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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 20 Giugno, 2007 - 12:44

Le Colonne e l'assenza terribile del Comune

Ho avviato in Milano Solidale e nel mio personal blog presente in PartecipaMI una discussione su questa problematica, che oserei definire complessa, sia per gli interessi presenti, sia per la dimensione e la portata della medesima.
Penso che occorra rilevare due questioni centrali, su cui calibrare le tipologie di intervento:
- gli interessi e soprattutto i diritti delle residenti e dei residenti della zona, angariati da molto chiasso e da una forte concentrazione di persone, traffico e inquinamento acustico nelle ore piccole della notte milanese dello sfrenato godimento edonistico;
- l'interesse della comunità cittadina ad avere la piena disponibilità di un patrimonio pubblico e artistico di elevata portata, come le Colonne, arricchendo le strade di momenti di convivialità e di confronto culturale che non degeneri nel frustrante e oserei dire squallido bivacco.

Come ogni soluzione politica che riguarda la collettività occorre agire con alto senso e responsabilità, con forte dose di intelligenza e di ponderazione, nella visione sociale e nell'opportunità di ogni iniziativa che possa essere apportata, verificandone le parti positive e negative, gli effetti e le conseguenze. 
Le transenne presso le Colonne di San Lorenzo, che vietano a tutte e a tutti il passaggio e il godimento di uno spazio che sembra una tipica agorà della città del buon governo disegnata da Vitruvio, stupenda, gioiello e patrimonio, come ha scritto giustamente Paolo Ramella, a mio parere, soprattutto se si considera la temporaneità del provvedimento, non risolvono molto la questione. Occorre pensare in un'ottica di lungimiranza, non di breve periodo: si parla di amministrare una città, non il proprio salotto.
Io penso, come ho scritto nel mio intervento introducente la discussione, che occorra rendere Milano città della convivenza e della promozione della cultura. Ricordo che un tempo si promuoveva il teatro di strada, la settimana dedicata a Peter Brooke, dove in ogni angolo della città si allocavano palcoscenici e scenografie per mettere in scena compagnie teatrali giovanili e non, che si esibivano in testi e in opere veramente avvincenti. Esiste una sete incommensurabile di confronto, di dialogare con gli altri, di cultura, di arte: lo testimoniano i successi di incontri tematici, anche filosofici, tenutisi in diverse città, mi sovviene l'ultimo festival della filosofia di Torino, da poco terminato, dove le sale erano gremite di partecipanti di giovane età. Ci sarà un motivo.
Io credo che solo la proposta culturale può arginare fenomeni di grave violazione del codice della strada e di emarginante e sfrenato divertimento fine a sè stesso, edonistico, vuoto e vacuo. Pensiamo a prevenire fenomeni di devianza e di oltraggio a un patrimonio che definirei degno di tutela e di attenzione ampia da parte dell'amministrazione.
Si parla sempre di cosa fare dopo, a situazione già avviata: mai che si intervenga prima.
Ho condiviso l'intervento di Majorino nell'ultimo consiglio comunale di lunedì: si ipotizzano interventi sempre posteriori, si attende che il caso scoppi, si provvede, pertanto, a intervenire aumentando, chiaramente, la presenza della vigilanza urbana, senza, però avere predisposto prima una linea di condotta, un progetto di intervento, risolutore e anticipatore certo degrado intollerabile.
Ma prima la vigilanza dov'era in Corso di Porta Ticinese, alla Colonne di San Lorenzo?
E poi solo oggi vediamo una concontrazione di polizia locale, che chiaramente diminuisce, come sottolineato da Majorino, la presenza necessaria nelle zone più periferiche, spesso prive di una tutela e di una protezione che assicuri il monitoraggio della sicurezza e dell'ordine pubblico.
Non vorrei che sia un palliativo, quello delle transenne, privo di un progetto che chiaramente RIQUALIFICHI per tutti la zona artistica di alto interesse storico e civico.
Portiamo le letture di Leopardi, diceva sempre Majorino, nelle piazze: a Torino ogni settimana è dedicata a un tema culturale, artistico, di forte impatto e interesse. PROSSIMAMENTE avremo il festival della musica classica, in collaborazione con Milano, ma nella città europea lombarda, che da sempre è stata esempio virtuoso di sperimentalismi culturali e di diffusione dell'arte come momento collettivo di aggregazione, soffre la mancanza e l'assenza di una politica per la cultura, che renda l'accesso alla medesima non fenomeno di salotti ristretti, o di ambiti relativi, come la moda, oppure di campi dove il commercio dell'offerta culturale diventa elemento di lucro e guadagno, ma, bensì, fenomeno popolare, libero e gratuito, soprattutto, oppure a prezzo politico.

Forse con la cultura come opportunità di condivisione qualcosa si potrà prevenire, oltre alla necessaria, fino a qualche giorno fa inesistente, presenza di vigilanza urbana che sanzioni gravi violazioni del codice della strada.

I negozianti, poi, sono corresponsabili di questo degrado, chiaramente: fino a oggi cosa hanno determinato, se non incentivare uno smodato e scomposto divertimento da parte della collettività. Il bivacco è stata la conseguenza chiara che ha tempestato un angolo gioiello della città di bottiglie rotte, di rifiuti di vario genere ed entità.

Io credo che occorra definire un progetto per rendere possibile la convivenza CIVILE, che non si infonde nella cittadinanza solo proibendo, punzione quasi esemplare, l'accesso a un luogo, soprattutto se questo è un luogo PUBBLICO, ma, bensì, promuovendo l'istituzione e la presenza della medesima come fonte di aggregazione civica, non solo, come giusto deve essere, sanzionante atti illegittimi, che pongono grave nocumento alla medesima convivenza civile e pacifica.

E dopo, signor Decorato, cosa intenderà fare? Il periodo di prova finirà il 31 luglio: ma la verifica sarà fatta su quali basi? Su quali elementi? Su quali basi? E quali saranno i provvedimenti ulteriori che si vorranno prendere, nelle diverse ipotesi, sia di una buona riuscita dell'intervento ad interim, sia nel caso contrario? Si governa alla giornata, senza un disegno complessivo di riqualificazione e rilancio della città come centro di aggregazione RESPONSABILE, INTELLIGENTE, CULTURALE, quindi CIVILE.
Le transenne spostano un problema e dilanzionano nel tempo la consapevolezza e la presa di coscienza da parte dell'amministrazione dell'analisi del disagio, DIFFUSO, NON SOLO GIOVANILE, esistente in questa città, che è diventata e sempre più sta diventando città dell'ESCLUSIONE, della SOLITUDINE, dell'EMARGINAZIONE, dell'ASFISSIA CULTURALE, della mancanza di un PENSIERO POSITIVO E PROPOSITIVO, dell'assenza totale di PROPOSTE QUALIFICANTI AGGREGATIVE.

Come si suole dire: chi vivrà vedrà! Ma niente di nuovo vede sul fronte occidentale, quello di Palazzo Marino.

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4

Alessandro bisogna partire da questo punto, altrimenti si va troppo lontano: le Colonne devono essere tutelate, protette. Punto e basta. Dare la colpa al commerciante che ti vende da bere mi sembra eccessivo. Cosa deve fare, rifiutarti il bicchiere? Il nostro Comune ne ha tante di colpe, così come la Prefettura e la Questura, per essere stati sostanzialmente assenti durante tutti questi anni. Però le Colonne devono essere protette. Deve sparire quel tram che passa ad un metro facendogli fare il giro da Cesare Correnti-Corso Genova per poi rientrare in linea da Piazza XXIV Maggio. Si avrebbe lo spazio per chiudere, sigillare, proteggere le Colonne e contemporaneamente riavere a disposizione un pezzo di quella Piazza richiudendola verso la Basilica. Perchè abbiamo ingabbiato i resti dell'Anfiteatro Romano e addirittura chiusa la possibilità di visite serali? Perchè le rovine, i resti del Palazzo Imperiale di via Brisa sono ingabbiate e chiuse? Perchè in via Circo i resti sono lì, inermi e ingabbiati? Perchè no alle Colonne? Anzi, proprio perchè tra i resti citati le Colonne sono ancora lì che svettano nella loro delicata bellezza dovremmo avere il coraggio ideologico di proteggerle e non renderle panchine da happy hour o innamoratini.

Occasioni di cultura di strada ce ne possono essere, ma non è così che salvi le Colonne. Crei un altro evento dei tantissimi presenti in città.  Invece di insistere in luoghi così delicati, creiamo eventi laddove mancano, nelle cento piazze milanesi dimenticate da tutti. Milano non deve essere solo Duomo-Colonne-Naviglio....

Commento di Paolo Ramella inserito Gio, 21/06/2007 09:58

Ma come non darti ragione, Paolo: ma partiamo prima dalle cose inconcepibilmente presenti che danneggiano quell'area: il tram, buona è la tua idea di dirottarlo in altra via e percorso. Sottoscrivo questo fatto. Ma penso che ogni monumento debba essere usufruibile nella sua visione e nel suo splendore da parte della moltitudine. Impacchettare i monumeti singifica non permettere alla cittadinanza di conoscere il patrimonio storico della nostra città. Bisogna curarli maggiormente, garantire interventi di restauro più soventi: ma sai che questa amministrazione quando reperisce nei suo trentamila scavi urbani per la costruzione di parcheggi sotterranei e quant'altro di edificabile possibile dei reperti archeologici di rilevante interesse richiude e sotterra tutto e sposta lo scavo qualche metro più in là, mantenendo quel gioiello scoperto sotto terra? Se questa non è imperizia e irresponsabilità, e direi ignoranza colossale, mentre in un'altra città ogni reperto di questa portata sarebbe stato valorizzato. Io credo che questo sia il risultato di una assenza totale di politica per la promozione e la salvaguardia dei beni culturali: ma sai qualcuno della loro stessa coalizione, quando era al governo, voleva addirittura cartolarizzare i beni artistici sottoposti a tutela della sovrintendenza. Basta battere cassa: come nei lavori di costruzione dei parcheggi. Basta costruire e cosa importa la bellezza archeologica: tanto è vecchia diranno, con atteggiamento deplorevole.

Apriamo le bellezze che questa città offre, rendiamole disponibili, cerchiam,o di valorizzarle, capitalizandole a livello culturale. Dedicare l'attenzione giusta e piantumare dei vigili nei loro pressi, magari anche dei controllori l'accesso: ma non ingabbiamole, non incelofaniamole, come fanno quelli che comprano un bellissimo divano di velluto e poi lo tengono per tutta la loro esistenza rinchiuso in un celofan senza mai goderne la bellezza. Calibriamo le tipologie di interventi. E' chiaro che voglio tutelare le bellezze che le Colonne ti offrono: ma perchè non eliminare come dici tu il tram che passa a un metro di distanza, arrecando danno alla struttura, date le vibrazioni, e non pensiamo di rendere interamente pedonabile l'area e costituire un servizio di vigilanza ad hoc preposto a intervenire nei momenti di violazione grave del codice della strada da parte di qualche scellerato e scriteriato? Come fosse un museo, ma non come fosse un salotto privato.

Come sempre ti saluto con amicizia e stima
Alessandro

Commento di Alessandro Rizzo inserito Lun, 25/06/2007 09:32