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Il Blog di Alessandro Rizzo | www.partecipaMi.it
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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sabato, 30 Aprile, 2011 - 10:18

Voglio cambiare a Milano ed in Italia

Venerdì, 29 Aprile, 2011 - 11:09

Esiste anche una cultura glbt: occorre liberare i circuiti artistici

Si è negato il patrocinio, il semplice patrocinio, al Festival Mix di Cinema glbt di Milano da parte del Comune. Si è negato il semplice patrocinio a Liberi Amori Possibili, rassegna teatro e omosessualità, al Teatro Libero dal prossimo 2 maggio. E' chiaro che il Comune e l'amministrazione uscente, si spera definitivamente, vuole silentire tutto ciò che riguarda una larga fetta della cittadinanza milanese che appartiene a una comunità, quella glbt, e che vive la città con il proprio impegno, la propria dedizione, la propria attenzione, la propria capacità creativa. Ed è per questo, per non "darla vinta" a tale insipiegabile atteggiamento e scelta irrazionale, che le associazioni glbt e operatori della cultura, in primis il Teatro Libero di Milano, hanno deciso di offrire comunque uno spazio di accesso a una conoscenza artistica che riguarda tematiche che non interessano solamente una determinata comunità, ma utta la collettività: perchè parla di storie, affetti, amori, sensazioni, emozioni di persone comuni in una quotidianeità comune con un linguaggio estetico non conformista ma internazionale. La cultura è democrazia. Su questo principio si fonda una prassi che dovrebbe fare crescere una comunità, una società, una città. Ma la negazione di tale principio è presente in pratiche promosse dalla Giunta comunale che hanno visto un'azione sicuritaria da parte dell'amministrazione con conseguenti sospensioni di attività di centri importanti per la diffusione e l'accesso alla cultura. Accessi plurali, indistinti, indiscriminati. Il Teatro Libero ha visto sospendere le proprie attività per 7 mesi. E' un luogo aperto, dinamico, indipendente. Ma questo atteggiamento e questa decisione sono insostenibili, come insostenibili ed eccessivi sono i provvedimenti che hanno penalizzato altri spazi, dalle ordinanze che limitavano alle 24,00 le attività commerciali, massima espressione di un centrodestra che vuole spegnere le luci alla città, ai continui controlli ai circoli ARCI, Casa 139, al Plastic, tempio della cultura musicale indiscusso nel panorama internazionale, ai teatri, cinema, spazi all'aperto come la cascina Monluè, area in cui si svolgevano rassegne musicali eccellenti e di richiamo globale sperimentale. E' una città ferma e immobile. Come candidato al Consiglio di Zona 4 nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia, in totale sintonia con Jacopo, il candidato amico in Consiglio Comunale nella Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, ritornerò spesso su questo problema, sull'assenza di una politica culturale attenta e seria da parte del comune, sull'immobilismo in cui si trova questa città per un atteggiamento miope dei propri amministratori. La città non si merita questo, ne sono convinto e certo. Non lo meritano i tanti operatori che vivono e diffondono la cultura, l'arte. Operatori sono questi che proseguono nella propria attività, nella propria dedizione, ma affidandosi al carattere volontaristico con difficoltà economiche elevate, ristrettezze pesanti e onerose. Occorre pensare a una strategia culturale che faccia degli accessi alle forme di espressività varie la propria base fondante. Perchè non è il tanto decantato bilancio comunale che ha visto donare fondi ai soliti noti: ma sono i soliti inascoltati che offrono circuiti veri di conoscenza e di fruibilità artistica che devono essere ascoltati. Ci sono molte compagnie giovanili che vogliono essere messe alla prova, anche affidando compiti e responsabilità di diventare protagonisti di questa città del silenzio, del buio, del soffocamento quotidiano, dell'alienazione, così come si presenta dopo decenni di governo del centrodestra. L'EXPO 2015 poteva essere l'occasione per veicolare fondi ai tanti virtuosismi che vivono il territorio e il tessuto culturale, ma che sono inascoltati, non accolti semplicemente perchè non si conformano a un clientelismo che ammorba questa città. Ma perchè non si destinano maggiori fondi, chiamando a raccolta in un confronto attivo operatori culturali, cittadini, fruitori, veicolatori, compagnie teatrali, artisti, gestori di locali in cui si fa cultura di elevata qualità? Perchè è assente nell'amministrazione uscente, spero non rientrante, questa volontà, mentre vi è un'attenzione a disperdere risorse ed energie nei soliti circuiti, nelle solite caste? La mia non è una domanda retorica, ma seria. Perchè si investono fondi nei grandi eventi spot, quelli che passano come meteore senza lasciare un tessuto connettivo e una continuità? Perchè si spende in consulenze d'oro per consulenti spesso non adatti mentre si taglia sul bilancio culturale della città, sul sostegno ai teatri, fiore all'occhiello da sempre in una città come Milano, rete che dovrebbe vedere vitalità e accesso alle giovani generazioni di artisti, come avviene a Parigi? Queste domande sono inevase. I soldi vengono dati a mostre dove ciò che conta è l'affare di alcuni bottegai, vedi l'ultima mostra dell'ex assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, mentre altre realtà che organizzano performance di qualità e di livello vengono messe all'angolo. Come all'angolo viene messa la rassegna teatrale che parla di omosessualità, perchè ancora pregiudizi e strumentalismi ideologici incrostano e ingabbiano in modo provinciale una città che vorrebbe vivere e crescere. Le attività culturali si inseriscono in una stagione che vede sensibilizzare poltiicamente sul tema dei diritti civili e dei diritti della comunità lgbt: l'arte è un veicolo che raggiunge molti e può raggiungere coloro che sono fuori da dinamiche concettuali e di attivismo poltico. Che cosa si intende fare, quindi? Di certo cambiare pagina a un lungo racconto che rischia di diventare stantio e obsoleto: quello di un'amministrazione comunale incapace di legegre la società, le dinamiche culturali di questa collettività, compromessa a interessi corporativi che escludono e silentiscono tutto ciò che potrebbe diventare, e deve diventare, protagonista e parte attrice del futuro di questa metropoli. La comunità lgbt e le espressioni artistiche che parlano di tematica lgbt è uno dei soggetti che si inserisce in questo contesto dirompente, che deve essere liberato.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

Venerdì, 29 Aprile, 2011 - 10:19

TANGENTI PER APPALTI ALER: MA IL COMUNE DOV'ERA?

E' alquanto curioso che il sindaco uscente, Letizia Brichetto Moratti, affermi che "rispetti per tutti gli accertamenti che dovranno essere fatti con l'augurio che si verifichino tutte le responsabilità e che chi è responsabile paghi, come sempre". E' curioso difronte alle nuove indagini che stanno vedendo indagati per turbativa d'asta e corruzione il direttore generale dell'Aler Domenico Ippolito e il direttore dell'area gestione Marco Osnato, oggi candidato in comune nelle fila del PdL, vicecoordinatore cittadino, genero di Romano La Russa. Il caso è sorto quando l'esposto dell'associazione "Sos Racket" ha sostenuto come ci siano state modalità irregolari per l'assegnazione dei bandi a imprese per le pulizie e la gestione del verde condominiale, società che non hanno mai partecipato ad alcuna gara, ma semplicemente scelte. Dico che è curiosa l'affermazione del sindaco uscente in quanto non è la prima simile asserzione che esprime difronte a casi analoghi, che hanno visto comportamenti poco regolari e alquanto clientelari, anche di corruzione, presentarsi all'interno degli organi amministrativi di questa città e dei suoi servizi. Dico che è curioso vedere come si deleghi alla Magistratura il compito, legittimo, indipendente, quanto necessario e doveroso, di accertare responsabilità a posteriori, ossia dopo che i fatti si sono verificati, senza alcuna azione, che dovrebbe essere condotta dall'amministrazione pubblica, di controllo e di garanzia del rispetto delle regole e delle normative in materia di appalti, di bandi, di cessione di servizi. Perchè oggi si parla di turbativa d'asta, mentre ieri si parlava di società costituite ad hoc per riciclo di denaro a cui è stato affidato l'appalto di interventi edilizi, oppure società indebitate che hanno chiuso sciogliendosi e, dopo, ricostituendosi sotto altre forme, a cui è stato dato in appalto piani integrati di intervento in aree centrali e importanti della città, come Porta Vittoria. Qual'è il livello di controllo che il Comune ha adottato in questi anni per garantire trasparenza e legalità in questi ambiti? Non occorrerebbe verificare prima della gara d'appalto la natura delle imprese per, poi, agire opportunatamente avendo chiarezza che gli appaltatori siano affidabili e rispettosi della legalità? Forse all'occasione una commissione d'inchiesta sulle connessioni tra affari malavitosi e iniziative economiche inerenti a Expo 2015 avrebbe aiutato. Non dovrebbe essere il Comune a verificare che negli enti municipali siano rispettati i livelli e le procedure giuste e regolari per l'assegnazione degli appalti con gare di bando trasparenti, dichiarate, senza pericoli di possibili turbative? Spero anche io che la magistratura faccia il suo corso e attendo il verdetto finale: ma forse più legalità e rispetto delle regole sarebbe necessario richiederlo da parte di un organo assoluto di garanzia politica quale dovrebbe essere un Comune e un'amministrazione comunale. Si spera che questa esigenza venga in un futuro prossimo, iniziando col cambiare la maggioranza al governo di questa città.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

Martedì, 26 Aprile, 2011 - 11:37

Nel PDL, basta 30% quote AN: finalmente liberi!

Nel PDL, le ex correnti di AN sono diventate dei meri gruppi di potere, autoreferenziali e clientelari, che vivono di rendita parassitaria, accumulando e distribuendo, al loro interno, cariche e prebende. Gli ex colonnelli di AN che hanno in gestione il 30% delle "quote di potere" del PDL (candidature e nomine) non sono più rappresentativi della base militante e degli elettori dai quali sono stati delegati. I proventi politici di quelle quote di rappresentanza non vengono equamente divisi fra tutti gli aventi diritto ma gestiti in maniera personalistica e distribuiti fra parenti, amici e compaesani.

Anche a Milano, una sempre più consistete parte della base militante ex AN non si sente più politicamente tutelata e rappresentata dal Ministro Ignazio La Russa, anzi, oramai, ne contesta apertamente le scelte ed i criteri di selezione della classe dirigente. L’esclusione dalle liste elettorali del PDL milanese di Stefano Di Martino e Roberto Jonghi Lavarini, è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, facendo venire a galla il profondo malcontento, già diffuso e radicato, di una comunità umana e politica che, da troppo tempo, non si sente più considerata, ascoltata e coinvolta nella vita di partito.

Per questi motivi politici, una serie di differenti realtà militanti, tutte provenienti dalla storia della destra italiana, ha deciso di "mettersi in proprio", di organizzarsi autonomamente, di auto tutelarsi, in maniera trasparente, partecipativa e meritocratica, creando nuove sinergie trasversali e cercandosi nuovi e più affidabili referenti politici diretti politici all’interno del PDL. Contatti, incontri e trattative politiche a 360°, senza filtri e mediatori, sono già in corso con Letizia Moratti e Mariolina Moioli, con Maurizio Lupi e Benedetto Tusa, con Angelo Gianmario e Marco Clemente, con Guido Podestà e Daniela Santanchè.

D’ora in poi, nel PDL, non ci saranno più automatismi, quote sicure e rendite di posizione: AN non esiste più e nessuno si può più arrogare la sua rappresentanza in esclusiva. In attesa di un vero congresso del Popolo della Libertà, a pesare veramente saranno le preferenze che otterranno i vari candidati alle prossime elezioni amministrative. Noi seguiremo, sosterremo e voteremo solo coloro che si saranno guadagnati la nostra fiducia, dandoci risposte politiche chiare, precise e concrete!

Associazione Culturale Futurista - Milano Sinergie 2015

Centro Studi Storici e Politici Internazionali Patria e Libertà

Comitato Destra per Milano - LiberaMente nel PDL

Lunedì, 25 Aprile, 2011 - 10:37

Mobilità sostenibile: partiamo dalla bicicletta

La Giunta si è arresa alle macchine. La promessa di estendere le piste ciclabili, l'ex assessore Croci parlava di una triplicazione della loro superficie, è caduta nel vuoto. Ci avevano provato con la convivenza in alcuni marcipiedi tra passaggio delle biciclette e dei pedoni: oggi sembra che anche questa soluzione un po' positiccia sia venuta meno. E dove è stata compiuta, con tanto di trionfale presentazione del sindaco uscente Brichetto/Moratti, che osannava l'utilizzo della bicicletta, sembra che sarà eliminata. Tutto questo semplicemente perchè nella disposizione della giunta è scritto che la sosta per le automobili e il loro passaggio sulla strada verrebbero compromessi altamente. Pertanto fintanto che si utilizza l'autovettura privata tale utilizzo deve essere incontrastato: la macchina viene, così, elevato a unico mezzo privato utilizzabile e consigliabile. Fintanto che tale prassi e costume sussisterà non sarà ostacolata dal centrodestra. Ma, anzi, promossa e incentivata. Sì, incentivata e incontrastata da una politica della giunta di centrodestra che vede unica soluzione nella mobilità quella più compromettente la salute della popolazione, quella più inquinante, quella più pericolosa per l'incolumità dei passanti e pedoni, quella più dispendiosa per il singolo utente. Perchè è questo l'utilizzo dell'automobile: dispendioso, pericoloso, gli incidenti dove vittime sono pedoni o ciclisti sono aumentati ultimamente, e, soprattutto, inquinante per l'aria che respiriamo, aumentando i casi di ricovero per patologie respiratorie dei bambini. L'insieme di tutti questi fattori dovrebbero fare abbracciare una strategia che assicuri la promozione di una mobilità sostenibile e a misura d'uomo. La costruzione e l'istituzione di piste ciclabili anche nei tratti dove esse non ci sono avrebbe favorito l'utilizzo delle biciclette, così come anche l'estensione dell'area dove poter accedere al servizio bike sharing, bike-mi. Il fatto per cui tale estensione avrebbe disincentivato la sosta per le automobili, fattore questo in molti casi insussistente, e il loro passaggio in alcune strade dove si trova una corsia apposita per il passaggio del mezzo a due ruote, è utile e funzionale a rendere più favorevole la scelta di imbarcarsi su una bicicletta anzichè su un'automobile. Milano, poi, è ideale per muoversi in bicicletta: città pianeggiante e circolare. Ma se tale utilizzo è osteggiato e sfavorito, utilizzare la bicicletta spesso diventa pericoloso e un'impresa gravosa. Penso che con Pisapia sindaco la strategia della mobilità cambierà. Io sosterrò, come finora fatto in Consiglio di Zona 4 con mozioni sulla richiesta di estendere le piste ciclabili e come candidato nella Lista Civica milly Moratti per Pisapia per il Consiglio di Zona 4, abbiamo sostenuto proposte riguardanti il completamento della pisa ciclabile su Corso Lodi, così come di aumentare in quantità i punti di prelevamento delle biciclette nell'ambito del servizio BikeMi, oggi circoscritto ancora alla fascia interna alle Mura spagnole, politiche che attivino misure ecocompatibili e sostenibili di una mobilità moderna. Il mio amico Jacopo Muzio, candidato in comune con Milano Civica, parla di incentivare quel progetto di struttura di una mobilità sostenibile del passante ferroviario, la "cyrcle line", così come uscito da un progetto del 1986, oggi in disuso, molti milanesi non sanno neanche l'esistenza. Tutto questo è in contrasto con la strategia fallimentare e disastrosa del centrodestra di costruire addirittura un tunnel che colleghi Linate con Rho Fiera, costituito da 25 uscite, un elemento aggiuntivo e additivo alla presenza e al congestionamento del traffico autonobilistico della città: una misura superata, ormai obsoleta e antiquata di pensare alla mobilità nella centralità dell'utilizzo del mezzo privato. Il mio impegno a fermare l'arrivo, come fosse uno tsunami in piena, della Paullese all'interno della città, il centrodestra prevederebbe il raccordo in zona Brenta/Bacchiglione attraverso il Lotto 5, scelta scellerata e disastrosa per la città, portando una tangenziale in pieno centro città residenziale, è indirizzato a proporre alternative a una politica inesistente della mobilità compatibile e sostenibile di un'amministrazione inefficiente.

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

Domenica, 24 Aprile, 2011 - 11:03

Milano è bella se si parte da un accesso plurale all'offerta culturale serale

Milano è bella? Mi domando da alcuni anni a questa parte se Milano apprezza e valuta la sua bellezza del vivere. L'amministrazione comunale uscente, spero non rientrante, quella di centrodestra, quella delle politiche delle cancellate, dei divieti, delle zone off limit, fino ad arrivare alle ultime ordinanze coprifuoco, volute e imposte dal vicensindaco De Corato, che in nome di una sicurezza spegne le luci della città, crea desolazione e solitudine, abbandono e desolazione, ha evidenziato un fallimento nelle disposizioni "law and order" superficiali e un affossamento della città come luogo di fruizione culturale. Milano potrebbe essere bella se si arricchissero i luoghi di aggregazione culturale, sociale, artistica. Milano potrebbe essere bella se non venissero chiusi, con penalità eccessive rispetto alle irregolarità riscontrate, locali storici di incontro e di divertimento intelligente e ricco di contenuto. Circoli ARCI, lounge bar e artistic pub vengono subissati da multe e da disposizioni che rendono la loro attività difficile: pretesti vari sono occasioni per sospenderne le iniziative, che non possono essere derubricate come semplicemente commerciali, ma patrimonio per diverse generazioni che vogliono vivere e agire la città nelle ore serali e notturne. Il fallimento e la miopia assurda del vicensindaco uscente De Corato si riscontra nell'apostrofare con una frase banale quale "è una questione di ordine" tale operazione che mette in ginocchio la città, quando è un'assenza totale di visione dello sviluppo di una metropoli che vuole dare opportunità di confronto e di incontro per intere fasce di popolazione, soprattutto giovanile, offrendo momenti musicali, artistici e un'ottima occasione di crescita collettiva. Diverse interrogazioni, interpellanze, anche mozioni rivolte all'amministrazione stessa, da cui però non sono stati presi provvedimenti adeguati e conseguenti, sollevavano problematiche che toccavano la prosecuzione di attività aggregative serali angariate da una persecuzione amministrativa senza pari. Più volte ho sottolineato la necessità di istituire un tavolo di confronto tra gestori, amministratori e fruitori delle offerte serali per governare la "movida" e renderla ricchezza per la città che vuole crescere e misurarsi a livello europeo: parlare ogni estate di movida come un problema che attanaglia la città significa già vedere imperare una visione provinciale e minimale di una metropoli che dovrebbe essere "capitale europea", divenendo un semplice paese di provincia, con il rispetto dovuto ai paesi di provincia. Opero una breve cronistoria dei provvedimenti dell'amministrazione comunale a danno di differenti "tempi della cultura notturna e musicale", come il Plastic, come la Cascina Monluè nei mesi estivi, ora chiusa definitivamente e non utilizzabile per iniziative di interesse pubblico. Riportavo in una mia interrogazione / intervento a ridosso della mobilitazione organizzata da ARCI Milano e differenti altre organizzazioni sociali e culturali il 17 marzo scorso in Piazza Fontana, Milano l'è bela, un decalogo utile e funzionale per ridare alla città una domensione di vivibilità e di benessere sociale e collettivo, evidenziando come l'accesso alla cultura e all'arte, alla musica e alla circolazione dei saperi, anche in situazioni di svago e di divertimento serali, sia un principio su cui strutturare un welfare del futuro, rinnovato e moderno.
"Sono stati chiusi anche altri locali negli ultimi anni: abbiamo visto sospendere l'attività del Plastic per diverse serate solamente perché ci sono state collutazioni fuori dallo stesso locale tra alcuni ragazzi. Nonostante lo stesso Lucio Nisi, presente in Piazza Fontana sabato, avesse goustamente detto che non è comprensibile il motivo per cui si penalizza un locale per fatti che accadono non nell'ambito della propria competenza, tutti noi conosciamo la qualità del servizio di sicurezza che il Plastic dispone, lo stesso punto di ritorvo storico della musica d'avanguardia degli ultimi 30 anni ha dovuto chiudere per una settimana. Ma ricordiamo anche il caso della Cascina Monluè, che nel 2008 ha visto consegnare un'ingiunzione al presidente provinciale dell'ARCI di Milano in quanto per alcuni minuti si era sforato il limite massimo di emissioni acustiche, tanto da comportare la sospensione e l'annullamento per le estati seguenti degli appuntamenti internazionali e giovanili con la musica popolare e sperimentale che venivano organizzati in quella sede".
E' nel decalogo proposto da Arci Milano come base di un accordo tra le varie associazioni e realtà imrpenditoriali che gestiscono l'impegno serale e notturno della città che si riscontra come primo impegno l'istituzione "presso il Comune di Milano di un Tavolo di Confronto permanente tra l'Amministrazione", dove si chiariscano le regole e i limiti ma dove si possa discutere di misure adeguate e utili a sostenere un'imrpenditoria, spesso giovanile, spesso inascoltata dalla giunta che si definisce "liberale", senza una politica seria delle licenze e senza un'idea di sviluppo omogeneo della città con una distribuzione territoriale diffusa di locali notturni. Si legge nel decalogo anche la necessità di "aumentare i mezzi di trasporto pubblico in fasce orarie garantite durante la notte ed i fine settimana, almeno fino alle 3 del mattino, attraverso convenzioni con le cooperative dei tassisti, l'istituzione di un bus notturno che faccia il giro intorno alle zone dove sono presenti locali e strutture di intrattenimento culturale ed eventi culturali notturni, ai parchi e ai locali aperti durante la notte". Mi ricordo la promessa del bus by night per i giovani che potevano usufruirne per poter evitare di mettersi alla guida e aumentare il rischio di incidentalità nelle fasce notturne: che fine ha fatto tale promessa, derubricandola nelle tante promesse non mantenute della giunta uscente?

Penso una polticia liberale intelligente, seria e coerente, che sappia coniugare utilità pubblica e collettiva, che sappia incentivare e sostenere con bonus il periodo di start-up per imprese giovanili di aggregazione culturale e di promozione del divertimento e di creatività, occasioni di lavoro e di impiego e di sviluppo di una città sicura perchè vitale, viva, reale. Si pensa a istituire poli multifunzionali con diversi ambiti che sappiano offrire iniziative e accessi ai saperi contornati da un servizio di ristorazione per il pubblico serale e notturno. Si pensa a istituire, attraverso convenzioni con artigiani, fondi da utilizzarsi per mettere a norma i locali, garantendo un sostegno reale e utile a un ramo commerciale e culturale patrimonio e ricchezza per una città.

Credo, infine, che si debba uscire dalla logica dei grandi eventi spot, quelli che invadono la città per, poi, lasciarne il deserto totale, e intensificare una rete di locali che promuovono cultura e arte, creatività, incentivandone con fondi le occasioni e gli appuntamenti, così come riconoscere il ruolo dell'associazionismo del terzo settore, magari le APS e le organizzazioni no-profit, che aggrega sul territorio, anche in zone periferiche, con opportunità di incontro. Così come sarebbe utile aprire le piazze e i luoghi pubblici e aperti della città, offrendo anche agli stessi giovani un ruolo di iniziativa e di responsabilizzazione nel gestirne le serate e le notti con attività teatrali, musicali, reading letterari, poetry slam. Questo ultimo punto è stato oggetto di una mia proposta in riferimento al dibattito asfittico quanto inutile sulla "movida" estiva.

Concludo pensando come sia necessario dare alla città "la caratura di metropoli europea dove l'accesso alle fonti di cultura non sia esclusivo, non sia un privilegio, non sia limitato e, soprattutto, non sia ristretto". Il 17 marzo in Piazza Fontana c'erano molti ragazzi presenti perché questa città vuole vivere ed essere vissuta, non vuole vedere la propria popolazione costretta a chiudersi nelle proprie abitazioni con la paura di una solitudine che attanaglierebbe la città se le luci dell'attrazione culturale si spegnessero.

Forse occorre ripartire con un'alternativa seria e in antitesi alla politica della chiusura e delle ordinanze che spengono e offendono la dignità di una città che vuole vivere e vuole garantire offerte pubbliche e un accesso ai saperi e al divertimento responsabile e culturale.

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

Sabato, 23 Aprile, 2011 - 12:39

Un centro GLBT come a Parigi ... la cultura delle pari opportunità può partire da questo

Carissime e carissimi,

la zona 4 vede la sede dell'Arcigay di Milano e dell'Agedo nel suo territorio. Penso che da questo dato di fatto occorra come futuro e prossimo Consiglio di Zona 4, io come candidfato nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia me ne faccio carico come impegno programmatico, a sostenere la costituzione di un gay&lesbian Center utile e funzionale come punto di aggregazione e di visibilità per iniziative e proposte di interesse glbt. Il Comune dovrebbe garantire l'apertura di questo centro, come succede a Parigi, Centre culture glbt de Paris, oppure a Berlino, Londra, al fine di garantire un accesso e un luogo di confronto per la comunità e garantire l'accoglienza agli sportelli e ai servizi delle persone a orientamento lgbt. Dico questo perchè penso che sia opportuno per tutta la collettività capire e comprendere che la cittadinanza è un diritto in senso universale e che questioni legate all'orientamento non devono essere motivo nè di emarginazione, nè di esclusione. Esiste la maggiore concentrazione di persone a orientamento lgbt a Milano, ma le iniziative, gli eventi e i servizi che offrono i vari associazionismi che si interessano alla tematica sono su base volontaria, individuale, associazionistica. L'impegno ad attivare un LGBT Center vede le istituzioni farsi carico di una proposta concreta che dia protagonismo a ragazze e ragazzi, uomini e donne, per costruire una comunità della tolleranza e delle differenze. Un centro di questo calibro, magari disponibile ai vari associazionismi esistenti, da quelli sportivi a quelli culturali, da quelli dedicati alla bisessualità a quelli dedicati ai migranti, da quelli strutturati per iniziative ludico a quelli più propensi al divertimento, sarebbe un patrimonio fisicamente reale a cui tutti potrebbero accedere, comprendendo la valenza e la portata di elevato spessore della cultura glbt, della storia, della sua memoria, della sua esistenza, della sua identità in un'accezione non autoreferenziale ma, bensì, aperta, dinamica, vitale e pulsante. La storia del movimento e la sua esistenza oggi hanno scritto pagine e pagine della storia collettiva e della nostra esistenza quotidiana che trascorriamo nel presente.Vorrei che si parlasse anche di memoria, di un confronto attivo tra generazioni che hanno agito e agiscono in questo contesto, rafforzando  intensificando un impegno civile che accresca in identità e in unità e coesione questa città ormai atomizzata ed esclusiva. Berlino ha eretto un monumento in memoria delle vittime dell'omocausto, la persecuzione brutale e barbara attuata dal regime nazista contro le persone lgbt: un triangolo rosa marchiava queste persone come fossero reiette e da estinguere. La memoria ha emancipato e liberato una città che vede ora un'accoglienza ricca e una vasta gamma di opportunità di inserimento e di accesso ai saperi, alla cultura, alla conoscenza e al divertimento. Il turismo gay investe intelligentemente su questo settore facendo convergere momenti di approfondimento culturale, storico con momenti di svago e di rilassamento. Perchè Milano non segue una stessa ipotesi, che porterebbe anche molto risvolto economico investendo su un settore utile e intelligente? Ripartiamo da queste idee che se concretizzate renderebbero davvero europea questa città, emancipandola e affrancandola da quel provincialismo che la rende vittima di pregiudizi e di omologazioni.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

 

http://milanosiamoanchenoi.ning.com/profiles/blogs/un-centro-glbt-come-a-parigi

Sabato, 23 Aprile, 2011 - 11:55

Un impegno contro l'omofobia

Carissimi,

sono Alessandro Rizzo candidato nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia al Consiglio di Zona 4 di Milano. Sono consigliere uscente e da sempre, ogni seduta, ho dedicato un'interrogazione, ordine del giorno o intervento alla questione legata all'omofobia, presente sul nostro territorio. Ricordo i fatti che hanno visto nell'ottobre 2009 alcuni ragazzi all'uscita di un locale, un sabato sera, in Corso Lodi. Uno dei due ragazzi è stato ricoverato per lesioni gravi alla retina, dopo che alcuni individui, ignoti, sono scesi da un'automobile attaccando i due ragazzi con percosse e fuggendo, poi. Ho sottolineato l'esigenza e l'emergenza di intervenire: il carattere di disposizioni emergenziali svilisce la portata del tema e una visione complessiva e di lungo periodo nell'affrontarla. In diverse città europee, è quello che sempre ho chiesto, è stato istituito uno sportello di servizio di assistenza per le vittime di reati di omofobia, così come uffici specializzati sul tema della prevenzione e repressione nell'ambito della Polizia Municipale. E' presente in altre città europee un tavolo continuativo di confronto con le associazioni lgbt al fine di fronteggiare il tema con disposizioni e proposte anche lungimiranti in materia. Si evidenzia come nelle altre città europee ci sia un inervento utile e funzionale a garantire politiche di sostegno e di integrazione, partendo dai registi delle coppie di fatto che, a differenza di quanto sostenga qualcuno, sono un passo fondamentale per l'eguaglianza delle opportunità tra generi e orientamenti differenti. Milano può fare molto per fronteggiare l'omofobia. Può disporre di misure che chiedano al Parlamento l'estensione della Legge Mancino per l'aggravante per reati contro persone per motivi di orientamento sessuale. Il mio impegno proseguirà in questo fronte: il vento può cambiare davvero se si propongono idee e progetti politici alternativi all'assenza pneumatica di politiche a sostegno delle persone a orientamento lgbt.

Alessandro Rizzo

Candidato Consiglio di Zona 4 di Milano

Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

http://www.milanosiamoanchenoi.it

Sabato, 23 Aprile, 2011 - 01:46

... come candidato al Consiglio di Zona 4 di Milano ho supportato Jacopo a Telenova

Jacopo Muzio, candidato al Comune per Milano Civica per Pisapia sindaco, è stato invitato oggi a intervenire nella trasmissione "Dentro la città" tenuta da Pinuccio Del Medico. Il parterre degli invitati era abbastanza eterogeneo, tanto che Jacopo si è trovato essere il solo candidato a sostegno della coalizione per Pisapia sindaco, a differenza della coalizione di centrodestra che vedeva essere presenti due candidati, uno del PDL e uno della Lega Nord. Si parte dalla casa/studio di Jacopo, dopo aver letto alcune pagine dei quotidiani per in-formarsi sui temi scottanti che la cronaca milanese  e politica portavano. Il caso Lassini imperava, così come l'attacco vergognoso ed eversivo alla Magistratura apportato con termini offensivi e di gravità inaudita, che porterebbero alle naturali dimissioni di un soggetto simile, una volta eletto. Il caso ha imperniato gran parte della trasmissione, sacrificando temi che sono centrali per un'idea di città e per un programma su Milano, magari interessante la cittadinanza. Giusto è stato sottolineare, come fatto da Jacopo, le parole di forte monito e autorevolezza del Presdiente della Repubblica Giorgio Napolitano, in cui si evidenzia la preoccupazione per i nefandi attacchi alla dignità di magistrate e di magistrati, eredi dell'azione condotta da loro colleghi, spesso vittime di quel terrorismo brigatista a cui Lassini, in modo vergognoso, fa riferimento nella grave comparazione. Non c'è che dire: l'imbarbarimento dei toni politici di scontro ha raggiunto un apice e vede un indebolimento della convivenza civile e sociale, nonchè un deperimento delle istituzioni e della loro separazione. Jacopo ricordava soprattutto i toni giustizialisti, penso anche necessari in quel periodo di "repulisti di una classe dirigente al capolinea", di una Lega Nord, oggi totalmente assepiata alle presentazioni ripetute e approvazioni a comando di leggi ad personam salvifiche per una sola persona, inquisita già da prima che "scendesse in politica". Ma tant'è: le contraddizioni nella compagine del centrodestra sono all'ordine del giorno. L'altro problema sollevato in trasmissione riguardava l'affissione abusiva dei manifesti: il riferimento al carattere "stalinista" della campagna pervasiva della Brichetto/Moratti è stata la definizione più centrata di Jacopo. Io penso che occorra non solo garantire il rispetto delle regole e della pari opportunità nella comunicazione politica ma anche il controllo e l'assicurazione di un tetto, magari con rendiconti chiari e trasparenti da richiedersi ai vari candidati sindaci, nei finanziamenti delle rispettive campagne elettorali: chi più ha più può "pigliarsi tutto", come sta accadendo nella ricca spesa e lauto investimento disposto per il sindaco uscente. E', questa, una regola che dovrebbe assicurare maggiore trasparenza, già adottata in diversi paesi, a partire dai liberisti Stati Uniti. Finalmente si accenna, grazie all'intervento di Jacopo, alla questione delle infiltrazioni delle 'ndrine negli affari dell'expo. La commissione di indagine a riguardo, da me ripetutamente richiesta anche sottoforma di mozione votata in consiglio di zona 4 all'unanimità, istituita dal comune è stata fatta fallire con atto eutanasico da parte della maggioranza di centrodestra, che ha disertato sistematicamente le convocazioni. Cosa si poteva aspettare, d'altronde, da una caompagine che sostiene colei che da sindaco ha affermato che a Milano la mafia non esiste, dai microfoni di Annozero. Occorre, quindi, misure che assicurino maggiori controlli negli appalti e nelle concessioni ad aziende e imprese per la conduzione dei lavori di intervento connessi con l'Expo. Tanti sono i punti che Jacopo ha esposto in trasmissione, non solo sostenuti dal sottoscritto come candidato nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia in Consiglio di Zona 4, ma su cui diverse interrogazioni e mozioni hanno visto negli ultimi 5 anni un mio impegno costante: mi riferisco all'apertura delle biblioteche rionali con orari più estesi e omogenei sul territorio comunale, magari assumendo maggiore personale, oggi tagliato, sacrificato e ridotto. Mi riferisco a una mobilità più sostenibile che possa vedere anche quel progetto che da tempo ho sostenuto e che tutt'ora sostengo come candidato dell'estensione delle piste ciclabili e del servizio bikemi, il bike sharing, oggi limitato a una zona centrale e circoscritta della città, magari con maggiori opportunità e agevolazioni per chi utilizza tale servizio. Mi riferisco, infine, tema su cui anche Jacopo è tornato, a un impegno più chiaro e costante sulla promozione del lavoro e sostegno alla formazione permanente per una qualificazione di qualità e di valore dei giovani, che abbandonano la città in quanto in essa non trovano opportunità di vita e di realizzazione: le scuole civiche, su cui la Giunta Brichetto/Moratti ha determinato tagli corposi e forte restrizioni del personale docente qualificato, magari prevedendo anche esternalizzazioni varie o chiusure come le scuole civiche serali, sono un patrimonio civico della nostra città che vede offrire un'occasione formativa di alto spessore a coloro che vogliano intraprendere studi artistici specifici, teatro, danza, cinema, musica, oppure vogliano conseguire titoli di studi seppure siano lavoratori. Una cosa mi sia concesso di sottolineare: l'ospite del PdL in sala asseriva che due dei tre candidati del centrosinistra alla carica di sindaco si sono dimessi una volta sconfitti. Si chiarisca una volta per tutte che il primo dei due candidati era candidato di una coalizione totalmente differente da quella che ora è presente come alternativa: l'attuale centrosinistra è il centrosinistra più largo e comprensivo della storia di Milano. Si chiarisca, infine, che il sindaco uscente, Brichetto/Moratti, pur essendo sindaco si è presentata solamente 5 volte in consiglio comunale nell'arco della consiliatura. Posso dire che il centrodestra ha il primato, invece, di avere un sindaco che non si presenta in consiglio e che diserta le riunioni dell'organo che rappresenta la città. Forse perchè è sempre stata troppo impegnata a decidere le linee guida di governo del territorio e dell'economia finanziaria della città in sedi più "private" e direi esterne.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia al Consiglio di Zona 4 Milano

Sabato, 23 Aprile, 2011 - 01:11

Wi-Mi x Milano: il wifi è un impegno per Pisapia sindaco e anche per me

E' stato sempre un mio impegno nei cinque anni di consiliatura in Consiglio di Zona 4. Ritorna a essere un mio impengo per le prossime elezioni consiliari di zona 4, candidato nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia. Mi sto riferendo all'accesso libero e gratuito, diffuso, alla rete da parte delle persone che vivono la città nei suoi spazi. Mi riferisco alle diverse mozioni che chiedevano da parte del sottoscritto l'attivazione di una mappatura dei siti di interesse e di maggiore accesso pubblico per installare le antennine hot-spot che potessero garantire l'accesso ai saperi e alla circolazione di informazione, comunicazione, utilizzando internet, la conenssione free. Finalmente il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia ha lanciato questa proposta, facendola parte strutturante e integrativa del suo programma. I siti individuati sono differenti: le fermate dell'ATM, le pensiline, il metro, le banchine di attesa, le biblioteche civiche, gli uffici amministrativi, ma anche le edicole, le strutture sanitarie di assistenza, i plessi scolastici, le università, i parchi, i giardini. Nelle mie mozioni ripetute, sempre senza riposta, tranne una timida precisazione dell'Assessorato all'Innovazione del Comune di Milano che ripeteva "tale tema non è di mia competenza", non capendo, quindi, che significato avesse un simile assessorato e quale fossero le competenze del medesimo, chiedevo anche il motivo per cui la società che gestiva la rete infrastrutturale del collegamento internet, Metroweb, è stata svenduta a una società off shore inglese, nonostante fosse in attivo di bilancio e, quindi, un patrimonio pubblico comunale di elevata qualità. Tale società ha ceduto, infine, la gestione del servizio che è ritornata a essere di proprietà del comune, con perdite di notevole impatto. Oggi si parla di attivare un servizio capillare sul territorio comunale, con una seria presentazione del cronoprogramma e dei fondi necessari e utili per sostenere tale proposta, che il centrodestra ha mantenuto a la carte, le 4 piazzette del centro previste come inizio della sperimentazione dell'accesso libero e gratuito alla rete, modesto e quasi inutile punto di partenza, non sono state ancora cablate e coperte da tale opportunità: Wi-Mi x Milano significa determinare una visione diversa di accesso ai saperi e alla comunicazione, più libera, più autonoma, più diffusa, più semplice e diretta. E, soprattutto, direi alla portata di tutte e di tutti: basta iscriversi una prima volta, registrarsi, e la connessione libera è fatta. Avevo sostenuto più volte l'esigenza di dare avvio a tale iniziativa anche nelle Biblioteche Civiche, in cui le antennine hot spot sono presenti da tempo, e dove solamente da poco esiste tale possibilità e da ancora meno esiste la comunicazione all'utenza delle modalità per utilizzare il servizio di connessione gratuita. Parlo, perlomeno, della Zona 4 di Milano. Ma penso che la questione fosse stata analoga ad altri plessi bibliotecari. Penso questo sia riuscito anche grazie al mio impegno costante fatto di interrogazioni al settore informatico delle Biblioteche Rionali: magari minimamente, ma un punto raggiunto dopo una costante iniziativa. Penso che ora si possa sperare in un'attivazione seria del progetto: certamente è un programma realizzabile e non promessa aleatoria presente nel programma del centrosinistra e di Pisapia sindaco. Spero ne pensiate bene, almeno discutiamole: ma credo che un principio sia fondamentale, ossia quello di tutelare e promuovere l'accesso libero e gratuito alla rete, ormai "agorà" telemaica viva e ricca di comunicazione e di opportunità di confronto e di circolazione di idee e di saperi. E' uno spazio virtuale che vede interessati i giovani, tanti giovani, alla ricerca anche di messaggi culturali, formativi, educativi, ma anche informazioni riguardanti, di scambi di esperienze e offerte artistiche e di aggregazione, divertimento. Ma è uno spazio virtuale che interess anahc egli adulti, i lavoratori e gli anziani, che magari possono trovare nuove occasioni di confronto e di dialogo, o di conoscenza di servizi e strutture di assistenza e di svago.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly moratti per Pisapia

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