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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sei nella categoria Liberi libri in libera cultura - Torna indietro »
Domenica, 30 Maggio, 2010 - 15:46

Maledetti Froci & Maledette Lesbiche

MAURA CHIULLI
MALEDETTI FROCI & MALEDETTE LESBICHE

Libro bianco (ma non troppo) sulle aggressioni omofobe in Italia

Edizioni Alberti Castelvecchi

Introduzione di Paolo Patanè

In libreria dal 27 maggio 2010

«Sono tornate le allegre squadracce, le spedizioni punitive, le aggressioni. Chi le protegge? Chi le incoraggia?»

I gay danno fastidio: perché si mostrano in tv senza pudore, perché non vogliono sentirsi una categoria «discriminata e speciale», perché spesso hanno molto da dire sulle libertà e i diritti di tutti.

Negli ultimi due anni in Italia si sono moltiplicati e accresciuti i casi di intimidazioni, insulti, persino selvaggi pestaggi contro omosessuali. Estemporanee o premeditate, spesso compiute da vere e proprie squadracce, queste azioni sono il sintomo di una cupa e rancorosa rabbia verso le libertà e i diritti che faticosamente si stanno facendo largo nella società civile.

Il braccio armato di questa forza oscura sono giovani sottoproletari sbandati, neofascisti a piede libero con precedenti, ultrà e cafoni da stadio. Ma il mandante è una borghesia retriva e reazionaria, né di destra né di sinistra, la cui occhiuta complicità garantisce un humus di complicità e approvazione.

Chi ha in odio la diversità e il vento di cambiamento sociale, nel contempo, minimizza e insabbia, tanto che sono pochissimi i casi che vengono veramente denunciati o emergono sui media.

Come dimostra questo libro, la strada verso una società aperta è ancora lunga e tortuosa. Ma ormai non è più possibile chiuderla e fare finta di niente...

L'AUTRICE
Maura Chiulli nasce a Pescara il 1° novembre 1981. A dieci anni vince il suo primo concorso di poesia, sebbene tutti sottovalutassero la sua passione per le parole. A diciott’anni si trasferisce a Roma, città nella quale si laurea in Economia Aziendale.
Oggi Maura è editorialista per diversi portali di informazione, pubblica i suoi racconti su celebri riviste letterarie («Fermenti», «Prospektiva»), si esibisce in performance dal vivo nei più bei locali italiani e sogna, quando non legge. L’economia politica un interesse che la lega alla realtà. La letteratura e la finzione sono la sua vita.
Il suo romanzo d’esordio Piacere Maria edito da Socialmente, casa editrice bolognese, riscuote grandi successi di pubblico e di critica.
Da anni combatte il pregiudizio e discriminazione e si batte al fianco di Arcigay, associazione che l’ha eletta quest’anno Responsabile Nazionale alla Scuola, ai Giovani e alle Politiche di Genere.

www.myspace.com/maurascrive
www.maurachiulli.blogger.it

Martedì, 29 Settembre, 2009 - 15:10

"Una storia silenziosa” di Luigi Lusenti: presentazione libro

Mercoledì 7 ottobre

alle ore 20,30

Circolo Arci50

Via Benaco 1

Presentazione del libro

"Una storia silenziosa”

gli italiani che scelsero Tito

di LUIGI LUSENTI

con l'autore ne parlano

MARINA MUSTOVIC, giornalista

 

SERGIO SEGIO, Gruppo Abele

introduce ALESSANDRO RIZZO

Ricordiamo Mercoledì 14 appuntamento con la poesia di

 

Luca Vaglio e Patrizio Ponti

Martedì, 28 Luglio, 2009 - 12:45

"Psicoterapia e omosessualità" di Margherita Graglia

E' uscito nelle librerie il 21 luglio 2009 il volume "Psicoterapia e omosessualità" di Margherita Graglia, edizioni Carocci (Roma). Il libro intende fare il punto sulle più recenti acquisizioni scientifiche, offrendo: - Una riflessione critica sulle domande fondamentali che professionisti e non si pongono: Cos'è l'orientamento sessuale? Quali sono gli aspetti rilevanti? Quali le sue origini? - Un'analisi delle forme contemporanee dell'omonegativita e dell'impatto sul benessere delle persone GLB. Si illustra ad esempio come decostruire la canzone “Luca era gay” di Povia. - Un'analisi degli strumenti per la promozione del benessere psico-sociale dei GLB. - Una discussione sulle terapie riparative e post-riparative. - La specificità dell'incontro tra i terapeuti e i loro pazienti GLB. Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta. Collabora con l'università di Bologna, è didatta CIS (Centro Italiano di Sessuologia). Coniuga l'attività clinica con la progettazione e la conduzione di corsi sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rivolti a psicologi, medici, insegnanti ed educatori. www.arcigay.it

Giovedì, 23 Luglio, 2009 - 09:09

Finalmente riapre la LIBRERIA BABELE a Milano

La Libreria Babele torna ad aprire le sue porte al pubblico. Dopo mesi di dubbi circa le sorti del celebre punto di riferimento della cultura LGBT milanese, oggi alle 18,30 la Babele riapre i battenti, grazie alla tenace volontà della nuova proprietà, in Viale Regina Giovanna 24/b, con un vernissage affollato di amici, personaggi, autori.
L’intricata vicenda della chiusura era stata sulla bocca dei milanesi fino a poco tempo fa e le voci di una prossima riapertura si facevano sempre più insistenti, finché l’atteso annuncio non è giunto attraverso la rete. Con la pagina La Babele GLBT Bookshop & More, che ha già raccolto un migliaio di “amici” su Facebook in meno di un mese, Christian, uno dei nuovi animatori della Babele, ha invitato tutti alla felice riapertura nella nuova sede. Babele release 3.0 è stata subito rinominata da Daniele sul suo blog, per ricordare che la prima libreria fu aperta da Felix Cossolo in Via Sammartini, per poi essere trasferita una decina di anni fa da Gianni Delle Foglie in un grande spazio a due passi da Piazza Cadorna, nello stesso edificio in cui si scriveva anche la rivista Pride.
Oggi la Babele si trasferisce e si rinnova, va ad offrire i suoi scaffali in uno dei quartieri più gai della città, Porta Venezia, carica della storia di cui si è resa protagonista e della consapevolezza di non essere semplicemente un negozio in cui si vendono libri, ma un punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliono leggere della ricchezza della differenza e vogliono avvicinarsi al mondo LGBT in un modo diverso dal rutilante e scintillante mondo dell’enterteinment.
Alla Babele per tanti anni hanno scintillato gli occhi di Gianni che con lo sguardo era come se ti accarezzasse e ti accompagnava con amore a scegliere il libro da portar via, fosse un classico latino o uno di quei libri che si leggono con una mano sola.
La Libreria Babele è anche questo.

Marco Volante
da Gaynews.it

Lunedì, 3 Novembre, 2008 - 17:16

Trattoria Musicale del Circolo ArciCorvetto

Giovedì 6.11 alla Trattoria Musicale del Circolo ArciCorvetto
alla Trattoria Musicale del Circolo ArciCorvetto
Introduce la serata
IL TRIO
Davide Logiri (piano)- Stefano Scopece (Contrabbasso)- Paolo Traino (batteria)
seguirà una
JAM SESSION
Aperta a tutti i musicisti
Per cena: ARROSTO ALLA ROMANA CON PATATE AL FORNO
L’ingresso mangiando è al solito 10 euro (se potete, mandateci una mail per prenotare, possibilmente in anticipo, martedì/mercoledì).
il solo ingresso 3 euro (ovviamente, in entrambi i casi, con tessera arci).
VI ASPETTIAMO!
Circolo Arci Corvetto, Via Oglio 21, MM Brenta - Milano
Circolo Arci Corvetto, Via Oglio 21, MM Brenta - Milano

Lunedì, 6 Ottobre, 2008 - 13:12

LUCCAUTORI 2008 – XIV edizione

LUCCAUTORI 2008 – XIV edizione
Premio Letterario Racconti nella Rete – VII edizione
16,17,18,19 ottobre.
http://www.raccontinellarete.it

Dacia Maraini, Piero Badaloni, Lidia Ravera, Ennio Cavalli. Sono questi alcuni tra i protagonisti degli incontri letterari della XIV edizione di LuccAutori, la manifestazione che vedrà la premiazione dei 25 vincitori del Premio Racconti nella Rete 2008.

Gli incontri sono in programma al Palazzo Ducale, a Villa Bottini, all’auditorium San Micheletto di Lucca e presso il palazzo comunale di Viareggio. La manifestazione diretta da Demetrio Brandi si avvale del sostegno di Provincia di Lucca e Comune di Lucca, APT Lucca, Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Con il patrocinio della Regione Toscana, Comune di Viareggio – Assessorato alla Cultura, Rai Eri, nell’ambito del progetto “Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura” promosso dal Centro per il Libro in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Scuola Holden, Associazione Nazionale Sociologi, Gufetto - L’altro magazine, Lo Schermo, con la collaborazione Hotel Universo, Antica Locanda dell’Angelo, Libreria Edison Lucca.
GIOVEDI 16 OTTOBRE
Ore 9.30 – Sala Rappresentanza Comune di Viareggio
L’amore ai tempi del liceo. Incontro con ENNIO CAVALLI “L’imperfetto del lutto” (Aragno) – libro finalista al Premio Viareggio Rèpaci 2008. Partecipano gli studenti del liceo scientifico Barsanti e Matteucci.

VENERDI 17 OTTOBRE

Ore 9.30 Villa Bottini – Via Elisa – Lucca
” I neri e i rossi nella guerra civile: storie di parte e di patria”.
Incontro con MARIO BERNARDI GUARDI e PAOLO BUCHIGNANI. Partecipano gli studenti del Liceo Classico Machiavelli di Lucca.
Mario Bernardi Guardi presenta il libro “Fischia il vento ed urla la bufera perché portiamo la camicia nera (storie della parte sbagliata)” (Nuove Idee).

VENERDI 17 OTTOBRE

Ex corte d’assise Palazzo Ducale – Lucca
Ore 17 incontro con i vincitori di Racconti nella Rete – Armando Barone, Massimo Padua, Paola Azzarini, Lorenzo Mulas, Carmela Tuccari, Anna Pisani. Letture a cura di Elena Bonini.
Intervengono Anna Spissu, Maria Grazia Cofano
Ore 17.30 incontro con la SCUOLA HOLDEN – Intervengono GIANLUCA PALLARO responsabile web e dei corsi on-line e lo scrittore MARCO LAZZAROTTO “Le mie cose” (Instar Libri).
Alle 18 incontro con il direttore di Rai International
PIERO BADALONI che parlerà del suo libro “Tutti pazzi per Berlino” (Sperling & Kupfer)
Interviene Franco Solfiti.
Conduce Maria Elena Marchini con la partecipazione di Vittorio Castelnuovo

SABATO 18 OTTOBRE

Ore 9.30 Auditorium Scuola Media Carducci – Lucca
Incontro con la scrittrice DOMENICA LUCIANI che parlerà ai ragazzi de “Il mistero della città fantasma” (Giunti)

SABATO 18 OTTOBRE

Ex corte d’assise Palazzo Ducale – Lucca
Ore 17 incontro con i vincitori di Racconti nella Rete – Stefania Bonomi, Michele Sommaruga, Lucia Sallustio, Luca Bugnone, Andrea Masotti, Lidia Grimaldi, Valentina Pascarelli, Licia Pizzi. Letture a cura di Elena Bonini.
Premio Gufetto d’Argento assegnato a Davide Crudetti.
Intervengono Elena Torre, Stefano Carlo Vecoli, Damiano Battistoni.
Ore 18 incontro con LIDIA RAVERA cha parlerà del suo ultimo libro “Le seduzioni dell’inverno” (Nottetempo). Libro finalista al Premio Strega 2008.
Conduce Maria Elena Marchini con la partecipazione di Vittorio Castelnuovo

DOMENICA 19 OTTOBRE

Ex corte d’assise Palazzo Ducale - Lucca
Ore 17 incontro con i vincitori di Racconti nella Rete – Giuseppe Sanalitro, Pietro Ratto, Lenio Vallati, Raul Sciurpa, Laura Badaracchi, Simona Tanzini, Marina Salucci, Simone Togneri. Letture a cura di Elena Bonini.
Ore 17.30 “Historias” incontro con EDOARDO DE ANGELIS
Ore 18 Ex corte d’assise Palazzo Ducale - Lucca
Incontro con DACIA MARAINI che parlerà del suo libro “Il treno dell’ultima notte” (Rizzoli).
Collegamento in diretta con il programma “Le colonne d’Ercole” - Radio Due
Conduce Maria Elena Marchini con la partecipazione di Vittorio Castelnuovo
Associazione LuccAutori – direzione artistica Demetrio Brandi
Tel.0584 961169 335 6141086 www.raccontinellarete.it info@raccontinellarete.it

Mercoledì, 1 Ottobre, 2008 - 11:28

"Improvvisamente l'inverno scorso"

“IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO” racconta la storia di Luca e Gustav, una coppia che sta insieme da otto anni, e di quello che gli è successo improvvisamente l’inverno scorso, quando un’ondata inaspettata di omofobia ha sconvolto la loro quotidianità. A Febbraio, dopo mesi di discussioni, il governo Prodi – come da programma - ha presentato una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. e da lì è partita un’offensiva mediatica e politica di proporzioni inaspettate. Il paese si è così diviso tra chi era a favore dei DiCo (il nome del disegno di legge) e chi gli sparava contro. Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza. Gustav ha cercato di convincere Luca a realizzare un documentario sull’argomento sentendo l’opinione della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra (tra gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, etc.) in occasione di manifestazioni e contromanifestazioni varie, e contemporaneamente per mesi e mesi hanno seguito la discussione generale al Senato. Con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti. Quello che ne viene fuori è un quadro poco edificante, e alquanto contraddittorio, del Belpaese.

http://www.suddenlylastwinter.com/improvvisamente

Venerdì, 15 Agosto, 2008 - 17:56

Su Cinemaindipendente.it panoramica degli italiani a Venezia

Carissim@ blogger,
vi invito a leggere sul sito

www.cinemaindipendente.it

un servizio particolare dedicato alle novità italiane presenti alla 65° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. E' un'interessante rassegna e panoramica di autori e di opere anche indipendenti in attesa di poterle vederli sugli schermi delle varie anteprime in calendario alla 65° Mostra.

Alessandro Rizzo

Giovedì, 14 Agosto, 2008 - 12:55

Il primo giorno d'inverno in anteprima mondiale a Venezia

Proiezione del film Il primo giorno d'inverno di Mirko Locatelli, in Anteprima Mondiale alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.
Il film è in concorso nella sezione Orizzonti.

Le Proiezioni aperte al pubblico saranno 2:

Data : 4-9-2008
Sala : SALA GRANDE (Proiezione Ufficiale)
Ora : 14.00
Accreditati : Pubblico, Tutti gli Accrediti

Data : 4-9-2008
Sala : PALABIENNALE
Ora : 18.15
Accreditati : Pubblico, Tutti gli Accrediti

en français:
Projection du film Le premier jour de l'hiver, de Mirko Locatelli, en Avant-première Mondiale au Festival de Venice.
Les Projections ouvertes au public seront 2.

official web site:

www.ilprimogiornodinverno.it

Giovedì, 14 Agosto, 2008 - 11:53

Il trailer de Il primo giorno d'inverno on-line

Finalmente on-line il Trailer del film Il primo giorno d'inverno, di Mirko Locatelli, in concorso nella sezione Orizzonti alla 65 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Buona visione!

www.ilprimogiornodinverno.it

Venerdì, 1 Agosto, 2008 - 12:06

Image Not Found 2008

L'Associazione Culturale Giovani in Corso organizza: 
Image Not Found 2008
Cos'è?
Un grande concorso musical-letterario rivolto a giovani scrittori e musicisti o aspiranti tali, della provincia di Pavia e dintorni.
Ma è anche, e sopratutto, un'occasione di confronto e di valutazione delle proprie creazioni, una spinta a maturare la propria attività artistica e 3 giorni vicino a stand di birra e salamelle.
Solo giovani?
No. Solo chi si sente giovane e ha quindi qualcosa da dire e da condividere, a ogni età.
  
Un'immagine?
Al termine delle iscrizioni verrà resa nota un'immagine: foto, quadro oppure disegno.
Da questa l'artista dovrà indirizzare la propria creatività e produrre un brano o un racconto breve ad essa ispirato.
Due giurie di esperti, ma sopratutto di appassionati, valuteranno brani e racconti, che saranno suonati e letti durante le 3 serate nella suggestiva cornice del Parco della Villa Nuova Italia a Broni (PV) 
Regole?
Poche. Età media dei componenti di una band: max 35 anni. Lunghezza massima del racconto: 3000 battute.
L'iscrizione alla SIAE non è obbligatoria.
Per chi è comunque interesato la cosa non è così spaventosa come sembra, i minorenni sono ben accetti (e non pagano) e le spese sono molto contenute. L'associazione aiuterà i partecipanti nella pratica di iscrizione, se necessario.
Basta.
  
Cos'altro succede?
Tante belle cose:
  • Di tutti i racconti pervenuti, ne saranno scelti 10 che parteciperanno al concorso.
    I 10 racconti saranno esposti pubblicamente in punti nevralgici della città di Broni per alcuni giorni, oltre ad essere letti durante la manifestazione.
  • I musicisti che lo desiderano, sono invitati a organizzare un sottofondo musicale alle letture, (possibilmente in situazioni "miste") che altrimenti sarà predisposto dallo staff.
  • Il live del concerto sarà registrato e verrà prodotto un CD che sarà consegnato agli artisti.
  • I racconti e i testi delle canzoni saranno raccolti in un libro che verrà pubblicato in cofanetto insieme al CD
E i fotografi?
Quest'anno diamo uno spazio in più alla fotografia: fotografi appassionati e non professionisti, , potranno partecipare al Concorso Fotografico.
Al termine delle 3 serate, lo staff sceglierà la foto più rappresentativa della manifestazione, che diventerà parte integrante della copertina/booklet della grafica di libro e CD.
 
Ok, mi interessa.
Bene, allora scegli il tuo campo, leggi il regolamento per i dettagli e iscriviti.
Mercoledì, 30 Luglio, 2008 - 00:04

Il primo giorno d'inverno è a Venezia

E' il film per cui ho lavorato come segretario di edizione ... siamo a Venezia, selezionati dalla giuria diretta da Muller nella sezione Orizzonti: penso che sia un riconoscimento per il cinema indipendente, creativo, sperimentale e, soprattutto, coraggioso, innovativo.

Alessandro Rizzo

Il primo giorno d’inverno
di Mirko Locatelli
alla 65a Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia
Sarà presentato in anteprima mondiale alla 65a Mostra Internazionale d’ArteCinematografica di Venezia Il primo giorno d’inverno, opera prima del regista
milanese Mirko Locatelli.
Il film, in concorso nella sezione Orizzonti, è prodotto dalla casa di produzione
cinematografica Officina Film in associazione con Deneb Media e con il supporto
dell’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Milano.
Scritto a quattro mani dallo stesso Locatelli con la compagna e produttrice
Giuditta Tarantelli, il lungometraggio vede i suoi giovani protagonisti quasi tutti
alla prima esperienza cinematografica: Mattia De Gasperis, Alberto Gerundo,
Andrea Semeghini e la piccola Michela Cova, alla sua primissima e sorprendente
prova recitativa; nel cast inoltre si segnala la partecipazione di Giuseppe
Cederna, già coprotagonista del precedente lavoro di Locatelli, il mediometraggio
Come prima.
All’esordio nel lungometraggio anche il direttore della fotografia, Ugo Carlevaro,
lo scenografo, Gian Antonio Fusar Poli e gran parte della troupe, a dimostrazione
della vitalità e della competenza di nuovi professionisti nel panorama del cinema
esordiente italiano.
La colonna sonora non originale è firmata dallo stimato compositore e
violoncellista palermitano Giovanni Sollima, edito dalla Casa Musicale Sonzogno
di Milano.
Il film racconta la storia di Valerio, un adolescente solitario che osserva il mondo
dei suoi coetanei stando in disparte. Valerio ha una sorella di dieci anni, un
vecchio motorino e due nemici che lo tormentano. Un giorno però gli si presenta
una possibilità, finalmente può vendicarsi provando a combattere con le stesse
armi del nemico. Ma ad attenderlo troverà solo il dolore e la disperazione.
“Abbiamo aspettato a lungo per girare questo film – dichiara Mirko Locatelli -
speravamo di trovare l’aiuto di qualcuno ma dopo due anni di tentativi abbiamo
capito che dovevamo produrlo da soli e abbiamo deciso di rischiare; eravamo
spinti dal forte desiderio di sperimentare un tipo di cinema forse troppo lontano
da quello che si sceglie di produrre in Italia, molto più simile a quello belga, in
alcuni casi francese, un cinema che dedica molto tempo al lavoro con gli attori,
che tenta una rappresentazione il più possibile affine al reale, che si occupa di
temi scomodi, difficili da affrontare anche per i produttori più audaci.
Solo grazie alla perseveranza, al lavoro di mesi e alla collaborazione di un gruppo
di belle persone che si è dedicato con passione e capacità al film, abbiamo potuto
assistere ai primi risultati. La selezione alla Mostra di Venezia ci restituisce
l’energia che abbiamo investito nel film, ci ripaga della fatica e del rischio che
abbiamo corso: ringraziamo i selezionatori della Mostra e speriamo che il film
venga apprezzato, non solo durante il Festival e non solo in Italia”.
Mirko Locatelli (Milano,1974) dal 2002, anno in cui fonda la casa di produzione
Officina Film, ha scritto e diretto cortometraggi e documentari tra i quali Come
prima e Crisalidi, selezionati e premiati in numerosi festival nazionali; Il primo
giorno d’inverno è il suo primo lungometraggio.
Giuditta Tarantelli – responsabile ufficio stampa
Mob. (+39) 347.91.55.194
giuditta@officinafilm.com
OFFICINA FILM
Via D. Veneziano, 5
20139 Milano
Ph. (+39) 02.56.96.469
Fax (+39) 02.700.512.575
www.officinafilm.com

Venerdì, 18 Luglio, 2008 - 17:24

Voci per la Libertà - una Canzone per Amnesty

Dal 16 al 21 luglio si terrà "Voci per la Libertà - una Canzone per Amnesty", il concorso musicale che da 11 anni dà voce a coloro che attraverso la musica diffondono le tematiche promosse da Amnesty International.
All'interno della sei giorni, il contest per emergenti eleggerà il 20 luglio la Canzone per Amnesty, ovvero quella che saprà tradurre in musica l'esigenza del rispetto per i diritti umani.
A premiare la Canzone per Amnesty 2008 una giuria specializzata composta da Giò Alajmo (Il Gazzettino), Luca Barachetti (L'isola che non c'era - FIOFA), Alessandro Besselva Averame (Il mucchio), Sandro Cacciatori (Direttivo Voci per la Libertà), Gian Giacomo Fiorioli Banchieri (REC Radio), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Gabriele Guerra (Freequency), Michele Lionello (Direttore Artistico Voci per la Libertà), Carla Martelli (Mescalina), Stefano Meloni (Conservatorio di Adria), Fausto Murizzi (Rockit), Elisa Orlandotti (Jam), Paolo Pobbiati (presidente della Sezione Italiana di Amnesty International), Riccardo Pozzato (Direttivo Voci per la Libertà), Enrico Rigolin (Associazione Culturale Voci per la Libertà), Giordano Sangiorgi (Presidente Meeting delle Etichette Indipendenti), Giovanni Stefani (responsabile Amnesty International Rovigo), Patrizia Vita (Sezione Italiana di Amnesty International), Savino Zaba (conduttore di "Music@" di Raiuno e "Ottovolante" di Radio2).
A Villadose si esibiranno anche Le Prime Note (16 luglio), Giorgio Canali&Rossofuoco (17 luglio), Paolo Benvegnù (18 luglio), Makako Jump (19 luglio) e i Subsonica, Premio Amnesty Italia 2008, sul palco con un set a sorpresa e la targa consegnata da Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International (20 luglio), e in chiusura D'istantidistanti, i Revo e i Lombroso (21 luglio).
Infine, gli appuntamenti speciali di Voci per la Libertà:
  • domenica 20, ore 18 presso il Comune di Villadose conferenza stampa aperta al pubblico con i Subsonica, il Sindaco di Villadose e il presidente della Sezione Italiana di Amnesty International (per ogni richiesta di info contattare elisa@glitterandsoul.com).
  • domenica 20, Magazzeno Bis, il talk show - concerto radiofonico della Trovarobato, sarà in giro per i luoghi del festival a registrare materiale audio (musica, parole, vagiti, urla, ambienti, sussurri, rumori, surrealismi) per confezionare una puntata speciale che andrà in onda sul Network Inconsapevole trasmesso da 26 emittenti di Italia, Lussemburgo e Slovenia.
  • Savino Zaba, conduttore di "Music@" (Rai Uno) e "Ottovolante" (Radio Due), leggerà estratti dal libro "Poesie da Guantánamo" (EGA Editore). Savino darà voce ai versi scritti di chi è stato sottratto alla sua terra, alla sua famiglia e costretto a subire detenzione illegale e torture.
  • Patrizia Vita, dell'Ufficio comunicazione di Amnesty International Italia, riporterà alcune testimonianze di donne violentate tra le mura domestiche: parole strappate, tra i sensi di colpa e la ricerca di giustizia. Storie di figlie, mogli e madri alle quali una società solidale con i killer non ha permesso di vivere.
On line il programma completo all'url

http://www.vociperlaliberta.it

Con il supporto di:
Audiocoop - MEI Fest - Glitter & Soul - Suono e Immagine - Europrint - Imaginaria - Musica nelle Aie - Federazione Italiana Organizzazione Festival d'Autore.
Media Partner:
Musicalnews - Freakout - Mescalina - MusicBoom - Freequency - Jam - Rec Radio - Rockit - Mucchio - Radio Base - Ecoradio - ViaVaiNet - Lifegate - Kronic
FINE DEL COMUNICATO                                                Roma, 14 luglio 2008
UFFICIO STAMPA PREMIO AMNESTY ITALIA E VOCI PER LA LIBERTA'
Glitter & Soul
di Alessandro Besselva Averame ed Elisa Orlandotti
Alessandro: 333 9846272; Elisa: 349 5520417
alessandro@glitterandsoul.com
elisa@glitterandsoul.com
UFFICIO STAMPA AMNESTY INTERNATIONAL
Tel. 06/4490224 - 348 6974361
press@amnesty.it
Mercoledì, 16 Luglio, 2008 - 12:31

FREIHEIT - Libertà d'Exposizione

16 mercoledì Luglio 2008
 
 FREIHEIT
Libertà d'Exposizione
Dal 16 Luglio al 11 Settembre 2008
Famiglia Margini via Sciesa 9 Milano
A cura di: Grace Zanotto e Paola Fiorido
Nell'ottica di quanto sancito dallo Statuto Internazionale in merito alla tutela dei diritti umani e alla difesa della libertà d'espressione: Galleria FAMIGLIA MARGINI raduna Visionari per l'ultima esposizione nel microspazio di via Sciesa.
Una rosa di 50 artisti Italiani che hanno oltrepassato le convenzioni del "senso  etico comune" per aprire nuove frontiere sulla concezione e comunicazione dell'opera d'arte.
Una Mostra Fortemente volute per riassumere il percorso che Grace Zanotto e Paola Fiorido hanno sostenuto in questi 3 anni di attività indipente e no profit, per dare voce proprio a chi era sempre stato relegato ai Margini del Sistema ARTE.
Nel momento storico attuale, paragonato da molti al nuovo Medio Evo esistono delle realtà capaci di comunicare con diritto al di la della massificazione con le armi della figurazione.
Famiglia Margini incurante delle denunce, scomuniche e censure di ogni tipo che gl'artisti convocati offrono,
accoglie e ne propone una selezione spietata e impudente. Sesso, Religione e Politica senza mezzi termini, simbologie e citazioni da ogni universo vengono reinterpretate con energieAnarchiche alla ricerca di un nuovo Rinascimento.
Artisti convocati: Fabrizio Garghetti, Paolo Cassarà, Angelo Cruciani, Pus, Florindo Rilli, Max Papeschi, Sergio Racanati, Eveline, Gatto 555, Maya Giannocaro, Ketra, Federica Moretti, Luca Dalmazio, Fabio Ballario, (b)ananartista, ABBA e Patrizio Basile, Tomoko Nagao, Chicco Camontelli e Tano Mallia, Andrea Gambugiati, Federico Molendini, Luigi Copello, Andrea Simoncini, Isotta Dardilli, Giuliano Cardella, Arianna Milesi, Alfonso Gasperini, Gianluigi Antonelli, Francesco Martin, Valentina Campagni, Elena Terrin, David Riganelli, Alessandro Acerra ...
Vernissage: Mercoledì 16 luglio 2008
Cocktail at 21:00-24:00
Vocal Performance: "CENSURA E' ENDURA" di Xena Zupanic
Contatti : Galleria Famiglia Margini
     via Sciesa 9 (Angolo via Bezzecca 2)      20135 Milano.
  www.famigliamargini.com
Contatti stampa : 3333848284 - 3287141308
    famigliamargini@gmail.com
Visite su appuntamento : Federico Molendini 3334812074

image courtesy of Christian Zanotto XXXRed Stamp Art Gallery NL

Giovedì, 10 Luglio, 2008 - 18:06

presentazione libro "inferno Bolzaneto"

COMUNICATO STAMPA
LE TORTURE DI BOLZANETO. Nei giorni della sentenza,
in libreria l'atto d'accusa dei magistrati di Genova
Nei giorni dell'annunciata sentenza del processo per le torture di
Bolzaneto e nel settimo anniversario dei fatti di Genova, esce in libreria
"INFERNO BOLZANETO. L'ATTO D'ACCUSA DEI MAGISTRATI DI GENOVA" del
giornalista Mario Portanova, con la prefazione di Giuliano Pisapia.
Lunedì 14 luglio il libro verrà presentato a Milano, alle ore 21 presso lo
Spazio Melampo di via Tenca 7.
Ne parleranno insieme all'autore Vittorio Agnoletto, Nando dalla Chiesa e
Massimo Rebotti.
-----------------------------------------------------------------------------------------
Vicende accadute nel Cile di Pinochet? O forse nell'Argentina dei
generali? Vicende
passate, i cui ricordi sono ormai scoloriti? No. Storie d'Italia. E
storie recenti.
Fatti accaduti a Genova tra il 20 e il 22 luglio del 2001.
Questa è la storia dei tre giorni senza legge. è la storia reale di
diritti calpestati e
di garanzie, individuali e collettive, annullate e fatte a pezzi. Ecco
perché non è
possibile dimenticare. Ecco perché questo libro, che racconta Genova e
il dopo Genova,
le piazze e le aule dove si è cercato di fare giustizia, è un
ulteriore, importante,
lucido, documentato tassello per evitare che si possa dimenticare
quanto sembrava anche
solo impossibile immaginare.”
(dalla prefazione di Giuliano Pisapia)
LUNEDÌ 14 LUGLIO
ore 21
Spazio Melampo
via Carlo Tenca, 7 - Milano
(MM Repubblica)
sarà presentato il libro:
INFERNO BOLZANETO
------------
L'atto d'accusa dei magistrati
di Genova
di
Mario Portanova
Ne parlano con l'autore:
Vittorio Agnoletto
Nando dalla Chiesa
Massimo Rebotti
Tutti gli orrori di Bolzaneto raccontati attraverso
la requisitoria dei pubblici ministeri Patrizia
Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati al processo
contro 45 uomini e donne delle forze dell’ordine. Tra
il 20 e il 22 luglio 2001, nel “carcere provvisorio”
del G8 di Genova oltre 200 manifestanti inermi
subirono botte, manganellate, ustioni, insulti,
umiliazioni, vessazioni, minacce, in un regime di
terrore che avvolgeva ogni angolo della caserma, dal
piazzale d'ingresso ai bagni, all’infermeria.
Questo libro racconta per la prima volta i risultati
dell’inchiesta giudiziaria e gli atti del processo.
L’accusa dei magistrati genovesi è durissima: «A
Bolzaneto sicuramente vi sono stati comportamenti
deliberatamente inumani, crudeli e degradanti»,
scrivono. «Non c'è emergenza che possa giustificare
quello che è accaduto. Non c'è giustificazione perché
si era ormai lontani dagli scontri di piazza e quella
caserma, dove lavoravano pubblici ufficiali, doveva
rappresentare un luogo di sicurezza e di rispetto dei
diritti per ogni detenuto».
In Italia non esiste il reato di tortura.
Ma se esistesse, a Bolzaneto sarebbe stato commesso.

Lunedì, 7 Luglio, 2008 - 13:27

PROGRAMMA LA NOTTE DI SAN LORENZO

PROGRAMMA LA NOTTE DI SAN LORENZO
XXI EDIZIONE

 
08 luglio 2008, 21.30-23.30

Sidh ritmi e alle melodie della tradizione gnawa

 
Giovane musicista algerino che propone la musica ispirata ai ritmi e alle melodie della tradizione gnawa e rai. Un viaggio attraverso i suoni e le atmosfere del deserto fino al Maghreb. Un intreccio di provenienze e di colori si aggiunge al panorama del sound etnico. Un connubio tra Africa e Europa, Italia e Maghreb. In questo esperimento di fusione tra i ritmi tradizionali della musica gnawa e del rai algerino, e quelli del patrimonio popolare europeo, dal jazz alla taranta, non si avverte alcuna dissonanza, alcuna dicotomia. Anzi il tutto si amalgama, ma ogni cosa mantiene la sua specificità. Questo connubio è quindi anche un buon auspicio: perché non solo nella musica, ma in ogni frangente delle nostre esistenze quotidiane si realizzi questa fusione, pur nel rispetto delle diversità. La musica gnawa ha una profonda risonanza spirituale. E’ infatti la musica che accompagna le sedute di dhikr – anche dette lila ovvero serate spirituali – poiché ha un potere fortemente evocativo ed ipnotico. Attualmente questa musica sopravvive in Marocco e in Algeria dove si è conservata fino ad oggi. Nel gennaio 2007 è stato pubblicato dall’etichetta Felmay/Dunya Records il cd “Lila”, presentato anche a Radio 3 Suite. Il cantante ha partecipato a numerose rassegne italiane di musica sacra ed etnica e si è esibito inoltre al Teatro Ariston di Sanremo, nell’ambito della manifestazione “Holymusic”, trasmessa su RaiUno nel dicembre 2006.
 
09 luglio 2008, 21.30-23.30

Xosè Manuel Budinho musica tradizionale Galiziana

Sito ufficiale › www.xosemanuelbudino.com

 
La cornamusa o gaita, secondo la lingua castigliana, è uno strumento molto antico, che vanta memorie già presso gli antichi scrittori latini. Le prime notizie storiche risalgono al primo secolo dopo Cristo, all'epoca di Nerone. Gli storici Svetonio e Dione Crisostomo raccontano di uno strano strumento suonato da Nerone realizzato con canne inserite in un sacco (otre) da comprimere con il braccio. Da qui il nome latino utriculus. Nella penisola iberica sono presenti diverse tipologie di cornamuse nelle seguenti regioni: in Catalogna, nelle isole Baleari, in Aragona e nel nord, in Galizia ed Asturia. É difficile tracciare una storia di questo strumento in Spagna. La parola gaita potrebbe avere legami con l’antica lingua parlata dai Visigoti , i quali regnarono dal V al VIII secolo d.C. Sicuramente ebbe grande diffusione nel periodo medioevale: famosissima è l’immagine di un gaitero presente all’interno di uno dei più preziosi codici musicali del tempo, quello chiamato “Cantigas de Santa Maria”. Voluto dal re Alfonso X di Castiglia alla fine del XIII sec., raccoglie più di 400 cantigas ed è sicuramente uno dei più importanti documenti della poesia religiosa in musica dell'Europa Medievale. Negli ultimi anni, nel panorama mondiale della musica etnica, ha destato grande interesse la musica asturiana e galiziana e di conseguenza la gaita, assunta a simbolo di queste culture musicali. Il concerto avrà come protagonista una tra le più importanti individualità presenti oggi nell’ambito della musica tradizionale galiziana, Xosè Manuel Budiño, musicista che ha saputo fondere insieme l’esperienza di gaiteiro tradizionale e profondo conoscitore dei temi della sua terra, con una non indifferente passione per sonorità molto diversificate, non tralasciando quella per l’elettronica, vera costante di tutto il lavoro.
 
10 luglio 2008, 21.30-23.30

Alexian Group canti e musiche romaní

Sito ufficiale › www.alexian.it

 
Santino Spinelli in arte Alexian é un Rom abruzzese nato a Pietrasanta(LU) il 21.07.1964, da Gennaro e Giulia Spinelli, ultimo di sei figli (cinque sorelle). Risiede a Lanciano (CH) dove ha frequentato le scuole diplomandosi a pieni voti (60/60) all'Istituto di Stato per il Commercio "P. De Giorgio". È sposato con Daniela De Rentiis ed ha tre figli: Gennaro, Giulia ed Evedise. È musicista compositore, cantautore, insegnante, poeta, saggista. Si é laureato con 108/110 alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Bologna. Si è iscritto al corso di Musicologia presso il D.A.M.S. di Bologna per conseguire la sua seconda laurea, frequenta il corso di composizione presso il Conservatorio di Bari. Nel corso della sua carriera di musicista ha tenuto numerosi concerti in Italia e all'estero. Dirige la sezione d Lanciano del Centro Didattico Musicale Italiano. Ha inciso quattro orignali Long Plaing strumentali e cantati (in Romanés = lingua romaní), :"Gili Romaní "(Canto romanó) interamente in romanés i cui testi sono ispirati all'omonima raccolta di poesie pubblicata nel 1988, un CD nel 1996 dal titolo "Gijem Gijem" uscito in Francia e distribuito a livello internazionale da Al Sur Mediaset. Nel 2002 è uscito il suo nuovo CD "Romano Drom -Carovana romaní" pubblicato dalla Ethnoworld e distribuito a livello internazionale dalla MAP/Venus. Ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive private e nazionali Dal 1992 è membro del Gruppo Pedagogico che si occupa della scolarizzazione dei bambini Rom e viaggianti nell'ambito del Programma Interface sostenuto dal Centro di Ricerche Zingare dell'Università la Sorbonne (Parigi) e della Commissione delle Comunità Europee. Il 27 Luglio 2001 è stato eletto unico rappresentante italiano al Parlamento della International Romani Union (IRU) , un'organizzazione non governativa e non territoriale che rappresenta i Rom di tutto il mondo, con potere di consultazione presso l'ECOSOC alle Nazioni Unite. Il 9 febbraio 2002 è stato insignito dall'Associazione onlus Microcosmo del "Microcosmo d'Oro" - Edizione Speciale- con la seguente motivazione: "Per valorizzare un'antica e grande cultura: la cultura dei rom; per essere la prova vivente che generalizzare è sempre pericoloso e può solo creare pregiudizi; Per ricordare che centinaia di migliaia di Rom sono morti nei campi di sterminio di Auschwitz; Per ricordarci col suo talento quanto l'Europa deve alla musica Rom; Per incitare i giovani a non ghettizzare." Ideatore, organizzatore e segretario del Concorso Artistico Internazionale "Amico Rom" giunta alla 9° edizione che viene organizzato con il supporto della Commissione delle Comunità Europee, il Centro di Ricerche Zingare Università La Sorbonne di Parigi, la Regione Abruzzo con il patrocinio ed il Premio del Presidente della Repubblica Italiana e del Ministero della Pubblica istruzione. Ha fondato e dirige il gruppo musicale "Alexian Group" che esegue canti e musiche romaní originali, con cui tiene concerti in Italia e all'estero che nell'estate 2002 sarà in tournee con il "Romano Drom Tour". Dal 04 Aprile 2002 è Docente della Cattedra di Lingua e Cultura romaní all'Università degli studi di Trieste, nella Facoltà di Lettere e Filosofia.
 
 
11 luglio 2008, 21.30-23.30
Stella Chiweshe musica rituale del popolo Shona

Sito ufficiale › www.stellachiweshe.com

 
Stella Chiweshe è una musicista dello Zimbabwe conosciuta in tutto il mondo come cantante e suonatrice di mbira dzavadzimu, uno strumento musicale rituale del popolo Shona consistente in una tastiera di legno cui sono attaccati tasti metallici; spesso la mbira è inserita in una cassa di risonanza lignea a cui sono attaccati tappi di bottiglia o altri oggetti al fine di produrre un suono più vivace.
Stella è una delle poche donne a suonare questo strumento. Ha imparato a suonarlo in epoca coloniale segretamente, dal momento che lo strumento era stato vietato perché gli Europei ne temevano la potenza magica (e infatti Stella è anche finita in prigione).
Stella è soprannominata “Ambuya Chinyakare” ( madre della musica tradizionale). E’ una figura molto importante e molto rispettata anche nel music business internazionale e rappresenta un esempio per le altre musiciste dello Zimbabwe.
In Zimbabwe, prima dell’indipendenza, ha realizzato più di venti singoli.
Dopo l’indipendenza del suo paese, fu invitata a diventar membro del National Dance Company of Zimbabwe. Il suo lavoro da solista l’ha consacrata come una delle artiste più originali della scena africana contemporanea usando la musica popolare per mostrare la profondità e la potenza della sua musica spirituale tradizionale sia a casa che all’estero. La sua esperienza l’ha stimolata ad introdurre la musica della Mbira nel contesto occidentale senza perdere il legame con le tradizioni dello Zimbabwe. Questa fusione tra questi due stili musicali ha fatto di lei non solo una figura di stampo internazionale, ma anche un’ambasciatrice culturale dello Zimbabwe.
Dal 1983 ha realizzato sette album di successo internazionale.
 
12 luglio 2008, 21.30-23.30

Baba Sissoko jazz africano

Sito ufficiale › www.babasissoko.com

 
Baba Sissoko, musicista griot e polistrumentista da anni impegnato nella diffusione della tradizione musicale del Mali in ambito internazionale, è il maggiore esponente delle nuove tendenze del jazz africano. Da tempo collabora con diversi musicisti alla ricerca delle radici africane più pure di tutta la "musica nera": blues, jazz e soul. Già nel suo incontro con Famoundou Don Moyè e Art Ensemble of Chicago ha avuto modo di mescolare l'Amadran (all’origine del blues, secondo molti ricercatori) con il jazz e il blues. Il culmine di questo mix è rappresentato da due album, "Bamako Chicago Express" del 2002 e "Reunion" del 2003, che vedono Baba Sissoko come special guest.

Giovedì, 26 Giugno, 2008 - 17:47

alcune citazioni famose su politica e società

La società borghese manca di eroismo.
Karl Marx

La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà, uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.
James Baldwin

Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste.
Martin Luther King

Lo stato di guerra si concede la libertà di commettere ingiustizie e prepotenze che disonorerebbero l'individuo singolo.
Sigmund Freud

La democrazia come la conosciamo oggi è la democrazia dei grandi consumatori di energia, è la democrazia di quelli con la pancia piena.
Alex Langer

I fanatici della logica sono insopportabili come vespe.
Friedrich Wilhelm Nietzsche

Finché ci sarà uno stato non ci sarà libertà. Quando ci sarà libertà non ci sarà uno stato.
Lenin
Quando la gente non crede più a nulla, è pronta a credere a tutto.
Gilbert Keith Chesterton

L'uomo avrà superato la superstizione non appena avrà la forza di deporre la fede non solo negli spiriti, ma anche nello spirito.
Max Stirner

La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a pranzo. La libertà un agnello bene armato che contesta il voto.
Benjamin Franklin

Siate realisti: chiedete l'impossibile.
Albert Camus

Là dove regna la lucidità, la scala di valori diventa inutile.
Albert Camus

Quanto più civile è un popolo, tanto più numerosi sono i princìpi e gli ideali che esso racchiude.
Carlo Cattaneo
E' duro soggiacere al comando di chi val meno di noi.
Democrito
Sogno che un giorno nessuno farà più gol in tutto il mondo.
Eugenio Montale

Le battaglie si vincono sempre, non si perdono mai.
Ernesto Che Guevara
I poveri, quelli veri, sono coloro che hanno solo la libertà di scegliere fra un canale televisivo e l'altro.
Eduardo Hughes Galeano
Il capitalismo? Libera volpe in libero pollaio!
Ernesto Che Guevara

Non è possibile rinchiudere le idee in una galera.
Francesco Guccini

La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà, uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.
James Baldwin
C'è chi è nato nel dolce piacere, chi nella notte senza fine.
Jim Morrison
Chi lotta, può perdere. Chi non lotta, ha già perso.
Ernesto Che Guevara
Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre.
Arthur Schopenhauer

L'uomo moderno si è perso fra la massa in un modo che non ha precedenti nella storia, e questo è forse il suo aspetto più caratteristico.
Albert Schweitzer

L’Italia è un paese dove cambiare le cose è molto difficile, dove c’è una tendenza indomita al pasticcio, dove tutto sembra incrostato d’un indifferentismo impenetrabile.
Lelio Basso

La libertà è impossibile in una società dominata da enormi corporation.
Noam Chomsky
La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini.
Leonardo Sciascia
Non ci si libera di una cosa evitandola ma soltanto attraversandola.
Cesare Pavese

La storia di ogni società esistita fino ad oggi è la storia delle lotte di classe.
Karl Marx
Chi può pagare, potrà anche inquinare.
Alex Langer
Confessiamo una buona volta a noi stessi che da quando l'umanità ha introdotto i diritti dell' uomo, si fa una vita da cani.
Oskar Kraus
La mia non è l’ingenuità dell’orbo in un mondo di furbi, ma quella di chi preferisce consapevolmente la buona fede alla furberia.
Ferruccio Parri
Finchè un americano medio "pesa" sulla biosfera quanto ottanta abitanti medi dell'India, nessun accordo internazionale potra' coniugare ambiente e sviluppo.
Alex Langer

Se dopo cinquant’anni di politica io mi trovo fuori dai partiti, è per un’insoddisfazione al cui fondo c’è l’idea che se uno vuol cambiare questa società deve cambiare mentalità, scoprire nuovi valori culturali e politici.
Lelio Basso

Ogni persona possiede un'inviolabilità fondata sulla giustizia, su cui neppure il benessere della società nel suo complesso può prevalere.
John Rawls
I principali nemici del libero mercato sono i... liberi mercanti.
George Soros

Poche persone riescono a essere felici senza odiare qualche altra persona, nazione o credo.
Bertrand Russell

Socializzare i mezzi di produzione non basta. La socializzazione è un mezzo. Il fine è la liberazione dell’uomo.
Lelio Basso

Indicatemi un capitalista e vi mostrerò una sanguisuga.
Malcom X

Le ricchezze in mano al sapiente servono, in mano ad uno stolto comandano.
Seneca
Chiunque è un uomo libero non può starsene a dormire.
Aristofane

Non odio Berlusconi, in fondo come me porta tacchi alti e si trucca.
Vladimir Luxuria
Noi dobbiamo avere una legge: quella della libertà, della verità e della giustizia.
Ferruccio Parri

Tutti i pensieri intelligenti sono stati già pensati, occorre solo tentare di ripensarli.
Johann Wolfgang von Goethe

La libertà comincia con l'educazione dell'uomo e si conclude col trionfo di uno Stato di liberi, in parità di diritti e doveri.
Carlo Rosselli

I dubbi te li crea la libertà.
Jim Morrison
In Italia, ancora più grave del fascismo, c'è il mussolinismo.
Piero Gobetti
La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.
George Orwell

Una voce libera è sempre liberatrice.
Georges Bernanos

L'evoluzione della civiltà consiste in un progressivo addomesticamento dell'animale che sta dentro l'uomo.
Carl Gustav Jung

Ho preso a 18 anni la mia prima tessera socialista, e adesso sono fuori da tutto. Ma le dimissioni le ho date dai partiti, non dalle mie idee, a cui resto attaccato tenacemente.
Lelio Basso
Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca.
Mohandas K. Gandhi

Creare è dare una forma al proprio destino.
Albert Camus
Finché esiste il potere privato nel sistema economico, è una barzelletta parlare di democrazia.
Noam Chomsky

Padre di tutte le cose e di tutte le cose signore è il conflitto: e gli uni fece dèi e gli altri uomini, gli uni servi, gli altri liberi.
Eraclito

Una società democratica dovrebbe essere tale in tutti i suoi centri di potere. E questo non è ancora mai avvenuto in nessuna democrazia.
Norberto Bobbio

E' ragionevole che l'uomo buono non esponga al pericolo la propria vita per la patria, perchè non deve rigettare la propria saggezza per l'utilità degli stolti.
Diogene Laerzio

Noi siamo quel che pensiamo.
Buddha

La calma è la vigliaccheria dell'anima.
Lev Nikolaevič Tolstoj

C'è chi è nato nel dolce piacere, chi nella notte senza fine.
Jim Morrison
Abbiamo a che fare con la generazione meglio educata della storia. Ma hanno un cervello ben vestito che non sa dove andare.
Timothy Leary

Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo.
Ernesto Che Guevara

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile.
Woody Allen

Un elemento pericoloso dei divieti è che ci si fida di essi e non si riflette su quando sarebbero da cambiare.
Elias Canetti

Il pericolo più grande nella vita è rappresentato da quelle persone che vogliono cambiare tutto...oppure niente.
Astor
Un uomo che non ha pensieri individuali è un uomo che non pensa.
Oscar Wilde

Abbiamo a che fare con la generazione meglio educata della storia. Ma hanno un cervello ben vestito che non sa dove andare.
Timothy Leary

Il governo esiste per proteggere la proprietà di quelli che posseggono più di quanto hanno bisogno.
Living Theatre

Solo se non saremo implacabilmente seguiti dalla registrazione d'ogni traccia che lasciamo, la costruzione della identità di ciascuno potrà essere libera.
Stefano Rodotà
La tragedia dell'uomo contemporaneo è che non osa più avere paura. Questo è pericoloso, perchè ne deriva che grado a grado sarà costretto a smettere anche di pensare.
Dagerman

Il comunismo storico è morto, però i motivi per i quali era nato sono ancora vivi.
Norberto Bobbio

In ogni sistema c'è un punto che non si riesce a spiegare con gli elementi del sistema stesso.
Kurt Gödel
Bisogna conciliare il massimo amore per il mondo con la più severa opposizione all'ingiustizia.
Mohandas K. Gandhi
Fanno un deserto e lo chiamano pace.
Tacito

Libertà e verità! Signori, scrivete queste parole sulle porte di tutte le università.
Carlo Cattaneo

Ci siamo messi alla ricerca di un socialismo autonomo e libertario, intimamente rivoluzionario.
Vittorio Foa

I filosofi hanno interpretato il mondo in modi diversi, ma quel che più conta è cambiarlo.
Karl Marx

Il comunismo è finito ma l’anticomunismo continua a imperversare non come tentativo di ragione ma come insulto, non come ricerca ma come aggressione.
Vittorio Foa

Se qualcuno vi toglie il pane, sopprime nel medesimo tempo la vostra libertà.
Albert Camus

Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
Ernesto Che Guevara
Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione.
Immanuel Kant
Il vero nemico non è oggetto di odio né di disprezzo: è oggetto di lotta.
Ludovico Geymonat
Non è che manca la libertà, è che mancano gli uomini liberi.
Leo Longanesi
Ci sono situazioni in cui occorre il radicalismo, perché bisogna far presto e andare fino in fondo.
Vittorio Foa

Noi dobbiamo partecipare a questa guerra tra il progresso e l'inerzia, tra il pensiero e l'ignoranza, tra la gentilezza e la barbarie, tra l'emancipazione e la servitù.
Carlo Cattaneo

Noi collochiamo con chiarezza l'ampliamento dei diritti e delle libertà nel cuore della politica della sinistra.
José Luis Rodríguez Zapatero

La questione sociale è un problema di libertà, non di eguaglianza.
Piero Gobetti

La coscienza non può mai essere qualche cosa di diverso dall'essere cosciente, e l'essere degli uomini è il processo reale della loro vita.
Karl Marx

Noi ci comprendiamo meglio costruendo la torre di Babele che non il parlamento.
Viktor Šklovskij

Dal rapporto tra uomo e donna si può giudicare ogni grado di civiltà.
Karl Marx

Quando il cittadino è passivo è la democrazia che s'ammala.
Alexis de Tocqueville

L' umanità è fragile, ha bisogno di pane, non sopporta la libertà ma chiede miracoli, mistero, autorità.
Saul Bellow

La conoscenza è l'unica fonte dalla quale nascono sia l'amore che i principi dell'umana libertà.
David Webster

dal sito
http://www.radicalsocialismo.it/

Giovedì, 26 Giugno, 2008 - 12:17

ULTIM'ORA di Daniele Luttazzi

ULTIM'ORA
DANIELE LUTTAZZI
da Il Manifesto del 25 giugno 2008

Fa così caldo
che ieri Berlusconi ricusava giudici eschimesi
Famiglia Cristiana: «Berlusconi è Frottolo, un demagogo
che antepone
i suoi problemi
a quelli del paese, accidenti a noi
che lo abbiamo
fatto votare
dalle beghine»
Pacchetto sicurezza, gli extracomunitari
ai semafori rimpiazzati da extracomunitari
di plastica
New York, arrestato per frode l'imprenditore Follieri, credeva
di essere in Italia

Mercoledì, 11 Giugno, 2008 - 18:05

Tagli l'ICI? Penalizzi lo spettacolo a la cultura

ALLARMI - Ci risiamo. Tagli a Fus e cultura
Stefano Miliani
29 maggio 2008, L'Unità

Il neo ministro per i Beni e le attività culturali può metterci tutta la buona volontà, però - come succedeva ai suoi predecessori con il precedente governo Berlusconi e con il precedente ministro Tremonti - anche Bondi deve sottostare alla minaccia o all’esecuzione bruta di tagli «tremontiani » al dicastero. Avverte la Uil che gli «importi cosiddetti incrementali » previsti dalla Finanziaria per il2008, aumenti automatici o quasi, vengono o eliminati o, quando va bene, ridimensionati. Si parte dal Fus: sul Fondo unico dello spettacolo grava come primo incubo una sforbiciata di una cinquantina di milioni di euro dopo che il Fus era risalito, dopo i progressivi dimagrimenti sotto Berlusconi, a 511 milioni con Rutelli. Rischiano ad esempio la costruzione del nuovo auditorium e teatro musicale del Maggio fiorentino, legato alle manifestazioni per i 150 anni dell’Italia, e il festival pucciniano di Torre del Lago(Lucca)pianificato per i 150 anni dalla nascita di Puccini. Quanto al cinema, reduce dal successo a Cannes di due film come Il divo e Gomorra, entrambi finanziati dallo Stato, potrebbe perdere per strada cinque milioni di euro, quelli a favore degli investimenti nel cinema chiamati tax credit: ciò non farà un baffo a cinepanettoni o fiction, però ferirà autori del tipo Sorrentino o unGarrone. Risposta di Bondi: i tagli ci sono perché il governo deve coprire il decreto legge sull’Ici, sono meno sostanziosi di quanto dichiarato, il 6,78% per l’anno 2010 (ma la Uil conferma la propria versione), quelli al tax credit sono dolorosi e il ministro confida in un ripensamento. Intanto Cerami, ministro ombra Pd, scrive a Bondi: Prodi e Rutelli avevano fatto detassare parte degli utili per chi investe nel cinema (tax shelter), la Commissione europea esamina il provvedimento a giorni, collaboriamo, il governo non interrompa l’azione. Sulla salvaguardia del paesaggio e gli «ecomostri» brilla un’autentica perla. Accompagnando il Codice dei beni culturali riscritto e approvato in extremis e bi-partisan, Rutelli aveva trovato15milioni di euro per demolire le costruzioni abusive: essenziali perché buttar giù costa. Le norme restano, quei soldino, e senza chi potrà accollarsi le spese? Non i Comuni.Altre robuste sforbiciate feriranno istituti culturali per 3,4 milioni di euro (esempio: l’accademia della Crusca), il funzionamento di soprintendenze, musei, archivi e biblioteche di quasi 5 milioni di euro per il 2008 e di 11,8 per il 2010...
Risuonano note già sentite in passato, speriamo vengano intonate meglio.

Mercoledì, 11 Giugno, 2008 - 15:39

Recensioni e visioni del XXII Festival MIX

Dai nostri corrispondenti "nero rosa" ... alcune recensioni interessanti dei film della XXII edizione del Festival Gay Lesbico e Culture Queer

Buona lettura

fonte: http://noirpink.blogspot.com

Cinema - Otto; or Up with Dead People

Ora non so voi come vi immaginiate una recensione cinematografica. Io questa me la immagino così, come un esperimento. Allora, iniziamo. Su, dico su serio.
Fase numero uno. Mano sul petto. In alto a sinistra. Sì, la vostra sinistra, non la mia. Sentite battere qualcosa? Ok, ok... Aspettate ancora un attimo.
Fase numero due. Inspirate bene. Allora, percepite qualche odore penetrante, rancido, sgradevole, nauseabondo? Come di un topo morto? No, eh?
E allora passiamo alla fase numero tre. Specchio. Osservatevi attentamente. Vedete nulla di strano? No, quella nuova ruga al lato dell'occhio non conta. Tesoro, è la vecchiaia e il botulino mica te lo puoi permettere. Quello che volevo dire è: non vedete nessun grumo di sangue o qualche interiora schizzata fuori da chissà dove? Neppure un angolino di carne in putrefazione?
Carissim*, la diagnosi non è buona. Eccessivo adattamento a questa società consumistica, che tutto produce e tutto trasforma in rifiuto, in spazzatura: la carta, la plastica, la carne dei polli e delle persone, i sentimenti. Avete fatto talmente tanta abitudine alla puzza della decomposizione di questa società da non sentirvela più addosso, da percepirla come un odore cosmico di sottofondo. E la putrefazione di questo mondo malato è penetrata così profondamente in voi che non riuscite più a leggervela in faccia.
E allora resuscitate dal mondo dei vivi, entrate nel regno dei non-vivi (e non-morti)! Seguite il cammino che vi indica Bruce LaBruce, lo scandaloso, geniale, sgradevole e sorprendente regista, attore, scrittore, fotografo e guru della pornografia gay indipendente e underground!
Dopo “Super 8 1/2” (1993), dopo “Hustler White” (1996) e dopo il pluripremiato “The Raspberry Reich” (2004), ecco a voi “Otto; or Up with Dead People”, la storia di Otto (interpretato da un giovane attore, Crisfar Jeremy, scelto tramite un provino su MySpace), zombie diciottenne e gay in crisi di identità reclutato dalla regista lesbica dark Medea (Katharina Klewinghaus) per realizzare il suo capolavoro: un film porno-politico in cui una banda di non-morti omosessuali ribelli scopa, uccide e assolda (“non necessariamente in questo ordine”) altri uomini in opposizione alla società eterofascista.
Lo zombie diventa simbolo di tutti gli oppressi del mondo, ma anche di chi ha “venduto l'anima” alla società dei consumi. È proprio il capitalismo consumistico a svuotare la vita delle persone, a rendere tutti omologati e conformisti, a imporre silenziosamente nuovi limiti alla fantasia e alla sessualità. Insomma, siamo diventati tutti un po' dei morti viventi. Vaghiamo senza meta e senza consapevolezza per gran parte della nostra vita: nei supermercati, alla ricerca di merci; nelle discoteche e nelle chat, alla ricerca di corpi ridotti a merce; in manifestazioni politiche svuotate di senso, alla ricerca di ideali mercificati. In questa realtà vischiosa, non offre salvezza né la cultura né la contro-cultura. Il disadattamento è l'unica via di fuga.
Insomma, un film che ha molto da dire, sebbene sia stato creato con pochi mezzi (si vede, e va benissimo così), ma con tanta fantasia (come dimostrano anche gli inserti di animazione, di danza, di cinema muto inseriti qua e là). “Otto” rappresenta una tappa perfetta di quel percorso delirante intrapreso con “The Raspberry Reich”, anche se, rispetto a quest'ultimo, pare più una tappa precedente che una successiva. La “intifada omosessuale” (perché "non esiste rivoluzione senza la rivoluzione sessuale, e non esiste rivoluzione sessuale senza la rivoluzione omosessuale") annunciata nel 2004 raggiungeva incisività, linearità e potenza rivoluzionarie e sovversive qui purtroppo non eguagliate.

Cinema - Gay... et aprés?

Identità post: post gay? O postmoderno? Anche postcapitalista. Oltre che postesistenziale. Una serie di post, lunghi lunghissimi. Scene di vita come post it, lungo la linea del globo, che si intrecciano attraverso un'unica domanda: qual è l'identità gay che si affaccia alla finestra del nuovo Millennio?
Il documentario "Gay... et aprés?" di Jean-Baptiste Erreca (Francia 2007) è tecnicamente molto affascinante, con una inquietante predilezione per le scene notturne, capaci di fondersi: dalle luci al neon di una New York festaiola, al fascio illuminato roteante sopra una Parigi stanca, oltre che i lampioni di una Pechino troppo impegnata a parificarsi con l'Occidente ma incapace di risolvere i conflitti con i propri fantasmi. Ma non solo queste città: anche Madrid, Berlino e L'Havana hanno qualcosa da offrire e da far scoprire. Forse troppo: una nudità che spinge verso la ricerca di un pudore, o di una risoluzione attraverso la concettualizzazione della propria identità.
Perchè, alla fine, quello che emerge non è altro che la contraddizione esistente all'interno del fantomatico (e reale?) movimento gay, lesbico transgender. Tante voci, tante opinioni, una sola realtà: l'identità nominata diventa l'unico mezzo per evitare di perdersi nella miriade di vite ed esistenze che l'epoca postmoderna ha prodotto. Nella paura di perdersi, e nell'angoscia della solitudine, l'unica possibilità risulta quindi l'immedesimazione totale in quel modello che, nato come rivoluzione alla costrizione sociale, diventa anch'esso norma. Risulta quindi emblematica la posizione di Emmanuel Blanc: fondatore di Gaylib in Francia, strenuo sostenitore di Sarkozy e, nello stesso tempo, incapace di rendersi conto che il suo appoggio viene totalmente ignorato. O forse non lo vuole ammettere, specie se la sua vita non diventa altro che quella posizione.
Ma l'accento globale del documentario non viene posto, o interpretato, solo su un piano esistenziale, ma, soprattutto, su un piano economico. Il mondo cambia, cambia in fretta: il mercato e le sue regole si impongono come centro d'attrazione per le generazioni e, nel contempo, nelle identità. Il postgay non può che intrecciarsi nel postcapitalismo: il consumismo dei beni come consumismo delle rivendicazioni. La discriminazione come strumento tecnocratico per sfuggire, ancora una volta, alla paura della solitudine, provocata anch'essa dal new marketing. La discriminazione come oggetto per sentirsi se stessi. Una svendita: e nelle parole di Amanda Lepore, storica trans vip-festaiola nella scena newyorkese (nella foto in alto con il rapper Cazwell), si ritrova il senso stesso di un pensiero ora troppo perseguito. Ossia la generazione di una lobby economica, non solo sociale. I soldi che comprano tutto: la vita, i corpi, la libertà. Venghino signori venghino.
Stessi pensieri, città diversa: Madrid. Epoca zapateriana, la conclamata era della libertà. Una coppia. Trans. Entrambi. Lui scappato dal suo paese. Lei non si capisce nulla di cosa vuole dalla sua vita. Prosegue a vivere cucinando per il suo boy. Lavoricchia qua e là. Non si sa se è felice oppure no. Sa solo che è donna. Con i documenti a posto. Evviva la libertà... se questo è il massimo che il transgender ci offre. A quando il post transgender?
Per questi motivi, gli emblemi del documentario si ergono su due personaggi. Il primo, Cui Zi'en, insegnante di cinema a Pechino esonerato dalla sua attività, fa emergere la sua solitudine senza colpe o senza inganni. Nudo: attorno il mondo. L'altro, Philip Tanzer, il leather man di Berlino (vedi foto a lato), corazzato dai suoi tatuaggi, uno scudo contro la rivendicazione e un processo di postnormalizzazione. Una solitudine suadente, affascinante e tremendamente sexy. Un giorno, dice, ci sarà sulla scena un nuovo movimento gay, ma anche quello non mi piacerà.
Chissà a chi piacerà?

Cinema - Vivere

No tranqui boyz & gals, non è la recensione della soap. Anche se, forse, ci si potrebe divertire di più.
Antonietta, Francesca e Gerlinde sono tre donne. Sole. Sperdute nei meandri della vita in cerca di chissà cosa: l'amore, una ragione per esistere o un modo per sentirsi meno in colpa? Chissà.
Angelina Maccarone prepara un film in cui le storie delle tre protagoniste si intreccano e si modificano. Quest'ultimo aspetto, la modifica delle storie a mano a mano che l'intreccio viene raccontato da diversi punti di vista, è stato poco sfruttato, preferendo comunque una situazione più realistica rispetto a una totalmente surreale. Ed è proprio questo a rendere il film piatto.
La storia di tre persone che non sanno più come vivere è qualcosa di già visto e sentito, specie in ambito lesbico, come se ci fosse una gara a fare il film più deprimente possibile. Forse, una visione più surreale avrebbe reso di più, soprattutto considerando le location, Rotterdam una città in continuo sviluppo e inviluppo, e la preferenza ad usare scene notturne.
Insomma, non un film da buttare. Ma da poter sviluppare.

Domenica, 8 Giugno, 2008 - 13:27

BYE BYE BERLUSCONI STORY

BYE BYE BERLUSCONI
STORY
TRAMA
Riassunto del film

SATIRA E' QUANDO, NONOSTANTE TUTTO, SI RIDE!
Articolo del regista Jan Henrik Stahlberg sulla nascita del film

AZIONI SATIRICHE
Il sosia di Berlusconi inganna l'Europa

CHE FINE HA FATTO BYE BYE BERLUSCONI ?
Diario dell'impossibile distribuzione del film in Italia. Di Lucia Chiarla

Giovedì, 22 Maggio, 2008 - 12:06

Dario Fo alla Feltrinelli presenta il suo nuovo libro

Giovedì alle 18.30, Libreria Feltrinelli, l'attore presenta il suo nuovo libro
Dario Fo: «Spero in una bella catastrofe»
«La mia è un'Apocalisse rimandata, perché si verifica il grande ribaltone. Si riscopre il piacere di ritrovarsi, la voglia di verità»

Vivimilano 22 maggio 2008

I pedalò in via Molino delle Armi, i ragazzi che corrono sui trampoli per le strade vuote tra automobili accatastate, le assemblee all'Arena per riscrivere gli articoli della Costituzione... Così Dario Fo ha immaginato Milano nel suo libro «L'Apocalisse rimandata», edito da Guanda, che presenta oggi alla Feltrinelli.

Ultimi sgoccioli di petrolio, neppure il caffé al bar, perché l'energia da propellenti fossili è esaurita. Apocalypse now?
«No, rimandata, perché nel mondo si verifica il grande ribaltone. È un sogno, il mio, nella speranza di un risveglio. Il pianeta riscopre l'energia da fonti naturali, il piacere di ritrovarsi, la voglia di verità dopo tutte le bugie e i silenzi dei capi dell'impero occidentale, interessati a nascondere la fine delle riserve petrolifere, complici alcuni scienziati. Mentre altri da tempo...».
Si direbbe scritto in una notte, tanto è immediata la lettura, ma è documentatissimo.
«Faccio sempre così. Mi piace prendere lo scatto da terra, dalla realtà. Ho letto molti giornali, visto programmi, parlato con scienziati di mezzo mondo. La cosa mi sta a cuore da matti. E mi chiedo come si fa a non muoversi subito per cercare energie alternative della terra del vento e del sole. Siamo proprio c...».
Dal problema lei è coinvolto molto e da tempo. Ma qual è stata l'occasione che ha fatto nascere il libro?
«Alcune notizie: che l'Eni vuol ricavare petrolio dal fango impregnato di oro nero del Congo, costi alti e roba scadente; che Bush ordina "aumentate la produzione"; che si vendono meno auto, anche usate, e in Cina ne entrano ogni giorno 14mila nuove».
Fin dall'inizio e nell'incipit kafkiano a pagina 40, il terrore si mescola all'ironia, le cifre alle scenette: è Fo.
«Con Franca stiamo già sceneggiando quella della dama palermitana. Sarà uno spettacolo, con lo stesso titolo».
Il libro alterna frasi dai vangeli apocrifi, proverbi, e disegni. Prima dipinge o prima scrive?
«Dipende. A volte ho bisogno di sintetizzare, dipingo e dispongo le tavole sul pavimento in sala, ci cammino in mezzo, poi mi viene da scrivere. Oppure il contrario ».
Ironizza su tutto, tranne che sulle donne. Perché le rende sempre così determinanti?
«Perché ho vicino Franca. Mi incarna l'autonomia della donna, mai succube. In un vangelo apocrifo, alla domanda sul perché Gesù la onori, Maddalena risponde: "perché ho l'utero". La donna è la terra madre».
INFORMAZIONI
Feltrinelli Piazza Piemonte, stasera ore 18.30. Con l'autore interviene Carlo Grande. Ingr.libero
Claudia Provvedini
Venerdì, 16 Maggio, 2008 - 12:00

LA STANZA DELLO SCIROCCO racconta Pier Paolo PASOLINI

18 maggio 2008
ore 21:30 (Durata: 2 ore)
MONZA (MI)
Teatro Binario 7 Via Turati, 8 20052 Monza
rappresentazione teatrale

LIFEGATE Radio incontra il TEATRO BINARIO 7

TEATRO BINARIO 7
Vi invita

Domenica 18 maggio ore 21.30
LIFEGATE Radio incontra il TEATRO BINARIO 7
In diretta dal palcoscenico del Teatro Binario 7
LA STANZA DELLO SCIROCCO racconta Pier Paolo PASOLINI
BASILIO SANTORO - voce narrante; ALBERTO ASTORRI - attore; PAOLA TINTINELLI - attrice; RAFFAELE BRANCATI - fiati; ALBERTO TURRA - chitarre; TONY BOSELLI - percussioni
CORRADO ACCORDINO - regia
Pier Paolo Pasolini scrittore, regista, poeta, giornalista. Un artista tra i più significativi dello secolo appena trascorso. Un uomo che non si lascia definire, spiegare, ridurre. Una presenza che ancora smuove, fa scandalo, alimenta le coscienze e urla scomode verità.
Biglietto UNICO € 5
Per informazione e prevendita
Teatro Binario 7
Via Turati,8 - Monza
039/2027002
www.teatrobinario7.it
Orari Biglietteria
Dal lun al ven dalle 15 alle 18.30
Martedì, 6 Maggio, 2008 - 09:26

Poesia e Musica contro la guerra

LA  CASA  DELLA  POESIA
Palazzina Liberty  -  L.go Marinai d’Italia, 1
 

Giovedi  -  22  Maggio  2008  -  h.18

 
 
in  collaborazione  con
 
 

Il Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Milano

e

L’Associazione Saveria Antiochia – OMICRON onlus

 
 
organizza
 
 

POESIA     e     MUSICA

contro  Guerra
 
*
 
Presentazione dell’Antologia – Poesia contro Guerra, a cura di Antonella Doria, con una nota di Dario Fo – Edizioni Punto Rosso
 
Coordina  Jole Garuti
Interventi di: Paolo Giovannetti (IULM, critico), Pier Luciano Guardigli (critico), Giorgio Riolo (Punto Rosso)
 
*
 
Il Quartetto AFEA :  Arturo Garra ( clarinetto in si bemolle), Francesca Gelfi (clarinetto in si bemolle e corno di bassetto), Edoardo Lega (clarinetto in si bemolle e clarinetto piccolo), Adriano Sangineto (clarinetto in si bemolle e clarinetto basso)
eseguirà brani di
 
K. Weill: - Music from the THREEPENNY  OPERA  - (transcr. : James Rae) per 3 clarinetti e clarinetto basso –
 F. TISCHHAUSER: Das Vierklaklavier – per 4 clarinetti in si bemolle (1° movimento)
A.   UHL : “Divertimento” per 3 clarinetti e clarinetto basso ( 2° e 3°   movimento)
 
J. FRANCAIX: - PETIT QUATUOR – in 3 movimenti per 2 clarinetti in si bemolle, corno di bassetto e clarinetto basso
M. KURTIS : “Klezmer Wedding” per 3 clarinetti e clarinetto basso –
 
 
 
*
 
 
Interventi poetici di
 
 
Giusi Busceti, Laura Cantelmo, Michelangelo Coviello, Gaetano delli
 
 Santi (leggerà Simona Cattaneo), Mariella De Santis,  Nelvia Di Monte,
 
 Gio Ferri, Gabriella Galzio, Roberto Giannoni, Pancrazio Luisi, Fausta
 
 Squatriti  e  Giancarlo Majorino
 
 
Leggeranno testi proprii e testi di
 
 
Joyce, Fortini, Levi, Szimborska, Rebora, Ungaretti, Bachmann, Eliot etc.
 
 
 
*
 
 
 
INGRESSO LIBERO

Giovedì, 17 Aprile, 2008 - 11:11

VITA E CULTURA GAY

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "VITA E CULTURA GAY" di Robert Aldrich

(sabato 26 Aprile Ore 17.00)

 

www.libreriababele.it

SABATO 26 APRILE 2008 ORE 17.00
presentazione del libro

"VITA E CULTURA GAY"
storia universale dell'omosessualità dall'antichità ad oggi

ed. Cicero
Curato da Robert Aldrich

INGRESSO LIBERO

In Italia, si sa, siamo un po’ lenti, ma prima o poi le cose si aggiustano (speriamo anche in altri campi, naturalmente...). Stavolta mi riferisco ad uno straordinario libro edito nell’ottobre dell’anno scorso dalla casa editrice inglese Thames & Hudson, Gay Life and Culture. A World History, già tradotto in sei lingue (oltre l’edizione americana). Bene: c’è voluto un anno intero prima che un editore veneziano, Stefano Bortoli, trovasse il coraggio di pubblicarlo in Italia, dopo che editori più altisonanti lo avevano rifiutato con la scusa del costo eccessivo dovuto alle numerose illustrazioni ma in realtà spaventati dal soggetto.
Comunque sia, ora il risultato è magnifico. Vita e cultura gay – Storia universale dell’omosessualità dall’antichità a oggi è una tappa fondamentale per la nostra cultura, di cui colma un vuoto. Il libro, composto da 13 saggi, è arricchito dalla prefazione del curatore Robert Aldrich, professore di storia dell’Europa all’università di Sydney e autore di importanti saggi, purtroppo non ancora tradotti in italiano (ricordo Who’s who in gay & lesbian history e The seduction of the Mediterranean). Sette saggi ripercorrono la cultura omosessuale nel mondo occidentale mediante un percorso cronologico (L’omosessualità in Grecia e Roma, Il Medioevo, L’Europa nella prima età moderna 1440-1700, Omosessualità maschile nell’età dei Lumi e delle rivoluzioni 1680-1850, L’era omosessuale 1870-1940, Omosessualità e politica nelle società occidentali del secondo dopoguerra e Il mondo gay: dal 1980 a oggi), due sono sul lesbismo (Lesbiche e donne all’inizio dell’età moderna in Europa 1500-1800 e Amare una donna nel mondo moderno), uno sull’America (Le Americhe: dall’epoca coloniale al XX secolo), uno sull’Asia (Asia: desiderio e intimità fra persone dello stesso sesso), uno sull’Oriente (L’omosessualità nel Medio Oriente e in Nord Africa) mentre l’ultimo esplora i comportamenti sessuali degli europei modificati dopo le conquiste in altri continenti (Scoprire l’omosessualità: un raffronto interculturale e la storia della sessualità).
I vari saggi (scritti da eminenti studiosi, provenienti da molti paesi, specializzati in studi gay e lesbici) danno vita, tassello dopo tassello, a un discorso completo (tanto che non sono molti gli argomenti o i personaggi importanti che rimangono fuori), ma calato in una pluralità di punti di vista, sapientemente omogeneizzati da Aldrich, e soprattutto espressi in maniera chiara, alla portata di tutti. È questo il pregio più grande dell’opera, assieme al ricchissimo apparato iconografico (circa 300 foto), scelto in stretta sintonia con lo scritto. 
Il libro è dunque un epico viaggio dell’omosessualità attraverso il tempo e i continenti, sia quando essa è stata esaltata sia quando, purtroppo ben più frequentemente, è stata vista come peccato o tara incurabile. Si rivivono dunque i momenti più importanti di un percorso che, almeno nelle nostre società occidentali, appare come una continua conquista di spazio e di visibilità, dovuta a una maggiore coscienza civile.
            Vincenzo Patanè
PRESIEDE L'INCONTRO VINCENZO PATANE'
Sabato, 12 Aprile, 2008 - 13:43

A Giorgio Bocca il Premio Ilaria Alpi alla Carriera

 

A Giorgio Bocca il Premio Ilaria Alpi alla Carriera
“Un uomo che ha raccontato l'ultimo mezzo secolo di storia del nostro paese col rigore dello storico, la passione civile del democratico che combatté contro la tirannia nazifascista, la capacità di scuotere le coscienze con le sue denunce ed analisi, uno stile diretto, essenziale e coinvolgente. Qualità che fanno di Bocca uno degli ultimi grandi protagonisti del giornalismo italiano”.

E’ questa la motivazione con cui la Giuria del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi, presieduta da Italo Moretti, ha deciso all’unanimità di rendere omaggio a Giorgio Bocca assegnandoli il Premio Ilaria Alpi alla Carriera 2008.


Il riconoscimento sarà consegnato in una cerimonia privata presso la casa milanese del giornalista venerdì 11 aprile, alla presenza del Presidente della Giuria Italo Moretti, di Mariangela Gritta Grainer dell’Associazione Ilaria Alpi, del Sindaco di Riccione Daniele Imola, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Riccione Francesco Cavalli, di Roberto Franchini Capo Ufficio Stampa Regione Emilia Romagna e del giornalista del Tg3 Roberto Scardova.

Da 4 anni il Premio per il Giornalismo Televisivo " Ilaria Alpi" ideato e promosso dall’Associazione Ilaria Alpi-Comunità Aperta e giunto alla sua quattordicesima edizione, assegna un premio alla carriera.
Il riconoscimento è già stato attribuito a Enzo Biagi (2005) Riszard Kapuscinski (2006) ed Emilio Rossi (2007).
Il Premio Ilaria Alpi nasce con l’intento di valorizzare l’inchiesta televisiva e le produzioni indipendenti e con lo scopo di promuovere un giornalismo fatto con coraggio, scrupolo investigativo, onestà intellettuale e dignità.

Nato a Cuneo il 18 agosto 1920, Giorgio Bocca è uno dei più importanti giornalisti e scrittori d’Italia. Redattore alla "Gazzetta del Popolo", nel 1954 è a Milano all'"Europeo", poi inviato del "Giorno" di Enrico Mattei. È stato nel 1975 tra i fondatori di "Repubblica" e, oltre all'attività di editorialista sul quotidiano, tiene sull'"Espresso"
La rubrica “L’antitaliano”.
Per le reti Fininvest, a partire dal 1983, ha ideato e condotto una serie di programmi giornalistici: "Prima pagina", "Protagonisti", "2000 e dintorni", "Il cittadino e il potere". È stato anche opinionista di "Dovere di cronaca" e "Dentro la notizia".
Come storico e testimone del proprio tempo ha pubblicato con Mondadori numerosi saggi, tra i quali: "Storia dell'Italia partigiana", "Palmiro Togliatti", "Il provinciale", "Il viaggiatore spaesato", "Voglio scendere!", "Il secolo sbagliato". L’ultimo romanzo pubblicato è “Le mie montagne “ (2006).

Il Premio Ilaria Alpi è promosso da Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Riccione e Associazione Ilaria Alpi Comunità Aperta.
In collaborazione con: Rai, Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, Federazione nazionale della Stampa, Usigrai, Reporters Sans Frontièrs, Assemblea Legislativa Regione Emilia Romagna, Nidil-Cgil, Ega (Edizioni Gruppo Abele), Corso di laurea di Scienze della Comunicazione Università di Bologna, Articolo 21.
Con l’Alto Patronato della Presidenza Repubblica Italiana, con il patrocinio della: Presidenza Camera dei Deputati, Ministero delle Comunicazioni, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Commissione Nazionale italiana per l’Unesco, Ordine dei Giornalisti Nazionale, Rai – Segretariato Sociale
Partner: Unipol Banca , Unipol Assicurazioni, Coop Italia, Fondazione Carim , Block 60, Manutencoop e Fondazione Unipolis.
Media Partner: Rai Tre, Rai News 24, Rai Sat Extra

Il Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi 2008 si svolgerà a Riccione il 5, 6, 7, giugno 2008 (www.ilariaalpi.it), con una appendice di 4 giorni, IA doc.

Premio Giornalistico Televisivo "Ilaria Alpi"
c/o Villa Lodi Fè - Viale delle Magnolie, 2 -
47838 RICCIONE (RN) - ITALY
tel: + 39 0541 691640, fax: + 39 0541 475803
info@ilariaalpi.it
Ufficio Stampa: Roberta Silverio 335.1386453
Segreteria: Barbara Bastianelli 335.1386454

Martedì, 25 Marzo, 2008 - 20:38

Il riconoscimento alleato di via Rasella

Il riconoscimento alleato di via Rasella
da Il Manifesto del 23 marzo

L'attentato di via Rasella del 23 marzo 1944 continua a stimolare posizioni revisionistiche che lo vorrebbero ridurre a «terrorismo». Ma durante la guerra erano gli stessi comandi inglesi a considerarlo un legittimo atto di resistenza

Marco Clementi
In Italia la storia della resistenza è stata oggetto di una serie di revisioni da parte di storici e saggisti, che hanno cercato di rileggere aspetti del fenomeno alla luce dei mutamenti politici europei degli ultimi decenni. I risultati non sempre sono stati all'altezza delle attese, ma in alcuni casi hanno avuto il merito di sollevare importanti quesiti, sui quali è bene confrontarsi anche a distanza di molto tempo, riguardanti per esempio il numero e il ruolo dei partigiani prima e dopo la liberazione del paese, le differenze tra le diverse anime della resistenza, la composizione sociale delle brigate partigiane, la corrispondenza al vero di vari «miti», da quello della resistenza tradita alla mancata epurazione nelle zone liberate. Libri che hanno avuto una larga diffusione, come quelli di Giampaolo Pansa dedicati al «sangue dei vinti» hanno suscitato polemiche, spesso accompagnate dal tentativo più generale di screditare in parte, o interamente, il movimento resistenziale italiano, che fu uno dei più importanti in Europa.
Il tema legato alla resistenza, del resto, divenne un oggetto di divisione e revisione già pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Se in un primo tempo, per esempio, i sovietici erano stati propensi a valutare l'esperienza partigiana italiana nel suo complesso e in modo equilibrato, distinguendone le varie anime e tendenze, già nel 1948 la lettura di quegli anni si era ideologizzata e un libro come La storia della resistenza di Luigi Longo poté essere pubblicato a Mosca solo dopo un'attenta revisione finalizzata a esaltare la guerra di popolo guidata dai comunisti e porre in ombra l'apporto delle forze politiche di diverso orientamento, che dovevano passare per elementi guidati dagli alleati al fine di boicottare l'incidenza di quello che fu chiamato già nel 1945 il vento del Nord. In tale prospettiva, fatti come il proclama Alexander del novembre 1944, sul quale si tornerà tra breve, sono stati giudicati alla stregua di un tradimento e come la prova della malafede alleata.
L'uso politico di via Rasella
La storiografia più recente ha registrato anche una tendenza opposta. Importanti studi, come quello di Franco Giustolisi dal titolo L'armadio della vergogna, riguardante gli incartamenti sulle stragi tedesche in Italia dimenticati in luoghi reconditi delle procure, non solo hanno fatto nuova luce sulle repressioni, ma hanno cercato di ricollocare nel loro contesto storico le azioni dei partigiani e dei Gruppi di azione (Gap) che agivano nelle città occupate. Tra gli atti di guerra che allora vennero condotti contro l'esercito tedesco, il più conosciuto e che ha catalizzato le maggiori polemiche è stata l'azione di via Rasella, un attacco portato dai Gap all'esercito occupante che il 23 marzo del 1944 provocò la morte di 33 uomini della undicesima compagnia del reggimento Bozen, comandato dal maggiore Helmut Dobbrick, e di sei italiani, tra cui un bambino.
Il giorno dopo, il 24 marzo, 335 italiani, tra cui 154 persone a disposizione dell'Aussenkommando, sotto inchiesta di polizia, 23 in attesa di giudizio del Tribunale militare tedesco, 16 persone già condannate dallo stesso tribunale a pene varianti da 1 a 15 anni, 75 appartenenti alla comunità ebraica romana, 40 persone a disposizione della Questura romana fermate per motivi politici, 10 fermate per motivi di pubblica sicurezza, 10 italiani arrestati il 23 nei pressi di via Rasella, una persona già assolta dal Tribunale militare tedesco e, infine, tre non identificate, furono condotti nelle cave di pozzolana lungo la via Ardeatina. Qui furono massacrati dai tedeschi comandati da Herbert Kappler. Per questo crimine, lo stesso Kappler e altri ufficiali tedeschi, tra cui Erich Priebke, sono stati processati poi e condannati dalla giustizia italiana.
Nel corso dei decenni seguiti alla fine della guerra le polemiche su via Rasella non si sono spente. Da un lato, dopo la riabilitazione «dei ragazzi di Salò», operata in Italia a molti livelli istituzionali, si è cercato di dare una nuova dignità a chi aveva aderito alla Repubblica mussoliniana. Dall'altro, dopo l'11 settembre 2001 e l'inizio della cosiddetta «guerra al terrorismo», alcuni eventi sono stati riletti sotto una luce nuova e atti di guerra come quelli di via Rasella sono stati interpretato come atti di terrorismo. Infine, qualcuno ha anche ipotizzato che via Rasella, in realtà, fu organizzata per provocare la reazione tedesca e condurre alla liquidazione del gruppo «Bandiera Rossa», scomodo per il Pci e in parte arrestato dai tedeschi.
Riportare in questo giorno di ricordo le cose nella loro proporzione storica non è un'impresa che può avvenire con un breve saggio. Né, del resto, è facile ricomporre quella che da molti è stata chiamata «la memoria divisa», che nel nostro paese sembra volersi non ricomporre mai o, nel caso, secondo una del tutto arbitraria par condicio, che in storia, invece, non dovrebbe avere quartiere. Prima della caduta del muro di Berlino i danni anche di una certa storiografia sono stati elevati e ci vorranno decenni per porre riparo a tutto ciò che una presunta lettura marxista - ma più semplicemente ideologica - ha provocato.
Il proclama di Alexander
Due documenti molto chiari su ciò che allora era l'attitudine alleata nei confronti dei partigiani italiani, possono comunque aiutarci nel tentativo. Sono entrambi firmati dal comandante in capo delle forze alleate in Italia, il generale Alexander; uno è molto noto, il suo già citato proclama, l'altro un po' meno, ed è un Warnings, un avvertimento. Nel novembre del 1944 Alexander chiese ai partigiani di tenere le posizioni invernali per poi riprendere la parte finale della lotta in primavera. Il proclama diceva questo:
«Patrioti! La campagna estiva, iniziata l'11 maggio e condotta senza interruzione fin dopo lo sfondamento della linea Gotica, è finita: inizia ora la campagna invernale. In relazione all'avanzata alleata, nel periodo trascorso, era richiesta una concomitante azione dei patrioti: ora le piogge e il fango non possono non rallentare l'avanzata alleata, e i patrioti devono cessare la loro attività precedente per prepararsi alla nuova fase di lotta e fronteggiare un nuovo nemico, l'inverno. Questo sarà molto duro per i patrioti, a causa della difficoltà di rifornimenti di viveri e di indumenti: le notti in cui si potrà volare saranno poche nel prossimo periodo, e ciò limiterà pure la possibilità di lanci; gli alleati però faranno il possibile per effettuare i rifornimenti».
Si aggiungeva che si dovevano conservare le munizioni, attendere nuove istruzioni, «approfittare però ugualmente delle occasioni favorevoli per attaccare i tedeschi e i fascisti», continuare «nella raccolta delle notizie di carattere militare concernenti il nemico; studiarne le intenzioni, gli spostamenti, e comunicare tutto a chi di dovere». Inoltre, «le predette disposizioni possono venire annullate da ordini di azioni particolari», mentre «nuovi fattori potrebbero intervenire a mutare il corso della campagna invernale (spontanea ritirata tedesca per influenza di altri fronti)». Dunque «i patrioti siano preparati e pronti per la prossima avanzata». Infine, Alexander pregava «i capi delle formazioni di portare ai propri uomini le sue congratulazioni e l'espressione della sua profonda stima per la collaborazione offerta alle truppe da lui comandate durante la scorsa campagna estiva».
Tutto ciò, in quelle condizioni, era non solo ineccepibile, ma un riconoscimento di alta considerazione per il lavoro che stavano compiendo gli italiani oltre le linee dell'occupante. Avrebbe forse Alexander dovuto chiedere ai partigiani di organizzare la sollevazione generale, che in quel momento sarebbe sicuramente stata repressa dai tedeschi? Alexander, in realtà, stimava fortemente i partigiani italiani e fu leale nei loro confronti. Un mese prima del proclama egli aveva diffuso con tutti i mezzi a disposizione (etere, manifestini) il Warning, l'avvertimento rivolto agli ufficiali e agli uomini tedeschi affinché non usassero il pretesto delle azioni dei patrioti per commettere crimini contro la popolazione civile.
Nel Warning si constatava che i massacri di civili italiani stavano diventando ogni giorno più frequenti; il fatto, però, che in un certo luogo dei patrioti italiani avessero portato a termine un'azione militare contro gli occupanti, non giustificava da parte di questi ultimi alcuna azione di rappresaglia contro la popolazione o persone in attesa di processo, che doveva essere considerata un crimine di guerra. Gli ufficiali e gli uomini tedeschi che si erano o si sarebbero macchiati di tali azioni, sarebbero stati considerati dei criminali e processati nei paesi in cui tali crimini erano stati perpetrati. Si chiedeva alla popolazione italiana e ai partigiani di prendere nota dei nomi dei reparti tedeschi responsabili, dei luoghi e delle modalità con cui le rappresaglie erano condotte, e si elencavano alcuni degli eccidi di cui al momento si era a conoscenza. Tra questi, al primo posto Alexander citava proprio quello delle Fosse Ardeatine, seguito da quello di Stia, di Civitella Val di Chiana e Roncastaldo.
Atti di guerra
La posizione del generale inglese è molto importante per comprendere l'attitudine degli alleati nei riguardi dei nostri partigiani. Essi erano i patrioti che al di là delle linee svolgevano un'importante azione finalizzata alla cacciata degli occupanti. Nessuna azione poteva giustificare una reazione tedesca contro la popolazione. Al contrario, gli atti dei partigiani, compresa via Rasella, furono sempre considerati come legittimi atti di guerra contro l'occupante, appoggiati dagli alleati con ogni mezzo propagandistico a disposizione. Contrariamente a quanto si può supporre, in alcuni casi non c'è bisogno di andare a cercare molto lontano una legittimità che, in quegli anni, era cosa non solo scontata, ma assolutamente condivisa da tutto il fronte antifascista.

Mercoledì, 5 Marzo, 2008 - 14:16

"I diritti della Biblioteca"

Nell'ambito del convegno "I diritti della biblioteca"  (scarica il programma completo): iniziative collaterali a cura del Settore Cultura / Servizio Biblioteche della Provincia di Milano.
Alla Sala Porta del Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61, Milano. 

Programma:

giovedì 6 marzo

- ore 12.00: Inaugurazione della mostra delle Edizioni PULCINOELEFANTE
I piccoli preziosi, geniali libri di Alberto Casiraghy
Aforismi, poesie, opere d’arte.

- ore 14.30: Sentieri tra i libri. Le proposte di animazione della lettura per bambini e ragazzi della Biblioteca comunale NEI di Monza
Intervengono:
Laura Calisse (responsabile della Biblioteca NEI di Monza)
Giustino Pasciuti (direttore della Biblioteca Civica Centrale di Monza)

- ore 15.45: Presentazione del volume "La biblioteca nella città: architettura del servizio, architettura dell’edificio"
Intervengono:
Giuliana Casartelli (presidente AIB Sezione Lombardia)
Alessandro Agustoni (direttore della Biblioteca comunale di Vimercate)
Marco Muscogiuri (architetto, docente di progettazione al Politecnico di Milano)
a cura dell’ AIB-Sezione Lombardia

venerdì 7 marzo

- ore 10.00 Il pulcino e le stelline.
Incontro con:
Alberto Casiraghy (“editore artistico” PULCINOELEFANTE)
Giovanni Bonoldi (coorganizzatore della mostra I piccoli preziosi, geniali libri di Alberto Casiraghy)
Coordina: Massimo Cecconi (Direttore del Settore Cultura della Provincia di Milano)
Seguirà piccolo aperitivo per piccoli libri 

 

 scarica e leggi l'invito

http://www.provincia.milano.it/cultura/progetti/biblioteche/layout/img/I_diritti_della_biblioteca.jpg

 visita il sito del convengo:

http://www.bibliotecheoggi.it/stelline2008/

Venerdì, 28 Settembre, 2007 - 01:58

Documento di Arcilettore sulla Bibliodiversità

Documento di Arcilettore sulla Bibliodiversità

La difesa della bibliodiversità non può limitarsi ad un
riconoscimento ideale, tantomeno è solo una dichiarazione di
principio.

Se così fosse la battaglia sarebbe già persa.

Se si riconosce la Bibliodiversità come un elemento essenziale e
ineliminabile della nostra libertà di cittadini è necessario,
allora, sostenerla con una strategia concreta che permetta a tutti i
soggetti della filiera editoriale, dallo scrittore al lettore, di
vedere realizzato nei fatti questo sacrosanto diritto.

Qualunque sia la strategia che si vorrà mettere in atto, tuttavia,
non potrà che partire da un dato di fatto e cioè che l’attuale
mercato editoriale italiano è sostanzialmente asfittico a causa
della scarsità di lettori, quindi la Bibliodiversità non significa
solo la libertà di far entrare nel mercato nuovi scrittori o di
aprire nuove case editrici, ma soprattutto di conquistare nuovi
consumatori di libri.

Qualsiasi politica d’incentivazione della lettura e,
conseguentemente, di nuovi consumatori di libri passa attraverso un
incremento delle copie vendute.

È indispensabile superare una visione ottocentesca ed elitaria della
lettura per calarsi nella nostra realtà che è quella di un mercato
nel quale la lettura deve diventare un bisogno che soddisfa il
lettore-consumatore mediante il bene-libro.

Il cittadino che compra un libro per leggerlo o regalarlo è un
consumatore di cultura.

Se, dunque, il libero mercato è lo scenario nel quale si colloca il
principio della Bibliodiversità, allora è necessario superare
qualsiasi logica assistenziale che finirebbe per porre la piccola e
media editoria in una “riserva naturale” che finirebbe per
negarle qualsiasi possibilità di sviluppo.

La piena realizzazione della Bibliodiversità passa solo attraverso
un allargamento della domanda che individua il libro come un bene di
consumo di massa.

I punti fondamentali di questa battaglia sono:

la vendita del libro deve essere sostenuta da strategie di marketing
occorre il coinvolgimento del Ministero per i beni culturali, del
Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero del Tesoro per
ottenere da loro specifici comportamenti
rivedere l’annosa questione della distribuzione
ripensare il problema delle rese

Il libro, per quanto bello sia, non si vende da solo. Anche le grandi
case editrici mettono in campo strategie di vendita, a maggior ragione
ciò vale per la piccola e media editoria.

Il Marchio di qualità, con tutte le operazioni che prevede,
l’attività di promozione televisiva di Leggendario sono operazioni
di marketing che, senza perdere la propria connotazione culturale,
servono a conquistare nuovi consumatori di libri e a vendere più
copie.

Cosa c’è di nobile in un libro che non viene letto? Qualcuno può
davvero credere che un libro inveduto aumenti la nostra libertà?
Garantiamo realmente l’attuazione del principio della
bibliodiversità con la vendita di trecento copie del libro che è
stato prodotto?

Pur essendo la figura di Don Chisciotte una bellissima figura
romantica, nessuno apre una casa editrice con l’obiettivo di
buttarsi contro i mulini a vento.

Tuttavia sappiamo che le capacità del mercato attuale sono quelle
che sono: scarse. Così come sappiamo che il suo andamento subisce
variazioni insignificanti. Ma una società progredita che vuole
restare tra le prime otto nel mondo non può accettare questa
condizione di drammatica arretratezza culturale.

Proprio per questo è essenziale l’intervento del Governo tramite
il Ministero per i beni culturali e il Ministero della Pubblica
Istruzione.

Al Ministero per i beni culturali va chiesta la realizzazione di
campagne pubblicitarie televisive, magari anche con testimonial
popolari, che rivalutino il libro e infondano a un pubblico crescente
il bisogno di comprarlo.

Al Ministero della Pubblica Istruzione e al Ministero del Tesoro va
chiesto che adottino provvedimenti che consentano agli insegnanti e
agli alunni di poter scaricare, dalla dichiarazione dei redditi, i
libri non scolastici acquistati.

Altra questione che va affrontata è la figura del distributore che
fa poco o nulla per garantire all’editore che il suo libro ha avuto
un adeguato trattamento, tale da facilitarne la vendita, ma, d’altra
parte, il problema specifico del distributore va collegato
direttamente a quello delle rese. Di fatto l’elemento di rischio
che è proprio di ogni attività imprenditoriale finisce per essere
esclusivo appannaggio dell’editore che riceve l’invenduto senza
che nessuna azione di promozione sia stata realmente fatta per
vendere il prodotto-libro.

Il libro non ha una scadenza, non deperisce con il tempo e, non a
caso, esiste un fiorente mercato dei reimanders. Allora perché il
libraio e il distributore non collaborano con sconti che possano
convincere il consumatore-lettore ad acquistare il libro?

La bibliodiversità è una necessità nella nostra società e
tuttavia va pensata con una mentalità nuova, aperta a soluzioni che
non si limitino al puro e semplice riconoscimento formale di un
principio, ma che muovano da esso per cambiare concretamente una
realtà che lo nega.

Sabato, 24 Marzo, 2007 - 18:40

IN LIBRERIA: Ambiente urbano.

IN LIBRERIA: Ambiente urbano. Introduzione all'ecologia urbana

www.ecodallecitta.it
Manuale per lo studio e il governo della città. Di Giuseppe Gisotti
Questo volume vuole mettere in evidenza come la pianificazione urbanistica e ambientale, sia per le città in declino che per quelle in rapida espansione, richieda con urgenza un significativo contributo delle scienze ambientali: ciò sia per assicurare una migliore qualità della vita che per contrastare la minaccia di eventi catastrofici, quali inondazioni, frane, terremoti, tsunami, epidemie, blackout, crolli di edifici per deficienze strutturali, incendi, ecc.

Il volume inizia con un breve esame di come le città siano state e vengano studiate, e tratta poi dello stretto legame fra le funzioni socio-economiche delle città e il loro ambiente bio-fisico. I flussi di energia e di materia, il cosiddetto metabolismo urbano, vengono considerati prima di passare alle analisi della geologia e della biogeografia delle città.

Il volume si pone come obiettivo l'approccio ecologico alla città, poiché affronta il sistema urbano sotto l'ottica dei suoi cicli bio-geo-chimici, con l'intento di mostrare non solo la struttura e le funzioni di un ecosistema sui generis quale è quello urbano, ma anche i processi antropici che portano all'inquinamento, alle malattie, ai danni patiti dal sistema urbano, e i modi per ridurre, attraverso una politica degli spazi verdi, della tutela degli habitat, del risparmio energetico, della accorta gestione della mobilità urbana, il pesante impatto sui cittadini del loro stesso stile di vita.

Il tentativo di applicare le leggi dell'ecologia al complesso sistema urbano deve essere un modo per cercare di migliorarlo: un "approccio integrato tra gli aspetti socio-economici e quelli ambientali" deve trasformarsi in "azioni di governo", non solo in "azioni speculative".

Il libro vuole essere una introduzione all'ecologia urbana, perché,
fra la città e un ecosistema naturale, vi sono analogie ma anche forti differenze: ad esempio un ecosistema naturale è equilibrato, per cui si riesce a comprenderne struttura e funzionamento; per la città questo tipo di approccio non funziona o funziona male; e ancora: mentre in un ecosistema naturale esiste un limite alla crescita, sembra che la crescita delle città mondiali sia illimitata.

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