.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 41 ospiti collegati

.: Eventi

« Dicembre 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Venerdì, 23 Maggio, 2008 - 12:15

La Cassazione riconosce pari dignità alle coppie. E lo Stato?

La Cassazione conferma quello che ho sempre pensato. La Magistratura è spesso nella sua letteratura giurisprudenziale molto più avanzata, a livello interpretativo delle normative, rispetto al potere legislativo su temi attuali di diverso ambito e genere, da quelli sociali a quelli civili, da quelli ambientali a quelli giuslavoristi.
La decisione di ieri dell'organo giurisprudenziale è alquanto significativa a livello sostanziale e culturale. Esiste nel testo di quanto deliberato una precisa e importante equiparazione tra famiglie di diritto, secondo l'attuale normativa e ordinamento, e famiglie di fatto in ambvito specifico del trattamento e del rispetto della dignità dei conviventi. La sentenza 20647, che si ascrive nell'alveo di sentenza storica a livello giurisprudenziale, e sentenza di riferimento a livello normativo, non solo interpretativo, ma anche con effetti nel campo ordinamentale, ha confermato la carcerazione preventiva per un quaranticenquenne di Torre del Greco che per anni ha maltrattato e usato violenza nei riguardi della sua convivente, da cui ha avuto una figlia.
La sentenza motiva la decisione di equiparare i due livelli e i due ambiti soprattutto nella fattispecie in cui si presentano situazioni di violenza e di aggressione perpetrate da parte di uno dei due coniugi o conviventi a danno dell'altra o dell'altro, in quanto:"Il richiamo contenuto nel nostro Codice penale alla famiglia deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali ... siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo". Questa è la filosofia politica che si registra come fondante e fondamento per la costruzione di una riforma normativa complessa e completa che equipari a livello legislativo, in diritti e in doveri, le due forme e tipologie di convivenza e di accordo tra due soggetti, di diverso o dello stesso genere, di divera o della stessa età, per motivi che possono anche non essere quelli affettivi, ma anche assistenziali o amicali, che oggi sono in costante aumento nella loro dimensione e caratteristica di fatto.
In Francia esiste una nuova stagione legislativa e parlamentare dove la consueta "convivenza" tra esecutivo retto da un esponente quasi spesso differente e alternativo dal Presidente della Repubblica, con sostanziali poteri di intervento e di capacità di incisività politica, è venuta meno, essendo sia il premier sia il capo dello stato appartenenti alla stessa coalizione di governo.
La destra dell'UMP di Sarkozy, Presidente francese, e di Fillon, Presidente di Gabinetto, ha una maggioranza salda e solida e avrebbe tutta l'autonomia politica per poter modificare alcune normative che sono considerate ancora oggi all'avanguardia nel campo della difesa e del riconoscimento dei diritti civili e dell'equiparazione ed equipollenza nei trattamenti, nei diritti e nei doveri, nelle opportunità tra coppie di fatto, regolate dai PACS, e le coppie di diritto, regolate dall'istituto matrimoniale. La presenza di una destra conservatrice prefigurerebbe una campagna ideologica e fortemente radicale di preservazione del matrimonio nella sua forma classica e, ormai, superata, di unione tra soggetti di sesso differente, facendo venire meno le tutele e le garanzie predisposte negli ultimi anni a favore di un'eguaglianza tra le differenti forme di convivenza, nella totale libertà di scelta dei conviventi nella regolamentazione dei propri rapporti di convivenza.
Questo pericolo e questa prefigurazione non si sono avverati, ma, anzi, il Presidente Sarkozy sta lavorando per concepire una riforma legislativa che preveda il riconoscimento dell'istituto dell'adozione acquisita, avanzando nel percorso di riconoscimento della pari dignità e delle pari opportunità tra le due forme e tipologie contrattuali di convivenza.
E' un panorama politico istituzionale quello presente in Francia totalmente diverso da quello che si prospetta in Italia, dove una ministra valletta pin up, Carfagna, si è sentita legittimata a esprimere la sua contrarietà a sostenere la manifestazione internazionale ormai consueta a partire dal 1968, anno in cui si celebra la prima edizione a New York, del Gay Pride, considerando inutile la mobilitazione funzionale a sensibilizzare sui temi di rivendicazione dei diritti civili per la comunità GLBTQ e non solo, oggi soggetti a dicriminazioni e ad atti di violenza e di aggressione omofoba. L'insensibilità oltre alla grossolanità e alla volgarità delle parole della ministra valletta velina Carfagna palesata nelle dichiarazioni rilasciate in merito, seppure in qualche modo rettificate senza recedere dalla decisione di non sostenere la manifestazione, sono colpevoli di un aumento e di un climax ascendente di intimidazione e di violenza omofoba e sessista che si riscontra nelle pagine di cronaca attuali.

Speriamo solamente nell'azione della Magistratura e nel carattere vincolante anche a livello legislativo delle proprie sentenze emesse in merito al riconoscimento della pari opportunità in diritti e in doveri, si parla anche di obblighi etici e morali per i conviventi non solo di agevolazioni fiscali o di diritto a succedere nel patrimonio condiviso, tra coppie di diritto e coppie di fatto, siano esse eterosessuali, siano esse omosessuali, in continuo aumento nel nostro Paese e, anche, dobbiamo dirlo, sempre più stabili e durature.

E' l'unica azione positiva con valenza e autorevolezza istituzionale emessa e prodotta da parte di un organo dello stato. Speriamo che ci siano azioni conseguenti a livello legislativo, anche se sono sempre più sicuro che questo non possa avvenire nei tempi prossimi, data l'insensibilità e l'irresponsabilità di alcuni ministri e onorevoli con funzioni di tipo legislativo e amministrativo.

Un cordiale saluto
Alessandro Rizzo