.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 43 ospiti collegati

.: Eventi

« Febbraio 2018
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28        

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sei nella categoria La parola alla cittadinanza - Torna indietro »
Giovedì, 3 Settembre, 2009 - 17:45

"Un attacco capzioso e feroce" qualcuno dovrà spiegare" D. Boffo

www.repubblica.it

Ecco il testo integrale della lettera con la quale Dino Boffo ha rassegnato le dimissioni dalla direzione di 'Avvenire'

OAS_RICH('Left');
ROMA - Dino Boffo si è dimesso dalla direzione del quotidiano dei vescovi "Avvenire". Ecco il testo integrale della sua lettera di dimissioni inviata al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

"Da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L'attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano 'Il Giornale' guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da 'Libero' e dal 'Tempo', non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l'ha oggi e non l'avrà domani".

"Qualcuno, un giorno, dovrà pur spiegare perchè ad un quotidiano, 'Avvenire', che ha fatto dell'autonomia culturale e politica la propria divisa, che ha sempre riservato alle istituzioni civili l'atteggiamento di dialogo e di attenta verifica che è loro dovuto, che ha doverosamente cercato di onorare i diritti di tutti e sempre rispettato il responso elettorale espresso dai cittadini, non mettendo in campo mai pregiudizi negativi, neppure nei confronti dei governi presieduti dall'onorevole Berlusconi, dovrà spiegare, dicevo, perchè a un libero cronista, è stato riservato questo inaudito trattamento.


"E domando: se si fa così con i giornalisti indipendenti, onesti, e per quanto possibile, nella dialettica del giudizio, collaborativi, quale futuro di libertà e di responsabilità ci potrà mai essere per la nostra informazione? Quando si andranno a rileggere i due editoriali firmati da due miei colleghi, il 'pro' e 'contro' di altri due di essi, e le mie tre risposte ad altrettante lettere che 'Avvenire' ha dedicato durante l'estate alle vicende personali di Silvio Berlusconi, apparirà ancora più chiaramente l'irragionevolezza e l'autolesionismo di questo attacco sconsiderato e barbarico".

"Grazie a Dio, nonostante le polemiche, e per l'onestà intellettuale prima del ministro Maroni e poi dei magistrati di Terni, si è chiarito che lo scandalo sessuale inizialmente sventagliato contro di me, e propagandato come fosse verità affermata, era una colossale montatura romanzata e diabolicamente congegnata. Fin dall'inizio si era trattato d'altro.

"Questa risultanza è ciò che mi dà più pace, il resto verrà, io non ho alcun dubbio. E tuttavia le scelte redazionali che da giorni taluno continua accanitamente a perseguire nei vari notiziari dicono a me, uomo di media, che la bufera è lungi dall'attenuarsi e che la pervicace volontà del sopraffattore è di darsi ragione anche contro la ragione. Un dirigente politico lunedì sera osava dichiarare che qualcuno vuole intimorire Feltri; era lo stesso che nei giorni precedenti aveva incredibilmente affermato che l'aggredito era proprio il direttore del 'Giornale', e tutto questo per chiamare a raccolta uomini e mezzi in una battaglia che evidentemente si vuole ad oltranza".

"E mentre sento sparare i colpi sopra la mia testa mi chiedo: io che c'entro con tutto questo? In una guerra tra gruppi editoriali, tra posizioni di potere cristallizzate e prepotenti ambizioni in incubazione, io, ancora, che c'entro? Perchè devo vedere disegnate geografie ecclesiastiche che si fronteggerebbero addirittura all'ombra di questa mia piccola vicenda? E perchè, per ricostruire fatti che si immaginano fatalmente miei, devo veder scomodata una girandola di nomi, di persone e di famiglie, forse anche ignare, che avrebbero invece il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuto da tutti il rispetto fondamentale? Solo perchè sono incorso, io giornalista e direttore, in un episodio di sostanziale mancata vigilanza, ricondotto poi a semplice contravvenzione?

"Mi si vuole a tutti i costi far confessare qualcosa, e allora dirò che se uno sbaglio ho fatto, è stato non quello che si pretende con ogni mezzo di farmi ammettere, ma il non aver dato il giusto peso ad un reato 'bagatellare', travestito oggi con prodigioso trasformismo a emblema della più disinvolta immoralità.

"Feltri non si illuda, c'è già dietro di lui chi, fregandosi le mani, si sta preparando ad incamerare il risultato di questa insperata operazione: bisognava leggerli attentamente i giornali, in questi giorni, non si menavano solo fendenti micidiali, l'operazione è presto diventata qualcosa di più articolato. Ma a me questo, francamente, interessa oggi abbastanza poco. Devo dire invece che non potrò mai dimenticare, nella mia vita, la coralità con cui la Chiesa è scesa in campo per difendermi: mai - devo dire - ho sentito venir meno la fiducia dei miei Superiori, della Cei come della Santa Sede.

"Se qualche vanesio irresponsabile ha parlato a vanvera, questo non può gettare alcun dubbio sulle intenzioni dei Superiori, che mi si sono rivelate sempre esplicite e, dunque, indubitabili. Ma anche qui non posso mancare di interrogarmi: io sono, da una vita, abituato a servire, non certo a essere coccolato o ancor meno garantito. La Chiesa ha altro da fare che difendere a oltranza una persona per quanto gratuitamente bersagliata".

"Per questi motivi, Eminenza carissima, sono arrivato alla serena e lucida determinazione di dimettermi irrevocabilmente dalla direzione di 'Avvenire', 'Tv2000' e 'Radio Inblu', con effetto immediato. Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora, per giorni e giorni, una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani, quasi non ci fossero problemi più seri e più incombenti e più invasivi che le scaramucce di un giornale contro un altro.

"E poi ci lamentiamo che la gente si disaffeziona ai giornali: cos'altro dovrebbe fare, premiarci? So bene che qualcuno, più impudico di sempre, dirà che scappo, ma io in realtà resto dove idealmente e moralmente sono sempre stato. Nessuna ironia, nessuna calunnia, nessuno sfregamento di mani che da qui in poi si registrerà potrà turbarmi o sviare il senso di questa decisione presa con distacco da me e considerando anzitutto gli interessi della mia Chiesa e del mio amato Paese. In questo gesto, in sè mitissimo, delle dimissioni è compreso un grido alto, non importa quanto squassante, di ribellione: ora basta.

"In questi giorni ho sentito come mai la fraternità di tante persone, diventate ad una ad una a me care, e le ringrazio della solidarietà che mi hanno gratuitamente donato, e che mi è stata preziosa come l'ossigeno. Non so quanti possano vantare lettori che si preoccupano anche del benessere spirituale del 'loro' direttore, che inviano preghiere, suggeriscono invocazioni, mandano spunti di lettura: io li ho avuti questi lettori, e Le assicuro che sono l'eredità più preziosa che porto con me. Ringrazio sine fine le mie redazioni, in particolare quella di 'Avvenire' per il bene che mi ha voluto, per la sopportazione che ha esercitato verso il mio non sempre comodo carattere, per quanto di spontanea corale intensa magnifica solidarietà mi ha espresso costantemente e senza cedimenti in questi difficili giorni. Non li dimenticherò. La stessa gratitudine la devo al Presidente del CdA, al carissimo Direttore generale, ai singoli Consiglieri che si sono avvicendati, al personale tecnico amministrativo e poligrafico, alla mia segreteria, ai collaboratori, editorialisti, corrispondenti.

"Gli obiettivi che 'Avvenire' ha raggiunto li si deve ad una straordinaria sinergia che puntualmente, ogni mattina, è scattata tra tutti quelli impegnati a vario titolo nel giornale. So bene che molti di questi colleghi e collaboratori non condividono oggi la mia scelta estrema, ma sono certo che quando scopriranno che essa è la condizione perchè le ostilità si plachino, capiranno che era un sacrificio per cui valeva la pena.

"Eminenza, a me, umile uomo di provincia, è capitato di fare il direttore del quotidiano cattolico nazionale per ben 15 degli straordinari anni di pontificato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI: è stata l'avventura intellettuale e spirituale più esaltante che mi potesse capitare. Un dono strepitoso, ineguagliabile. A Lei, Eminenza carissima, e al cardinale Camillo Ruini, ai segretari generali monsignor Betori e monsignor Crociata, a ciascun Vescovo e Cardinale, proprio a ciascuno la mia affezione sconfinata: mi è stato consentito di essere, anzi sono stato provocato a pormi quale laico secondo l'insegnamento del Concilio, esattamente come avevo studiato e sognato negli anni della mia formazione.

"La Chiesa mia madre potrà sempre in futuro contare sul mio umile, nascosto servizio. Il 3 agosto scorso, in occasione del cambio di direzione al quotidiano 'Il Giornale', scriveva Giampaolo Pansa: 'Dalla carta stampata colerà il sangue e anche qualcosa di più immondo. E mi chiedo se tutto questo servirà a migliorare la credibilità del giornalismo italiano. La mia risposta è netta: no. Servirà soltanto a rendere più infernale la bolgia che stiamo vivendo'.
Alla lettura di queste righe, Eminenza, ricordo che provai un certo qual brivido, ora semplicemente sorrido: bisognerebbe che noi giornalisti ci dessimo un po' meno arie e imparassimo ad essere un po' più veri secondo una misura meno meschina dell'umano. L'abbraccio, con l'ossequio più affettuoso".
Firmato, Dino Boffo

Venerdì, 30 Maggio, 2008 - 15:04

Luzzatto: la riabilitazione è indecente e interessata

Luzzatto: la riabilitazione è indecente e interessata
Lo storico: «Paragoni azzardati da parte dell'ex presidente della camera, forse punta a qualche incarico istituzionale»
Stefano Milani
da Il Manifesto del 29 maggio 2008

Sergio Luzzatto, da storico come si pone nella diatriba di questi giorni: riabilitare o no la figura di Giorgio Almirante?
Bisogna fare delle distinzioni. Un conto è ricordare la figura dell'uomo politico ripubblicando i suoi discorsi parlamentari, un altro è fare l'elogio della suo passato e delle sue origini che per quanto mi riguarda rimangono deplorevoli e per questo non meritano di essere ricordate. Ma non mi stupisco affatto. Almirante è stato un uomo importante nella storia dell'estrema destra italiana ed è normale che la destra di oggi, più o meno purgata e depurata dal passato, ora che è al potere abbia voglia di riportare in auge il suo leader storico.
Nel ventennale dalla sua morte si sprecano le iniziative, a cominciare dalla strada che il sindaco Alemanno vorrebbe dedicargli. Non trova pericoloso questa facilità di legittimare figure politiche dal passato alquanto discutibile?
Non lo trovo solo pericoloso, ma indecente e vergognoso. La toponomastica di una città, che sia la dedica di un monumento o di una strada, equivale ad attribuire un simbolo. Facendo ciò Alemanno è come se portasse a modello la figura di Almirante tout court. E questo lo trovo francamente rivoltante. Parliamo della capitale d'Italia.
E per fare il «sindaco di tutti» vorrebbe intitolare vie e piazze anche a Berlinguer, Craxi e Fanfani. Secondo lei sono figure politiche paragonabili tra loro?
Assolutamente no. Bisogna fare dei grossi distinguo. Anche Fanfani ha avuto un breve trascorso da intellettuale fascista, ma non è lontanamente paragonabile alla storia personale e politica del segretario del Msi che anche durante il passaggio repubblicano, quello del fascismo in doppio petto, non ha mai avuto segni di pentimento per il suo passato. Su Berlinguer il paragone poi non regge proprio. Ma in questo clima bipartisan che c'è in parlamento non mi stupisco più di niente. Come storico però mi indigno: come si fa a mettere sullo stesso piano due figure così diverse, due storie personali così distanti?
Ieri il presidente della Camera Fini ha definito «vergognose e razziste» le frasi che Almirante scrisse nel 1942 sul periodico La difesa della razza, di cui l'ex leader del Msi era vicedirettore. Cos'è l'ennesima svolta di Fini?
Bisogna riconoscere a Fini un percorso politico lineare e coerente. Magari un po' opportunistico, ma assolutamente dignitoso e gliene va dato atto. Certo, in passato è sempre stato molto ambiguo. Dopo la fine della prima repubblica, dal 1992 alla svolta di Fiuggi del 1995, ha lanciato messaggi anche contraddittori. Da una parte considerava Mussolini il più grande statista del secolo, dall'altro cominciava a ripudiare le idee fasciste. Ora non fa altro che comportarsi come compete alla terza carica dello stato.
A difenderlo è invece Luciano Violante secondo il quale Almirante è stato un «pacificatore» e che nonostante sottoscrisse il manifesto della razza «ne prese pubblicamente le distanze».
Stimo molto Violante dal punto di vista intellettuale, ma queste sue prese di posizione mi lasciano disorientato. Anche se non è nuovo a dichiarazioni del genere. A metà degli anni 90, durante il discorso d'insediamento alla presidenza della camera, si «sforzò di capire» le posizioni dei ragazzi di Salò. Adesso riabilita Almirante. Se voglio essere malizioso oggi come allora spera di ambire ad incarichi istituzionali più alti e prestigiosi. Non credo gli dispiacerebbe diventare giudice della corte costituzionale. Altrimenti non mi spiego perché un uomo della sua cultura si ostini a fare paragoni così azzardati, mettendo sullo stesso piano il ruolo della destra e della sinistra nella storia repubblicana. Lo dovrebbe sapere anche lui, e lo sa bene, che la nostra repubblica è nata grazie al sacrificio delle donne e degli uomini del parito comunista contro il fascismo.
Lunedì, 3 Marzo, 2008 - 08:06

Gli studenti antifà chiedono nuove elezioni della Consulta

Gli studenti antifà chiedono nuove elezioni della Consulta
Il Manifesto 2 marzo 2008

Dopo la giornata sulle foibe dell'8 febbraio scorso e l'aggressione per mano fascista a un ragazzo di sinistra, il clima nelle scuole della capitale è ancora caldo. Gli studenti antifascisti, che da tempo denunciano i brogli elettorali nel momento del voto per eleggere i rappresentanti studenteschi nella Consulta provinciale studentesca, hanno inviato una lettera alle istituzioni: «Vogliamo la sospensione dell'attività dell'organismo e nuove votazioni il cui esito, vigilato nelle candidature e nello svolgimento, possa essere riconosciuto da tutti». La richiesta è stata fatta al ministro Fioroni, al direttore dell'ufficio scolastico Regionale, al prefetto e all'attuale presidente della Consulta di Azione Giovani, Andrea Moi, a cui si chiede di dimettersi. Già ora la metà degli studenti ha deciso di «boicottare» quell'istanza proprio per le azioni squadristiche compiute da quelle sigle studentesche che rifacendosi apertamente al fascismo occupano ora «illegalmente» la Cps.

Martedì, 21 Agosto, 2007 - 11:01

Da Milano Libera un filmato di Piero

Vi rendete conto a che punto siamo arrivati? Ho visionato il filmato (http://guerrillaradio.iobloggo.com/) dove Piero Ricca, un caro amico che conosco da tempo, da sempre battutosi per la tutela della giustizia e della legalità, dell'operato della magistratura, attaccata da coloro che, nella scorsa legislatura di centrodestra, in primis l'ex presidente del consiglio Berlusconi, ne volevano asservire l'azione per promuovere un'impunità diffusa per reati commessi e a loro contestati, contesta come libero cittadino il suo diritto di critica e di dissenso verso la scelta dell'amministrazione comunale di avere nominato assessore alla cultura Vittorio Sgarbi, in quanto pregiudicato e "condannato nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni definitivi con sentenza della Pretura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto, e condannato a pagare un indennizzo fissato dalla corte". Piero volantinava nel filmato davanti a Palazzo Marino, alla sede dell'assessorato alla cultura, e rendeva informata la cittadinanza di questo precedente penale che riguarda un uomo che amministra il Comune, il cui profilo personale dovrebbe essere trasparente per la popolazione, soprattutto la propria fedina penale, data la funzione pubblica che esso esercita. L'assessore Sgarbi, sceso in piazza, invece di chiarire e ribattere con metodo urbano ai fatti a lui imputati, certi dato che sono scritti in sentenze di tribunali, ha incominciato a dileggiare con violenza verbale Piero Ricca, con attributi che evidenziano l'arroganza e la prepotenza del soggetto. Sgarbi ha incominciato a considerare Ricca un pregiudicato in quanto aveva dato del "buffone" a Berlusconi nel giorno dell'udienza al processo sul caso SME, causa per la quale Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi dalla carica di presidente del consiglio per sottoporsi al giudizio della magistratura, invece di proseguire nella propria funzione cercando di eludere l'azione giudiziaria a suo carico. Sappiamo tutte e tutti che Piero che non è stato condannato per un reato non commesso e per il quale aveva ricevuto la denuncia del cavaliere nero. Penso che questo comportamento sia intollerabile e che dimostri come il potere venga esercitato in modo arbitrario considerando la città al proprio servizio, aumentando il numero di collaboratori stipendiati con lauti guadagni, scialaquando il patrimonio pubblico per propri interessi, attaccando con costanza, come nel caso di Sgardbi, i servitori dello Stato, ossia i Giudici e i Magistrati che hanno posto, ai tempi di tangentopoli, la propria professione e il proprio operato per una moralizzazione dei costumi nell'Italia vituperata da una classe di briganti. Sgarbi nel filmato oltre a negare quanto scritto nella sentenza attacca la figura del Giudice Caselli e del pool di Mani Pulite, in quanto "hanno incarcerato degli innocenti", che sono stati tutti considerati, invece, rei di aver commesso i più gravi reati amministrativi e penali ai danni dello stato e, quindi, del contribuente, della struttura democratica. Vogliamo ritornare alla nostra memoria "Sgarbi quotidiani", ossia quella trasmissione condotta da Sgarbi in cui attaccava costantemente e pesantemente persone al servizio dello stato e della Magistratura nel loro operato?
Ricordiamo tutti che la corruzione che si annida nelle istituzioni è fonte di pregiudizio alla democrazia di un Paese.
Penso che quanto mai sia doveroso considerare come necessaria una norma che vieti a persone pregiudicate o con pendenze in giudizio di assumere funzioni amministrative e istituzionali, in quanto chiaramente la propria attività e la propria funzione sarebbe utilizzata per assicurare a sè stessi un'area di impunità e chiaramente reati di questo tipo, quali quelli verificati come sussistenti a carico del soggetto, non possono essere visti come propedeutici all'esercizio di una funzione pubblica quale quella di assessore.
Dico questo con cognizione di causa, e con una certa sicurezza, forte di una pronuncia insindacabile quale quella del Tribunale, il terzo organo per eccellenza del nostro Stato costituzionale e repubblicano, autonomo, indipendente, e soprattutto evidenziando la persistenza di un comportamento arrogante da parte di un soggetto che, per l'attività esercitata amministrativa, dovrebbe quanto mai rendere edotta la cittadinanza del proprio precedente giudiziario, soprattutto se i reati di cui è stato condannato, sono di tipo penale amministrativo.
Povera Patria, la canzone di Battiato, fa da cornice a questo filmato: dileggiata e vituperata da coloro che ancora manifestano un comportamento medioevale nell'esercizio del proprio potere.

Penso che Milano abbia bisogno di cambiare e voltare pagina, pena la caduta totale in un'epoca di barbarie e di inciviltà irreversibile.

Alessandro Rizzo

Martedì, 17 Luglio, 2007 - 10:35

Laboratorio Politico Metropolitano

Carissimo/a,
desideriamo informarti dell'esito dell'ultima riunione di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO che si è tenuta giovedì 12 luglio u.s..
All'ordine del giorno era in discussione il testo della proposta della DICHIARAZIONE di MISSIONE di L.P.M. che avevi già precedentemente ricevuto.
I presenti hanno discusso sino a trovare un punto di equilibrio sull'intero testo, ma data la prolungata discussione e la tarda ora, il gruppo ha ritenuto opportuno delegare una parte dei presenti stessi (aperto al contributo di chiunque voglia partecipare) al fine di procedere alla stesura della "bozza definitiva" della DICHIARAZIONE di MISSIONE.
A tal fine mercoledì 18 LUGLIO alle ore 20.30 tale gruppo si incontra presso l'ufficio di ASCO - viale BEATRICE D'ESTE 32 - MM CROCETTA - per completare il lavoro di scrittura di tale "bozza" che sarà successivamente pubblicato sul forum e inviato all'indirizzario mail.
Tale testo sarà infine discusso per una approvazione definitiva durante la PROSSIMA RIUNIONE di L.P.M. convocata per LUNEDI' 23 LUGLIO alle ore 18.30 c/o ARCI - VIA ADIGE 11 - MM P.TA ROMANA
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO
Mercoledì, 11 Luglio, 2007 - 21:03

Laboratorio Metropolitano

Carissimo/o,

desideriamo ricordarti che domani giovedi' 12 LUGLIO,
alle ore 19.00 c/o ARCI di Via Adige 11 - MM P.TA
ROMANA - si terrà la prossima RIUNIONE di LABORATORIO
POLITICO METROPOLITANO.

Discuteremo di:

1. ELABORAZIONE della DICHIARAZIONE di MISSIONE di
L.P.M.;
2. UTLIZZO DEGLI STRUMENTI di COMUNICAZIONE ;

Con riferimento a quanto precedentemente comunicato, e
a seguito del dibattito scaturito durante l'ultimo
incontro, riteniamo opportuno di NON ALLEGARE una
NUOVA PROPOSTA di DICHIARAZIONE di MISSIONE.

Pertanto la discussione, attraverso il consueto metodo
partecipativo, ripartirà dal TESTO GIA' in TUO
POSSESSO e pubblicato sul FORUM al seguente indirizzo:

http://newtus.humanbit.com/forum/

Data l'importanza di RAGGIUNGERE una CONDIVISIONE da
parte di tutti rispetto al CONTENUTO di questo
fondamentale strumento di COMUNICAZIONE IDENTITARIA di
LABORATORIO, contiamo DAVVERO sulla TUA PRESENZA. 

TI ASPETTIAMO DOMANI GIOVEDI' 12 LUGLIO alle ORE
19.00 c/o ARCI in VIA ADIGE 11 - MM P.TA ROMANA.

Saluti.

LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO

Venerdì, 6 Luglio, 2007 - 18:51

L.P.M.-TESTO 1° VERSIONE DICHIARAZIONE

Carissimi/e,
Ieri, 5 LUGLIO, si è svolta una RIUNIONE di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO durante la quale si è avviata la discussione sulla PROPOSTA di testo di DICHIARAZIONE di MISSIONE che definirà il profilo identitario dell'associazione.
Vogliamo allegare a questa comunicazione il testo di tale PROPOSTA e che si trova anche nel nostro FORUM nella SEZIONE ARCHIVIO DOCUMENTI E VERBALI al seguente indirizzo:
Nello spirito di massima trasparenza e condivisione della discussione in questo momento così importante di definizione del profilo politico di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO, invitiamo ciascuno a fare PERVENIRE al FORUM, e/o a QUESTO INDIRIZZO, ogni suo COMMENTO.
Ogni commento inviato a questo indirizzo sarà COMUNQUE PUBBLICATO sul FORUM.
Per ragioni di efficienza, confermando che ENTRO mercoledì sera 11 LUGLIO (un giorno prima della prossima riunione) ciascuno RICEVERA' il testo di una NUOVA VERSIONE di PROPOSTA di DICHIARAZIONE DI MISSIONE di L.P.M., chiediamo a ciascuno di fare PERVENIRE i propri CONTRIBUTI ENTRO LUNEDI' 9 LUGLIO entro le ore 20.00 (a tal fine,saranno considerati soltanto i contributi, o le discussioni, pubblicati sul FORUM entro quel termine).
Tale nuova versione sarà discussa durante la PROSSIMA RIUNIONE già CONVOCATA per GIOVEDì 12 LUGLIO - ORE 19.00 c/o ARCI - VIA ADIGE 11 - MILANO - MM P.TA ROMANA
Saluti a tutti.
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO
Sabato, 23 Giugno, 2007 - 17:12

Relazione Laboratorio Politico Metropolitano

Versione documentale della relazione discorsiva della riunione di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO del 16/06/2007.

 


Introduzione
Questo primo contributo intende assolvere alla funzione di riassumere, sistematizzare e ampliare (sotto il profilo degli obiettivi generali e delle modalità di lavoro operative) alcune delle considerazioni sviluppate oralmente durante il primo incontro di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO tenutosi a Milano il 16 giugno 2007 presso il circolo ARCI Bellezza.
Nel confermare la prossima riunione di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO per il 5 luglio alle ore 18.30  c/o ARCI provinciale – Via Adige 11 – Milano si trasmette a tutti i partecipanti alla prima riunione l’elenco completo dell’indirizzario raccolto durante il primo incontro.
Inoltre, nell’invitare tutti i partecipanti a LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO a registrarsi al FORUM aperto al seguente indirizzo web http://newtus.humanbit.com/forum/ per sviluppare una discussione nel merito di questo documento, si sostiene l’opportunità di ampliare al contempo la rete delle persone alle quali rivolgere la presente proposta di lavoro (sul modello di una nuova persona per ciascun partecipante).
Di seguito il merito dell’intervento relativo al progetto LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO, articolato per punti.
 


LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO

 

LABORATORIO DI SPERIMENTAZIONE DI NUOVE FORME DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA ALLA POLITICA NELL’AREA METROPOLITANA DI MILANO.

 

1. Premessa

La politica è un’arte nobile che deve continuare ad appassionare tutti cittadini.
Questa è la sfida per le forze politiche di sinistra che credono nella possibilità di trasformare la società secondo modelli di uguaglianza tra gli uomini e giustizia sociale.
La politica è partecipazione dei cittadini, senza la quale il modello di organizzazione democratica di una comunità si svuota di significato.
La passione di tutti coloro i quali desiderano impegnarsi in politica è direttamente proporzionale sia al grado di partecipazione ai processi di analisi della realtà e dei bisogni delle persone, sia alle opportunità di condivisione delle proposte formulate per soddisfarli.
I modelli di rappresentazione dei bisogni e di formulazione delle istanze nelle sedi istituzionali, fondati sulla delega impersonale, appaiono non sempre capaci di rispondere alle legittime aspettative dei cittadini.
Le opzioni organizzative proposte delle attuali forze politiche non sempre riescono ad esaurire il desiderio e il bisogno di partecipazione di tutti coloro i quali danno la propria disponibilità ad impegnarsi in un percorso politico.
La partecipazione democratica a tale processo politico rappresenta dunque il fondamento ed una questione strategica per l’affermazione dei principi di uguaglianza e giustizia, tanto quanto quella della formulazione delle proposte di merito per qualunque forza politica, e ancora di più per le organizzazioni della Sinistra che affondano la propria identità nella matrice popolare dei movimenti di lotta che hanno attraversato i sessanta anni di storia della nostra Repubblica. In questa fase di ripensamento della Sinistra italiana la nascita di un movimento di sinistra democratica che ha la vocazione di assumere la responsabilità di governo del Paese attraverso un processo di aggregazione di tutte le forze politiche di sinistra in Italia, appare una grande opportunità di rinnovato impegno per molti cittadini che a quei valori non intendono rinunciare.
Per queste ragioni un gruppo di donne e uomini che vivono la realtà di Milano ha deciso di promuovere la costituzione, all’interno del Movimento della Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, di un Laboratorio di sperimentazione di nuove forme di partecipazione democratica alla politica, sinteticamente LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO.
Ciò nell’obiettivo ultimo di offrire un contributo di proposta politica e di sperimentazione di soluzioni concrete a partire dall’ascolto delle istanze provenienti dalle più diverse forme di auto rappresentazione della società civile della comunità dell’area metropolitana milanese.
A partire dalla promozione di un rinnovata forma di partecipazione diretta alla politica da parte dei cittadini della propria comunità.
2. Un’associazione politica di sinistra, democratica e plurale.
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO vuole proporsi quale luogo di sperimentazione di nuove forme di partecipazione democratica alla politica da parte dei cittadini interessati a comprendere i bisogni di chi vive nella nostra comunità e ad agire per sviluppare risposte a tali bisogni.
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO intende proporsi quale luogo aperto e plurale di partecipazione, ascolto, discussione e proposta politica per chiunque vorrà condividere il proprio manifesto di valori e programma di lavoro che saranno predisposti attraverso una discussione partecipata e collegiale.
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO si propone quale opportunità di partecipazione originale per i cittadini, anche in ragione dei differenti tempi, luoghi e stili di vita di chi vi parteciperà, attraverso modalità di discussione e strumenti di comunicazione che valorizzino competenze e reti di relazione di ciascuno.
Infine, LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO, all’interno del percorso di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, si propone di sostenere la costruzione di rapporti politici autonomi con la pluralità di soggetti organizzati ed informali che rappresentano le istanze dei cittadini non soltanto sul territorio, bensì nelle molteplici reti che si vanno affermando nelle nostre comunità e che vedono protagonisti i più diversi corpi sociali intermedi nei quali la società civile si organizza.

3. Un percorso di lavoro e uno scenario di riferimento.


3.1. Obiettivi

 
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO intende sperimentare un percorso di lavoro all’interno dello scenario politico dell’area metropolitana milanese che vedrà rinnovare le proprie istituzioni (Provincia, Regione e Comune) nel corso dei prossimi 3/4 anni.
Ciò nell’obiettivo di offrire un contributo programmatico alle forze politiche che vorranno condividere il percorso di analisi e di proposta che LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO sarà in grado di formulare.
 
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO concentrerà la propria riflessione e proposta politica a partire dall’ANALISI delle RELAZIONI ECONOMICHE E SOCIALI che caratterizzano la qualità della vita nell’area metropolitana milanese con particolare riguardo alla:
 
  1. condizione abitativa dei cittadini;
  2. condizione lavorativa;
  3. condizione delle relazioni tra i cittadini e tra i cittadini e l’ambiente (naturale, sociale, famigliare, relazionale).
Tale approccio consentirà di finalizzare il proprio impegno politico nella direzione di conferire maggiore concretezza ai processi di rappresentazione politica (anche nelle sedi istituzionali) dei bisogni dei cittadini.

LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO desidera valorizzare le risorse acquisite in termini di competenza dei propri associati nella prospettiva di offrire a tutti i cittadini un luogo di analisi, riflessione e condivisione di “pensieri politici” capaci di tradursi in risposte concrete ai bisogni delle persone, anche attraverso l’assunzione di responsabilità nella gestione di servizi ai cittadini.

Ciò nell’obiettivo di costruire, nella pratica condivisa, un argine alla deriva ”antipolitica” che appare essere l’approdo noto e rassegnato di una crescente moltitudine di cittadini.

 

3.2. Metodologia

LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO ritiene di dover procedere nello sviluppo di diverse fasi di lavoro composte di diverse azioni, non necessariamente progressive, e che anzi potranno sovrapporsi in relazione alla disponibilità delle competenze e delle risorse offerte da chi ne farà parte. A tal proposito ritiene strategica l’assunzione di strumenti di comunicazione interna ed esterna all’associazione capaci di valorizzare le opportunità delle reti informatiche e delle reti delle competenze professionali. (vedi sezione successiva Strumenti operativi di lavoro).
Inoltre, LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO immagina di potersi dotare di luoghi fisici di agibilità politica sia in termini di promozione di occasioni di socialità e aggregazione tra i propri associati, sia nella prospettiva di sviluppo di specifici interventi progettuali. (vedi sezione successiva Fasi progettuali e azioni concrete).
Per effetto di questo approccio LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO ritiene di voler assumere quale metodologia di lavoro quello del LAVORO DI GRUPPO attraverso l’organizzazione dei propri associati in nuclei operativi responsabili dello sviluppo delle azioni condivise e programmate.
Tale impostazione presuppone dunque che ciascun associato a LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO si impegni nel/nella:
  1. Condivisione della responsabilità collettiva (senza meccanismi di delega ad uno o più gruppi di lavoro) circa il reperimento delle risorse necessarie allo sviluppo delle attività e alla gestione delle stesse risorse secondo i criteri di efficacia ed efficienza;
  2. Sostegno agli obiettivi politici condivisi in LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO attraverso la diffusione della sua proposta di lavoro a tutti i cittadini interessati e incontrati in qualunque ambito relazionale;
  3. Condivisione con tutti gli associati di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO delle proprie competenze professionali al fine di sviluppare i PROGETTI ASSOCIATIVI nell’obiettivo di tradurre in applicazioni pratiche risposte ai bisogni dei cittadini.
  4. Promozione di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO come associazione di rete che, anche attraverso la socializzazione delle competenze dei propri associati e l’utilizzo delle tecnologie informative quale strumento efficace ed efficiente, si propone di individuare dentro e fuori il proprio network le risorse umane e materiali necessarie per sviluppare interventi progettuali con l’obiettivo di rispondere a bisogni concreti dei cittadini, così promuovendo, al contempo, la fattiva partecipazione di tutti gli associati di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO.

3.3. Fasi progettuali e azioni concrete

Pur nella consapevolezza della necessità di procedere quanto prima alla definizione di un piano di lavoro organico e complessivo dell’associazione, il gruppo dei promotori ritiene, nell’osservanza dello spirito di AUTENTICA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA al lavoro di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO, che sia compito di questo intervento tratteggiare in modo più puntuale soltanto la prima delle tre fasi che si immaginano possano comporre il percorso politico di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO stesso.
Rimane dunque soltanto accennata ogni riflessione programmatica che riguarda lo sviluppo delle due successive fasi rispetto a quella descritta qui di seguito.
Nella prima fase del lavoro LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO ritiene di dover impiegare le proprie energie nello sviluppo delle seguenti azioni:
  1. Organizzazione di strumenti di comunicazione interna ed esterna finalizzati alla definizione del profilo identitario e programmatico di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO e allo sviluppo di un confronto tematico da parte di coloro i quali aderiscono ad esso sin dal primo incontro (attraverso la costituzione di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO come associazione che si dota, in rete, di strumenti di comunicazione web);
  2. Mappatura dei corpi sociali intermedi che svolgono azione di promozione e rappresentazione di bisogni sociali ed economici espressi dai cittadini sul territorio nelle seguenti aree tematiche:
a)      casa e sistemazione abitativa;
b)      lavori e condizione lavorativa;
c)      relazioni comunitarie caratteristiche tra i cittadini e relazioni tra i cittadini e l’ambiente naturale, sociale, famigliare, relazionale nel contesto metropolitano.
Inoltre si ritiene importante indicare, a titolo esemplificativo e non tassativo, le seguenti soggettività quali espressione degli interlocutori verso i quali rivolgere la propria attenzione nello sviluppo di tale azione:
a)      associazionismo culturale e di promozione sociale impegnato nei diversi settori della cultura,dello sport, dell’ambiente;
b)      volontariato laico e cattolico;
c)      rappresentanze di interessi di cittadini italiani e stranieri sul territorio, quali i comitati di quartiere, le associazioni di marketing territoriale e quelle delle comunità etniche;
d)      luoghi di discussione del lavoro e delle professioni, quali i comitati di rappresentanza sindacale del lavoro dipendente e dell'impresa sociale, le associazioni di categoria e le forme nuove di lavoro autonomo;
e)      luoghi di ricerca, produzione e circolazione dei saperi, quali le agenzie formative di ogni ordine e grado sia sul territorio sia nella rete, sia pubbliche sia private, e le associazioni di rappresentanza delle diverse componenti presenti in quei luoghi;
f)       rappresentanti del mondo dell’impresa di ogni dimensione;
  1. Raccolta di documentazione e di contributi di riflessione dei suddetti soggetti in relazione ai bisogni rappresentati e in relazione alle aree tematiche sopra individuate;
  2. Raccolta dei contributi dottrinali e di ricerca sociale elaborati da soggetti autorevoli della comunità metropolitana, sia di provenienza istituzionale (enti locali, università, ecc..), sia di provenienza privata (organizzazioni sociali di rappresentanza del lavoro dipendente, dell’impresa, centri di ricerca, singoli studiosi);
  3. Scrittura dell’agenda dei bisogni e dei conflitti sociali ed economici caratterizzanti il territorio metropolitano attraverso lo svolgimento di incontri con i suddetti corpi sociali intermedi e l’approfondimento in contesti seminariali aperti alla cittadinanza.
  4. Definizione delle istanze da tradurre nella formulazione di proposta politica da sottoporre al Movimento della Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo e a tutte le forze politiche del centrosinistra
  5. Applicazione pratica delle soluzioni possibili a tali istanze mediante la sperimentazione di progetti concreti che trasferiscano tali intuizioni teoriche in servizi a risposta di bisogni.
  6. Individuazione di progetti eventualmente già esistenti nelle aree tematiche sopra individuate che necessitano del sostegno di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO in termini di risorse necessarie o di  promozione politica di tali progetti;
  7. Ampliamento continuo e progressivo della rete di associati di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO attraverso la formulazione della proposta associativa a soggetti individuali o entità organizzate incontrate nell’ambito del lavoro di mappatura e confronto sopra descritto.
In una seconda fase del lavoro LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO si propone di sviluppare, pur mantenendo inalterata l’attenzione all’approccio analitico ai bisogni, un più ampio impegno diretto alla sperimentazione di progetti che concretizzino, mediante l’erogazione di servizi, risposte ai bisogni dei cittadini.
Ciò a partire dalle riflessioni e dalle elaborazioni che saranno maturate quale conseguenza delle azioni di mappatura, analisi e confronto con le organizzazioni dei cittadini sviluppate nel corso della prima fase.
Una terza fase di missione di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO dovrà quindi concentrare l’impegno successivo all’analisi dei bisogni dei cittadini, della raccolta delle istanze delle organizzazioni mediante le quali esse sono rappresentate e della sperimentazione progettuale in soluzioni possibili in una attività di COMPIUTA FORMULAZIONE POLITICA di proposte da sottoporre al confronto di tutte le forze politiche di sinistra, a partire da quanto avrà potuto realizzare il Movimento Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo.

3.4. Strumenti operativi di lavoro

LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO ritiene di dover valorizzare al massimo le opportunità di partecipazione dei cittadini modificando anche lo stile dell’impegno politico a partire dall’assunzione di strumenti di comunicazione originali.
La rete informativa consente di veicolare informazioni e di procedere allo svolgimento di confronti anche approfonditi su qualunque tema, solo se viene superata una certa pratica della militanza politica legata alla presenza fisica in un luogo fisico, a fronte di un percorso di educazione che abitui i cittadini all’utilizzo di differenti e diversificati strumenti di comunicazione.
Per queste ragioni LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO si propone di essere innanzitutto un’associazione che opera attraverso gli strumenti del web che più rispondono alle esigenze di applicazione della metodologia del lavoro di gruppo.
Lo strumento principale di comunicazione esterna di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO dovrà quindi essere un sito web composto di diverse sezioni e dotato di strumenti di interazione tra gli associati, ed in particolare:
  1. Una sezione descrittiva delle finalità di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO comprensiva di statuto, dichiarazione di missione, modello organizzativo e programma di lavoro;
  2. Una sezione dedicata alle attività, suddivisa in aree tematiche di approfondimento e progetti in corso o da svilupparsi, a loro volta aventi sottocategorie che forniscano informazioni sullo stato dei singoli progetti, la documentazione raccolta, le azioni compiute o da svolgersi, ecc.;
  3. Una sezione dedicata esclusivamente agli associati e cioè a tutti coloro che partecipano regolarmente alle attività di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO. Tale sezione potrà contenere tutto l’archivio storico del materiale raccolto ed elaborato (in una prima fase attraverso il forum).
  4. Un sezione “registrati” aperta a chiunque, soggetti individuali o associazioni, desiderino soltanto essere informati delle attività di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO.
  5. Una Newsletter che il gruppo di lavoro di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO dovrà inviare regolarmente a tutti gli associati e a coloro che si saranno registrati. (Attraverso la newsletter tutti saranno aggiornati dello stato di avanzamento del lavoro di ricerca e dei progetti in corso e saranno inoltrate le richieste specifiche delle risorse di supporto alla realizzazione dei progetti stessi.
  6. Un forum o blog, quale strumento di comunicazione interna, attraverso il quale tutti e solo gli associati di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO potranno scambiarsi idee e opinioni sulle attività da sviluppare (in una fase successiva tale strumento potrà essere assorbito dalla sezione dedicata agli associati che si svilupperà all’interno del sito web).

4. Conclusioni e avvio del lavoro

In conclusione di questo elaborato appare necessario puntualizzare i prossimi passaggi operativi attraverso i quali dare concretamente avvio al percorso di lavoro sopra descritto.
Si ritiene che schematicamente debbano essere immediatamente compiute le seguenti azioni:
  1. Apertura del forum di discussione e raccolta del lavoro di confronto tra i partecipanti a LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO;
  2. Registrazione da parte di tutti i partecipanti a LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO;

3.       Suddivisione di tutti i partecipanti a LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO e formazione di 2 gruppi di lavoro responsabili dello sviluppo del lavoro descritto nei punti n. 1 e 2 del paragrafo Fasi progettuali e azioni concrete;

Rimane comunque inteso che il presente documento deve essere considerato quale proposta di lavoro messa a punto dal gruppo dei promotori di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO e, pertanto, da considerarsi esclusivamente quale base di discussione per i partecipanti a LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO stesso.
Infine appare auspicabile che, a partire dalla discussione del presente testo che potrà svilupparsi mediante la partecipazione al forum http://newtus.humanbit.com/forum/, la prossima riunione del 5 luglio affronti e definisca compiti e responsabilità per l’avvio del lavoro.

Sabato, 23 Giugno, 2007 - 17:10

LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO

il lavoro di LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO prosegue!
Non abbiamo ancora avuto modo di incontrarti ma speriamo che tu possa parteciapre al nostro prossimo incontro che si terrà GIOVEDì 5 LUGLIO, alle ORE 18.30 presso la sede dell'ARCI in VIA ADIGE 11 (MM GIALLA - P.TA ROMANA).
SEGNA SUBITO in AGENDA questo APPUNTAMENTO e CERCA di COINVOLGERE almeno 1 ALTRA PERSONA trasmettendogli la RELAZIONE.
A seguito della prima riunione del 16 giugno, ti trasmettiamo:
1. TESTO RELATIVO ALLA RELAZIONE INTRODUTTIVA della prima riunione;
2. Indirizzo del FORUM DI DISCUSSIONE che abbiamo aperto: http://newtus.humanbit.com/forum/
Cosa ti chiediamo di FARE SUBITO:
1. REGISTRARTI al FORUM utilizzando la funzione REGISTER in ALTO A DESTRA della pagina che visualizzi (se hai problemi contattaci);
2. INSERIRE nel FORUM (dopo la registrazione) un TUO CONTRIBUTO DI PRESENTAZIONE cercando di raccontare delle TUE COMPETENZE e dei TUOI RAPPORTI con ORGANIZZAZIONI SUL TERRITORIO con riguardo alle AREE TEMATICHE specificate al successivo punto 4 (nella prima sezione in alto MI PRESENTO);
3. LEGGERE il testo della RELAZIONE e farci avere un TUO COMMENTO ed eventuali proposte di integrazione con un messaggio a QUESTA MAIL;
4. COMUNICARCI, scrivendo una MAIL a QUESTO INDIRIZZO, a quale dei 2 GRUPPI DI LAVORO (nella relazione è spiegata la funzione dei gruppi) sei interessato a PARTECIPARE tra:
a) GRUPPO COMUNICAZIONE (che dovrà raccogliere ed elaborare il materiale per costruire il SITO WEB da mettere on line da settembre);
b) GRUPPO RICERCA (che dovrà cominciare il lavoro di ricerca e contatto con le organizzazioni sul territorio nelle seguenti aree tematiche:
1. CASA,
2. LAVORO,
3. RELAZIONI TRA I CITTADINI, AMBIENTE (sociale, economico, relazionale) e TERRITORIO.
Scasaci se questa comunicazione è così piena di "COSE DA FARE", ma siamo convinti che LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO sia un progetto politico ambizioso e che, per avere successo, abbia bisogno dell'impegno responsabile di tutti noi.
Aspettiamo DAVVERO di SENTIRTI PRESTO.
Buon lavoro.
LABORATORIO POLITICO METROPOLITANO
Giovedì, 26 Aprile, 2007 - 16:08

25 aprile: sarà una nuova stagione?

Il 25 aprile si è concluso e credo che sia necessario fare un quadro di valutazione sulla manifestazione avutasi ieri a Milano. Penso che sia necessario valutare alcuni aspetti che hanno reso questo appuntamento diverso da quello degli anni scorsi. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è presente al corteo e al comizio finale, facendo un intervento che viene considerato positivo dai presenti relatori, sia da parte di Tino Casali, che abbraccia la Moratti alla conclusione del suo intervento, sia da parte di Fausto Bertinotti, Presidente della Camera: credo che sia da accogliere la nuova prassi della prima cittadina milanese, che ogni anno, ha fatto sapere, prenderà parte alla manifestazione. Auspico che questo passo sia da considerarsi come un avvicinamento alla cultura francese, dove l'antifascismo, la criminalizzazione della Repubblica di Vichy, la considerazione di Petain come assassino sanguinario, sono riferimenti condivisi e trasversali. Prodi parla di momento propizio alla riconciliazione: io credo che ancora passi debbano essere compiuti da parte di alcuni alleati del sindaco Moratti, così come alcune forze politiche che hanno sostenuto il centrodestra sia a Milano, l'anno scorso alle elezioni municipali, sia a livello nazionale alle elezioni per il rinnovo delle camere.
Alcune forze esprimono ancora forti rigurgiti neofascisti e presentavano motti e parole d'ordine di grave portata agli ultimi comizi che la sedicente Casa delle libertà ha tenuto negli ultimi mesi: non so se ricordate ma suonano ancora come funeste le frasi che rieccheggiano fantasmi del passato, del tipo "Berlusconi è il nostro duce", "Dux mea lux", propugnate da ignoranti individui di diversa età, molti erano giovani, sventolanti bandiere con simboli che riportano alla memoria stermini e crimini di indicibile portata, dalla svastica alla croce uncinata.
In Francia il centrodestra, pur avendo avuto nella figura di Sarkozy un ridimensionamento grave ed elevato della propria portata cultruale e ideale neogollista storica, non si presenterebbe mai con la destra xenofoba di Le Pen, nè condividerebbe alcune espressioni che non sono pertinenti al patrimonio di forze liberali, con forte sentimento nazionalista, ma pronte a criticare e a denunciare ogni atto apologetico di un'ideologia di morte e di distruzione come quella fascista.
La volontà, seppure ancora debole ed esile, esiste da parte di alcuni apparati del centrodestra: e di questo ne prendo piacevolmente atto. Ma ancora devono essere compiuti seri percorsi che diano una netta consapevolezza della discontinuità e della rottura totale con un passato che non ha diritto di cittadinanza nella cultura costituzionale e democratica della nostra Repubblica, sorta sulle basi di quel grande Movimento popolare che fu la Resistenza.
Ancora passi devono essere compiuti dicevo: penso anche al fatto per cui serpeggiano in alcuni apparati di centrodestra spinte a rivedere la nostra Costituzione Repubblicana in un percorso teso a stravolgerne contenuti e fondamenti basilari. Penso al presidenzialismo forte, punto che veniva presentato come conquista delle abominevoli proposte di controriforma della Carta Costituzionale, fortunatamente non approvate dalla maggioranza della cittadinanza; ma penso ancora ad alcune esternazioni di sessuofobia e omofobia pronunciate qualche settimana fa da un esponente di spicco a livello regionale, l'assessora Prosperini, che invitava a costruire una campagna violenta contro gli omosessuali, su cui si potrebbero prendere provvedimenti di sterminio e di annientamento, come la garotta di matrice franchista. Penso, ancora una volta, ad alcune volgari esternazioni di dileggio fatte da una deputata di Alleanza Nazionale, Santanchè è il suo nome, nei riguardi di studentesse e di studenti manifestanti davanti a Montecitorio, nella scorsa legislatura, perchè contrari al progetto di controriforma della scuola, in quanto ripristino della cosidetta scuola di classe e di esclusione. Penso, infine, ai fatti di Genova 2001, quel luglio funesto, che insanguinò l'Italia, e che vide la più odiosa e terribile repressione da parte delle forze dell'ordine e di apparati statali contro i pacifici manifestanti, tanti giovani, tanti anziani, tanti nonviolenti, che volevano esprimere la loro critica ai cosidetti potenti della terra per il loro modus governandi il Pianeta, dove il signor Fini, ai temi vicepresidente del consiglio, disponeva ordini alla Caserma di Bolzaneto.
I passi devono essere compiuti fino in fondo. Non mi scandalizzo a usare il termine di "memoria condivisa", certamente abusato, anche perchè credo che questa espressione possa significare molto: proprio perchè possa avere diverse e numerose interpretazioni occorra fare delle chiarificazioni puntuali. La memoria può essere condivisa, ma perchè possa essere tale deve considerarsi come memoria storica quel patrimonio universale a cui fare riferimento, scevra da ogni rivisitazione strumentale e faziosa. La storia è scritta ed è oggettiva scienza, non può essere narrata come una favola a diversi e opzionali finali. La storia è quella scritta dal popolo italiano, quella fatta dall'umanità, quella che ha intessuto lotte e battaglie di liberazione di questo nsotro Paese, che è stato tradito nella sua profonda dignità da un regime che ne ha sovvertito in modo indegno e violento i valori fondativi e culturali di libertà e di indipendenza.
La storia è quella, non può essere modificata a proprio piacere. La condivisione può esserci purchè non si esca con frasi negazioniste e con riabilitazioni di morti che, seppure anatomicamente possano essere considerati come uguali, idealmente e politicamente non possono essere visti sotto questa ottica di parificazione, in quanto certe scelte furono compiute e non tutte le scelte che vengono fatte possono essere considerate come "plausibili" e giuste.

Sono anch'io per costruire un Paese normale, una democrazia compiuta, un patrimonio condiviso di valori e idealità che non possono essere stravolti in modo brusco e volgare: auspico la memoria condivisa, come auspico anche la condivisione di fatti e di episodi incontestabili, come, infine, auspico valori e ideali condivisi e incontestati, nè incontestabili, che da quella radice comune partigiana e resistenziale prendono la propria linfa vitale.

Speriamo che da quest'anno ci siano dichiarazioni che controvertano tendenze passate e credenze storiche incompatibili con la nostra cultura repubblicana e costituzionale. Altrimenti riconciliare il Paese per un Paese normale ed europeo sarà un'operazione ancora difficile da proporre.

Alessandro Rizzo

Giovedì, 26 Aprile, 2007 - 10:16

inaccettabile razzismo contro i rom a milano

Ricevo da Dijana Pavlovic ( http://freeweb.supereva.com/dijanapavlovic/)
Giovedì 19 aprile è stato convocata una seduta del consiglio di zona 3, a Milano, aperto agli interventi dei cittadini e con la presenza, annunciata, del assessore Moioli e di Don Colmegna. Il tema era il cosiddetto "campo nomadi" all’interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera e in attesa di una soluzione definitiva).

Dato che era stata annunciata la massiccia presenza di attivisti della Lega Nord, di AN e dei “comitati cittadini contro i Rom” e che tra gli iscritti a parlare non c’era nessuno in nome dei Rom, la consigliera della Lista Fo (che è anche la mia lista) mi ha invitato ad intervenire.

La prima cosa triste che ho visto entrando, è stata un consigliere di zona con una maglietta con la scritta: “Zingari in zona 3? No grazie!” (vedi foto, “Un uomo può sorridere ed essere un malfattore!” W. Shakespeare).

Dentro la sala c’erano più di duecento persone che urlavano: "li vogliamo fuori dalle palle! Portateveli a casa vostra!..." Don Colmegna non c’era e mi hanno riferito che, prima che arrivassi io, l’assessore Moioli aveva tentato di parlare ma a causa delle urla disumane non si era capito nulla di quel che aveva detto.

E questo solo perché aveva tentato di esporre il suo “fantastico” progetto sugli “zingari”: recintati e controllati a vista continuamente ma non cacciati via, perché questo sarebbe illegale.

Gli interventi dei “cittadini” erano unanimi: “Questa è casa nostra, non li vogliamo, sporcano, rubano, non vogliamo trattare, se ne devono andare fuori dalle palle!”.

Qualcuno è arrivato persino al punto di prendersela con l’amministrazione per aver piantato degli alberi davanti al campo provvisorio, svelando un piano diabolico: nascondere i Rom e le loro attività criminali. La protesta si concretizzava nella geniale proposta di tagliare tutti gli alberi del parco, a fin di bene, e per la sicurezza dei cittadini onesti.

Avendo raggiunto il mio limite di sopportazione, sono uscita. E fuori ho incontrato nuovamente il consigliere in “maglietta”, così ho chiesto di poter fare qualche foto. Forse pensando che fossi una giornalista, il consigliere mi ha dato il permesso. Sembrava molto contento e orgoglioso. Nessuno ancora aveva capito chi io fossi.

Poi, una signora mi ha riconosciuto: “Ma è la zingara che ho visto in televisione!” ...un’attimo di stupore e di gelo e poi è partito un brusio generale che subito è divenuto un frastuono di insulti. Ma per fortuna mi hanno invitato ad entrare per il mio intervento.

Avevo preparato un discorso pacifico, nel quale si dice che porto la voce di tanti Rom di Milano, onesti e lavoratori, pronti al dialogo, al fine di trovare le migliori soluzioni abitative. Avrei anche voluto dire che le persone contro le quali si ribellano sono una quarantina di uomini donne e bambini (gli altri sono stati cacciati via, per una trasgressione del patto di legalità ma questa è un’altra storia di ingiustizia), tutta gente per bene, lavoratori, poveri ma con il diritto sacrosanto alla dignità umana.

Avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei "campi", che chiedono alle istituzioni di impegnarsi a cercare altre soluzioni, insieme a loro. Non l’ho potuto dire.

Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: "Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!..."

Passati i tre minuti che mi erano concessi per l’intervento, la polizia, insieme a un’altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.

Ho sentito il capogruppo di An in Provincia, De Nicola, dire: “Noi non siamo razzisti”, tenendo la mano sulla spalla dell’attivista in maglietta con scritta "zingari – no grazie".

Ho sentito l’assessore Moioli dire: “Ragazzi calmatevi, questi non rubano, lo sapete bene, perché questi sono controllati, il problema sono gli altri, quelli che sono fuori”.

Mi sono vergognata per quella poca gente (salvo rare eccezioni) che dice di essere di sinistra e che rappresenta la sinistra in quel consiglio che ha applaudito il discorso finale dell’assessore e che non si è alzata, non ha detto una parola o fatto qualcosa quando sono stata fortemente insultata.

Ma del resto, nel loro piccolo, dall’interno di un consiglio di zona, loro seguono la politica della sinistra milanese in generale che non ha la forza di alzare la voce contro questa barbarie e appoggia coloro che vogliono recintare, controllare, segregare.

A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l’odio gridatoci apertamente in faccia, che è come un virus che si sta allargando in tutta la Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e di “bandierine”: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta, alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo?

E’ gia accaduto in passato, di non dare peso a posizioni simili, ignorando segnali precisi di razzismo e violenza. Sappiamo bene cosa ha portato.

Ma chiederei la stessa cosa a quelli come me, al mio popolo, ai Rom. Qual è il limite di sopportazione? Possiamo permettere ancora una volta questo virus? Non ci riguarda tutti quello che sta accadendo, nonostante in questo caso si tratti di Rom Rumeni? Non è forse la stessa cosa? Non ci toccherà tutti e anche presto? Non dobbiamo ai nostri antenati morti nei lager, a noi stessi e ai nostri figli, di unirci per una volta e far sentire ed ascoltare la nostra voce? O aspetteremo come sempre di subire quello che gli altri vogliono e decidono per noi?

La Storia ci dice che hanno sempre voluto e preso decisioni terribili. Perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Perché viviamo in un paese democratico e in una società civile?

Io vengo da un paese che, in tutti questi anni, ho sentito definire non - democratico, un regime che negava diritti e libertà. Ma sono dovuta venire a Milano per sentirmi dire che avevo bisogno di una scorta, per il solo fatto di aver dichiarato la mia appartenenza etnica. Opre Roma!

di Dijana Pavlovic
http://freeweb.supereva.com/dijanapavlovic/

Mercoledì, 18 Aprile, 2007 - 16:26

DIPENDENTI COMUNALI A SCUOLA DI DIRITTI GAY

ROMA: DIPENDENTI COMUNALI A SCUOLA DI DIRITTI GAY

(17/04/2007)  Presentato oggi a Roma il secondo corso di formazione per i dipendenti comunali su `Diversita` e Diritti`.

www.gay.tv

ROMA - Presentato oggi a Roma il secondo corso di  formazione per i dipendenti comunali su 'Diversità e Diritti' organizzato dall’Assessorato alle pari opportunità della capitale. Il corso fa parte delle attività di lotta alle discriminazioni condotte dal Tavolo di coordinamento permanente sull'identità di genere e l'orientamento sessuale di cui fanno parte il Comune di Roma e le associazione lgbt della capitale. Il corso si rivolge al corpo di polizia municipale e ai dipendenti degli uffici anagrafici e ha come obiettivo quello di fornire informazioni sui bisogni delle cittadine lesbiche e dei cittadini gay della città di Roma.
"Ringraziamo l’assessore alle pari opportunità Cecilia D’Elia per aver proseguito un’iniziativa che contribuisce a migliorare la qualità della vita di molte persone – ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma – ma al tempo stesso dobbiamo sollecitare nuovamente l'Assessore Coscia ad aiutarci ad attuare una iniziativa di formazione per i docenti e studenti, dentro le scuole, anche alla luce dei recenti episodi di bullismo, ormai intollerabili".

Martedì, 13 Marzo, 2007 - 17:43

LA PARTECIPAZIONE: MODI E PERCORSI

La partecipazione: modi e percorsi
Dai papa boys ai no global
a cura di Bianca Gelli e Terri Mannarini

 

“SocialMente” – n. 19 – pp. 239 – Euro 14,00

 
                                              
Il volume offre una panoramica delle attuali forme di partecipazione, estendendo l’analisi oltre l’azione politica – tradizionalmente assunta come declinazione forte della partecipazione – verso altri ambiti del comportamento collettivo: il riferimento è alla vaste aree dell’azione civica e della religiosità, intesa – quest’ultima – nella sua dimensione sociale e proattiva. Il volume, occupandosi dei fenomeni psicologico-sociali legati ai piccoli gruppi, ai movimenti e alle folle, tocca alcuni temi classici della psicologia collettiva, riattualizzando, per esempio, le domande sul ruolo del capo carismatico e sul rapporto tra emozioni e processi cognitivi. Le questioni sollevate appaiono trasversali all’analisi di tutte le forme aggregative che sottostanno all’azione collettiva, le quali si manifestano oggi in forme liquide e destrutturate, oppure, al contrario, rigide e settarie. Ne emerge, per lo meno sul piano fenomenologico, un quadro vivo e variegato, che rafforza il contributo euristico di un approccio psicologico-sociale al tema della partecipazione.
Bianca Gelli è professore ordinario di Psicologia sociale presso l’Università di Lecce. Studiosa della psicologia delle differenze di genere, si interessa da vari anni alla partecipazione giovanile. Ha curato recentemente un numero monografico della rivista Psicologia di Comunità (n. 2, 2005) dedicato a questo tema.
Terri Mannarini è ricercatrice in Psicologia sociale presso l’Università di Lecce. I suoi più recenti interessi di ricerca vertono sull’analisi dei processi di azione collettiva, argomento sul quale ha pubblicato il volume Comunità e partecipazione (2004, Franco Angeli).
Indice
Introduzione

Parte prima. Militanza

Le forme della partecipazione: dal politico al sociale

Bianca Gelli, Monica Legittimo, Cosimo Talò

Il gap di genere nell’attivismo politico

Bianca Gelli, Terri Mannarini


Deliberazione e protesta
Uno sguardo al mondo dei Forum sociali
Terri Mannarini, Alessia Rochira

Parte seconda. Fede

Dagli oratori alle piazze
Appartenenza religiosa e presenza sociale

Bianca Gelli, Mina Ria, Gaia Carata

Una e molteplice
Identità e partecipazione dei papa boys

Terri Mannarini, Stefania Attanasio, Maria Assunta Calora


Parte terza. Cittadinanza

Il volontariato tra altruismo e azione sociale
Una ricerca sui donatori di sangue

Terri Mannarini, Catia Pacucci, Cosimo Talò

Lavoro di rete e partecipazione
Una questione di metodo nell’intervento psicologico
Ruggero Ruggieri, Maria Cleofe Fasano, Stefania Attanasio
Dalla compliance all’empowerment sociale
Una ricerca con persone affette da anemia mediterranea
Bianca Gelli, Ada Lorenzo, Maria Grazia Cafaro
La partecipazione nei processi di piano
L’esperienza dei contratti di quartiere

Vito Garramone, Alessia Rochira, Mina Ria

 
Edizioni Unicopli, via R. Carriera 11, 20146 Milano
redazione@edizioniunicopli.it

Martedì, 27 Febbraio, 2007 - 11:31

Via Frappolli cattive notizie

di Giannino della Frattina - lunedì 26 febbraio 2007, 07:00
Settimana decisiva per i parcheggi sotterranei da costruire in città. Già da oggi Letizia Moratti ha in agenda appuntamenti per definire il piano dopo la revisione a cui è stato sottoposto su decisione del sindaco e della giunta. E, finalmente, ci sarà qualche certezza in più dopo che saranno diventati definitivi e ufficiali i risultati del riesame a cui sono stati sottoposti i progetti.
«Non abbiamo mai nascosto la nostra volontà di togliere le auto dalle strade e di andare avanti col piano parcheggi», assicura l’assessore a Trasporti e ambiente Edoardo Croci. Una premessa che anticipa l’elenco dei «bocciati» compilato dalla Commissione del riesame. Alla fine quelli senza possibilità di appello saranno sette: via Palestro-Marina, piazzale Lavater, piazza Paolo Ferrari, via Venosa, piazza Gobetti, piazzale Libia e via Canaletto. Di questi i primi quattro erano in fase molto avanzata con l’apertura dei cantieri ormai in vista. Mancava ormai praticamente solo la firma. Per piazza Gobetti, invece, è stata richiesta una modifica del progetto, mentre per piazzale Libia e via Canaletto si era semplicemente alla fase istruttoria.
Per tutti, la motivazione è stata l’esser venuto meno «l’interesse pubblico a realizzarli» e la revoca è arrivata prima che fosse stata stipulata la convenzione. Riassumendo i numeri, 126 erano stati i «rimandati» alla commissione. Di questi 7 sono stati repinti, mentre per 19 c’è stata la promozione. Via libera, assicura Croci, anche per i tanto contestati silos della Darsena e Sant’Ambrogio. «Per entrambi - sottolinea l’assessore - è già stata siglata la convenzione e non sono mai stati rimessi in discussione. Ci sono contratti già regolarizzati che il Comune intende rispettare». E le tante polemiche dei residenti? «Per sant’Ambrogio c’è una relazione tecnica di uno strutturista che assicura come per la basilica non ci sarà nessun danno. E poi il comitato dei saggi, di cui fanno parte illustri architetti, vigilerà perché in superficie tutto venga riqualificato nel rispetto dell’area». Discorso analogo per la Darsena con la Ztl (zona a traffico limitato) che diventerà definitivamente operativa solo a lavori ultimati. Lunga, quindi,la lista dei semafori verdi. Tra i parcheggi residenziali quelli di Bernini, Chopin-Bottoni Nord, Cipro, Damiano Chiesa, Fornari, Frapolli, Giambellino, Lodovico il Moro, Monte Velino, Rancati, Rio de Janeiro, Rizzoli, Scalabrini, Taranto-Bari, Val Maira, Vercellina-Toti. Per quelli a rotazione in project financing, Montello, Oberdan-Malpighi, Polipark (piazza Grandi), Saffi (est e ovest). «In futuro? Bisognerà assolutamente mutare - sottolinea Croci - i criteri di assegnazione».

Venerdì, 23 Febbraio, 2007 - 16:22

Sulla Dichiarazione di voto della Sen. Franca Rame

INTERVENTO DI FRANCA RAME IN AULA SULLE COMUNICAZIONI DEL MINISTRO D'ALEMA E DICHIARAZIONE DI VOTO

Onorevole Ministro, Presidente, Onorevoli colleghi,
Il Ministro D’Alema ci ha rassicurati sullo spirito e le intenzioni della missione italiana in Afghanistan.
E sono certamente disposta a credere che si stia cercando di fare qualcosa di buono ma non credo che questi tentativi stiano sortendo risultati sufficienti.
Innanzi tutto la missione di pace in Afghanistan ha cambiato la sua natura per chiara e palese dichiarazione del presidente degli Stati Uniti d’America, che ha chiesto ai partecipanti alla missione più truppe per affrontare la disastrosa situazione militare.
Il nostro Paese è in guerra. Nessuno lo può negare, a mio avviso non ci sono speranze di riportare la pace in Afghanistan seguendo i metodi utilizzati fin’ora.
In quel Paese sono state commesse ogni sorta di atrocità. Innumerevoli di massacri di civili, ammessi dal comando della missione “di pace” e giustificati come errori.
Per non parlare dell’uso di armi all’ uranio impoverito e migliaia di prostitute che si vendono agli stranieri per sfamare i figli... mangiare insomma.
vogliamo dare alla nostra missione un vero senso di pace?
Restare, senza muovere un dito di fronte ai crimini contro l’umanità che vengono compiuti in Afghanistan sarebbe soltanto essere complici.
INVERTIAMO LA ROTTA! Rovesciamo i termini economici della nostra partecipazione? Oggi spendiamo 300 milioni di euro per le ARMI E I SOLDATI e 30 milioni di euro PER GLI AIUTI UMANITARI. Rovesciamo il rapporto e instauriamo anche criteri certi di verifica sui risultati ottenuti con i soldi spesi. Credo che questo potrebbe essere un terreno favorevole sul quale spostare la discussione tra le varie anime del governo trovando la possibilità di una mediazione.
Altrimenti c’è il rischio che questa guerra passi alla storia come un grande crimine contro l’umanità.
Dichiarazione di voto
Ottima replica. La relazione del ministro mi trova d’accordo al 90%. Rimane il nodo dell'Afghanistan al quale la mia coscienza vorrebbe rispondere con un NO. Ma IN SENATO non ci sono i numeri CERTI, avendo cambiato posizione politica un senatore di centro sinistra, col mio NO rischiamo di andare sotto, rischiamo una crisi di governo, che potrebbe portare alla caduta di Prodi e al ritorno della destra.
Come posso prendermi questa responsabilità? Non ci sto e VOTO SI', certa che i miei elettori condivideranno questa mia scelta.
By Franca Rame at 2007-02-21 18:05 | blog di Franca Rame | aggiungi commento | letto 1532 volte

Cara Franca,come Segolene
Cara Franca,
come Segolene la nuova comunicazione passa tra il blog: è democrazia diretta, partecipata, forma di condivsione di un percorso, forma di rivitalizzazione dei logorati meccanismi di rappresentanza, quelli classici, canonici, basati sulla delega in bianco. La partecipazione è il sale della democrazia e della crescita civile e politica della comunità. Il confronto crea scelte condivise, forti, reali, frutto di un mutuato ascolto positivo con l'elettorato, che è il luogo politico primario a cui l'eletta e l'eletto deve saper indirizzare la propria attenzione, la propria comunicazione dei contenuti e delle intenzioni: costruendo percorsi comuni, coinvolgenti, collettivi, partecipati. Anch'io, in qualità di Capogruppo della Lista Uniti con Dario Fo per Milano nel Consiglio di Zona 4 di Milano, utilizzo il blog, http://www.partecipami.it/?q=blog/172, come forma primaria di comunicazione e di confronto, di dialogo in un contesto che possiamo dire "Convenzione permanente attiva di rete". Sto vivendo con forte rabbia ma anche con un senso di frustrazione le ore interminabili di un incubo che si è aperto l'altro giorno con una crisi inaspettata, malaugurata per questo Paese che riponeva nel Governo Prodi le prime speranze di un cambiamento possibile, dopo 5 anni di fallimentare direzione, di una legislatura all'insegna degli interessi privati e illeciti che si sono eretti a legittimi, dove i conflitti di interesse venivano eliminati nel loro essere conflitti, mantenendo e sostenendo gli interessi; UNA LEGISLATURA FATTA DI MENZOGNE, QUELLA RETTA DAL CENTRODESTRA, un legislatura che ha trovato nel sistema di guerra il proprio principale giardino d'azione, asservendo e svendendo l'Italia all'alleato che è fonte di distruzione permanente e senza fine, di imperialismo e prevaricazione nel soffocamento dei diritti di autodeterminazione e dei popoli, umani, civili, inalienabili. Si è aperto il 9 aprile un nuovo corso, una nuova stagione, una primavera del risveglio della politica, della partecipazione, della democrazia. Abbiamo, subito dopo, sconfitto con un referendum di popolo, ampiamente partecipato, il bieco tentativo di seppellire con il macete la nostra costituzione, nata dalla Resistenza e da quelle forze ideali e culturali aliene al presente centrodestra. Abbiamo prospettato nuove norme e stavamo per approvarle, sul mercato del lavoro, rivedendo, io ero per l'abrogazione, ma meglio un passo che nessuno, l'infame legge sulla precarietà esistenziale oltre che lavorativa, la legge 30 che rende la persona mezzo mero di produzione, da eliminare quando è opportuno, magari quando conviene all'azienda dislocare in altri luoghi, lasciando a casa le lavoratrici e i lavoratori senza garanzie, senza prospettive, senza un avvenire di affermazione e di emancipazione sociale. Stavamo parlando di ecosviluppo, incentivando, finalmente recependolo come punto prioritario dell'agenda di governo, le fonti di energia rinnovabile e sostenibile, concependo che l'attuale modello di sviluppo non è più concepibile, in quanto spreca risorse energetiche, crea emissioni inquinanti ncive e determina conflitti sociali e internazionali che scaturiscono nelle guerre di aggressione e di interessi petroliferi delle potenze. Avevamo delineato una politica estera tesa a definire un ruolo primario dell'Italia come Paese di risoluzione dei conflitti in senso e in una prospettiva umanitaria: si è vero, tu giustamente, Franca, lo poni e lo sottolinei nella tua dichiarazione, esiste una contraddizione che consiste nel riproporre un appoggio alla missione in Afghanistan, che oggi vede schierato un maggior numero di soldati, e che delinea ciò che da tempo prefiguravamo, ossia che quella missione non era missione di pace, di solidarietà umanitaria, di sviluppo sociale condiviso con la popolazione, ma, bensì, era ed è missione di guerra, di aggressione, di mutuata situazione di controllo economico. Il cambio della destinazione dei fondi, aumentando quelli per lo sviluppo socio umanitario, è assolutamente importante e imprescindibile per dare una risposta politica a una situazione di alimentata conflittualità interna. Ma votare NO o astenersi alla dichiarazione programmatica presentata dal Ministro degli esteri D'Alema sarebbe stato un suicidio, rendendosi complici di un ritorno al passato, che sembrava cessato, appartenere alle pagine oscure, ce ne sono molte, della Repubblica Italiana, a periodi di lesione della democrazia, di attacco alle conquiste sociali e civili che il Paese ha determinato in questi lunghi decenni di progressivo avanzamento democratico e civile. Sarebbe stato un colpo ulteriore per ridare e riconsegnare il Paese nelle mani della destra, di una destra rozza, insensata, irrazionale, irresponsabile, drammaticamente antieuropea, palesante le inclinazioni peggiori e viscerali dell'essere umano: una destra costituita da delle persone che soggettano la ragione di stato alla soddisfazione di propri biechi interessi individuali. Ma questo pericolo è ritornato nuovamente vivo e tragicamente presente agli occhi increduli e disillusi dei più che hanno votato per il cambiamento e per la difesa della democrazia, del lavoro, della convivenza sociale, della pace. Ritorna come un mostro tentacolare, tipica riproposizione di derive totalitarie e reazionarie intessute nei sistemi liberali, come scrive giustamente il grande giornalista Noam Chomsky, e, in questo momento, arginarlo diventerò doppiamente difficile, doppiamente angusto, doppiamente ostico: doppiamente dato che saranno venute meno le forti tensioni politiche e progettuali che avevano dato vita al lungo programma de L'Unione, ricco di radicali proposte di cambiamento e di svolta, di cambio di una rotta consunta e perniciosa per il Paese, l'Europa. Quale soluzione dare a questa inaspettata ma sofferta crisi, una delle più sofferte della storia repubblicana? E' difficile pronosticare scenari nuovi, di certo i 12 punti che potrebbero essere la nuova base di impegno programmatico di governo, di un governo Prodi bis, che noi auguriamo si ricostituisca e possa avere una maggioranza in ambo i rami del Parlamento, seppure sempre labile dato un sistema elettorale, il porcellum, preconfezionato dalla destra qualche mese prima della conclusione della propria infausta legislatura all'insegna del motto "Muoia Sansone con tutti i Filistei", ossia "perdiamo ma lasciamo uno stato di ingovernabilità assoluto ai nuovi arrivati", sono differenti dalle basi programmatiche della coalizione e diversi sono gli arretramenti di contenuto e di prospettiva fatti. Ma la tcnica del meno peggio deve permanere, soprattutto in Italia in cui i poteri forti, le pressioni vaticaniste e atlantiche mettono a repentaglio la prosecuzione della tenuta della democrazia e dell'autodeterminazione dell'Italia, che aveva scelto una politica estera di più largo respiro, di maggiore prospettiva politica, di ampliamento dei diritti civili e sociali, di una progressiva affermazione della cittadinanza, delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo spettro che ha tenuto bloccato il Paese per anni nella cosidetta prima fase della Repubblica sembra ritornare con grande vigore e dirompenza: i voti dei tre senatori a vita lo esemplificano chiaramente, tutti e tre rispettive figure di referenza dei poteri ingerenti. Bloccare, ora, questo sbarramento al completamento di un programma che dava nuove prospettive all'Italia è più che mai necessario e solo una coalizione che riconfermi l'attuale maggioranza, magari ampliata con appoggi esterni e individuali non devastanti le basi del programma, rivingorendola nonostante la difficile situazione in Senato, rilanciandola con un impegno di trasformazione sociale e culturale del Paese, potrebbe evitare questa minaccia di riaffermazione del "berlusconismo" che va oltre al soggetto, individuabile come contaminazione del costume e delle coscienze, come scrive il giurista Franco Cordero, e che ripristinerebbe uno stato di demolizione della democrazia in modo subliminale e corrotto.

Alessandro Rizzo
Mercoledì, 7 Febbraio, 2007 - 15:52

PARTECIPARE E' CAMBIARE!

L'Associazione Nazionale Beati i costruttori di pace ONLUS, da sempre impegnata a livello internazionale in azioni dirette nonviolente e nella promozione di una cultura
di pace, da qualche anno si sta impegnando, soprattutto rivolgendosi alla cittadinanza di Padova, nell'organizzazione di iniziative disinformazione, approfondimento e dibattito suargomenti socio-politico-culturali di rilevante
attualità. Facoltà di Intendere è una proposta informativa nata dall'idea di alcuni ragazzi di affrontare le contraddizioni dell'informazione e della disinformazione, per capire meglio ed operare scelte più consapevoli.La nostra
vuole essere una reazione alla superficialità, uno sforzo di attenzione verso il mondo che ci circonda, un modo di esercitare il pensiero critico e interpretare quello che succede intorno a noi.

Il gruppo Cittadini responsabili riunisce persone che, da una posizione laica, lavorando con i Beati e Facoltà di Intendere , vogliono testimoniare che è possibile, con il dialogo, costruire percorsi comuni di democrazia.
Questi gruppi per il 2007 propongono una serie di 11 incontri intitolata "Partecipare è cambiare" che intende proporre momenti di informazione e dibattito con la presenza di relatori di rilevanza nazionale ed
internazionale.

In collaborazione con:
Provincia di Padova
Comune di Padova
Università degli studi di Padova

Per informazioni:
"Beati i costruttori di pace" ? Onlus
Via Antonio da Tempo, n. 2 - Padova
Tel. 049-8070522
intendere@beati.org

Organizzano:
Ciclo di conferenze aperte ai cittadini
Auditorium del Liceo Artistico Modigliani
(via Scrovegni, Padova)

Ore 20.45
PARTECIPARE E' CAMBIARE!

Mercoledì 17 Gennaio:
?LA SCOMPARSA DEI FATTI?
Interverrà:
Marco Travaglio
Moderatore: Francesco Jori (giornalista)

Mercoledì 31 Gennaio:
"L'INFORMAZIONE RISCHIOSA"
Proiezione del film "?O Sistema?.
Dibattito con il regista Ruben Oliva

Martedì 13 Febbraio:
"BENI COMUNI: DIRITTI O PROFITTI?"
Interverranno:
Riccardo Petrella
(Tra i fondatori dell?Università per i Beni Comuni)
Salvatore Amura
(Coordinatore nazionale della Rete Nuovo Municipio)

Mercoledì 28 Febbraio:
"ACQUA...S.p.A.? IN CAMMINO VERSO IL BENE COMUNE"
Interverranno:
Emilio Molinari
(Pres. comitato Italiano per il Contratto
mondiale dell?acqua)
Francesco Bicciato
(Assessore del Comune di Padova)

Mercoledì 14 Marzo:
?VIVERE e MORIRE OGGI?
Interverrà:
Gabriella Caramore
(autrice della trasmissione di Radio3 ?Uomini e profeti?)

Mercoledì 28 Marzo:
"INFORMARE O DEFORMARE?
Come nasce la notizia"
Interverranno:
Beppe Giulietti
(giornalista, deputato indipendente alla Camera)
Alessio Vinci
(corrispondente della CNN)

Mercoledì 11 Aprile:
"PUBBLICITÀ REGRESSO
Pubblicità, Consumo e Etica"
Interverranno:
Roberta Gisotti
(esperta di Auditel e di ?consumo televisivo?)
Dalma Domeneghini
(Associazione per la Decrescita, ex pubblicitaria)

Mercoledì 25 Aprile:
"LIBERAZIONE, RESISTENZA ED ESODO
DEI POPOLI"
Interverrà:
Moni Ovadia

Mercoledì 09 Maggio:
"PRATICHIAMO LA DECRESCITA"
Interverranno:
Serge Latouche
(economista e filosofo, teorico della Decrescita)
Racconti di esperienze dal progetto
"Cambieresti?" - Comune di Venezia

Mercoledì 23 Maggio:
"RIAPPROPRIARSI DELLA CITTADINANZA:
LA LEGGE ELETTORALE"
Interverrà:
Gustavo Zagrebelsky
(Presidente emerito della Corte Costituzionale)--

Martedì, 6 Febbraio, 2007 - 12:36

dal Comitato di Via Frappolli

Dopo tre rinvii, si è riunita il 31 gennaio la Commissione comunale degli
"esperti" che dovevano vagliare le obiezioni
alla costruzione di 26 nuovi parcheggi sotterranei nella nostracittà , tra
i quali via Frapolli.
Nessun comunicato ufficiale è stato ancora diramato. Alcune"indiscrezioni",
riportate sui quotidiani, delineano una
incredibile linea scelta dal Comune: stralciare dal piano parcheggi 5 o 6
localizzazioni e proseguire con la costruzione
delle altre.
Mentre aspettiamo con l'mmaginabile tensione i "verdetti" definitivi, che
dovranno essere siglati dall'Assessore Croci,
non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione mescolata all'amarezza
di aver provato ad avere fiducia in chi ci governa e che avrebbe dovuto
accogliere e far proprie le considerazioni degli abitanti coinvolti in
questi progetti.
Noi pensiamo che l'esperienza compiuta dai Comitati spontanei di cittadini
sia importante. Per lunghi mesi hanno raccolto informazioni, migliaia di
firme a sostegno delle loro proposte, hanno dedicato ore ed ore del loro
tempo nel confrontarsi e nel sostenere le loro posizioni, costruite da
serie e motivate considerazioni tecniche, sociali e politiche, motivazioni
che non possono vedere risolta questa spinosa questione in un sorta di
"roulette russa".
Pretendiamo di essere messi a conoscenza delle motivazioni che porteranno
alle scelte. Su quali basi ad esempio si riterrà idoneo scavare una
voragine in una strada larga 25 metri con la presenza di molte residenze e
di 20 esercizi commerciali, realizzando il parcheggio interrato con
tecnologie invasive, ancorandosi alle fondazioni delle case?
CREDIAMO NOSTRO DIRITTO CONOSCERE IL CRITERIO TECNICO-SCIENTIFICO-POLITICO
CHE SOTTENDE A QUESTE DECISIONI. NON VOGLIAMO PENSARE CHE LE MOTIVAZIONI
POSSANO ESSERE ESCLUSIVAMENTE DI INTERESSI PERSONALI O DI FAVORE.
per il Comitato Abitiamo la città Frapolli noBOX
Rossella Traversa

Mercoledì, 31 Gennaio, 2007 - 23:56

Percorsi partecipati nella pianificazione di area

Associazione Nazionale Coordinamento Agende 21 Locali Italiane
 

Gruppo di Lavoro “Città sostenibili”

Coordinamento
Comune di Modena
Provincia di Modena  

WORKSHOP

Percorsi partecipati nella pianificazione di area vasta
Modena, Sala del Consiglio Provinciale
Venerdì  17 Febbraio 2006  ore 10.30 - 16.30

 
Nota di presentazione
 
Premessa
 
Il Gruppo di lavoro “Città sostenibili“ si è costituito sul progetto omonimo proposto dal Comune (leader) e dalla Provincia di Modena (co-leader), per iniziativa e con il coordinamento di Mauro Tesauro, ora consigliere incaricato del Sindaco per i piani di A21locale del Comune di Modena, e con la consulenza di Vanni Bulgarelli, coordinatore scientifico del progetto del Comune di Modena “Le città sostenibili“. Il lavoro ha preso le mosse dalle attività dell’Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana dell’Assessorato alla Cultura del Comune, responsabile Catia Mazzeri. La prima fase del lavoro del Gruppo, sostenuta dall’Associazione, si è conclusa con la produzione del Report: Pianificare con l’ambiente. Urbanistica, ambiente, territorio: idee e strumenti delle Agende 21 locali per una pianificazione sostenibile” e con lo svolgimento a Modena nel Novembre 2004, dell’omonimo convegno nazionale di presentazione.
 
Dopo l’affollato incontro del gruppo, tenutosi durante l’Assemblea Nazionale dell’Associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane del 3-4 Marzo 2005 a Bologna, è stata redatta una proposta di sviluppo del progetto, tenendo conto dei molteplici contributi venuti dai partecipanti e confermando l’asse del lavoro del gruppo stesso: contribuire all’approfondimento dei temi della qualità ecologica e sociale dell’ambiente urbano, posti in relazione ai mutamenti dell’assetto urbanistico e dei contesti territoriali di area vasta, individuando idonei strumenti per l’informazione culturale e la partecipazione dei cittadini.
 
Nella riunione del gruppo convocata a Modena il 23 giugno 2005[1], sono state definite le nuove linee di lavoro in un documento di progetto, che assume come riferimenti programmatici il 5° Aalborg commitment: Pianificazione e progettazione urbana, e la Comunicazione della Commissione UE: Verso una strategia tematica sull’ambiente urbano (COM 2004/60).
 
 E’ stato poi concordato l’invito permanente del coordinamento del Gruppo di Lavoro agli incontri del Dissemination Group del progetto SOUTH-EU URBAN ENVIPLANS, (Urban Environmental Management Plans for the South-EU-area), che vede tra i componenti il Comune di Modena, anche in quanto leader del Gruppo di Lavoro.
Tra i punti prioritari delle nuove linee di lavoro è stato posto quello relativo all’integrazione  delle problematiche socio-ambientali nel quadro di una pianificazione urbanistica e territoriale di area vasta, affrontata attraverso percorsi partecipati, con riferimento a quanto proposto nel Report “Pianificare con l’ambiente”.
 
 
Il workshop: Percorsi partecipati nella pianificazione di area vasta
 
Il workshop si propone di mettere a confronto esperienze, compiute o in via di attuazione, di pianificazione di area vasta, definite secondo percorsi partecipati, approfondendo alcuni temi specifici, che rendono più stringente sia l’aspetto partecipativo che quello sociale oltre a quello ecologico. In termini complessivi l’approccio alla “pianificazione sostenibile di area vasta” vede da tempo numerosi contributi teorici ed elaborazioni sul campo, volte a impostare:
 
-         un aggiornato sistema conoscitivo e di monitoraggio dei complessi temi da affrontare e della loro evoluzione temporale (SIT, relazioni sullo stato dell’ambiente, statistiche socio-economiche, adozione del sistema DPISR, etc…);
-         un set di indicatori condiviso e idoneo a rappresentare sinteticamente lo stato dell’ambiente, a valutare la sostenibilità dei meccanismi di sviluppo presenti e a misurare gli esiti delle risposte adottate in relazione agli obiettivi assunti;
-         una puntuale ricognizione delle criticità presenti e l’individuazione delle ricadute sul territorio, delle previsioni di piani e programmi dei livelli istituzionali sopraordinati;
-         l’insieme coerente delle attese e delle esigenze di natura strategica e gestionale provenienti dalle istituzioni comunali e dai portatori di interessi, delle diverse zone dell’area vasta oggetto del piano;
-         l’individuazione degli strumenti: programmatori, normativi, economici, sociali, fiscali, più idonei a perseguire obiettivi di sostenibilità dello sviluppo territoriale.
 
In generale tali aspetti sono in vario modo e con diversi gradi di approfondimento affrontati in sede di elaborazione dei piani territoriali, che sulla base della normativa vigente di fatto coincidono coi PTCP (Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale). Le esperienze che verranno proposte alla discussione, sostanzialmente riferite alla elaborazione dei PTCP, hanno in vario modo assunto tali criteri e strumenti nell’elaborazione tecnica e istituzionale dei propri documenti, integrandoli con varie forme di partecipazione.
Si ritiene inoltre utile proporre uno specifico contributo di analisi e di confronto, tematizzando tre aspetti cruciali della pianificazione territoriale, per i quali più evidente si propone il rapporto tra decisione e condivisione delle scelte, proprio di un percorso partecipato:
 
-         le interferenze dell’azione antropica con l’ambiente naturale, che possono determinare pericolosità e rischi, che vanno valutati secondo principi di: precauzione, prevenzione, protezione, la cui attuazione può rendere necessaria l’applicazione di vincoli generali o puntuali, ovvero la fissazione di limiti quantitativi all’azione antropica, che possono quindi impedire il soddisfacimento di specifici interessi;
-         la collocazione sul territorio di infrastrutture di particolare valore strategico (locale, nazionale o globale), ma anche di rilevante impatto socio-ambientale sull’ambito territoriale interessato, che possono comportare conflitti tra comunità locale e istituzioni sopraordinate promotrici dell’intervento, soprattutto in assenza di percorsi decisionali partecipati e trasparenti;
-         la crescita degli insediamenti residenziali e produttivi, determinata dal coincidente autonomo processo espansivo in più aree comunali contigue, che determina fenomeni di insostenibilità ambientale e sociale alla scala territoriale più vasta.
 
Su questi temi saranno proposti contributi specialistici, al fine di approfondirne i caratteri generali, riscontrabili in molte aree del Paese..
Aspetti essenzialmente ambientali, problematiche connesse alla tenuta o al mutamento dei modelli economici locali, si intrecciano con il funzionamento delle istituzioni democratiche ai vari livelli, con l’effettiva praticabilità di processi di co-decisione, con problemi di coesione sociale. Tale insieme di implicazioni costituiscono di fatto il centro vero di percorsi partecipati per una agenda 21 territoriale strategica.
 
 
Le esperienze a confronto
 
La ricerca condotta dal Coordinamento operativo del Gruppo i lavoro ha portato ad individuare nelle Province di Foggia, Chieti, Prato e Bologna, insieme a quella di Modena, esperienze rappresentative dello “stato dell’arte” della pianificazione d’area vasta, partecipata, in Italia.
 
-         Foggia, con il suo Forum e partecipazione al Progetto di Piano, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari;
-         Modena, con la sua decisione di creare un Forum PTCP;
-         Chieti, con una presentazione itinerante del Piano;
-         Bologna e Prato con le conferenze di pianificazione e co-pianificazione e, per Bologna, l’integrazione della Valutazione di Sostenibilità Ambientale e Territoriale (VALSAT), durante il processo di formazione del PTCP, condotta all’interno di un percorso di agenda 21l.
 
Tali esperienze troveranno nel workshop un’occasione di verifica e di condivisione dei risultati ottenuti di grande importanza e costituiranno una base di partenza conoscitiva preziosa per lo sviluppo delle tematiche affrontate dal Gruppo di lavoro. Per quanto riguarda la parte centrale del workshop, cioè le relazioni sulle esperienze delle province selezionate, quello che dovrebbe emergere con chiarezza è il percorso che è stato seguito da ciascuna provincia nel tentativo di integrare la partecipazione dei cittadini, e delle loro rappresentanze, nelle scelte e nelle decisioni di piano.
 
In particolare, il workshop si propone di evidenziare gli snodi istituzionali e le criticità incontrate o previste, nell’affrontare il percorso di pianificazione partecipata, soprattutto nei tentativi di allargamento della partecipazione ai cittadini. Importanti sono anche le indicazioni di carattere metodologico adottate nella pianificazione partecipata, che potranno essere messe a confronto con quelle adottate dalle altre province presenti al tavolo della discussione.
 
 
Modena, 12 Dicembre 2005

[1] Erano presenti, oltre al Coordinatore Mauro Tesauro, al consulente Vanni Bulgarelli e alla Responsabile dell’Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana, Catia Mazzeri, referente del Gruppo:
Maurizio Maletti, Vice Presidente della Provincia di Modena e Assessore alla Pianificazione; Giovanni Franco Orlando, Assessore alle Politiche ambientali  del Comune di Modena; Enriuccio Nora, Dirigente del Settore Pianificazione della Provincia di Modena e Direttore dell’Associazione nazionale A21L; Nadia Paltrinieri, Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Modena; Demetrio Morabito, Assessore all’Urbanistica e Vicesindaco del Comune di Sesto S. Giovanni; Pinuccia Montanari, Assessore all’Ambiente del Comune di Reggio Emilia; Sonia Cantoni, esperto ambientale. Hanno inoltre confermato l’adesione al gruppo pur non potendo partecipare alla riunione: Marco Corradi, Presidente ACER Reggio Emilia; Claudio Pedone, Assessore alla Cultura del Comune di Casarano (A21L ); Riccardo Pozzi, responsabile A21L del Comune di Firenze e di Agenda 21 dell’Area Fiorentina; Francesco Musco,  A21L del Comune di Venezia,  ricercatore presso l’Istituto universitario di architettura di Venezia.
Venerdì, 26 Gennaio, 2007 - 18:25

Idee guida di un programma per Milano

Premessa
Questo documento per punti estremamente sintetici vuole essere un contributo per la stesura di un programma di sinistra alternativa per le elezioni comunali di Milano del 2006. Esso NON può essere il programma, ne la sua base “ideologica”, perché ancora troppo incompatibile con le possibilità politiche interne all’Unione, ma contiene le linee politiche di orientamento che devono e possono guidare, da parte del Prc, la stesura di un programma articolato, specifico e realizzabile, con tutte le forme di mediazione necessarie, via via discusse con gli altri interlocutori politici. Questo perché siamo convinti del fatto che occorre dire qual è l’orizzonte politico a cui ci si riferisce e rispetto al quale si fanno gli accordi, anche per chiarezza nei confronti dei movimenti sociali e delle associazioni della società civile che potrebbero essere il fondamento (anche, e soprattutto, contenutistico) della sinistra di alternativa. Oltremodo se si indica lucidamente la direzione che si vuole percorrere, la forma della trattativa politica per stipulare accordi programmatici assume un valore politico più alto rispetto alla semplice mediazione del possibile nella fase politica attuale. Contro la reificazione della città. Prima le Persone, poi le Cose Il modello di fondo che spinge il saccheggio di Milano e il suo degrado è la preminenza delle cose (profitto) sulle persone (soggetti sociali). Il territorio va organizzato e usato in funzione della sua valorizzazione massima, non in rapporto a chi lo abita; così le scelte economiche, così il traffico, ecc.. Occorre ribaltare l’ottica: prima le persone, poi le cose. La domanda è per Chi? e non per Che cosa…. Ma le persone non sono tutte uguali….purtroppo. Chi abita Milano? Bisogna partire dal Chi del disagio, dai comuni problemi delle classi sociali subalterne della città. Nel rilancio di un processo di riconoscimento dei bisogni di chi sta male e fa fatica a vivere in questa città, contro la logica della “guerra tra i poveri”, oltre la frattura generazionale, etnica, culturale. Una lente per guardare la città e la sua trasformazione: Diritti di cittadinanza e Beni comuni In funzione orientativa non serve fare il solito elenco di problemi, ricalcato sulle funzioni amministrative. Bisogna stabilire un ordine di priorità a seguito di una scelta di valore. Per questo va indicata una lente di lettura, riconoscimento e interpretazione della realtà. Questa lente ha due poli: i Diritti di cittadinanza fondamentali e la difesa e valorizzazione dei Beni Comuni essenziali. I Diritti di Cittadinanza fondamentali sono: Diritto al lavoro Diritto alla casa Diritto alla salute Diritto alla cultura Diritto alla partecipazione I Beni Comuni essenziali sono: Acqua Aria Energia Trasporti Sanità Scuola Sicurezza Cultura Territorio pubblico (Demanio) Informazione Il perno dei Diritti di Cittadinanza sta nel Diritto al Lavoro, Non perché questo diritto è superiore agli altri, ma perché, nello specifico di Milano, chiama al nodo più importante per la città, e cioè alla sua Economia produttiva. A come tutti i suoi assetti sono intrecciati alla produzione di beni e servizi e alla loro distribuzione, a partire dalle persone, da come esse sono inserite in tale processo con funzione produttiva, come lavoratori attivi o come lavoratori passivi, garantiti o precari, subordinati, autonomi o eterodiretti, intellettuali o manuali, etc… Tutti i comparti della produzione metropolitana devono trovare un nesso comune nella difesa di condizioni di lavoro minime e decenti. Dal raggiungimento di tale obiettivo dipende la costruzione di un diritto sociale al reddito (non sono due cose separate e non possono essere nell’ordine inverso). Così coniugato il Diritto al Lavoro diventa subito la questione della Qualità del Lavoro (e non del generico diritto a lavorare – sottinteso:quasi in qualsiasi modo). Così si deve costruire una modalità di partecipazione e di decisione specifica che interconnetta in modo permanente le Istituzioni della Città e il mondo sindacale (a Milano con un occhio specifico sul precariato). La difesa dei Beni Comuni e in prospettiva la loro centralità per uno sviluppo alternativo della città rimanda ad una politica concentrata sullo spazio pubblico, come sottrazione progressiva della parte fondamentale delle condizioni di vita alla logica del mercato capitalistico e della mercificazione. La proprietà sociale e collettiva dei Beni Comuni, la loro fruizione in una logica comunitaria, non è utopia rivoluzionaria, ma progetto qui ed ora per il rilancio del ruolo economico della città intesa come collettività coesa e a misura di cittadino. La pubbicità dei beni comuni è essenziale al loro uso sociale. Quindi assoluto no alle privatizzazioni. Ma l’uso sociale presuppone una logica economica diversa da quella del mercato; quindi abbandono degli strumenti di gestione aziendale e privatistica come le Spa, benché a capitale pubblico. Ritorno alle municipalizzate con nuova gestione partecipata. La difesa dei Beni Comuni di una Città vieta eticamente l’autofinanziamento attraverso lo sfruttamento privatistico dei beni comuni di qualcun altro: quindi no alle “multinazionali” comunali o simili. Da qui la proposta di un welfare state cittadino a base individuale (non famigliare) dove la garanzia dell’accesso a tutti ai beni comuni (a tendenziale gratuità) rappresenti il punto di partenza per politica di assistenza e dei servizi sociali ad alta qualità. I soldi L’obiezione più comune ad un impianto politico e sociale del tipo sopradescritto riguarda il reperimento delle risorse economiche. L’obiezione è fondata, visto il quadro politico generale e i trasferimenti sempre più ridotti dello Stato agli Enti Locali. Ma questa condizione non è una legge di natura insuperabile.
E soprattutto non può essere la gabbia d’acciaio ideologica per sostenere l’ineluttabilità delle politiche liberiste locali. In primo luogo la battaglia politica per un municipalismo sociale, egualitario e democratico non può essere disgiunta da una battaglia generale per una distribuzione/produzione diversa delle risorse generali (cosa che non c’entra affatto con il federalismo dei ricchi, oggi tanto sostenuto, e con l’assistenzialismo dei poveri attraverso il clientelismo dei finanziamenti a pioggia). In secondo luogo occorre riformulare un sistema fiscale cittadino, su criteri egualitari e progressivi In terzo luogo istituire una politica seria di risparmio e riduzione degli sprechi. Tutto ciò non basta, ma si comincia così. Le Istituzioni della partecipazione Tutto questo funziona e può concretizzarsi compiutamente (in una decina d’anni) se viene sostenuto, realizzato e controllato da alcuni fondamentali strumenti di partecipazione, in grado di renderla permanente, in progressivo allargamento e funzionante. La partecipazione deve superare i confini della consultazione, per diventare davvero strumento di costruzione politica, cioè vera e proprio democrazia partecipativa.
Allo scopo deve avere dei luoghi pubblici sanciti come reali Istituzioni.
Le Istituzioni della partecipazione sono (Gli strumenti)
1) Bilancio partecipativo e Piano regolatore partecipato
2) Censimento pubblico e partecipato delle risorse Ricerca popolare in continuo aggiornamento per individuare precisamente le risorse economiche e sociali della Città
3) Inchiesta sociale metropolitana Mandato a organismi sociali popolari per compiere inchieste sociali precise e specifiche in cui la voce dei cittadini divenga reale espressione dei problemi, oltre la statistica e la dittatura del sondaggio (Gli Istituti)
4) L’istituto mediano sui Diritti di Cittadinanza
5) L’istituto mediano sui Beni Comuni “Istituzioni di movimento” permanenti in grado di funzionare come osservatori e luoghi di produzione di proposta che lavorino in stretto contatto con gli assessorati e la giunta
6) Consultazione popolare vincolante In casi di particolare rilevanza politica sperimentare forme di democrazia diretta attraverso la consultazione generale dei cittadini con potere vincolante.
7) Il biennale Forum sociale della città Un appuntamento di discussione generale della società civile in cui fare il bilancio del lavoro svolto e in cui indicare le linee guida del lavoro futuro, dotato di un “gruppo di continuità” concretizzato in una Radio della Città autogestita con funzione di servizio pubblico. “L’acqua che io prensi, giammai non si corse” (Dante, Paradiso) “Senza idej, senza on cervell Che regola i paroll in del descor, Tutt i lenguagg del mond hin come quell Che parla on umilissem servidor” (Carlo Porta)
Venerdì, 26 Gennaio, 2007 - 13:04

Comuni a 5 stelle

http://www.beppegrillo.it

guida_Michelin.jpg

Vedo una sola possibilità. Per riappropriarci dei nostri diritti naturali. Del territorio, dell’acqua, dell’aria, della luce, della salute, dei trasporti, dell’ambiente. Tutta roba nostra di cui siamo stati espropriati dai partiti. Ripartire dai Comuni. I partiti sono anacronistici. Finiti e autoreferenziali. Lontani da Vicenza e dalla Val di Susa. Lontani dagli inceneritori e dal Pm10. Lontani dai cittadini con leggi elettorali, condoni, conflitti di interessi, tutti ad hoc. Sono un mondo a parte. Un club che legge i giornali e va in televisione. Che pensa al Libano e all’Afghanistan. Al Pil, ma non alle pensioni. Al lavoro, ma non al precariato. Cose già dette, sulle quali il consenso nazionale è ormai assoluto. I partiti sono il passato. Zombie di Romero a caccia di elettori.
Esprimete liste civiche in ogni Comune. Un programma che tuteli voi, i vostri figli, il futuro. Non permettete che una sola decisione venga presa senza consultarvi. E su questo punto siate chiari, duri, intransigenti, con sindaci e assessori. Vostri dipendenti. Chi viola la regola, fuori a calci nel culo.
Il blog inaugura da oggi l’iniziativa “Comuni a 5 stelle”. Una stella per l’energia, una per la connettività, una per l’acqua, una per la raccolta rifiuti, una per i servizi sociali.
Per ogni stella il blog proporrà dei modelli reali.
Invito i sindaci a segnalarmi le loro stelle.
Chi non vorrebbe vivere in un Comune a 5 stelle?
Nel blog darò visibilità ai migliori esempi attuati dai Comuni e entro l’anno pubblicherò la “Guida Grillo ai Comuni”.
Meglio della Michelin.

Martedì, 16 Gennaio, 2007 - 16:56

una giovane partecipazione

fonte:
http://www.democraziainerba.it/ccr_italia/

I Consigli Comunali dei Ragazzi nascono in Francia nel 1979, anno internazionale dell'Infanzia.
A Schiltinheim un piccolo comune della Francia dell'est, il Sindaco e i rappresentanti locali immaginarono di poter creare una struttura in cui i giovani potessero essere in prima persona portavoce dei propri interessi, secondo le diverse fasce di età.
Da allora sono stati creati in Francia oltre mille CCR, presso comuni che si sono organizzati in una struttura denominata ANACEJ (Association National des Conseilles d'Enfants et de Jeunesse).

In Italia i primi CCR sono nati con atti volontari dei sindaci che hanno raccolto l'invito dell' UNICEF ad attivarsi in tal senso, secondo il principio per cui il Sindaco è il " Difensore Civico dei Bambini ". La proposta si limitava a suggerire anche per i bambini il modello rappresentativo degli adulti.

Nel 1995 nasce Democrazia in Erba (l'associazione nazionale italiana dei CCR, corrispondente all'Anacej, che raccoglie l'adesione di molti comuni e consigli dei ragazzi). Negli ultimi anni nel nostro paese il numero dei CCR è passato da poche decine ad alcune centinaia, ed è in continuo aumento.
Anche altri paesi (come la Svizzera, la Romania e l'Ungheria, ecc...) attuano l'esperienza dei CCR e insieme all'associazione francese ed italiana hanno dato vita all'associazione europea Youth Planet, che promuove forme similari di partecipazione dei giovani.

I CCR sono momenti di educazione alla partecipazione per tutti i cittadini, e diventano occasione di intervento positivo in quanto le condizioni di vita dei bambini costituiscono gli indicatori ambientali primari della vita di tutta la comunità. In altre parole i CCR rendono i bambini e i ragazzi cittadini a tutti gli effetti.
Per raggiungere tale scopo i ragazzi necessitano del sostegno di adulti maturi e responsabili, disposti all'ascolto e all'osservazione, ossia di facilitatori. I primi adulti che si debbono impegnare in tal senso sono il sindaco e gli amministratori comunali. A loro si affianca la scuola, che adatta a tal fine parte della sua didattica, e i cui insegnanti si fanno tramite tra la scuola stessa, la famiglia, il comune e le altre forze sociali.
Altre figure da coinvolgere in questo processo sono gli anziani, portatori di esperienze spesso sottovalutate, i giovani impegnati nel servizio civile, e gli operatori attivi nelle associazioni locali.

Sabato, 6 Gennaio, 2007 - 15:18

Mamme contro lo smog: occorre una nuova mobilità

Riporto con grande piacere e con forte attenzione e interesse, come richiede il testo stesso, questo dettagliato e puntuale "cahier de doleance" dell'associazione Mamme contro lo Smog di Milano.
La città è veramente in una situazione di insostenibilità e di invivibilità: non sono azioni terroristiche che vogliono incutere paure e angosce, magari apostrofando scenario futuri e prossimi apocalittici. Non ve n'è bisogno di acuire le ansie, già oggi esistenti nella società dello stress sconsiderato e irrazionale. Ma sono doglianze vere e proprie che fotografano esigenze di vita di persone, cittadine e cittadini, che rivendicano uno sviluppo sostenibile e più compatibile di questa grande metropoli. Diverse sono le ricette che vengono dai tavoli di analisi e di apprpofondimento delineate: chi dice chiusura del traffico, le diverse filosofie su come procedere, come applicarle, la sostenibilità economia e finanziaria di alcune misure e provvedimenti, le modalità di attuazione, i tempi, i costi. Molti sono gli slogan elettorali che imperversano anche dopo la chiusura delle urne: le estemporanee battute di questo o di quell'altro amministratore, creando strumentalmente competizioni nella maggioranza per dipingersi come il più ecologista dell'altro, magari cercando, poi, di portare lo scontro internamente alla Giunta per motivi di prevalenza di potere nei diversi ambiti.
La cittadinanza è spettatrice di questa lunga querelle senza poter intervenire e, nel frattempo, si avvertono aumenti considerevoli di forme influenzali, di malattie bronchiali e di forme virali alle vie resèpiratorie, non considerando anche il progressivo aumento delle affezioni patologiche e continue, irrimediabili in molti casi, che si palesano.
Credo che occorra quanto meno, senza nessuna venatura di populismo e strumentalizzazione, discutere e riflettere, analizzare e concepire vie risolutive di questa immensa questione che attanaglia la città, i suoi abitanti, la sua vivibilità: un tavolo permanente di confronto tra amministratori, consiglieri, assessori di competenza, cittadinanza attiva, soggetti associativi, comitati, che sappia partorire proposte chiare, dettagliate e possibili di cambiamento totale e netto del concetto di mobilità e di traffico in una città, promuovendo fasi di conversione della mentalità generale circa tale principio. Le stesse iniziative che l'associazione propone, ossia stimolare il dibattito, costruire processi virtuosi amministrativi pratici, dare l'opportunità reale alla realizzazione di una pratica alternativa di mobilitià e, infine, di invitare la cittadinanza a considerare momenti di conoscenza e di informazione circa le diverse e alternative possibilità nell'ambito della mobilità. Maggiore incremento delle piste ciclabili in un'ottica generale e universale di pianificazione della loro presenza e realizzazione; informazione ed educazione a un'altra mobilità nelle scuole; istituzione e ampliamento dei servizi di trasporto pubblico eco compatibile; facilitazione dello scorrimento delle filovie nelle tratte a esclusivo passaggio delle medesime, le corsie èpreferenziali, e un loro incremento; costituzione di un monitoraggio sullo stato delle autovetture pubbliche di trasporto e una loro rottamazione, revisione, e dismissione nel caso di presenze di elementi di incompatibilità con l'ambiente; chiusura traffico e ticket di ingresso con incentivazioni all'utilizzo dei mezzi pubblici, quindi rendendo questi ultimi compatibili; costruzione di parcheggi nelle zone di interscambio; e, soprattutto, uniformità delle tariffe per l'utilizzo dei mezzi pubvblici su tutta l'area provinciale, con un tavolo di raccoprdo interisituzionale metropolitano di confronto e di condivisione di nuove politiche per la mobilità con gli altri comuni, non di conflittualità e di amministrazione autoreferenziale come finora fatto.
Solo così forse si può iniziare un percorso diverso, una volontà politica manifesta e di partecipazione nelle scelte decisionali, senza ripercorrere gli anni oserei dire di piombo e di assenza di politiche, di totale gestione autoritaria e non condivisa, come richiederebbe il tema della mobilità, interessando da vicino e in primo luogo la cittadinanza e la città nel suo tessuto sociale, la propria vivibilità. la propria esistenza, la soddisfazione del diritto di muoversi liberamente senza gravare in termini di inquinamento acustico, aereo, luminoso e quant'altro. Ricordiamo che agire localmente si può anche incentivare pratiche virtuose a livello globale: il mondo e il pianeta sono in scadenza nel 2050, se tutto procede bene. Occorre invertire la rotta aggravata da una situazione di forte pericolosità per il genere umano: se vogliamo sopravvivere, dico sopravvivere, cerchiamo di innescare amministrativamente scelte politiche che siano applicabili e visioni differenti e diametralmente opposte a quelle attuali di mobilità e di trasporto.
Buona lettura
e diamo a queste esigenze percorsi risolutivi condivisibili e sostenibili, applicabili, ma alternativi a quelli attuali.
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
CARO SINDACO, ECCO COSA VORREMMO
Quando si parla di inquinamento, due sono i nemici da combattere: lo smog e il traffico.
Perchè a Milano non si respira e non si circola.
Per questo crediamo che non basti solo 'trasformare' il traffico (l'ossessione degli amministratori è di sostituire il parco auto) ma che sia necessario anche ridurre sensibilmente il numero di auto circolanti, e ciò può avvenire solo incoraggiando una mobilità alternativa.
Il 2006 è l'anno che ha visto il cambio di guardia nell'amministrazione di Milano.
Dall'attuale Sindaco ci aspettiamo un forte segnale di coraggio. Auspichiamo che affronti l'emergenza con misure provvisorie e che inauguri finalmente una seria strategia articolata, con interventi strutturali e una forte campagna di informazione e sensibilizzazione sui danni che l'inquinamento provoca alla salute.
Combattere lo smog significa combattere una mentalità, un modo di amministrare e vivere la città. Difendere la salute dei cittadini e in particolare dei più deboli e dei bambini significa restituire alla città il suo significato di comunità, in cui l’interesse particolare cede il passo al bene collettivo.
COSA CHIEDIAMO:
* MEZZI PUBBLICI
1) aumento delle corse giornaliere
2) riconversione dei mezzi pubblici maggiormente inquinanti
3) creazione di nuove corsie preferenziali per lo scorrimento dei mezzi pubblici e maggiore controllo delle stesse
4) apprestamento di sistemi di salita/discesa per portatori di handicap e passeggini su tutti i mezzi pubblici non già adatti e alle fermate delle metropolitane
5) tariffe agevolate: introduzione di diverse proposte e convenzioni che rendano economicamente competitivo l'uso dei mezzi pubblici
* VIABILITA' CICLABILE
1) realizzazione di piste ciclabili
2) divisione dei marciapiedi ampi (già spesso occupati da macchine in sosta) in una FASCIA PEDONALE e UNA PISTA CICLABILE delimitata con segnaletica orizzontale
3) promozione di una campagna culturale sull'uso della bicicletta
4) istituzione di punti di noleggio delle biciclette in zone nevralgiche della città.
* CHIUSURA CENTRO STORICO E CREAZIONE ISOLE PEDONALI/AMBIENTALI
Chiediamo la CHIUSURA PERMANENTE del centro storico perché pensiamo che il centro storico sia lo scrigno del patrimonio storico ed artistico di una città. A Milano sembra mancare una filosofia legata alla salvaguardia e conservazione del carattere originario del centro, ormai ridotto a deposito di auto, fuoristrada, furgoni.
Ancora una volta: il traffico non è solo smog ma anche forte impatto ambientale, incuria, immagine che peggiora sensibilmente la percezione del luogo in cui si vive, incoraggiando così un approccio sempre più individualistico verso questa città.
Allo stesso tempo crediamo che ogni quartiere abbia pari dignità e che possa essere migliorato con provvedimenti di varia natura (isole ambientali o pedonali) per valorizzarlo e restituirlo all'uso dei cittadini (che devono venire sempre prima dei cosiddetti city users).
* INTRODUZIONE DEL TICKET
L'introduzione del ticket è un provvedimento molto controverso, in quanto si ritiene che possa penalizzare le tante persone che vengono da fuori Milano e che dovrebbero pagare per entrare in città.
Di fatto però l'introduzione di tale provvedimento, seguendo il modello di altre città europee, potrebbe comportare non solo una drastica riduzione di auto circolanti, ma soprattutto un cambiamento del modo di pensare e vivere la mobilità. Naturalmente compito dell'amministrazione è destinare i proventi del ticket al potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità leggera.
* TARGHE ALTERNE
E' dimostrato che l'introduzione delle targhe alterne riduce da subito la concentrazione di inquinanti. Riteniamo quindi che sia un provvedimento da adottare ogni qual volta si raggiungano situazioni di criticità allarmanti perché in modo tempestivo può ridurre i danni sulla salute del cittadino. Deve però essere un primo (e provvisorio) passo da adottare in attesa e che vengano realizzate soluzioni più organiche e strutturali.
* TAXI
Il taxi è un servizio che potrebbe contribuire sensibilmente alla riduzione dell'uso dell'auto privata. Chiediamo dunque all'amministrazione di studiare dei sistemi che agevolino l'ulitizzo dei taxi (promuovendo anche l'uso dei taxi collettivi) e di renderli più competitivi.
* RADIOBUS
Chiediamo che il servizio del Radiobus venga migliorato, potenziato (perché non renderlo attivo anche di giorno?) e soprattutto pubblicizzato in maniera capillare, dando l'opportunità alle persone di sfruttarlo molto più di quanto non si faccia oggi.
* PARCHEGGI PUBBLICI E PRIVATI
Non c'è dubbio che la costruzione dei parcheggi in città comporti un aggravio di tutti gli inquinanti, dato che per ogni scavo si movimentano numerosissimi mezzi pesanti in ambito urbano. Perciò è necessario che la costruzione di un parcheggio risponda a logiche strettamente ambientali e non di profitto. L'aumento dei cantieri nel cuore della città, in luoghi particolarmente significativi dal punto di vista storico, lascia molti dubbi sui benefici che tali parcheggi comporterebbero. Noi crediamo che la risposta giusta sia quella di prevedere la costruzione di un maggior numero di parcheggi di interscambio, che aiutino a limitare il flusso dei veicoli in ingresso, laddove i parcheggi in centro - quando non destinati unicamente ai residenti - al contrario lo attirano.
* LAVAGGIO STRADE
E' dimostrato che il particolato viene sensibilmente abbattuto anche dall'acqua, quindi chiediamo un lavaggio delle strade con acqua corrente molto più costante e diffuso.
* RISCALDAMENTO
Come attesta anche l'ARPA regionale, in Lombardia il contributo del riscaldamento all'aumento del PM10 presente nell'aria è pari al 30%. Inoltre va considerato il fatto che la Lombardia risente in particolar modo di un'alta densità edilizia e conseguentemente del numero di impianti di riscaldamento accesi. Per questo motivo riteniamo fondamentale che il problema venga affrontato innanzitutto con provvedimenti a breve termine (imporre la regolamentazione della temperatura nelle case e negli uffici nonché la certificazione obbligatoria delle caldaie) ma anche con provvedimenti lungimiranti che sostengano una diversa cultura del costruire: promuovere una maggiore coibentazione negli edifici, ricorrere a sistemi di raffreddamento che sfruttino la circolazione dell'aria, promuovere l'architettura bioclimatica.
* CAMPAGNA CULTURALE
La battaglia contro l'inquinamento deve essere affrontata con il contributo di tutti. Per questo riteniamo necessaria una sistematica campagna culturale:
NELLA SCUOLA:
- incentivi alle scuole per la creazione di progetti Piedibus
- realizzazione di progetti pilota di accompagnamento dei bambini in bus scolastici
- realizzazione di progetti didattici volti all'educazione ambientale dei bambini e delle loro famiglie
NELLE AZIENDE:
- promuovere il car pooling per i dipendenti e l'uso di mezzi di trasporto alternativi all'auto
VERSO I COMMERCIANTI:
- portare avanti una campagna di sensibilizzazione verso i commercianti (che attualmente percepiscono i divieti contro il traffico come un deterrente ai profitti) sottolineando i vantaggi anche economici che una città meno trafficata e più vivibile apporterebbe all'intero sistema sociale.
Giovedì, 28 Dicembre, 2006 - 12:43

Agenda 21: la Provincia di Milano ha il primato in Lombardia

E' stata presentata il 16 dicembre scorso a Palazzo Isimbardi a Milano il primo censimento della Provincia di Milano delle attività dei Comuni della Provincia in merito alle azioni volte a sostenere l'Agenda 21, ossia quella metodologia e pratica amministrativa atta a rilevare interventi di natura sostenibile a livello ecologico e urbanistico, con la stimolazione di una partecipazione attiva della cittadinanza e un'inclusione della medesima nei processi decisionali riguardanti la città e i piani di intervento integrato. Credo che sia utile sottolineare la virtuosità in questo ambito dei Comuni presenti nella Provincia rispetto al resto della Lombardia, tanto che allo stato dell'arte dei lavori risulta che il nostro territorio provinciale sia in primo piano per l'attuazione e l'esecuzione del programma di lavoro dell'Agenda 21. Riporto qui di seguito alcuni documenti che sono reperibili sul sito della Provincia di Milano e che sono relazioni espresse durante il convegno. Occorre ora interrogare la Giunta e il Consiglio Comunale di Milano sulle direttive che intenderà definire per avviare questo processo e per portarlo coerentemente alla pratica attuazione amministrativa. Occorre anche chiedere all'amministrazione centrale e alla direzione servizi quale è il rapporto attuale dei lavori di censimento dell'attuazione dell'Agenda e come ritiene opportuno considerare le prossime tappe e provvedimenti per dare soprattutto rilevanza al contesto zonale e circoscrizionale, luogo imprescindibile da cui partire, con il diretto coinvolgimento della cittadinanza e dei soggetti attivi presenti nel tessuto sociale delle circoscrizioni medesime, se all'Agenda 21 si vuole dare una costante ed efficace applicazione. Questo sarà un altro punto che tenderò a sollevare nelle dovute istanze e luoghi istituzionali.

TESTI DI DOCUMENTI DI RILEVANTE INTERESSE:

http://temi.provincia.mi.it/pianificazione/Agenda_21/ProcessiA21/Cap_11.pdf

http://temi.provincia.mi.it/pianificazione/Agenda_21/ProcessiA21/Cap_3.pdf
http://temi.provincia.mi.it/pianificazione/Agenda_21/ProcessiA21/Cap_2.pdf

Mercoledì, 20 Dicembre, 2006 - 13:44

Lettera del Comitato Inquilini Molise - Calvairate - Ponti

Lettera pubblicata da Il Manifesto il  25-10-06

 
COMITATO INQUILINI MOLISE-CALVAIRATE-PONTI

Via degli Etruschi, 1 - 20137 – Milano - Tel/Fax 02/55011187

e-mail: basta.esclusione@tiscalinet.it - http: web.tiscalinet.it/bastaesclusione
in collaborazione con
CARITAS DECANALE ROMANA-VITTORIAAssociazione Luisa Berardi – Milano
 
A Letizia Moratti
Sindaco di Milano
Milano
 
Signor Sindaco, nel febbraio scorso Lei ci ha invitati ad un incontro nel Suo ruolo di candidata alle elezioni amministrative. In quell’occasione, il 13 febbraio, nel poco tempo di cui Lei  disponeva,  Le abbiamo esposto le richieste che abbiamo presentato nel corso degli anni ai responsabili istituzionali rispetto alle condizioni di degrado e di esclusione di questi Quartieri e, dal 2004, per un cambiamento della conduzione del Contratto di quartiere,  gravemente inadeguata nella sua impostazione generale e negli indirizzi specifici relativi alle problematiche edilizie e sociali. Se sarà possibile, ci ha detto, ci incontreremo nuovamente. Durante la campagna elettorale non Le è stato possibile.
In data 10 luglio Le abbiamo chiesto l’incontro che è stato nella nostra attesa dopo la Sua elezione. Nel corso della campagna elettorale abbiamo considerato con attenzione alcune Sue dichiarazioni: se sarò eletta andrò nei quartieri… per le periferie faremo come a Lione. In data 9 corr. abbiamo telefonato alla Sua segreteria e la risposta che ne abbiamo ricevuto alla nostra lettera del 10 luglio è stata: “Il Sindaco non riceve privati cittadini. Il vostro incartamento è stato trasmesso all’Assessore Colli.”
Signor Sindaco, la situazione oggi è ben più grave di quella che Le abbiamo esposto a febbraio.
Abbiamo chiesto e ottenuto un lavoro di monitoraggio nel quartiere Calvairate, fino ad oggi eseguito con risultati parziali, per modificare in base alla conoscenza delle condizioni degli alloggi e delle famiglie i progetti preliminari degli interventi di ristrutturazione edilizia, non partecipati, confermati come progetti definitivi, non partecipati.  Assente il Comune in conseguenza di decisioni di riassetto della struttura responsabile dei Contratti di quartiere, l’ALER vanifica il lavoro del  monitoraggio fin qui compiuto  e avvia il lavoro di definizione dei progetti esecutivi di ristrutturazione edilizia confermando la progettazione non partecipata del 2004: un intervento pesante su un blocco di tre isolati per 686 alloggi, un cantiere aperto per dieci anni in un’area abitata da molti anziani e persone in difficoltà, che dovrebbero affrontare il trasferimento ad altro alloggio per la durata dell’ intervento, eseguito  per lotti di due scale. E’ decisa la demolizione di alloggi ristrutturati dagli inquilini con l’investimento dei loro risparmi o  della liquidazione ottenuta con il pensionamento, in mancanza di certificazione, mentre rimangono senza risposta i restanti alloggi del quartiere con i servizi igienici forniti di solo water, privi di doccia o vasca, o per altri aspetti in condizioni invivibili. Non si comprende perché non sia possibile inserire gli ascensori esterni, tenuto conto dello sconquasso che determinerebbe lo sventramento all’interno delle scale.
Un grande numero di persone e famiglie  non intendono subire queste decisioni e lasciare il loro alloggio per l’esecuzione degli interventi.    L’ALER  non ha dato alcuna informazione agli inquilini,  che devono aprire la porta ai tecnici incaricati della progettazione esecutiva ignorando che cosa sia stato deciso.  Nessuna attenzione ad una possibilità di lettura del monitoraggio che cambi la progettazione originaria imposta  in base all’impostazione assurdamente rigida  e costrittiva del Bando della Regione Lombardia, astratta rispetto alle reali condizioni dei quartieri,  con unilaterali criteri tecnico-economici. Nessuna impostazione del Contratto per quanto riguarda le gravi problematiche sociali. Quale decisione, dunque, rispetto  alla richiesta di  considerare infine la reale condizione dei quartieri e della popolazione, i bisogni a cui dare risposta? In conseguenza di questa situazione abbiamo deciso di sospendere la nostra partecipazione al Laboratorio di quartiere, continuando il nostro impegno nei Quartieri e per il Contratto di quartiere,  in attesa di conoscere le Sue risposte, le Sue assunzioni di responsabilità.
Le rinnoviamo la richiesta di un incontro  di lavoro nei nostri Quartieri, per noi urgente. Ora si può disporre del tempo necessario per ascoltare, per conoscere, per studiare le soluzioni migliori possibili, rispettando la partecipazione e non mortificandola, Invece precipitano  decisioni dall’alto che offendono gli abitanti, con il rischio di spreco delle risorse pubbliche.
Le inviamo il nostro saluto.
Franca Caffa – Presidente Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti
Ing. GiovanBattista Barbarossa – Volontario Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti
Don Luciano Pozzi – Responsabile Caritas Decanale Romana-Vittoria
Mariangela Simini – Presidente Associazione Luisa Berardi

Martedì, 19 Dicembre, 2006 - 12:32

NEWSLETTER DI ILLIRICO18-atelier delle idee

ILLIRICO18-atelier delle idee informa che da novembre hanno sede presso i suoi spazi:
- Studio di agopuntura
Dott.ssa Nina Pinna
Medico Chirurgo
Tel. 02 75778724 - 389 1158688
Dott.ssa Elena Rinaldi
Medico Chirurgo
Tel. 02 75778724 – 335 1808125
Dott. Luigi Rosa
Medico Chirurgo
Tel. 02 75778724
- Studio di omeopatia e fitoterapia
(giovedì dalle 9 alle 13)
Dott.ssa Guglielmina Pizzorni
Medico Chirurgo
Tel. 02 75778724 - 338 2363633
___________________________________
- Cristina Negrelli
-         cromopuntura
-         reiki master
-         cristalloterapia
-         massaggio ayurvedico
-         radiestesia
Tel. 02 75778716 – 347 7825635
___________________________________
ESPOSIZIONI TEMPORANEE - pittura
dal 1° dicembre 2006 al 21 gennaio 2007
- Clara De Dato
Lo straordinario ingranaggio del corpo umano, indagato con la lente d’ingrandimento perde di poesia per svelarsi nella sua veste più grottesca ma allo stesso tempo delicata attraverso la materia.
“… Tutto nasce da trame ossessive espresse con iperrealistica nitidezza, sempre legante all’evidenza del corpo, ai suoi aspetti anche meno osservati o trascurati. Quadri che indubbiamente coinvolgono, che portano con se la voluta sgradevolezza, la maternità feroce di sensazioni portate al parossismo. Tutto ha dignità e importanza, nobiltà a una realtà umile, bassa, il tutto con effetti cromatici importanti e vari…”  Maurizio Cucchi
___________________________________
CORSI
24-25 febbraio 2007
Agostina Zwilling organizza il corso di feltro “LE SOLIDE BASI”
Due giornate per interiorizzare le regole fondamentali del feltro creando borse, cappelli o ciabatte.
Partecipanti: min 8 – max 10
Durata: 2 giorni (14 ore di lezione)
Orario: 9.30-12.30 e 14.30-18.30
Costo: € 190,00 (materiale di consumo incluso)
Per informazioni e iscrizioni (entro il 31 gennaio 2007) consultare il sito http://www.agostinazwilling.it alla pagina http://www.agostinazwilling.it/03.100_CorsoBase.htm (scaricare il modulo e rispedirlo compilato insieme alla ricevuta del pagamento a Agostina Zwilling, vicoletto Sole 5, 37121 Verona)
___________________________________
L’associazione Artemis propone per il 2007:
- cicli di 3 incontri ognuno su temi di considerevole interesse storico-artistico:
Durata di ogni incontro: 1 ora 15’
Per informazioni e iscrizioni: 02 75778712 - 02 757787 - www.artemisarte.it
- corsi per l’apprendimento linguistico dell’italiano L2 per stranieri
Obiettivi: esercitare l’ascolto e la comprensione, saper leggere e capire le informazioni di un testo scritto, essere in grado di strutturare una conversazione ed esporre il proprio punto di vista.
Durata del progetto: 2 lezioni alla settimana per un totale di 20 lezioni in 10 settimane.
Durata di ogni lezione: 2 ore
Per informazioni e iscrizioni: 02 75778712 - 02 757787 - www.artemisarte.it
___________________________________
FormAttiva organizza corsi di
-  web design (Flash+Dreamweaver)
- modellazione, render e animazione (Rhino 3D+Flamingo+Cinema 4D)
- video e montaggio
- Photoshop
- Freehand
Per informazioni e iscrizioni: www.formattiva.it 
02 75778717  -  340 0555934  -  347 1759977
___________________________________
Segnaliamo inoltre:
Il Paese dei Balocchi.06
Splendido bazar dove trovare pezzi unici, tutti realizzati a mano, di diversi artisti, artigiani e designers (tra i quali alcuni dei partecipanti ad ARTelier), piccoli capolavori di arte applicata realizzati in nuovi materiali con antiche tecniche, regali da favola e pensierini da sogno…
Fino al 23 dicembre
Martedì, Mercoledì e Giovedì  15:00 - 20:00
Venerdì, Sabato e Domenica  10:00 - 20:00
Associazione Gheroartè - laboratori di espansione creativa
c/o Stazione FS di Corsico
via Gramsci 4, 20094 Corsico (MI)
tel/fax 02/45103113 - 349/4759779- 3334333040
www.gheroarte.com
Se non desideri ricevere la newsletter scrivi a atelier@illirico18.it mettendo nell'oggetto unsubscribe.
ILLIRICO18-atelier delle idee
Via Illirico, 18 - 20133 Milano
Tel. 02 757787 - Fax 02 70104169
atelier@illirico18.it - www.illirico18.it
RSS feed