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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 11 Luglio, 2007 - 10:42

rispondo a Simone di Piazzadeisoci a proposito delle Colonne

Caro Simone,
come avrai avuto occasione di leggere nei post precedentemente upplodati in questa discussione ero molto critico sul provvedimento emanato dalla Giunta: un provvedimento che era indirizzato a penalizzare non solo l'universalità della cittadinanza, ma reiterava la cultura dell'emergenza, dell'azione non considerata, ma adottata per il caso specifico, senza un quadro generale e progettuale di rilancio dello spazio pubblico, di rivitalizzazione con contenuti del medesimo. Penso che qualcosa si sia mosso a Palazzo Marino, grazie anche alle intermediazioni di alcuni consiglieri che sono riusciti a creare contraddizioni nella stessa maggioranza circa l'assenso a questa ordinanza.
Ho linkato al mio blog, http://www.partecipami.it/?q=blog/172, il vostro blog, affinchè il rapporto duale di confronto attivo sia permanente anche con noi che, nei vari livelli e organi, rappresentiamo le vostre istazne e ne dobbiamo diventare portatori, promotori negli organi amministrativi, cercando di dare risposte alle vostre doglianze, necessità, che sono anche le nostre, non esistendo più, a mio parere, quella linea di demarcazione tra delegate/i, quindi elette/i, e deleganti, qindi elettrici/elettori: la partecipazione deve essere il sale vitale di questa nostra forma politica di rappresentatività, di nuova rappresentatività.
Riguardo all'ultima questione che ponevi, Simone, penso che rientri tutto nella stessa dinamica dell'emergenza, ossia le ondate repressive: la polizia locale di Milano spesso è soggetta a queste dinamiche, non per colpa e volontà degli agenti, che fanno il loro lavoro, ma di alcuni direttori, che inaugurano a tratti i periodi dedicati alla persecuzione amministrativa di alcuni utenti della strada, automobilisti, pedoni, ciclisti, fortemente vessati. C'è stata la stagione delle multe a coloro che violavano il codice della strada perchè passavano col rosso: poi la stagione si è chiusa, aprendo quella contro chi posteggiava in sosta vietata. Poi si aprì quella contro chi attraversava la strada col rosso, poi è arrivata la stagione, questa veramente paradossale, della multazione delle biciclette sui marciapiedi, nella città dove le piste ciclabili sono assolutamente minime, a singhiozzo, inesistenti in molti tratti. Ora si va a zone: si apre un comado di polizia locale in un quartiere e si procede ad operare a tappeto su quel quartiere. Non comprendo bene la filosofia di questo progetto, che è a ere, a mode. Credo che sia alquanto opportuno sottolineare come la vigilanza urbana non riesca a coordinarsi con le amministrazioni decentrate, i consigli di zona, che non hanno potere di influire nelle scelte di direttive e di indirizzi per ripristinare situazioni normali in zone di alto disagio sociale.
Stadera nè un esempio: un tempo esisteva un presidio di vigilanza che aveva instaurato col territorio una vera funzione di sicurezza sociale, ossia ospitava persone che avevano problemi sociali gravi, dava loro sostegno, cercava anche di aprire i comandi di polizia ai bambini che stavano per strada, vittime del fenomeno della microcriminalità, in quanto non avevano punti di riferimento chiari, in quanto soggetti alla dispersione scolastica.

Ora credo che il vigile urbano sia figura che non debba solo emettere multe, che non debba essere utilizzato per funzioni che riguardano per competenza alla pubblica sicurezza, la polizia: devono essere, invece, promotori di un servizio collettivo che venga riconosciuto come punto di riferimento per un aiuto sociale e di sostegno sociale, di assistenza sociale di prima istanza, di prima necessità, ovviamente, non essendo loro un consultorio.

La funzione primaria storica di questa impostazione sociale e di sicurezza sociale è progressivamente venuta meno tramite ordinanze e delibere emesse per volontà della direzione del settore sicurezza di Milano e dell'assessorato Decorato, l'autore dell'ordinanza di emergenza dell'ingabbiamento delle Colonne, quindi amministraore che ha palesato un certo fallimento nella propria volontà politica, sconfessata e rivista anche dalla stessa maggioranza in quanto irragionevole ed eccessiva, che hanno sempre più identificato il vigile urbano in poliziotto, con anche la possibilità di avere armi e detenere pistole e intervenire in sistuazioni e casi che riguardano, per competenza, esclusivamente la polizia di stato. Le conseguenze sono presenti ai nostri occhi con le vicende ultime di Via Cassinis e l'intervento alla "Bava Beccaris" eseguito in questo contesto.

Anche da questo occorre partire per cambiare Milano, che è da morire come scrive Ofreddu e Sansa nel loro ultimo libro inchiesta, che invito a leggere attentamente perchè illuminante.

Un caro saluto
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano