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.: Il Blog di Antonella Fachin
Sei nella categoria SICUREZZA sul LAVORO - Torna indietro »
Mercoledì, 2 Giugno, 2010 - 18:31

GLI EFFETTI DELLA FINANZIARIA SU SALUTE E SICUREZZA

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo della Finanziaria di Berlusconi / Tremonti.
Potete trovare il pdf del Decreto ad esempio all’ indirizzo:
http://transfer.hagakure.it/manageritalia/dl_20100531.pdf
A parte ogni altra considerazione sulla natura reale della Finanziaria (fare pagare ai lavoratori e ai cittadini anni e anni di sperperi a vantaggio di imprenditori e politici), metto in evidenza i contenuti gravissimi dei seguenti articoli.
ARTICOLO 7 COMMA 1
“Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività previste dall’ articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’ IPSEMA e l’ ISPESL sono soppressi e le relative funzioni  sono attribuite all’ INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute”
Con tale articolo si sopprime un istituto come l’ ISPESL: istituto sicuramente di parte, ma che comunque negli anni ha saputo dare un contributo positivo nella divulgazione di pubblicazioni tecniche e scientifiche di alto livello.
ARTICOLO 8 COMMA 12
"Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all' art.1, comma 2 del decreto legislativo n.165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81, in materia di rischio da stress lavoro- correlato, è differito al 31 dicembre 2010".
Con tale articolo si ufficializza (al di là di ogni mandato che una legge finanziaria può dare a un Governo e in barba alla Costituzione) che la legge NON è uguale per tutti.
Per i dipendenti privati la valutazione del proprio stato di stress lavoro correlato parte obbligatoriamente dal 01/08/10, per i dipendenti  pubblici  (e non si sa bene per quale motivi) parte dal 01/01/11.
Diffondete & KNOW YOUR RIGHTS !
Marco Spezia - sp-mail@libero.it
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO
Mercoledì, 28 Ottobre, 2009 - 11:30

FS: RESA GIUSTIZIA A DANTE DE ANGELIS, REINTEGRATO AL LAVORO

La lotta condotta da Dante De Angelis, con l'aiuto delle tantissime persone che lo hanno appoggiato in questi mesi, è finita con una vittoria.
Dante era stato ingiustamente licenziato dalle FS, solo perché si era permesso di adempiere al ruolo istituzionale che la legge (prima il D.Lgs.626/94 e ora il D.Lgs.81/08) ha dato ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
Cioè quello di segnalare al Datore di Lavoro prima e, se da questi non riceve risposte soddisfacenti, alle Autorità di controllo, gravi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Dante era stato ingiustamente licenziato, perché, in tal senso, aveva segnalato la rottura degli organi di aggancio di treni (in particolare i convogli ad alta velocità), che avevano provocato e lo avrebbero potuto fare nel futuro, il distacco delle carrozze passeggeri dal locomotore, con rischi gravissimi non solo per il lavoratori delle FS, ma anche per i passeggeri.
Oggi Dante è stato reintegrato al suo posto di lavoro e le FS sono state condannate per 'atteggiamento antisindacale'.
Come per i lavoratori della INSE Presse, la lotta di Dante e di tutti coloro che lo hanno sostenuto in questi mesi, dimostra, ancora una volta che la lotta paga.
Non dobbiamo arrenderci mai. Uniti si può vincere !

DIFFONDETE & KNOW YOUR RIGHTS ! ! !

Da:http://www.dazebao.org

Lunedì 26 ottobre 2009 19:33

di Matteo Giuli

ROMA - "Ero preoccupato ma assolutamente fiducioso perché sapevo di aver fatto solo il mio dovere civico e svolto il ruolo di lavoratore responsabile e RLS".
Così Dante Dante De Angelis, il macchinista licenziato ingiustamente dalle Ferrovie dello Stato il 15 agosto del 2008, ha commentato il suo reintegrato al posto di lavoro.
La decisione arriva direttamente dal giudice del Tribunale di Roma,  Dario Conte, che questa mattina ha annullato il licenziamento deciso arbitrariamente dalle FS, obbligando l'azienda, condannata per atteggiamento antisindacale, all'immediata reintegrazione del rappresentante per la sicurezza e al risarcimento di tutte le retribuzioni perdute.
De Angelis la mattina di ferragosto di un anno fa si era recato al lavoro scoprendo di essere stato improvvisamente licenziato senza nessun preavviso dalle FS, che lo ritenevano colpevole per aver denunciato una situazione d'insicurezza.
I fatti su cui Dante De Angelis si era espresso riguardavano gli incidenti ferroviari avvenuti nei pressi di Milano il 14 e il 22 luglio del 2008, dove la rottura del tenditore di collegamento di un ETR 500 provocò il distaccamento tra due vagoni.

All'epoca dei fatti molti definirono ingiusto il licenziamento di De Angelis, tanto che dimostrazione dello sdegno per questa vicenda, molti lavoratori e cittadini si attivarono con appelli che raccolsero migliaia di sostenitori e presidi per  chiedere l'immediata riammissione al lavoro di De Angelis.
Ma la situazione sembrava essersi arenata, fino alla decisione di oggi.

Una vera e propria vittoria, hanno commentato in molti colleghi e non solo per Dante ma per tutti quei lavoratori che ogni giorno si battono per la sicurezza.

Oggi finalmente con la decisione del Tribunale si rende giustizia a De Angelis dopo oltre un anno di attese.

Venerdì, 5 Dicembre, 2008 - 18:47

UN FIOCCO NERO CONTRO LE MORTI SUL LAVORO: prime adesioni

Ecco l'elenco aggiornato con le prime adesioni.
Chi volesse aderire può scrivere a: iodicobasta@gmail.com
e indossare un piccolo nastro nero trattenuto da una spilletta, (simile a quello rosso per la lotta contro AIDS e a quello bianco contro le violenze alle donne ecc.)
Divulgate, divulgate, divulgate!!!
UN FIOCCO NERO CONTRO LE MORTI SUL LAVORO
 
Il 6 dicembre dello scorso anno le fiamme della fonderia Thyssen a Torino, bruciarono la vita di sei lavoratori, giovani lavoratori che persero il loro futuro, per sempre.
Una così grande tragedia, la sofferenza dei famigliari, dei compagni di lavoro, di tutti, fu un grido che non si poteva non ascoltare, ci disse che quando di lavoro si muore la società intera porta una ferita profonda, ci disse ciò che già sapevamo: ogni giorno vi sono morti, ogni giorno gli incidenti sono migliaia, di lavoro ci si ammala e l'amianto ha ucciso e uccide ancora.
Sono lavoratori italiani, rumeni, curdi, slavi, indiani e di tante altre parti del mondo. Il popolo degli invisibili, del lavoro nero, le vittime ignote pagano il prezzo più alto. Nulla rende la vita più precaria della morte.
Dicemmo allora: mai più morti sul lavoro, non si può restare indifferenti, rifiutiamo l'assuefazione. Lanciammo una campagna per il diritto alla dignità e alla vita sul lavoro. Ci mobilitammo. Ricordate la catena umana in Piazza del Duomo? Il nostro sentire comune?
Oggi diciamo che non abbiamo dimenticato e perciò proponiamo di far ancora sentire la nostra voce rivolta al mondo del lavoro, la voce di quanti ancora nutrono sentimenti di solidarietà, di appartenenza, capaci di indignarsi.
Proponiamo che nella settimana che va dal 6 dicembre (anniversario della tragedia della Thyssen), al 12 dicembre (giornata di mobilitazione dei lavoratori e lavoratrici per lo sciopero generale, che auspichiamo sia anche di popolo), vengano assunte iniziative, anche simboliche, alle quali tutte e tutti possono partecipare e autorganizzare. Iniziative che segnino la nostra ribellione e la volontà di impedire che la strage continui, che ogni giorno si ripetano i drammi, che dicano a noi stessi e a tutti: ciascuno faccia la sua parte. Mai più morti sul lavoro!
In particolare proponiamo che dal 6 al 12 dicembre (giorno dello sciopero generale):
-          ognuno porti un fiocco nero intorno al braccio, sulla giacca o sulla borsa, come segno di lutto e di indignazione contro le morti sul lavoro;
-          nelle sedi istituzionali vengano assunti impegni per il futuro e atti simbolici per sottolineare quanto sconvolgente sia il susseguirsi di morti e incidenti, e consiglieri e assessori portino un fiocco nero durante una seduta.
Questa settimana di impegno su questo terreno, organico a tutti gli obiettivi dello sciopero generale, sarà utile per valorizzare quanto già è stato fatto, in questo anno, per contrastare lo stillicidio di vite e in difesa della salute, a tutti i livelli: numerose infatti sono state le iniziative di sensibilizzazione nella società, nelle scuole e nelle istituzioni a tutti i livelli, dalle zone del decentramento al livello nazionale, con l'approvazione del Testo unico per la sicurezza sul lavoro, che va difeso dagli attacchi di Governo e Confindustria, e la legge fa finanziata e applicata.
E in particolare sarà utile per non fermarci, molto resta da fare: va costruita una diffusa coscienza nella società, la base per poter dire un giorno: " il dramma delle morti sul lavoro appartiene al passato".
Questa nostra "piccola" proposta ha il senso di sollecitare la visibilità di un sentire comune, di valorizzare la politica dei contenuti e dei valori di giustizia sociale che così gravemente sono aggrediti e scossi. È un'idea, se sarà da molti condivisa e praticata diventerà un fatto. 
 
Hanno aderito:
Giovanna Capelli, Marco Dal Toso, Claudio Messori, Natale Minchillo, Roberto Leoni, Tommaso Terrana, Vittorio Liserre, Claudio Grassi, Simone Oggionni, Giancarlo Villa, Riccardo Papini, Mauro Lodi, Alessandro Rizzo, Luciana, Polliotti, Maurizio Colleoni, Stefano Corradino, Alfredo Di Sirio, Gabriella Grasso, Marco Fassino, Rosario Pantaleo, Maria Grazia Cassani, Gabriella Benedetti, Rosario Ragusa, Sandra Cangemi, Annamaria Pizzetti Pezzaldi, Marie Loveci, Mariagrazia Maffina, Giulia Spada, Massimo De Giuli, Davide Renoffio, Nino Caputo ed i ragazzi della 1^A   IPSIA "Porro" di Pinerolo (To), Massimo Del Din, Claudia Gastaldi, Antonella Fachin, Ester Piva, i Lavoratori del Consiglio regionale della Lombardia, la sinistra zona tre, Articolo 21

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