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.: Il Blog di Antonella Fachin
Lunedì, 21 Giugno, 2010 - 16:24

Wikimedia Italia cosa è secondo voi?

Wikimedia Italia cosa è secondo voi? WMI sta facendo una rapidissima (nel senso di poche
domande) survey su stessa,

Il questionario è disponibile qui:
<https://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dHBZTTVZNDBnMF9QZjhSODVfNWVUUlE6MQ>

Lunedì, 21 Giugno, 2010 - 15:20

la libertà di conoscenza non ha confini

Call 4
Support: International Civil Society Declaration on Public Interest Concerns of
Anti-Counterfeiting Trade Agreement ACTA

http://www.facebook.com/note.php?note_id=420122833560

Lunedì, 21 Giugno, 2010 - 15:08

MILANO: MIX D'AMORI AL FESTIVAL DEL CINEMA GLBT

«Love Potion», una pozione d'amore. Questa la ricetta della XXIV edizione del Mix, il festival di Cinema Gaylesbico e Queer Culture diretto da Giampaolo Marzi ed organizzato dal CIG, comitato Arcigay di Milano, ai nastri di partenza da martedì.

Per riflettere, come sempre, su pregiudizi e censure, visibilità e invisibilità, «tolleranza» (brutta parola) e affermazione di sé.

Il festival «tematico» con il maggior numero di spettatori d'Italia rinnoverà certamente il suo primato: tra corti, lungometraggi ed eventi speciali, la selezione di quest'anno è davvero straordinaria. Ad aprire il festival, una vecchia conoscenza del Mix: il regista Sébastien Lifshitz («Presque Rien») che presenterà il nuovissimo e visivamente spiazzante Plein Sud (martedì, 20.40) dove con piglio da western on the road un guidatore solitario con una non rivelabile «missione» da compiere incontra fratello e sorella autostoppisti in viaggio verso la Spagna. Seguono molti altre opere di rilievo, tra cui The Big Gay Musical (mercoledì 23, ore 20.40) di Casper Andreas; Drool di Nancy Kissam (venerdì 25, ore 20.40) con la femme fatale lynchiana Laura Herring in un'avventura sentimentale (con delitto) stile «Thelma&Louise»; ma soprattutto gli attesissimi Do começo ao fim (sabato 26, ore 20.45) di Aluizio Abranches, mélo incestuoso e teso, e El niño pez (sabato 26, ore 22.30) di Lucia Puenzo che promette di rinnovare l'interesse suscitato dal suo controverso «XXY» con una fiaba lesbo-onirica che ha per centro un leggendario bambino-pesce.

Mentre, per entrare di petto in argomenti controversi, in Eyes Wide Open» di Haim Tabakman (giovedì 24, ore 22.30) da Israele si leva una voce «diversa destinata a far discutere nella storia tra un macellaio kosher e uno studente di una scuola religiosa e in Hannah Free di Wendy Jo Carlton (giovedì 24, ore 19) l'ospite di una casa di riposo si vede negare anche nel punto-limite della sua vita la possibilità di avere contatti con la donna della sua vita, ormai in coma. Per contrasto, alla leggerezza di Oy vey, my son is gay di Evgeny Afineevsky (domenica 27, 20.40) è invece affidata una speranza di solarità e leggerezza: una commedia corale sul sempiterno tema del «coming out» (dove un figlio risponde in modo molto singolare alla classica domanda «Ma quando ti sposi?») che ha per protagonista una sorprendente Carmen Electra.

Senza dimenticare le vere punte di diamante di questa edizione, entrambe pronte per la distribuzione italiana la prossima stagione: lo straordinario esordio tra Woody Allen e la caméra stylo digitale di Xavier Dolan J'ai tué ma mère (martedì 29, ore 20.40), premiato a cannes 2009 e l'anteprima di Howl (venerdì 25, ore 20.40) con cui i registi Epstein e Friedman (ospiti del festival) ricreano con un mix inedito di stili gli Usa del 1957 e il processo per oscenità del celebre poema del guru della beat generation Allen Ginsberg, interpretato da un aderentissimo James Franco.

Info: www.cinemagaylesbico.com

 

21/06/2010 - Ufficio stampa Arcigay

Mercoledì, 16 Giugno, 2010 - 16:21

Siamo asini se ci opponiamo a una via a un latitante

Siamo asini e ragliamo secondo le dichiarazioni del sottosegretario agli esteri, Stefania Craxi. Oggi nell'ex sede del PSI la figlia dell'ex premier ha asserito che questa via, anche un semplice slargo, magari anche un giardino, come quello in Via Dezza, dove giocano i bambini, deve essere intitolato alla memoria del padre. Una serie di incontri ricorderanno nel decennale della morte di Bettino Craxi la sua figura, la sua vita, le sue vicissitudini politiche. Era presente lo stesso sindaco, Letizia Brichetto, all'iniziativa dedicata a Craxi, in un clima di riabilitazione senza precedenti, in una stagione in cui chi ha giustamente applicato la legge viene considerato la persona immorale mentre chi è fuggito dalla giustizia latitando viene considerato figura eroica. Penso a una cosa soltanto, per non ricadere nelle giuste osservazioni critiche e avverse all'intitolazione di una via a colui che fece dell'individualismo e dell'arroganza gli elementi strutturali di una politica affaristica e clientelare: perchè questo dibattito risulta essere prioritario per il sindaco e, soprattutto, per il sottosegretario agli esteri? Penso che il Paese a livello internazionale , in una totale caduta di stima e di fiducia riposta dagli altri stati sulle sue virtù diplomatiche e sulla propria rappresentatività culturale prima che politica, nonchè la città a livello sociale ed economico, morale e civico, abbiano altri temi da trattare come urgenti e prioritari, anzichè dibattere sull'intitolazione a una figura che ancora divide fortemente la società, e che dovrebbe essere studiata e approfondita a livello storico. I processi hanno scritto la storia: ci sono carteggi interi di procedimenti indetti nei riguardi di Craxi e la storia ha scritto come l'ex premier abbia preferito la latitanza al rispetto dell'autonomia della Magistratura e al corso della giustizia. Uno che è convinto della propria innocenza si sarebbe rimesso al potere giudiziario e avrebbe con ogni mezzo fatto valere la propria innocenza, dimostrandone la propria estraneità ai fatti contestati. Così non fu nel caso di Bettino Craxi. Vogliamo proseguire a discutere di come riabilitare nella memoria strumentalizzata a fini di parte o familiari la figura di Bettino Craxi o vogliamo parlare di come le nuove generazioni devono comprendere e conoscere interpretando oggettivamente dalle fonti dirette quella che è stata tangentopoli? Io penso che ci si debba mettere nell'ottica che abbiamo una responsabilità verso le attuali giovani generazioni e quelle prossime, dando a loro tutti gli strumenti per rendersi indipendenti nel formulare giudizi. La storia è una scienza e non può essere travisata solamente perchè qualcuno deve assicurarsi prebende e assicurazioni di rielezione e candidature per la carica di sindaco la prossima primavera o, meglio, perchè qualcuno vuole rimuovere un'onta che ricade sul proprio padre, dati comportamenti di dileggio e offesa nei riguardi della dignità del Paese. Milano vuole riscrivere la storia? Signora Craxi lei crede che chi difende la memoria storica sia un asino? Un'affermazione, è questa, irricevibile quanto pericolosa per la tutela della civiltà nella nostra comunità.
Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano
Mercoledì, 16 Giugno, 2010 - 13:32

una bella iniziativa

Pecchiaioli in viaggio
Fotografie di Marta Cavallari
La mostra nasce dall’esperienza del campo LIPU in Calabria nel maggio del 2009 e dalla passione per la fotografia dell’autrice.
I 18 scatti in bianco e nero sono un reportage sul lavoro dei volontari che monitorano il passaggio del Falco pecchiaiolo nello stretto di Messina e che combattono attivamente contro la brutale attività di bracconaggio tipica di questa zona.
Il Falco pecchiaiolo ogni anno migra dal Sahara all’Europa nei mesi primaverili e giunge al continente attraversando lo stretto di Messina, in questa zona sia dal lato della Sicilia che della Calabria cade spesso vittima di numerosi cacciatori. La caccia a questo rapace è una questione di tradizione popolare: avere un pecchiaiolo imbalsamato in casa era, e forse è ancora, per molti, motivo di vanto.
Marta Cavallari nasce a Sesto San Giovanni l’8 di aprile del 1985. Attualmente vive a Milano.
Biologa per dovere ma fotografa per passione, coltivata durante il periodo dell’Università, ha da anni messo la sua macchina fotografica in prima linea al servizio di attente e puntuali esplorazioni nell’ambito dell’underground metropolitano.
Acuta analista della semiotica di “relazione” in tutte le forme in cui essa si esprime (tatuaggi, piercing, modificazioni del corpo, tribalismi urbani etc.), ha fissato in immagini con grande rigore il vasto mondo dell’antagonismo giovanile.
Negli anni ha altresì dato corpo, sempre per il tramite della sua reflex, a un’altra grande passione: quella per la natura e il mondo animale.
Contatti: marta.cavallari@hotmail.it
00393332371352 begin_of_the_skype_highlightin             00393332371352      end_of_the_skype_highlighting
La Sezione LIPU di Milano è "rinata" nel 2008 dopo anni di assenza con un piccolo gruppo di volontari. Essendo giovani abbiamo per ora più idee che mezzi e quindi qualunque aiuto è prezioso, anche perché le attività in essere e le possibilità per collaborare e per partecipare sono tante: da uscite sul campo a incontri e corsi di birdwatching e birdgardening; dalla raccolta di animali feriti alla costruzione delle cassette nido e al sostegno agli esperti nei censimenti e monitoraggi delle aree verdi. E poi ci sono le attività "d'ufficio": c'è la gestione dei contatti coi media e coi soci, la partecipazione ai vari tavoli di rappresentanza (caccia, agricoltura, expo, ecc), consulenza e consigli pratici da dare, infine banchetti e vari manifestazioni a cui partecipare. Speriamo di avervi incuriositi.
Se ci vuoi conoscere: www.lipumilano.it - milano@lipu.it - 366.4305389 (ore serali)
Le opere sono in vendita e metà del ricavato andrà devoluto alla LIPU.
Mercoledì, 16 Giugno, 2010 - 13:32

dopo il disastro BP

Fiorello Cortiana June 16 at 10:37am
Fiorello --

Tonight, in his very first speech from the Oval Office, President Obama addressed the nation on the BP oil spill and the crisis in the Gulf Coast.

Millions of Americans heard him lay out the path forward: Tens of thousands will continue to work around the clock to stop the oil spill and prevent further damage. The Obama administration will ensure that BP is held accountable, covering the costs of the clean-up and paying its debts to the people whose lives have been upended by the disaster.

The Gulf Coast will be repaired and restored for the people who call it home and whose livelihoods depend on it.

But, as the President said tonight, this is just the beginning -- we need to ensure that a disaster like this never happens again.

The President presented a vision of a future where we as a nation are not held hostage by our dependence on fossil fuels -- and a plan for an economy that invests in energy generated right here and creates jobs for millions of Americans in the process. Under his leadership, some of this is beginning to take shape -- clean energy is starting to put people back to work across the country, building more efficient cars and trucks, repurposing old factories to manufacture wind turbines, and investing in research that will discover new energy technologies.

Critics will say that a real transition to clean energy is a challenge that can't be met. But the President made it clear tonight that he will not back down -- even if the path forward is not easy. And, as this movement has shown time and again, neither will we.

You are one of hundreds of thousands who have already stood with President Obama for a clean-energy future. Washington has put this off for far too long -- America must act. We need your help today to show strong support for the President's vision for a clean-energy future. Please pass on this email to five friends today -- and ask them to join you in standing with the President:

http://my.barackobama.com/CleanEnergyFuture

Thank you,

Mitch

Mitch Stewart
Director
Organizing for America

Mercoledì, 16 Giugno, 2010 - 13:31

Wikileaks

Wikileaks
Posted Mar, 15/06/2010 - 15:56 by alexbottoni

logo wikileaksWikileaks è sia un sito web (raggiungibile alla URL http://wikileaks.org/ ) che una organizzazione internazionale (priva di una vera struttura formale), fondata nel 2006 da un vasto gruppo di dissidenti provenienti da Cina, Stati Uniti, Europa, Australia e Sudafrica. È diventata famosa ad inizio 2010 per aver diffuso uno scioccante filmato relativo alle “morti accidentali” provocate dagli americani in Iraq. In questo momento, Wikileaks custodisce e pubblica circa 1.200.000 (un milione e duecentomila) documenti riservati di varia provenienza, relativi alle malefatte di decine di governi sparsi nei cinque continenti. Per questa ragione viene considerato il più importante sito dissidente del pianeta. Molti studiosi ritengono addirittura che Wikileaks sia destinato a diventare una delle più importanti fonti di notizie per tutta la stampa del “mondo libero” nel XXI secolo. Nonostante questo, da diversi mesi Wikileaks è sull'orlo del fallimento. I costi di gestione sono cresciuti in maniera iperbolica, di pari passo con un enorme aumento del traffico sui suoi siti web e con un altrettanto enorme aumento del numero di documenti resi disponibili dai dissidenti di tutto il pianeta e memorizzati sui suoi server. In altri termini, Wikileaks è rimasta vittima del suo stesso spettacolare successo. A questa situazione, già pesante, si sono aggiunte recentemente le spese legali necessarie per difendere il suo direttore responsabile, Julian Assange, ed alcuni collaboratori dalle accuse di aver violato le leggi militari americane pubblicando i video delle morti accidentali in Iraq. Queste spese impreviste hanno spinto Wikileaks a lanciare una nuova raccolta fondi ed a chiedere a tutti coloro che credono in questa iniziativa di mostrare apertamente il proprio sostegno con un'apposita campagna pubblicitaria. Se volete contribuire in un modo o nell'altro a questa campagna di sostegno, trovate i dettagli a questa URL: http://wikileaks.org/ . I dettagli sulle “morti accidentali” in Iraq sono disponibili qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Collateral_murder#Leaked_video_footage .

Martedì, 15 Giugno, 2010 - 09:52

Ultimo saluto alla centenaria Amelia Bighelli.

Questa notte, a Milano, dopo 100 anni di vita, intensamente e degnamente vissuta, è partita per il Suo ultimo viaggio mortale la nostra carissima Camerata Ausiliaria AMELIA BIGHELLI (Volontaria Capo Nucleo del Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana, storica attivista del Movimento Sociale Italiano, socia benemerita dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia e della Unione Nazionale Combattenti della RSI, presidentessa onoraria del comitato Destra per Milano, esempio e simbolo per tutta la comunità militante della destra lombarda). La salutiamo con gli occhi lucidi ma con il sorriso sulle labbra, come avrebbe voluto Lei, ricordandone la straordinaria vitalità e simpatia, il carattere forte e gentile, la coerenza umana prima che politica. I funerali si svolgeranno mercoledì prossimo, 16 giugno, alle ore 10.30 presso la Chiesa del Cimitero di Lambrate a Milano. Tutte le Associazioni d’Arma sono invitate a partecipare con bandiere, labari e gagliardetti. Ausiliaria Amelia Bighelli, Presente!

Domenica, 13 Giugno, 2010 - 13:52

Pride Milano 2010. Patanè: "Siamo oltre 20 mila, è solo l'inizio"

Siamo oltre 20 mila, ed è solo l’inizio” dichiara soddisfatto il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè nel corso della manifestazione dell’orgoglio gay di Milano.

“Milano ha risposto massicciamente all’invito del gay pride 2010 e al nostro arrabbiato “Ora ne abbiamo abbastanza”. Migliaia di cittadini (etero, gay, famiglie, single, coppie sposate e non) sono con noi per dire basta all’omofobia e alla transfobia; basta alla vergogna che ci vede ultimi in Europa nel riconoscimento di pari diritti, basta alla discriminazione e alla violenza ai gay e basta al deficit di laicità che vive il nostro Paese”.

“Il pride di Milano”, continua Patanè, “ha denunciato, con un assordante fischio collettivo, l’inciviltà di un paese ancora primitivo per i diritti civili e di libertà. E’ necessario che maggioranza e opposizione diano risposte immediate a questo fischio”.
“L’orgoglio gay si trasferirà sabato a Palermo e Torino, il 26 giugno, a Napoli per il pride nazionale ed infine a Roma il 3 luglio.

Assisteremo ad un crescendo di partecipazione che darà finalmente voce a quella maggioranza silenziosa perché accantonata da politici e media che pretende di vivere in un Paese migliore”, conclude il presidente della maggiore associazione glbt (gay,
lebica, bisessuale e transessuale) italiana.

Ufficio stampa Arcigay

 

12/06/2010 - Stefano Bolognini - Ufficio stampa Arcigay

Venerdì, 11 Giugno, 2010 - 16:04

acqua potabile: tutela del servizio idrico pubblico di Milano

Gentili tutti/e,

come sapete è in corso la raccolta di firme ai 3 quesiti referendari per la ripubblicizzazione a livello nazionale dei servizi idrici che forniscono l'acqua potabile ed è bello sapere che a distanza di sole 6 settimane dall’inizio della campagna referendaria già 800.000 persone li hanno sottoscritti: di queste, 113.000 raccolte in Lombardia e 22.000 nella nostra città.
Coi 3 quesiti contenuti nel Referendum, si chiede l’abrogazione delle norme che obbligano i comuni a mettere sul mercato la gestione dei servizi idrici, ovvero acquedotti, fognature e depuratori. In primis la norma di cui si richiede la cancellazione è il famigerato art. 23 bis del cosiddetto Decreto Ronchi, col quale si impone la cessione ai privati della conduzione delle reti idriche, entro la scadenza del 31 dicembre 2011.
Con la loro firma a sostegno del Referendum, i cittadini della Lombardia vogliono manifestare la loro contrarietà alla privatizzazione di un bene vitale, qual è l’acqua. Già nel 2007 la voce dei cittadini lombardi aveva contestato una precedente legge regionale che obbligava alla privatizzazione dei servizi idrici: l’azione di protesta, sostenuta da 144 comuni, aveva portato alla modifica della legge lombarda nella direzione del mantenimento della gestione pubblica delle reti idriche.

In Lombardia l’impatto del Decreto Ronchi sarebbe devastante.
Sparirebbero aziende virtuose come Metropolitana Milanese - Servizio Idrico Integrato e Amiacque (ex CAP), che gestiscono gli acquedotti e i depuratori rispettivamente della città e della provincia di Milano.
Queste aziende, oggi totalmente pubbliche, in base al Decreto sarebbero costrette a lasciare il posto ad aziende private o, in alternativa, a mettere sul mercato almeno il 40% delle loro azioni. Si perderebbe in tal modo quel patrimonio di conoscenza e quella riconosciuta capacità di  gestione degli impianti,
conquistato in decenni dalle aziende pubbliche (per chi vuole sapere qualcosa di più dell'acquedotto milanese, che è pubblico sin dalla sua origine, 1889, riporto qui in fondo qualche nota tratte da "Le origini del civico acquedotto di Milano" di Gian Luca Lapini http://www.storiadimilano.it/citta/milanotecnica/acqua/acquedotto.htm).
Segnalo che nel 1889 fu ampiamente discusso se la gestione dell'acqua potabile dovesse esser pubblica o privata e allora chi promosse -con successo- l'impresa pubblica a Milano per la realizzazione e gestione dell'acquedotto ebbe a dire che non si poteva “convenientemente affidarsi a chi ne voglia fare motivo di lucro”.
PAROLE NON FURONO PIU' VERE DI QUESTE!
Ove i privati hanno la gestione dell'acquedotto (sia all'estero che in Comuni e/o Regioni d'Italia), i cittadini stanno subendo sulla loro pelle, anzi nelle loro tasche, l'aumento vertiginoso delle tariffe (+200%) senza alcun miglioramento del servizio, dato che per aumentare il profitto:
- in alcuni casi i gestori privati hanno non solo aumentato le tariffe ma anche tagliato i COSTI di manutenzione;
- in altri casi (ove la rete idrica è rimasta di proprietà del pubblico) i privati traggono solo profitti, lasciando all'ente locale (e quindi ai cittadini) le spese di ristrutturazione e ammodernamento della rete idrica. Della serie: i profitti a pochi (v. multinazionali francesi e italiane) e i costi a tutti, o meglio ai soliti!!

Alla luce di quanto sopra, oltre ad invitarvi a sottoscrivere i 3 quesiti referendari nei banchetti sparsi per la città, ho ritenuto doveroso presentare in consiglio di zona 3 la mozione allegata, che è stata condivisa da tutta l’opposizione di centro-sinistra. ObiEttivo della mozione è quella di ESPLICITARE NELLO STATUTO DEL COMUNE DI MILANO che il SERVIZIO IDRICO MILANESE DEVE RIMANERE PUBBLICO, dato che è un esempio di efficienza e professionalità, in linea con le performance europee.

Buona giornata a tutti/e
Antonella Fachin
Lista Fo
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Acquedotto milanese:
.... Così alla fine di questa lunga diatriba prevalsero le modeste, ma concrete e realistiche opinioni dell'Ufficio Tecnico Comunale, in particolare del giovane ingegnere Felice Poggi, che proponeva di attingere alla falda freatica, la tradizionale fonte usata da secoli dai milanesi, costruendo però pozzi profondi, in modo da avere garanzie di purezza e salubrità dell'acqua.
In effetti, durante la costruzione dei primi due pozzi sperimentali, intrapresa nella seconda metà del 1888 nella zona dell'Arena, si constatò che a profondità di 20-30 metri degli strati compatti di argilla proteggevano la falda dalle infiltrazioni superficiali, così che alla profondità raggiunta dallo scavo (il primo pozzo fu spinto fino a 145 metri, il secondo fino a 81m), l'acqua era ottima ed abbondante. In questi pozzi l’acqua risaliva per pressione naturale fino a 3-4 metri dal livello del suolo, ed era così possibile aspirarla facilmente con delle pompe sistemate qualche metro più in basso del livello stradale, ed azionate con cinghie.
All'inizio del 1889 fu di conseguenza decisa la costruzione del primo impianto di pompaggio, che fu denominato "Arena" ed entrò in servizio prima della fine dell'anno stesso. Esso era alimentato dai primi due pozzi sperimentali e da altri quattro scavati nel frattempo. ...omissis...
Questo primo impianto ebbe una notevole importanza, perché il suo successo determinò l'impostazione tecnica che l'acquedotto milanese avrebbe poi conservato fino ad oggi (così come fino ad oggi avrebbe conservato la caratteristica di essere una iniziativa pubblica). Esso diede inizio ad un progressivo e costante sviluppo del servizio di distribuzione dell’acqua potabile, sostenuto dal deciso aumento dei consumi che si innescò via via che i milanesi si accorsero della comodità dell'avere acqua in abbondanza nelle proprie case, e che divenne "naturale" pensare che i nuovi edifici dovessero allacciarsi all'acquedotto. ..omissis...
La rete dell’acqua potabile divenne una sorta di fiore all’occhiello fra le varie attività volte a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, che la municipalità intraprese negli anni di fine secolo, in quanto a differenza di altri servizi tecnici a rete, quali il
gas, l’elettricità e successivamente il telefono, fu organizzata fin dall’inizio come impresa pubblica in virtù di un carattere di necessità che, sostenevano i suoi promotori, non poteva “convenientemente affidarsi a chi ne voglia fare motivo di lucro”…..

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