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.: Il Blog di Antonella Fachin
Lunedì, 12 Gennaio, 2009 - 10:20

GAZA …anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti

GAZA …
Sono dense di significato, purtroppo, le parole che Fabrizio De André cantava:
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Canzone del maggio
(In "Storia di un impiegato", Produttori associati, 1973)
“Si tratta di una canzone di protesta, liberamente tratta da un canto degli studenti parigini del maggio '68, quando si registrarono scioperi operai e manifestazioni studentesche contro il sistema capitalistico, accusato di produrre sfruttamento e ingiustizie sociali e di manipolare le coscienze con le verità dei mass-media.
Rievoca gli avvenimenti accaduti e, rivolgendosi a quelli che alla lotta non hanno partecipato, li accusa e ricorda loro che chiunque - anche chi, in quelle giornate, si è chiuso in casa per paura, menefreghismo o avversione - è ugualmente coinvolto negli avvenimenti. Il finale sostiene che la rivolta, lungi dall'essere esaurita, ci sarà ancora, ed ancora più forte, in futuro.
Esprimendo le motivazioni più profonde della protesta e della rivolta sessantottina, De André dichiara la propria adesione al movimento attraverso l'uso dell'aggettivo nostro e si schiera, come sempre del resto, contro i benpensanti che videro minacciato l'ordine stabilito.
Il ceto medio, opportunista e formalista, è rappresentato con grande efficacia attraverso pochi elementi: la millecento, la fiducia nella televisione, il desiderio di non compromettersi votando ancora la sicurezza, la disciplina.”
Commento tratto da http://www.giuseppecirigliano.it/Canzone_del_maggio.htm

Anche UNICEF sente il bisogno di lanciare un appello: STOP alla guerra!

Riporto qui di seguito il comunicato stampa del 10 gennaio scorso: i dati sono di 3 giorni fa e purtroppo vi sono altri morti e feriti tra i civili e tra i bimbi.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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Comunicato stampa
 
UNICEF: sale ancora il numero di bambini uccisi e feriti a Gaza. La situazione umanitaria è disperata.
 

Gerusalemme / New York,  10 gennaio 2009 – Il numero di bambini uccisi e feriti nei combattimenti a Gaza continua a salire e la situazione umanitaria diventa ogni giorno più disperata. Secondo dati forniti oggi dall’OCHA (l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari), dal 27 dicembre sono morti 758 palestinesi dei quali 257 erano bambini e 56 donne. I feriti sono almeno 3.100 tra i quali 1.080 bambini e 452 donne.

"Non c’è nessun posto sicuro per i bambini e le loro famiglie a Gaza in questo momento” ha detto Patricia McPhillips, Rappresentante UNICEF nel Territorio Palestinese Occupato. "Si deve porre fine alle ostilità, così potremo far entrare via camion le forniture urgentemente necessarie, come acqua, medicinali e altri aiuti salva vita per i bambini. E fino a che non cessano i combattimenti si devono creare a Gaza spazi sicuri in modo che per noi sia possibile distribuire le forniture che abbiamo già inviato”, ha aggiunto.

Negli ultimi tre giorni, durante le tre ore di tregua umanitaria, le forniture UNICEF a Gaza sono state distribuite, ma occorre reintegrare subito le scorte. A questo fine due voli UNICEF di aiuti umanitari sono arrivati nella regione, altri sono in arrivo. La ripresa delle operazioni UNRWA è positiva, ma lo staff dell’UNICEF a Gaza riferisce oggi di una escalation dei combattimenti che sta limitando l’accessibilità di questi aiuti per la popolazione.
Sentiamo il dovere dell’azione – ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora-  contro ogni tipo di possibile assuefazione dell’opinione pubblica nei confronti di un conflitto che da troppi anni coinvolge bambini feriti, umiliati e sofferenti. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a un dramma che riguarda tutti“.   


Per maggiori informazioni sulla crisi di Gaza nei giorni 10 e 11 gennaio : www.unicef.it, 335.333077.
Per sostenere il lavoro dell’UNICEF: www.unicef.it, n. verde 800.745.000, ccp 745.000.  
Per le televisioni: alcuni materiali video sono scaricabili da www.thenewsmarket.com/unicef

Commento di Antonella Fachin inserito Mar, 13/01/2009 12:54