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.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Roberto Jonghi Lavarini
Venerdì, 24 Giugno, 2011 - 10:35

Gianni Spina intervista Roberto Jonghi

Milano, giugno 2011

Intervistiamo Roberto Jonghi Lavarini, 39 anni di età anagrafica, 25 anni di militanza politica nella destra (MSI e AN), ora esponente del PDL. Non ricopre alcuna carica ufficiale ma è noto ed ascoltato per il suo attivismo, i suoi blog e le sue esilaranti comunicazioni email che fustigano la politica milanese, senza risparmiare critiche a nessuno, nemmeno ai vertici del suo partito.

Il centro-destra ha perso Milano, la sua roccaforte, un simbolo sia per Berlusconi che per la Lega. Quali sono le sue valutazioni?

A Milano non ha vinto la sinistra ma ha clamorosamente perso la destra per colpa di scelte e candidature sbagliate che hanno trasformato il crescente disagio del nostro elettorato in astensione. Abbiamo deluso i nostri sostenitori e sbagliato campagna elettorale, sia nei toni che nei contenuti, mentre Giuliano Pisapia è riuscito a unificare, entusiasmare e mobilitare tutta la sinistra. Il PDL ha bisogno di un vero rinnovamento politico, anche nominale e generazionale, che assicuri partecipazione, trasparenza e meritocrazia. Il Presidente Silvio Berlusconi ha il diritto-dovere di governare, di attuare il programma elettorale e le necessarie riforme, istituzionali e fiscali, ma il centro-destra deve scegliersi, attraverso le elezioni primarie, un nuovo candidato ed una nuova classe dirigente. Unica riforma elettorale assolutamente necessaria è l’abolizione delle liste bloccate e la reintroduzione del sistema delle preferenze, a tutti i livelli.

Secondo Lei come sarà il nuovo governo di Milano?

Il nuovo Sindaco ha appena nominato la giunta comunale, escludendo gli estremisti (comunisti, radicali e Di Pietro) e premiando i cattolici progressisti ed i poteri forti. Nel futuro, il radical-chic Pisapia (mio vicino di ombrellone a Santa Margherita Ligure) sarà più influenzato dalla Curia, dai banchieri, dall’alta finanza e dai grandi costruttori, piuttosto che dai suoi vecchi compagni di Rifondazione e del Leonkavallo. Vedremo cosa faranno, la loro compagine politica è estremamente variegata, per ora hanno annunciato solo aumenti delle tariffe ed il sostegno economico al Gay Pride.

A Milano si è votato, oltre che per i quattro referendum nazionali, anche per cinque locali. Lei che scelte ha fatto?

Io sono andato a votare: due si a sostegno dell’acqua pubblica come bene naturale e primario, e due no, per difendere la ricerca nucleare e la stabilità del governo. Ora, in Italia non potremo costruire più centrali nucleari ma continueremo a comprare energia, a costi elevatissimi, dalle centrali dei nostri vicini che circondano la pianura padana, con il risultato di avere gli stessi rischi dei francesi, pagando l’energia più del doppio. Francamente mi sembra una cavolata… A Milano si è votato anche per altri cinque quesiti promossi da Edoardo Croci (liberale e ambientalista di centro-destra) ed io ne ho sostenuti quattro (tranne quello sull’Ecopass) perché erano tutti rivolti al miglioramento della nostra città, del nostro ambiente e della nostra qualità della vita.

Cosa mi dice dei risultati elettorali della estrema destra?

La Destra di Francesco Storace ha preso lo 0,3%, Forza Nuova lo 0,4%, la Fiamma Tricolore non è riuscita nemmeno a presentarsi: questi dati si commentano da soli. Le permanenti divisioni della destra radicale risultano inspiegabili e sgradite al potenziale elettorato che preferisce votare per altri o astenersi. Per me si tratta di un capitolo definitivamente chiuso.

Ma anche i suoi candidati di Destrafuturo sono andati maluccio.

Decisamente si, non lo nego, ne prendiamo atto e ci attrezzeremo meglio per i futuro. Sono però contento del risultato di diversi amici, soprattutto giovani, che sono stati eletti nei consigli di zona. In particolare meritano di essere citati, come esempio positivo di nuova classe dirigente del PDL, Roberta Capotosti e Niccolò Mardegan, due giovani consiglieri provinciali di Milano, che hanno dimostrato, sul campo, oltre di essere bravi e capaci, anche di avere un reale consenso politico e popolare. Il PDL dovrà tenerne conto.

Sui giornali si è parlato molto dei rapporti tra estrema destra ed istituzioni ma anche delle forti tensioni fra i militanti di gruppi diversi, sfociate persino in aggressioni, perquisizioni e denunce.

Le tensioni sono fisiologiche in un mondo giovanile, idealista, forte e sano come quello della destra radicale, ma non vi sono mai state aggressioni violente, tantomeno denunce: sono comportamenti che non fanno parte del nostro DNA, del nostro codice d’onore, etico e cavalleresco. Sono solo fandonie per gettare discredito sulla nostra comunità politica. Punto!

Cosa mi dice del fenomeno nazionale Casa Pound Italia?

A Milano vi è un forte presenza di gruppi di destra, non solo partiti ma anche circoli, associazioni e movimenti. Casa Pound è sicuramente una buona idea ma troppo “romano centrica” per attecchire a Milano, a differenza di altre realtà emergenti che funzionano bene come, ad esempio, Lealtà ed Azione che è un fenomeno militante tipicamente lombardo. Comunque, ripeto, io, oramai da tempo, ho intrapreso altre strade, senza rancori e senza rimpianti, anzi mantenendo rapporti di amicizia e di collaborazione con i miei “vecchi camerati”. Ho deciso di navigare in mare aperto, di portare le nostre idee nel PDL e nel centrodestra, radicandole, non solo nella politica ma nella società italiana. La battaglia più difficile ed importante che dobbiamo condurre è quella culturale, della buona informazione e formazione dei giovani.

Azione Anifascista ha realizzato un dossier di 70 pagine sulla estrema destra a Milano, dove Lei è uno dei principali citati.

Dossier sul mese nero di Milano (aprile maggio 2010)

Si tratta delle loro solite “seghe mentali”: metodi vetero comunisti, analisi tragicomiche, informazioni assolutamente imprecise e datate, quando non completamente false. Sinceramente non riesco proprio a capire come possano perdere così tanto tempo a spiarci e schedarci, costruendo fantapolitiche trame nere. Penso si tratti di un fenomeno psicologico e patologico: la nostra esistenza è l’unica motivazione del loro agire, non sanno più cosa dire al popolo italiano. I compagni sono degli sfigati che, per sentirsi bene, hanno bisogno dell’antifascismo come i neonati del ciuccio.

In internet abbiamo notato un suo super attivismo negli ambienti reazionari, blasonati e savoiardi come Patria e Libertà.

Sono vice-Presidente del Centro Studi Patria e Libertà, presieduto dal caro amico Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, persona di straordinaria umanità, galantuomo d’altri tempi, uno dei massimi esperti di ordini cavallereschi in Italia. Dopo una rilettura critica di alcuni testi di Platone, De Maistre, Degrelle, Junio Valerio Borghese, Evola, Correa de Oliveira e Fisichella, ho, semplicemente, riscoperto le mie radici e la mia identità. Praticamente, sono tornato a casa, al punto di partenza, dal quale, a 14 anni sono partito per girovagare e conoscere tutta la destra italiana. Provengo da una antica famiglia Walser piemontese, legata alle proprie tradizioni, fedele alla Santa Chiesa Cattolica ed alla Corona, ho ripreso a frequentare vecchi amici di quel “piccolo mondo antico” che, nonostante tutti i suoi difetti, rappresenta ancora la Tradizione. Per me, ad esempio, essere Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, vuol dire, innanzitutto essere fedele ai principi spirituali di onore, cavalleria, aristocrazia ed impero della nostra tradizione europea e cristiana. Sono monarchico da un punto di vista meta politico, concettuale, filosofico, direi spirituale. In questa epoca ciclica di decadenza generale, rimango fedele a simboli e valori eterni, nonostante la loro incarnazione spazio temporale, non sia sempre all’altezza: si tratta di mantenere viva un fiamma ideale, trasmettendo questa fiaccola alle generazioni future, nella certezza che, prima o poi, verrà utile per appiccare l’incendio della rivoluzione restauratrice.

Intervista a cura di Gianni Spina

ITALIA IN FORMA: Gianni Spina intervista Roberto Jonghi

Martedì, 31 Maggio, 2011 - 10:43

Incontro-Dibattito sui risultati elettorali

DOMANI sera, MERCOLEDI’ 1 GIUGNO ALLE ORE 21.00

presso la sede del movimento DESTRAFUTURO nel Popolo della Libertà

in VIA STRAMBIO 9, a MILANO (in Zona Città Studi) - citofono SICIEMME

INCONTRO – DIBATTITO

“Analisi dei risultati elettorali e prospettive politiche per la Destra ed il centro-destra, a Milano e in Italia”

http://elezioni.comune.milano.it/index.html - http://www.interno.it/

Interverranno: Leonardo Bosi, Carlo Brignolo Gorla, Antonio De Simone, Guido Giraudo, Massimo Grecchi, Roberto Jonghi Lavarini, Dario Macchi, Elena Manzoni di Chiosca, Francesco Filippo Marotta, Mario Mazzocchi Palmieri, Flavio Nucci, Michele Puccinelli, Enrico Verga, Dario Vermi, dirigenti e consiglieri di zona.

Si parlerà di Politica e tutti i presenti potranno intervenire ed esprimere liberamente la propria opinione. La destra riparte dalla sua storia e dalla sua base militante, chiedendo ai vertici del PDL e del centro-destra: rinnovamento, partecipazione, trasparenza, meritocrazia, sobrietà, congressi ed elezioni primarie.

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!

Martedì, 31 Maggio, 2011 - 08:58

Primi commenti ai risultati elettorali.

La sinistra ha vinto queste elezioni amministrative, non solo ha conquistato la nostra Milano, ma ha ottenuto sindaci in tutta Italia, da Trieste a Napoli.

Ha inequivocabilmente perso questo centro-destra berlusconiano, si tratta di una svolta politica storica ed irreversibile che impone a tutti di cambiare.

La gente è stufa dei bunga-bunga e delle battute di Berlusconi e, non vedendo alcuna riforma, non crede più al suo carisma ed alle sue solite promesse.

A ciò si aggiunge la motivata insofferenza per questa classe politica, condivisa sia dagli astensionisti che da coloro che hanno votato "turandosi il naso".

A Milano, per esempio, vicende come quelle della Minetti e del call-center di Paternò, hanno fatto perdere migliaia di voti sia al PDL che alla Lega.

A Milano, come in altre città, il popolo della libertà ha voluto punire i vertici del PDL, diventati vera e propria casta di potere parassitario e clientelare.

Ora, nel PDL, serve un vera rivoluzione: azeramento dei vertici nazionali e locali, partecipazione, trasparenza e meritocrazia, congressi ed elezioni primarie.

Silvio Berlusconi ha il diritto-dovere di governare fino alla naturale scadenza della legislatura, attuando il programma votato dalla maggioranza degli Italiani.

Il PDL ed il centro-destra, devono subito organizzarsi per il futuro, ricucire con l'UDC, aprirsi alla società civile e scegliere il successore di Berlusconi.

Abbiamo perso una importante battaglia, non la guerra! Ora riflettiamo, discutiamo, ragioniamo e riorganiziamo le forze per le prossime sfide politiche!

ROBERTO JONGHI LAVARINI
Milano, 31 maggio 2011

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L'EDITORIALE Grande psicodramma dopo le elezioni... - Interni - ilGiornale.it del 31-05-2011

A Milano Vendola ruba subito la festa a Pisapia E svela il suo vero programma su rom e islamici - Interni - ilGiornale.it del 31-05-2011

Una giornata surreale tra vecchi slogan e fantasmi del passato - Interni - ilGiornale.it del 31-05-2011

Rainews24.it - Il direttore Giuliano Ferrara - [ Il Foglio.it ]

Albertini: «Più legalità e meritocrazia: così si riconquista la città»

L'editoriale - ballottaggio, Napoli, Milano, Pdl, allarme, Pdl, Silvio Berlusconi, Cagliari, Novara, Maurizio Belpietro, Libero - Libero-News.it - L'editoriale - Letizia Moratti, Gianni De Magistris, Gianni Lettieri, Giuliano Pisapia, Idv, Pdl, lettera, Silvio Berlusconi, flop, Fli, Idv, Vittorio Feltri, Libero - Libero-News.it

Destra per Milano: Milano: previsioni azzeccate, purtroppo... :-(

Destra per Milano: Rinnovamento, Partecipazione, Trasparenza e Meritocrazia per un PDL più forte!

Destra per Milano: "Jonghi nel Mirino"... :-)

Destra per Milano: Intervista a Roberto Jonghi Lavarini

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Milano: previsioni azzeccate, purtroppo... :-(

Milano, 30 maggio 2011 - Ore 14.30
(a pochi minuti dalla chiusura dei seggi)

PISAPIA 53% - MORATTI 47%

Spero sempre di sbagliarmi ma queste sono le mie previsioni...

:-(

Il centro-destra perderà, Letizia Moratti recupera ma sarà sconfitta ed al suo posto avremo Giuliano Pisapia Sindaco di Milano. Non vince il centro-sinistra che praticamente conferma il suo elettorato ma perde il centro-destra punito dal forte astensionismo-autolesionismo della borghesia milanese.

La Moratti era una candidatura debole e contestata. Gli Assessori uscenti della Giunta Moratti non hanno prodotto consenso elettorale. Le liste ed i candidati di PDL e Lega non hanno convinto gli indecisi. Il PDL viene sonoramente punito per le sue divisioni interne e per come ha gestito il potere di sottogoverno locale e la selezione della classe dirigente (il caso Minetti ha fatto perdere migliaia di voti!). Viene sconfitto Berlusconi che ha sbagliato a politicizzare e personalizzare questa campagna elettorale amministrativa. Una campagna elettorale "contro e non pro", costosissima ma sbagliata nei toni e nei contenuti, spesso anche nella scelta dei candidati, della comunicazione e delle iniziative male organizzate.

Pisapia, a differenza della Moratti, è riuscito a suscitare grande e reale entusiasmo, a richiamare chi si era allontanato dalla politica, a coinvolgere giovani e giovanissimi, ad intercettare la voglia di cambiamento, a mobilitare il popolo della sinistra, portandolo fino alla riscossa. Queste fondamentali differenze, di stile e di clima, sono state evidenti per tutta la campagna elettorale, nelle strade e nelle piazze, fra la gente, ai mercati rionali dove, per la Moratti volantinavano solo vecchi (i seniores del PDL), pochi militanti (ciellini, leghisti ed ex missini) e squallidi mercenari, mentre per Pisapia decine di volontari pieni di entusiasmo, musica, colore, fiori e palloncini. E' la sconfitta del partito di plastica, degli impiegati della partitocrazia, dei raccomandati e degli opportunisti, degli "yes man" senza passione e senza consenso. Hanno perso la Moratti ed il PDL ma ha vinto la vera Politica, quella che suscita ancora emozioni!

E, parliamoci chiaro, al di là degli appelli elettorali anticomunisti, Pisapia è un vero borghese, moderato e garantista, che sarà condizionato più che dai suoi vecchi compagni di Rifondazione e del Leonkavallo, dai "poteri forti", dalla Curia e della banche, dal Corriere della Sera e dal Sole 24 Ore, da Assolombarda e Confcommercio. Probabilmente, essendo Milano un modello di governo per l'Italia, la Giunta Pisapia, almeno per i primi anni, sarà più ordinaria e legalitaria di quella precedente. Il danno sarà culturale e sociale, più che economico ed amministrativo. La sinistra entrerà, occuperà "militarmente" ed influenzerà tutti i settori del Comune di Milano, piazzando i suoi uomini e "non facendo prigionieri"!

Non sono affatto contento della vittoria della sinistra radicale, comunista e giacobina, sia ben chiaro, ma questa batosta, questa dieta forzata sarà utile al PDL ed al centro-destra per ripulirsi da veleni e tossine, da grassi e da zuccheri, da parassiti e zavorra. Ora vigiliamo sulla nostra città, meditiamo sulla nostra sconfitta, riorganizziamoci e prepariamoci per le prossime elezioni. Da domani incomincia una nuova stagione politica ed un pò di opposizione non ci farà certamente male: altre battaglie ed altre sfide ci attendono!

Roberto Jonghi Lavarini

Martedì, 26 Aprile, 2011 - 11:37

Nel PDL, basta 30% quote AN: finalmente liberi!

Nel PDL, le ex correnti di AN sono diventate dei meri gruppi di potere, autoreferenziali e clientelari, che vivono di rendita parassitaria, accumulando e distribuendo, al loro interno, cariche e prebende. Gli ex colonnelli di AN che hanno in gestione il 30% delle "quote di potere" del PDL (candidature e nomine) non sono più rappresentativi della base militante e degli elettori dai quali sono stati delegati. I proventi politici di quelle quote di rappresentanza non vengono equamente divisi fra tutti gli aventi diritto ma gestiti in maniera personalistica e distribuiti fra parenti, amici e compaesani.

Anche a Milano, una sempre più consistete parte della base militante ex AN non si sente più politicamente tutelata e rappresentata dal Ministro Ignazio La Russa, anzi, oramai, ne contesta apertamente le scelte ed i criteri di selezione della classe dirigente. L’esclusione dalle liste elettorali del PDL milanese di Stefano Di Martino e Roberto Jonghi Lavarini, è stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, facendo venire a galla il profondo malcontento, già diffuso e radicato, di una comunità umana e politica che, da troppo tempo, non si sente più considerata, ascoltata e coinvolta nella vita di partito.

Per questi motivi politici, una serie di differenti realtà militanti, tutte provenienti dalla storia della destra italiana, ha deciso di "mettersi in proprio", di organizzarsi autonomamente, di auto tutelarsi, in maniera trasparente, partecipativa e meritocratica, creando nuove sinergie trasversali e cercandosi nuovi e più affidabili referenti politici diretti politici all’interno del PDL. Contatti, incontri e trattative politiche a 360°, senza filtri e mediatori, sono già in corso con Letizia Moratti e Mariolina Moioli, con Maurizio Lupi e Benedetto Tusa, con Angelo Gianmario e Marco Clemente, con Guido Podestà e Daniela Santanchè.

D’ora in poi, nel PDL, non ci saranno più automatismi, quote sicure e rendite di posizione: AN non esiste più e nessuno si può più arrogare la sua rappresentanza in esclusiva. In attesa di un vero congresso del Popolo della Libertà, a pesare veramente saranno le preferenze che otterranno i vari candidati alle prossime elezioni amministrative. Noi seguiremo, sosterremo e voteremo solo coloro che si saranno guadagnati la nostra fiducia, dandoci risposte politiche chiare, precise e concrete!

Associazione Culturale Futurista - Milano Sinergie 2015

Centro Studi Storici e Politici Internazionali Patria e Libertà

Comitato Destra per Milano - LiberaMente nel PDL

Venerdì, 22 Aprile, 2011 - 11:37

La destra milanese onora Sergio Ramelli e tutti i Camerati Caduti

http://www.youtube.com/watch?v=hxUY55hU ... ded#at=123

La Comunità Militante della destra lombarda, anche quest’anno, il prossimo 29 aprile, renderà onore, con un programma unitario, alla memoria di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e di tutti i Camerati Caduti per l’Italia. Le radici profonde (che non gelano mai), una comune identità e valori spirituali condivisi da tutti, hanno prevalso sulle contingenti elezioni amministrative che vedono la destra milanese divisa in liste e candidati al consiglio comunale. Il Comitato Destra per Milano ringrazia tutti, in particolare il "Kassa", coordinatore delle diverse iniziative, i disciplinati militanti del Movimento Leatà e Azione per la loro disponibilità e per il loro costante impegno, Mamma Anita Ramelli e Roberta Capotosti che, con la loro passione e determinazione, hanno fatto prevalere, quel cameratismo e quella fratellanza ideale che, sempre, dovrebbe unire tutti i militanti della destra radicale, al di là delle sigle di appartenenza. Di seguito, il programma ufficiale.

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Camerati! Come ogni anno vogliamo ricordare il sacrificio di Sergio Ramelli con una serie di iniziative.

Di seguito il calendario degli eventi.

COORDINAMENTO e INFORMAZIONI: 331.5779332

La settimana dedicata a Sergio inizia martedì 26 aprile, quando sui muri della città compariranno i manifesti che riguardano il tradizionale corteo del 29 aprile.

Giovedì 28 aprile, dalle 20.30 alle 21.30 presso i giardini intitolati a Sergio (via Bronzino) si terrà un concerto acustico dove le nostre canzoni di lotta e di vittoria saranno intonate in ricordo di Sergio e di tutti i camerati caduti. A seguire, come ogni anno, la veglia silenziosa e composta sotto casa Ramelli.

Venerdì 29 aprile si terrà il tradizionale corteo - fiaccolata. Il concentramento è fissato per le ore 20.00 in p.le Susa. Prima della partenza del corteo i camerati, inquadrati di fronte ad una simbolica lapide, chiameranno il “Presente” per Carlo Borsani caduto per mano partigiana il 29 aprile del 1945 proprio in questa piazza. Il corteo, composto e silenzioso, arriverà fino sotto casa Ramelli dove verrà chiamato il “Presente” per Sergio Ramelli. Sciolto il corteo tutti i partecipanti raggiungeranno p.le Piola da dove partirà il secondo corteo che proseguirà fino sotto casa Pedenovi.

Domenica primo maggio si terrà la terza edizione del torneo di calcetto dedicato a Sergio. Le squadre che si sfideranno in una cameratesca competizione saranno impegnate fino dalla mattinata. A seguire grigliata e concerto con i gruppi milanesi Malnat, DDT e Nativi. Invitiamo tutti i camerati a presenziare a tutti gli appuntamenti con lo spirito che ha animato gli organizzatori, uno spirito di sereno cameratismo.

Nobis
I CAMERATI

COORDINAMENTO e INFORMAZIONI: 331.5779332

http://www.facebook.com/group.php?gid=116818021666459

Martedì, 19 Aprile, 2011 - 09:12

Milano: candidati ai nastri di partenza

Si confermano le assurde divisioni della destra radicale che, anche a Milano, si presenta con tre liste concorrenti: la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli (con l’Avv. Gabriele Leccisi candidato sindaco e il conte Gianluca Bonazzi di Sannicandro capolista), Forza Nuova di Roberto Fiore (con Marco Mantovani candidato sindaco e Duilio Canu capolista) e La Destra di Francesco Storace (capolista indipendente Alberto Torreggiani) che, invece, sostiene Letizia Moratti.

Esponenti, più o meno noti, della destra milanese sono candidati in altre liste minori: Io Amo Milano di Magdi Cristiano Allam e la Lista Civica Milano al Centro che sostengono la Moratti, La Tua Milano di Carla De Albertis, il Partito Nuova Italia di Armando Siri, la Lega Milano e gli Autonomisti Goisis di Massimiliano Loda, la Lega Padana Lombardia di Roberto Bernardelli in appoggio a Giancarlo Pagliarini candidato sindaco.

http://www.milanotoday.it/tag/elezioni-comunali-2011-milano/

Nessuno dei sopracitati candidati, più o meno bravi e meritevoli, ha una reale speranza di essere eletto in consiglio comunale con queste listarelle dello zero virgola. I consiglieri comunali da eleggere sono scesi da 60 a 48 e, per le elezioni amministrative, vige, di fatto, uno sbarramento del 3%.

Unici candidati di destra che concorrono seriamente per un posto di Consigliere Comunale sono quelli presenti nella coalizione di centro-destra che sostiene la rielezione del Sindaco Letizia Moratti: nella Lega Nord (come Leo Siegel ed il candidato di Mario Borghezio, Max Bastoni) e, soprattutto, nel Popolo della Libertà. Nel PDL vi sono innanzitutto tre candidati di apparato che rappresentano le vecchie correnti di Alleanza Nazionale: Benedetta Borsani (candidata del Ministro Altero Matteoli e figlia dell’ex assessore regionale Carlo Borsani), Marco Osnato (candidato di Ignazio La Russa e genero dell’assessore Romano La Russa) e Antonluca Romano (di nome e di fatto, in quanto candidato di Gianni Alemanno, Sindaco di Roma).  Oltre a questi tre candidati, spinti e sponsorizzati dai rispettivi capicorrente, vi sono uomini liberi come Michele Mardegan (esponente dell’Opus Dei e rappresentante della destra cattolica) e, fuori dagli schemi, come l’emergente Marco Clemente che è riuscito a coalizzare, intorno a se, energie trasversali che vanno dal consigliere regionale Angelo Gianmario (ex Forza Italia) agli storici ambienti della destra sociale ed identitaria.

Questa è la fotografia obbiettiva ai nastri di partenza. Ovviamente tornerò presto sull’argomento, consigliandovi alcuni candidati, al comune e nelle nove circoscrizioni di Milano, dandovene valide e documentate motivazioni. Sicuramente non sono contento della esclusione del mio candidato Stefano Di Martino dalle liste del PDL, tantomeno della mia non candidatura alla presidenza di zona uno, ed anche su questo argomento ritornerò presto, ma, guardando il lato positivo, ora posso guardare con maggiore serenità, attenzione ed obbiettività alla campagna elettorale.

Roberto Jonghi Lavarini

Giovedì, 14 Aprile, 2011 - 12:02

La destra, il PDL e la Moratti

Una nota di "colore"...

;-)

MILANO ELEZIONI COMUNALI
Monarchici senza Letizia
I "neri" di Milano contro la Moratti.
di Alessandro Da Rold (Lettera43)

Non c'è solo il Terzo Polo di Manfredi Palmeri a turbare i sonni di Letizia Moratti in vista dell'appuntamento elettorale del 15 maggio, quando i milanesi dovranno scegliere tra lei e Giuliano Pisapia il prossimo sindaco di Milano. Nei meandri del capoluogo lombardo si stanno muovendo nemici «destri» molto particolari. Si tratta della nobiltà nera milanese: conti, principi o ex pluridecorati della X Mas. Un variegato mondo di ex combattenti, che potrebbe vendere cara la pelle creando non pochi problemi all'ex ministro dell'Istruzione. Tanto che lunedì sera, in una riunione definita da alcuni partecipanti una via di mezzo «tra il ballo del Gattopardo e il bar di Guerre Stellari», la Moratti ha incontrato i reduci. Senza però trovare un accordo.

BOMBA FASCIO-MONARCHICO.

In queste ore così convulse, a tre giorni di distanza dalla chiusura della presentazione dei candidati, è scoppiata in seno al Popolo della Libertà un granata «fascio-monarchico-patriottica». Quella fetta di elettorato che si riconosce «negli antichi valori» di Casa Savoia, con rimandi nostalgici alla Repubblica di Salò, si è vista infatti chiudere la porta dalla lady di ferro di palazzo Marino e potrebbe presentarsi da sola alle elezioni comunali.

Le preoccupazioni di La Russa

Anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ex missino, si è preoccupato che quest'anima della città non venga tenuta fuori dall'alleanza pro Moratti nella prima tornata elettorale. Soprattutto dando un'occhiata ai sondaggi, che danno il sancora in affanno su Pisapia. «Basterebbero le preferenze che abbiamo preso alle scorse elezioni comunali per mettere in crisi la Moratti e obbligarla al ballottaggio. Noi, ripeto ancora una volta, siamo pronti a tutto, non abbiamo nulla da perdere e amiamo le battaglie difficili: 'molti nemici, molto onore'», tuona il «Barone Nero», Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, raggiunto da Lettera43.it.

DALL'ISOLA AL COMUNE.

Il primo cittadino avrebbe deciso di non candidare il vice presidente del consiglio comunale Stefano Di Martino, perché coinvolto negli scontri di via Paolo Sarpi del 2007, quando la Chinatown cinese esplose causando disagio e preoccupazioni nella cittadinanza. Eppure Di Martino è esponente di non poco conto per quel mondo di ultraottantenni che ancora si commuovono ricordando gli ultimi giorni di sua Maestà Umberto II nel nostro Paese. Fu proprio lui a riappacificare Emanuele Filiberto Di Savoia con il Duca d'Aosta durante i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. E non è un caso che proprio Emanuele Filiberto, in questi giorni sull'Isola dei famosi, abbia dato la propria disponibilità a scendere in campo al primo turno delle amministrative contro la Moratti.

Il misto bosco fascio monarchico

In questo mondo «da grigliata mista», come lo chiama lo stesso Jonghi Lavarini, si muovono vorticosamente discendenti di Ascari, ufficiali del Regno d'Italia di Albania, ammiragli e generali ormai di una certa età. Ma anche i tifosi di estrema destra di Inter e Milan, frequentatori del centro sociale Cuore Nero e molti nostalgici di Benito Mussolini: insomma l'anima nera dell'ex capitale morale d'Italia è in subbuglio.

DAME, CAVALIERI E AMICI DI PINOCHET.

E poi ancora, come dimenticare la gran Dama Silvana Fiolini Alessio o il «nobile cavaliere» Sandro Pierato, «senatore del regno». Quindi la principessa Beatrice Feo Filangeri di Cutò e la contessa Anna Maria Teodorani, quest'ultima nipote del Duce. Il vero collante parrebbe essere Lilio Marescotto Sforza Ruspoli di Cerveteri, ma una menzione speciale va data anche al conte cavaliere di gran croce Fernando Crociani Baglioni di Serravalle di Norcia (presidente del centro studi Patria e libertà e amico personale della famiglia Pinochet). E come dimenticare i principi Alexander Comneno Otranto di Bisanzio e Andrea Scirè Borghese: il primo, ora ultranovantenne, fu volontario delle Ss italiane, mentre il secondo è il nipote di Julio Valerio Borghese.

L'INCONTRO DI METÁ MARZO.

Pensare che la Moratti li aveva incontrati nemmeno a metà marzo per una rievocazione patriottica. Alla manifestazione erano presenti tutte le organizzazioni combattentistiche e d'arma. Tra queste la storica Associazione nazionale arditi d’Italia e una «folta», si legge nelle cronache dell'epoca, delegazione della Associazione combattenti della X mas, rappresentata, oltre che dal vice presidente nazionale, Sergio Pogliani, da ben tre reduci di guerra. La Moratti è avvisata.

Mercoledì, 13 Aprile 2011

http://www.lettera43.it/politica/13109/monarchici-contro-letizia.htm

Giovedì, 14 Aprile, 2011 - 09:18

Trovato accordo con Letizia Moratti, non acora con il PDL

COMUNICATO UFFICIALE

Dopo gli incontri ed i chiarimenti politici avuti con Letizia Moratti, abbiamo decisono di sostenere la sua ricandidatura a Sindaco di Milano, fin dal primo turno, rinunciando a presentare una nostra lista autonoma. Valuteremo, insieme a Stefano Di Martino e Federico Pizzi, quali liste e candidati della coalizione di centro-destra sostenere. Per ora, i vertici del PDL non ci hanno dato alcuna significativa risposta e garanzia politica, quindi, da questi, non ci sentiamo tuteleati e rappresentati.

Milano, 14 aprile 2011

Prof. Fernando Crociani Baglioni, Presidente del Centro Studi PATRIA E LIBERTA'
Avv. Vincenzo Forte, Presidente del Circolo UNIONE PATRIOTTICA
Dott. Roberto Jonghi Lavarini, Presidente del Comitato DESTRA PER MILANO

Venerdì, 8 Aprile, 2011 - 10:41

Milano, 17 dicembre: Campo X della RSI

Domenica mattina 17 aprile 2011, alle ore 10.00, al Campo X del Cimitero Maggiore di Milano, verrà celebrata una Santa Messa in suffragio dei Caduti della Repubblica Sociale Italiana. La cerimonia è organizzata, come tutti gli anni, dalle Associazioni d’Arma e dai Combattenti della RSI, gli stessi (ANAI, UNC-RSI e AC-XMAS) che lo scorso 19 marzo hanno partecipato alla riuscita manifestazione patriottica, per il 150° Anniversario della Unità Nazionale, promossa dal vice-Presidente del Consiglio Comunale, Stefano di Martino, autorevole rappresentante istituzionale del Popolo della Libertà. In quella occasione, sia il Ministro della Difesa, On. Ignazio La Russa, che il Sindaco di Milano, On. Letizia Moratti, avevano fatto delle importanti ed inequivocabili dichiarazioni a sostegno della pacificazione nazionale e di una memoria storica condivisa. Bene, ora, in vista delle imminenti elezioni amministrative di Milano, chiediamo al Sindaco Letizia Moratti ed ai candidati di tutte le liste e di tutti gli schieramenti, di dare un segnale, simbolico e concreto, come già fece il mai dimenticato Gabriele Albertini, venendo al Campo X a rendere omaggio anche agli "sconfitti" della guerra civile, ovvero alle decine di migliaia di Italiani che, in assoluta buona fede e mossi da valori ideali, si arruolarono e combatterono, in divisa, nelle Forze Armate ed Ausiliarie della RSI.

Martedì, 29 Marzo, 2011 - 09:01

"Il barone nero e il molestatore rosso"

I soliti comunisti: ignoranti, faziosi, bugiardi ed infami.
Ecco il tragicomico articolo del solito compagno Saverio Ferrari, pubblicato, domenica scorsa, sul quotidiano comunista IL MANIFESTO:

La nobiltà nera si scalda. In campo con la Moratti
Fascisti e nostalgici del re nel cartello del sindaco uscente
Saverio Ferrari  -  il manifesto  -  28/03/2011

L'ultima in ordine di tempo, in vista delle prossime elezioni amministrative, è stata la richiesta di Roberto Jonghi Lavarini ai vertici del Pdl di essere candidato alla presidenza della circoscrizione del centro storico di Milano. L'auto-investitura è stata ufficializzata con un comunicato in cui lo stesso Jonghi Lavarini ha reso noto il sostegno da parte di associazioni come Destrafuturo (in realtà la corrente da lui stesso fondata all'interno del Pdl), ma soprattutto di alcuni ordini professionali, tra cui l'Ampe (Assoedilizia), l'Unione dei piccoli proprietari imm
obiliari e l'Associazione nazionale degli amministratori condominiali. Si poteva pensare a una delle sue solite sparate, ma è arrivata da parte di Massimo Corsaro, vice capogruppo Pdl alla Camera, la conferma che il partito sta valutando la proposta.
Roberto Jonghi Lavarini, 38 anni, dal 1994 consulente immobiliare nella società di famiglia, meglio conosciuto come il «barone nero», è una delle figure più note del neofascismo milanese. Tra i fondatori di Cuore nero e grande organizzatore di commemorazioni della Marcia su Roma, oltre che di spedizioni a Predappio sulla tomba del duce, si vanta di aderire alla Fondazione Augusto Pinochet e di intrattenere rapporti con l'Npd, il partito neonazista tedesco, e con la destra razzista boera in Sudafrica.
La sua iniziativa più recente è stata il 23 marzo scorso al Cimitero Monumentale davanti a una cripta edificata nel ventennio dove sono state raccolte le spoglie di alcuni squadristi milanesi, per celebrare con i reduci della Rsi il 92° anniversario di fondazione dei Fasci di combattimento, ovvero omaggiare i manganellatori e gli assassini che accompagnarono con le loro violenze l'ascesa al potere di Mussolini. Ma quel che ultimamente più connota l'azione di Roberto Jonghi Lavarini è un forte presenzialismo a tutte le iniziative e feste di gruppi di nobili e ordini cavallereschi. Vantando un titolo (barone di Urnavas), il tentativo sembrerebbe quello di voler rappresentare, si dice con l'approvazione del principe Vittorio Emanuele di Savoia, le associazioni e i circoli dei nobili «militanti», cioè di quella minoranza di aristocratici che ancora tiene a titoli e stemmi senza più alcun valore. Ambienti reazionari legati persino ai discendenti degli Asburgo o dei Borbone.
Il filo nero è rappresentato dal centro studi Patria e Libertà del conte Fernando Crociani Baglioni (patrizio romano), centro di cui Jonghi Lavarini è vice presidente, al quale continuano ad aderire nobili e non solo da tutta Italia. Si tratta oramai di un vero e proprio partito aristocratico, lo stesso che ha invitato Berlusconi a feste sia Roma sia a Palermo (grottesco il 5 marzo scorso il gran Ballo del Gattopardo nel salone di Palazzo Principi Resuttano con abiti dell'Ottocento, ospiti gli antichi rappresentanti dei regni preunitari), e che ora spinge per avere dei suoi rappresentanti in politica, ovviamente nel Pdl.
Una «nobiltà nera» attiva grazie a figure come il principe «papalino» Lillo Sforza Ruspoli di Cerveteri (più volte candidato coll'Msi, Forza nuova e alle scorse elezioni europee con la Lega nord), il principe «carlista» Sisto Ugo Borbone di Parma, il conte Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo (tra i promotori di un comitato per «Foggia città martire« a seguito dei bombardamenti anglo-americani nella seconda guerra mondiale), il conte Ludovico Boetti Villanis Audifredi (ex deputato missino di Torino), il conte Alessandro Romei Longhena (paracadutista AnpdI e della Fiamma), l'anzianissimo principe Alexander Comneno Otranto di Bisanzio (ex volontario nelle SS italiane), il principe Andrea Scirè Borghese (nipote del comandante della Decima Mas), la principessa Beatrice Feo Filangeri di Cutò e la contessa Anna Maria Teodorani (nipote di Mussolini), ma anche il conte Gianluca Bonazzi di Sannicandro, ora segretario lombardo della Fiamma tricolore, il conte Gianfilippo Brambilla di Carpiano, amico della famiglia Rauti, e il conte Fulvio Moneta Caglio de Suvich, capogruppo prima di An e poi del Pdl, in zona 1 a Milano.
A fare da sponda nel capoluogo lombardo, insieme a Jonghi Lavarini, Stefano Di Martino, vice presidente del consiglio comunale, monarchico di lungo corso, promotore sabato 19 marzo di un convegno per il 150° dell'Unità d'Italia a Palazzo Marino con i reduci della Repubblica sociale italiana, i discendenti degli ascari e alcuni ufficiali del «Regno italiano in Albania», presenti il sindaco Letizia Moratti e il ministro della difesa Ignazio La Russa. Il successivo corteo in piazza Duomo, per deporre una corona al monumento di Vittorio Emanuele II, ha visto sfilare, al suono della «marcia reale», i labari della Decima Mas a fianco delle bandiere sabaude.
Il tutto sullo sfondo della campagna per le prossime elezioni comunali dove il cartello che si sta componendo attorno al sindaco uscente si configurerebbe pesantemente marcato da sigle e personaggi provenienti dal neofascismo. E se al momento non si è ancora riusciti a stringere un accordo con La Destra di Storace, un patto è già stato invece sottoscritto con la Fiamma Tricolore, che tra i propri candidati annovererà Gabriele Leccisi, figlio di Domenico, il trafugatore della salma di Mussolini nell'aprile del 1946. Ma è direttamente nel Pdl che si giocherà la partita tra chi, espressione dell'estrema destra, potrà realisticamente puntare al consiglio comunale. I candidati-concorrenti saranno due: Antonluca Romano, rappresentante «ufficiale» della destra sociale di Gianni Alemanno (guidata a Milano da Carlo Fidanza e Paola Frassinetti) e Marco Clemente sostenuto da diversi ex An, dalle curve dello stadio, dai rimasugli di Cuore nero e Casa Pound.
Il gruppo Hammer-Lealtà e Azione non ha ancora deciso quale dei due appoggiare. Francesco Cappuccio ha definitivamente abbandonato sia Casa Pound sia il Centro Identitario di Borghezio, diventando responsabile dello Spazio Ritter, giostrandosi fra La Destra di Storace e i Circoli Nuova Italia di Alemanno. Lino Guaglianone, ex Nar, e l'avvocato Piero Porciani, dal canto loro sosterranno invece Marco Osnato, il cognato del coordinatore provinciale del Pdl Romano La Russa, nonché dirigente Aler attraverso cui è stata concessa una sede, in viale Brianza, proprio al gruppo neonazista degli Hammer.
Forza nuova in controtendenza andrà per conto proprio. Ma è dentro l'alleanza che appoggerà Letizia Moratti che sta confluendo gran parte dell'estrema destra milanese. Tra nostalgici del Re e fascisti.
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Visto che mi ha dedicato ben due articoli in soli tre giorni e nell'ultimo mi ha citato ben sette volte, incomincio veramente a temere che l'autore, oltre ad essere un noto vecchio becero comunista, sia anche un vero squilibrato mentale, paranoico e omosessuale, e che le sue siano delle vere e proprie molestie. Dovrò denunciarlo per stalking...

;-)
R.J.L.
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