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Il Blog di Alessandro Rizzo | www.partecipaMi.it
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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sabato, 21 Marzo, 2009 - 16:02

MILANO RIFIUTA LA MANIFESTAZIONE DELLE DESTRE XENOFOBE D’EUROPA

MILANO RIFIUTA LA MANIFESTAZIONE DELLE DESTRE XENOFOBE D’EUROPA
Da settimane in rete circola l’inquietante notizia che il 5 aprile prossimo, a Milano, si svolgerà un “evento politico internazionale” promosso da Forza Nuova, con la partecipazione di esponenti del BNP (British National Party), del FN (Front National) e dell'NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands), che insieme a Forza Nuova rappresentano le destre estreme europee.
Sono note e conclamate le posizioni razziste, xenofobe, negazioniste di queste organizzazioni, la simbologia, il linguaggio, le iniziative si richiamano molto spesso e senza ambiguità alla cultura, le idee e i valori neonazisti.
Per quanto riguarda Forza Nuova fu lo stesso ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga a chiedere alcuni anni fa lo “…scioglimento di Forza nuova” sulla base “del divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista e in base alle leggi ordinarie” (Corriere della Sera 25/4/2001).
Così mentre in Italia si preparano le iniziative per celebrare il 25 aprile, giorno della Liberazione dalla dittatura fascista e dal nazismo, Milano città medaglia d’oro della Resistenza Partigiana rischia di essere trasformata nella capitale del neo nazismo europeo.
Noi antifascisti abbiamo profondamente a cuore i principi e i valori democratici e di libertà garantiti dalla nostra Costituzione.
Il richiamo alla nostra Costituzione, alla libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, che sono fondamento del patto sociale e civile della nostra comunità, è la bussola che ci consente di cogliere la pericolosa sottovalutazione delle attività e delle organizzazioni che orgogliosamente negano la Costituzione, si richiamano all’odio e alla discriminazione tra esseri umani, esibiscono una concezione autoritaria del potere, si ispirano al nazismo e al fascismo.
Per questi motivi facciamo appello alle donne e uomini di Milano, democratica e antifascista, alle istituzioni, alle associazioni, al volontariato, ai sindacati, ai partiti perché sottoscrivano questo appello affinchè nella nostra città non sia consentito di ospitare l’iniziativa promossa da Forza Nuova.
Milano, 19 marzo 2009
Promuovono l’appello:
ANPI sezione Gallaratese, Trenno, Lampugnano “A. Poletti e caduti di Trenno”
ANPI sezione “Quarto Oggiaro”
ANPI sezione “Codè Montagnani”
ANPI sezione Vialba, Musocco “A. Capettini”
Comitato Antifascista Zona8
On. Emanuele Fiano Parlamentare PD
Per aderire all’appello chiamate o mandate la mail a: antifascisti.zona8@libero.it

Sabato, 21 Marzo, 2009 - 12:10

HUMOR: in nome della legge (Biagi)

marco_biagi.png
Ciao a tutti flessibili e precari.
Sette anni fa, Marco Biagi, il giuslavorista che ha dato il nome alla giustamente controversa legge sul lavoro (legge 30), veniva ammazzato dalle brigate rosse. Oggi Napolitano l’ha voluto ricordare parlando di come non ci si deve arroccare sulle vecchie conquiste fatte nel mondo del lavoro dalle passate generazione. Diciamo che qui, più che arroccati siamo aggrappati con le unghie a ciò che ne resta. Pensione, ferie e malattie pagate, straordinari: tutti diritti che ai precari sono negati. Nel giro di pochi anni è stato messo in moto un meccanismo che ha strappato ben più di una certezza alle nuove generazioni di lavoratori.
Un principio di flessibilità inaugurato miseramente da Treu e sfociato ben presto nella precarietà assoluta.
Il contratto a progetto, per esempio, poteva essere uno strumento per migliorare i propri conti grazie a compensi più alti o lavorando per più clienti contemporaneamente.
Invece, i nostri imprenditori, Stato compreso, l’hanno usato come forma d’assunzione da licenziamento facile e alleggerita di responsabilità e diritti. Colpa di Marco Biagi? No. Rileggendo le sue carte e ripercorrendo la sua opera, si scopre presto che la legge 30 porterà pure il suo nome, ma non le sue idee. A cominciare da quelle sugli ammortizzatori sociali che Marco Biagi, come spesso aveva scritto e dichiarato, voleva rafforzare. - Arnald

Venerdì, 20 Marzo, 2009 - 12:45

ODG SUL DARFUR

Milano, 12 marzo 2009  

c.a della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano;

del Consiglio Comunale di Milano;

della Giunta Comunale di Milano;

della Presidenza del Consiglio di Zona 4 di Milano;

del Consiglio di Zona 4 di Milano e di tutte le sue Componenti 
 
 

Ordine del giorno in merito al necessario pronunciamento del Comune di Milano nel denunciare le disposizioni emesse dal governo sudanese di espellere le organizzazioni internazionali fornitrici dei servizi di assistenza sociale e sanitaria alle popolazioni del Darfur, dopo la sentenza della CPI di richiedere l’arresto del Presidente sudanese al Bashir 

"Milioni di vite sono a rischio e non c'è tempo, nel modo più assoluto, per i giochi politici" – dichiara Tawanda Hondora, vicedirettore del programma Africa di Amnesty International.

Il governo sudanese ha deciso di espellere dai propri territori nazionali 10 organizzazioni umanitarie tra cui Oxfam, Care, Save the Children e Medici senza frontiere, oggi garanti, come dice lo stesso Hondora, della fornitura capillare della maggiore “degli aiuti umanitari a oltre due milioni di persone che si trovano in stato di vulnerabilità”.

Il Darfur, teatro di conflitti e di indecifrabili atrocità contro le persone, all’alba di una sentenza epocale della Corte Penale Internazionale dell’Aja che richiede il mandato di arresto del Presidente sudanese Al Bashir, per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi e perpetrati contro le popolazioni civili del Darfur,  Tribunale Internazionale, soffre dell’assenza totale da parte dello stato dei necessari e fondamentali servizi di assistenza sociale e sanitaria, nonostante, come denuncia Amnesty International, esista il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato dal Sudan.

Secondo questo Trattato di natura convenzionale internazionale le autorità sudanesi hanno l'obbligo di astenersi da azioni che violino i diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini e di chiedere assistenza internazionale se non sono in grado di adempiere a tale obbligo.

Amnety International richiede all’Unione Africana e alla Lega degli Stati Arabi, nonché a tutta la comunità internazionale che ci sia un pronunciamento chiaro e inequivocabile in merito alle decisioni disumane e inaccettabili del governo sudanese, di fatto artefice di un ostaggio della popolazione del Darfur, da anni angariata e opressa da efferati crimini e atrocità.

Chiedo espressamente, in occasione anche e per di più della sentenza della Corte Penale Internazionale dell’Aja, svolta importante nella soluzione politica e nel ripristino dei diritti civili in Darfur, che il Consiglio di Zona 4 recepisca il presente appello rivolto alle autorità internazionali, regionali e universali, e che lo stesso Consiglio si faccia promotore presso il Consiglio Comunale di Milano affinché diventi promotore di tale richiesta presso gli organismi nazionali, il Parlamento della Repubblica Italiana e il Governo, affinché si dia conseguenza alla sentenza della CPI e si vincoli il governo sudanese a revocare una disposizione volta a privare la popolazione darfuriana del sostegno minimo sociale previsto dai Trattati Internazionali sui diritti sociali ed economici.  

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 20 Marzo, 2009 - 12:43

rallentamento del servizio di connessione in rete in biblioteca

Milano, 12 marzo 2009

 

c.a dell’Assessorato alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano del Comune di Milano;
del Settore Tecnico e informatico del Comune di Milano;

del Settore Biblioteche del Comune di Milano;
della direzione della Biblioteca di Via Oglio 18 e di Via Calvairate di Milano;
della Commissione Biblioteche ed Educazione del Consiglio di Zona 4 di Milano;

del Settore Tecnico del Decentramento di Zona 4

 

 

Interrogazione in merito al rallentamento del servizio di connessione in rete presso i locali della Biblioteca

 

Visto che

Un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica ha denunciato diversi rallentamenti avutisi e generatisi nell’ambito della connessione in rete del servizio informatico dei terminali presenti in diversi plessi bibliotecari milanesi

In particolare

Si denuncia il fatto che si siano verificati in diverse circostanze e in un numero cospicuo di strutture, tra cui il plesso centrale della Biblioteca Sormani, sospensioni inaspettate e immotivate del servizio per problemi di natura tecnica, fino ad arrivare alla verifica di black-out completi del servizio, arrecando pregiudizio sia all’utenza, sia al personale dipendente

constatato che

diverse sono state le mozioni presentate nella presente consiliatura dal sottoscritto volte a migliorare il servizio di accesso alla rete, sia nelle strutture pubbliche, sia in quelle private, attivando sistemi di accesso facile e veloce alla medesima, in particolare la connessione wireless, funzionali anche a definire abbattimenti sostanziosi degli aggiornamenti del sistema, tramite la piattaforma open source nell’ambito della pubblica amministrazione

preso atto

che la manutenzione del sistema rientra nei compiti del settore adibito del Comune di Milano, di cui in copia tra i destinatari della presente interrogazione, e che non è conosciuta la titolarità dell’intervento, se sia affidata tramite appalto a un’azienda e se tale appalto sia ancora in vigore

si constata

comunque che il sistema di rete nel suo complesso del Comune di Milano ha evidenziato forti carenze negli ultimi periodi, anche nell’ambito dell’accesso al sito del Comune di Milano, più volte sottoposto a rallentamenti e a irreperibilità della pagina stessa, arrecando pregiudizio alla cittadinanza

si chiede

  • al Settore Informatico e Tecnico del Comune di Milano e all’Assessorato all’Innovazione del Comune di Milano il motivo dei rallentamenti e dei black-out verificatisi nella rete di connessione a internet nell’ambito dei plessi bibliotecari di Milano, e se siano state predisposte misure adeguate a prevenire questa tipologia di inconvenienti dannosi per l’utenza nel suo complesso;

  • allo stesso Assessorato all’Innovazione del Comune di Milano se la fornitura di assistenza alla connessione alla rete dei plessi bibliotecari di Milano sia affidata per appalto a un’azienda e se tale appalto sia ancora in vigore o, come verificatosi nell’ambito della manutenzione di alcune strutture bibliotecarie di Milano, in particolare quella di Via Oglio, affidata a un’azienda con la quale per un diverso periodo di tempo la convenzione era scaduta senza averne previsto il tempestivo rinnovo, dilazionando nel tempo importanti interventi strutturali;

  • allo stesso Assessorato del Comune di Milano la natura e la tipologia della convenzione esistente e se siano previste misure e disposizioni amministrative funzionali a garantire un’ottimizzazione del sistema di connessione in rete delle strutture bibliotecarie;

  • alla Direzione Biblioteche del Decentramento di Zona 4, Oglio/Calvairate, se si siano verificati rallentamenti o, addirittura black out, della rete nell’ambito delle strutture bibliotecarie di Zona 4, per quanto tempo, in caso affermativo, i rallentamenti si siano verificati e come è lo stato attuale del servizio di connessione in rete che il sistema bibliotecario offre nel territorio circoscrizionale;

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 20 Marzo, 2009 - 12:42

sondaggio studenti milanesi circa preoccupazioni

Milano, 12 marzo 2009

 

c.a dell’Assessorato alla Salute del Comune di Milano;

della Commissione Politiche Sociali del Comune di Milano;
della Commissione Servizi Sociali del Consiglio di Zona 4 di Milano

 

Interrogazione in merito al sondaggio avutosi in diversi plessi scolastici milanesi in merito alle preoccupazioni della popolazione studentesca

 

considerato

un sondaggio pubblicato sul quotidiano La Repubblica in cui veniva evidenziato che tra le preoccupazioni avvertite dalle studentesse e dagli studenti delle scuole medie superiori di Milano quelle riguardanti il tema del sesso erano maggiormente condivise

In particolare

Nello stesso sondaggio si considerava la questione del rendimento scolastico e il problema del futuro lavorativo come secondari rispetto al primo tema evidenziato precedentemente

constatato che

il sondaggio ricalca pienamente i dati registrati dal Policlinico di Milano dove si denunciava da qualche mese la presenza di maggiori richieste da parte di pre adolescenti e adolescenti di consulenze vincolate ai temi e ai comportamenti sessuali, nonché, in casi estremi, ma ugualmente frequenti, ragazze di età media di 12 anni richiedenti sistemi contraccettivi dato il drastico abbassamento statistico dell’età del primo rapporto sessuale

preso atto

della volontà più volte ribadita dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano di avviare un piano volto ad attivare iniziative didattiche ed extradidattiche rivolte all’acquisizione delle giuste informazioni scientifiche inerenti l’educazione sessuale, nelle fasce scolastiche appartenenti all’ultimo anno delle scuole primarie e alle classi delle scuole medie inferiori

visto che

la Provincia di Milano e alcune organizzazioni del settore in accordo con i consigli di istituto di diversi plessi scolastici appartenenti agli istituti secondari superiori e ai licei presenti a Milano stanno da tempo attivando, nell’ambito dell’orario scolastico di programmazione didattica settimanale, iniziative e corsi, spesso tenuti da studentesse e da studenti volontari e formati previamente delle classi superiori, funzionali a promuovere la conoscenza necessaria e utile a un’adeguata educazione sessuale

si chiede

  • All’Assessorato alla Salute, anche a seguito di un’audizione dell’Assessore Landi di Chiavenna avutasi in materia in Commissione Politiche Sociali del Comune di Milano, lo stato attuale dell’avanzamento del progetto, i suoi contenuti, i tempi di attuazione e le modalità di avvio della proposta, nonché le classi e gli istituti interessati;

  • Alla Commissione Politiche Sociali del Comune di Milano se, in seguito all’audizione dell’Assessore alla Salute del Comune di Milano, sia stato predisposto, di concerto con l’assessorato e coinvolgendo i settori didattici di competenza comunale opportuni, un programma e una proposta in merito, al fine di dare supporto all’utile ipotesi formativa;

  • All’Assessorato all’Educazione e alla Famiglia del Comune di Milano se esista una volontà di collaborazione con l’Assessorato alla Salute in merito e come tale collaborazione, oltremodo necessaria vista la materia di competenza e di interesse, si attui e si possa esplicare;

  • Alla Commissione Servizi Sociali del Consiglio di Zona 4 di Milano, di concerto con la Commissione Educazione del Consiglio di Zona 4 di Milano, di provvedere a inserire il tema di discussione in un ordine del giorno di una prossima riunione congiunta, al fine di analizzare con gli istituti di competenza comunale proposte che diano seguito alle dichiarazioni dell’Assessorato alla Salute del Comune di Milano, a fronte di un sondaggio che evidenzia come la questione della sessualità venga avvertita come principale nelle problematiche adolescenziali e legate all’età della crescita della persona

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo – Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4 Milano

Giovedì, 19 Marzo, 2009 - 18:57

Perù: violenze su una donna transgender

www.amnesty.it

Il 24 gennaio 2009, Techi, una donna transgender, è stata rapita e torturata da componenti di alcuni gruppi di vigilanza della città di Tarapoto (provincia di San Martín, nord del Perù). Gli aggressori hanno dichiarato di aver agito perchè la donna aveva avuto un rapporto sessuale con un omosessuale.

I gruppi di vigilanza "Puerto Azul" e "Señor de los Milagros" hanno aggredito Techi verbalmente e fisicamente, l'hanno costretta a denudarsi, le hanno rasato la testa e l'hanno obbligata a fare degli esercizi fisici fino a quando non è stata più in grado di continuare perché troppo debole. L'aggressione è stata filmata da uno dei presenti e trasmessa da una televisione locale.

Il 3 febbraio, Techi ha sporto denuncia presso l'ufficio del procuratore distrettuale. In base alle procedure ufficiali, la donna è stata obbligata a indicare il suo nome legale e il sesso alla nascita. Una copia della denuncia è stata sottoposta ad Amnesty International.
Nel giugno 2008, l'Organizzazione degli stati americani ha adottato una risoluzione con cui esprimeva preoccupazione per le violenze e le violazioni dei diritti umani perpetrate contro le persone a causa del loro orientamento sessuale o dell'identità di genere.
Amnesty International è seriamente preoccupata per l'aggressione subita da Techi e teme per la sua sicurezza e per quella delle altre persone transgender della città di Tarapoto.
Giovedì, 19 Marzo, 2009 - 00:49

Viva la Danimarca, abbasso Porta a Porta!

Mentre la Danimarca, ancora una volta, approva una legge che amplia i diritti per le coppie omosessuali, rendendo possibile l’adozione, in Italia dobbiamo subire un attacco mediatico senza precedenti.
Ieri sera è andata in onda una puntata di Porta a Porta vergognosa, dove la realtà sociale è stata distorta ad arte e la dignità di milioni di persone è stata ancora una volta offesa dai diversi ospiti in studio. Tutta la trasmissione era costruita per dimostrare che i gay e le lesbiche sono “malati”, “disturbati”, mescolando il registro scientifico con quello dello spettacolo e generando così confusione e pregiudizio nei telespettatori.

Franco Grillini
ha fatto quel che ha potuto, lasciato quasi solo a spiegare che anche in questo paese è necessaria una legge sul riconoscimento delle coppie omosessuali. Neppure i due attori Claudia Gerini e Luca Argentero, protagonisti del film in uscita “Diverso da chi?”, hanno potuto dire la loro con serenità, continuamente interrotti dagli esponenti della destra e da un Povia assurto ormai ad esperto scientifico sul tema.
Ci dispiace, infine, che Barbara Pollastrini, pur tenendo il punto e cercando di far ragionare gli interlocutori, abbia negato che in Parlamento vi siano depositate proposte di legge sul matrimonio gay. Paola Concia, parlamentare del suo stesso gruppo, ha presentato da tempo la proposta di modifica del codice civile proprio per allargare il matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso.
Per fortuna siamo in Europa, dove, al di là dei governi che si alternano, prosegue la marcia per il riconoscimento pieno di tutti i diritti e doveri alle persone LGBT. L’Italia invece è sprofondata nel pieno oscurantismo clerical-reazionario, che ci vorrebbe tutti affidati ai mediconi cattolici che intendono “ripararci”.
Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay
www.arcigay.it

Giovedì, 19 Marzo, 2009 - 00:25

Milano, le mille identità gay del mondo

Si svolgerà sabato 21 marzo 2009 dalle ore 15 a Milano presso l’Istituto Brasile-Italia, il Convegno “Immigrazioni e Omosessualità, criticità e aspettative”, proposto dal C.I.G. – Centro di Iniziativa Gay, Arcigay di Milano, assieme a NAGA (Associazione Volontaria di Assistenza Socio Sanitaria e per i Diritti degli Stranieri e dei Nomadi) e ArciLesbica, con la collaborazione della London Metropolitan University.
I promotori dell’evento sono Domenico Abbate e Diego Puccio, due operatori sociali nel campo della multiculturalità, che si occupano da anni di persone con retroterra di immigrazione e che hanno iniziato a partecipare alle attività di Arcigay grazie al Seminario di formazione su immigrazioni e omosessualità, svoltosi a Napoli nel dicembre scorso. “Dopo quell’esperienza così arricchente e innovativa per il nostro paese, volevamo re-investire le nostre competenze per dare nuovi stimoli alla comunità LGBT della città in cui viviamo” – raccontano Abbate e Puccio – “così abbiamo fatto la proposta al settore cultura di Arcigay Milano che ci ha accolto con entusiasmo e abbiamo attivato una rete di relazioni con differenti realtà.”
“Siamo orgogliosi che sia proprio Milano ad organizzare il primo appuntamento nazionale sul tema della multiculturalità dopo l’esperienza di formazione” – dichiara Paolo Ferigo, presidente del C.I.G. – Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano – “La nostra città ospita la comunità LGBT più grande d’Italia e sono sempre di più le persone omo-bisessuali provenienti da paesi stranieri o nate da famiglie di migranti. Vogliamo adeguare i servizi forniti dalla nostra associazione per superare il nostro stretto legame con il modello identitario occidentale, a cui molti migranti con comportamenti omosessuali non si riconoscono. In una comunità così variegata sono mille le identità gay presenti”.
Spiega Giorgio Dell’Amico, referente dello Sportello migra@arcigay.it: “I migranti LGBT incontrano sul loro percorso di integrazione ostacoli specifici che si aggiungono a quelli normalmente sperimentati dagli stranieri. I servizi rivolti ai migranti molto spesso sono progettati e forniti senza considerare la dimensione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere con la conseguenza di limitarne l’efficacia.”
“La ricchezza della proposta culturale della nostra rete dei comitati territoriali è entusiasmante” – conclude Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay “Questo evento ci conferma l’importanza di fornire strumenti di formazione agli operatori e alle operatrici sociali su tutti i nostri territori, in modo da moltiplicare i servizi alla persona. Anche nel 2009 abbiamo in programma, grazie ai nostri progetti finanziati dal Ministero della Solidarietà Sociale, nuove proposte formative sui temi del contrasto al bullismo omofobico e della consulenza e supporto telefonico alle persone LGBT.”
Programma

Arcigay, ArciLesbica, NAGA, London Metropolitan University
presentano
Convegno “Immigrazioni e Omosessualità - criticità e aspettative”
Milano 21 marzo 2009
IBRIT - Istituto Brasile Italia, Via Borgogna 3 (Piazza S. Babila, MM1)
http://www.arcigay.it/milano-immigrazioni-omosessualita-convegno

Ore 15.00
Saluti di benvenuto
- Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay
- Paolo Ferigo, presidente C.I.G. – Centro Iniziativa Gay, Comitato provinciale Arcigay Milano
Apertura convegno
Domenico Abbate e Diego Puccio, promotori convegno
Moderatore
Fabio Pellegatta, responsabile sezione cultura del C.I.G. - Arcigay Milano.
Interventi
- Giorgio Dell’Amico, Referente nazionale progetto Arcigay IO, patrocinato dal Ministero del Lavoro e della Solidarietà Sociale:
Inquadramento sul tema Immigrazione e omosessualità
- Italo Siena, Formatore NAGA onlus:
L’immigrazione e i diritti sanitari degli immigrati
- Eugenio Losco, avvocato penalista:
I diritti degli Immigrati
- Nicola Mai, London Metropolitan University, Istitute for the Study of European Transformations:
(Omo)sessualità mobili e prostituzione maschile: implicazioni per l'intervento sociale
- Gloria Valentini, Gruppo Cabiria, NAGA onlus
Immigrazione e Transessualità
- Helen Ibry, segretaria nazionale ArciLesbica:
Le lesbiche, tra accettazione e differenza

Dibattito e riflessioni finali

Giovedì, 19 Marzo, 2009 - 00:18

Con Obama gli USA tornano paladini dei Diritti Umani

www.arcigay.it

Apprezziamo la svolta del presidente degli Stati Uniti Barack Obama che sta apprestandosi a sottoscrivere la Dichiarazione ONU che 66 Paesi del mondo  hanno firmato, in favore della depenalizzazione universale dell’omosessualità.

“La nuova amministrazione vuole cancellare il periodo oscurantista della presidenza Bush” – dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – “Gli USA tornano ad essere un’eccellenza di libertà per denunciare i fondamentalismi che ancora oggi incarcerano, torturano e uccidono migliaia di persone LGBT nel mondo.”
“Siamo inoltre soddisfatti della reazione che i governi francese e tedesco stanno avendo in queste ore nei confronti della tragica presa di posizione di Ratzinger contro l’uso del preservativo: in Europa esistono ancora limpidi esempi di laicità e responsabilità politica di fronte ad una immane piaga mondiale quale è l’HIV/AIDS.”
Leggi l'intervista a Renato Sabbadini, co-segretario italiano di ILGA World sulla depenalizzazione mondiale dell'omosessualità

***
LA NOTIZIA da Repubblica.it

WASHINGTON - Nuovo passo avanti di Barack Obama sui diritti civili. L'amministrazione Usa si appresta a dare il proprio sostegno a una dichiarazione dell'Onu contro la criminalizzazione dell'omosessualità, invertendo la rotta rispetto alla linea scelta dall'ex presidente George W.Bush, che aveva rifiutato di far firmare il documento. Stessa posizione presa dal Vaticano che lo scorso dicembre ha bocciato il progetto di depenalizzazione proposto dalla Francia.
Lo indicano fonti del governo americano, citate dai media in vista di un annuncio ufficiale. I diplomatici americani all'Onu, affermano le fonti, avrebbero informato in questi giorni l'Eliseo, che ha promosso la dichiarazione, sulle intenzioni degli Stati Uniti.
Lo scorso dicembre, l'amministrazione Bush fu al centro di critiche per aver rifiutato di sottoscrivere il documento, al quale è stato dato l'appoggio tra gli altri dai paesi dell'Ue e da Giappone, Australia e Messico. Al momento sono 66, su 192, i membri dell'Onu che hanno firmato il documento sulla depenalizzazione dell'omosessualità, che ancora in molti Paesi del mondo è punita con sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale.

Giovedì, 19 Marzo, 2009 - 00:14

Caccia. Marco Roveda: "Una proposta di legge incivile"

Caccia. Marco Roveda: "Una proposta di legge contraria alla civiltà"


Un nuovo progetto di legge sulla caccia è stato approvato alla Commissione Territorio in Senato. Marco Roveda ha preso la parola ai microfoni di LifeGate Radio, lanciando l'idea di un referendum per abolire del tutto l'attività venatoria.
Il fondatore di LifeGate affronta subito su uno degli aspetti più controversi: la possibilità di estendere il porto d'armi ai ragazzi di 16 anni. "Non ho parole in proposito - afferma il presidente di LifeGate - proprio qualche giorno fa si è diffusa la notizia che la malavita ‘addestra’ le giovani leve, i ragazzi, uccidendo gli animali prima che lo facciano con le persone. Questo per abituarli a vincere l’empatia e la pietà: li allenano a uccidere animali per insegnare loro ad essere crudeli con gli altri esseri umani. Permettere ai sedicenni di andare a caccia significa diseducarli al rispetto della vita".
Nel nuovo progetto di legge tra l'altro, secondo un rapporto diffuso dalla Lipu - Lega Italiana Protezione Uccelli - viene ridotta la vigilanza venatoria, e viene anche liberalizzato l'impiego di uccellini vivi messi in gabbia come richiami per attirare e catturare altri uccelli.
“L’uomo sta diventando più civile: in 10 anni siamo passati da un 1 milione e mezzo a 700.000  cacciatori. Ne abbiamo persi la metà. Invece di incentivare questo circolo virtuoso, la proposta di legge sulla caccia va inspiegabilmente nel senso contrario”.
Una soluzione, secondo Roveda, è questa: "Facciamo di un problema un’opportunità. Cogliamo l’occasione per far partire un referendum che fermi la caccia, i cacciatori e le armi”.
Redazione Ambiente
www.lifegate.it

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