.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 144 ospiti collegati

.: Eventi

« Ottobre 2020
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Antonella Fachin
Domenica, 10 Gennaio, 2010 - 13:29

11 e 14 gennaio, ore 17,30: presidi in piazza San Babila: dalla parte dei migranti di Rosarno

A MILANO
LUNEDI' 11 GENNAIO ALLE ORE 17,30
PIAZZA SAN BABILA
PRESIDIO DI PROTESTA E SOLIDARIETA' CON I MIGRANTI !!!!
ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO
Solidarietà ai migranti di Rosarno trattati come SCHIAVI!
troppo tolleranza verso i clandestini?!?!... EH, NO!!! A 20 EURO AL GIORNO, secondo me: TROPPO TOLLERANZA VERSO GLI SFRUTTATORI, I CAPORALI, I MANOVALI DELLA 'NDRANGHETA!!!

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
----------------------------------------------------

SE QUESTI SONO UOMINI
L'abominio della criminalità organizzata, del capitalismo mafioso imprenditore, con la "normalità", tutta italiana, del "paese normale", dell'assenza di leggi e di regole e di connivenza dello Stato e delle istituzioni. L'eterno fascismo italiano, l'uso dei profittatori, di chi sta sopra, delle frustrazioni di strati sociali di varia collocazione ("feroci con chi sta sotto e servili con chi sta sopra").
La "normalità" dello sfruttamento schiavistico della forza-lavoro schiava. Che facciamo?
Invitiamo tutte e tutti a partecipare alle manifestazioni contro questi orrori.
A MILANO
LUNEDI' 11 GENNAIO ALLE ORE 17,30
PIAZZA SAN BABILA
PRESIDIO DI PROTESTA E SOLIDARIETA' CON I MIGRANTI !!!!
ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO
* * *

DALLA PARTE DEI MIGRANTI DI ROSARNO
per il diritto di rivolta dei migranti
contro i loro sfruttatori criminali e lo Stato che li protegge

La rivolta di migliaia di lavoratori migranti a Rosarno rappresenta un atto di dignità e di coraggio.
In questo senso, un esempio per tutti gli sfruttati.
Migranti già in fuga dalla fame e dalle guerre, privati dallo Stato di ogni permesso di soggiorno, del diritto di cittadinanza, consegnati quindi senza difese al supersfruttamento delle cosche criminali, per di più fatti bersaglio dalle armi da fuoco di quelle cosche, si sono semplicemente ribellati alla propria condizione inumana. Suscitando per questo lo "scandalo" di tanti benpensanti per nulla scandalizzati dallo loro "normale" condizione.

E' vero, i migranti hanno usato "violenza", a volte cieca e maldestra, perché soli, esasperati, privi di solidarietà.
Ma la violenza impiegata è una goccia nel mare della violenza subita nel corso della loro vita.
E comunque nessuno dei loro oppressori, diretti o indiretti, ha "diritto di parola" sulla ribellione degli oppressi.
Non l'ha il ministro Maroni e il suo governo, dediti ad una campagna quotidiana xenofoba di odio e violenza, e oggi in prima fila a invocare la "legge", quale termine legale di repressione.
Non l'ha il Partito democratico, che quando era al governo ha varato le prime leggi reazionarie antimigranti, tirando la volata alle destre.
Non l'ha infine il Presidente Napolitano, primo firmatario di quella legge che nel 98 - col voto
di tutte le sinistre - introdusse i campi di detenzione per immigrati; e per aver firmato la legge criminale 94/2009.
Questa quantità di ipocrisia “legalitaria” e "democratica" la lasciamo ai partiti dominanti; ai protettori "legali" della malavita e dello sfruttamento del lavoro nero; agli elargitori dei condoni ai criminali.
Noi stiamo dall'altra parte della barricata. Noi stiamo dalla parte della rivolta, delle mani nude che hanno impugnato pietre e bastoni, contro le cariche della polizia e le fucilate delle cosche.
E' da questa parte della barricata che siamo legittimati a dire che è sbagliato colpire un'automobile o un cittadino innocente, come ogni azione che possa favorire la contrapposizione tra lavoratori migranti e lavoratori italiani.
Ma lo diciamo non perché vogliamo una ribellione "più moderata", bensì per la ragione esattamente opposta: perché a domanda di liberazione che si esprime nella ribellione deve rivolgersi contro l'ordine sociale criminoso, razzista e dello sfruttamento.
E dunque deve unire tutti gli sfruttati, siano essi italiani o migranti, contro le classi dirigenti del Paese.

Per questo la rivolta di Rosarno pone alle persone un nuovo ordine di responsabilità.
Non bastano parole di comprensione o "solidarietà" verso i migranti. Non bastano le attenzioni "umanitarie".
E' necessaria una immediata mobilitazione unitaria di tutte le forze singole o aggregate a fianco della rivolta contro la repressione e le leggi securitarie dello Stato.
Sono necessari obiettivi di lotta unificanti del popolo migrante a partire dalla rivendicazione del permesso di soggiorno per tutti, unica misura vera contro la "clandestinità".; come è necessaria una mobilitazione unificante dei lavoratori italiani e migranti, che rivendichi l'introduzione del reato di sfruttamento del lavoro nero, l'abrogazione delle leggi di precarizzazione del lavoro.
Dobbiamo dire e spiegare a noi e ai migranti la forza della ribellione come coscienza della nostra e della loro estraneità (straniero) al clima razzista, criminale di un potere politico capace di privare le libertà e di negare giustizia e diritti a tutti.
Presidi in P.za San Babila alle ore 17,30
Lunedì 11 gennaio
e

Giovedì 14 gennaio 
--------------------
... il nostro essere si è dissolto nel nostro avere  ... (Erich From)

Grazie Antonella!

Commento di Massimo De Giuli inserito Dom, 10/01/2010 21:11