorare la qualità della vita e delle condizioni abitative e considerato che negli edifici in Edilizia Residenziale Pubblica del Quartiere Salomone, dal civico 28 al 66, abitano 477 nuclei familiari, per un totale di 1.800 inquilini che da troppo tempo ormai attendono un intervento delle Istituzioni”.

 

Scuola, Massimo Gatti ha partecipato al presidio dei precari davanti al Provveditorato Il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia–PRC–PdCI, Massimo Gatti, ha partecipato l’ 1 settembre 2010 al presidio indetto davanti all’Ufficio Scolastico Regionale in via Ripamonti 85 a Milano dal Movimento Scuola Precaria per protestare contro i tagli del governo alla scuola pubblica.

 

“Solo sul territorio di Milano e provincia saranno più di mille i lavoratori precari della scuola che quest’anno rimarranno disoccupati – ha dichiarato Massimo Gatti – Se consideriamo tutto il Pese, invece, saranno decine di migliaia i docenti e gli ATA che rimarranno senza lavoro. Quelli imposti dal duo Gelmini-Tremonti sono tagli inaccettabili. Noi siamo stati e saremo in piazza con i precari per sostenere l'importantissima battaglia di queste lavoratrici e lavoratori per la difesa della scuola pubblica, per il lavoro e per la democrazia”.

 

Se volete segnalare nuovi contatti interessati a questa newsletter, scrivete una mail all’indirizzo gattialtraprovincia@gmail.com con oggetto: “ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER”

 

 

AVVERTENZE: In relazione all'art. 13 D. L. 196 del 30/6/03 e successive modifiche, il destinatario può chiedere la propria cancellazione da questa lista di distribuzione come previsto dall’ art.7. Si precisa che gli indirizzi e-mail provengono da conoscenze personali, da contatti avuti in occasione di spettacoli, convegni, assemblee, seminari, riunioni, ecc. e sono utilizzate a esclusivo scopo informativo. Questo messaggio ti è stato inviato perché pensiamo e speriamo che ti possa interessare. In caso contrario ci scusiamo per il disturbo e qualora non intendi ricevere ulteriori e-mail informative ti preghiamo di rispondere a questa e-mail scrivendo nell’oggetto il messaggio “CANCELLAMI” e provvederemo a cancellarti immediatamente dalla lista.

 


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Martedì, 20 Luglio, 2010 - 08:43

Comune di Milano contro Genitori Antismog, WWF e Italia Nostra: 0 a 2!!

TAR : VIA LE DEROGHE ECOPASS
IL COMUNE INDIRIZZI I CITTADINI A CONDOTTE ECOCOMPATIBILI!
GENITORI ANTISMOG, WWF e ITALIA NOSTRA VINCONO IL RICORSO AL TAR CONTRO LE ESENZIONI INGIUSTIFICATE DISPOSTE DAL COMUNE DI MILANO
A maggio il Comune aveva revocato la deroga da Ecopass per Euro 4 diesel senza FAP per evitare un provvedimento sfavorevole da parte dei giudici del TAR Lombardia, davanti al quale pendeva il nostro ricorso: 1-0 per Genitori Antismog, WWF e Italia Nostra!
Rimaneva l’impugnazione riguardante i filtri antiparticolato post–vendita che, installati su veicoli già in circolazione, garantivano automaticamente l’esenzione da Ecopass, nonostante l’efficacia degli stessi sia molto diversa e non  incida o quasi sugli inquinanti distinti dal particolato.
Oggi, 2-0 per tutti noi! Con sentenza 2995/2010 del 15 luglio 2010 il TAR ha respinto tutte le eccezioni del Comune di Milano ed ha annullato la delibera sui filtri argomentando che “non risulta congruamente motivata”, in quanto “non tutti i filtri garantiscono lo stesso livello di abbattimento dell’inquinamento da particolato ed anche la stessa tipologia di filtro garantisce riduzioni differenti a seconda della classe Euro del veicolo sulla quale è installata”. Aggiunge il TAR che i filtri, diversamente da come invece avviene con il sistema di classificazione dei veicoli (Euro 1, 2, ecc.), “garantiscono l’abbattimento solo dell’inquinamento da particolato", sicché "l’esenzione generalizzata dal pagamento della tariffa Ecopass per tutti i veicoli che hanno installato un qualsivoglia filtro antiparticolato determina (…) una irragionevole equiparazione (…) in aperta contraddizione con i principi di proporzionalità e del “chi inquina paga”, che impongono di addossare gli eventuali costi del sistema in modo proporzionale all’incidenza negativa che ogni soggetto esercita sull’ambiente complessivo”.
Il TAR ha poi sottolineato “che anche ove si trattasse di un numero limitato di veicoli (...), l’eventuale abbattimento dell’inquinamento prodotto dagli stessi, pure se in misura ridotta, contribuirebbe al miglioramento delle condizioni di salubrità dell’ambiente. Essendo l’inquinamento, anche quello atmosferico, provocato da una serie convergente di fattori, l’eliminazione di uno di questi, oltre a ridurre in valore assoluto lo stesso, potrebbe anche incidere in misura più ampia, agendo sulla parte di inquinamento determinato da una combinazione di più elementi (come lo smog), con la conseguenza di garantire un beneficio maggiore rispetto a quello riferibile alla sua incidenza diretta e al suo valore assoluto.” 
Infine, “il perseguimento di obiettivi in materia di politica ambientale è legato anche all’adozione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini, che debbono essere indirizzati dalle politiche pubbliche verso condotte ecocompatibili". L'esenzione dalla tariffa Ecopass "legata alla sola installazione del filtro antiparticolato, indipendentemente dal suo impatto sull’ambiente, potrebbe indurre” ad una corsa all’installazione dei filtri “con un aumento progressivo e consistente, in un futuro più o meno prossimo, del numero di veicoli appartenenti a questa categoria e conseguentemente del loro eventuale impatto inquinante sul sistema complessivo”.
La sentenza del TAR rappresenta un importantissimo precedente di richiamo alle Amministrazioni Pubbliche affinché definiscano le misure antinquinamento in modo coerente rispetto ai dati scientifici, soppesando tutti gli effetti combinati degli inquinanti e dei loro fattori di produzione, tenendo altresì conto delle ricadute di mercato che esse inducono. Insomma, se le cose si fanno (e si possono fare!), che si facciano bene!
Venerdì, 16 Luglio, 2010 - 14:35

Referendum acqua in Lombardia: esito STREPITOSO in Lombardia!!!

Per opportuna informazione.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliera di Zona 3
Lista civica "Uniti con Dario Fo per Milano"
Facebook: Antonella Fachin
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La raccolta firme per il Referendum acqua in Lombardia ha avuto un esito STREPITOSO!!!

Come potete leggere nella tabella allegata, in Lombardia sono state raccolte 230 mila firme, di queste ben 215 mila sono state certificate e quindi spedite a Roma, pari al 93% delle firme raccolte.

Questi numeri sono il risultato del lavoro capillare e instancabile dei Comitati, prima nell'organizzazione dei banchetti, poi nella certificazione dei moduli.
Un esito che fa dire dalla Lombardia (così come da tutta Italia, dove sono state raccolte in totale più di 1 milione di firme) un chiaro no alla privatizzazione dell'acqua!

Saluti,
Roberto Fumagalli (referente per la Lombardia campagna Referendum acqua)

Martedì, 8 Giugno, 2010 - 20:44

9 giugno: manifestazione per dire NO all'inceneritore nel parco AGRICOLO Sud

Per opportuna informazione e diffusione e, se potete, partecipazione.
L'appuntamento per la manifestazione contro l'ipotesi di costruire un inceneritore nel Parco Agricolo Sud Milano è dunque fissato alle ore h.14:00 di domani 9 Giugno 2010 presso la sede della Giunta Regionale della Lombardia in via Pola n.12 in concomitanza con lo svolgimento della citata "Conferenza dei Servizi", dove si deciderà anche del futuro della nostra salute (e del nostro portafogli).
 
Cari saluti
Antonella Fachin
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Buongiorno a tutti.
 
Ricordo che per domani 9 Giugno 2010 in Regione Lombardia (v.Pola, 12) è prevista la cosiddetta "Conferenza dei Servizi" nella quale verrà chiesta l'opinione dei sindaci coinvolti dal progetto di costruzione dell'inceneritore nel Parco Sud.
In realtà sono già (e da anni...) state sentite le opinioni di esperti della gestione dei rifiuti, come recentemente Paul Connett a Rozzano, i quali hanno autorevolmente bocciato una soluzione che serve (tanto per cambiare) solo ad arricchire l'improprio settore edile che spinge per costruire un mostro ecologico con i finanziamenti del CIP6, con i quali gli esperti della gestione dei contributi pubblici (che nulla sanno di gestione rifiuti) ci fanno pagare le nostre bollette ben il 7% in più del dovuto, per i loro affari che nulla c'entrano con la vera sostenibilità ambientale delle  energie realmente rinnnovabili (geotermico, solare, eolico, etc.).
Ricordo come l'incenerimento non elimina le discariche, bensì richieda addirittura l'apertura di discariche speciali per rifiuti tossici a causa delle ceneri rimaste dopo la combustione (rimangono 300 Kg. di ceneri tossiche per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati bruciata!), e anche per smaltire i rifiuti tossici non bruciabili e i filtri intasati di schifezze di ogni genere.
Infine la combustione comporta il rilascio di inquinanti di svariata natura: fumi, ceneri, inerti, fanghi reflui, scorie tossiche, diossina e nanoparticelle cancerogene che nessun filtro è in grado di trattenere visto che, per esempio a Brescia vi è il divieto di pascolo nelle zone circostanti l'impianto di incenerimento A2A, dove è stato verificato scientificamente un aumento dei casi tumorali.
Inoltre un inceneritore produce una minima quantità di energia elettrica, funzionale solo alla riscossione del contributo del CIP6 e dei contributi statali, e soprattutto disincentiva la reale raccolta differenziata, quella che può far diminuire davvero la tassa rifiuti in base a quanto si differenzia.
Mercoledì sarà l'ultima occasione per fare sentire la voce dei cittadini contrari alla falsa soluzione dell'inceneritore (per giunta previsto in pieno Parco Agricolo nella periferia Sud di Milano!), che comporterà solo un impoverimento per la zootecnia circostante all'impianto, una diminuzione del valore delle nostre case, uno spaventoso aumento del traffico pesante di camion carichi di indifferenziata lombarda (e di altre regioni), allontanandoci sempre più dall'unica vera sostenibilità di essere responsabili, ognuno per ciascuno, della differenziazione di ciò che si scarta.
A maggior ragione sapendo (ma bisogna informarsi...) che esistono praticabili alternative oggettivamente migliori sotto ogni aspetto e, in particolare, a costi sociali ed economici estremamente inferiori come il centro riciclo di Vedelago (www.centroriciclo.com) creato dalla benemerita Dottoressa Carla Poli, una delle tante realtà concrete che basterebbe copiare nel resto d'Italia...
L'appuntamento per la manifestazione contro l'ipotesi di costruire un inceneritore nel Parco Agricolo del Sud Milano è dunque fissato alle ore h.14:00 di domani 9 Giugno 2010 presso la sede della Giunta Regionale della Lombardia in via Pola n.12 in concomitanza con lo svolgimento della citata "Conferenza dei Servizi", dove si deciderà anche del futuro della nostra salute (e del nostro portafogli).

 
"Salute" a tutti,
alessandro diano

 
--
"Come si fa a ignorare che non è lecito investire per fabbricare prodotti di consumo durevole come quelli dei due secoli scorsi, dato che il Pianeta non è più in grado di metabolizzarne i rifiuti?"
(Pierpaolo Benni, "Bravo Rio", 2 Ottobre 2010)

Giovedì, 27 Maggio, 2010 - 12:11

OGGI: CONSIGLIO PROVINCIALE PER DISCUTERE L’AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE: partecipate!

Per opportuna info e diffusione tra conoscenti e, se potete, partecipazione.
Come ben sapete le direttive europee e la normativa nazionale prevede un ordine di priorità negli interventi di gestione dei rifiuti:
1.    riduzione alla fonte;
2.    raccolta differenziata e recupero/riciclo
3.    discariche o inceneritori.
In Italia e soprattutto in Lombardia si sta facendo da anni l’esatto contrario!
Non si incentiva la raccolta differenziata (a Milano da anni i cittadini separavano i cartoni ma l’AMSA li buttava insieme ai sacchi neri con destinazione inceneritore Silla 2!) e solo da qualche giorno ha avviato l’ennesima sperimentazione per la raccolta dei cartoni!!!
Non si realizzano impianti di compostaggio per il recupero della porzione umida dei rifiuti (molto ambita dagli agricoltori perché restituisce materia organica al terreno, fertilizzandolo in maniera naturale), nonostante il piano rifiuti della Provincia di Milano da anni denuncia la carenza di questi impianti e la scuola di agraria del Parco di Monza sia tra i massimi esperti e insegni come ben realizzare e ben gestire questi impianti con tecnologia ormai consolidata da anni.
Nulla si fa infine per favorire la riduzione della quantità di rifiuti prodotti, nonostante le tante esperienze sul territorio (in vari Comuni d’Italia, oltre che all’estero) dimostrano che ciò sia fattibilissimo e senza tanta difficoltà… basta solo la volontà politica.
Cari saluti
Antonella Fachin


CONSIGLIO PROVINCIALE PER DISCUTERE L’AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE
GIOVEDÌ 27 MAGGIO 2010

È stato convocato un Consiglio Provinciale dalla Provincia di Milano in cui si discuterà con i Sindaci della zona le obiezioni presentate contro l’ampliamento del’inceneritore di Trezzo sull’Adda.
È importante rafforzare la posizione dei Sindaci, nostri rappresentanti, partecipando numerosi a questo incontro che si terra alle ore 14.30 presso il palazzo della Provincia di Milano in via Vivaio, 1 Milano .
Nonostante sia un giorno feriale, partecipiamo numerosi a questo incontro e ribadiamo
il nostro NO all’ampliamento!
Il Comitato No Ampliamento Inceneritore si è organizzato per partire alle ore 13 dalla metropolitana di Gessate (davanti all’edicola) e chiunque voglia unirsi al gruppo
sarà bene accetto.
Il Comune di Pozzo d’Adda sta anche organizzando un pullman
TI ASPETTIAMO!
Comitato No Ampliamento Inceneritore
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Caro Vito,
mi chiamo Paolo Stabellini, ho 38 anni e sono il Presidente del comitato contro il raddoppio dell'inceneritore di Trezzo sull'Adda che si è appena costituito per promuovere l'informazione, la presa di coscienza e l'iniziativa per difendere il NOSTRO AMBIENTE e la NOSTRA SALUTE.
Il nostro gruppo nasce sul territorio di Grezzago, con la prospettiva futura di abbracciare tutto il territorio limitrofo.
Il nostro lavoro ha la finalità di capire quali sono i problemi che potrebbero influenzare la nostra vita e cercare delle soluzioni, proporle e sostenerle attraverso tutti i canali a disposizione, coinvolgendo e contattando le amministrazioni locali, le autorità preposte e avvalendosi della collaborazione delle istituzioni per la protezione dell'ambiente presenti sul territorio.
Come avrai ben capito siamo un gruppo che è fortemente legato al territorio in cui vive e che non si propone di cambiare il mondo ma di proteggere e di migliorare la qualità della vita quotidiana di ognuno di noi, delle nostre famiglie, dei nostri amici e soprattutto dei NOSTRI FIGLI e delle generazioni future.
La nostra attenzione si rivolgerà di volta in volta a problemi diversi, a partire da un tema che in questi giorni ci è particolarmente caro, che è quello di evitare il raddoppio dell'inceneritore di Trezzo sulla'Adda. Un inceneritore costituisce una minaccia silenziosa, invisibile: le sue emissioni non si vedono, non si sentono, ma ci sono, le respiriamo ogni giorno, e se oggi non ce ne rendiamo conto e domani neppure, cosa accadrà dopodomani, tra sei mesi o tra due anni? Nessuno lo sa con certezza anche se è scientificamente provato che queste emissioni sono inquinanti per l'ambiente e nocive per l'uomo, ma molti sembrano non badarci, e non si oppongono alla loro costruzione o al loro ampliamento come in questo caso, e le grandi società private ne approfittano, perché "bruciare i rifiuti" è un business redditizio", e si sa che quando ci sono di mezzo i soldi la salute delle persone e il benessere di un territorio passano in secondo piano, diventano argomenti scomodi, da trascurare, da tacere.
Così nasce il nostro gruppo, per cercare di costruire un CIELO PIU' PULITO per noi e per TUTTI e il nostro sito internet www.cielopulito.com.
Il bacino interessato alla cosa è costituito da circa 300.000 persone e io come Presidente del comitato sono a chiedere il tuo aiuto in questa lotta che per noi e per le nostre famiglie è veramente sentita. Per te può essere il modo di fare politica a contatto con tanti cittadini che apprezzerebbero il tuo coinvolgimento e credimi non ti farebbero mai più mancare il proprio voto.
Fammi sapere se la cosa ti può interessare e se sei disposto a darci una mano.
Grazie in anticipo per quello che farai per noi Paolo Stabellini Presidente del Comitato contro l'inceneritore di Trezzo Sull'Adda www.cielopulito.com

Mercoledì, 19 Maggio, 2010 - 19:47

L'ALTERNATIVA AGLI INCENERITORI, Paul Connett

No inceneritori - Si alla salute
Venerdì 16 aprile 2010 Camera di Commercio Parma

Estratto dall’intervento di PAUL CONNET, Consulente ONU per la gestione dei rifiuti

Come spiegheremmo a Leonardo l’attuale gestione dei rifiuti in Italia?

Guarda la versione integrale

Per vedere il filmato clicca qui !

Giovedì, 22 Aprile, 2010 - 14:50

Buon compleanno Terra!

Buon compleanno Terra!

 
Il 22 aprile 1970 è stata celebrata la prima Giornata della Terra, milioni di persone si sono unite per sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi al fine di preservare e proteggere meglio il nostro Pianeta.
Il 2 maggio, con l'aiuto dei volontari, verrà rilevato lo stato dei fiumi italiani, per valutarne lo stato e avanzare proposte per la loro tutela. Partecipa anche tu >>
In Sicilia dal 12 aprile al 23  maggio si svolgerà il 27° campo internazionale per la protezione dei rapaci e le cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina. Sei ancora in tempo per iscriverti >>
Il tuo impegno per proteggere la Terra è fare la differenza. Ti aspettiamo !
Venerdì, 27 Novembre, 2009 - 10:38

NO SMOG: LA MILANO CHE VORREMMO: firma la petizione!

LA MILANO CHE VORREMMO- Firma e fai circolare la Petizione online di GAS-Genitori Anti Smog!! 

CI AIUTATE A DIFFONDERE LA PETIZIONE?

Sì!
Io ho aderito: fatelo anche voi! Grazie
Antonella Fachin
Lista Fo
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Cari amici 
oggi, giovedì 26 novembre, si terrà a Palazzo Marino  la seduta del Consiglio Comunale con all'ordine del giorno il traffico e la mobilità in ambito urbano.
Abbiamo anche in questa occasione, voluto far sentire la nostra voce e invitato chi ci governa a riflettere sulle prossime decisioni e ad assumersi le responsabilità delle loro decisioni.
Vi alleghiamo dunque la lettera che abbiamo inviato al Sindaco, a tutti i Consiglieri Comunali e alla Direzione Ambiente della Commissione Europea.
Nella lettera si rinvia alla petizione da poche ore online e che vi invitiamo a firmare e a far circolare il più possibile.


http://www.petizionionline.it/petizione/genitori-antismog-la-milano-che-vorremmo/325



La petizione chiede quello che chiediamo da anni, di trasformare Ecopass in congestion charge (paghino tutti), con ampiezza allargata alla circonvallazione della 90/91, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, percorsi  ciclabili protetti ecc.  ecc.


Tutte quelle misure che, con molto coraggio ma investimenti limitati, potrebbero cambiare il volto di Milano.

AIUTATECI A FAR CAPIRE A CHI GOVERNA CHE SIAMO IN MOLTI A VOLERE UNA CITTA’ DIVERSA!


Grazie del Vostro sostegno


GENITORI ANTISMOG
Martedì, 17 Novembre, 2009 - 16:37

ACQUA BENE COMUNE: il sindaco deve dire NO alla privatizzazione!

Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano ha detto NO alla privatizzazione del servizio di gestione dell'acqua.
Purtroppo in Italia si procede come i gamberi: nei paesi in cui la liberalizzazione spinta ha portato anni fa alla privatizzazione della gestione dell'acqua si sta ritornando al servizio pubblico ... noi, invece, vogliamo sperimentare!!!

Cosa succederà nel medio periodo?
Succederà quello che è successo ovunque: la privatizzazione del servizio idrico porterà ad aumento dei costi in quanto i cittadini dovranno pagare il servizio + la remunerazione dell'investimento del privato (=profitto).
.. se poi la società di gestione del servizio idrico sarà ADDIRITTURA QUOTATA IN BORSA, I CITTADINI DOVRANNO SUBIRE LE SPECULAZIONI DEL TITOLO E L'ATTENZIONE DELL'IMPRESA CONCENTRATA NON A OFFRIRE UN BUON SERVIZIO A UN COSTO EQUO, MA A REMUNERARE GLI INVESTITORI.
COME? tagliando i costi!!!
QUALI? Quelli di manutenzione e di infrastrutture nuove e moderne!

Quando il servizio idrico sarà diventato un colabrodo e i cittadini saranno scontenti, l'ente pubblico cercherà di riprendersi il controllo ma dovrà strapagare quello che era suo ed era in buono stato.
CONCLUSIONE: i privati avranno fatto l'ennesimo buon affare, i privati NO!

A Milano il servizio idrico è in ottime condizioni -è tra quello che in Italia ha le minori perdite e sprechi- e il costo per i cittadini è equo. Quindi perchè cambiare una "squadra vincente"?
Chiedo al Sindaco di Milano di fare come il sindaco di Cassinetta: difendere un servizio di qualità per il quale i cittadini pagano il servizio ma non debbono pagare anche la remunerazione del privato che dovesse malauguratamente gestire l'acqua di Milano!!!

Cordiali saluti a tutti/e
Antonella Fachin
Consigliera Zona 3
Capogruppo Uniti con DArio Fo per Milano
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ACQUA BENE COMUNE. CASSINETTA DI LUGAGNANO DICE NO ALLA PRIVATIZZAZIONE

RICONOSCIMENTO DELL’ACQUA COME BENE COMUNE E DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO COME SERVIZIO PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA
 Relazione introduttiva del Sindaco Domenico Finiguerra
Gentili consiglieri, negli ultimi anni e in particolare negli ultimi mesi, attorno all’acqua si è sviluppato un dibattito internazionale che anche nel nostro paese sta producendo azioni e legislazione.
Noi viviamo l’acqua come una presenza scontata in tutte le attività della vita quotidiana (alimentari, igieniche, produttive, ricreative). Purtroppo non possiamo dire che sia altrettanto, non solo nei paesi del sud del mondo, ma anche in alcune regioni del sud Italia.
Attorno all’acqua si muovono e si intrecciano interessi. Interessi che cresceranno sempre più al crescere della crisi idrica. Per l’acqua si provocano e si provocheranno guerre e guerriglie.
L’acqua è diventato uno dei beni della terra che possono produrre profitti, ricchezze e quindi disuguaglianze e ingiustizie.
L’acqua è considerato da taluni soggetti economici, le multinazionali in primis, come una merce preziosa, al pari del petrolio o dei diamanti. Questo processo di mercificazione, complice l’economia globalizzata, sta cambiando la definizione di acqua da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può estrarre e commerciare liberamente. Un processo pericoloso, che deve trovare un processo di segno opposto, che punti a mantenere inalterata la natura dell’acqua e a riaffermare il diritto all’acqua come un diritto naturale, che vada oltre il riconoscimento del legislatore, in quanto legato alla natura stessa dell’uomo.
L’acqua è vita. E’ un bene essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente. Ed è diritto inviolabile dell’uomo l’accesso all’acqua potabile e a quella necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi. L’acqua è un diritto universale, inalienabile ed indivisibile, che può essere annoverato fra quelli cui fa riferimento l’art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana (La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale).
Questa concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è affermata negli ultimi 40 anni a livello mondiale. A partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo, maggio 1968) fino ad arrivare al pronunciamento dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (settembre 2007): Il diritto all’acqua risulta un’estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana.
L’acqua e la sua scarsità, dovuta anche ai mutamenti climatici che interessano il pianeta, pone tutti noi, cittadini e governanti, di fronte a grandi responsabilità. Pur essendo rinnovabile, il “bene acqua”, per effetto dell’azione dell’uomo, può ridursi o addirittura esaurirsi. E’ quindi responsabilità sia individuale che collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzandolo con saggezza, preservandolo, affinché esso sia accessibile e disponibile a tutti, nel presente come per le future generazioni.
La risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 ha dichiarato “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”.
Inoltre, la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno – priorità 2003-2006 – affermava, al paragrafo 5, essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”.
Gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza; si veda ad esempio la Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo COM (2004) 374: …le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006).
Ciononostante, in Italia, si sta procedendo a tappe forzate verso l’assoggettamento dell’acqua alle regole del mercato, facendo rientrare il servizio idrico nel novero dei servizi pubblici locali per i quali si debba procedere alla liberalizzazione/privatizzazione.
A fronte della politica mondiale mirante alla privatizzazione dell’Acqua, anche in Italia è sorto un movimento di contrasto a questa politica, il Forum dei Movimenti per l’acqua: una rete associativa cui aderiscono organizzazioni nazionali e comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici.
Un movimento che ha depositato nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.
Anche il Comune di Cassinetta di Lugagnano, negli ultimi a anni, in coerenza con la propria impostazione politica e culturale di contrasto alla strategia della mercificazione/monetizzazione dei beni comuni, ha partecipato alla grande mobilitazione dei Comuni, del Comitato Milanese e Lombardo per l’acqua pubblica, del Forum italiano dei movimenti e del Contratto Mondiale sull’acqua. Una mobilitazione che ha portato 144 comuni Lombardi a promuovere un referendum contro la Legge regionale 18/2006 che obbligava i comuni lombardi a privatizzare l’acqua; legge poi modificata proprio su pressione della mobilitazione di cittadini, associazioni ed enti locali.
Una mobilitazione che aveva raggiunto l’obiettivo di ottenere una norma che consentisse il mantenimento della gestione del servizio idrico “in house”, per mezzo di società a totale capitale pubblico, ovvero sotto il diretto controllo dei Comuni.
Ma in maniera quasi clandestina, in totale assenza di un doveroso dibattito politico e pubblico, e mistificando la realtà, spacciando la decisione come imposta dall’Europa, il 9 settembre 2009, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che modificando l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, non solo apre la strada alla privatizzazione dell’acqua (di fatto già realizzata con pessimi risultati in molte parti d’Italia) ma la rende obbligatoria. Infatti, la modifica apportata prescrive l’affidamento ai privati del servizio idrico tramite gara. Prevedendo che le quote di partecipazione del pubblico ad eventuali società miste non possano superare il 40%.
La novella legislativa annulla così i margini concessi alle amministrazioni locali dall’art. 23 bis della legge n.133/2008, che consentiva di mantenere la gestione “in house” nei servizi fondamentali come l’acqua. Un decreto palesemente incostituzionale, perché getta le basi per la mercificazione (e quindi la possibile/probabile violazione) di un diritto individuale irrinunciabile. Di fatto, gli Enti Locali vengono espulsi per legge, non solo dalla gestione del servizio idrico,­ bensì di tutti i servizi pubblici locali, tra cui il trattamento dei rifiuti e il trasporto pubblico locale.
L’attacco ai beni comuni che si apre con questa decisione deve vedere gli Enti Locali, e i Comuni in particolare, protagonisti di una mobilitazione politica e culturale, a partire dai territori e dai cittadini che li abitano.
A mio parere non è possibile assistere passivamente a quanto si sta consumando. Perché, riprendendo le parole di Padre Alex Zanotelli, il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” sta diventando la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua!
Credo che chiunque ricopra cariche pubbliche, ancorché in un piccolo comune di provincia come il nostro, debba porsi sempre, per ogni atto, azione o omissione che compie, la seguente domanda: “mio figlio, il figlio di mio figlio e i figli di chiunque altro su questo pianeta, avranno ricadute positive dalla mia azione e dalle mie decisioni.
Cari consiglieri, rispondendo a questa domanda e rivolgendola a tutti voi, sottopongo all’attenzione dell’assemblea la seguente proposta di deliberazione, con la quale il Comune di Cassinetta di Lugagnano riconosce l’Acqua come “Bene Comune” e il Servizio Idrico Integrato come “servizio privo di rilevanza economica”.
Grazie.
Il Sindaco
Domenico Finiguerra
Martedì, 10 Novembre, 2009 - 22:53

CAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA".IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ACQUA!

PER OPPORTUNA INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE.
CHI DESIDERA PUO' DIFFONDERE LA NOTIZIA TRA AMICI E PARENTI.

CHI DESIDERA PUO' SOTTOSCRIVERE ANCHE L'APPELLO A SOSTEGNO DEL MANTENIMETO DELLA GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA

FIRMA L'APPELLO CAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA"  IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ ACQUA !
http://www.facebook.com/l/9fda0;www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

 
Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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”L'ACQUA NON É SCONTATA”
13 novembre 2009 ore 18.00 - 20.30
Via Guglielmo Pepe 14 ang. Via Carmagnola - Milano
presso l'Associazione Culturale Punto Rosso
(MM2 Verde – Passante Ferr. Garibaldi – uscita Via Pepe)
 
Questa iniziativa, organizzata dall'associazione Progetto Civile di Milano, é stata inserita nel programma della ”Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile” 2009, promossa e patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO che si terrà dal 9 al 15 novembre 2009.
L'incontro si prefigge di coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza sulla difesa dell'acqua quale bene comune, diritto di ogni essere vivente e risorsa non mercificabile, promuovendo comportamenti virtuosi, consumi consapevoli e il coinvolgimento della cittadinanza alla lotta contro la sua privatizzazione.
Oltre agli interventi di esperti sul tema, si coinvolgeranno i cittadini attraverso il dibattito e spazi espositivi e di informazione sulle iniziative Imbrocchiamola, Acqua San Rubinetto ed altre.
 
Interverranno:
Emilio Molinari - Forum Mondiale per L'Acqua: Situazione Internazionale.
Massimo Gatti - Consigliere in provincia di Milano per la Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI: La privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
Giovanna Procacci - Comitato Milanese Acquapubblica: la situazione milanese e future iniziative.
Gli interventi saranno alternati da brevi filmati.
 
Sono gradite collaborazioni, adesione di cittadini-associazioni-comitati; chi volesse inviare un messaggio da leggere durante l'incontro, scrivere a donofrio.eleonora@gmail.com.
 
Adesioni già pervenute:
Associazione Culturale Punto Rosso, Milano - Associazione Aria Civile, Milano - Comitato Milanese Acquapubblica – Coordinamento Nord Sud del Mondo -  Lista Civica “A Sinistra per Cambiare”, Paullo - Lista Civica “Uniti con Dario Fo per Milano” - Lista Civica “Un'Altra Provincia”, Milano - Partito dei Comunisti Italiani, Milano - PRC, Milano e Provincia – Partito Umanista, Milano – Umanisti per l’Ambiente, Milano.

Durante l’incontro continuerà la raccolta delle adesioni alla “Vertenza Cip6 o ci fai?” Nazionale contro il finanziamento degli inceneritori, effettuato tramite il pagamento delle nostre bollette elettriche. Portare fotocopia fronte-retro della carta d’identità,copia dell’ultima bolletta e 10 € per contributo spese legali.
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Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, fatto gravisimo.
Il decreto poi approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (nella Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.
 
Lunedì, 2 Novembre, 2009 - 14:44

mail bombing per la Campagna nazionale "Salva l’Acqua"

Per opportuna informazione e partecipazione.
Cari saluti
Antonella
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Campagna nazionale "Salva l’Acqua"

02 Novembre mail bombing su Senatori e Senatrici

Il decreto legge 135/09 approderà in aula al Senato il 03 Novembre.
Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento, è opportuno attuare un mailbombing sui Senatori e Senatrici, al fine di mettere un po’ di pressione richiedendo che le nostre richieste siano sostenute nel dibattito.
Affinchè sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili, pertanto concentriamoci tutti sulla giornata di lunedì 02 Novembre.
Di seguito l’elenco degli indirizzi e-mail dei Senatori e Senatrici ed il testo da inviare loro
Si consiglia di effettuare l’invio suddividendo l’indirizzario di seguito in due/tre gruppi e di attendersi che diverse mail tornino indietro perchè non pervenute.

Elenco e-mail:
adamo_m@posta.senato.it, aderenti_i@posta.senato.it, adragna_b@posta.senato.it, agostini_m@posta.senato.it,
alberticasellati_m@posta.senato.it, alicata_b@posta.senato.it, allegrini_l@posta.senato.it, amati_s@posta.senato.it,
amato_p@posta.senato.it, paolo@paoloamato.com, amoruso_f@posta.senato.it, andreotti_g@posta.senato.it, andria_a@posta.senato.it,
antezza_m@posta.senato.it, armato_t@posta.senato.it, asciutti_f@posta.senato.it, astore_g@posta.senato.it,
augello_a@posta.senato.it, azzollini_a@posta.senato.it, baiodossi_e@posta.senato.it, balboni_a@posta.senato.it,
baldassarri_m@posta.senato.it, mario.baldassarri@senato.it, baldini_m@posta.senato.it, barbolini_g@posta.senato.it,
barelli_p@posta.senato.it, bassoli_f@posta.senato.it, bastico_m@posta.senato.it, battaglia_a@posta.senato.it,
belisario_f@posta.senato.it, benedettivalentini_d@posta.senato.it, berselli_f@posta.senato.it, on.filippo.berselli@studioberselli.com,
bertuzzi_m@posta.senato.it, bettamio_g@posta.senato.it, bevilacqua_f@posta.senato.it, bianchi_d@posta.senato.it,
bianco_v@posta.senato.it, bianconi_l@posta.senato.it, biondelli_f@posta.senato.it, blazina_t@posta.senato.it, bodega_l@posta.senato.it,
boldi_r@posta.senato.it, bondi_s@posta.senato.it, bonfrisco_a@posta.senato.it, bonfrisco@forzait.org, bonino_e@posta.senato.it,
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bruno_f@posta.senato.it, bubbico_f@posta.senato.it, bugnano_p@posta.senato.it, burgarettaaparo_s@posta.senato.it,
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vimercati_l@posta.senato.it, vita_v@posta.senato.it, vitali_w@posta.senato.it, vizzini_c@posta.senato.it, carlovizzini@carlovizzini.it,
zanda_l@posta.senato.it, zanetta_v@posta.senato.it, zanoletti_t@posta.senato.it, zavoli_s@posta.senato.it

Testo della mail da inviare:

Ai/alle Senatori/Senatrici

Oggetto: esame in aula al Senato del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee

Gentile Senatore/Senatrice,
ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.
Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.
Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento,

chiediamo ai Senatori e alle Senatrici

Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito. - di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito. - di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito. - di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.
Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.

Firma del Comitato o firma del singolo cittadino
Sabato, 3 Ottobre, 2009 - 10:37

Italia inadempiente al risanamento della qualità dell'aria

Italia inadempiente agli obblighi di risanamento della qualità dell'aria

Comunicato stampa

 
BOCCIATO L'IMPEGNO DI RISANAMENTO DELL'ARIA DELLE REGIONI E DELLO STATO ITALIANO: LA COMMISSIONE EUROPEA RIAPRE LA PROCEDURA DI INFRAZIONE. SE L'INQUINAMENTO NON CALA NEI LIMITI ENTRO IL 2011 L'ITALIA COSTRETTA A PAGARE UNA MULTA SALATA

Milano, 2 ottobre 2009 – La decisione della Commissione Europea del 28 settembre sui superamenti delle norme sulla qualità dell'aria che si registra in quasi tutte le zone omogenee in cui è stato diviso il territorio nazionale è una sonora bocciatura di quasi tutti i Piani Regionali di risanamento dell'aria e la constatazione dell'inesistenza di un Piano Nazionale. A fronte di tale constatazione la Commissione avvia la procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano. In pratica, a meno di un inatteso colpo di reni nella lotta all'inquinamento, dal 2011 l'Italia sarà condannata a pagare una salatissima multa per inquinamento.
 
“Una bocciatura, purtroppo, anche per la Regione Lombardia e per il Comune di Milano – sostengono Legambiente, Genitori Antismog, Fiab-Ciclobby e Italia Nostra -: sono considerate insufficienti le misure regionali di limitazione dei veicoli inquinanti (in poche aree, per fasce orarie, senza controlli efficaci...) così come troppo limitato l'Ecopass (troppe le deroghe, troppo piccola l'area). Così, il partito dei camionisti e dei sostenitori dell'auto, oltre ad attentare alla nostra salute, ci porterà a pagare le multe europee con le nostre tasse! Occorre che Comune, Regione e Stato scarichino gli inquinatori e comincino a fare sul serio nella lotta allo smog!”
 
E' noto che l'aria delle nostre città e di tutta la Pianura Padana è fuori legge per l'Europa. Per questa ragione è stata avviata la procedura nei confronti dell'Italia, sospesa nel 2008 solo a condizione che l'Italia dimostrasse un impegno forte e costante nella lotta all'inquinamento.
 
Ma cosa è successo in questi ultimi mesi? Il settembre scorso l'Italia ha predisposto (come d'obbligo) il fascicolo inviato (in ritardo) alla Commissione Europea per dimostrare che, nonostante gli elevati livelli di inquinamento, erano in atto in diverse regioni Piani di risanamento credibili tali da permettere di rientrare nei limiti fissati dall'Europa. Il Ministero dell'Ambiente avrebbe poi dovuto, oltre a raccogliere i piani inviati dalle Regioni, elaborare un proprio Piano nazionale di risanamento, che non ha ancora visto la luce del sole.
 
Già l'autunno scorso i funzionari europei hanno sollecitato l'Italia a integrare la documentazione insufficiente e adempiere ai propri doveri non solo nei confronti dell'Europa. Ma, soprattutto, della salute dei suoi cittadini. Ma Prestigiacomo e Regioni non sono stati in grado o non hanno proprio fatto nulla per correre ai ripari.
 
La decisione di questi giorni salva esclusivamente la Valle d'Aosta e alcune aree della Regione Marche e del Lazio. L'Italia e il Ministero dell'Ambiente vengono ancora sollecitati ad elaborare e varare un piano nazionale di cui non si sente neppure discutere. In questo quadro, tra l'insufficiente e il non classificabile, la Commissione ha deciso di riattivare la procedura di infrazione contro l'Italia. Il documento integrale della Commissione Europea è scaricabile dal sito: www.legambiente.org .
 
Aderiscono:
Legambiente
Genitori Antismog
Fiab-Ciclobby
Italia Nostra
Mercoledì, 9 Settembre, 2009 - 13:53

presidio 10.9.09:NO alla caccia in deroga in Regione Lombardia

Tutti al presidio domani giovedì 10 settembre, dalle 10,30 alle 12,00, davanti al Consiglio regionale, in via Filzi 22: un consiglio regionale straordinario, quasi non ci fossero altri problemi davanti ai legislatori lombardi…
Cari saluti
Antonella Fachin
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Oggetto: caccia in deroga in Regione Lombardia
Il 22 dicembre scorso la Giunta della Regione Lombardia approvava all’unanimità una presa d'atto del Presidente Roberto Formigoni relativa alla disciplina della caccia in deroga nella Regione Lombardia.
La comunicazione offriva una panoramica dei provvedimenti assunti in merito dalla Regione negli ultimi anni Prima le delibere regionali, tutte annullate dai TAR su ricorso delle associazioni ambientaliste. Poi l’escamotage della legge regionale sulla base della quale emanare leggi annuali per ogni stagione venatoria.
Sia la legge quadro del 2007 che quella annuale per la stagione 2007/08 sono state dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale e quella relativa al 2008/09 che è in attesa del giudizio della stessa Corte, come dichiarava la stessa Regione Lombardia, «presenta gli stessi profili di illegittimità».
Anzi, la stessa Regione si auto-accusava esplicitamente affermando tale ultima legge era stata promulgata «nonostante le pronunce della Corte Costituzionale e gli orientamenti più volte espressi dalla Corte di Giustizia europea».
La Regione Lombardia prendeva atto finalmente che tutti i suoi provvedimenti di legge sulla caccia in deroga di questi ultimi anni erano illegittimi e si impegnava «per il futuro a evitare qualunque iniziativa legislativa di Regione Lombardia sul tema specifico».
Quei provvedimenti erano TUTTI ILLEGITTIMI, violavano le norme europee e nazionali, ed erano esclusivamente approvati per accontentare una fetta di elettorato – quello bresciano e in parte bergamasco.
Provvedimenti di improbabile legittimità  per scopi politici, «comprandosi» consensi elettorali a spese di un massacro di fauna protetta, patrimonio indisponibile dello Stato.
Sembrava insomma scendere il sipario sulla caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori, protetti dall’Unione Europea.
Ma il 31 luglio un gruppo di consiglieri regionali ha presentato un progetto di legge per rendere cacciabili anche quest’anno peppole, fringuelli, frosoni e pispole, si tratta di uccelli minuscoli, protetti ovunque…
E giovedì 10 se ne discuterà in un consiglio regionale straordinario, quasi non ci fossero altri problemi davanti ai legislatori lombardi…

Milano, 7 settembre 2009

Per la LAC – Graziella Zavalloni, delegata regionale

Mercoledì, 15 Luglio, 2009 - 11:08

La decrescita e le emissioni zero

Dal sito di ADUC.: www.aduc.it


Saluti
Antonella Fachin

15 Luglio 2009
La decrescita e le emissioni zero
  di Giuseppe Parisi
I "grandi" del mondo si sono riuniti, ancora una volta. Le tematiche da affrontare sarebbero state tante, se qualcuna di esse non avesse preso il sopravvento, vista l'urgenza, poiche' il pianeta e la sua lenta agonia sono sotto i disastri ambientali a cagione delle politiche degli interessi.
Il principio da eleggere viene edulcorato sotto le emergenze, ad esempio la produzione della CO2. Gli obbiettivi da raggiungere sarebbero ben altri, di ampia scala , anch'essi urgenti, iniziando da quella basilare, la "decrescita" intelligente. I Paesi illusoriamente considerati emergenti, dovrebbero essere guidati finanziariamente in tale percorso, tanto che rivendicano i tassi troppo bassi di CO2, quale invalidanti al loro benessere sociale ed economico, nella direzione degli anacronistici e superati sviluppi economici dei capitali.
Nei cosiddetti Paesi evoluti dell'Occidente, sono anni che si programmano investimenti di studio e per progetti alternativi di produzione di energie, come ad esempio le rinnovabili, nonche' ogni progettualita' utile e necessaria al risparmio energetico ed alla diminuzione di scarti, compresa la famigerata CO2.
Le tematiche che ci saremmo attesi di ascoltare, al vertice dei G8, sarebbero state quelle delle strategie su come pianificare e modificare le politiche economiche per attivare una decrescita intelligente delle economie e delle produttivita', incoraggiando e sostenendo con aiuti finanziari soprattutto quei Paesi con standard bassi di progettualita' e di investimenti.
Un ruolo straordinario e peculiare, e' quello del Paese Italia. Per mancanza cronica di fondi, assorbiti da uno strabiliante quanto sospetto costo della politica (qualcuno si affannerebbe della democrazia...) nonche' ulteriori aggravi come qualche 8 per mille al puro fanatismo, il nostro Paese ha una cronica mancanza di validi ed energici finanziamenti sullo studio delle risorse da fonti rinnovabili, malgrado siamo, come pochi altri, il Paese del sole e del vento.
In Italia siamo ormai alla farsa, soprattutto sul palcoscenico internazionale.
Restiamo paladini difensori del Pianeta febbricitante, quando in casa giochiamo al nucleare. Tutti conoscono il solito fare "double-face" del Presidente Silvio Berlusconi: un Paese dalle megalomani follie nucleari e dei progetti strabilianti per strabiliare, con i soldi dei cittadini Italiani. Sicure centrali nucleari che producono scarti e scorie sicure, che saranno posizionate in aree sicure, con tutto sicuro.
Sembra una barzelletta.
Tutto il mondo si sforza nella direzione opposta, i Paesi con standard meno occidentali -come Cina, Brasile e India- vengono incoraggiati alla produzione piu' bassa di CO2, e noi, invece che Co2, secondo questo governo, dovremmo produrre ottime scorie nucleari, per la nostra sicurezza e quella di tutta Europa, per i secoli dei secoli.
Accadra' che il prossimo costoso libro che il Presidente Berlusconi regalera' ai suoi ospiti rischiera' di essere radioattivo.
Noi non possiamo non credere che, dietro i sorrisi e le strette di mano di circostanza, tra il Presidente Berlusconi e il Presidente Usa Barack Obama, non si saranno alimentate in quest'ultimo velati dubbi e nascosti sospetti su certi bizzarri comportamenti e su tante direzioni politiche del governo Italiano.
Tutto cio' lo sospettiamo, fortemente.
Crediamo che il progetto nucleare all'Italiana non piacera' affatto all'Europa. Tuttavia, a parte il Governatore del Veneto Giancarlo Galan, che si e' reso disponibile per appoggiare una delle cinque centrali nella sua Regione (non sa dove collocarla……), crediamo che nessun altro di buon senso si potra' mai assumere le responsabilita' nei confronti dei cittadini, ospitando nel proprio territorio la centrale nucleare. Ne vedremo delle belle, a cominciare dalle propulsioni mediatiche di proprieta' del Premier Berlusconi, che cercheranno di convincere, soprattutto i piu' distratti, della bonta' del progetto nucleare.
Aduc seguira' lo sviluppo Italiano del nucleare con peculiare attenzione.
Uno dei progetti che maggiormente sta a cuore al Presidente Barack Obama, e' la denuclearizzazione degli armamenti di ogni Paese del mondo. Non potra' che seguirne la messa a bando di ogni strumento nucleare, compresi quelli all'accaparramento energetico.
La politica ad emissione zero non potra' discernere dalla logica lucida della decrescita intelligente, la sola utile alla febbre del pianeta, delle malattie e della fame nel mondo. Ci saremmo attesi posizioni piu' incisive da parte del Presidente Usa che, per sensibilita', umanita' e intelligenza conosce bene la direzione da prendere. Creativa ed intelligente anche la scelta della localita' del vertice G8, dove si e' mostrato al mondo intero che in questo Paese avvengono sempre i miracoli, quelli che a radere al suolo la vita, intere citta', generazioni e futuro, non sono i terremoti, bensi' l'indiscriminata corruzione dei condoni edilizi e la interessata e cinica tolleranza verso le criminalita' organizzate.

Approfondimenti
- Galan: centrale nucleare in Veneto
http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/galan:-centrale-nucleare-in-veneto/1596292
- Centrali nucleari di quarta generazione, meta lontana. E ora la grande suggestione della quarta generazione, con la soluzione alla principale incombenza imposta dal nucleare: la gestione delle scorie. ...
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20
Lavoro/risparmio-energetico/business/italia-
nucleare-centrali-quarta-generazione.shtml?uuid=8e5e28
b8-6e20-11de-b2f5-5915ea1e729c&DocRulesView=Libero

- Nucleare in Sicilia, Lombardo prende tempo. Il via libera del Senato al disegno di legge sulle centrali nucleari apre le porte a ricchissimi investimenti in Sicilia nel campo energetico. ...
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Centrali-nucleari-Lombardo-frena--Prima-serve-un-referendum/1671796
- Un approccio regionale allo stoccaggio delle scorie nucleari. Dove e come stoccare il combustibile nucleare esausto e le scorie nucleari di alto livello? Dopo lo stop al sito di Yucca Mountain, in Nevada, ...
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/titolo/1339229
- Energia. Le centrali nucleari non servono (sen. Donatella Poretti. Testo dell’intervento pronunciato in Aula al Senato l'8 luglio durante la discussione del Ddl 1195- B, Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia).
http://www.aduc.it/dyn/salute/arti.php?id=265317

Venerdì, 5 Giugno, 2009 - 15:54

votate per la lista "un'ALTRA PROVINCIA" Massimo Gatti Presidente

Elezioni Provinciali 6-7 giugno  2009,

SCHEDA GIALLA
(basta contrassegnare la lista, il nominativo del candidato è già indicato sulla scheda)
Sostieni,  vota e fai votare
La Lista Civica “Un’Altra Provincia Massimo Gatti Presidente”
Care amiche e cari amici,

chiedo a chi sia disponibile - per convinzione, per amicizia o per cortesia – di inoltrarlo a chi ritiene possa essere interessato.
un caro saluto.
Antonella Fachin
PS: la lista dei candidati e il loro CV è disponibile al seguente link http://unaltraprovincia.wordpress.com
PPS: io sono candidata nel collegio 12 Milano Lambrate-Forlanini
PPPS: buon voto a tutti, perché è sempre e comunque importante andare a votare!
------------------------------------------------
Molte persone sono deluse della politica e non si sentono rappresentate dagli attuali partiti.
Molte persone non hanno più voglia di credere in qualcosa di nuovo e di diverso, ma la nostra lista civica ha un progetto che va oltre questa competizione elettorale ed è costituita da persone che da anni agiscono nei quartieri e nel sociale, da persone che non sono politici di professione ma lavoratori e lavoratrici che volontariamente si sono impegnati per il bene comune. Come dice il consigliere comunale Basilio Rizzo, della lista Fo, la lista civica “un’ALTRA PROVINCIA” ha:
le mani pulite,
la mente aperta e
il cuore grande!
E io aggiungo:  e i piedi leggeri !  (perchè la lista civica vuole minimizzare l’impronta ambientale della Provincia di Milano, come ente, e dare un esempio alle altre amministrazioni.)
Le candidate e i candidati della Lista Civica Un’Altra Provincia intendono:
-         dare anima etica alla politica: lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, alla corruzione e ai conflitti d’interesse delle ‘caste’ politiche ed economiche
-         valorizzare la partecipazione ponendo al centro i diritti e i bisogni delle persone
-         promuovere la cittadinanza attiva e un soggetto politico di base democratico e solidale.

I nostri valori sono:
Rispetto e difesa della dignità e dei diritti delle persone –Difesa ed attuazione della Costituzione - Salute e miglioramento dell’ambiente - Correttezza e trasparenza nella gestione della cosa pubblica – Lotta agli sprechi e sobrietà come stile di vita.
I dieci punti principali del programma
  1. Lavoro e giusto salario, sicurezza sociale  e lotta alla precarietà. 
  2. Convivenza civile e democratica fondata sulla libertà e l’eguaglianza. Contro ogni razzismo  e discriminazione, garantire a tutte le persone il bene primario della sicurezza  che viene spesso usata per diffondere paura, sfruttare di più i lavoratori precari e in nero, criminalizzare gli immigrati e scatenare la “guerra tra poveri”
     
  3. Tutela dei beni comuni:  salute, istruzione e cultura, acqua, parchi e verde.
     
  4. Stop al modello di “crescita infinita” che porta al disastro di economia, ambiente e pianeta.
     
  5. Stop al consumo di suolo e tutela del verde e del paesaggio: no alla cementificazione dilagante e alla speculazione edilizia – sì al recupero e al riuso – sì al diritto alla casa in un contesto urbano di qualità.
     
  6. Stop alla costruzione di nuove autostrade: migliorare la rete stradale esistente.
     
  7. Trasporto pubblico e  mobilità su ferro (treni, metropolitane e metro leggere),  piste ciclabili e pedonali, a livello intercomunale.
     
  8. Rifiuti Zero: ridurre e differenziare, recuperare, riciclare e riusare; programmare la chiusura degli inceneritori perché inquinano, danneggiano la salute, distruggono risorse.
     
  9. Energie rinnovabili, pulite e migliorative della qualità della vita e dell’ambiente.
     
  10. Città Metropolitana: la sua istituzione, prevista dalla Costituzione, deve sostituire la Provincia e scomporre Milano in più comuni per avvicinare ai cittadini il governo urbano, analogamente alle grandi metropoli europee.
Schede informative.
I compiti della Provincia secondo la legislazione vigente
  1. Tutela, valorizzazione e indirizzo nei seguenti ambiti (funzioni condizionate e limitate da Regione e Città capoluogo) : ambiente – suolo – acque – energie – beni culturali – parchi e riserve naturali – flora e  fauna – caccia e pesca nelle acque interne.
     
  2. Mobilità, Viabilità e Trasporti.
     
  3. Formazione professionale, edilizia e infrastrutture per l’istruzione secondaria di 2° grado.
     
  4. Organizzazione dello smaltimento dei rifiuti.
     
  5. Rilevamento e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni inquinanti.
     
  6. Servizi di igiene e profilassi pubblica.
     
  7. Statistica e assistenza tecnico-amministrativa ai comuni.
Perché abolire le Province di Milano e di Monza-Brianza e fare la Città Metropolitana

Nata come emanazione dello Stato centrale, la Provincia ha pochi poteri, per lo più delegati. Aumentano i costi di gestione e diminuisce il ruolo dell’Ente, che sta come un vaso di coccio in mezzo a due poteri forti e accentrati: Regione e Città capoluogo. E’ urgente riequilibrare i poteri di governo delle aree metropolitane, e di quella milanese in particolare, per rispondere ai bisogni e ai diritti dei cittadini e della comunità/cittadinanza metropolitana, per trasformare le periferie in belle città: 
– istituire la Città Metropolitana, Ente elettivo di governo territoriale con poteri di programmazione, pianificazione, attuazione e controllo dei problemi strategici dell’area vasta: mobilità, trasporti, infrastrutture, parchi, rifiuti, inquinamento, energia, urbanistica, riassetto idrogeologico, immigrazione ed integrazione, sicurezza e lotta alla criminalità organizzata, strutture economiche e commerciali, complessi scolastici, beni culturali artistici architettonici e paesaggistici.
Domenica, 29 Marzo, 2009 - 10:46

NUCLEARE. SE LO CONOSCI LO EVITI

NUCLEARE. SE LO CONOSCI LO EVITI
di Marco Bersani
Pubblichiamo l'introduzione del libro "Nucleare: se lo conosci lo eviti" di Marco Bersani (Edizioni
Alegre, pp. 120, euro 12,00) da qualche giorno in libreria.
Non si può certo dire che i fautori nostrani del nucleare godano di una buona stella. Da quando
l'attuale governo Berlusconi ha deciso di riaprire le porte all'energia nucleare in Italia, si prodigano
generosamente e senza sosta in interviste sui quotidiani per affermare come il nucleare sia oggi
sicuro, come con le nuove tecnologie non ci sia più alcun pericolo, come i tremendi tempi di Three
Mile Island o di Chernobyl appartengano alla preistoria. E che dunque l'Italia torni alla precedente
saggezza e smetta di rincorrere paure ancestrali (e le solite minoranze sociali che tengono in ostaggio
l'avvenire del Paese).
Peccato che, ad ogni loro intervista, corrisponda quasi automaticamente la notizia dell'ennesimo
incidente ad una centrale nucleare, senza distinzione fra generazioni delle stesse, senza differenze
toponomastiche o geo-politiche. Slovenia, Spagna, Francia (5 incidenti in poche settimane!),
Germania, Belgio sono le più recenti tappe di un gioco dell'oca virtuale - ma, ahinoi, drammatico -
che li costringe ogni volta a tornare alla casella di partenza, fa riprendere loro la politica della minimizzazione,
riporta al punto iniziale la strategia di graduale penetrazione di una politica energetica
che, fino a prova contraria, il popolo italiano ha sonoramente bocciato nel novembre del 1987
con il referendum antinucleare. E, tuttavia, seppur non dotati di buona stella, i fautori del nucleare
possono contare su un blocco economico, politico e massmediatico imponente.
Dalla Confindustria alle grandi aziende del settore elettrico, dai colossi dell'ingegneria civile a quelli
del settore militare-industriale, dalla gran parte dell'arco parlamentare al solito disponibile mondo
"scientifico", la lobby è in campo. E, in tempi di profonda involuzione e frammentazione della società
italiana, in preda a una forte crisi economica e sociale, non è detto che non riesca nell'intento.
Naturalmente non è un fenomeno solo italiano. In tutto il mondo, le grandi industrie, che in questi
anni hanno molto investito nel nucleare, hanno urgente necessità che la nuova stagione si riapra,
e cercano di far accettare l'uovo oggi - centrali che, pur arrivate alla terza generazione di reattori,
conservano immutati tutti i problemi che hanno contrassegnato le precedenti - facendo balenare
davanti agli occhi la grassa gallina del domani: le mitiche centrali di quarta generazione, con le
quali ogni problema sarà risolto e l'avvenire del pianeta potrà essere guardato con rinnovata fiducia.
Sarebbe facile ribattere come - anche senza scomodare il "sol dell'avvenire" - la vera risposta stia
esattamente nell'"avvenire del sole". Ma il tentativo è serio e non va sottovalutato. Chi scrive questo
libro non ha particolari conoscenze scientifiche sul tema in oggetto. Nondimeno è un essere
vivente e pensante e come tale ritiene di avere l'inalienabile diritto di tutti i suoi pari a poter discutere
di energia nucleare, di modello energetico, di organizzazione sociale. Insomma della vita e di ciò
che la riguarda. Perché il primo tentativo, già in atto, da parte della lobby nucleare, è il sequestro
del diritto di decidere, che si vorrebbe sostituire con la delega a un "oggettivo" sapere scientifico e
con un mandato fiduciario ai controllori della tecnologia.
Una presupposta "razionalità" - si intende "maschia" e moderna - da contrapporre all'irrazionalità -
si intende femminile e primitiva - di chi si oppone in nome dell'inalienabilità del diritto alla vita, alla
salute, all'ambiente e al futuro. Ma perché si possa riconquistare il diritto a decidere tutti assieme
di quale politica energetica riteniamo ci sia bisogno, quale modello produttivo sia necessario, quale
organizzazione sociale sia più vicina ai nostri bisogni, è necessario che al bombardamento massmediatico
dei fautori del nucleare, corrisponda un'informazione dal basso, attenta e puntuale, che
sia in grado di smascherare le gigantesche bugie - perché di tali si tratta - che stanno dietro la "necessità
del nucleare" e di restituire a ciascuna donna e ciascun uomo di questo Paese conoscenze
e saperi che ne aiutino l'autonomia personale e l'autorganizzazione sociale.
Questo libro vuole essere un primo contributo in questa direzione. E' un libro di parte, perché chi lo
scrive non crede che esista una oggettività astratta e pensa, al contrario, che quando ci si affida ad
essa, si stia solo consegnando il proprio destino nelle mani dei poteri dominanti.
L'unica oggettività possibile è dichiarare apertamente da quale parte si osserva il mondo, come se
ne perlustrano i dintorni, su quali strade si cammina. Basterà qui affermare che chi scrive è dichiaratamente schierato contro il nucleare civile e militare e per il diritto inalienabile alla salute, alla
vita, all'ambiente e al futuro. Senza se e senza ma, secondo una felice espressione del movimento
altermondialista.
Ed è da questo punto di osservazione che il libro compie, col primo capitolo, una prima riflessione
sul rapporto uomo-natura e scienza-tecnica, e su come il mutato scenario dettato dalla contraddizione
ecologica modifichi tutte le precedenti narrazioni sul tema. Col secondo capitolo si ripercorre
la storia del nucleare nel mondo e in Italia e la situazione attuale.
Il terzo capitolo prova a dimostrare l'inscindibile legame tra il nucleare civile e quello militare. Il
quarto capitolo entra nel merito delle bugie con le quali i fautori del nucleare sostengono le loro
posizioni, analizzandole nel dettaglio e dimostrandone l'inconsistenza.
Il quinto capitolo ripercorre a grandi linee la storia del movimento antinucleare e, in particolare, il
percorso che, negli anni 70-80 del secolo scorso, ha portato in Italia al vittorioso referendum che
ha bloccato il programma nucleare nel nostro Paese.
Il sesto capitolo prova invece ad affrontare la situazione attuale, cercando di offrire spunti e suggestioni
per quello che chi scrive ritiene sia la vera necessità del Paese: la costruzione di un nuovo
movimento antinucleare che, prendendo atto anche dei limiti dell'esperienza precedente, sappia
mettere in campo una strategia più ampia per intraprendere un'alternativa di sistema.
Che, partendo dall'inalienabilità dei beni comuni, rivendichi in campo energetico un modello di autogestione
territoriale ad alta efficienza e bassa dissipazione, basato sulle energie rinnovabili, contro
l'attuale modello termico, centralizzato e militarizzato. Perché si scrive energia, ma si legge
democrazia e possibilità di futuro.

Articolo pubblicato su “Lavori in corso”, Numero 142 febbraio 2009, Idee e contributi per l’ALTERNATIVA, Periodico in rete a cura della Associazione Culturale Punto Rosso

 

Venerdì, 27 Marzo, 2009 - 12:37

Forum Mondiale dell’Acqua - Istanbul. Dichiarazione finale

Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua di Istanbul
Dichiarazione finale
Dopo Città del Messico 2006, che ha rappresentato un’importante tappa per il continuo lavoro svolto dai movimenti globali per l’acqua, ci siamo oggi incontrati ancora una volta ad Istanbul per mobilitarci contro il 5 Forum Mondiale dell’Acqua.
Oggi siamo qui per delegittimare questo ipocrita World Water Forum ma anche per dare voce all’agenda alternativa dei movimenti globali per l’acqua!
Posto che siamo qui in Turchia, non possiamo fare a meno di notare come questo paese stia offrendo un importante esempio dell’impatto distruttivo che possono avere le politiche di gestione dell’acqua.
Il governo Turco ha imposto la privatizzazione di entrambe gli ambiti del servizio idrico (sistema di distribuzione e sistema di raccolta), i corsi d’acqua ed ha programmato di costruire una diga in ciascuno dei fiumi del paese.
I quattro principali casi di dighe rischiose e distruttive che stanno per essere costruite in Turchia, sono rappresentati dalle dighe di Ilisu, di Yusufeli, di Munzur e di Yortanli. Per circa dieci anni le popolazioni interessate da queste dighe si sono fortemente opposte ai progetti per la loro costruzione, in modo particolare alla diga di Ilisu, che rappresenta parte del complesso progetto di irrigazione e di produzione di energia idroelettrica che va sotto il nome di Progetto dell’Anatolia sud est, o GAP.
La diga di Ilisu che fra i vari progetti di costruzione di dighe è uno dei più criticati in tutto il mondo, è particolarmente complesso e difficoltoso a causa delle sue implicazioni di politica internazionale per quanto riguarda tutto il Medio Oriente.
La diga è situata nella regione kurda dove tuttora sono in corso gravi violazioni dei diritti umani legate alla irrisolta questione del popolo kurdo. Il governo turco sta usando il progetto GAP per produrre delle conseguenze negative a danno della popolazione kurda ma anche per cancellare i loro diritti culturali e politici.
Noi come movimento, siamo qui per proporre delle soluzioni alla crisi idrica, ma anche per chiedere all’Assemblea Generale dell’ONU di organizzare il prossimo forum globale sul tema dell’acqua. La
partecipazione di importanti esponenti e rappresentanti delle Nazioni Unite ai nostri incontri è la dimostrazione che qualche cosa è cambiata. C’è un concreto e simbolico spostamento di legittimità: dal Forum officiale organizzato dagli interessi privati e dal World Water Council al Forum dell’Acqua della società civile, organizzato dalla società civile di tutto il mondo, e che include contadini, popolazioni indigene, attivisti, movimenti sociali, sindacati, organizzazioni non governative e reti che sono attive ovunque in difesa dell’acqua, dei territori e dei beni comuni.
Facciamo appello alle Nazioni Unite e agli stati che ne fanno parte a farsi carico di assumere l’ impegno formale, in qualità di principale fra i forum internazionali, di organizzare un forum sull’acqua che sia capace di imporre degli obblighi agli stati membri, e di farsi carico delle istanze della comunità mondiale.
Facciamo appello a tutte le organizzazioni e ai governi presenti a questo 5° WWF, a impegnarsi affinchè questo sia l’ultimo forum dell’acqua gestito dalle corporations. Il mondo ha bisogno di un legittimo, affidabile, trasparente democratico forum sull’acqua che emerga attraverso un processo interno alle Nazioni Unite e che sia sostenuto dai paesi che ne fanno parte.
Confermando ancora una volta l’illegittimità del WWF, respingiamo la dichiarazione ministeriale in quanto essa non riconosce l’acqua come un diritto umano universale, ne tanto meno esclude l’acqua dagli accordi mondiali sul commercio.
Inoltre il testo della risoluzione ignora il fallimento delle privatizzazioni come strumento in grado di garantire l’accesso all’acqua per tutti, e non tiene da conto quelle raccomandazioni espresse attraverso le Risoluzioni del Parlamento Europeo.
Infine, la dichiarazione promuove l’uso dell’acqua per produrre energia idroelettrica attraverso le dighe, oltre all’aumento della produzione di biocarburante, i quali producono entrambe ulteriori iniquità e ingiustizie.
Riaffermiamo e rafforziamo tutti i principi e gli impegni espressi nel 2006 attraverso la dichiarazione di Città del Messico: sosteniamo l’acqua come elemento fondamentale di tutti gli esseri viventi presenti sul pianeta, come diritto umano fondamentale e inalienabile; insistiamo sul fatto che la solidarietà tra le generazioni presenti e future debba essere garantita;
respingiamo qualsiasi forma di privatizzazione e affermiamo che il controllo sull’acqua debba essere pubblico, sociale, cooperativo, partecipativo, equo e non destinato alla creazione di un profitto;
chiediamo una gestione democratica e sostenibile, rispettosa dell’ecosistema, che sia in grado di preservare l’integrità del ciclo dell’acqua attraverso la sua tutela, oltre a una gestione che tuteli le sorgenti e l’ambiente.
Ci opponiamo al modello economico e finanziario dominante basato sulle privatizzazioni, sulla commercializzazione e sulla finanziarizzazione dell’acqua pubblica e dei servizi di depurazione. Ci opporremo a questo modello di riforma distruttivo che esclude dalla gestione il settore pubblico, avendo constatato le ripercussioni che da esso derivano per le persone più povere, come conseguenza di rigide pratiche di remunerazione dei costi e di utilizzo di contatori prepagati.
A partire dal 2006, in Messico, il movimento globale per l’acqua ha continuato a sfidare il controllo delle grandi corporations sull’acqua per questioni di profitto.
Alcuni dei nostri risultati sono stati: la richiesta di ripubblicizzare quelle utilities che erano state privatizzate; incoraggiare e sostenere la partnership pubblico-pubblico; provocare delle perdite di profitto per le industrie che imbottigliano acqua; e realizzare tutti insieme simultaneamente attività collettive in occasione dell’Ottobre Blu e della Settimana di Azione Globale. Celebriamo gli obiettivi raggiunti attraverso il riconoscimento del diritto umano all’acqua in diverse costituzioni e leggi.
Allo stesso tempo abbiamo bisogno di attribuire le responsabilità della crisi economica ed ecologica che è in corso. Non pagheremo noi la vostra crisi!
Non intendiamo avallare questo modello economico sbagliato e insostenibile che ha trasformato: un incommensurabile espansione del credito in un enorme debito pubblico, l’acqua e i beni comuni in merce, e che considera l’intero habitat naturale in un deposito a cielo aperto di materie prime.
L’interdipendenza di fondo tra acqua e cambiamento climatico viene riconosciuta dalla comunità scientifica e viene anche sottolineata dal Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC).
Per tale ragione noi non accettiamo risposte sugli stravolgimenti del clima e relative al settore energetico, che seguano la stessa logica che ha prodotto la crisi in atto. Tale logica, che compromette in maniera irrimediabile la quantità e la qualità delle acqua e della vita, si basa sulla costruzione di dighe, di centrali nucleari, di coltivazioni intensive di biocarburanti.
Nel dicembre 2009 noi riproporremo i nostri timori e le nostre proposte alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici di Copenhagen.
Inoltre, il modello dominante di agricoltura intensiva industriale, contamina e distrugge le risorse idriche, impoverisce i suoli, e distrugge la sovranità alimentare.
Tutto questo ha un forte impatto sulla vita e sulla salute pubblica. A partire dalla fruttuosa esperienza del Forum Sociale Mondiale di Belem, ci impegnamo a rafforzare l’alleanza strategica tra i movimenti mondiali dell’acqua e quelli per la terra, per il cibo e per il clima.
Ci impegnamo inoltre a continuare a costruire reti e nuove alleanze sociali, ed a coinvolgere sia le autorità locali che i parlamentari che siano determinati a difendere l’acqua come un bene comune, oltre a riaffermare il diritto ad un’acqua potabile per tutti gli esseri umani e non. Incoraggiamo inoltre tutte le utilities pubbliche che gestiscono l’acqua a mettersi in rete, e formare delle reti regionali e delle associazioni nazionali.
Accogliamo i risultati fino ad ora raggiunti e guardiamo in avanti per la prosecuzione della nostra collaborazione, a livello nazionale e continentale!

Sabato, 31 Gennaio, 2009 - 15:46

crisi economica e aiuti di stato

In questo momento di crisi, io mi sento di stigmatizzare il comportamento delle case automobilistiche, che agiscono senza senso di responsabilità sociale e senza etica: quando vendevano auto “a go-go” si sono tenute tutti i profitti senza investire seriamente in innovazione, risparmio energetico, riduzione impatto ambientale, auto ecologica ecc.
Ora, approfittano della crisi per esternalizzare –come sempre- i loro costi, e la parte pubblica glielo permette!!!
W, W il libero mercato,,, W, W l'assenza di scrupoli!!!

Ma le famiglie non fanno così!!!
Le persone, la gente comune, le famiglie nei momenti di crisi risparmiano e non si liberano dei componenti più deboli della famiglia!!! (Se abbandonassero il loro cane li denunceremmo!!!.. per non parlare dei figli!!!). Se necessario, aprono il salvadanaio e usano BENE quei soldi, frutto dell’impegno di molti.
Le imprese invece che fanno? Hanno un capitale sociale che non intaccano mai, neppure dei momenti di crisi, e subito buttano a mare i lavoratori come zavorra inutile…. Ma come?!?!? Proprio ora che i lavoratori non sono più considerati persone (personale) ma "RISORSE"!!! e come mai uno si libera delle sue risorse invece di conservarsele come un bene prezioso, il vero valore aggiunto della sua impresa che gli consentirà di dare un contributo fattivo al superamento della crisi?!?!
Oggi più che mai gli imprenditori devono sentire e agire coerentemente con la loro responsabilità sociale, dato che producono beni e servizi da cui traggono ricavi e utili con il lavoro di persone che, grazie al loro impegno sul lavoro, possono avere un reddito –più o meno dignitoso- con cui vivere.
Le imprese non dovrebbero tagliare posti di lavoro -distruggendo così la dignità e la serenità di centinaia di migliaia di famiglie- solo per "ridurre i costi" e/o "aumentare i profitti”, come ha dichiarato il colosso METRO alcuni giorni fa (più profitti con un taglio di 16.000 posti di lavoro).
NO!
Nei momenti di crisi dobbiamo cercare di farcela tutti assieme: le imprese rinunciando un po' ai profitti, ma sapendo che in questo modo svolgono in concreto il loro ruolo sociale e i lavoratori continuando a prestare la loro opera, le loro capacità e le loro competenze per contribuire a uscire dalla crisi.

Molte case automobilistiche hanno adottato codici etici di comportamento, pubblicano il bilancio sociale ma come riscono a conciliare i valori che professano con i comportamenti che tengono? 

Parlare di sovvenzioni, di defiscalizzazioni, di aiuti alle imprese mi preoccupa, perché  mi sembra che si reiteri il solito rito dell’esternalizzazione dei costi sulla collettività senza nulla in cambio in favore della collettività.
Del resto perché mai dovrei comprare un’auto euro 4 con le agevolazioni se nel 2011 entrerà in vigore l’euro 5?!?! .. e se nelle città l’accesso alle auto diventa sempre più difficile (giustamente ora si discute dell’inquinamento in termini assoluti di un SUV euro 4 rispetto a una panda euro 1).

Perché mai le case automobilistiche –in uno stato di apparente non belligeranza concorrenziale (non voglio parlare di intesa, tacito accordo, cartello o quant’altro)- cercano di vivere di rendita e di raschiare il barile di prodotti concettualmente vecchi e inquinanti (facendo pochi ritocchi di mero restyling alle vetture e utilizzando sempre il vecchio processo meccanico del motore a scoppio/motore diesel e combustibili derivati dal petrolio, che è peraltro una risorsa naturale finita di cui fare buon uso) invece di fare vera innovazione e non meri prototipi per i vari saloni internaaionali?!? E' solo fumo negli occhi!

Tutto ciò nonostante le gravi conseguenze sulla salute dei gas di scarico dei veicoli (benzene, PM10, PM2,5, elevata emissione di NOx dei motori diesel  ecc.). Purtroppo anche in questo caso gli “effetti collaterali dannosi” di questi prodotti (gli autoveicoli e i loro carburanti) vengono “scaricati” sulla collettività (malattie + assenze sul lavoro+ricoveri ospedalieri+ invalidità e morti).

Quindi, cosa può fare la parte pubblica in questa situazione di crisi? Dare aiuti? Sì, ma è importante valutare COME dare gli aiuti alle imprese.
Gli aiuti non dovrebbero essere dati “a pioggia” per vendere prodotti già “vecchi” e per tirare avanti con questo sistema industriale ambientalmente insostenibile: per questo basterebbe che le case automobilistiche abbassassero i loro prezzi, che la filiera riducesse i propri rincari sul prezzo base (minori ricavi, ma più vendite!!! È una legge di mercato: o no?!?!).
Gli aiuti della collettività dovrebbero essere dati alle imprese che abbiano voglia di mettersi in gioco, a fronte di progetti concreti innovativi… proprio come Obama ha dichiarato di voler fare (speriamo!).
Inoltre sarebbe interessante dare una occhiata attenta ai bilanci e ai conti delle case automobilistiche per scoprire –forse- i tanti sprechi, le tante incoerenze, le tante spese di comunicazione e di rappresentanza, se non addirittura le tante liberalità ecc. che non vengono tagliati, pur essendo dei costi, mentre è assurdamente più facile tagliare posti di lavoro –togliere il lavoro a delle persone che di quel lavoro vivono- come fossero birilli da buttare giù.
E’ più facile licenziare persone che riorganizzare la struttura aziendale, razionalizzare i processi decisionali, chiedere ai manager superpagati di dare conto non solo delle loro azioni, ma anche e soprattutto delle loro INERZIE.

In USA, dove questi controlli si fanno (E IN ITALIA?!?) ne hanno scoperto delle belle!
Ebbene, come le banche prima di dare un prestito o un finanziamento vogliono verificare come viene gestita una azienda così, se fossi lo Stato, prima di concedere denaro pubblico verificherei come le aziende sono gestite, per evitare che il denaro venga dato a chi “ha le mani bucate” e non ne farebbe un uso personale "improprio" e non un buon uso nell'interesse del sistema paese.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
PS: ecco cosa ne pensa Arnald

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E così cari precari ci siamo.
Presto, il nostro amico Marchionne otterrà i famosi aiuti per l’auto.
Ora, se non fosse che tutti noi abbiamo a cuore il futuro degli operai italiani, verrebbe voglia di dire: “Compratevi un’auto francese, tedesca, marziana al limite. Ma non una del gruppo torinese”.Perché? Beh, principalmente perché sono decenni che lo Stato italiano elargisce denaro e aiuti a questi signori che però, invece di restituire almeno in parte il maltolto, si tengono tutto e hanno anche la faccia tosta di tornare a questuare.
In un altro paese Marchionne e compagnia bella sarebbero falliti da tempo e se è vero che questa crisi condanna tanti altri produttori di automobili, è anche vero che la Fiat ha una crisi ogni dieci (o meno?) anni.
C’è da dire che mentre Obama (anche se in condizioni di partenza diverse, lo ammetto) spinge i produttori verso l’eco-sostenibile, l’ibrido ecc., da noi si decide di dare incentivi per comprare anche auto già “condannate” dai nuovi canoni sulle emissioni emanati da Bruxelles, fregandocene quindi delle conseguenze gravose che ricadranno, tanto per fare una cosa nuova, sui consumatori: perché alla fine sopra di noi si può passare sempre impunemente.In ultimo, pur di vendere quattro macchine in più, la trovata più divertente: dare uno speciale incentivo a chi l’auto ancora non ce l’ha. In quel caso questi signori (me compreso) dovrebbero andare a rottamare il proprio conto in banca perché lo Stato gli farà risparmiare una somma vicino ai 1.500 euro per l’acquisto di una scatola in cui chiudersi per tre ore al giorno nel traffico.
Così, visto che le nostre città sono già coperte di lamiere su ruote che da ferme invadono le strisce pedonali, i marciapiedi e le terze file, e che in movimento congestionano completamente le strade, condannando chi vuole usare un mezzo pubblico a una vita di merda, si pensa bene di aggravare la situazione.Perché mai ai nostri saggi governanti non viene in mente che potremmo riconvertire le esigenze e i piani di business in appalti per la costruzione di mezzi pubblici e infrastrutture che, oltre a creare più posti di lavoro, renderebbero migliore la nostra vita e la nostra salute?
Amici miei, qui non si sta lavorando per il bene comune. Né si sta progettando qualcosa per far uscire dalla crisi le famiglie, i cittadini e i lavoratori senza un futuro. Qui si tratta di mettere una pezza alle ansie dei grandi miliardari e costruttori, in barba alla piccola impresa (che occupa ben più di 60.000 posti) e di permettere a signori che guadagnano almeno venti o trentamila euro al mese di mantenere il loro intoccabile stile di vita. E se questi soldi vi sembrano pochi, ricordate che la maggior parte di voi per guadagnare una cifra del genere ci mette quasi due anni se non tre.
Dunque, per tutti noi inferiori (di fantozziana memoria) c’è pronta una bella missione: comprare una nuova (nata vecchia) Fiat, affinché il suo consiglio d’amministrazione possa continuare a girare in Ferrari. - Arnald

Mercoledì, 17 Dicembre, 2008 - 10:44

W il latte crudo - M le campagne denigratorie!!!

Aderisci anche tu alla petizione in difesa del latte crudo!!!
Cordiali saluti a tutte/i
Antonella

Consorzio Tutela Latte Crudo
(*)
Via J.F. Kennedy, 30 - 26013 Crema CR
tel. 0373.897011 - fax 0373.81582
Codice Fiscale 91027060192 - www.consorziotutelalattecrudo.it e-mail : info@aral.lom.it
COMUNICATO STAMPA
A SEGUITO RIUNIONE CONSORZIO DI TUTELA LATTE CRUDO
Crema 15/12/08
Confortati dalle numerose testimonianze ricevute dai consumatori che ogni giorno continuano a prediligere il latte crudo, malgrado la campagna denigratoria in atto, si ribadisce che ad oggi non risulta un solo caso provato di infezione causata dal consumo di latte crudo acquistato presso distributori automatici, come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario pubblico.
E’ nostra fondata convinzione che, non il latte, ma gli agricoltori con la vendita diretta dei loro prodotti ai consumatori sono potenzialmente pericolosi per gli interessi dei grandi gruppi economici, in quanto vera alternativa al loro monopolio.
Pertanto saranno attuate le seguenti iniziative:
  1. ricorso al TAR del Lazio al fine di annullare l’Ordinanza del 10/12/08 che impone il consumo solo dopo bollitura
2. proposta "Latte crudo day" per il 24/12/08 in cui sarà distribuito gratuitamente il latte crudo in tutti i 1.100 punti vendita , come gesto di ringraziamento per i numerosissimi attestai di solidarietà da parte dei cittadini
3. richiesta urgente d’incontro con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, preannunciando un Assemblea generale dei produttori di latte crudo a Treviso (zona Refrontolo) per il giorno 30/12/08.
La verità è dalla nostra parte. Chi beve latte crudo campa cent’anni, riducendo gli sprechi e salvaguardando l’ambiente.

(*) Per volontà degli Allevatori che hanno avviato l’attività di vendita diretta al consumatore di latte crudo delle proprie stalle, il 24 febbraio 2006, si è costituito il Consorzio Volontario denominato “Consorzio tutela latte crudo”,  con sede legale in Crema (CR), via J.F. Kennedy, 30.
Presidente del Consorzio è il  Sig. Emilio Paleari Henssler, Vice Presidenti sono: Sig. William Donini e Sig. Alex Sassella.

Possono aderire al Consorzio tutti gli Allevatori italiani che vendono latte crudo direttamente al consumatore.
Il Consorzio non ha scopo di lucro e si propone:
La promozione e la realizzazione di iniziative intese a valorizzare, tutelare e diffondere la vendita del latte crudo, promuovendo ogni iniziativa intesa a salvaguardarne le caratteristiche peculiari da ogni abuso, concorrenza sleale e contraffazione;
La promozione e la realizzazione di attività di ricerca, assistenza, vigilanza nei confronti dei consorziati. 
--------------------------
E’ in atto un violento ed ingiustificato attacco denigratorio contro la vendita diretta del latte crudo.

OBBEDISCO!

- Invitiamo a consumare il latte crudo previa bollitura -

Questo dopo ben quattro anni, in cui centinaia di migliaia di cittadini, ogni giorno hanno acquistato il latte crudo presso i distributori self service, senza che vi sia stato un solo caso provato di infezione causato dal nostro latte ( Voi tutti ne siete testimoni ) come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario Pubblico.

La verità è che stiamo dando fastidio a qualcuno che vuole farci chiudere. La vendita diretta è l’alternativa concreta alla bieca globalizzazione dei mercati;

Noi abbiamo a cuore la salute delle persone!

Aiutateci a difendere un modo di vendita trasparente, controllabile, che permette ai consumatori di avere il miglior prodotto ad un prezzo onesto, riducendo gli sprechi e salvaguardando l’ambiente.

Sottoscrivi la petizione al Ministro ZAIA e al sottosegretario MARTINI NO alla chiusura preventiva dei distributori di latte crudo andando a questo link:http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html

Se vuoi divulgare la petizione, scarica qui la scheda per la raccolta firme in formato excel, che potrai inviarci via fax al numero 0373.81582
Il Ministero della Salute, Sottosegretario Martini, annuncia : "la possibilità di emanare un'ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell' informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura".
LINK UTILI
www.aral.lom.it
www.milkmaps.com
www.vivilafattoria.it
www.buonalombardia.it
www.regione.lombardia.it

Venerdì, 12 Dicembre, 2008 - 15:10

SPORTELLO ETICO

Il Negozio Civico     
presenta
Sportello etico
domenica 14 dicembre dalle 15.00 alle 18.00

 Presso il Negozio Civico Chiamamilano, Largo Corsia dei Servi (MM Duomo e S. Babila)

A Milano vi è un forte risveglio dell'attenzione verso uno stile di vita in cui l'etica sia presente nelle scelte quotidiane, ma cambiare abitudini non è facile, soprattutto se le informazioni utili per decidere in che direzione agire sono difficili da reperire e interpretare.
Happyvegan, in collaborazione con il Negozio civico Chiamamilano,  propone una risposta a questa esigenza di eticità, mettendo a disposizione la sua esperienza tramite lo SPORTELLO ETICO: un momento di condivisione nel quale si rispondere alle domande pratiche e teoriche, con libri, articoli e esperienza pratica su tematiche quali: alimentazione, abbigliamento, autoproduzione, consumo, viaggi, gruppi di acquisto, ecologia domestica, cosmesi e pulizia personale.
HappyVegan  nasce a Milano nel 1999, come evoluzione di un progetto che già in precedenza agiva sul territorio milanese e italiano.
Si compone di una decina di partecipanti, che spontaneamente si sono ritrovati a occuparsi attivamente della diffusione di informazioni teoriche e pratiche relative a temi di tipo etico, e alle possibili  metodologie di una loro applicazione nel quotidiano, partendo da una particolare attenzione agli aspetti etici dell'alimentazione non violenta e andando sempre pi˘ verso svariate tematiche, accomunate dall'intenzione di valutare le conseguenze delle proprie azioni quotidiane sul prossimo (sia esso umano o non umano ) e sull'ambiente, nonchè a provare un diverso stile di vita.
Da circa dodici anni organizza eventi mirati a diffondere in modo pratico queste informazioni: cene, pic-nic, gite, incontri di autoproduzione e riflessione, gare di torte e altro.
Il primo pomeriggio è dedicato alle vie etiche per il Natale: regali, viaggi, pranzi e cene, strategie di sopravvivenza sociale, accompagnato da te e biscotti non violenti.
Il calendario completo è disponibile sul sito www.Chiamamilano.it
L'iniziativa è gratuita.
Negozio Civico C H I A M A L A NO    
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 20
Largo Corsia dei Servi 11
Tel 02 76398628
Fax 02 76313223
www.CHIAMAMILAN.it
CHIAMAMILANO è un'associazione senza scopo di lucro, nata nel 2002 da un'idea di Milly e Massimo Moratti. La missione della associazione è sostenere la partecipazione cittadina e l'informazione sulla città e sulla qualità dell'aria attraverso strumenti di informazione, orientamento e consulenza. 

Mercoledì, 5 Novembre, 2008 - 11:57

nuovo piano provinciale dei rifiuti: un'occasione persa!

Riprendo e sviluppo alcune considerazioni già espresse dal collega Angelo Valdameri di Zona 6 e invito tutti a partecipare al convegno "DALLA TERRA ALLA TERRA" che si terrà il 15 novembre prossimo sul tema della raccolta differenziata.

Dunque: Approvato il Piano Rifiuti da parte del Consiglio provinciale.
Già! Approvato il NUOVO (!!) Piano Rifiuti della Provincia.
Il documento approvato accoglie le prescrizioni della Regione –espressione di una visione vecchia della gestione dei rifiuti- e quindi amplia la quantità di rifiuti da smaltire (nonostante le norme prevedano l’impegno primario di riduzione della quantità di rifiuti), e invita a localizzare un nuovo inceneritore.
E qui c’è l’inghippo, come dice Angelo: nel nuovo Piano approvato, là dove si dice che non potrà essere realizzato nei parchi regionali, si esclude espressamente il Parco Agricolo Sud. Come se quest’ultimo non fosse un parco a tutti gli effetti: della serie, ci sono parchi di serie A e parchi di serie B; natura di serie A e natura di serie B.

E quale è quella di serie B?!?! Quella che ha una vocazione agricola!!! Quella che produce foraggio per le vacche da latte e per il bestiame di cui ci nutriamo; quella che produce ortaggi e frutta che poi mangiamo!!!
Qualcuno anni fa scrisse: chi inquina l'acqua prima o poi la beve!!
Idem con ciò che mangiamo: prima o poi ce lo inquiniamo da soli!!!

Nel contempo è passato un emendamento del PD che dice no a nuovi impianti a Milano .... vicino al Parco Sud! Angelo ci riferisce che Penati si è comunque già dichiarato possibilista (della serie: “no, ma anche..”?!) dicendo che “il Piano non esclude nulla – ed è vero – con la Regione lavoreremo per definire la nuova localizzazione”!
Siamo alle solite:

  1. il Parco Sud viene inteso come terra di conquista e come territorio in cui allocare tutto quello che la città respinge, dall’inceneritore, agli sfasciacarrozze, alle discariche, alle cave riadattate, come spazio vuoto da riempire con ospedali, centri di ricerca e centri congressi ecc. Beh, la presenza dell'Istituto Europeo Oncologico, IEO, e del CERBA è quanto mai provvidenziale: studieranno e cureranno le persone ammalate di tumori, anche quelli provocati dall'inquinamento da diossina, nanoparticelle, polveri sottili ecc. che le amministarzioni pubbliche invece di diminuire aiutano ad accrescere con gli inceneritori!!
    Non basta l'inquinamento veicolare e da riscaldamento?!?
  2. La gestione dei rifiuti non è intesa in maniera proattiva, come indirizzo e prescrizione verso un modello sociale virtuoso e ambientalmente sostenibile, ma come mero compito di “eliminazione” degli scarti della società, che devono “sparire” dalla faccia della terra: poveri rifiuti! Reietti e rifiutati!
 
Concordo con Angelo: manca, sia a destra che a sinistra, una vera cultura ambientalista che preservi il territorio e l’ambiente, che prenda consapevolezza che i rifiuti sono ancora delle risorse, ricche di materie che non debbono essere distrutte e incenerite, ma recuperate nel vero senso della parola e non con giochi di parole (v. i “Termovalorizzatori”).
Le future generazioni hanno il sacrosanto diritto di ricevere in eredità qualcosa, non un pianeta consumato e incenerito!
Un altro “inghippo” è l’illusione che questo piano rifiuti sia coerente con il principio di autonomia e prossimità nella gestione dei rifiuti.
Con la costruzione di inceneritori non sarà così!!!
Infatti i residui degli inceneritori (molto più tossici dei rifiuti in ingresso!) devono essere smaltiti FUORI provincia: gli scarti devono essere smaltiti in discariche per rifiuti tossici che in provincia di Milano non esistono e le polveri sottili vengono esportate in Germania!!!
La Provincia di Milano ha perso l’occasione di incentivare e prescrivere:
1.    riduzione della quantità di rifiuti prodotti, in primis i rifiuti da imballaggio (se l’amministrazione favorisse la filiera dell’“imballaggio a rendere”, come una volta c’era il vuoto a rendere, sono certa che le imprese per prime e “volontariamente” troverebbero soluzioni più economiche e più facilmente gestibili, tramite la riduzione della quantità di imballaggi utilizzati);
2.    sviluppo della raccolta differenziata e dell’umido (che rappresenta il 30-40% dei rifiuti):
-         basterebbero centri per la produzione di compost (=dalla terra alla terra),
-         piattaforme di recupero e riciclo dei rifiuti destinati a rientrare nelle rispettive filiere e
-         discariche per il rimanente residuo secco, che potrebbe rappresentare il 5-10% dei rifiuti prodotti e non sarebbe tossico quanto il residuo degli inceneritori (potendo così essere smaltito in discariche per rifiuti urbani non tossici).
Invece siamo ancora fermi al vecchio approccio basato su: smaltire in discarica e bruciare.
Tra inceneritori e discariche … arriveremo a dover dire: meglio le discariche perché le future generazioni potranno almeno recuperare le risorse sotterrate dai loro avi nel 20° e 21° secolo! Con gli inceneritori si troveranno tra le mani solo polvere!!!
Altro che NUOVO PIANO RIFIUTI!
Questo piano nasce già vecchio, ossia come espressione di una impostazione, di una mentalità vecchia e drammaticamente superata, insomma MIOPE, perché non guarda al di là del proprio naso, non guarda al futuro, non considera la necessità di preservare le risorse del pianeta!!!

Vi invito tutti/e a partecipare al
CONVEGNO CON PATROCINIO UNESCO SUL TEMA DELLA RD UMIDO: DALLA TERRA ALLA TERRA
Quando: 15 novembre 2008 20.30
Dove: Auditorium San Carlo, Corso Matteotti 14, Milano (MM1 San Babila)
Gli Amici di Beppe Grillo di Milano e l’Associazione Grilli Altoparlanti di Milano, in collaborazione con UNESCO, in occasione della Settimana dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, organizzano per sabato 15 Novembre 2008, presso Auditorium San carlo, Corso Matteotti 14, Milano (MM1 San Babila) un convegno dal titolo "Dalla Terra alla Terra".
La serata tratterà il tema dei rifiuti organici, la loro gestione ed il tema del compostaggio, nel contesto attuale della partenza, da Gennaio 2009 e per i sei mesi successivi, della sperimentazione in alcune zone di Milano (Bovisa, Villette San Siro, P.zza Firenze/Accursio) della raccolta differenziata dell’umido da parte di AMSA, in cui si vorrà verificare l’impegno in tal senso dei cittadini.

Gli Amici di Beppe Grillo di Milano si propongono si sostenere tale iniziativa, di modo da risvegliare il senso civico dei milanesi, convinti che i più elevati livelli di recupero (in alcune città italiane, come Novara, siamo oltre il 70%, mentre a Milano il dato è del 43%) siano conseguiti in presenza di servizi dedicati alla raccolta differenziata di organico/umido particolarmente efficaci.
Riteniamo che il potenziamento della Raccolta Differenziata sia da perseguirsi per ridurre l’utilizzo degli impianti di incenerimento, in quanto nocivi per la salute e costosi per i cittadini; la Raccolta Differenziata anche della frazione umida favorirebbe inoltre la creazione di lavoro, nonché il rispetto dell’ambiente, tramite il recupero dell’organico come concime sotto forma di Compost, con la conseguente riduzione dell’utilizzo dei fertilizzanti chimici.
Due gli esperti che parteciperanno alla serata: Enzo Favoino e Massimo Centemero.
Di seguito un breve estratto dei loro curriculum:
Enzo Favoino
della Scuola Agraria del Parco di Monza, vice-presidente dello European Compost Network. Esperto di sistemi di raccolta differenziata e di strategie sostenibili di gestione dei rifiuti, advisor dell'Unione Europea, di diversi Governi Esteri e di Amministrazioni Locali su rifiuti, cambiamento climatico e strategie di sostenibilità. La Scuola Agraria ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo dei sistemi intensivi di raccolta differenziata in Italia ed altri Paesi Europei.
Enzo Favoino è membro di Zero Waste.
Massimo Centemero
Coordinatore del CT, agronomo, ha operato dal 1991 al 2005 presso il Gruppo di Studio sul Compostaggio della Scuola Agraria del Parco di Monza. Dal 2001 è coordinatore del Comitato Tecnico del Consorzio Italiano Compostatori. Ha partecipato a diversi Gruppi di Lavoro sia con l'Unione Europea (Ecolabel for Soil Improvers and Growing media), le amministrazioni locali (Province, Regioni) e i Ministeri (Ministero dell'Ambiente, Ministero Risorse Agricole, sottocommissioni ex legge 748/84, GDL sull'Agricoltura Biologica) in sede di definizione degli standard di qualità del compost e dei prodotti derivati dal trattamento biologico.
IL TEMA E' IMPORTANTE E QUANTO MAI ATTUALE!
Lunedì, 27 Ottobre, 2008 - 15:27

Acqua e profitto privato: DUE DOMANDE AL MINISTRO TREMONTI

DUE DOMANDE AL MINISTRO TREMONTI
di Emilio Molinari (presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'Acqua)
(tratto da “Lavori in Corso” n. 125, il periodico online dell'Associazione Culturale Punto Rosso.)
Lunedì 20 settembre, il ministro Tremonti intervistato dal Corriere della Sera, parla di valori simbolici e spirituali che rendono insostituibile l'acqua, da cui sorge la vita stessa: "Acqua e cibo non sono da abbandonare alla logica del profitto privato ... non sono problemi di sola tecnologia, risolvibili con la scienza, ma sono i problemi della politica e della morale ... l'efficienza economica ha poco o nulla a che fare con il soddisfacimento dei bisogni primari ... ".
Sono le parole del movimento dell'acqua, di migliaia di cittadini e di centinaia di sindaci, impegnati nell'impedire la messa sul mercato di questo bene comune e la privatizzazione dei servizi idrici.
Stanno scritte in una legge d'iniziativa popolare, firmata da 400.000 cittadini e consegnata al Parlamento nel 2007, nella quale i servizi idrici non sono considerati di carattere economico ma, nello spirito dell'art. 43 della Costituzione, stanno nella sfera dell'interesse generale, da gestire pubblicamente.
Bene, sig. ministro, lei ci conferma nelle nostre convinzioni, anche quando mette in guardia dall'idea che il mercato sia la risposta alla domanda di Diritti fondamentali. Ha detto cose che nessun politico italiano ha finora pronunciato, ma è in grossa contraddizione con il suo ruolo.
Il 6 agosto, la legge 133 presentata dal suo governo e votata all'unanimità dal Parlamento, ha definito tutti i servizi pubblici locali, compresa l'acqua, di carattere economico e ha reso obbligatorio per Comuni, Province e ATO, privatizzare, entro il 31 dicembre del 2010, tutti i servizi pubblici locali del nostro paese, compresi i servizi idrici.
Tutti i servizi pubblici tolti alla gestione degli enti locali e consegnati a poche Spa italiane, a banche e a due multinazionali francesi.
E' un fatto storico che merita una discussione pubblica.
L'acqua diventa una merce quotata in borsa: ACEA, IRIDE, HERA, A2A, SUEZ, VEOLIA, le loro fusioni, le banche e "i fondi" domineranno il mercato idrico e dei servizi italiano.
Ma se i Comuni non gestiscono più beni comuni e servizi essenziali, se si cancella un pezzo di storia dei municipi e delle municipalizzate, cosa diventa la democrazia? E i sindaci? Giocheranno in borsa con derivati e titoli spazzatura, venderanno il territorio per fare cassa, gestiranno la paura e l'ordine pubblico?
Questo non è interesse generale e primato della politica, di cui lei parla.
Che senso ha parlare di "svolta storica del federalismo fiscale" senza beni comuni, senza servizi pubblici da gestire da parte delle comunità locali?
Sig. ministro, si stanno intrecciando tre crisi che rischiamo di diventare una terribile crisi di civiltà:
• la crisi economica e finanziaria;
• la crisi delle risorse, di cui acqua e cibo sono gli aspetti più evidenti (un miliardo di profughi idrici e 820 milioni di contadini della sussistenza cancellati);
• la crisi della democrazia, che nasce dalla paura di questo miliardo di assetati e affamati e dalla privatizzazione della politica e delle istituzioni prigioniere della borsa e delle lobby economiche e criminali.
Il crollo finanziario altro non è che il fallimento delle privatizzazioni e dell'idolatria dell'efficienza, efficacia, economicità del privato e del mercato. E' una catastrofe da anni '30 si è detto, ma dell'ubriacatura delle privatizzazioni nessuno fa cenno, nessuno si scusa.
Allo Stato, al quale si è chiesto di ritirarsi dall'economia, al denaro pubblico, introvabile per riparare reti idriche, fare sanità, scuola, servizi essenziali, si chiede di salvare l'economia dell'azzardo, affermando il primato dell'investitore su quello del cittadino.
Miliardi, che richiederanno nuovi tagli alla spesa pubblica, nuove privatizzazioni, un ulteriore declino della partecipazione.
Non pretendo di formulare proposte per la crisi in atto, resto sul terreno da lei indicato dall'intervista: acqua e cibo. Ricordare gli anni '30 - però - dovrebbe far pensare a un nuovo New Deal e a un nuovo Welfare, a investimenti pubblici per servizi essenziali gestiti localmente, in modo partecipato, dai cittadini, con i quali rilanciare l'occupazione.
Sig. ministro, in molte parti del mondo sull'acqua si sono messi forti vincoli: in America Latina le Costituzioni dichiarano l'acqua non mercificabile, la municipalità di Parigi se ne riprende la gestione, la Svizzera la dichiara monopolio di Stato, in Belgio, Austria, Olanda, persino negli USA, l'acqua è pubblica.
L'acqua non è un bene di carattere economico, lei l'ha confermato, ma coerenza vuole che almeno:
si scorpori il servizio idrico dalla legge 133 e si apra una discussione sui servizi di interesse generale (art. 43 della Costituzione) e sulla legge di iniziativa popolare del movimento;
si intervenga con un piano di investimenti pubblici per rinnovare l'intera rete idrica italiana che disperde il 35% della preziosa acqua;
• si chieda all'Europa di predisporre un Fondo pubblico per portare acqua potabile e per l'alimentazione di base, nel Sud del mondo;
• si partecipi al Forum Mondiale dell'Acqua di Istanbul 2009, dichiarando che l'acqua è un diritto umano, da sottrarre alle multinazionali.
C'è un'altra crisi in atto sig. ministro ed è quella dei linguaggi "virtuali" che la politica adotta e che non coincidono mai con i fatti e la realtà.
Anche questo è un pericolo per la democrazia.

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