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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 2 Agosto, 2007 - 16:54

Intervista sui CAM

PER IL DECENTRAMENTO LA PAROLA D’ORDINE È ACCENTRARE
Anche sulla gestione dei CAM il comune decide senza consultare i Consigli di Zona

www.chiamamilano.it

Fino a quattro anni fa si chiamavano CTS (Centri Territoriali Sociali), poi dal 2003, con la riforma dell’allora Assessore al decentramento Giulio Gallera –oggi Capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale–, sono diventati CAM (Centri di Aggregazione Multifunzionale).
Sono spazi nati e messi a disposizione dal Comune alla fine degli anni ’70, luoghi d’incontro e aggregazione. Sono gestiti direttamente da operatori comunali o indirettamente da associazioni convenzionate che propongono ai cittadini attività gratuite polivalenti: dal laboratorio teatrale alle attività sportive per i più giovani, dal corso di cucina alla mostra fotografica per gli adulti, dal corso di ginnastica dolce all’evento di animazione per gli anziani.  
Chi decide le attività da sviluppare all’interno dei 25 CAM della città?
Le scelte spettano, in ogni Zona, ad una Commissione di cui fanno parte alcuni dei Consiglieri di Zona  coordinati  da un funzionario del Comune, il Direttore di Settore di Zona, garante del rispetto delle linee guida definite dal Direttore Centrale delle Aree Cittadine Federico Bordogna.
Questa è la procedura in vigore  dal 2003, quando la Delibera Gallera eliminò il vecchio Comitato di Gestione costituito da 5 Consiglieri del Consiglio di zona e 3 rappresentanti delle associazioni e/o degli utenti del CTS.
“Si è passati da una gestione democratica dal basso ad un accentramento del controllo dei CAM”, denuncia Alessandro Rizzo, capogruppo della lista Uniti con Dario Fo nel Consiglio di Zona 4.
“La delibera dell’ex Assessore al Decentramento Giulio Gallera  paradossalmente fu manifestazione di un atteggiamento accentratorio da parte dell'amministrazione, di fatto espropriando delle loro funzioni i Consigli di Zona, che oggi possono ancora  avanzare delle proposte, ma devono sottostare  alle linee guida  definite centralmente”.
Alessandro Rizzo, e con lui altri Consiglieri di Zona, riapre oggi la querelle sulla gestione dei CAM in seguito a quanto emerge dalla Relazione previsionale e programmatica di Bilancio 2007/09 che prevede la possibilità di esternalizzare l’attività dei Centri ad enti o associazioni private.
“Da Febbraio l’Assessore alle Aree cittadine (un tempo detto Assessore al decentramento) Ombretta Colli, senza consultare i Consigli di Zona, ha avviato un’indagine esplorativa di mercato finalizzata a verificare l’eventuale interesse di soggetti terzi ad ottenere, tramite appalto, la gestione dei CAM. Se avverrà questa privatizzazione, non solo i Consigli di Zona non avranno più alcuna voce in capitolo sulla programmazione delle attività, lasciate dunque ad un presumibile processo di depauperamento, ma ci saranno ricadute negative anche sull’utenza e sugli operatori attualmente presenti. Ai primi potrebbe addirittura venir meno la garanzia della gratuità dei servizi, i secondi verrebbero soppiantati dai nuovi; ipotesi questa preannunciata dal mancato rinnovo dei contratti per il prossimo anno”.  
In alcuni Consigli di Zona è stata presentata una mozione che promuove la necessità di un’opposizione convinta e collaborativa dei diversi Consigli affinché l’esternalizzazione non si realizzi.
Il decano dei presidenti di Zona, Pietro Viola, Presidente di Zona 3, che attende per gennaio l’apertura del primo CAM nella propria circoscrizione, forse in base all’esperienza forse perché non riesce proprio a credere al rischio di una beffa proprio sulla linea del traguardo, scaccia ogni timore e considera gli allarmi sulla possibile “privatizzazione” dei CAM come frutto di un’interpretazione sbagliata del concetto di “esternalizzazione”.
 “Ci sarebbe –assicura– solamente un ricambio gestionale che coinvolge enti o associazioni private vincitrici di appalti pubblici. Le attività rimarrebbero gestite indirettamente dall’Amministrazione, ma questa non è una novità perché già da anni alcune iniziative dei Centri sono affidate a terzi tramite convenzione. Gli operatori attualmente presenti all’interno dei CAM riceverebbero comunque nuovi incarichi comunali. I ricambi gestionali d’altra parte ci sono sempre stati, non è previsto nessun diritto di esclusiva. Per quanto riguarda invece i Consigli di Zona, invece, è assolutamente certo che non perderebbero il potere di delibera sulla programmazione delle attività.”
Due versioni contrastanti dunque. Che purtroppo amplificano la domanda: poiché se l’allarme “privatizzazione” potrebbe sembrare a prima vista esagerato, emerge comunque il fatto che lo studio commissionato dall’Assessorato alle aree cittadine costituisce non solo un viatico per l’Esternalizzazione ma l’ennesima prova che sul decentramento a Milano le decisioni vengono prese senza consultare i diretti interessati, ovvero i Consigli di zona.
Per cercare qualche ulteriore elemento ci siamo rivolti all’Assessore Colli, che, contattata telefonicamente, tuttavia,  sostiene di non poter esprimere considerazioni su qualcosa che deve ancora essere definito.
 “Per ora stiamo facendo uno studio per capire se ci sono le condizioni per affidare la gestione a terzi. Non posso dire altro”.
Ma alla nostra richiesta sulle motivazioni che hanno condotto a questo studio, e sui primi risultati che ne stanno emergendo,  l’Assessore si dichiara troppo impegnata per rispondere.

Giulia Cusumano
http://www.chiamamilano.it/cgi-bin/notizie.pl?pg=7