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Mercoledì, 6 Ottobre, 2010 - 16:55

Mozione urgente su via Longhi

Giovedì, 27 Maggio, 2010 - 15:18

MOZIONE effettuazione controlli emissioni antenne ricetrasmittenti

MOZIONE
IN MERITO ALL’EFFETTUAZIONE DI CONTROLLI SULLE EMISSIONI DERIVANTI DA
ANTENNE RICETRASMITTENTI PRESENTI IN ZONA 4
Considerato che
Il condominio del Civico 10 di Piazzale Gabrio Rosa ha permesso l’installazione di un’antenna ricetrasmittente della telefonia mobile nello spazio di propria proprietà e tale presenza ha determinato, seconda istanze di residenti dei condomini limitrofi, alcuni segnali di ricezione di onde elettromagnetiche che si intromettono nelle apparecchiature elettroniche, nonché si viene a conoscenza che le verifiche di sussistenza di emissioni siano state promosse dalla stessa società appaltatrice, Telecom Italia, su delega dell’ARPA
Da alcuni studi del CNR
si rivela che la possibilità  di influenza derivata dalle emissioni elettromagnetiche può interessare persone o cose presenti nel raggio di circa 300 metri, mentre gli studi hanno dimostrato che esposizioni a elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell’uomo un effetto termico, con nocive ripercussioni sulla salute dell’uomo
preso atto che
La legislazione attuale si limita a determinare i valori massimi per tali emissioni, imponendo l'obbligo di adeguamento per gli impianti che superino tali valori, seppure si stabilisce che terzi possono intentare azioni giudiziarie se si ritengono danneggiati dalle emissioni avversa alla decisione condominiale di installare l’antenna nella propria proprietà
Si stabilisce nell’ordinamento giuridico
che la delibera disponente l'installazione del ripetitore è da ritenersi illegittima se non sono state tenute presenti le esigenze di salute dei condomini e se non sono stati forniti agli stessi adeguati elementi valutativi circa le caratteristiche e le misure della nocività dell'impianto stesso
visto che
Diversi inquilini stanno predisponendo una petizione rivolta alla struttura aziendale sanitaria della zona e all’amministrazione comunale per chiedere la possibilità di verificare la reale portata di tale e possibile inquinamento elettromagnetico
PQM
Si invita
l’ARPA di Milano e il Settore Ambiente del Comune di Milano di promuovere iniziative volte a verificare l’attendibilità dei dati dei controlli effettuati dalla società gestrice dell’antenna, verificando possibili conseguenze per le persone esposte nelle viciniore, condomini, istituti e plessi scolastici;
 
 
l’ARPA di Milano e il Settore Ambiente del Comune di Milano di disporre un censimento delle antenne ricetrasmittenti di telefonia mobile presenti nell’ambito circoscrizionale, con particolare riguardo alle situazioni vicine ad abitazioni e/o plessi scolastici ed enti di interesse pubblico, verificandone l’inquinamento elettromagnetico derivante, definendo le società appaltatrici e gestrici delle medesime, provvedendo a promuovere iniziative volte a limitare e annullare i danni derivanti alla salute
 
 
Alessandro Rizzo 
Capogruppo La Sinistra – Uniti con Dario Fo
Pierangelo Tosi
Capogruppo Verdi
Martedì, 22 Dicembre, 2009 - 19:00

MOZIONE RIQUALIFICAZIONE CASCINA TERTULLIANO 65

Giovedì, 19 Novembre, 2009 - 16:29

Mozione sul bilancio Milano Sport e continuità gestionale CAM

MOZIONE IN MERITO ALLA CONOSCENZA DEL BILANCIO DELLA SOCIETà MILANO SPORT SPA, DEL MANTENIMENTO DEI CRITERI SOCIALI DI ACCESSO AI SERVIZI DEI CAM E DI AGGIORNAMENTO DELLE RETRIBUZIONI DEGLI OPERATORI SECONDO I DATI AGGIORNATI ISTAT

 
Preso atto che
 
lo scorso giugno la Direzione Amministrativa della Società Milano Sport spa ha reso noto il negativo espresso nel bilancio dell’azienda, chiedendo al Comune di Milano lo stanziamento di 6/7 milioni di euro per poter definire, a fine anno un pareggio
 
considerato che
 
nello stesso documento si ipotizza l’esigenza di reperimento per la società di 30 milioni per quanto concerne il Piano Aziendale di investimento per i prossimi tre anni, finalizzati per la manutenzione e ristrutturazione degli impianti che l’azienda gestisce, nonché la necessità di nuovi stanziamenti da parte dell’amministrazione comunale al fine di poter garantire le attuali tariffe sociali per l’accesso alle strutture da essa gestite
 
visto che
 
giovedì 22 gennaio sono stati firmati i nuovi contratti definiti da Milano Sport spa che prevedono la durata di rapporto lavorativo secondo la tipologia dei “contratti coordinati a progetto” per un anno, ossia dal momento della stipula fino al 31 dicembre 2009, e suddivisi in base alle nuove funzioni designate, quella di “animatore del centro” e quella di “referente di centro”, secondo il seguente livello retributivo: 12,75 € per la prima tipologia, 14,40 € per la seconda tipologia
 
constatato che
 
in un ordine del giorno presentato dal Presidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Milano, Aldo Brandirali, e da diverse consigliere e diversi consiglieri, collegato alla delibera n° 137 del 18 dicembre 2007 riguardante il Bilancio di Previsione, avente come oggetto i Centri di Aggregazione Multifunzionale, si invitava il Consiglio Comunale a definire un progetto di potenziamento e riordino dei CAM presenti in città, in virtù del forte riferimento sociale e aggregativo storicamente interpretato dai Centri sui territori singoli in cui operano, dell’offerta gratuita di libero accesso, nonché della qualità professionale di alto contenuto e spessore espressa dalle animatrici e dagli animatori operanti nei singoli centri
 
preso atto di fatto che
 
il Settore Decentramento e l’amministrazione di Milano Sport spa hanno più volte assicurato, ma non ancora attuato, una parificazione dei livelli di retribuzione nelle diverse circoscrizioni per gli animatori dei centri, prima differenti e spesso non aggiornati secondo gli indici ISTAT, come è avvenuto per diversi anni, dal 2001 precisamente, per le animatrici e gli animatori della zona
 
PQM
 
Si richiede
 
Al Settore Decentramento del Comune di Milano di invitare l’amministrazione della società gestrice dei Centri di Aggregazione Multifunzionali, Milano Sport spa, anche in qualità di settore del Comune di Milano, azionista della società stessa, a prendere provvedimenti e iniziative volte alla stabilizzazione dei contratti con gli attuali operatori in servizio definendo una parificazione dei livelli retributivi secondo gli aggiornamenti degli indici ISTAT;
 
alla direzione amministrativa della società Milano Sport spa di poter visionare, esaminare e analizzare lo stato attuale del bilancio dell’azienda e di potere adire agli atti riguardanti il Piano Aziendale triennale al fine di avere maggiore conoscenza delle linee strategiche intraprese;
 
si invita, infine,
 
il Settore Decentramento del Comune di Milano ad adoperarsi affinché la società Milano Sport spa assicuri e garantisca gli stessi criteri di accessibilità ai servizi fino a oggi attuati secondo un tariffario sociale dato il carattere pubblico delle iniziative intraprese all’interno delle strutture
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra – Uniti con Dario Fo
 
Franz Brunacci
Consigliere Gruppo Misto
 
Massimo Gentili
Consigliere La Sinistra
 
Pierangelo Tosi
Capogruppo Verdi
 
 
 
Milano, 19 novembre 2009

Venerdì, 6 Novembre, 2009 - 02:16

MOZIONE RIQUALIFICZIONE CASCINA MONLUE’ COME LABORATORIO MUSICALE

Allegato Descrizione
mozione cascina monluè(2).doc
26.5 KB
Giovedì, 8 Ottobre, 2009 - 12:17

Mozione sulla riorganizzazione servizio bibliotecario

Alla cortese attenzione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano;
del Settore Biblioteche Civiche del Comune di Milano
Mozione sulla riorganizzazione servizio bibliotecario
In riferimento
Al testo di mozione approvato all’unanimità nella seduta del Consiglio di Zona di giovedì 8 marzo 2007, su mia proposta e con l’adesione di diverse consigliere e di diversi consiglieri, titolato “Riorganizzazione del servizio bibliotecario”, in cui, affermato il valore insostituibile del servizio offerto dalle biblioteche civiche milanesi, in particolar modo quelle rionali di periferia, si chiedeva un miglioramento qualitativo e quantitativo del servizio stesso offerto, invitando all’apertura delle sedi anche in orario serale, come antecedentemente al gennaio 2006, nonché a un’uniformità e omogeneizzazione dei criteri di elargizione del servizio

 

Preso atto
Della risposta recapitata al sottoscritto da parte dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, in riferimento alla richiesta da me presentata in occasione del 75° Congresso dell’IFLA, tenutosi in agosto a Milano, avente come oggetto la richiesta di maggiori dettagli sullo stato attuale e sulle linee programmatiche future volte all’aumento “dell’organico attualmente in dotazione alle strutture bibliotecarie milanesi”, in cui lo stesso Assessore descrive l’ottimizzazione degli spazi e degli arredi della Biblioteca Centrale di Palazzo Sormani, sottolineando che, dopo un’approfondita analisi, sarà elaborata “una politica del personale che consentirà di rispondere alle richieste” di un ampliamento e aumento

 

Considerata
la scarsità del personale presente nelle biblioteche è la prima causa della disfunzione di tale servizio, che non riesce ad assorbire pienamente ed efficacemente nel suo complesso la richiesta di fruizione del servizio in senso qualitativo, e il testo della mozione approvata all’unanimità in seduta di consiglio del 12 ottobre 2006 avente come titolo “PER IL RIPRISTINO DELL’ORARIO DI APERTURA SERALE DELLE BIBLIOTECHE RIONALI DI ZONA 4”;
si constatata
l’assenza totale di un’organizzazione unitaria soprattutto in riferimento alla difformità dell’orario di apertura delle blbioteche civiche, come testimoniano gli orari settimanali non conformati attuati dai due plessi presenti in zona, causa questa di un grave pregiudizio della qualità del servizio preposto

 

si chiede
all’assessorato alla cultura del Comune di Milano e al Settore Biblioteche di provvedere, anche in riferimento alla risposta pervenuta dallo stesso Assessore Massimiliano Finazzer Flory, ad adottare misure e disposizioni finalizzate e indirizzate a garantire un’uniformità del servizio bibliotecario rionale con quello della Biblioteca Centrale di Palazzo Sormani, garantendo in tali spazi una maggiore apertura al pubblico, divenendo luogo di circolazione e di accesso ai saperi diffusi, e non semplice sede di conservazione, come sta avvenendo negli ultimi anni;
allo stesso assessorato e allo stesso settore di garantire un aumento dell’organico, indirizzato non solo a garantire servizio di custodia del patrimonio bibliografico, disponendo nuovi capitoli di spesa nel bilancio gestionale delle biblioteche civiche, anche in vista di indizione di nuovi concorsi, l’ultimo risale al 2002, finalizzato a corpire interamente la richiesta di fruizione di servizio anche in orario serale, come era previsto precedentemente al gennaio 2006;
allo stesso settore si chiede di poter avviare misure e provvedimenti funzionali a garantire un’effettiva offerta culturale diversificata, dalle postazioni audio-video collegate ad internet alle manifestazioni culturali organizzate in sede, in un’ottica di riconsiderazione in senso qualitativo delle offerte di impiego del tempo libero per i cittadini residenti nelle rispettive zone
Alessandro Rizzo – Consigliere Lista Uniti con Dario Fo per Milano – Gruppo La Sinistra
Franz Brunacci - Consigliere Gruppo Misto
Massimo Gentili - Capogruppo La Sinistra
Daniele Olivieri - Consigliere PS - Gruppo La Sinistra
Pierangelo Tosi - Capogruppo Verdi

Martedì, 8 Settembre, 2009 - 11:07

Comunicazione e Ordine del Giorno di denuncia dell'omofobia

Giovedì, 30 Luglio, 2009 - 23:39

Mozione per rafforzamento spazi comunicazione sociale


 

Al Settore Arredo Urbano

Al Settore Pubblicità – Servizio Pubbliche Affissioni

All’ Assessore alle Aree Cittadine del Comune di Milano

All’Assessorato al Bilancio del Comune di Milano

 

 

MOZIONE

 

Disposizioni amministrative per il rafforzamento di spazi per le comunicazioni istituzionale e sociale (iniziative senza scopo di lucro) sul territorio cittadino

 

 

 

Premesso che

 

l’articolo 21 della Costituzione sancisce come diritto fondamentale la libertà di espressione del pensiero nella dicitura “ … tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con le parole, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali della persona

 

 

constatato che

 

 

è in discussione in sede consiliare e di commissione consiliare la revisione del Regolamento sulla Pubblicità e sulle Affissioni, nonché un nuovo Regolamento sul tariffario complessivo, e che riguardo tale argomento possa rientrare la costituzione degli spazi di informazione a scopo sociale, esistendo a proposito una ipotesi di proposta di alcuni consiglieri comunali,

 

 

considerato che

 

 

ogni iniziativa per la propria riuscita e promozione ha necessità di una capillare diffusione, e che ogni informazione che riguardi l’amministrazione pubblica, circoscrizionale e comunale, necessiti di un’adeguata pubblicizzazione al fine di garantirne la trasparenza in un’ottica di avvicinamento della cittadinanza alla vita istituzionale

 

preso atto di fatto

 

 

che tale opportunità risulta essere totalmente carente e lacunosa nell’ambito circoscrizionale e comunale, tanto che, spesso, la mancanza dei necessari spazi di comunicazione determina il ricorso all’utilizzo improprio di spazi per affissione,

 

 

 

Visto in diritto

 

le poche possibilità aggiuntive alla comunicazione politica e sociale che il Regolamento comunale offre e la possibilità di incorrere in pene sanzionatorie spesso non sostenibili da parte dei soggetti coinvolti,

 

 

PQM

 

 

Si invita

 

 

i Settori in indirizzo di provvedere a definire quali tipi di supporto utilizzare per le necessità suesposte e di garantire un’equa distribuzione e diffusione nell’ambito territoriale comunale di spazi di comunicazione sociale, nella nostra circoscrizione in particolare vista la nostra competenza, in riferimento anche alla discussione di revisione del regolamento sulle affissioni pubblicitarie e nell’ottica di un necessario riordino ed armonizzazione del piano generale degli impianti pubblicitari,

 

 

e si impegna

 

 

l’Assessorato alle Aree Cittadine alla verifica e coordinamento con i Consigli Circoscrizionali, riferimenti territoriali primari maggiormente competenti, a disporre un piano di equa distribuzione degli spazi per la comunicazione sociale, prevedendone anche un incremento attraverso l’utilizzo di nuovi canali di informazione e comunicazione tecnologicamente avanzati,

 

 

l’Assessorato al bilancio di definire una previsione di investimento da inserire nel prossimo bilancio comunale al fine di garantire una soddisfazione della richiesta di spazi di comunicazione sociale in un’ottica di equa distribuzione dei medesimi e una diffusione il più possibile capillare e ripartita

 

Proponente:

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo LA SINISTRA

 

Firmatari

Massimo Gentili – Capogruppo La Sinistra

Daniele Olivieri – Consigliere PS – Gruppo LA SINISTRA

Franz Brunacci – Consigliere Gruppo MISTO

Lunedì, 22 Giugno, 2009 - 16:20

Documento Commissione Biblioteche CDZ 4 su wifi in biblioteca

Il testo, predisposto dal sottoscritto e fatto proprio dalla Commissione Biblioteche del Consiglio di Zona 4, è stato approvato nella seduta di Consiglio di giovedì 11 giugno. Un passo in avanti per la diffusione di mezzi e strumenti pe run libero accesso plurale ai saperi, iniziando dalle nostre biblioteche zonali e civiche.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - GRUPPO LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4 Milano

La Commissione Biblioteche ed Educazione

 
Considerate
 
le due mozioni approvate dal presente consiglio di zona 4 nella presente consiliatura aventi come finalità e funzione l’attivazione e l’estensione del collegamento senza fili, tra cui l’ultima proposta e licenziata giovedì 22 gennaio dal titolo “stato di attuazione della connessione wireless e dell'utilizzo del software Open Source (OSS) nell'ambito del decentramento Settore Zona 4”
 
preso atto che
 
sussiste il progetto Milano Wireless, presentato a Palazzo Marino da alcuni gruppi consiliari e dall’assessore all’Innovazione Luigi Rossi Bernardi, nel marzo 2007, che prevede la copertura di ampie zone della città e lo stanziamento di 17 milioni di Euro, e che al momento solo una parte del progetto è divenuta operativa
 
visto che
 
nei locali della Biblioteca di Via Oglio 18 è presente il sistema hardware, consistente in antennine di "access point" installate, utili all’attivazione del collegamento wireless, essendo pertanto ancora assente la gestione delle connessione, e che tale attivazione sarebbe un passo maggiore nella proposta di estensione del collegamento nelle sedi di frequentazione pubblica, tra cui anche scuole, centri sportivi, parchi, giardini, fermate dei mezzi ATM,
 
constatata
 
la pubblica utilità che deriverebbe dall’attivazione della connessione senza fili in rete dei locali della biblioteca, frequentati quotidianamente da un’utenza studentesca, la maggioranza, necessitante di una maggiore accessibilità al servizio internet rispetto a quella offerta attualmente, esigua
 
considerato che
 
diverse istanze sono state formulate in questa direzione richiedendo un accesso più facilitato e diretto, tramite la piattaforma di connessione wireless, oggi ritardato nella sua attuazione nei locali interessati in quanto si era in presenza di un periodo di assenza di un rinnovo della convenzione con l’azienda appaltatrice interessata
 
PQM
 
chiede
 
al Settore Biblioteche del Comune di Milano e alla Direzione del Settore Sistemi informatici e telecomunicazionali, SI e Tlc del Comune di Milano di dar avvio nel brevissimo termine all’attivazione della gestione delle connessioni senza fili nei locali suddetti, sia per quanto concernono i locali di Via Oglio 18, dove già esiste il sistema hardware (le antennine "access point" summenzionate), sia per quanto riguarda la sede di Via Calvairate, ove provvedere anche alla realizzazione dell'impianto funzionale all'attivazione della gestione della connessione wireless (il sistema hardware consistente nelle antennine dell'"access point"), individuando modalità di connessione operative e facili nel loro utilizzo, e un accesso da parte di un’ampia utenza tramite criteri non restrittivi seppur di controllo

Giovedì, 21 Maggio, 2009 - 22:32

ORDINE DEL GIORNO PER LA LIBERAZIONE DI Aung San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi è nuovamente sottoposta agli arresti da parte del regime dei generali birmani, e rischia ancora 5 anni di detenzione, in quanto un cittadino statunitense, attraversato a nuoto un fiume, si è intruso per due giorni nella propria abitazione. La possibilità di venire interessate dall'applicazione di una pena ingiustificata quanto mai brutale e disumana, degradante i diritti umani inviolabili e universali di tutela della dignità della persona e della libera manifestazione di pensiero, sono anche la sua collaboratrice, Khin Khin Win, e la figlia di quest'ultima, Tin Myo Win.
La leader della Resistenza al regime sanguinario e repressivo dei militari, fondatrice della "Lega nazionale per la democrazia", raggruppamento politico vincitore delle elezioni del 1990, in cui Aung sarebbe potuta diventare primo Ministro, se non fosse stato che i militari e il regime avessero invalidato il voto, prendendo il potere con la forza e la violenza, insanguinando il paese e reprimendo i diritti civili, in primis quelli della rappresentante dell'opposizione, a cui fu consegnato il Premio Nobel per la Pace l'anno successivo. Nonostante un riconoscimento internazionale di alto livello e portata Aung San Suu Kyi  rimase
agli arresti domiciliari fino al 1995, anno in cui la pena fu commutata nell'obbligo di rimanere nel proprio paese, con il pericolo, in caso di inosservanza, di negazione del proprio rientro a Myanmar. Ai suoi familiari venne negato l'accesso alle visite della propria parente, tanto che neppure il tumore diagnosticato al marito, decesso nel 1999, ha determinato un'eccezione alla terribile e liberticida disposizione. 
"Il governo di Myanmar deve liberare Aung San Suu Kyi una volta per tutte, senza condizioni e senza ripristino degli arresti domiciliari" - dichiara Benjamin Zaracki, esperto di Amnesty International sul paese e sulla situazione geopolitica birmana.
La situazione degradante e disumana a cui è soggetta Aung San Suu Kyi deriva dal negare ogni trattamento medico, seppure la vittima della repressione si trovi in condizioni salutari critiche.

Diverse figure intellettuali di rilievo e Premi Nobel, tra cui Dario Fo, nonchè lo stesso Presidente del Parlamento Europeo, Pottering, hanno aderito a diverse e numerose mobilitazioni fatte e promosse da organizazioni internazionali e associazioni che da sempre tutelano e promuovono i diritti umani universali.

 

"Se la comunità internazionale non assumerà una posizione chiara e univoca, il governo di Myanmar continuerà ad agire con un profondo disprezzo per i diritti umani. Ora più che mai il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i paesi membri dell'Asean devono dire ai generali birmani che non potranno più agire impunemente" - ha concluso lo stesso Zaracki.

Assume maggiore importanza rilanciare e riproporre l'appello in formato ordine del giorno che avevo presentato al presente consiglio in cui chiedevo che il medesimo Consiglio di Zona 4 si facesse latore presso il Consiglio Comunale e la sua Presidenza affinchè ci fosse un impegno istituzionale nel richiedere alle autorità nazionali e internazionali di prendere una posizione in merito alla richiesta di rilascio di Aung San Suu Kyi, ponendo fine a un'ingiustizia di elevata portata e gravità, offesa per la tutela dei diritti umani e per la loro affermazione.

Mercoledì, 6 Maggio, 2009 - 17:48

Ordine del Giorno "Giornata contro l'Omofobia"

L'omofobia è una violenza che viene perpetrata con atteggiamenti razzisti e discriminatori contro persone di orientamento omosessuale e trova negli ultimi anni un incremento notevole della propria presenza nel contesto sociale e comunitario. Le manifestazioni di tale fenomeno barbaro possono essere fisiche, ossia oltraggi, maltrattamenti e violenze contro la persona, o psicologiche e culturali, irrompendo in Italia un atteggiamento discriminatorio ed emarginante, derisorio e irriverente verso cittadine e cittadini di orientamento omosessuale.
 
Domenica 17 Maggio a Milano, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, ci sarà la mobilitazione organizzata dal coordinamento delle associazioni che aderiscono a "Milano contro l’Omofobia", ispirata ai Day of Silence anglosassoni, in cui si avranno dalle ore 17.30 alle ore 19.00 la distribuzione di materiale informativi da parte di volontari imbavagliati di materiale informativo, e, infine, un sit-in silenzioso presso via dei Mercanti. Sarà allestita appositamente una mostra informativa sull’omofobia dai primi del ‘900 ai giorni nostri nelle viciniora del luogo in cui si terrà l'iniziativa.
Si prende l'occasione di ricordare che la Regione Lombardia ha respinto una mozione, presentata dai capigruppo dell'opposizione, di adesione alla Giornata e di disposizione di proposte e indirizzi che avviino pratiche amministrative finalizzate alla lotta contro comportamenti discriminatori verso e ai danni di persone omosessuali. Le motivazioni da parte di diversi consiglieri della maggioranza hanno espresso affermazioni fortemente razziste, omofobiche e irrispettose della dignità umana. Si riporta l'affermazione denigratoria e irricevibile del capogruppo della Lega che ha definito la mozione un “colpo di culo”, dopo aver dichiarato che lui era contrario “a celebrare l’omosessualità come una non-malattia mentale”. L'approccio della maggioranza, pertanto, nei riguardi della discussione di una mozione che chiedeva un atto formale e civile di adesione a un importante momento internazionale rivolto all'eguaglianza e pari dignità tra cittadine e cittadini, è stato quanto mai ideologico e sprezzante.
 
Una ricerca e uno studio condotti dall'Agenzia per i diritti fondamentali dell'Unione Europea hanno rilevato dati preoccupanti sul tema dell'omofobia, sottolineando che tali comportamenti persecutori "stanno danneggiando la salute e la carriera di persone in tutta Europa e il problema potrebbe essere più grave di quanto si evince dai dati, perché le vittime preferiscono non attirare l'attenzione su di sé parlandone, per paura di ottenere un risultato opposto a quello sperato".
A proposito una Direttiva dell'Unione Europea, che aderisce a livello comunitario alla Giornata Mondiale contro l'omofobia, chiede "agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all'omofobia e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici".
 
Con questa comunicazione e informazione concernente una manifestazione di forte rilevanza e importanza attuale prendo l'occasione di ricordare che occorrerebbe che il Consiglio di Zona 4 si mobiliti presso il Consiglio Comunale affinchè siano recepiti il contenuto e la sostanza del significato sociale, culturale e civile della Giornata Internazionale contro l'Omofobia, e si faccia latore di un'istanza indirzzata a rendere operativi provvedimenti e prassi amministrative e consiliari funzionali a estendere diritti e garanzie sociali oggi non riconosciute ancora per una buona parte della nostra comunità cittadina.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 27 Marzo, 2009 - 16:07

affinchè sia impedito il raduno Nazifascista del 5 aprile pv

Ordine del Giorno
 
affinchè sia impedito il raduno Nazifascista del 5 aprile pv
 
Il Consiglio di Zona 4 di Milano
 
conosciuta
 
la volontà e l'intenzione del gruppo neofascista "Forza Nuova", da sempre soggetto a denunce per atti apologetici contrari alle disposizioni della nostra Costituzione Repubblicana, di indire un raduno paneuropeo con la partecipazione di esponenti del BNP - British National Party – (partito di soli bianchi), del Front National e dell’NPD - Nationaldemokratische Partei Deutschlands - (partito filonazista), che insieme a Forza Nuova rappresentano le destre estreme europee
 
si sottolinea che
 
la manifestazione è in aperta contraddizione e contrasto con i fondamenti antifascisti della nostra Costituzione, che si ispira ai principi di eguaglianza, giustizia sociale, rispetto e promozione dei diritti umani e libertà, e arrecherebbe pregiudizio grave all'ordine pubblico, offendendo la memoria storica della nostra città, Medaglia d'Oro della Resistenza
 
preso atto che
 
da tempo si stanno registrando attività ed eventi promosse da realtà e organizzazioni orgogliosamente in contrasto con la nostra Costituzione, spesso generatrici di odio razziale e propagandatrici di intolleranza,
 
considerato che
 
il raduno verrebbe effettuato in un mese di intensa attività preparatoria delle iniziative istituzionali e sociali collegate alle Celebrazioni della Liberazione dell'Italia e dell'Europa dal nazifascismo
 
in virtù
 
dell'ottima iniziativa presa dal presente Consiglio di Zona 4 presso la Questura e la Prefettura per chiedere il divieto preventivo di una manifestazione nazifascista che si sarebbe tenuta presso Largo Marinai d'Italia lo scorso aprile 2008

si chiede

al Presidente del Consiglio di Zona 4 di invitare il Consiglio Comunale e il Sindaco ad attivarsi con il Prefetto e il Questore per impedire tale manifestazione attraverso un divieto preventivo.

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4

Franz Brunacci
Consigliere Gruppo Misto

Massimo Gentili
Consigliere Comunisti Italiani - Capogruppo La Sinistra

Daniele Olivieri
Consigliere Gruppo La Sinistra

Domenica, 22 Marzo, 2009 - 18:57

MOZIONE SU ESTENSIONE BIKEMI e TRASPARENZA BILANCIO

 

MOZIONE SULL'ESTENSIONE DEL SERVIZIO BIKEMI NELLE ZONE PERIFERICHE E SULLA TRASPARENZA GESTIONALE DEL BILANCIO

Considerato che

Il testo della presentazione del progetto BikeMi, ossia il bike sharing e la possibilità disposta dal Comune di Milano, in attuazione dallo scorso 6 gennaio 2009, di poter utilizzare previo abbonamento di 25 euro presso ATM, ente collaboratore, mezzi a due ruote nell’ambito del Comune di Milano, rilasciandola a destinazione del tragitto nella stazione più vicina, contempli in modo generale il “progressivo aumento delle postazioni BikeMi, posizionate in prossimità dei principali punti strategici di Milano: dalle stazioni ferroviarie alle università, dagli ospedali ai luoghi di interesse turistico, dalle fermate della metropolitana ai centri amministrativi, commerciali e ai parcheggi”
Visto che
Fino a oggi le stazioni funzionanti risultano essere 72 e tutte dislocate all’interno della cerchia dei Bastioni, la più vicina per la nostra circoscrizione e i suoi residenti risulta, infatti, essere quella postata presso Piazza delle Medaglie d’Oro
Constatato che
La gestione del nuovo servizio di Bike Sharing è indirizzato chiaramente a favorire la mobilità dei cittadini all’interno della città ed è un progetto del Comune di Milano, realizzato in collaborazione con l’ATM e la società Clear Channel, “player mondiale dell’outdoor e detentore di uno dei sistemi internazionali più evoluti per il settore del bike sharing”
Si evidenzia
Nello stesso testo di presentazione del progetto BikeMi la finalità del servizio che viene considerato come “un vero e proprio sistema di trasporto pubblico da utilizzare per i brevi spostamenti (al massimo 2 ore) insieme ai tradizionali mezzi di trasporto ATM”
Infine risulta
Che siano stati impiegati 1000 euro all’anno di manutenzione per ogni bicicletta che risulterebbe, così, finalizzata a una spesa complessiva di 1 milione e 200 mila, se si moltiplica il costo unitario per i 1200 mezzi finora acquistati dal Comune
PQM
Si chiede
All'Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano di dare immediata esecuzione alle parti completanti il progetto nel suo complesso, ossia l’aumento delle rastrelliere e delle centraline caratterizzanti le stazioni nelle zone oggi non coperte dal servizio, al fine di determinare una distribuzione più omogenea e capillare sul territorio comunale e una minore distanza tra i punti di distribuzione, soprattutto contemplando i luoghi pubblici di maggiore presenza di utenti, Centri Civici, Fermate della Metropolitana, Biblioteche, Centri Sportivi, Istituti e scuole, coinvolgendo direttamente le istituzioni consiliari circoscrizionali nelle mappatura dei siti
allo stesso Assessorato alla Mobilità di promuovere in modo più sostenuto a livello quantitativo l'intermodalità, il sistema, oggi fortemente compresso e condizionato, che garantisce una possibilità di maggiore scambiabilità tra l'utilizzo della bicicletta e l'utilizzo dei mezzi pubblici di superficie e sotterranei, contemplando la costituzione di centri di servizio, Ciclofficine, utili e funzionali a dare supporto e sostegno all’utente del servizio,
alla luce dei dati economici di riverificare il bilancio e le voci di spesa oggi previste per il servizio realizzando e rendendo effettivo un possibile e auspicabile risparmio, vista l’esorbitante cifra disposta per la manutenzione di un’unica bicicletta, indirizzato all’implementazione del numero di biciclette disponibili, oggi insufficienti, a opportuni e sostanziosi contributi per incentivare mezzi di trasporto sostenibili e una modalità di mobilità sostenibile
si prende l’occasione con la presente
di chiedere
all’Assessorato alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano di provvedere al completamento delle piste ciclabili ancora oggi interrotte in molti punti della città, un esempio è il tratto nella nostra circoscrizione di Corso Lodi tra Via Massarani e Piazzale Lodi, al fine di sviluppare un sistema organico di rete ciclistica utile e funzionale a promuovere una mobilità sicura per chi usufruisce della bicicletta come mezzo di trasporto primario
Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo La Sinistra

Massimo Gentili

Capogruppo La Sinistra

Daniele Olivieri

Consigliere PS - Gruppo La Sinistra

Venerdì, 20 Marzo, 2009 - 12:45

ODG SUL DARFUR

Milano, 12 marzo 2009  

c.a della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;

del Consiglio Comunale di Milano;

della Giunta Comunale di Milano;

della Presidenza del Consiglio di Zona 4 di Milano;

del Consiglio di Zona 4 di Milano e di tutte le sue Componenti 
 
 

Ordine del giorno in merito al necessario pronunciamento del Comune di Milano nel denunciare le disposizioni emesse dal governo sudanese di espellere le organizzazioni internazionali fornitrici dei servizi di assistenza sociale e sanitaria alle popolazioni del Darfur, dopo la sentenza della CPI di richiedere l’arresto del Presidente sudanese al Bashir 

"Milioni di vite sono a rischio e non c'è tempo, nel modo più assoluto, per i giochi politici" – dichiara Tawanda Hondora, vicedirettore del programma Africa di Amnesty International.

Il governo sudanese ha deciso di espellere dai propri territori nazionali 10 organizzazioni umanitarie tra cui Oxfam, Care, Save the Children e Medici senza frontiere, oggi garanti, come dice lo stesso Hondora, della fornitura capillare della maggiore “degli aiuti umanitari a oltre due milioni di persone che si trovano in stato di vulnerabilità”.

Il Darfur, teatro di conflitti e di indecifrabili atrocità contro le persone, all’alba di una sentenza epocale della Corte Penale Internazionale dell’Aja che richiede il mandato di arresto del Presidente sudanese Al Bashir, per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi e perpetrati contro le popolazioni civili del Darfur,  Tribunale Internazionale, soffre dell’assenza totale da parte dello stato dei necessari e fondamentali servizi di assistenza sociale e sanitaria, nonostante, come denuncia Amnesty International, esista il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato dal Sudan.

Secondo questo Trattato di natura convenzionale internazionale le autorità sudanesi hanno l'obbligo di astenersi da azioni che violino i diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini e di chiedere assistenza internazionale se non sono in grado di adempiere a tale obbligo.

Amnety International richiede all’Unione Africana e alla Lega degli Stati Arabi, nonché a tutta la comunità internazionale che ci sia un pronunciamento chiaro e inequivocabile in merito alle decisioni disumane e inaccettabili del governo sudanese, di fatto artefice di un ostaggio della popolazione del Darfur, da anni angariata e opressa da efferati crimini e atrocità.

Chiedo espressamente, in occasione anche e per di più della sentenza della Corte Penale Internazionale dell’Aja, svolta importante nella soluzione politica e nel ripristino dei diritti civili in Darfur, che il Consiglio di Zona 4 recepisca il presente appello rivolto alle autorità internazionali, regionali e universali, e che lo stesso Consiglio si faccia promotore presso il Consiglio Comunale di Milano affinché diventi promotore di tale richiesta presso gli organismi nazionali, il Parlamento della Repubblica Italiana e il Governo, affinché si dia conseguenza alla sentenza della CPI e si vincoli il governo sudanese a revocare una disposizione volta a privare la popolazione darfuriana del sostegno minimo sociale previsto dai Trattati Internazionali sui diritti sociali ed economici.  

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Lunedì, 9 Marzo, 2009 - 12:55

Denuncia al governo sudanese per decisione di espulsione ong

c.a della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;

del Consiglio Comunale di Milano;

della Giunta Comunale di Milano;

della Presidenza del Consiglio di Zona 4 di Milano;

del Consiglio di Zona 4 di Milano e di tutte le sue Componenti

 

 

 

Ordine del giorno in merito al necessario pronunciamento del Comune di Milano nel denunciare le disposizioni emesse dal governo sudanese di espellere le organizzazioni internazionali fornitrici dei servizi di assistenza sociale e sanitaria alle popolazioni del Darfur, dopo la sentenza della CPI di richiedere l’arresto del Presidente sudanese al Bashir

 

"Milioni di vite sono a rischio e non c'è tempo, nel modo più assoluto, per i giochi politici" – dichiara Tawanda Hondora, vicedirettore del programma Africa di Amnesty International.

Il governo sudanese ha deciso di espellere dai propri territori nazionali 10 organizzazioni umanitarie tra cui Oxfam, Care, Save the Children e Medici senza frontiere, oggi garanti, come dice lo stesso Hondora, della fornitura capillare della maggiore “degli aiuti umanitari a oltre due milioni di persone che si trovano in stato di vulnerabilità”.

Il Darfur, teatro di conflitti e di indecifrabili atrocità contro le persone, all’alba di una sentenza epocale della Corte Penale Internazionale dell’Aja che richiede il mandato di arresto del Presidente sudanese Al Bashir, per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi e perpetrati contro le popolazioni civili del Darfur,  Tribunale Internazionale, soffre dell’assenza totale da parte dello stato dei necessari e fondamentali servizi di assistenza sociale e sanitaria, nonostante, come denuncia Amnesty International, esista il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato dal Sudan.

Secondo questo Trattato di natura convenzionale internazionale le autorità sudanesi hanno l'obbligo di astenersi da azioni che violino i diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini e di chiedere assistenza internazionale se non sono in grado di adempiere a tale obbligo.

Amnety International richiede all’Unione Africana e alla Lega degli Stati Arabi, nonché a tutta la comunità internazionale che ci sia un pronunciamento chiaro e inequivocabile in merito alle decisioni disumane e inaccettabili del governo sudanese, di fatto artefice di un ostaggio della popolazione del Darfur, da anni angariata e opressa da efferati crimini e atrocità.

Chiedo espressamente, in occasione anche e per di più della sentenza della Corte Penale Internazionale dell’Aja, svolta importante nella soluzione politica e nel ripristino dei diritti civili in Darfur, che il Consiglio di Zona 4 recepisca il presente appello rivolto alle autorità internazionali, regionali e universali, e che lo stesso Consiglio si faccia promotore presso il Consiglio Comunale di Milano affinché diventi promotore di tale richiesta presso gli organismi nazionali, il Parlamento della Repubblica Italiana e il Governo, affinché si dia conseguenza alla sentenza della CPI e si vincoli il governo sudanese a revocare una disposizione volta a privare la popolazione darfuriana del sostegno minimo sociale previsto dai Trattati Internazionali sui diritti sociali ed economici.

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Giovedì, 29 Gennaio, 2009 - 17:11

prove incontestabili dell'utilizzo di fosforo bianco a Gaza

Gruppo Consiliare La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

via Oglio, 18
20139 Milano tel. 02 884.58400
fax 02 884.58418

Milano, 29 gennaio 2009

Alla c.a.
Della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;
del Consiglio di Zona 4 di Milano e di tutte le sue componenti

Comunicazione

prove incontestabili dell'utilizzo di fosforo bianco rilevato dai ricercatori di Amnesty international a Gaza

"I soldati (israeliani) hanno bombardato la casa e ucciso mia madre, mio padre, la mia bambina e 25 altri componenti della mia famiglia. Perché? Noi non siamo Hamas, non siamo combattenti. Perchè ci hanno fatto questo?"

[Salah Sammouni, Gaza - Gennaio 2009]

La comunicazione che abbiamo fatto come Gruppo La Sinistra lo scorso Consiglio di Zona del 15 gennaio di devolvere il gettone di presenza della seduta a cause in solidarietà alle popolazioni civili della Striscia di Gaza, era conseguente all'aggressione israeliana alla popolazione civile nei riguardi soprattutto delle bambine e dei bambini vittime primarie di una violenza efferata e di un crimine contro l'umanità.

Con il fragile cessate-il-fuoco in atto ora a Gaza e nel sud d'Israele, diventano sempre più chiare le dimensioni della devastazione provocata nelle ultime settimane.

Amnesty International ha rivelato in questo ultimo periodo di maggiore possibilità di verifica e di analisi la presenza di armi al fosforo utilizzate dall'esercito israeliano e causanti danni irreparabili sulle popolazioni colpite.

I ricercatori di Amnesty International, pertanto, in visita a Gaza e nel sud d'Israele hanno rinvenuto prove dei crimini di guerra e di altre gravi violazioni del diritto internazionale compiuti da tutte le parti in conflitto.

 

“Le operazioni militari israeliane a Gaza hanno causato la morte di centinaia di civili palestinesi, devastato le infrastrutture e provocato una catastrofe umanitaria. Alcuni attacchi sono stati diretti ai civili o a strutture civili nella Striscia di Gaza, o sono risultati essere sproporzionati”, si legge nel rapporto di Amnesty International.

Si rivela, infine, da parte delle ispezioni e delle ricerche promosse dai ricercatori di Amnesty International, l'uso indiscriminato di fosforo bianco contro i civili palestinesi in aree densamente popolate di Gaza, come anche viene testimoniato da parte del responsabile del reparto ustioni del principale ospedale di Gaza in cui si denunciano pazienti, tra cui bambini, ricoverati con ustioni causate da fosforo bianco che non riuscivano a rimarginarsi.E' stabilito a livello internazionale che l'uso ripetuto e indiscriminato del fosforo bianco è un crimine di guerra.

Così come è crimine di guerra il lancio indiscriminato di razzi da parte di Hamas e altri gruppi armati palestinesi che ha causato la morte di diversi civili israeliani.

Amnesty International, si legge nell'appello, chiede alle Nazioni Unite, e in particolare al Consiglio di Sicurezza, di intraprendere azioni immediate per accertare le responsabilità di tutte le parti in conflitto riguardo le violazioni del diritto internazionale. Il Consiglio di Zona 4 faccia propria una proposta verso il Consiglio Comunale affinchè si possa intraprendere un'iniziativa verso il Parlamento italiano e il Governo italiano affinchè si facciano promotori di tale proposta e appello presso le autorità internazionali.

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Mercoledì, 28 Gennaio, 2009 - 17:15

stato di attuazione wireless e Open Source

MOZIONE

stato di attuazione della connessione wireless e dell'utilizzo del software Open Source (OSS) nell'ambito del decentramento Settore Zona 4

considerato che

il Progetto Milano Wireless presentato a Palazzo Marino dai gruppi consiliari del centrosinistra e dell’assessore all’Innovazione Luigi Rossi Bernardi, nel marzo 2007, prevede la copertura di ampie zone della città e lo stanziamento di 17 milioni di Euro, e che al momento solo una parte del progetto è divenuta operativa

constatato

che nella proposta erano previsti 4 mila punti di accesso nell'arco di un biennio, individuando i diversi luoghi dove apporre le antenne quali lampioni, semafori degli incroci (700), scuole e sedi universitarie (300), biblioteche, punti di ritrovo di giovani e anziani e centri sportivi (170), parchi e giardini pubblici (50), fermate dell'ATM, compresi i tunnel delle tre linee metropolitane, già cablate, ponendo come data ultima di completamento del progetto il 2009

si evidenzia

che nel progetto, di cui si era disposto un emendamento a firma del consigliere del PD Davide Corritore nell'ambito della Relazione Previsionale e Programmatica di Bilancio 2007/2009, si garantisce una banda ad alta velocità grazie al collegamento con la fibra ottica di Metroweb, che oggi copre il 95% del territorio, in una città, quale Milano, che rappresenta l'area più dinamica del paese, ospitando il 13% delle imprese italiane attive nell'ICT

viste

le esperienze amministrative condotte da comuni di diverso calibro sul territorio nazionale, da ultimo quello di Venezia che tramite delibera ha avviato il piano di estensione, già in fase attuativa, della connessione wireless su tutto il territorio lagunare, nonché il caso riguardante la Provincia di Roma, dove si sta discutendo l'avvio di un piano per un'uguale estensione su tutta la superficie di competenza amministrativa

PQM

Si chiede

  • Alla Direzione di Settore Nuove Tecnologie e all’assessorato alle Nuove Tecnologie di provvedere a dare avvio al completamento del progetto iniziale, attivando canali condivisi con la cittadinanza e i Consigli Circoscrizionali presenti sui territori del decentramento, come è avvenuto per il Comune di Venezia, nell'individuazione delle località dove attivare “hotspot”, ossia le centraline da cui poter accedere per la connessione a internet senza fili, tecnicamente detta wi-fi;

  • Alla Direzione di Settore Nuove Tecnologie e all'Assessorato alle Nuove Tecnologie di avviare il completamento nei tempi previsti dal progetto e dalla proposta, e l'individuazione di un unico ente gestore del servizio a cui appaltare la fase di amministrazione della rete wi-fi

  • Al Consiglio di Zona 4, in virtù della delibera approvata all'unanimità il 31 maggio 2007, su proposta del testo della mozione “attivazione sul territorio circoscrizionale della proposta, approvata dal Consiglio Comunale tramite l’emendamento alla Relazione previsionale e programmatica di Bilancio 2007/2009, di estensione e implementazione della connessione wi-fi” presentata dal sottoscritto, di attivare questo percorso di monitoraggio delle aree dove attivare antennine di connessione a internet senza fili, wireless, tramite il coinvolgimento massimo dei diretti interessati alla stessa estensione, i residenti della circoscrizione, utenti primari del servizio gratuito, nonché i consigli delle zone limitrofe affinché si possa garantire uno sviluppo omogeneo e più equilibrato dell’accesso alla rete in banda larga, su una fascia di territorio più ampio

viene, infine, chiesto

  • al Settore Decentramento del Comune di Milano di dare seguito e attuazione alla delibera, di analogo tema trattato, approvata all'unanimità dal Consiglio di Zona 4, su proposta del sottoscritto, avente come oggetto “Utilizzo del software Open Source (OSS) nell'ambito del decentramento Settore Zona 4”, dove si chiedeva, e dove con la presente si intende rafforzare, di introdurre “da subito sui P.C. in ambiente Windows l’utilizzo di software alternativi agli applicativi più diffusi ... e valutando nel contempo la possibilità tecnica (compatibilità hardware) di aggiornare il vecchio hardware con sistemi operativi open source di comprovata sicurezza (quale Linux);

  • nella stessa delibera, a cui occorrerebbe dare seguito, si propone, infine, di destinare i conseguenti futuri risparmi sui costi delle licenze dei software utilizzati nel settore al finanziamento di corsi di formazione del personale funzionali a fornire le conoscenze opportune e fondamentali per la gestione e l’utilizzo della nuova tipologia di software impiegato

Alessandro Rizzo

Consigliere Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Martedì, 27 Gennaio, 2009 - 15:05

Per la tutela della legalità, della sicurezza su luoghi di lavoro

MOZIONE

Per la tutela della legalità, della sicurezza e dell’incolumità della persona nei rapporti di e sui luoghi di lavoro

Premesso

  • che dall’inizio dell’anno al 5 marzo 2008 in Italia sono morte sul lavoro oltre 100 persone e i dati comunicati a ottobre dalla Procura di Milano nel periodo 01/07/06 – 30/06/07 sono drammatici: il numero dei morti è passato da 15 a 28 rispetto allì’anno precedente, inoltre a questo dato va aggiunto quello dell’aumento di infortuni con lesioni gravi. La maggior parte degli incentivi vede come vittime extracomunitari che lavorano in edilizia;

  • che le leggi in materia in Italia ci sono, ma sono fortemente inadeguati i controlli: i tecnici ASL addetti alla prevenzione sono diminuiti dal 2001 al 2005 di 711 unità e gli ispettori Inail/Inps dal 2003 al 2007 di 727 unità;

  • che al dato nazionale di oltre un milione di infortuni annui denunciati si devono aggiungere i circa 200 mila infortuni annui mai denunciati, secondo INAIL, dovuti al fatto che nel nostro paese si verifica la più alta incidenza di lavoro nero irregolare dell’Europa comunitaria

Considerato

  • che l’art. 41 della Costituzione di cui si festeggia nel 2008 il 60° Anniversario, recita:

“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”;

- che a Milano è già operante un nucleo della Polizia Municipale che svolge positivamente funzioni di controllo e in sede di bilancio preventivo 2008 è stato deliberato uno stanziamento di 250000,00 euro, poi utilizzando per portare a 12 i componenti dell’unità “freccia 5”

IL CONSIGLIO DI ZONA 4

CHIEDE

Al Sindaco e alla Giunta Comunale

  • di utilizzare con procedure d’urgenza i fondi di esponibili èper la costituzione di un nucleo di agenti della Polizia Municipale con funzioni di controllo, rendendo così disponibili almeno 5 agenti èper la nostra Zona;

  • di predi sporre, in collaborazione con la ASL territoriale e il Comando di Polizia Municipale di Zona 4 momenti formativi a beneficio degli agenti sulla sicurezza dei lavoratori e operatori del settore;

  • di voler attivare un programma di ispezioni in tutte le imprese pubbliche e priovate operanti in Zona (cantieri edili, attività produttive e di servizi) e indipendentemente dalla dimensione, da effettuarsi da parte della Polizia Municipale, per delle semplici verifiche utili a monitorare la situazione e per accertare il rispetto delle normative vigenti, come ad esempio:

regolarità contributiva dei lavoratori presenti (in caso di violazioni segnalazione ad autorità come da art 5 legge 123/2007);

tessera di riconoscimento o registro per il personale di imprese appaltatrici e subappaltatrici (art 6 legge 123/2007);

presenza o no delle figure previste dal D.lgs 81/2008 (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, addetti alle emergenze e primo soccorso, Medico competente se previsto);

reg0olarità dei contratti di appalto, d’opera e di somministrazione, onde verkificare, tra l’altro, se il datore di lavoro committente abbia elaborato in collaborazione con l’appaltatore un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze;

di volere sollecitare gli Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (ISPESL e INAIL) a svolgere compiutamente i compiti di cui all’art. 9 del D.lgs 81/2008, tra cui si segnalano i seguenti:

  1. consulenza alle aziende, in particolare alle medie, piccole e micro imprese, anche attraverso forme di sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia al suggerimento dei più adatti mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci alla riduzione dei livelli di rischiosità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia all’individuazione degli elementi di innovazione tecnologica in materia con finalità prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzioni pubbliche operanti nel settore e con le parti sociali;

  2. progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

  3. formazione per i responsabili della cultura della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici, universitari e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa stipula di apposite convenzioni con le istituzioni interessate;

  4. elaborazione, raccolta e diffusione delle buone prassi finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro;

  5. al fine di rendere efficaci il complesso degli interventi di controllo, operati da strutture diverse e coordinate, è opportuno che i compiti svolti dal nucleo di agenti della Polizia Municipale siano eseguibili con ampia autonomia e che sia anche esaminata dagli uffici competenti la possibilità di riconoscere agli agenti autonomia sanzionatoria

IL CONSIGLIO DI ZONA 4

SOLLECITA

Inoltre

  • le istituzioni cittadine a un maggior coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza, anche alla luce di quanto disposto dall’art. 4 della legge 123/07;

  • la Regione Lombardia all’aumento delle risorse per la prevenzione, superando il blocco delle assunzioni ASL almeno per quanto riguarda i tecnici adibiti alla prevenzione nei luoghi di lavoro che proprio a causa del blocco sono diminuiti in questi anni

Proponenti:

Massimo Gentili

Consigliere Comunisti Italiani – Gruppo La Sinistra

Daniele Olivieri

Consigliere Partito Socialista – Gruppo La Sinistra

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Giovedì, 15 Gennaio, 2009 - 14:15

proposta ONU 18 dicembre 2008 depenalizzazione omosessualità

Gruppo Consiliare La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
via Oglio, 18
20139 Milano tel. 02 884.58400
fax 02 884.58418
 
 
Comunicazione
 
Lettura della proposta francese in Assemblea ONU del 18 dicembre 2008 della dichiarazione a favore della depenalizzazione universale dell’omosessualità
 
Informo il Consiglio di Zona 4 che il 18 dicembre è stata letta per mano del rappresentante argentino davanti all'Assemblea ONU la proposta francese, sostenuta e sottoscritta da 65 stati, finalizzata a richiedere la depenalizzazione universale dell'omosessualità.
 
E', questo, un atto che rende maggiormente possibile la cessazione di ogni violazione dei diritti umani, in presenza ancora oggi di pene capitali per persone glbtq, ossia di orientamento omosessuale, sottoposte in questi anni a condanne a morte e a esecuzioni drammatiche e atroci, ricordiamo l'immagine di due ragazzi impiccati su pubblico patibolo in Iran, che dimostrano la barbarie di legislazioni che imprigionano, condannano o uccidono le persone gay e lesbiche.
 
Come sostiene Renato Sabbadini, dirigente di Arcigay e co-segretario di ILGA World, rete di associazioni LGBT mondiale, questo è l'inizio di un percorso che potrà avere come obiettivo la presentazione e l'approvazione da parte dell'ONU di una risoluzione che sia indirzzata a richiedere l'eliminazione di un reato penale negli ordinamenti in cui esso ancora è previsto consistente nell'espressione e nella praticabilità di un orientamento sessuale libero e individuale, parte costitutiva di una caratteristica esistenziale e costitutiva della propria autodeterminazione sociale, culturale e civile.
 
Il Consiglio di Zona 4, su mia proposta, ha approvato all'unanimità eccetto un'astensione, la mozione indirizzata al Parlamento Italiano e al precedente Governo Prodi, di promuovere un'azione rivolta ad assicurare il recepimento della risoluzione per la moratoria della previsione e dell'esecuzione della pena di morte nelle legislazioni dove ancora essa è prevista. Lo scorso 19 dicembre 2007 la proposta è stata approvata dall'Assemblea dell'ONU con 104 voti a favore, assumendo il precedente Governo italiano un ruolo e una funzione primaria nel garantire il recepimento internazionale di un principio universale di rispetto della dignità umana e dei diritti civili inalienabili.
 
In questo ambito deve proseguire con determinazione e convinzione ogni azione istituzionale rivolta a denunciare le violenze e le efferatezze contro gay e lesbiche, nonché ogni iniziativa da parte del Parlamento italiano e del Governo attuale volta a rendere effettivo un processo internazionale che veda da parte dell'ONU il recepimento di una futura risoluzione per la depenalizzazione dell'omosessualità, forti del fatto che tutti i Paesi aderenti all'UE, al fianco di grandi paesi dell’America Latina, di 5 stati africani e di 3 asiatici abbiano sottoscritto la proposta stessa.
 
Sarebbe auspicabile che lo stesso Consiglio di Zona 4, in coerenza con il recepimento unanime della mozione per la richiesta di accoglimento da parte dell'Assemblea dell'ONU della risoluzione sulla moratoria della pena di morte, si faccia promotore presso lo stesso Consiglio Comunale affinchè siano esperite tutte le azioni istituzionali rivolte a richiedere un eguale atto in nome della depenalizzazione universale dell'omosessualità, denunciando e condannando le ignominiose pratiche di esecuzioni sommarie di omosessuali in alcuni sistemi procedurali penali.
 
 
 
Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra
Consiglio di Zona 4 Milano
 

Sabato, 20 Dicembre, 2008 - 16:33

Nasce il Gruppo consiliare La Sinistra

«Pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.»
Enrico Berlinguer

 
«Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.»
Enrico Berlinguer
 
 
 
Comunichiamo che i gruppi Lista Uniti con Dario Fo per Milano, Comunisti Italiani e Partito Socialista fondano un Gruppo unitario, La Sinistra.
Manifestiamo così la volontà di procedere a Sinistra verso l’unità e la convergenza di idee, valori e progetti. Pur mantenendo i rapporti con le realtà e le organizzazioni di provenienza nutriamo l’esigenza di evidenziare un inizio di percorso comune che trova storie e culture diverse, ma coese per la difesa di principi democratici imprescindibili, nati dalla Resistenza Partigiana e fondatori di uno stato costituzionale basato sui valori di giustizia, uguaglianza e libertà, di rispetto dei diritti civili e umani, di promozione della dignità e dell’autodeterminazione della persona in quanto lavoratrice, concorrente al progresso civile e sociale del Paese e della collettività.
 
Il nostro impegno consiste nel garantire l’espressione di una rappresentanza di un’altra Milano, che riconosce la città in una sofferenza sociale, civile e ambientale senza precedenti, proponendosi alla Zona, alla città e alle forze politiche come un luogo nel quale tutti possano condividere e praticare gli obiettivi per i quali “La Sinistra” nasce e si propone: partecipazione, diritti sociali e culturali, ambiente e territorio, ambiti generali ma declinati in contenuti specifici concreti.
Per questo il Gruppo consiliare La Sinistra intende lavorare al contrasto del degrado sociale, politico e ambientale, e alla salvaguardia del bene pubblico e delle sue istituzioni, al sostegno di comitati e associazioni di cittadini che chiedono rispetto, dignità dell’abitare e del lavoro, diritto alla salute e difesa dell’ambiente; e proseguirà nell’impegno volto alla difesa della cultura del confronto, democratica, solidale, antirazzista e antifascista.
 
 
Come diceva Franco Fortini, noto poeta antifascista, “Non vogliamo sperare niente. Il nostro sogno è la realtà”: ed è proprio in nome di questo principio che intendiamo partire sempre da un’attenta analisi del reale, della società, delle sue contraddizioni e complessità, e non da ricette precostituite; per superarle a prescindere da appartenenze sessuali, di genere, ideologiche, politiche, religiose e soprattutto economiche.
 
Milano vive le contraddizioni più eclatanti e antinomiche della contemporaneità, rilevando le necessità di superare situazioni di emarginazione sociale, di lesione dei diritti ambientali, di soppressione e non riconoscimento dei diritti sociali e civili – il nostro Ortomercato è un impressionante esempio di questa somma di storture, di intolleranza ed esclusione, di forme di regressione della vita sociale, ridotta alla salvaguardia del proprio recinto, alla difesa del piccolo gruppo cui si appartiene, improntata a paura e rancore, spesso contornati da atti di violenza e di xenofobia, omofobia. Crediamo fortemente che oggi più che mai per affermare i diritti della persona, in un socialismo e progressismo dell’essere umano, quindi del cittadino e in una visione municipale, sia necessario agire con il senso e la consapevolezza della collettività, perché come diceva Alexander Dubcek «Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.»
 
E' in atto da parte dell'amministrazione di centrodestra un attacco alle strutture pubbliche erogatrici di servizi essenziali e indispensabili per tutta la cittadinanza, nella garanzia di un accesso universale e indiscriminato. Sempre più pressanti le privatizzazioni e le esternalizzazioni di centri fondamentali nella rete dei servizi sociali ed educativi.
 
In Consiglio di Zona 4 la Sinistra ha espresso non solo opposizione, ma anche ha proposto modelli alternativi di riqualificazione e miglioramento dei criteri di erogazione. Ne sono esempi le mozioni presentate per l'affermazione del carattere pubblico di gestione dei Centri di Aggregazione Multifunzionale, e, sul versante educativo e formativo, la promozione e la tutela della continuità dei corsi elargiti dalle scuole civiche serali, vero patrimonio pubblico all'insegna del diritto allo studio.
 
Come Sinistra affermiamo che il carattere pubblico del patrimonio comunale debba essere amministrato non attraverso una semplice democrazia della delega, ma bensì nel sottomodello rappresentativo-partecipativo che sia previsione della partecipazione istituzionale a prescindere dall’appartenenza sociale, di reddito e di etnia.
Il diritto di voto ai migranti sarebbe un’ottima risposta avanzata in questo senso. Siamo convinti, come diceva Salvador Allende, del fatto che «La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni.».
Il bene pubblico viene vissuto, anche dalle nostre istituzioni, come semplice somma di interessi privati; la crisi istituzionale, prima ancora che dovuta alla scarsità di risorse disponibili, riguarda lo svuotamento di ruolo e prestigio delle istituzioni, nazionali e locali, e la loro subordinazione ai grandi interessi privati.
I Consigli di Zona sono vissuti come inutili o come dispensatori di sussidi, come sportello informativo, o alla meglio come strumento per esercitare una debole funzione di pressione verso il Comune; l’amministrazione comunale lascia morire i Consigli di Zona privandoli di ruolo e autonomia; anche così si consuma il valore della partecipazione alla vita pubblica.
 
 
 
L'EXPO 2015 si avvicina e già si presentano scenari che preludono futuri appetiti e ansie edificatrici e cementificatrici, privatizzando il territorio della nostra città, minando alla base aree destinate a funzioni agricole. Milano richiederebbe ben altro: un piano generale di recupero alla vita e all’abitare dignitoso e sereno per tutte le periferie sociali e geografiche della nostra città, facendo leva proprio sulle risorse che questi luoghi oggi trascurati esprimono, e un maggiore investimento nella rete di trasporto pubblico, garantendo così una convenienza economica e sociale e umana dell'utilizzo dei trasporti pubblici rispetto a quello del mezzo privato.
La battaglia condotta anche in Consiglio di Zona contro l’uso arbitrario del territorio, contro i parcheggi interrati, spesso inutili e dannosi, come in piazzale Libia, via Frapolli e via Cipro, contro l’arrivo nel cuore della Zona dell’autostrada a quattro corsie prolungamento della Paullese: sono esempi importanti dell’attività consiliare della Sinistra sui temi urbanistici e ambientali.
 
La Zona 4 è interessata da profondi cambiamenti urbanistici, con vasti piani di cementificazione delle aree dismesse (per ultimo il disastroso piano per Porta Vittoria) che configurano il nostro territorio come somma casuale di spazi frammentati e diversissimi, totalmente privi di disegno politico amministrativo che non sia quello della delega in bianco all’iniziativa privata: quartieri popolari luoghi dell’emarginazione e della crescente povertà e ghetti di lusso calati sul territorio.
Continuerà in Consiglio di Zona 4 la lotta della Sinistra per garantire il diritto degli abitanti delle nostre case popolari all’attenzione istituzionale, a un incisivo piano d’intervento per il superamento delle condizioni di degrado e di rischio in cui versano questi quartieri. Significativi risultati sono stati ottenuti nel quartiere Mazzini, in via Salomone e in via Feltrinelli, le case costruite con l’amianto e dove l'assenza dell’intervento comunale ha arrecato danni irreparabili.
 
Occorre tutelare quello che resta del patrimonio ambientale ed ecologico della città: in Consiglio di Zona 4 la Sinistra ha condotto una riuscita battaglia per un rigoroso piano di bonifica sull’area ex Montedison – Santa Giulia, e ha presentato diverse interrogazioni e mozioni rivolte a proporre un'idea e un modello di sviluppo alternativo, umanamente, economicamente e, soprattutto, ecologicamente compatibile. Come Sinistra abbiamo proposto mozioni, approvate, circa un riutilizzo consapevole e cosciente dei rifiuti, con la costituzione di una ricicleria, oppure circa il risparmio della risorsa vitale idrica e l’enorme spreco di plastica e carburante, con l'istituzione delle Case dell’acqua per il prelievo gratuito di acqua anche refrigerata e gasata; infine la dichiarazione del territorio circoscrizionale OGM free, per una responsabilità e consapevolezza nel consumo alimentare.
 
Crediamo che in questa esperienza politica ci sia l’occasione per dare un segnale politico di unità che non sia omologazione e reductio ad unum delle varie realtà che danno vita alla medesima, ma sia uno spazio di contaminazione e di condivisione di responsabilità politiche, amministrative, istituzionali, sociali e culturali, verso una democrazia progressiva e partecipata. In pluribus unum: questa sarà la nostra caratterizzazione organizzativa in consiglio,che tenderà a evidenziare l’arricchimento del processo che mantiene per ognuno la facoltà del proprio riferimento politico della lista in cui è stato eletto, ma con la ricerca di una nuova sintesi culturale e programmatica.
 
I Consiglieri del Gruppo La Sinistra:
- Massimo Gentili
- Alessandro Rizzo
- Daniele Olivieri

Sabato, 22 Novembre, 2008 - 19:09

Ordine del Giorno per Aung Kyi libera

ORDINE DEL GIORNO
 
“Aung San Suu Kyi LIBERA”
 
per la libertà e il rispetto dei diritti umani in Birmania
 
“Per vivere una vita piena si deve avere il coraggio di farsi carico della responsabilità dei bisogni altrui … si deve voler assumere questa responsabilità. … Il buddismo, fondamento della cultura tradizionale birmana, attribuisce il massimo valore all’uomo che, unico tra gli esseri viventi, può raggiungere la condizione più elevata dello spirito. Ogni uomo possiede il potenziale di attuare la verità grazie alla propria volontà e attività, aiutando gli altri a fare altrettanto”.
 
Queste parole sono di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione democratica al regime militare in Birmania, dal 1989 agli arresti domiciliari per reati di opinione e fondatrice nel 1988 della Natonal League for Democracy (Nld) partito vincitore alle elezioni nazionali del 1990, ultime svoltesi, dove ottenne l’80% dei seggi. Il regime militare non permise alla “Lega nazionale per la democrazia” di andare al governo, detenendo con la forza e la repressione sanguinaria il potere.
Il padre di Aung combattè per l’indipendenza della Birmania dal Regno Unito: è una delle terre più interessanti dal punto di vista geologico, geografico e archeologico, chiamata perla tra le ex colonie dell’impero britannico.
 
Un dato è certo: la Birmania è un Paese che ha già scelto per la svolta democratica e per un governo tutore e garante dei diritti umani e di libera espressione del pensiero. Ma questo è stato violentemente soppresso dalla dittatura, la quale, per poter rendere accettabile la propria illegittima permanenza al potere alle etnie di minoranza, ha modificato il nome del Paese da Birmania in “Unione di Myanmar”. La tensione rimane molto alta e le violazioni dei diritti umani e civili, universalmente recepiti, sono all’ordine del giorno e denunciate dalle organizzazioni internazionali.
 
Nel 1991 Augn San Suu Kyi è stata insignita del Premio Nobel per la Pace, mentre recentemente il Premier inglese Gordon Brown nel suo libro "Eight Portraits" l’ha considerata modello di coraggio civico per la libertà. Oltre al più alto riconoscimento internazionale, ad Augn San Suu Kyi sono stati consegnati il Premio Rafto, istituito nel 1987 in memoria del professor Thorolf Rafto per coloro che dedicano la propria vita e attività alla difesa dei diritti umani, e il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.
 
Nel 1989 le furono comminati gli arresti domiciliari con la possibilità di poter lasciare il Paese qualora avesse avuto intenzione di farlo; ma Augn decise di rimanere in Birmania per poter resistere fino alla fine e non abbandonare l’azione di opposizione al regime.
 
La Provincia di Roma ha aderito all’appello ponendo sul portone di ingresso di Palazzo Valentini, sede dell’Ente, una gigantografia di Aung San Suu Kyi, e approvando un ordine del giorno volto alle organizzazioni internazionali affinché si provveda ad agire per garantire la libertà della leader democratica e il ripristino dei diritti umani e civili in uno stato violentato da anni, si parla dal 1964, di regime militare.
 
A un anno di distanza dalla rivolta dei monaci contro la dittatura, duramente e violentemente repressiva, è opportuno ricordare che in quel Paese i principi fondamentali espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, a 60 anni dalla sua promulgazione da parte dell’ONU, per i quali Augn si è sempre battuta, sono ancora oggetto di gravi violazioni.
 
Rivolgo l’invito tramite il presente ordine del giorno, che indirizzo ufficialmente alla Presidenza del Consiglio di Zona 4 e al Consiglio stesso, affinché il Consiglio di Zona si faccia promotore presso il Comune di Milano di un’iniziativa e di una presa di posizione volte a ricordare e denunciare il comportamento repressivo del regime birmano, richiedere la liberazione di Aung San Suu Kyi, il riconoscimento della “Lega nazionale per la democrazia” e nuove elezioni politiche legali.
 
L’appello, già sottoscritto da diversi esponenti del mondo culturale, del mondo dell’informazione e della società civile, recepito da diversi Enti Locali, tra cui appunto ricordiamo la Provincia di Roma e il Comune di Grosseto, e promosso da organizzazioni internazionali non governative per la tutela e la promozione dei diritti umani, quali Amnesty International, si rivolge ai propri organi istituzionali nazionali affinché si facciano promotori presso le autorità internazionali, quali l’Unione Europea e l’ONU, delle istanze e richieste di libertà e democrazia che provengono dalla Birmania, rilasciando Aung, ingiustamente ostaggio del regime perché sua oppositrice.
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Domenica, 16 Novembre, 2008 - 17:40

Per riapertura bando assegnazione beni confiscati alla mafia

MOZIONE

 
Per la riapertura del bando di assegnazione in concessione d’uso a titolo gratuito dei beni confiscati per finalità sociali
 
Premesso che
 
  • In data 23.05.08 (n.reg. 1304/2008) la Giunta Comunale
    1. ha delineato gli indirizzi per l’assegnazione di complessivi 64 beni confiscati alla criminalità, identificati nell’allegato A parte integrante dell’Accordo operativo, individuando per ciascun immobile la destinazione cui il medesimo sarà assegnato
 
  • In data 23.05.08 (n.reg. 1305/2008) la Giunta Comunale
    1. ha approvato il contenuto dell’Accordo operativo tra il Commissario Straordinario del Governo, la Prefettura di Milano, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Milano sulla destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata di immobili ubicati nel Comune di Milano (in allegato al provvedimento come parte integrante), dandone immediata eseguibilità
 
  • Il Comune di Milano (art. 5 dell’Accordo operativo) assicura di aver messo in atto gli indirizzi cui necessita attenersi per l’individuazione dei soggetti cui assegnare i beni nel rispetto della tempistica stabilita dalla legge che prevede che gli stessi vengano concessi in uso gratuito, per finalità sociali, garantendo trasparenza, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa
 
Constatato che
 
  • Nella stessa delibera viene ribadito che
    1. l’impiego rapido ed efficace per fini istituzionali e sociali degli immobili sottratti alla criminalità ha in sé un valore strategico, ma anche una valenza simbolica, contribuendo alla diffusione della legalità e al rifiuto di comportamenti criminali
    2. è necessario sviluppare un’azione condivisa che veda impegnati tutti i soggetti istituzionalmente interessati nel perseguire le finalità delle norme in materia di confisca dei beni provenienti da attività illecite della criminalità organizzata, nonché individuare strumenti e percorsi di lavoro che coinvolgano sinergicamente i soggetti competenti nella materia
 
considerato che
 
  • in data 01.08.08 è stato pubblicato sul sito Internet del Comune di Milano
 
l’”elenco degli immobili trasferiti al patrimonio del Comune ai sensi dell’art.2 undecies comma secondo lettera B della legge 575 del 31/05/1965 da assegnarsi in concessione d’uso a titolo gratuito per finalità sociali” e le modalità per la trasmissione delle domande da parte dei soggetti interessati e in coerenza con la delibera n. 1304 del 23.05.08
 
  • i tempi brevi di pubblicazione del bando in coincidenza con il periodo estivo non hanno consentito un’adeguata diffusione dello stesso e la sua conoscenza da parte di tutte le associazioni interessate determinando, così, una parziale risposta
 
si chiede al Sindaco e alla Giunta
    1. la riapertura immediata del bando e la sua diffusione in coerenza con gli indirizzi e le finalità contenute nella delibera sopra citata in modo da garantire la più ampia partecipazione dei soggetti interessati nonché la dichiarata trasparenza, imparzialità e correttezza dell’azione amministrativa.
    2. si chiede altresì al Consiglio Comunale di procedere all’esame e all’accoglimento della proposta delibera sottoscritta da diversi consiglieri comunali di istituire una Commissione di controllo sugli appalti dell'EXPO e d'inchiesta sugli interessi mafiosi attivi nel territorio cittadino.
 
Proponente:
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
 
Massimo Gentili
Capogruppo Comunisti Italiani
 
Pierangelo Tosi
Capogruppo Verdi per la Pace
 
Daniele Olivieri
Capogruppo Partito Socialista
 
Franz Brunacci
Gruppo Misto
 
 

Venerdì, 13 Giugno, 2008 - 14:38

STABILE COMUNALE DI CORSO XXII MARZO 22

MOZIONE URGENTE

 
SULLO STABILE COMUNALE DI CORSO XXII MARZO 22 – MILANO
 
Visti:
-         il mancato utilizzo residenziale più che ventennale degli alloggi dello stabile di corso XXII marzo civico 22, acquisito dal Comune nel luglio 1980 e destinato a edilizia residenziale pubblica;
-         i progetti mai realizzati di risanamento e ristrutturazione, il primo dei quali del 1995;
-         il conseguente grave stato di degrado in cui versa lo stabile, circondato da molti anni da impalcature anch’esse fortemente usurate dal tempo;
-         i contenziosi intercorsi negli anni con le altre proprietà presenti, principalmente le attività commerciali al piano terra;
 
Il Consiglio di Zona 4
 
AFFERMA
 
il suo orientamento al mantenimento della proprietà pubblica degli alloggi e la pressante richiesta per un definitivo intervento volto al loro risanamento e alla loro conseguente assegnazione agli aventi diritto, e
CHIEDE
 
All’Assessore alla Casa del Comune di voler riferire al Consiglio di Zona 4 sullo stato del contenzioso con le altre proprietà e sulle prospettive di intervento e assegnazione degli alloggi.
 
 
I consiglieri
 
Massimo Gentili - Capogruppo Comunisti Italiani
Alessandro Rizzo - Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Pierangelo Tosi - Capogruppo Verdi per al Pace

Aderiscono
Franz Brunacci - Gruppo Misto
Daniele Olivieri - Capogruppo Partito Socialista

 
 
 
 
 
 
Milano, 5 giugno 2008

Venerdì, 13 Giugno, 2008 - 14:36

Ordine del Giorno Marcia per clima e Non Togliamo disturbo

Ordine del Giorno in merito alla comunicazione e informazione del Consiglio di Zona 4 sulla partecipazione alla manifestazione Nazionale “In marcia per il clima” e alla manifestazione “Ma non togliamo il disturbo”, indette entrambe per sabato 7 giugno a Milano

Milano 5 giugno 2008 
 
La presente comunicazione e informazione, redatta sotto forma di ordine del giorno, da verbalizzare e proporre al Tavolo della Presidenza del Consiglio di Zona 4, vuole segnalare la presenza di due importanti mobilitazioni, una nazionale, l’altra regionale, nella nostra città, sabato pomeriggio 7 giugno.
Il Consiglio di Zona 4 dovrebbe esprimere per l’occasione un dovuto interessamento politico e informare pubblicamente, nonché comunicare tramite promozione, la possibilità di partecipazione da parte della cittadinanza e da parte delle componenti del consiglio stesso.
L’adesione è sempre bene accolta e auspicata, sia nelle forme individuali o collettive da parte dei singoli gruppi consiliari, sia da parte dell’organo consiliare stesso, vista la centralità dei temi e l’importanza dei manifesti convocativi delle due manifestazioni.
"In marcia per il clima" è organizzata da diverse associazioni e organizzazioni ambientaliste e di promozione sociale e culturale, che daranno vita lo stesso giorno, il 7 giugno, a un'"Alleanza per il clima", ossia un programma unitario che solleciti i governanti dei paesi del mondo, soprattutto quelli più economicamente ricchi e opulenti, a mettere in atto strategie e decisioni fondamentali per abbattere le emissioni causa di inquinamento atmosferico e dell’aumento della "febbre del Pianeta", destabilizzando le condizioni geoclimatiche, sconvolgendo habitat naturali per la sopravvivenza di milioni di esseri viventi, tra cui anche il genere umano, aumentando i livelli dei mari, sciogliendo interi ghiacciai nelle zone artiche e antartiche. La proposta avanzata consiste nella riduzione del consumo di energia, richiedendo la conversione delle fonti di energia in fonti rinnovabili, a impatto zero, non inquinanti, naturali. La manifestazione nazionale avrà inizio in Piazza San Babila alle ore 15 di sabato 7 giugno per, poi, terminare ai Giardini Montanelli di porta Venezia. Un lungo corteo vivace e ridente di pedoni, ciclisti sfilerà a suon di musica da parte dei Contrabbanda. Dalle 17 fino a tarda sera si alterneranno sul palco diversi dj set, tra cui Vito War.
La seconda manifestazione, "Ma non togliamo il disturbo", è indetta dal CIG, dal Movimento GLBTQ e da diverse organizzazioni da sempre in difesa dei diritti di eguaglianza e delle pari opportunità. La manifestazione avrà inizio sempre sabato 7 giugno in Via Palestro alle ore 16,00 e terminerà in piazza Castello. E’ un importante appuntamento all’insegna della promozione dei diritti di pari opportunità e di eguaglianza tra persone di orientamento diverso, dell'estensione delle garanzie e dei riconoscimenti di piena cittadinanza attiva. Ricordo che in Consiglio Comunale di giovedì 29 maggio è stata discussa, dopo diversi rinvii, una proposta di delibera volta a istituire a Milano, come in diverse città italiane, Torino, Bologna, Pisa e Firenze, il registro delle coppie di fatto al fine di assicurare  l’inizio di un lungo percorso per un riconoscimento delle stesse garanzie, degli stessi diritti e degli stessi doveri di convivenza, in applicazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione. La proposta, respinta per pochi voti contrari, 27, superiori ai voti favorevoli, 24, e con due astensioni, ha trovato un consenso trasversale rispetto agli schieramenti della maggioranza e dell’opposizione. E’, questa, la testimonianza di una sensibilità politica presente all’interno dell’organo comunale e che prescinde da appartenenze ideologiche. La manifestazione di sabato, “Ma non togliamo il disturbo” vuole farsi promotrice di questi diritti e di un riconoscimento già predisposto dalla Commissione UE e da alcune sentenze all’interno della letteratura giuridica della Corte di Cassazione.
 
 
 
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 9 Maggio, 2008 - 10:26

Per la difesa e il rilancio delle civiche scuole paritarie

MOZIONE

 
Per la difesa e il rilancio delle civiche scuole paritarie milanesi
 
Per richiedere all’Amministrazione Comunale di soprassedere alla decisione di chiudere o sospendere le civiche scuole a tutela dell’utenza e del principio di salvaguardia del diritto allo studio
 
 
Premesso
 
 
- che Milano ha un patrimonio di scuole pubbliche serali paritarie unico a livello nazionale: 4 licei (classico, scientifico, socio psicopedagogico e linguistico), 2 istituti tecnici (ragionieri e geometri) e un professionale (per l´industria e l´artigianato). I quatto indirizzi dei licei sono, anzi, gli unici serali pubblici in Italia;
                                  
- che migliaia di studenti hanno conseguito un diploma nelle civiche scuole serali paritarie e che attualmente queste scuole contano oltre 600 iscritti l’anno;
 
- che le scuole civiche milanesi si caratterizzano anche per i risultati che realizzano sia in termini di numero di giovani recuperati alla scuola che di adulti rientrati in formazione, ma soprattutto per il livello di preparazione che garantiscono;
 
- che in questi ultimi anni il Comune di Milano non ha previsto una completa ed efficiente programmazione di una promozione e di una pubblicizzazione dei corsi e delle opportunità formative serali che sono attive nell'ambito della didattica offerta, tanto che, rebus sic stantibus, si paventa una netta diminuzione del numero delle iscritte e degli iscritti ai corsi del prossimo anno;
 
-   che in tali istituti è impiegato personale ad alta qualifica professionale e fortemente preparato, dati i risultati conseguiti nel corso degli anni dalle persone frequentanti i diversi corsi, unico che possa garantire la prosecuzione di una tale offerta pubblica e che una chiusura o una sospensione delle scuole civiche serali determinerebbe un pericolo per la prosecuzione del loro rapporto di lavoro;
                                
CONSIDERATO CHE
 
-  che scuola pubblica significa accessibilità per tutti e che chiudendo le scuole serali paritarie il Comune di Milano compie una scelta sbagliata che colpisce le persone forse più motivate e meritevoli di attenzione della nostra società, soprattutto le lavoratrici e i lavoratori che, intenzionati a migliorare la propria formazione educativa e scolastica, arricchendone il curriculum, hanno la possibilità di accedere esclusivamente a tale offerta didattica, senza oneri e senza limitative precondizioni, in quanto espletata nelle fasce serali;
 
- lo spirito dell'articolo 34 della Costituzione che recita:"I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi" e che tale principio è chiaramente conseguito in gran parte dall'istituzione del servizio erogato dalle scuole civiche serali paritarie;
 
appresa
 
 
- l’intenzione della Amministrazione comunale di volere chiudere e/o sospendere le civiche scuole serali paritarie;
 
IL CONSIGLIO DI ZONA 4 CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA COMUNALE
 
di soprassedere alla decisione di chiudere e/o sospendere le civiche scuole a tutela dell’utenza e del principio di salvaguardia del diritto allo studio, garantendo e attivando una programmazione promozionale e di informazione della cittadinanza utile a promuoverne le basi formative e a rendere diffusa l'opportunità di accesso
 
IL CONSIGLIO DI ZONA 4 SOLLECITA INOLTRE
 
- il Provveditorato agli Studi di Milano di rivedere la circolare inerente alla data di scadenza di prescrizione dei potenziali utenti delle scuole civiche paritarie serali, prevista per il 31 maggio, in quanto considerata come inadeguata e fortemente limitante
 
 
Milano, 8 maggio 2008

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Massimo Gentili
Capogruppo Comunisti Italiani
Pierangelo Tosi
Capogruppo Verdi per la Pace

Sabato, 12 Aprile, 2008 - 18:02

MOZIONE SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

MOZIONE

 
Per la tutela della legalità, della sicurezza e dell’incolumità della persona nei rapporti di lavoro e sui luoghi di lavoro, per la tutela della libera concorrenza e degli interessi dei cittadini e delle imprese operanti nella nostra Zona
 
 
PREMESSO CHE
 
- dall’inizio dell’anno al 5 marzo 2008 in Italia sono morte sul lavoro 186 persone, 4.669 sono stati gli invalidi, 186.780 gli infortuni, e i dati comunicati a ottobre dalla Procura di Milano nel periodo 01/07/06 – 30/06/07 sono drammatici: il numero dei morti è passato da 15 a 28 rispetto all’anno precedente, inoltre a questo dato va aggiunto quello dell’aumento di infortuni con lesioni gravi. La maggior parte degli incidenti vede come vittime extracomunitari che lavorano in edilizia. L’incidenza di infortuni sugli immigrati è maggiore del 50% rispetto ad italiani e comunitari.
                                  
- il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, a capo del dipartimento che si occupa di infortuni sul lavoro, reati ambientali, sfruttamento lavoratori clandestini ecc, ha recentemente dichiarato: “le forze schierate dalle ASL e dalla direzione provinciale del lavoro sono assolutamente inadeguate e insufficienti per una prevenzione e una repressione che siano davvero efficaci…. le imprese sono così tante che non è possibile fare i controlli ovunque”.
 
- le leggi in materia in Italia ci sono, ma mancano i controlli: i tecnici ASL addetti alla prevenzione sono diminuiti dal 2001 al 2005 di 711 unità e gli ispettori Inail/Inps dal 2003 al 2007 di 727 unità.
 
- al dato nazionale di oltre un milione di infortuni annui denunciati si devono aggiungere i circa 200 mila infortuni annui mai denunciati, secondo dati INAIL, dovuti al fatto che nel nostro paese si verifica la più alta incidenza di lavoro nero ed irregolare dell’Europa comunitaria.
                                
CONSIDERATO CHE
 
-  l’art. 41 della Costituzione di cui si festeggia nel 2008 il 60° anniversario, recita:
 
“L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
 
- una sistematica azione di contrasto al lavoro nero avrebbe quindi un positivo effetto anche sulla riduzione del fenomeno infortunistico sia su quello dell’evasione contributiva e della legalità sul lavoro. Azione di contrasto da oggi più praticabile anche grazie a quanto disposto dall’art. 5 della legge 123/07 che recita:
 
“Fermo restando quanto previsto dall'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, come modificato dal presente articolo, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, può adottare provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale qualora riscontri l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, ovvero di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. L'adozione del provvedimento di sospensione e' comunicata alle competenti amministrazioni, al fine dell'emanazione da parte di queste ultime di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni.”
 
- a Milano è già operante un nucleo di 6 agenti della Polizia Municipale che svolgono positivamente funzioni di controllo e che in sede di bilancio preventivo 2008 sono stati stanziati 600.000 euro per costituire una squadra definita di “ausiliari della sicurezza sul lavoro”
 
 
IL CONSIGLIO DI ZONA 4 CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA COMUNALE
 
- di utilizzare con procedure d’urgenza i fondi disponibili per la costituzione di un nucleo di agenti della Polizia Municipale con funzioni di controllo, rendendo così disponibili almeno 6 agenti per la nostra Zona.
              
- di predisporre, in collaborazione con la ASL territoriale e il Comando di Polizia Municipale di Zona 4 momenti formativi a beneficio degli agenti sulla sicurezza dei lavoratori e dei terzi in presenza di cantieri, sulle irregolarità d’ingaggio del personale impiegato e sui temi della prevenzione e della repressione dei reati ambientali connessi all’attività d’impresa.
 
 - di voler attivare un programma di ispezioni in tutte le imprese pubbliche e private operanti in Zona (cantieri edili, attività produttive e di servizi) e indipendentemente dalla dimensione, da effettuarsi da parte della Polizia Municipale, per delle semplici verifiche utili a monitorare la situazione e per accertare il rispetto delle normative vigenti, come ad esempio:
·        regolarità contributiva dei lavoratori presenti (in caso di violazioni segnalazione ad autorità come da art 5 legge 123/97)
·        tessera di riconoscimento o registro per il personale di imprese appaltatrici e subappaltatrici (art 6 legge 123/97)
·        presenza o meno delle figure previste dal Dlgs 626/94 (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, addetti alle emergenze e primo soccorso, Medico competente se previsto),
 
IL CONSIGLIO DI ZONA 4 SOLLECITA INOLTRE
 
- la Provincia di Milano a un maggior coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza, anche alla luce di quanto disposto dall’art.4 della legge 123/07
 
- la Regione Lombardia all’aumento delle risorse per la prevenzione, superando il blocco delle assunzioni ASL almeno per quanto riguarda i tecnici adibiti alla prevenzione nei luoghi di lavoro che proprio a causa del blocco sono diminuiti in questi anni. 
 
 
Massimo Gentili
Gruppo consiliare Comunisti Italiani
Alessandro Rizzo
Gruppo consiliare Uniti con Dario Fo per Milano
PierAngelo Tosi
Gruppo consiliare Verdi per la pace

Mercoledì, 5 Marzo, 2008 - 13:20

“Con Ingrid Betancourt. Per la sua libertà”

Carissim* tutt*,
informo che è mia intenzione domani, giovedì 6 marzo, in occasione della vicinanza della Festa della Donna, presentare un ordine del giorno in Consiglio di Zona 4 che invita il consiglio stesso ad aderire all'appello per la liberazione di Ingrid Betancourt e della sua assistente Clara, mobilitando il Comune e gli altri consigli circoscrizionali a provvedere, come ha fatto il Comune di Roma, a forme e iniziative rivolte a ricordare questo sequestro odioso e ingiusto di una donna da sempre in lotta contro la corruzione, per l'ambiente e per l'affermazione dei diritti civilie d elle pari opportunità, la cui segregazione, per mano delle Farc, è totalmente oscurata dai media internazionali. In Italia un'ampia mobilitazione giornalistica condotta dalla eccellente rubrica del TG3, "Night News", ha dedicato spazi al disperato caso di Ingrid e di Clara, di cui non si conoscono notizie da tre anni, ultimo periodo in cui si è riusciti a mettersi in contatto con lei. Ricordare il sequestro di Ingrid e richiederne la liberazione: questa è la natura dell'appello e dell'inivito che nel mio intervento rivolgerò al consiglio di zona e al consiglio comunale, affinchè si ponga fine a un'ingiustizia e a una stato di perenne conflitto e di guerra in nome del profitto e della sopraffazione. In Consiglio Comunale, nella riunione di lunedì, la consigliera Patrizia Quartieri è stata presentatrice di una simile proposta: l'ordine del giorno che presenterò sarà rafforzativo di questo appello e impegno civile e trasversale, che deve unire tutte e tutti nella battaglia contro ogni ostacolo al proseguimento della pace e della convivenza, dell'affermazione della giustizia sociale e del solidarismo. In nome di Ingrid, da sempre sorretta nella sua azione da questi egregi e illustri ideali e valori.

Un caro saluto
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

“Con Ingrid Betancourt. Per la sua libertà”

 
In occasione della Festa della Donna rivolgo l’invito tramite il presente ordine del giorno, che indirizzo ufficialmente alla Presidenza del Consiglio di Zona 4 e al Consiglio stesso, affinché il Consiglio di Zona si faccia promotore presso il Comune di Milano di un’iniziativa e di una presa di posizione volte a ricordare e denunciare nel giorno dell’8 marzo il sequestro di una donna, Ingrid Betancourt, rapita dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia il 23 febbraio 2002, mentre si trovava a Vicente del Caguan, 740 chilometri a sud di Bogotá.
Ingrid è stata una candidata ecologista alle presidenziali colombiane ed è stata eletta senatrice nel 1999 catalizzando un buon numero di consensi popolari nelle consultazioni.
 
Da sempre si è schierata e ha agito contro la corruzione, che ammorba il sistema amministrativo e istituzionale colombiano, portando un progetto e una proposta di cambiamento e di rinnovamento culturale e civile, all’insegna dei diritti civili, umani e della legalità democratica, della giustizia e dell’eguaglianza, delle pari opportunità.
 
Con questa frase, “Con Ingrid Betancourt. Per la sua libertà”, è opportuno che il consiglio di zona aderisca all’appello, da più parti sottoscritto e formulato, soprattutto da associazioni giornalistiche, da organizzazioni non governative per i diritti umani e da vari enti istituzionali locali, quali il Comune di Roma, e nazionali, dove si richiede la liberazione di Ingrid invitando gli altri consigli circoscrizionali e il consiglio comunale a fare altrettanto.
 
L’assenza di informazioni circa la situazione in cui si trova Ingrid Betancourt e il silenzio mediatico e della stampa a riguardo della sua segregazione, insieme alla sua collaboratrice  Clara Rojas, conseguente a un rapimento condotto per affossare il suo impegno contro la corruzione e per l’affermazione dei diritti umani e civili, devono essere elementi che invitino le autorità istituzionali locali a richiedere il rilascio immediato di Ingrid e di Clara e l’affermazione della giustizia e della verità.
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Mercoledì, 5 Dicembre, 2007 - 12:11

MOZIONE PER UN'EFFICENZA ENERGETICA

MOZIONE

 
invito rivolto al Comune di Milano per la realizzazione di un piano volto alla promozione dell’efficienza energetica, la solarizzazione di edifici pubblici, a partire dal Consiglio di Zona, e privati esistenti o di nuova edificazione, tramite tetti fotovoltaici e impegno del Consiglio di Zona 4 alla realizzazione di incontri pubblici di informazione e formazione pubblica per il risparmio energetico e l’eliminazione di emissioni inquinanti
 
 
 
Considerato di fatto che
 
l’edilizia civile consuma in Italia ogni anno circa il 30% dei consumi energetici totali e ben il 70% di questi sono impiegati per riscaldare gli edifici a destinazione residenziale;
 
evinto di fatto
 
che, intervenendo sia sugli impianti di riscaldamento sia sull’isolamento degli edifici, si raggiungerebbe il 40% dell’obiettivo posto per la riduzione di emissioni previsto dal Protocollo di Kyoto per il nostro Paese;
 
e preso atto che
 
questo obiettivo determinerebbe il risparmio del 40-50% delle spese gravanti sulle famiglie italiane per il riscaldamento;
 
constatato
 
il notevole successo e riscontro di partecipanti e di pubblico alla mobilitazione, “Generazione clima – efficienti per natura”, sostenuta da WWF in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sostenuta da diversi partner istituzionali, tra cui la Confai e l’ENEA, supportata da diverse società e aziende e patrocinata dall’Alto Patrocinio della Presidenza della repubblica Italiana, avutasi nelle giornate di sabato 10 novembre di domenica 11 novembre in 2000 piazze in Italia, dove si è esposto e reso noto l’appello del WWF di adeguare la risposta istituzionale e dei produttori di energia alle richieste impellenti e ai bisogni reali dei cittadini nelle scelte di risparmio energetico
 
evinta
 
l’enorme possibilità di generare risparmio energetico e diminuzione consistente di emissioni inquinanti invitando i singoli a perseguire comportamenti quotidiani virtuosi utili a garantire razionalizzazione dei consumi e riduzione consistente di emissioni derivanti dall’utilizzo di sistemi di approvvigionamento energetico di origine combustibile o fossile
 
viste e comparate le esperienze amministrative
 
1.      avutesi a Roma, dove l’assessorato all’ambiente ha predisposto la solarizzazione di 88 edifici scolastici già costruiti, l’efficientamento energetico di 237 impianti sportivi già in funzione e di 9 edifici pubblici di proprietà comunale;
2.      A Napoli dove la Giunta ha già programmato la realizzazione di tetti fotovoltaici per 100 scuole entro il 2010 e ha definito una politica contributiva tale per cui si possa garantire l’utilizzo di sgravi fiscali per l’ICI da parte di chi effettua interventi di messa in efficienza energetica;
3.      e, infine, ricordiamo l’intenzione della Provincia di Roma di installare pannelli fotovoltaici su 41 scuole con inizio lavori entro il 2008, realizzando, per la prima volta in Italia, un palco allestito con vele fotovoltaiche per promuovere spettacoli a impatto zero e contribuire alla sostituzione di vecchi impianti termici a partire dal 1° gennaio 2008.
 
PQM
 
si chiede con la presente delibera
 
1.      di richiedere al Comune di Milano di provvedere a procedere con un progetto di solarizzazione di edifici scolastici già costruiti, apponendo fotovoltaici sui tetti delle costruzioni e delle strutture di propria competenza, di impianti sportivi, di centri comunali per promozione di eventi culturali, come i centri di aggregazione multifunzionale e i vari immobili utilizzati per finalità artistiche e culturali, di edifici comunali, partendo dallo stesso consiglio di Zona 4 e dagli stessi centri civici, dalle biblioteche comunali;
2.      di monitorare i suddetti luoghi e di censire le suddette strutture con la collaborazione del consiglio di zona 4 per quanto concerne il territorio circoscrizionale nella fase di elaborazione del progetto e di applicazione del medesimo, affinché si abbia il pieno coinvolgimento della struttura decentrata, tramite la partecipazione della cittadinanza residente, affinché si possa rispondere in modo più completo e diretto alla razionalizzazione e alla sostenibilità del fabbisogno energetico generale;
3.      di provvedere a promuovere una politica fiscale che possa garantire consistenti sgravi sull’ICI per chi effettua interventi volti all’efficienza e al risparmio energetici, nonché per chi apponga strumenti e modalità di riscaldamento con mezzi non inquinanti, come i pannelli fotovoltaici;
4.      di provvedere a organizzare e a indire come Consiglio di Zona 4 assemblee pubbliche o sportelli di servizio dove poter informare e formare la cittadinanza sulle possibilità di risparmio energetico e di razionalizzazione dei consumi derivanti da comportamenti virtuosi e quotidiani individuali, nonché informare la stessa delle disposizioni normative esistenti, soprattutto di carattere tributario e fiscale, per la realizzazione di sistemi energetici sostenibili. 
 
 
 
Proponente:
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano

Domenica, 11 Novembre, 2007 - 12:17

MOZIONE PER SOSTEGNO CAMPAGNA PER MORATORIA PENA DI MORTE

MOZIONE

 
Sostegno del Consiglio di Zona 4 alla campagna per l'adozione, da parte dell'assemblea generale ONU, della risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali e richiesta di attivazione di un banner sul proprio sito per contribuire alla raccolta on line delle firme
 
 
 
VISTO DI FATTO
 
  1. che negli ultimi anni, a partire dal 1993, anno in cui i Paesi mantenitori aderenti all’ONU della pena di morte erano 97, il numero degli stati che ancora prevedono la pena capitale come sanzione penale è sostanzialmente diminuito, arrivando a 52 unità;
 
  1. che dal 1990 a oggi sono 50 i Paesi che hanno definitivamente abolito la pena capitale
 
  1. che nell’ultimo anno è stata attuata un’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte, ancora vigente in molti ordinamenti statuali presenti nel mondo e aderenti all’ONU: 90 sono gli stati che hanno già deciso la totale abolizione, mentre 11 sono quelli che hanno abolito la pena capitale salvo reati eccezionali, commessi in tempo di guerra; la Russia, invece, da componente del Consiglio d’Europa è impegnata ad abolirla attuando una moratoria delle esecuzioni, quest’ultima introdotta, nello stesso tempo, da 5 paesi; mentre sono presenti 29 stati abolizionisti di fatto, ossia non esecutori di sentenze capitali da oltre dieci anni paesi abolizionisti di fatto;
 
  1. che il totale complessivo dei Paesi che hanno abolito la pena di morte, de jure o de facto, ammonta a 130
 
 
 
 
CONSIDERATO DI FATTO
 
  • che, secondo la stima resa pubblica da Amnesty International, dati, questi, suscettibili di correzione per difetto, almeno 1591 persone sono state messe a morte in 25 Paesi e almeno 3861 imputati sono stati condannati a morte in 55 Paesi, a fronte del dato più elevato registratosi nel 2005, anno in cui sono state eseguite 2148 pene capitali e  5186 condanne a morte;
 
PRESO ATTO
 
  1. che nel 2006 sono state eseguite pene capitali nei confronti di quattro imputati minorenni in Iran, uno in Pakistan, e che nel 2007 sono state eseguite due condanne a morte in Iran e una in Arabia Saudita sempre a riguardo di imputati minorenni, nonostante siano vigenti i Trattati Internazionali sui diritti umani che proibiscono tali ipotesi sanzionatorie per soggetti minorenni, quali il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, la Convenzione Americana sui Diritti dell’Uomo, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia;
 
  1. dell’efficacia e della forte incisività derivanti dalla campagna internazionale a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali, in cui Amnesty International è una delle massime organizzazioni impegnate, cercando un’ampia coalizione di Governi promotori e aderenti a tale mobilitazione che inviti l’ Assemblea Generale dell’ONU a definire e approvare una risoluzione pro moratoria, salvando, così, migliaia di condannati a morte, anche quelli non conosciuti, ma detenuti nell’indifferenza nella carceri dei regimi totalitari nei bracci della morte ;
 
CONSIDERATI IN DIRITTO
 
  1. i trattati internazionali, unici strumenti attuali che possano rendere effettivo il principio abolizionista, ratificati o semplicemente firmati con l’impegno dei singoli stati firmatari a disporre di normative che recepiscano quanto statuito dagli stessi, dove vi è esplicito impegno dei singoli Paesi ad abolire definitivamente la pena capitale all’interno dei propri ordinamenti penali, e precisamente:
 
  1. Secondo Protocollo opzionale al Patto Internazionale sui diritti civili e politici, ratificato da 60 stati;
 
  1. il Protocollo alla Convenzione Americana sui diritti umani, ratificato da 8 stati e firmato da 2;
 
  1. il Protocollo n° 6 alla Convenzione Europea sui diritti umani, ratificato da 45 stati e firmato da 1;
 
  1. il Protocollo n° 13 alla Convenzione Europea sui diritti umani, ratificato da 39 stati e firmato da 7, unico atto internazionale che sancisce l’abolizione totale, sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra, sia per reati ordinari, sia per quelli eccezionali;
 
IL CONSIGLIO DI ZONA 4 ESPRIME
 
  • il proprio sostegno alla campagna per l’adozione da parte delle Nazioni Unite di una moratoria universale della pena di morte, sia delle esecuzioni ma, soprattutto, della stessa pena capitale, promossa con coerenza e costanza dalle associazioni e dai movimenti, dai comitati e dalle organizzazioni internazionali, unico elemento utile a rendere necessaria da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU una sua approvazione in tempi brevi, considerando anche essere strati utili gli impegni profusi a riguardo fino a oggi da parte del Governo e del Parlamento italiani e del Parlamento Europeo;
 
  • il proprio sostegno alla campagna per l’adozione, indirizzando al Governo e al Parlamento italiani l’invito a proseguire nella direzione di esortare l’Assemblea Generale dell’ONU all’approvazione e al recepimento della moratoria delle esecuzioni, nell’auspicio che diventi, in futuro, la moratoria della previsione penale;
 
  • il proprio impegno, invitando gli altri consigli circoscrizionali e quello Comunale di Milano ad adottare simili mozioni, a farsi latore della proposta, affinché avvenga adottata una risoluzione incisiva e inequivocabile presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a favore di una moratoria universale sulle esecuzioni. strumento, questo, efficace nella lotta per l'abolizione della pena di morte e pietra miliare nel percorso verso l’eliminazione di tale pratica nel mondo;
 
INVITA, INFINE,
 
  • ad adottare sul sito del Consiglio di Zona un banner di connessione per poter permettere alla cittadinanza di aderire alla campagna per la moratoria, invitando gli stessi organi consiliari territoriali a fare altrettanto, per dare visibilità e maggiore capacità di incisione alla campagna stessa.
 
 
Proponente:
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
 

Venerdì, 9 Novembre, 2007 - 10:10

installazione di una Ricicleria in Zona 4

Consiglio di Zona  4

 
 
Al Presidente del Consiglio di Zona 4
Al Presidente della Commissione Territorio e
     Ambiente della Zona 4                                                       Milano 08 novembre 2007
 
MOZIONE
 
Oggetto:  installazione di una Ricicleria in Zona 4
 
Premesso che:
 
sono attive sul territorio milanese sei Aree ecologiche – riciclerie, gestite da AMSA come “aree attrezzate e custodite dove i cittadini e le piccole imprese artigiane possono portare tutti i materiali riciclabili anche voluminosi, rifiuti ingombranti, materiali inerti (macerie, sanitari, calcinacci) o rifiuti urbani pericolosi” (dal sito AMSA)
fino ad alcuni anni fa era in funzione la ricicleria di via Zama, 33 mentre ora la nostra Zona non è coperta dal servizio,    
considerato che:
 
la Ricicleria abbassa il rischio della dispersione dei rifiuti abbandonati nelle discariche abusive, spesso altamente inquinanti,
nelle Riciclerie si raccoglie non solo il materiale riciclabile ma anche quello classificato come rifiuto urbano pericoloso, non smaltibile con il servizio AMSA su chiamata,
il gradimento della cittadinanza che si avvale del servizio e la sua forte valenza civica,
 
il Consiglio di Zona 4 chiede all’Assessorato comunale competente:
 
- di voler assegnare un’area comunale della Zona 4 ad AMSA allo scopo di attrezzare un’Area ecologica – Ricicleria sul modello di quelle già funzionanti a Milano,
- di valutare, allo scopo, le aree in via di acquisizione comunale dal Consorzio Canale Navigabile (in particolare l’area compresa tra le vie Sant’Arialdo, San Dionigi e Fabio Massimo), dove è possibile organizzare un più vasto e riconoscibile “Polo del recupero e del riciclo”, stante la presenza di diverse aziende operanti nel settore.
 
Il Consiglio di Zona 4 si impegna infine:
 
a convocare un incontro con Comune di Milano, AMSA e ogni altro soggetto coinvolto al fine di verificare la fattibilità dell’intervento oggetto della presente delibera;
a rafforzare la collaborazione istituzionale con AMSA e Polizia Locale sul tema del recupero delle risorse e volta alla diffusione della pratica del riuso, del riciclo e della raccolta differenziata dei rifiuti.   
 
Massimo Gentili  Partito dei Comunisti Italiani
PierAngelo Tosi  Verdi per la Pace
Franz Brunacci     Partito della Rifondazione Comunista
Alessandro Rizzo  Lista Dario Fo
Daniele Olivieri    Socialisti Liberali Radicali
 
                       
 

Domenica, 14 Ottobre, 2007 - 11:34

MOZIONE per ZONA 4 TERRITORIO OGM FREE

MOZIONE

 
DICHIARAZIONE DELLA ZONA 4 DI MILANO COME TERRITORIO “OGM FREE” E RICHIESTA DI APPROVAZIONE DI UNA DELIBERA DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARANTE MILANO COMUNE “OGM FREE”
 
 
Considerato in diritto
 
il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2000 recante “Sospensione cautelativa della commercializzazione e dell’utilizzazione di taluni prodotti transgenici sul territorio nazionale, a norma dell’articolo 12 del Regolamento della Comunità Europea n° 258/97”;
 
Premesso che nell’ordinamento comunitario e internazionale
 
1.                  La Costituzione Europea, già ratificata o in corso di ratifica da parte dei singoli Stati Membri dell’Unione Europea, indica come obiettivi strategici per lo sviluppo sostenibile dell’Europa la tutela della salute umana (artt. II-95 e III-278), la protezione dei consumatori (artt. II-98 e III-235) e la salvaguardia dell’ambiente (artt. II-97, III-233 e III-234) ed assegna alle realtà locali un ruolo essenziale nel processo di realizzazione di detti obiettivi (artt. I-5 e I-11);
2.                  l’art.1 della Carta delle Nazioni Unite prevede che il principio di sovranità alimentare deve prendere in considerazione la logica che deriva dal principio di diritto internazionale secondo cui i popoli dispongono liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali, come previsto;
3.                  la Direttiva del Parlamento e del Consiglio 2001/18/CE del 12 marzo 2001  afferma che gli effetti delle emissioni nell’ambiente di organismi geneticamente modificati possono essere irreversibili e che la tutela della salute umana, animale e vegetale e dell’ambiente deve essere assicurata sia secondo i principi della “prevenzione” e della “precauzione” che secondo i “principi etici riconosciuti in uno Stato membro” prendendo in esame tutti gli effetti negativi possibili (diretti, indiretti, immediati, differiti e cumulativi a lungo termine) determinati dalla immissione deliberata di OGM ed i relativi conflitti di interesse.
 
 
 
 
visto di fatto che
 
1.112 Comuni hanno adottato delibere per un territorio 'libero da Ogm' sostenute dalla
Coldiretti
 
Preso atto che
 
l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati – di seguito denominati solamente OGM - ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica:
 
a) per motivi etici
b) per le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini
c) per i rischi di danni irreversibili sull'ecosistema
d) per l'ulteriore divario che si creerebbe tra paesi ricchi e in via di sviluppo
 
PQM
 
si chiede di deliberare
 
1.       di dichiarare il Consiglio di Zona 4 di Milano e il territorio circoscrizionale "OGM FREE";
2.       di sottoporre al Consiglio Comunale la proposta di dichiarare il Comune di Milano “OGM free”, sospendendo su tutto il territorio comunale la sperimentazione e la coltivazione di organismi vegetali, ottenuti mediante manipolazione genetica;
 
si chiede altresì
 
che il Consiglio di Zona 4 si faccia latore per un recepimento di una simile delibera anche da parte delle altre circoscrizioni, soprattutto se interessate dalla presenza di territori ancora agricoli, e da parte del Consiglio Comunale, creando un apposito coordinamento istituzionale per perseguire i seguenti obiettivi:
 
- informare, attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte tutte le aziende che operano nel campo agroalimentare del territorio comunale sui rischi di utilizzo OGM;
- informare i cittadini, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità nonché di quelli biologici;
- prevedere un'efficace promozione dei prodotti locali, una loro tutela, nell’ottica di garantire la sicurezza alimentare e la conoscenza da parte delle consumatrici e dei consumatori della qualità dei beni agricoli;
- di segnalare pubblicamente la caratteristica dei territori suddetti come “OGM free”.
 
 
Proponente: Alessandro Rizzo – Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
 
sottoscrittori:
Anna Alziati – L’Ulivo per il PD
Franz Brunacci – Rifondazione Comunista
Massimo Gentili – Comunisti Italiani
Luigi Greco – L’Ulivo per il PD
Angelo Misani – L’Ulivo per il PD
Daniele Olivieri – Rosa nel Pugno
Pierangelo Tosi . Verdi per la pace

Giovedì, 19 Luglio, 2007 - 13:36

Affermazione gestione pubblica servizi CAM

MOZIONE
 
Affermazione della gestione pubblica dei servizi erogati dai Centri di Aggregazione Multifunzionale del Comune di Milano
 
 
Considerata di fatto
 
la volontà espressa dalla Direzione del Settore Decentramento del Comune di Milano, (ho cancellato il nome perchè è il direttore nella sua funzione da citarsi) durante la riunione tenutasi nel mese di gennaio 2007 con le rappresentanze sindacali degli operatori dei Centri di Aggregazione Multifunzionali, in cui si indicava l’intenzione dell’amministrazione, di esternalizzare la gestione dei servizi erogati dai medesimi arrecando, a nostro avviso, nocumento alla qualità del servizio ed alla stabilità dei rapporti di lavoro, in gran parte precario, degli stessi operatori preposti al servizio
 
Visto in diritto
 
la delibera comunale approvata il 16 settembre 2003 in cui si evince la potestà e la funzione assunta dall’organo consiliare circoscrizionale nel proporre, adottare ed attuare una programmazione unica dei corsi e delle attività di aggregazione sociale promosse nelle strutture medesime, gestiti direttamente o in convenzione dal Consiglio di Zona, in base del nuovo sistema di organizzazione delle iniziative zonali di aggregazione sociale denominato "Polo Multifunzionale Zonale"
 
Constatato
 
sempre dal testo della delibera di cui sopra, che sussiste già il principio della convenzione a soggetti terzi della gestione di parte di servizi che il Centro di Aggregazione Multifunzionale propone sul territorio
 
Presa conoscenza
 
nella Relazione Previsionale e Programmatica di Bilancio 2007/09, dell’enunciato programmatico riportato a pagina 201, al punto "Centri di aggregazione multifunzionale" nel capitolo complessivo titolato "Aree cittadine e consigli di zona", che cita espressamente:
"Le principali linee di azione per il prossimo futuro, in questo contesto, possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
-         Introdurre un sistema di gestione delle iniziative che utilizzi modalità omogenee per la realizzazione delle attività (non solo, quindi, incarichi a persone singole, ma anche affidamenti di servizi a società, convenzioni, etc...) con il rispetto delle norme vigenti in materia di procedure ad evidenza pubblica per la loro realizzazione"
 
Dedotta
 
in modo inequivocabile, affermativo e rafforzativo dal testo della suddetta Relazione di Bilancio il principio dell’esternalizzazione della gestione dei servizi, come già anticipato, in modo graduale dal testo della Delibera approvata dal Consiglio Comunale il 16 settembre 2003
 
Evinta
 
la conferma, subordinata al parere espresso dai relativi Consigli di Zona, della volontà di esternalizzare la gestione del servizio dei Centri di Aggregazione Multifunzionali da parte della stessa Assessora al Decentramento, Sen. Ombretta Colli, la quale, nella risposta a una interrogazione scritta formulata dal Capogruppo de L’Ulivo del Consiglio di Zona 7 di Milano, in cui si chiedevano informazioni in merito ai risultati ottenuti “dall’indagine esplorativa posta in essere per valutare se esistono i presupposti per l’affidamento degli spazi comunali siti nella struttura di Via delle Betulle, 39” di pertinenza del Consiglio di Zona 7
 
PqM
 
Il Consiglio di zona chiede che il Sindaco e l’Assessore al Decentramento
 
  1. predispongano un piano urgente di rilancio della gestione e della funzione dei Centri di Aggregazione Multifunzionale, strutture tipiche della città di Milano e senza eguali in altri contesti urbani e municipali, aventi la finalità di aggregazione sociale e di elargizione di servizi predisposti per la cittadinanza e per le diverse fasce di esigenze e di bisogni socio culturali della collettività;
  2. confermino l’attuale modalità di gestione pubblica dei servizi erogati dai Centri di Aggregazione Multifunzionali, carattere, questo, che definisce il mantenimento del controllo della qualità dei servizi elargiti dai medesimi, considerato anche l’aumento esponenziale in diversi contesti di utenti iscritte e di iscritti negli ultimi 7 anni;
  3. affidino, qualora fosse già operativo, a soggetti terzi l’elargizione di alcuni e secondari servizi, vincolando il Consiglio di Zona ad impegnarsi nel predisporre garanzie e condizioni nell’atto di affidamento, in particolare, la tutela della dimensione operativa territoriale di tali soggetti in quanto maggiormente a conoscenza della struttura e della tipologia dell’utenza; il carattere aperto della fruizione dei servizi, che non deve essere occasione di mero lucro e di guadagno; la tutela e la garanzia dei rapporti di lavoro oggi esistenti tra l’ente amministrativo e gli operatori, nonché, infine, il carattere temporale del servizio stesso e non permanente;
  4. Considerato il notevole  patrimonio di esperienza e professionalità maturato sul campo  dagli operatori del servizio C.A.M. in molteplici anni di collaborazione con l’amministrazione comunale, si ritiene indispensabile l’indizione di un concorso riservato per l’assunzione a tempo determinato del personale precario come previsto dal comma 560 della finanziaria in vigore. Ciò garantirebbe una stabilità professionale ed economica ai lavoratori coinvolti, nonché confermerebbe la continuità di un intervento che, negli anni, è diventato un punto di riferimento per l’aggregazione e socializzazione nelle zone, per molti cittadini di tutte le fasce d’età.
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
 
 
 
 
 
 
 

Venerdì, 1 Giugno, 2007 - 01:29

attivazione connessione wireless

 
MOZIONE
 
Oggetto: attivazione sul territorio circoscrizionale della proposta, approvata dal Consiglio Comunale tramite l’emendamento alla Relazione previsionale e programmatica di Bilancio 2007/2009, di estensione e implementazione della connessione wi-fi
 
 
Considerato
 
Il testo dell’emendamento, approvato dal Consiglio Comunale, alla Relazione Previsionale e Programmatica di Bilancio 2007/2009 dal consigliere comunale Davide Corritore sulla realizzazione e l’avanzamento dei lavori per un’estensione della rete in diversi spazi, pubblici e privati, della città della connessione “wireless”, senza fili e a banda larga, nella funzione di garantire la diffusione della navigabilità gratuita, come avviene in diverse metropoli mondiali, in primis San Francisco, che sarà a breve la prima metropoli interamente coperta da un ombrello WiFi ad accesso gratuito, con l’intento di annoverare al termine dell’applicazione di questa disposizione un totale di 4 mila luoghi all'aperto, tecnicamente detti “hotspot”.
 
Viste di fatto
 
Esperienze amministrative presenti sul territorio provinciale di Milano, esempio è il Comune di Buccinasco, hanno già avviato questo provvedimento tramite delibera, nell’intenzione di estendere la copertura “wireless” ai diversi quartieri, in massima parte non beneficiati per limiti di vario genere dalla connessione alla rete informatica, e che dalla diffusione del collegamento wi-fi, che permette di ottenere prestazioni di alta qualità, potrebbe giovare un ampio numero di residenti potenziali interessati all’utilizzo di internet.
 
Premesso che
 
la rete wireless aperta consente una fruizione facile e immediata delle risorse di rete offerte, da parte di un gruppo di utenti molto vasto e dinamico, quale potrebbe essere la cittadinanza residente.
 
Visto in diritto
 
il testo dell’emendamento sovrariportato dove viene indicata per la fase di realizzazione e di attivazione di questo progetto sul territorio la delineazione di una mappa di luoghi d'accesso, dove potrebbero venire installate, in strutture di diverso tipo, le antennine atte al collegamento, prospettando anche i criteri per le ripartizioni degli spazi dove dovranno sorgere gli “hotspot”: 700 incroci, 300 scuole e università, 140 centri sportivi, 30 biblioteche, 80 centri anziani, 10 siti di interesse turistico, 50 giardini pubblici e parchi, le fermate di Atm e MM.
 
Premesso che
 
Risulta di interesse collettivo per un accesso gratuito e facilitato dell’utenza, soprattutto giovanile, alla rete informatica, in speciale modo nei luoghi pubblici di studio e nelle zone verdi presenti nel territorio circoscrizionale, nelle scuole e nei centri sportivi, l’attivazione pronta e conseguente della proposta presentata nel testo di emendamento alla Relazione Previsionale di Bilancio
 
Visto in diritto
 
L’articolo 6 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, il quale dispone che i comuni, attraverso società controllate o collegate possono fornire collegamento in banda larga con tecnologia wi-fi; e che lo stesso codice vieta ai comuni di svolgere direttamente attività di Wireless Internet Service Provider. Inoltre secondo il Decreto 4 ottobre 2005, che nova il decreto 28 maggio 2003, avente come oggetto le "Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni generali per la fornitura al pubblico dell'accesso radio LAN alla rete ed ai servizi di telecomunicazioni", è consentita la fornitura di un accesso wi-fi anche nelle aree pubbliche non geograficamente limitate.
 
PQM
 
Si chiede
 
  • Alla Direzione di Settore Nuove Tecnologie e all’assessorato alle Nuove Tecnologie di provvedere a dare diretta esecuzione consequenziale a tale emendamento, attivando e implementando nuove località dove attivare “hotspot”, ossia centraline da cui poter accedere per la connessione a internet senza fili, tecnicamente detta wi-fi
  • Alla Direzione di Settore Nuove Tecnologie e all’Assessorato alle Nuove Tecnologie di informare il Consiglio di Zona 4 dei criteri che sono intenzionati a perseguire per definire il programma di attuazione di un’estensione della connessione wireless sul territorio zonale
  • Al Consiglio di Zona 4 di provvedere a definire una mappatura utile a individuare luoghi pubblici dove poter attivare antenne per la connessione senza fili, distribuiti in modo equo e omogeneo sul territorio zonale, beneficando maggiormente gli spazi di aggregazione civica, biblioteche, centri di aggregazione multifunzionali e giovanili, centro civico, scuole, istituti di vario ordine e grado, giardini e parchi pubblici, fermate dei mezzi pubblici gestite dall’ATM e dalla MM, incroci e centri sportivi, e garantendo un buon grado di accessibilità al servizio nelle zone periferiche, dove si registra un’elevata presenza di residenti, coinvolgendo nell’elaborazione del monitoraggio la direzione stessa comunale e l’assessorato preposto.
  • Al Consiglio di Zona 4 di attivare questo percorso di monitoraggio delle aree dove attivare antennine di connessione a internet senza fili, wireless, tramite il coinvolgimento massimo dei diretti interessati all’estensione del wi-fi, i residenti della circoscrizione, utenti primari del servizio gratuito, nonché i consigli delle zone limitrofe affinché si possa garantire uno sviluppo omogeneo e più equilibrato dell’accesso alla rete in banda larga, su una fascia di territorio più ampio.
 
 
 
Alessandro Rizzo
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
 
 

Lunedì, 21 Maggio, 2007 - 14:21

prevenzione sinistri in zona Piazzale Ferrara

MOZIONE URGENTE

 
Oggetto: misure urgenti di prevenzione sinistri in zona Piazzale Ferrara e maggiore presenza polizia municipale
 
 
Visto
 
l’aumento di incidenti stradali di cui vittime sono pedoni classificati dal Codice della Strada come “utenti deboli”, ultime nel tempo due signore anziane nei pressi di Piazzale Ferrara, che pone un grave problema sul tema della sicurezza stradale e in merito al miglioramento delle condizioni di viabilità e di mobilità nella nostra città, in particolare la nostra zona
 
Considerata di fatto
 
la causa dell’aumento dei sinistri dovuta alla particolare struttura sociale e urbanistica del quartiere, dove esiste una presenza assidua di transito di automobili private e dove la velocità non è sottoposta a un controllo atto a penalizzare le infrazioni del codice della strada
 
Preso atto
 
della presentazione in Consiglio Comunale di un decalogo, tramite un testo di proposta di deliberazione, da parte dei consiglieri Baruffi e Corritore in materia di provvedimenti e disposizioni urbanistiche e viabilistiche atte a implementare un progetto organico e diffuso sulla sicurezza stradale degli utenti deboli, pedoni, anziani, bambini, ciclisti, disabili, in piena sintonia con direttive e raccomandazioni comunitarie
 
Considerato anche
 
il vincolo di destinazione di una parte delle entrate derivanti dalle sanzioni pecuniarie amministrative dovute a infrazioni e violazioni del Codice della Strada, determinato tramite delibera consiliare
 
Constatato
 
il progetto di riqualificazione della viabilità e dell’arredo urbano nell’ambito dei Contratti di Quartiere, quali, per esempio, le misure che prevedono per Via Polesine in particolare la canalizzazione del traffico e la riduzione della velocità di scorrimento
 
PQM
 
si chiede
 
-         nell’immediato una maggiore disposizione presso la zona interessata di Piazzale Ferrara di dipendenti della Polizia Municipale, per una più puntuale attività di controllo e di sanzione;
-         un’accelerazione dei suddetti progetti di intervento su via Polesine;
-         al settore centrale viabilità di voler predisporre ulteriori misure strutturali, atte a rimuovere una situazione permanente da tempo di forte pericolo per i pedoni, nonché una possibilità di intervento diretto per perseguire le gravi violazioni commesse in materia di codice della strada.
 

Giovedì, 12 Aprile, 2007 - 14:20

Mozione per un intervento urgente per i profughi

La mozione di seguito è stata presentata dal sottoscritto, Alessandro Rizzo Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano, a nome di tutte le consigliere e i consiglieri de L’Unione del Consiglio di Zona 4, sottoscrittori del testo di proposta di deliberazione nella seduta del Consiglio di martedì 3 aprile 2007.

 
MOZIONE
Premesso
che dai primi mesi dell'inverno del 2006 si sono insediati in condizioni precarie e insalubri uomini e donne (oltre 140) provenienti dal Corno d'Africa, emigrate da zone di guerra e soggetti a violazioni gravi dei diritti umani e dei popoli
Considerato in diritto
che i suddetti rifugiati sono protetti formalmente dalla legge dello Stato italiano, in quanto sono stati riconosciuti come titolari dello status e della personalità giuridica, tutelate dalla giurisdizione internazionale di rifugiati con permesso d'asilo, umanitario e politico.
Considerato di fatto
la permanenza dei rifugiati in una caserma, non dotata dei servizi di primaria necessità, come la luce, la fornitura del gas, le condutture dell'acqua e
Vista
anche l'assenza totale del servizio di pulizia dei locali e degli spazi adiacenti alla struttura elargiti da parte dell’AMSA,
Preso atto
dell'assenza e della mancanza assoluta di un programma serio e coerente predisposto finalizzato all'accoglienza sociale e lavorativa, e l'impossibilità per i medesimi di accedere a servizi sanitari e sociali, disponibili per la cittadinanza
 
Considerato di fatto
che esistono fondi predisposti da parte del governo per il riconoscimento dei diritti e per la predisposizione di programmi di inserimento e di tutela dei diritti sociali e delle esigenze rientranti nell'obbligo internazionale di ospitalità dei rifugiati politici
Si invita e si esorta
 
il settore politiche sociali del Comune di Milano e l'assessorato alle politiche sociali di predisporre con carattere di urgenza un Piano di intervento e di accoglienza per le rifugiate e i rifugiati presso l'ex caserma di Viale Forlanini, oggi in stato ai degrado e di abbandono fatiscente, affinchè si possano trovare soluzioni immediate e dirette per questa insostenibile situazione, intollerabile secondo il diritto internazionale, e affinchè si possa permettere loro di ricostruirsi un'esistenza dignitosa e di eguali rispetto alla comunità.

Giovedì, 22 Marzo, 2007 - 17:25

Relazione Bilancio: emendamenti da me proposti

 
Alla Relazione di Bilancio programmatica e previsionale 2007/2009 ho proposto tramite il Gruppo Consiliare Lista Uniti con Dario Fo per Milano i seguenti testi di emendamento.

Emendamento sulla gestione e l'elargizione del servizio bibliotecario e della rete di servizio
Alla frase (pag. 264 – capitolo “Area biblioteche”) “Più in particolare, le Biblioteche considerano prioritari questi ambiti di intervento”, a cui fa seguito un elenco dettagliato di priorità e di enunciati, aggiungere tra questi ultimi la seguente frase:

  • ad uniformare il servizio bibliotecario rionale con quello della biblioteca Sormani, affinché si possa ridefinire la funzione di quest’ultima come luogo aperto al pubblico e non solo biblioteca di conservazione, aumentando, così, la possibilità di scelta da parte dell’utenza cittadina dei servizi bibliotecari a cui accedere, e rendendo, così, unitaria e omogenea, a livello cittadino, l’organizzazione dei servizi bibliotecari civici a beneficio della medesima
Sostituire la frase “personale amichevole” (4° riga, 4° capoverso, pag. 265 del capitolo “Area biblioteche”) con la frase “personale professionale”.
Aggiungere a pagina 265 dopo la frase “Le linee di miglioramento prevedono azioni … sul personale, soprattutto quello addetto al pubblico” la seguente integrazione:
  • Occorre, pertanto, provvedere, nell’impegno di applicare progressivamente e uniformemente in tutta la rete bibliotecaria cittadina l’orario di apertura continuativo protratto fino alle ore tardo serali, nella direzione di una effettiva offerta culturale diversificata, ad aumentare l’organico comunale destinato alle biblioteche lungo tutto l’orario di apertura, assicurando la professionalità della mansione lavorativa e della sua funzione, non ascrivibile a semplice e mera custodia del patrimonio bibliografico presente.

Emendamento sulla dotazione di sistemi di programmazione open source 

Aggiungere al paragrafo “Priorità” del capitolo della Relazione previsionale e programmatica di bilancio titolato “Innovazione e capitale umano” il seguente capoverso e punto:
 
Una quarta priorità riguarda l’introduzione graduale sui P.C. in ambiente Windows dell’utilizzo di software alternativi agli applicativi più diffusi, valutando al contempo la possibilità tecnica di aggiornare il vecchio hardware con sistemi operativi open source di comprovata sicurezza, quale Linux. Questo provvedimento consentirebbe, così, futuri risparmi sui costi delle licenze, destinabili, pertanto, al finanziamento di corsi di formazione del personale, funzionali a fornire le conoscenze fondamentali per la gestione e l’utilizzo della nuova tipologia di software impiegato.
Emendamento sulla attivazione di Uffici di Relazioen con il Pubblico presso i centri civici dei Consigli di Zona di Milano
Al punto “Motivazione delle scelte e finalità da conseguire” del programma “Aree cittadine e consigli di zona” (pg. 200) aggiungere al termine del primo elenco  il seguente punto:
“reistituire nei consigli di zona gli Uffici di Relazione con il Pubblico, servizio atto a consentire un’adeguata comunicazione pubblica e informazioni al cittadino, valorizzando, pertanto, il rapporto di rappresentanza civica del Consiglio di Zona, prima istituzione di riferimento sul territorio per la residenza”
Emendamento sulla gestione dei Centri di Aggregazione Multifunzionale

Al punto “Centri di aggregazione multifunzionali (CAM)” (pg. 200) del programma “Aree cittadine e consigli di zona” dopo la frase “le principali linee di azione … possono essere sintetizzate nei seguenti punti”:

sostituire il primo punto con il seguente:
“valorizzare gli attuali centri di aggregazione multifunzionale, spazi da sempre funzionali a sviluppare un adeguato sistema di servizi per il territorio, tutelando la pubblicità della gestione unica modalità che garantisce la qualità del servizio medesimo offerto, e garantendo, pertanto, una progressiva partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza utente nella programmazione delle attività”

Giovedì, 8 Marzo, 2007 - 13:42

Ordine del Giorno su apertura serale biblioteche


Oggetto : riorganizzazione servizio bibliotecario
I sottoscritti Consiglieri di Zona
CONSIDERATO
  • Il valore insostituibile, sotto il profilo culturale nonché sociale ed aggregativo, del servizio offerto dalle biblioteche milanesi, in particolar modo quelle rionali di periferia;
  • che lo stato attuale del servizio bibliotecario, nel suo complesso, non garantisce una fruizione del servizio qualitativamente sufficiente alla cittadinanza;
  • che la scarsità del personale presente nelle biblioteche è la prima causa della disfunzione di tale servizio;
  • la mozione approvata all’unanimità in data 12 ottobre 2006, presentata dal sottoscritto titolata “PER IL RIPRISTINO DELL’ORARIO DI APERTURA SERALE DELLE BIBLIOTECHE RIONALI DI ZONA 4”;
VALUTATO
  • che tale servizio non ha una organizzazione unitaria, con conseguenze deleterie per l’utenza: la difformità dell’orario di apertura delle biblioteche ne è l’esempio più evidente;
IMPEGNANO  IL CONSIGLIO DI ZONA:
  • ad uniformare il servizio bibliotecario rionale con quello della biblioteca Sormani invertendo un trend negativo che ha visto quest’ultima trasformarsi in una biblioteca di conservazione sempre meno aperta al pubblico;
  • ad applicare progressivamente e uniformemente in tutta la rete bibliotecaria cittadina l’orario di apertura continuativo protratto fino alle ore tardo serali, nonché una effettiva offerta culturale diversificata, dalle postazioni audio-video collegate ad internet alle manifestazioni culturali organizzate in sede;
  • a rilanciare le molteplici funzioni della struttura bibliotecaria attraverso un’attività di riconsiderazione in senso qualitativo delle offerte di impiego del tempo libero per i cittadini residenti nelle rispettive zone, realizzabile attraverso una politica culturale di ampio respiro sia nel metodo che nel merito;
  • ad aumentare l’organico comunale destinato alle biblioteche lungo tutto l’orario di apertura, assicurando la professionalità della mansione lavorativa e della sua funzione non ascrivibile a semplice e mera custodia del patrimonio bibliografico presente.
Proponente: Alessandro Rizzo – Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano

Giovedì, 8 Marzo, 2007 - 13:26

Graduale applicazione di software open source

 
 
MOZIONE IN TEMA DI UTILIZZO DEL SOFTWARE OPEN SOURCE (OSS) NELL’AMBITO DEL DECENTRAMENTO SETTORE ZONA 4
 
Premesso che
 
il software open source (a codice aperto) è utilizzabile liberamente e garantisce libertà e autonomia di aggiornamento, senza pesare ulteriormente nei costi delle licenze previste dai software oggi utilizzati nell’ambito della pubblica amministrazione;
 
Considerati
 
i problemi che si sono presentati in passato in merito all’utilizzazione e alla gestione dell’attuale rete comunale, nella fattispecie di interruzioni dei servizi di rete, con le gravi conseguenze subite dall’utenza (interruzione dei servizi al cittadino) e dalla stessa amministrazione (danno di immagine)
 
Considerato che
 
i sistemi operativi a codice aperto, nati e sviluppati in ambito accademico, sono sempre più utilizzati, soprattutto in ambito server, per l’affidabilità tecnica che garantiscono
 
l’utilizzo dell’OSS nella pubblica amministrazione risponde ai requisiti di economicità, sicurezza, ricusabilità e interoperabilità, e, data l’adattabilità e il numero elevato dei software disponibili, permette di fare fronte alle esigenze amministrative specifiche degli uffici e dei servizi consentendone contestualmente la modernizzazione dei sistemi informatici
 
Viste
 
le norme introdotte nella legge finanziaria 2007 relative all’istituzione del “Fondo per il sostegno agli investimenti per l’innovazione negli enti locali”, che danno priorità ai progetti “che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto”
 
Visto che
 
esiste e sussiste la libertà piena di eseguire il programma per qualunque scopo, senza vincoli sul suo utilizzo,
 
Considerato di fatto che
 
in base alle applicazioni software libero, open source, si deduce la piena libertà di studiare il funzionamento del programma, e di adattarlo alle proprie esigenze, da parte del personale preposto al servizio informatico e in base alle necessità e utilità del settore di zona
 
Visto che
 
sussiste la libertà, in base all’adozione del software open source, di migliorare il programma, e di distribuirne i miglioramenti
 
 
 
considerato di fatto
 
che esiste l’opportunità che la correzione di un errore in un programma da parte di un soggetto renda disponibile la correzione applicabile anche agli altri soggetti fruitori e gestori del servizio
 
si delibera
 
-         di utilizzare il software open source presso il settore decentramento di zona 4, introducendo da subito sui P.C. in ambiente Windows l’utilizzo di software alternativi agli applicativi più diffusi (ad es. la suite OpenOffice per la videoscrittura, i fogli di calcolo, le presentazioni e i database; Firefox per la navigazione web; Nvu per la creazione e l’aggiornamento di siti web, Gimp per la grafica, etc.) e valutando nel contempo la possibilità tecnica (compatibilità hardware) di aggiornare il vecchio hardware con sistemi operativi open source di comprovata sicurezza (quale Linux), prevedendo soprattutto per quelle apparecchiature utilizzate all’interno della struttura comunale come semplici terminali di rete sistemi operativi aperti e browser analoghi;
-         di destinare i conseguenti futuri risparmi sui costi delle licenze dei software utilizzati nel settore al finanziamento di corsi di formazione del personale funzionali a fornire le conoscenze opportune e fondamentali per la gestione e l’utilizzo della nuova tipologia di software impiegato
 
 
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
 
 
 
 

Domenica, 21 Gennaio, 2007 - 14:15

mozione su area giardino Via Barabino 2

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio di Zona 4
Paolo Zanichelli
Alla cortese attenzione del Presidente della Commissione Educazione e Biblioteche
Antonella Di Troia

MOZIONE
Oggetto: ripristino della condizione di piena utilizzabilità dell’area interna alla Scuola Materna di Via Barabino finalizzata all’educazione ambientale ed ecologica dei bambini
CONSIDERATA
la mozione presentata dalla consigliera Marilena Adamo e dal consigliere Marco Cormio il 7 luglio 2003 nella scorsa consiliatura, avente come oggetto un ordine del giorno riguardante la scuola materna di Via Barabino, il cui testo è allegato alla presente mozione, sollecitante la predisposizione di misure atte a riportare alla piena utilizzabilità il giardino, adibito al contatto dei bambini con la natura e gli animali ad alto scopo didattico integrativo, oggi in pieno stato di degrado e di abbandono.
PRESO ATTO DI FATTO
dell’esistenza di un’area di 5000 mq, interna alla scuola la cui struttura risale ai primi anni 50, adibita all’utilizzo in ambito didattico integrativo da parte dei bambini di un giardino comprensivo di un laghetto, di un orto, di un frutteto e di un villaggio in miniatura formato da sei cassette a misura di bambino, tra cui una conigliera, la cui finalità consiste nell’educare il bambino a confrontarsi con la natura e a rispettare la medesima, in pieno contatto con gli animali, all’insegna del rispetto dell’ambiente
VISTA
la situazione di forte degrado e abbandono delle strutture preposte a tale utilizzo integrativo didattico di grande valenza nell’ambito dei servizi educativi per l’infanzia presenti nella nostra città, data la mancanza di personale adibito a curare gli animali possibilmente presenti nell’area e all’assenza di provvedimenti funzionali a mantenere le strutture funzionali allo scopo didattico e formativo dell’area
RISCONTRATOSI CHE
nonostante l’ordine del giorno proposto dai consiglieri Adamo e Cormio e le ripetute sollecitazioni di intervento proposte da parte dell’utenza scolastica, i genitori, e il corpo insegnante, volte a richiedere il ripristino di una situazione atta a garantire la piena fruizione di questo patrimonio educativo, non siano state pfrese fino a oggi da parte del Settore Amministrativo preposto, degli assessorati competenti e del Comune medesimo misure atte a intervenire efficacemente
SI RICHIEDE
al Consiglio di Zona e alla Commissione Educazione di predisporre misure e di assumere decisioni che siano finalizzate a richiedere al Settore e agli assessorati competenti di provvedere a destinare fondi necessari per ripristinare la situazione di piena agibilità del giardino interno alla scuola materna di grande valore patrimoniale nel campo dell’educazione ambientale e della sperimentalità didattica integrativa, come ha potuto rilevare la mostra “Un giardino per educare”, effettuata nel giugno 2003 in collaborazione fra l’Istituto Statale Virgilio e il Liceo Artistico Statale
SI RICHIEDE altresì
di istituire forme di coordinamento e di confronto tra il Consiglio di Zona, le strutture scolastiche presenti nella circoscrizione, dove è già avviata un’esperienza di questo calibro, oppure dove ancora devono sperimentarsi forme di integrazione didattica preposte a questo scopo educativo, li assessorati competenti, con ausilio di soggetti associativi privati, finalizzato a garantire un lavoro congiunto che predisponga un progetto complessivo destinato all’estensione di forme e canali di natura didattico educativa preposte alla valorizzazione del patrimonio ambientale e del confronto tra bambino e natura, come nel passato ha caratterizzato l’attività della scuola materna di Via Barbino.
proponente
Alessandro Rizzo – Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano

Lunedì, 20 Novembre, 2006 - 12:37

Giornata di partecipazione degli studenti alla vita democratica della Zona

Anticipo il testo di un'importante e interessante mozione che presenterò in Commissione Biblioteche di Zona 4, oggi ...

Alla Cortese Attenzione del Presidente del Consiglio di Zona 4
Paolo Zanichelli
Alla cortese attenzione della Presidente Commissione educazione e biblioteche
Antonella Di Troia
Al Consiglio di Zona 4 e alle sue e ai suoi componenti

Oggetto: mozione per la preparazione di una giornata di valorizzazione della partecipazione delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi alla vita democratica della nostra circoscrizione e città.

In riferimento

alla proposta indirizzata dall’associazione Arciragazzi di Milano, presente e operante nella città per la tutela e la diffusione dei diritti dell’infanzia, a diversi organismi istituzionali, tra cui il Consiglio Comunale e i Consigli di Zona di Milano, il cui testo allego alla presente mozione, di organizzare in concerto con la commissione educazione e il Consiglio di Zona, e le scuole elementari e medie della zona, una giornata all’insegna della partecipazione e della valorizzazione del senso democratico e della conoscenza istituzionale del Consiglio di Zona, rivolta alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi delle scuole;

Vista

l’organizzazione già eseguita e la ricezione attuata da parte del Consiglio di Zona 9 e del Consiglio di Zona 7 di Milano in merito all’indizione nella settimana corrente della giornata di valorizzazione della partecipazione delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi alla vita democratica della nostra circoscrizione e città;

Considerata

la ricorrenza del 18° Anniversario della Convenzione Internazionale per i diritti dei bambini e dei ragazzi, che definisce il ragazzo quale soggetto attivo con personalità giuridica , titolare del diritto di partecipazione alla vita pubblica riguardante la collettività e la comunità;

Si propone

al Consiglio di Zona e alla Commissione educazione di provvedere a indire una giornata che avvii un percorso continuativo di confronto e dialogo tra le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi e gli amministratori circoscrizionali, sviluppando canali di conoscenza e di dialogo atti a garantire una crescita civile all’insegna di una reale partecipazione del bambino alla vita democratica del territorio. In base alla proposta formulata, la giornata può comprendere le seguenti fasi:

- ricevimento e incontro pubblico con le delegazioni delle classi, elette dalle bambine e dai bambini delle singole scuole coinvolte nel proprio ambito, dove potranno esporre al Presidente del Consiglio di Zona alle componenti e ai componenti del Consiglio stesso, nella sede consiliare, le proprie richieste, istanze, riflessioni e proposte in merito all’ambiente urbano e naturale della loro zona, della loro scuola, e ai loro diritti di giovani cittadine/i;
- visita guidata del Consiglio di Zona da parte delle delegazioni scolastiche, al fine di rendere conoscenti le/i ragazze/i dei servizi che il Centro Civico può disporre, dove potere reperire forme di tutela e di garanzia dei propri diritti sociali.

L’importanza della proposta consiste nel promuovere il senso civico reale di partecipazione democratica della bambina e del bambino, nell’istaurare un rapporto di piena rappresentanza e di conoscenza delle strutture del Centro Civico, comprendente i servizi che esso offre e può offrire nel tutelare e garantire i propri diritti, e nel concepire il ragazzo e la ragazza come soggetti di diritto e di cittadinanza a pieno titolo, avente la titolarità di intervenire e di incidere nelle scelte riguardanti il proprio territorio, la propria vita sociale e il patrimonio che dispone pubblicamente la propria circoscrizione, da loro stessi usufruibile, all’insegna del rispetto civico e nelle modalità definibili anche tramite la loro diretta partecipazione.

Allego alla presente mozione copia della Convenzione Internazionale dei Bambini e la richiesta proposta formulata dall’Arciragazzi di Milano.

Alessandro Rizzo – Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano

Mercoledì, 11 Ottobre, 2006 - 15:23

PER IL RIPRISTINO DELL'ORARIO SERALE DI APERTURA DELLE BIBLIOTECHE

MOZIONE

 
PER IL RIPRISTINO DELL’ORARIO DI APERTURA SERALE
DELLE BIBLIOTECHE RIONALI DI ZONA 4
 
 
 
PRESO ATTO
 
della chiusura in orario serale (19.45 – 22.45) dallo scorso gennaio delle due Biblioteche Civiche presenti sul territorio circoscrizionale di Zona 4, in via Ciceri Visconti e in via Oglio presso il Centro Civico di Zona 4 di Milano, a causa del mancato rinnovo dell’appalto agli operatori che prestavano il servizio di controllo e vigilanza oltre le ore 19.45,
 
CONSIDERATA
 
la mancanza di personale addetto all’elargizione del servizio civico di pubblico interesse e utilità, data l’assenza di nuove assunzioni per la suddetta funzione,
 
VISTE
 
·        la delibera all’unanimità di questo Consiglio di Zona in data 12/01/06 con la quale si sollecitava il ripristino dell’apertura serale delle due Biblioteche
·        la petizione popolare da tempo presentata alla Commissione Educazione e Biblioteche della Zona 4 di Milano, a cui hanno aderito diverse cittadine e diversi cittadini della circoscrizione e utenti del servizio bibliotecario
 
CONSIDERATO
 
  • la necessità sociale diffusa di studenti e di studentesse di usufruire anche in orario serale del servizio per attività di studio e di approfondimento formativo, nonché la dimensione di valenza civile che il servizio offre alla cittadinanza nel suo complesso,
  • la ricaduta negativa che la chiusura in via Oglio ha sull’agibilità serale dell’intero edificio e quindi delle attività consiliari,
 
DATA
 
la già insufficiente presenza di centri bibliotecari civici sul territorio della zona, a differenza di altre circoscrizioni limitrofe,considerata la propria dimensione e il numero di abitanti, soprattutto disponibili negli orari serali
 
 
IL CONSIGLIO DI ZONA 4 CHIEDE
AL SINDACO E ALL’ASSESSORE COMUNALE COMPETENTE
 
di poter accogliere le istanze sopra formulate e precisate nella petizione esposta agli organi amministrativi e consiliari competenti di zona 4, il Consiglio e la Commissione Educazione e Biblioteche, affinchè si dia una risposta alla questione cercando di reperire forme e canali suppletivi la temporanea mancanza di personale con forme di accordi trasparenti con cooperative o con forme giuridiche di collaborazione con studentesse e studenti universitari in orari extrascolastici. E’ importante predisporre forme e misure atte a dare la più ampia disponibilità del servizio, che rimane e detiene una dimensione di utilità sociale comune e collettiva imprescindibile e insostituibile con nessuna altra forma di elargizione del medesimo.
 
FIRMATO
 
Proponente: Alessandro Rizzo – Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
 
In ordine alfabetico
 
Franz Brunacci – Capogruppo Rifondazione Comunista
 
Paolo Cova – L’Ulivo
 
Aldo Dell’Oro – Capogruppo de L’Ulivo
 
Gino Di Pasquale – L’Ulivo
 
Massimo Gentili – Capogruppo Comunisti Italiani
 
Carlo Greco – L’Ulivo
 
Francesco Mapelli – L’Ulivo
 
Gabriele Pezzaglia – L’Ulivo
 
Luca Ragone – Capogruppo Italia dei Valori
 
Pierangelo Tosi – Capogruppo Verdi
 
 

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