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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
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Venerdì, 14 Marzo, 2008 - 00:37

Ma Milano è veramente informatizzata?

Buona idea. Sì buona idea è quella del Comune di aprire una casella di posta elettronica per ogni cittadina e ogni cittadino di età maggiore ai 15 anni sul sito del Comune: casella dove mandare le comunicazioni importanti che riguardano il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadinanza. Si risparmierà in termini di carte con bolli autenticate, inviate con ricevuta di ritorno, raccomandate varie, che temporeggiano nell'essere recapitate e che consumano dispendiosamente carta, appunto.
Ma alcune domande nascono spontaneamente. Innanzitutto come ogni passo che viene visto come eccezionale e senza precedenti si parte sempre da dove si dovrebbe concludere un progetto organico di informatizzazione della comunicazione amministrativa e pubblica.
Mi riferisco a diverse questioni che, ancora, a Milano non trovano soluzione, portando Milano a essere non la prima città che adotta un'informazione digitale e basandosi sulla rete tra Comune e cittadinanza, ma l'ultima in classifica per quanto concerne l'utilizzo di "open source", il sistema operativo e programmatico che consentirebbe chiaramente di decurtare costi ingenti che ogni anno incombono sulla pubblica amministrazione in termini di rinnovo delle licenze dei sistemi operativi, dei software. Proprio ieri si è discusso in commissione tempo libero, in consiglio di zona, di promuovere un seminario/work shop in consiglio sull'utilizzo di Linux e di Open Source come metodi attivi per garantire la programmazione in rete dei sistemi di base e dei software. Io avevo presentato una mozione, recepita all'unanimità, ripeto unanimità, da tutte e da tutti i consiglieri per avviare almeno partendo dal settore decentramento zona 4 sistemi operativi Open Source, OOSS. Non ho avuto nessun tipo di risposta politica chiara e decisiva in merito: tant'è che qualche settimana fa in consiglio ho fatto un'interrogazione a riguardo, senza avere riscontri ancora.
Ma già si parla di dotare ogni persona che richiedesse una casella di posta elettronica sul sito del Comune per informarla delle procedure burocratiche che ineriscono le varie pratiche, fino ad arvviare al tema delle iniziative comunali, degli spettacoli che offre la città, della viabilità addirittura. Ripeto ottima idea, ma peccato che manchino alcune fondamenta che possano dotare la città di un vero servizio efficente e razionalizzato di informatizzazione e di calibratura della rete. Parlo anche di wireless: a che punto è la delibera nella sua fase esecutiva, approvata dal Comune di Milano, e, per inciso anche dal consiglio di zona 4, sempre su mia proposta di mozione, in riferimento all'esperienza di Buccinasco, che aveva da tempo avviato questa diffusione sul territorio, dai parchi alle scuole, dalle biblioteche alle fermate degli autobus, dai musei alle palestre? Un sistema di connessione veloce e non dispendioso potrebbe realmente dotare la cittadinanza di un utile strumento per utilizzare la rete e internet. Per tutte e per tutti, indistintamente.
E che dire, infine, di attivare anche a Milano col patrocinio e il contributo attivo del Comune, conference e meeting che definiscano quale è la situazione in cui si trova la diffusione di internet e della rete, in campo economico, amministrativo, sociale, civile, aziendale, imprenditoriale, universitario, formativo, come è esempio "State of the net" promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, oppure seminari, workshop, open space, laboratori dove domanda e offerta si incontrano e si comprendono, interessandosi dell'obiettivo principale, la costruzione di un progressivo sviluppo della rete e dell'utilizzo dell'informatica come democratico livello di confronto e di partecipazione civica.

Ci sono ancora punti da evadere se si vuole, poi, parlare di diffusione della rete come metodo di confronto e di comunicazione tra cittadinanza e pubblica amministrazione.
Saremo la prima città per avviare un progetto di questo tipo, ma chiaramente siamo molto lontani dai parametri e dagli obiettivi europei riguardanti le macro proposte di diffusione della rete, parlo di Berlino, di Parigi e di Londra.  Nelle biblioteche, luogo dove ampiamente si utilizza la rete, per studiare, per ricercare libri e pubblicazioni utili agli approfondimenti che le studentesse e gli studenti cercano, ancora wireless non è arrivato. Così come in molte scuole, in molti centri civic, in molti musei, spazi che potrebbero dare opportunità ai visitator* di sedersi in angoli dotati di panchine o di comode poltroncine sobrie per documentarsi e per studiare con più attenzione particolari che ineriscono l'oggetto della mostra allestita. Cosa attendiamo?

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 8 Febbraio, 2008 - 15:34

State of the Net: il programma

Programma
State of the Net

VENERDÌ 8 FEBBRAIO: GIORNATA “OGGI”
Friday, February 8th: “Today”

9.00
Registrazione dei partecipanti
Registration
9.30
Apertura dei lavori, benvenuto agli ospiti
Welcome
10.00
Editoriale Editorial
User Generated Inovation
Beniamino Pagliaro, giornalista/Journalist
Paolo Valdemarin, imprenditore/Entrepreneur
Sergio Maistrello, giornalista/Journalist
10.30
I Sessione Session 1
Il polso della Rete: nodi, numeri, nevrosi
The Net Pulse: nodes, numbers, nevrosis

Gigi Tagliapietra, consulente/Consultant
David Sifry, imprenditore/Entrepreneur
Stefano Quintarelli, imprenditore/Entrepreneur
Modera/Hosted by: Paolo Valdemarin, imprenditore/Entrepreneur
11.30
Coffee break
12.00
II Sessione Session 2
Alla ricerca della felicità: economia della conoscenza e della collaborazione
Finding Happiness: the Economics of Knowledge and Cooperation

Enzo Rullani, docente universitario/Professor
Luca De Biase, giornalista/Journalist
Modera/Hosted by: Sergio Maistrello, giornalista/Journalist
13.30
Pranzo
Lunch
15.15
Keynote
The State of Social Software Solutions
Ross Mayfield, presidente di Socialtext/Chairman, President of Socialtext
16.00
III Sessione Session 3
Sfide e opportunità del lavorare in un mondo interconnesso
Working in the Connected World: Challenges and Opportunity

Euan Semple, consulente di social computing/Social Computing Consultant
Marco Zamperini, Cto Value Team
Lele Dainesi, Executive Communication Manager Cisco Systems Italy
Modera/Hosted by: Paolo Valdemarin, imprenditore/Entrepreneur
17.00
Coffee break
17.30
Keynote
Media Revolutions: Social Media and Re-Thinking How Businesses Communicate
Antony Mayfield, Head of Content & Media iCrossing UK
18.00
IV Sessione Session 4
Let them buy. Il digital marketing come capovolgimento del rapporto tra azienda e clienti
Let them Buy. Digital Marketing as a Reverted Relationship between Companies and Customers

Diego Biasi, General Manager Business Press
Stefano Stravato, Internet Marketing Manager Fiat
Modera/Hosted by: Mafe de Baggis, consulente di nuovi media/New Media Consultant

SABATO 9 FEBBRAIO: GIORNATA “DOMANI”
Saturday, February 9th: “Tomorrow”
9:45
Keynote
Satori. Dal tornio al blog
Satori. From Lathes to Blogs

Gaspar Torriero, consulente informatico/Information Consultant
10.30
I Sessione Session 1
I giornali non sono la loro carta: idee per sopravvivere al 2013
Newspapers are not Just Paper: Hints for Surviving 2013

Mario Tedeschini Lalli, giornalista/Journalist
Luca De Biase, giornalista/Journalist
Modera/Hosted by: Marco Formento, Manager
11.30
Coffee break
12.00
II Sessione Session 2
Internet Killed the Political Star
Joshua Levy, associated editor Personal Democracy Forum/Techpresident
Giuseppe Granieri, saggista/writer
Antonella Napolitano, esperta di media sociali/Social Media Consultant
Modera/Hosted by: Antonio Sofi, consulente politico/Political Advisor
13.30
Pranzo
Lunch
15.00
III Sessione Session 3
Cultura e spettacolo?
Enrico Menduni, docente universitario/Professor
Marina Remi, attrice/Actress
Modera/Hosted by: Beniamino Pagliaro, giornalista/Journalist
16.00
Coffee break
16.30
Tavola aperta Open Table
America/Europa A/R
Usa/Ue Round Trip
17.30
Conclusioni Conclusion
Titoli di coda: appunti dalle nostre (e vostre) moleskine
Credits: Notes from Ours (and Yours) Moleskine
Beniamino Pagliaro
Paolo Valdemarin
Sergio Maistrello
19.30
Goodbye party

Venerdì, 8 Febbraio, 2008 - 15:30

State of The Net

Avevo intenzione di sottoporre un'interessante iniziativa in corso a Udine, in questi giorni, 8 e 9 febbraio, di cui ha ampiamente trattato il servizio di Neapolis, la ribrica del TG3 sulle nuove tecnologie: "State of the Net".
Sono assolutamente convinto della validità piattaforma che questo percorso formativo e informativo sulle nuove tecnologie nella loro accezione più complessa vuole raggiungere, garantire.
State of The Net, sostenuta a promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che a livello europeo si accredita il titolo di Regione aperta alle innovazioni, da diversi partner industriaili e associazionistici, fondazioni, vuole creare un laboratorio comune tra utenti della rete, sutdentesse e studenti, imprenditrici e imprenditori, operatori della cultura, media, informazione, giornali, riviste, ricercatrici e ricercatori, scienziati, sociologi, intellettuali nella ricerca di un massimo comune denominatore nell'analisi dello stato attuale delle potenzialità della rete, delle necessarie implementazioni della sua struttura, del suo sviluppo, il free access, dibattito da sempre presente, le sue implicazioni e ricadute positive in campo sociale, culturale, civico e civile.
Sono convinto che la piattaforma Agenda E21, che ha trovato pieno e convinto accoglimento nelle disponibilità del Presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmieri, debba essere considerata parte integrante di un appuntamento simile che possa avere anche a Milano, con protagonisti i nostri livelli istituzionali locali, Comune, Provincia, da sempre attenta alla realizzazione di un contributo di innovazione ai percorsi comunicativi, Regione, dove giace in discussione, a firma del consigliere Marcello Saponaro, una proposta di legge di attivazione di spazi open source nella pubblica amministrazione, con le conseguenze migliorative che ne derivano, la sua realizzazione, rendendo la città, la Provincia e la Regione parti attrici nella promozione di un'incentivazione dello sviluppo della rete. Dico questo anche nella pura convinzione del fatto che il supporto scientifico, della ricerca, della conoscenza, possa garantire, facendo base sui poli di eccellenza, una programmazione sul futuro della rete nel nostro contesto, su un suo miglioramento e potenziamento funzionale e strumentale per rendere questa nuova realtà nuovo spazio di contaminazione e di conoscenza, di accesso ai saperi, di partecipazione alla vita democratica della collettività.
Proprio ieri ho presentato in Consiglio di Zona un'interrogazione che chiede al Settore Innovazione e all'assessorato omologo in Comune delucidazioni riguardo allo stato attuale dell'avanzamento del progetto di dotare Milano di una connessione wi-fi in ogni ambito pubblico, dalle biblioteche civiche alle scuole, dalle fermate dei mezzi pubblici ai parchi. Vorrei avere informazioni a riguardo in quanto penso che questo metodo di valorizzazione dei canali di accesso alla rete sia assolutamente base imprescindibile per proseguire nella diffusione sociale e culturale dell'utilizzo di internet e della connessione in banda larga.

Riporto il link della conferenza "State of the Net" promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, a cui accedere per leggere interessanti documenti cocnernenti la discussione generale.
http://www.stateofthenet.it

Nel sito è attivo anche un blog, dove poter interagire direttamente con i soggetti coinvolti nella discussione della due giorni di "work shop" intensi ma proficui.

E', chiaramente, una base di confronto da cui partire per proporre qualcosa di analogo anche nella nostra città.

Un caro saluto
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Domenica, 10 Giugno, 2007 - 13:20

Metroweb e il Sindaco Moratti

Metroweb e il Sindaco Moratti, tra parole e fatti

http://www.davidecorritore.it/archives/2007/06/metroweb_e_il_sindaco_moratti.shtml

L’affaire Metroweb, la generosa cessione della società milanese di fibre ottiche effettuata da AEM a favore di una società domiciliata nei paradisi fiscali, porta con sé – oltre alla curiosità sull’identità anonima di chi beneficerà delle prevedibili plusvalenze milionarie realizzate nell’isola off-shore di Jersey – il ricordo delle dichiarazioni del Sindaco Moratti. Difficile dimenticare le parole solennemente pronunciate in consiglio comunale per giustificare la vendita: “Gli investimenti in fibra ottica non sono più strategici nel settore delle telecomunicazioni”
Parole che fecero trasalire gli esperti, e in questi giorni clamorosamente sconfessate alla prima operazione annunciata da Metroweb dopo l’uscita dall’orbita pubblica: Telecom investirà a Milano 50 milioni di Euro per portare banda larga in 70.000 edifici affittando la rete in fibra di Metroweb. Non può sfuggire la sproporzione: 50 milioni di investimenti di Telecom sulla fibra ottica quando sei mesi fa l’intera proprietà di Metroweb fu ceduta da AEM a 34 milioni di Euro (!!!). Per di più senza che Telecom – che aveva già annunciato miliardi di investimenti sulla fibra - venisse contattata per sondare un suo interesse all’acquisto della società. E a proposito delle modalità competitive di vendita, vengono alla mente altre parole pronunciate in aula dal Sindaco Moratti: “Le offerte per l’acquisto di Metroweb sono state 19”, una quantificazione smentita da un dossier riservato pubblicato successivamente da Il Sole-24 Ore. E ancora, altre parole pronunciate in aula del Sindaco a giustificazione della vendita: “E’ stato negoziato un contratto decennale di uso gratuito della banda a favore del Comune”. Successivamente emerse che il contratto non esisteva ancora, e i suoi contenuti non erano stati inseriti nei patti parasociali firmati da AEM con gli acquirenti. Dunque, l’affaire Metroweb è stato accompagnato da una successione di parole di Letizia Moratti non confermate dai fatti. Difficile capire, considerati i possibili rischi, perché il Sindaco abbia esposto la propria reputazione su una vicenda nata intricata.
Mercoledì, 23 Maggio, 2007 - 16:46

wimax: una rivoluzione tecnologica possibile

Presto presenterò, dopo la mozione recepita all'unanimità dal Consiglio sull'adozione nell'amministrazione circoscrizionale dell'open source, ossia della disponibilità di sistemi di programmazione liberi, gratuiti e non soggetti a rinnovo di costose licenze, una proposta che riguarderà l'attivazione dell'emendamento Corritore alla relazione previsionale di Bilancio sull'attuazione di un'estensione della connessione in rete a banda larga e senza fili, tecnicamente detta wi-fi, oppure wireless. E' ora di promuovere l'accesso diffuso e universale, senza preclusioni di sorta, nè economiche, nè logistiche, spesso determinate dalle società che dispongono l'accesso alla rete, più interessate a promuovere connessioni e sistemi di connessione in zone altamente abitate e alto residenziali o zone dove maggiore è la concentrazione di uffici imprenditoriali e societari, abbandonando le periferie, dove maggiore è il numero di giovani residenti. Wireless permetterebbe l'accesso alla rete gratuitamente, facilitato e a tempo ridotto per persone che passeggiano nei parchi, oppure per studentesse e studenti che studiano in biblioteca, oppure per cittadine e cittadini che attendono i tram alle fermate dell'ATM, oppure per passeggeri presenti sui lunghissimi jumbo che sferzano per le strade della città, oppure per docenti e insegnanti nelle scuole, per ragazze e ragazzi presenti negli istituti scolastici di vario ordine e grado. E' giunta l'ora di una rivoluzione culturale che possa permettere a tutte e a tutti un accesso a canali che possano diffondere informazione e comuncazione nella insaziabile ricerca di nuovi saperi circolanti e liberi. La tecnologia odierna offre, però, strumenti maggiori per coperture di tale possibilità di accesso gratuito e senza fili in un raggio maggiore chilometrico, si parla di 60/70 km, tramite l'installazione di un'antennina, "hotspot", di dimensione molto ridotta ma di forte potenza: si parla di WiMax, e il governo ha predisposto la promozione e la diffusione di questo strumento, sia con agevolazioni economiche, sia con campagne di informazione e predisposizioni infrastrutturali. Basta approvare un piano che dia la concessione a una società, con le procedure trasparenti e di convenzione adottati con bandi promossi dal Comune, per la promozione territoriale di questo metodo di accesso, installando le strutture giuste e apposite.
E' ora di partire su questo fronte e di rendere la tecnologia canale per diffondere i saperi e il diritto di comunicazione e di informazione della popolazione residente.

Alessandro Rizzo

WiMAX Italia.it (http://www.wimax-italia.it) 
è un sito di informazione tecnologica nato in prospettiva dell'avvento di questo nuovo e potente mezzo di comunicazione. Il futuro della diffusione della banda larga e di conseguenza l'azzeramento del Digital Divide, è il WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di sicuro il mezzo più adeguato per colmare questa immensa lacuna che opprime l'Italia del Web. I motivi che mettono il WiMAX al primo posto come mezzo per lo sviluppo sono molti in primis la versatilità che a differenza delle linee tradizionali, (Adsl a centraline, fibre ottiche e UMTS) ha pochi limiti infrastrutturali, infatti un antenna di diffusione del segnale a onde radio WiMAX ha una capacità di 60-70 Km.In Europa e nel mondo in pochissimo tempo si sono fatti passi da gigante a favore del WiMAX, qui in Italia le cose vanno a rilento e in modo del tutto disorganizzato e poco chiaro. Questo sito nasce per dare voce ai futuri utilizzatori di questo servizio, alle aziende che investiranno in esso e per informare la comunità con news ed aiuti relativi all'utilizzo del WiMAX, guida all'acquisto dei prodotti guida alla copertura nazionale, guida alle tariffe ed abbonamenti che presto verranno proposti a noi utilizzatori di questo servizio. Vi diamo quindi il benvenuto nel nostro sito.

Mercoledì, 23 Maggio, 2007 - 16:21

Una rete per telefonare gratis

A giugno gara per le concessioni nazionali. La candidata assicura: "Tursi pronto a competere"

Una rete per telefonare gratis

Donatella Alfonso
Marta Vincenzi lancia Wimax, alta velocità e risparmi
L´operazione sarebbe possibile utilizzando la tecnologia già esistente in fibra ottica
Un numero ridotto di piccole antenne permetterà la copertura dell´intera città

http://espresso.repubblica.it

Una «superba» (e gratuita) rete metropolitana wireless ad alta velocità per Genova, utilizzando la tecnologia Wimax perché cittadini, visitatori e turisti possano collegarsi, da qualsiasi punto del territorio cittadino, alla rete informativa utilizzando dispositivi diversi, dai computer portatili ai palmari, ai nuovi cellulari.
L´idea di Marta Vincenzi, candidata sindaco dell´Unione, è semplice: utilizzare la tecnologia già esistente (il cablaggio in fibra ottica eseguito negli anni novanta e non utilizzato appieno) da rilanciare e completare con l´ausilio della tecnologia Wimax: un numero ridotto di antenne collegato alla rete già presente doterebbe Genova di un «ombrello» di copertura radio che consenta a tutti di collegarsi da qualsiasi punto del territorio, lungo il mare e sulle colline.
Ma non solo le imprese o la ricerca: tutti potranno avere la possibilità di accedere ai servizi, con un dialogo diretto tra Comune e cittadini, la diffusione di informazioni e notizie, la prenotazione di servizi, la gestione delle emergenze e della sicurezza. E senza pagare, il che non è certo sgradito ai genovesi. Un discorso che potrebbe valere anche per il telefono: almeno per chi utilizza la tecnologia Voip, a cui Wimax permette l´accesso.
In Italia gli esperimenti di città cablata sono già avviati da tempo, ma il progetto di «Genova Futura - La Città Digitale», oggetto di un convegno ieri a Palazzo Ducale si propone come quello tecnologicamente più avanzato e capace di dotare la città di una sorta di «prateria informatica» in cui tutti gli utenti, genovesi e non, possano pascolare i loro cavalli, cioè far accedere i loro strumenti informatici, mentre l´amministrazione comunale fa da regista. Con libero accesso, è chiaro, anche alle imprese di ogni dimensione, il che permetterebbe anche la copertura dei costi, oltre ad attirare lavoratori e imprese allettati dall´essere costantemente online.
Piace l´idea a Carlo Castellano, presidente del Dixet; e piace al mondo della politica, come spiega Andrea Ranieri, senatore ulivista, che chiude i lavori. perché per il progetto genovese c´è interesse da parte del governo, che entro il mese di giugno metterà a gara in concessione nazionale le frequenze Wimax, così com´è stato fatto per Umts. Tra Marta Vincenzi e Luigi Nicolais, ministro per le riforme e l´innovazione nella pubblica amministrazione - che ieri non ha potuto partecipare ai lavori, dove era atteso - infatti, ci sono già stati colloqui, e la possibilità per Genova di accedere alla gara è più che buona. «Il governo prevede di aprire opportunità a quei comuni e alle città che hanno già progetti avanzati di intervento: Genova è in prima fila. Attualmente a Roma sono cablate solo zone molto precise, come Villa Borghese, l´area di villa Ada o quella universitaria; Genova potrebbe invece essere connessa su tutto il territorio comunale, garantendo accessi liberi a tutti. Una maniera visibile a tutti i cittadini per utilizzare concretamente le nuove tecnologie» dice Ranieri.

Venerdì, 9 Marzo, 2007 - 12:54

Digital divide: occorre sostenerlo!

www.beppegrillo.it

In Italia il digital divide aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi e alle stock option dei manager di Telecom Italia. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL: la BANDALARGAAAA!!! In Italia ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare.
Il presidente dell’AIIP, i provider italiani, mi ha inviato questa lettera. Domani l’ AGCom e il Governo hanno la possibilità di cambiare le cose. Inviamogli una mail di sostegno:Agcom, Gentiloni, Sircana.

Caro Beppe,
come presidente dell’Associazione più rappresentativa dei Provider italiani, sento il dovere ed anche la necessità, di scriverti una lettera, per far conoscere ai tuoi affezionati lettori, le ragioni per cui il mercato della larga banda in Italia, non riesce a decollare, ragioni che abbiamo affrontato con molte iniziative con altre associazioni interessate al settore, dagli utenti agli operatori più piccoli.
I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.
Spesso associazioni di utenti ed associazioni di imprese hanno interessi contrapposti; in questo caso, invece, gli interessi sono allineati e le iniziative congiunte tra associazioni di operatori ed associazioni di utenti sono state numerose, per cercare di smuovere la situazione evitando che si perpetui quello che diceva Floris nel suo libro 'Monopoli': che il monopolio uscito dalla porta della telefonia rientri dalla finestra della larga banda.
Pensare che ci sono Paesi – dalla Corea al Giappone - che hanno fatto della larga banda una priorità nazionale. E senza andare troppo lontano, gia la vicina Danimarca riesce a vantare il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante. Un esempio vincente che rappresenta un esempio da seguire e da riproporre subito, anche qui in Italia. Come? Semplicissimo.
Nei prossimi giorni l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e il Governo sono chiamati a valutare l’opportunità di un provvedimento d’urgenza per adottare in Italia gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso, fatta a noi operatori e meglio nota come ‘Bitstream’. Questa offerta rappresenta un’occasione d’oro per far funzionare Internet in Italia.
La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alternativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove gia c’è, liberarando risorse per portare Internet dove manca.
Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l’offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.
Ci siamo messi a studiare tutte le pratiche europee e finalmente una soluzione l’abbiamo trovata: si chiama Danimarca. Studi tecnici approfonditi ci confermano che quella danese è la migliore offerta di interconnessione, perché ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza. I fatti ci dicono che abbiamo ragione. Per ricreare in Italia lo stesso ambiente tecnologico danese, dobbiamo partire proprio dai prezzi all’ingrosso del Bitstream. Solo così avremo la speranza che si abbassino i prezzi al pubblico e che il mercato si apra ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire nelle aree scoperte. Basta veramente poco, Beppe, ma non dipende più da noi. Lo deve fare AGCom: vogliamo i prezzi danesi, subito.”
Marco Fiorentino - Presidente AIIP

Venerdì, 9 Marzo, 2007 - 12:52

Oro alla Patria per l'open source

www.beppegrillo.it

L’Italia ha bisogno di soldi. E io voglio sempre aiutarla. L’iniziativa: “Oro alla Patria” continua.
Le applicazioni software della Pubblica amministrazione non costeranno più niente. Non costano già più niente. Basta passare al software Open Source, software libero che non costa un euro. Nei ministeri, nelle regioni, nelle scuole, negli ospedali pubblici, nei tribunali, eccetera, eccetera.
Quanto spende lo Stato per comprare, aggiornare le applicazioni Microsoft? Da domani potrà costare zeroeuro. L’Europa si sta muovendo, come la Norvegia.
Chavez è già partito e entro il 2007 metà del settore pubblico venezuelano sarà Open Source. L’Open Source si può adottare subito, perchè aspettare?
Le amministrazioni pubbliche che lo hanno fatto, forse ci sono, mi contattino inviando una mail. Le citeremo tutte nel blog dopo una ispezione di tecnici di fiducia dei Meetup. Tutte le altre si diano una mossa perchè stanno buttando nel cesso le nostre tasse. Invito un ministro, chiunque voglia, a battere un colpo, a dare un esempio e scrivere a questo blog quando e come passerà all’Open Source e quanto farà risparmiare ai cittadini.
Belin, mi sto facendo un c..o così a studiare l’informatica per fare un po’ di risparmio. E i nostri dipendenti sono rimasti al pallottoliere. Questo è il vero problema. La loro forza dell’ignoranza unita alla nostra rassegnazione.
RESETTA Microsoft, passa all’Open Source.

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