.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 16 ospiti collegati

.: Eventi

« Dicembre 2019
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Venerdì, 29 Aprile, 2011 - 11:09

Esiste anche una cultura glbt: occorre liberare i circuiti artistici

Si è negato il patrocinio, il semplice patrocinio, al Festival Mix di Cinema glbt di Milano da parte del Comune. Si è negato il semplice patrocinio a Liberi Amori Possibili, rassegna teatro e omosessualità, al Teatro Libero dal prossimo 2 maggio. E' chiaro che il Comune e l'amministrazione uscente, si spera definitivamente, vuole silentire tutto ciò che riguarda una larga fetta della cittadinanza milanese che appartiene a una comunità, quella glbt, e che vive la città con il proprio impegno, la propria dedizione, la propria attenzione, la propria capacità creativa. Ed è per questo, per non "darla vinta" a tale insipiegabile atteggiamento e scelta irrazionale, che le associazioni glbt e operatori della cultura, in primis il Teatro Libero di Milano, hanno deciso di offrire comunque uno spazio di accesso a una conoscenza artistica che riguarda tematiche che non interessano solamente una determinata comunità, ma utta la collettività: perchè parla di storie, affetti, amori, sensazioni, emozioni di persone comuni in una quotidianeità comune con un linguaggio estetico non conformista ma internazionale. La cultura è democrazia. Su questo principio si fonda una prassi che dovrebbe fare crescere una comunità, una società, una città. Ma la negazione di tale principio è presente in pratiche promosse dalla Giunta comunale che hanno visto un'azione sicuritaria da parte dell'amministrazione con conseguenti sospensioni di attività di centri importanti per la diffusione e l'accesso alla cultura. Accessi plurali, indistinti, indiscriminati. Il Teatro Libero ha visto sospendere le proprie attività per 7 mesi. E' un luogo aperto, dinamico, indipendente. Ma questo atteggiamento e questa decisione sono insostenibili, come insostenibili ed eccessivi sono i provvedimenti che hanno penalizzato altri spazi, dalle ordinanze che limitavano alle 24,00 le attività commerciali, massima espressione di un centrodestra che vuole spegnere le luci alla città, ai continui controlli ai circoli ARCI, Casa 139, al Plastic, tempio della cultura musicale indiscusso nel panorama internazionale, ai teatri, cinema, spazi all'aperto come la cascina Monluè, area in cui si svolgevano rassegne musicali eccellenti e di richiamo globale sperimentale. E' una città ferma e immobile. Come candidato al Consiglio di Zona 4 nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia, in totale sintonia con Jacopo, il candidato amico in Consiglio Comunale nella Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, ritornerò spesso su questo problema, sull'assenza di una politica culturale attenta e seria da parte del comune, sull'immobilismo in cui si trova questa città per un atteggiamento miope dei propri amministratori. La città non si merita questo, ne sono convinto e certo. Non lo meritano i tanti operatori che vivono e diffondono la cultura, l'arte. Operatori sono questi che proseguono nella propria attività, nella propria dedizione, ma affidandosi al carattere volontaristico con difficoltà economiche elevate, ristrettezze pesanti e onerose. Occorre pensare a una strategia culturale che faccia degli accessi alle forme di espressività varie la propria base fondante. Perchè non è il tanto decantato bilancio comunale che ha visto donare fondi ai soliti noti: ma sono i soliti inascoltati che offrono circuiti veri di conoscenza e di fruibilità artistica che devono essere ascoltati. Ci sono molte compagnie giovanili che vogliono essere messe alla prova, anche affidando compiti e responsabilità di diventare protagonisti di questa città del silenzio, del buio, del soffocamento quotidiano, dell'alienazione, così come si presenta dopo decenni di governo del centrodestra. L'EXPO 2015 poteva essere l'occasione per veicolare fondi ai tanti virtuosismi che vivono il territorio e il tessuto culturale, ma che sono inascoltati, non accolti semplicemente perchè non si conformano a un clientelismo che ammorba questa città. Ma perchè non si destinano maggiori fondi, chiamando a raccolta in un confronto attivo operatori culturali, cittadini, fruitori, veicolatori, compagnie teatrali, artisti, gestori di locali in cui si fa cultura di elevata qualità? Perchè è assente nell'amministrazione uscente, spero non rientrante, questa volontà, mentre vi è un'attenzione a disperdere risorse ed energie nei soliti circuiti, nelle solite caste? La mia non è una domanda retorica, ma seria. Perchè si investono fondi nei grandi eventi spot, quelli che passano come meteore senza lasciare un tessuto connettivo e una continuità? Perchè si spende in consulenze d'oro per consulenti spesso non adatti mentre si taglia sul bilancio culturale della città, sul sostegno ai teatri, fiore all'occhiello da sempre in una città come Milano, rete che dovrebbe vedere vitalità e accesso alle giovani generazioni di artisti, come avviene a Parigi? Queste domande sono inevase. I soldi vengono dati a mostre dove ciò che conta è l'affare di alcuni bottegai, vedi l'ultima mostra dell'ex assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, mentre altre realtà che organizzano performance di qualità e di livello vengono messe all'angolo. Come all'angolo viene messa la rassegna teatrale che parla di omosessualità, perchè ancora pregiudizi e strumentalismi ideologici incrostano e ingabbiano in modo provinciale una città che vorrebbe vivere e crescere. Le attività culturali si inseriscono in una stagione che vede sensibilizzare poltiicamente sul tema dei diritti civili e dei diritti della comunità lgbt: l'arte è un veicolo che raggiunge molti e può raggiungere coloro che sono fuori da dinamiche concettuali e di attivismo poltico. Che cosa si intende fare, quindi? Di certo cambiare pagina a un lungo racconto che rischia di diventare stantio e obsoleto: quello di un'amministrazione comunale incapace di legegre la società, le dinamiche culturali di questa collettività, compromessa a interessi corporativi che escludono e silentiscono tutto ciò che potrebbe diventare, e deve diventare, protagonista e parte attrice del futuro di questa metropoli. La comunità lgbt e le espressioni artistiche che parlano di tematica lgbt è uno dei soggetti che si inserisce in questo contesto dirompente, che deve essere liberato.

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano

 

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano