.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi รจ online

Ci sono attualmente 0 utenti e 18 ospiti collegati
.: Milano Expo 2015
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 10/02/2010 - 12:53

Dall'Ufficio Stampa della Presidenza della Provincia di Milano:

La Provincia coinvolge il territorio per «Expo fuori le Mura»
 
L’11 e 12 febbraio dalle ore 10 presso l’Istituito dei Ciechi via Vivaio 7, la Provincia di Milano, illustrerà attraverso una serie di convegni, il progetto «Expo fuori le Mura».
Appuntamento voluto per aprire un confronto fra le istituzioni e le realtà produttive della Grande Milano che diventa l’occasione per «fare rete».

«Fare rete» significa una migliore pianificazione territoriale attraverso il confronto con i comuni e una nuova applicazione delle politiche legate all’urbanizzazione e alla mobilità con ricadute positive sull’occupazione e sull’ambiente.
La manifestazione sarà caratterizzata da una serie di tavole rotonde legate ai progetti promossi dalle istituzioni coinvolte in Expo 2015 e dagli enti locali, con l’obiettivo di aumentare la ricchezza sul territorio attraverso la valorizzazione e la riorganizzazione dell’area milanese.
 
All’interno delle due giornate sono previsti gli interventi del presidente della Provincia On. Guido Podestà, dell’amministratore delegato di Expo 2015 On. Lucio Stanca, del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, del sindaco di Milano Letizia Moratti e del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.
 
Milano 10 febbraio 2010
Ufficio Stampa Presidenza

 
Expo Fuori Le Mura
Programma

 
Giovedì 11 Febbraio
 
10.00 - 11.00  SALUTI E INTRODUZIONE
                        Fabio Altitonante, Assessore Pianificazione del Territorio e
                        Programmazione delle Infrastrutture della Provincia di Milano.
                        Lucio Stanca, AD di Expo 2015.
                        Massimiliano Orsatti, Assessore Turismo, Marketing Territoriale e
                        Identità del Comune di Milano
 
11.00 - 13.00  PRESENTAZIONE IDEA E PROGETTI
Intervengono          Stefano Bolognini, Assessore Sicurezza, Polizia provinciale,
                        Protezione civile, Prevenzione e Turismo della Provincia di Milano
                        Giovanni De Nicola, Assessore Infrastrutture, Viabilità e
                        Trasporti della Provincia di Milano.
                        Silvia Garnero, Assessore Moda, Eventi e Expo della Provincia di Milano.
                        Marina Lazzati, Assessore Istruzione ed Edilizia scolastica
                        della Provincia di Milano
Per i progetti            Gaetano Lisciandra, Claudio Fazzini.
                        Maria Pia Benci, Giacomo Gatta, Rossana Ghiringhelli,
                        Paolo Marelli,  Antonino Tripodi.
 
13.00 - 14.00  Specialità gastronomiche della Grande Milano
 
14.00 - 15.00  TAVOLA ROTONDA:
                        CULTURA E TURISMO
Coordinatore           Roberto Poletti, Giornalista di Telelombardia.
Intervengono          Umberto Maerna, Vicepresidente e Assessore Cultura,
                        Beni Culturali e Eventi Culturali della Provincia di Milano.
                        Stefano Bolognini,  Assessore Sicurezza, Prevenzione e Turismo
                        della Provincia di Milano.
                        Manuela De Carlo, Docente all’Università IULM.
                        Maurizio De Caro,  Architetto e critico dell’architettura.
                        Emanuele Errico,  Presidente Navigli Lombardi.
                        Roberto Ruozi, Presidente Progetto 100 Cascine.
 
15.00 - 16.00  TAVOLA ROTONDA:
                        PARCHI,  AGRICOLTURA E TEMPO LIBERO
Coordinatore           Giovanni Morandi, Direttore de Il Giorno.
Intervengono          Luca Agnelli, Assessore Agricoltura, Parchi, Caccia e Pesca
                        della Provincia di Milano.
                        Cristina Stancari, Assessore Sport e Tempo libero,
                        Politiche giovanili e Pari opportunità della Provincia di Milano.
                        Agostino Agostinelli, Presidente Parco Adda Nord.
                        Milena Bertani, Presidente Parco Ticino.
                        Carmelo Gambitta, Vicepresidente Parco Nord.
                        Rosario Perri, Presidente Parco delle Groane.
                        Emiliano Ronzoni, Presidente Valle del Lambro.        
16.00 - 17.00  TAVOLA ROTONDA:
                        INFRASTRUTTURE E TERRITORIO
Coordinatore           Oscar Giannino, Giornalista.
Intervengono          Fabio Altitonante, Assessore Pianificazione del Territorio e
                        Programmazione delle Infrastrutture della Provincia di Milano.
                        Giovanni De Nicola, Assessore Infrastrutture, Viabilità e
                        Trasporti della Provincia di Milano.
                        Giuseppe Biesuz, AD di TLN e Direttore Generale di FNM.
                        Bruno Binasco, AD di Argo Finanziaria e Presidente di SIAS.
                        Giuseppe Bonomi, Presidente SEA.
                        Mauro Coletta, Direttore Centrale Autostrade dell’ANAS.
                        Massimo Di Marco, AD di Milano Serravalle Milano Tangenziali.
                        Salvatore Maurizio Lombardo, AD di Autostrada Pedemontana Lombarda.
                        Fabio Terragni, AD di Tangenziale Esterna.
 
17.00 - 18.00  TAVOLA ROTONDA:
                        COMMERCIO, INDUSTRIA, ENERGIA E SVILUPPO
Coordinatore           Maurizio Tortorella, Vicedirettore di Panorama.
Intervengono          Paolo Del Nero, Assessore Industria, Piccole e medie imprese,
                        Artigianato e Commercio della Provincia di Milano.
                        Giampio Bracchi, Presidente di A.I.F.I. e della Fondazione Politecnico di Milano.
                        Claudio De Albertis, Presidente di Assimpredil Ance Milano.
                        Giuseppe Franco Ferrari, Docente di diritto pubblico comparato, Università Bocconi.
                        Carlo Secchi, Membro del Consiglio di Amministrazione Expo 2015.
                        Giuseppe Tripoli, Capo Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione
                        del Ministero dello Sviluppo Economico.
 
 
Venerdì  12 Febbraio
 
10.00 - 10.30  SALUTI E INTRODUZIONE
                        On. Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano.
 
10.30 - 11.00  PRESENTAZIONE PROGETTI:
                        COMUNI IN RETE,  IDROSCALO
 
11.00 - 12.30  TAVOLA ROTONDA:
                        I COMUNI
Coordinatore           Maurizio Belpietro, Direttore di Libero.
Intervengono          Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza.
                        Esponenti dei Comuni della Provincia di Milano.
 
12.30 - 13.00  CONCLUSIONI E SALUTI 
                        On. Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano.
                        Letizia Moratti, Sindaco di Milano.
                        Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia.
In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Valter Repossi il Lun, 08/02/2010 - 20:56
In allegato l'articolo tratto dal sito PD dove i senatori PD Lombardi chiedono al presidente Berlusconi se veramente vuole "commissariare l'evento EXPO" e dare l'incarico di gestire l'evento al Sig. Bertolaso capo della protezione civile..........
Se questo avviene è veramente UNO SCANDALO!!!!!!!!!!!!! 
In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 05/02/2010 - 11:04

Da Milano 2.0:

Expo 2015, il problema dell'area: si fa strada l'ipotesi di acquisto
Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 16:00 in Milano politica

L'area dove sorgerà in futuro l'Expo 'scotta'. Lucio Stanca ieri ha detto che "non c'è alcun ritardo. Siamo in una fase importantissima e c'è bisogno di fiducia", però il rebus sui terreni non è stato ancora risolto come leggiamo su Repubblica.

L'emendamento al decreto Milleproroghe, che avrebbe dato a Expo 2015 spa la possibilità di spendere i soldi del governo anche per la gestione della società e non solo per le opere, è stato dichiarato inammissibile e quindi come ammette il vice ministro alle Infrastrutture Roberto Castelli:

"Milano avrà delle difficoltà. Spero che a Roma lo tengano presente. Rispetto la decisione ma mi corre l'obbligo di ricordare che in questo modo questioni non grandissime ma importanti restano aperte"

Stanca intanto ha incontrato il nuovo presidente della Fondazione Fiera Gianpiero Cantoni per fissare il prezzo dell'acquisto dei terreni.

Repubblica riporta che solo le richieste del gruppo Cabassi (che possiede il 30 per cento dell'area) sono di oltre 200 milioni di euro. Si tratta di una cifra troppo alta rispetto alla valutazione fatta dall'Agenzia del Territorio e Cantoni dovrà mediare.

Si deve cercare di 'salvare capra e cavoli', non spendendo troppo e mettendo la Fondazione al riparo dalla possibile accusa di aver svenduto il terreno ad un prezzo inferiore al suo valore.

Va poi tenuto conto che i terreni, che attualmente sono ad uso agricolo, in futuro saranno edificabili. Tutta l'operazione dovrà essere analizzata dalla Corte dei Conti.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Gio, 28/01/2010 - 09:01

Da Milano 2.0:

La Moratti diventa commissario al traffico in vista dell'Expo: d'ora in poi progetti e cantieri saranno in versione "turbo"
Pubblicato da Valentina Sansoni alle 17:17 in Milano cronaca

Le energie, i fondi e soprattutto le tempistiche ridotte richieste da quel calderone di progetti e cantieri già in corso qual è l'Expo, sono state motivazioni sufficientemente valide e ugenti per far si che il governo assegnasse al Sindaco di Milano quei poteri speciali, già richiesti a gran voce dalla stessa Moratti l'autunno scorso.

Come riportato da IlGiornale, Letizia Moratti, ricalcando le orme dell'allora sindaco Albertini, diventerà commissario al traffico garantendo, così, la richiesta accelerazione per parcheggi e metropolitane, corsie preferenziali e progetti di riqualificazione in agenda.

Dopo l'ondata di polemiche e di ricorsi da parte dei comitati di quartiere, ad esempio nelle spinosissime questioni riguardanti i cantieri bloccati o in corso relativi a Darsena, Sant'Ambrogio e piazza XXV Aprile, la Moratti potrà beneficiare di un ruolo straordinario nel commissionare servizi o derogare disposizioni di legge.

Senza questi poteri extra sarebbe stato impossibile, aveva affermato il sindaco, conseguire risultati entro la deadline del 2011. "Prima di tale data", ha poi proseguito, "la priorità massima verrà data alla messa a punto definitiva dei numerosi parcheggi residenziali e in project financing avviati dalla precedente amministrazione e non ancora finiti e accelerare le opere pubbliche già previste e di cui la città ha bisogno".

Ovviamente, tali progetti dovranno garantire la loro funzionalità anche dopo la data fatidica dell'Esposizione: ecco, quindi, ritornare al centro delle priorità dell'amministrazione comunale la questione importantissima della fluidificazione del traffico cittadino, con tutte le problematiche di riorganizzazione del sistema dei trasporti pubblici e dei parcheggi per residenti o di interscambio connesse.

A proposito, poi, di impatto ambientale, l'articolo 15 del progetto di legge approvato in seno al consiglio regionale conferisce i poteri di velocizzazione delle pratiche burocratiche in materia di Expo alla Regione stessa, laddove tali poteri non siano di competenza dello Stato.

La Regione d'ora in poi potrà dunque sveltire la realizzazione di 35 infrastrutture, costate 11 milioni di euro e già in opera, senza consultare altri enti in via preventiva.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 27/01/2010 - 16:24

Da Milano 2.0:

La guerra di Roberto ( Formigoni ): il piano segreto per l'Expo 2015 e i dubbi sulla ricandidatura
Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 08:00 in Milano politica

Ci sarebbe un documento segreto dietro il progetto di Expo 2015. Ne ha parlato ieri Gianni Barbacetto su Il Fatto Quotidiano. Il contratto da cui nasce l'Esposizione è "un documento di 25 pagine e sette planimetrie che nessuno ha mai visto: non il consiglio comunale, che lo aspetta da un paio d'anni, non i cittadini milanesi che avrebbero diritto di sapere che cosa si sta progettando".

Ci sarebbe una convenzione sottoscritta nel giugno 2007 da Comune e dai due proprietari dell'area su cui si svolgerà l'evento, ovvero Fiera di Milano e la società Belgioiosa (gruppo Cabassi).

Secondo Barbacetto il contratto prevederebbe che l'area a nord della città, tra Pero e Baranzate, resti ai proprietari. Viene data in concessione alla società Expo per sette anni (2010-2017), ma al termine le due società se la riprenderanno.

Se oggi l'area è agricola (parliamo di circa 1 milione di metri quadri, 70% della Fiera e 30 di Cabassi) e non ci si può costruire nulla, nel 2017 l'area avrà un indice di edificabilità 0,6.

Ovvero si possono costruire 6 metri quadri ogni 10, per un totale di 600 mila metri quadri. Quindi il giornalista si chiede: dove andrà mai a finire la promessa del parco botanico planetario da regalare alla città? Anche perché l'Ufficio di Piano dell'Expo, che dovrà realizzare il masterplan, ha già espresso alcune perplessità. Leggiamo su Il Fatto Quotidiano:

"Il sogno dei cinque super-architetti è troppo leggero, troppo agreste, troppo bucolico. Bisogna riempire, costruire, appesantire. Dare la possibilità ai paesi espositori di potersi esibire innalzando come vogliono i loro padiglioni nazionali"

Insomma, il piano potrebbe essere modificato in modo da venire incontro alle esigenze dei futuri proprietari.

Ma c'è anche un altro fronte da considerare: la Fiera vorrebbe mantenere il controllo dell'area. L'ad di Expo spa, Lucio Stanca, vorrebbe invece acquistarla. Dietro la Fiera però ci sarebbe Roberto Formigoni (Pdl e Comunione e liberazione).

Formigoni avrebbe "lavorato sottotraccia per diventare il vero padrone dell'Expo. Sottraendo il giocattolo a Letizia Moratti. Formigoni non solo controlla attraverso i suoi uomini la Fiera, proprietaria dell'area, ma ha anche abilmente occupato l'Ufficio di Piano, d'ora in avanti vera cabina di regia dell'Expo".

Il presidente della Regione ha già i suoi uomini schierati: Matteo Gatto, direttore dell'Ufficio di Piano, Andrea Radic, responsabile della comunicazione e Alberto Mina, responsabile delle relazioni istituzionali. Il comitato scientifico è presidiato da Giorgio Vittadini, mentre nel cda della società di gestione cura gli interessi del Celeste Paolo Alli.

Su Formigoni poi Gianni Barbacetto ha sollevato qualche dubbio: può effettivamente essere ricandidato?

Secondo la legge numero 165 non si può essere presidenti di Regione per tre (o quattro) mandati consecutivi.

Lo sostengono anche alcuni giuristi, come Margherita Raveraira dell'università di Perugia:

"Sino dal 2004, quando ancora non era concluso il primo mandato dei presidenti eletti a suffragio universale e diretto, la legge statale (n. 165) ha stabilito, con precetto preciso e vincolante per le regioni, il divieto di tre consecutivi mandati. Essendo stato eletto già nel 2000 e nel 2005, Roberto Formigoni non è dunque più rieleggibile"

Dello stesso parere anche Vittorio Angiolini dell' Università di Milano. Barbacetto aggiunge:

"Formigoni, a dirla tutta, è stato presidente della Lombardia già tre volte, perché lo era anche tra il 1995 e il 2000: ma quel mandato non si conta, perché a eleggere il presidente allora era il Consiglio regionale. Solo dal 2000 è scattata l'elezione diretta. Se ora la legge dice: no al terzo mandato, dov'è il problema? Come al solito, ci si divide sull'interpretazione della legge"

Formigoni infatti sostiene che i mandati si contano escludendo anche il primo in cui è stato incoronato dall'elezione diretta (2000) perché la legge 165 è del 2004, quando il mandato era già in corso.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Gio, 21/01/2010 - 16:13

Dal sito Web del Comune di Milano:

Verso il 2015

Nove tavoli per l'Expo

Imprenditori, banchieri ed esponenti della cultura si sono riuniti a Palazzo Turati per l'inaugurazione dei "Tavoli tematici Expo". Dalle infrastrutture all'ambiente, passando dal Credito. Moratti: "Fondamentale coinvolgere i giovani nei lavori"

Milano, 21 gennaio
- Il gotha dell'economia, della cultura, dell'editoria e della sanità. C'era tutta la Milano che conta, ieri, a Palazzo Turati per la sessione plenaria inaugurale dei "Tavoli tematici Expo" organizzati dalla Camera di Commercio meneghina che ha visto nel ruolo di gran cerimoniere Bruno Ermolli, presidente di Promos, l'azienda per l'internazionalizzazione della Camera di Commercio di Milano.

I tavoli saranno convocati periodicamente con riunioni di un'ora e mezza e interventi di cinque minuti per ogni partecipante. Si articoleranno secondo nove macro settori: accoglienza, infrastrutture, energia e ambiente, credito, salute, arte e cultura, mobilità, solidarietà e no profit. Ci sarà anche un tavolo dedicato specificatamente ai giovani, per acquisire ogni tema da una prospettiva fresca e innovativa. "Ho proposto che dopo una prima riunione", ha detto il commissario straordinario del Governo per Expo Letizia Moratti, intervenuta all'incontro , "i giovani possano essere presenti agli altri tavoli. E' un modo in più per far partecipare la città attraverso i suoi ragazzi a un progetto che è soprattutto loro".

A questo proposito è stata avviata un'iniziativa dedicata alle scuole primarie: 173 mila bambini hanno già ricevuto un libro che racconta le tematiche dell'Expo, "un'iniziativa utile e interessante per la mobilitazione di tutto il sistema", ha sottolineato il Sindaco. "Si tratta di tavoli per mobilitare le energie del sistema lombardo e nazionale - ha spiegato l'amministratore delegato di Expo 2015 Lucio Stanca -. Senza un lavoro di squadra una manifestazione come l'Expo non può avere successo, e questo è un passaggio necessario, sia per portare contenuti, sia per coinvolgere il territorio".

La forte affluenza all'incontro ha dimostrato l'attenzione al progetto. All'appuntamento erano presenti Alessandro Profumo, ad di Unicredit, Corrado Passera, Consigliere Delegato di Intesa SanPaolo, il presidente di Bpm Massimo Ponzellini, il presidente di Rcs Media Group Piergaetano Marchetti,  il finanziere Francesco Micheli, l'ad di Fondiaria - Sai Fausto Marchionni, il presidente del Gruppo ospedaliero San Donato Giuseppe Rotelli, l'ad di Vodafone, Pietro Guindani.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 18/01/2010 - 17:30

Da archiviostorico.corriere.it:

2010 - 2015 Giovani e futuro. Un' intera generazione si potrebbe ritrovare nell' evento del 2015, occasione di lavoro e di crescita

Verde, cultura e senso civico: ripartire dalla Generazione Expo

La città si deve impegnare con scuola e università Milano e la sfida dei giovani Ripartire da chi non dice «boh»

Cinque anni fa una sciarpa arancione sventolata tra la Galleria e il Duomo annunciava la nascita di un piccolo movimento: era nato per caso da una lettera al Corriere e sembrava il sussulto civico di una generazione adagiata nella bambagia del buon vivere, lontana dalle responsabilità e senza un ruolo nella città in cui aveva scelto di abitare. Era una domenica di gennaio come questa, e nel freddo intriso di smog era parso di sentire il soffio di un vento nuovo, portato da un gruppo di persone che in comune avevano l' età e la speranza: erano dei trenta quarantenni che ammettevano di essersi assentati troppo a lungo dall' impegno e chiedevano spazio a una politica vecchia di pensiero e ad una classe dirigente incapace di schiodarsi dai posti di comando e di far crescere eredi. I loro slogan e le loro parole suscitarono interesse e attenzione, non parlavano più di happy hour e di weekend ma di normalità e meritocrazia, di eroi da ritrovare e di cittadinanza da riscoprire; la loro avventura però restò effimera e breve, un fuoco fatuo come il blog chiamato Vivere Milano, pieno di buoni propositi e di progetti rimasti nel cassetto. C' era tanta voglia di cambiare in meglio la città, di adattarla ai bisogni dei più piccoli issando la bandiera del verde, della pulizia, della lotta allo smog, e c' era soprattutto una richiesta a chi amministra Milano: cambiamo insieme gli strumenti della politica, usciamo dallo schema destrasinistra, cerchiamo nella coerenza dei comportamenti, e nell' onestà, gli esempi positivi che servono per interpretare il presente e costruire il futuro. Non è rimasto molto di quello spirito nell' aria inquinata di Milano, e oggi la lotta quotidiana per sopravvivere alla crisi non favorisce la dimensione civica della vita: così, se si esclude la grande risorsa del volontariato, tra i giovani si avverte una sensazione di resa, proprio mentre sarebbe necessaria una nuova resistenza e una nuova speranza. Per uscire dai confini di una politica che offre pochi spunti di partecipazione. Per non lasciare nell' aria soltanto la scia delle polemiche su una via da intitolare a Bettino Craxi. Per non continuare il regolamento di conti con il passato. Per iniziare un percorso con qualche volto nuovo. Per far saltare il tappo che ostacola chi non dispone di raccomandazioni per essere messo alla prova. Per cominciare un' altra narrazione, in una città che ha bisogno di ritrovarsi con l' aiuto dei suoi testimoni migliori. Ci vorrebbe una «generazione Expo», ha detto qualcuno. Da contrapporre alla «generazione boh», scettica e disillusa. Cinque anni dopo la debole fiammata dei trentaquarantenni Milano ha la possibilità di aprire una finestra di dialogo con un' altra generazione: quella che potrebbe trovare nell' evento del 2015 un' occasione di lavoro e di crescita, e può riconoscersi nell' idealità di un tema universale: la fame nel mondo, le risorse naturali, l' ambiente da salvare. Ci si chiede spesso che cosa offre oggi Milano più di altre città a chi avrà trent' anni nel 2015, a chi ha una laurea, un diploma? Il lavoro, è la risposta più ovvia. E poi le scuole, le università. La concentrazione di tante attività. La capacità di innovazione. Ma la vera differenza nei prossimi anni la farà anche la qualità urbana, il contesto nel quale si opera, il salto qualitativo dell' urbanistica e dei servizi, la vivibilità dei centri storici e delle periferie. L' Expo, al di là della sua funzione di esposizione universale, può diventare la palestra per una città sostenibile, dove formare i giovani sui temi fondamentali per il futuro: utilizzo equilibrato delle risorse, ciclo dei rifiuti, lotta allo spreco, economia dell' acqua, risparmio energetico, cultura del cibo e della terra. Per suscitare interesse bisogna essere un po' scomodi, creare qualche passione e dare qualche principio morale a un progetto che resta sempre in bilico tra il grande carrozzone pubblico e la vecchia fiera dei prodotti agricoli. Da quello che si è visto visto fino ad oggi è legittimo dubitare di tutto: l' invadenza della politica è un ostacolo ad ogni tentativo di partecipazione dal basso. Del civismo da rilanciare poco si parla. Dei nuovi milanesi poco si sa. Languono le buone pratiche. E si archiviano le belle idee. Del progetto Auli Ule, ad esempio, il parco dei bambini per Expo, lanciato con entusiasmo da Fulvio Scaparro un anno fa, nessuno sa più niente. C' erano sponsor, migliaia di adesioni, la promessa di sindaco e giunta. Ora c' è solo solo nebbia fitta. Eppure ci sarebbero tante persone, vecchi leoni e grandi maestri, pronti a dare una mano ad una ipotetica «generazione Expo». Capaci di insegnare, di portare il valore della solidarietà e di offrire la coerenza di un esempio ai giovani delle scuole. I trenta quarantenni che cercavano con l' impegno civico un ruolo nella città si sono arresi perché hanno sentito la mancanza di guide sicure. Ma in quel vuoto che hanno lasciato c' è un buco generazionale che Milano deve riempire. Può essere un impegno, da qui al 2015. Un impegno con le scuole e le università. Se si prende, deve essere serio. I giovani hanno bisogno di vedere meglio nel loro futuro per aiutarci ad avere una città migliore. Giangiacomo Schiavi RIPRODUZIONE RISERVATA La sfida I trentenni e le grandi responsabilità per il futuro di Milano Il progetto Un «orto botanico planetario». Il sito di Expo dovrà però sopravvivere alla manifestazione. Serviranno soldi e idee

Schiavi Giangiacomo

Pagina 001.006/007
(17 gennaio 2010) - Corriere della Sera

Da www.vivere.milano.it

http://www.vivere.milano.it/blog/articolo.asp?articolo=1001

Gennaio 2005 - Gennaio 2010. Cinque anni fa nasceva viveremilano.
Di Cesare Fracca ( 18/01/2010 @ 12:46:04, in Generale, letto 51 volte

Cari amici,
il Corriere della Sera ha parlato del nostro movimento ieri ricordandone la nascita esattamente 5 anni fa.
Trovate l'articolo qui : http://tinyurl.com/y8mthbm

Qui di seguito la mia risposta al vice direttore Giangiacomo Schiavi.

Caro Schiavi,
come lei ha ricordato, 5 anni fa iniziavo con pochi ma fantastici cittadini un movimento dalla forte pulsione ideale.

Sentivamo forte il bisogno di "cambiare le cose" e di impegnarci per la nostra citta', per il nostro futuro e quello dei nostri figli.
In un anno e mezzo abbiamo progettato un citta' nuova con idee innovative (il parco orbitale, le metro' intelligenti utilizzando le linee esistenti etc ) scritto un programma, creato una lista civica.
Ci siamo candidati alle elezioni comunali da indipendenti, nonostante le lusinghe della destra e della sinistra, perche' non saremmo mai scesi a compromessi.

Ci siamo messi in gioco di persona, ci abbiamo messo la faccia, io per primo, candidandomi sindaco di Milano.

E' vero, non abbiamo ottenuto nulla, neanche un consigliere in comune, neanche uno in consiglio di zona.
Niente di concreto.
Ma ci abbiamo provato con enorme impegno , abbiamo dato il massimo, il meglio di noi, e ne siamo e ne saremo per sempre fieri.

Ai giovani della generazione Expo posso provare a dare dei consigli. Siate più' aggressivi, meno corretti, più' indisciplinati di noi, perche' i grandi cambiamenti non si fanno in punta di forchetta.
Se, come noi di VivereMilano, volete combattere per un ideale e per il bene comune, non vi aspettate di avere alleati politici ne privati.

Sarete soli e sara' dura.

Ma se ve lo sentite dentro, come ce lo sentivamo noi, c'e' solo una cosa che dovete fare : provarci !

Cesare Fracca
Presidente del Movimento VivereMilano

 
Commenti
# 1
Carissimo Schiavi,

non amo gli anniversari e non avevo previsto di celebrare il ricordo della mia entusiasmante e formativa avventura in Vivere Milano, il movimento dei ‘trenta-quarantenni’, ma il suo articolo di ieri 17 gennaio mi ha fatto tornare alla memoria alcuni flash.
Più di tremila persone stipate nel salone d’onore della Triennale la domenica, non per vedere una mostra alla moda, ma per discutere del futuro della propria città.
L’elaborazione di progetti capaci di stimolare il dibattito pubblico e la prassi amministrativa (dal parco orbitale, che ha generato idee come il metrobosco e i raggi verdi, al riuso della cerchia ferroviaria, che oggi vede il comune programmare una linea di metropolitana circolare).
L’adrenalina di partecipare alle ultime elezioni comunali come lista civica e la sensazione che rinunciare a qualche fine settimana al mare o in montagna per dedicarsi a Milano a 27 anni sia una cosa proprio importante.
Vivere Milano oggi non è più in attività, è vero. Non so a quale generazione apparteniamo, ma so che quell’esperienza è oggi ancora viva per molti di noi giovani milanesi. So che tanti lavorano per migliorare questa città, con idee o azioni. Che non sono l’unico a pensare che qui si possa vivere altrettanto bene che a Londra, Berlino o Barcellona. E allora diamoci da fare, facciamoci sentire e continuiamo a cercare buoni maestri, cercando nella buona politica una sponda e evitando quella cattiva e inconcludente. Propongo a chi si riconosce in questo ritratto di scrivere al Corriere le proprie proposte per un manifesto della Milano del XXI secolo e di contattarmi pure al mio indirizzo bira@me.com. Comincio io: “Noi vogliamo una città flessibile, libera e autonoma, che sperimenti prima in Europa la cultura dell’ottimismo e della innovazione”. E voi?

GIACOMO BIRAGHI
Consulente per le pubbliche amministrazioni

Di  Giacomo Biraghi  ( 18/01/2010 @ 17:04:06)
In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Gio, 14/01/2010 - 17:56

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

GIOVANI. AL VIA PROGETTO “SALUTE PER SPORT: NUOVI STILI DI VITA”

Milano, 14 gennaio 2010 – E' stata presentata oggi l’edizione 2010 dei campionati interscolastici di atletica leggera a cui parteciperanno circa 97mila ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Milano e Provincia. All’interno della manifestazione trova spazio il progetto “Salute per sport: nuovi stili di vita” che intende promuovere l’educazione sportiva nelle nuove generazioni anche in vista di Expo 2015
 
“Oggi più che mai – osserva l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna -, alla luce dei recenti fatti di cronaca, è necessario ribadire quanto lo sport sia un prezioso alleato della salute e come praticare sport con regolarità, costanza e impegno possa essere un valido deterrente e metodo preventivo contro tanti malesseri psico-fisici ed emotivi. Lo sport aiuta a migliorare lo stile di vita quotidiano, permettendo di vivere in modo più equilibrato”.

Salute per sport: nuovi stili di vita” è un progetto formativo che prevede 5 step:

1.        distribuzione dell’opuscolo “Le 10 regole della salute per lo sport” nelle scuole primarie e secondarie nonché alle famiglie per aiutare i giovani a seguire corretti percorsi alimentari e un sano stile di vita
2.        concorso “Disegna la maglietta” per le scuole primarie e secondarie di primo grado e per i Centri per le persone con disabilità. Ai partecipanti verrà chiesto di realizzare un bozzetto o slogan sul tema che verrà riprodotto su 1000 t-shirt. In premio buoni per l’acquisto di materiale didattico per un valore complessivo di 2.000 euro 
3.        organizzazione di incontri sul tema “Sport e salute” con i partecipanti ai Trofei di Milano e, a richiesta, nelle scuole di Milano e provincia 
4.        diffusione nelle scuole e nei Centri servizi per disabili del film “Il soffio dell’anima” 
5.        Partecipazione al progetto “Exsport”. L’iniziativa “Salute per lo sport: nuovi stili di vita” rientra nel progetto “Milano life lab – Ficts per Expo 2015” che organizza attività pensate in particolare per i giovani riprendendo i temi dell’Esposizione 2015: alimentazione e sport, stili di vita e salute.

“Lo sport quindi – ha concluso Landi – è una risorsa importante perché aiuta a crescere, educa al rispetto della propria persona e degli altri, consente di migliorarsi e di imparare a rispettare le regole e raggiungere obiettivi attraverso l’impegno costante. Con questa iniziativa pertanto coinvolgiamo quest’anno 300 scuole cittadine e, con mia grande soddisfazione, i centri disabili che offrono programmi socio-educativi e sostegno alle persone disabili e alle loro famiglie nel segno di una reale appartenenza alla vita cittadina di tutti coloro che vi abitano”.

I dettagli sul sito www.sportmoviestv.com

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 16/12/2009 - 22:05

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

MILANO SOSTENIBILE. A PALAZZO CLERICI  IL CONVEGNO “CITTÀ DIGITALI ED EXPO 2015

Milano, 16 dicembre 2009 – Domani, giovedì 17 dicembre, alle ore 9.10, a Palazzo Clerici, si aprirà il convegno “Città digitali e Expo 2015 – Come prepararsi alla sfida per le città, sviluppando un ecosistema per l’innovazione dell’intero Sistema Paese”.

Alla giornata di approfondimento parteciperanno l’assessore all’Ambiente Paolo Massari, il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri e l’ad di Expo 2015 Lucio Stanca.

il programma

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Antonella Fachin il Mar, 08/12/2009 - 23:27

Pubblico l'articolo apparso su
http://milano.corriere.it/...milano_salvi_il_lambro...

l'ennesima denuncia sulle condizioni gravissime del nostro fiume, inquinato dagli scarichi civili, industriali e dai reflui degli allevamenti intensivi a nord di Milano.
L'odore delle sue acque è acre e pungente, il colore marrone scuro, quasi nero.  Il fiume Lambro da decenni è ormai uno scarico di sostanze chimiche a cielo aperto!

Poco e nulla si fa per recuperarlo: pochi controlli sugli scarichi e impianti di deputazione insufficienti ... e il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Tutti i soggetti coinvolti DEBBONO finalmente unire le forze: gli enti locali nel realizzare/ammodernare/potenziare gli impianti di depurazione e nel bonificare e rinaturalizzare le sponde del fiume; le autorità di controllo nel vigilare sugli scarichi autorizzati  e nell'indagare e scoprire eventuali scarichi abusivi; i cittadini nel denunciare episodi di violazione o sospetti scarichi abusivi.

Cordiali saluti a tutti/e
Antonella Fachin
Consigliera zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
---------------------------------------------------

Allarme Lambro: Milano salvi il suo fiume

È uno dei corsi d’acqua più inquinati al mondo. «Io donna» l’ha perlustrato con Legambiente

Scendendo il Po a motore spento, spinti dalla corrente, sul barchino dei pescatori di pesce siluro, si ha l’impressione che, all’approssimarsi della foce del Lambro, sul lato sinistro, all’altezza di Orio Litta nel Lodigiano, il Grande fiume provi ribrezzo, anzi terrore. Scarta sulla destra, come se sentisse odore di morte. Quasi sapesse che lo sta per colpire uno dei fiumi più inquinati del mondo, 40 metri cubi di veleno al secondo, i due terzi degli scarichi civili e industriali della Lombardia, l’equivalente del liquame prodotto da undici milioni di abitanti.
Solo qualche attimo prima, nella luce tersa del tramonto autunnale, il Po sembra trasparente e ancora pervaso dell’odore muschiato delle valli - sullo sfondo i pioppi che fanno la guardia alla via Francigena: poi arriva il lento e tremendo impatto con la brodaglia grigiastra, bluastra, livida e fetida. Ma non è questione estetica: il Lambro inietta nel Po - e quindi nell’Adriatico - il 60 per cento di tutto l’azoto in arrivo dagli scarichi civili, il 40 per cento di tutti i metalli tossici come piombo e cadmio, il 20 per cento di rame e zinco, il 15 per cento di cromo nichel e arsenico. Un intruglio che impiega una ventina di chilometri prima d’essere assorbito; dicono che dall’alto si vede un pennacchio scuro dipanarsi sulla riva sinistra, dallo sversamento giù fino a Piacenza.
Lungo il Lambro
Lungo il Lambro   Lungo il Lambro   Lungo il Lambro   Lungo il Lambro   Lungo il Lambro   Lungo il Lambro   Lungo il Lambro
Orio Litta: è qui che è terminato il viaggio di Io donna (in collaborazione con Legambiente) lungo i 130 chilometri del Lambro, il fiume morto che attraversa la terra più prospera d’Italia e soprattutto Milano, la città dell’Expo 2015 dedicato all’alimentazione, allo sviluppo sostenibile e, appunto, all’acqua. Secondo Carlo Petrini, il visionario presidente di Slow Food, l’Expo avrà successo «solo se sapremo risanare il Lambro, simbolo del degrado ambientale ed etico italiano, e farne la nostra Tour Eiffel». Eppure Petrini la sa la storia. Era il 1975 quando Giorgio Ruffolo stanziò cinquemila miliardi per il risanamento del Lambro. «Tra due anni verrò a mangiare la trote, ci disse il ministro» ricorda Peppino Pisati, vicesindaco di Sant’Angelo Lodigiano, il comune delle prime proteste. Era sempre il 1973 quando il sindaco di Milano Aldo Aniasi insediò la prima commissione di esperti per il depuratore. Decenni buttati, miliardi di lire divorati, spartizione di appalti a suon di tangenti, gente in galera; fino ai giorni nostri con milioni di euro pagati in multe per violazione delle direttive europee... Nel frattempo il Tamigi diventava balneabile. Il Ruhr addirittura uno dei più pescosi della Germania. Solo da un lustro Milano ha tre depuratori, ma, nonostante accenni di miglioramento, il Lambro resta il Lambro, con il suo 53 per cento costituito da escrementi (che in estate può diventare l’80 per cento). «Si può fare, non solo perché ce l’impone l’Unione europea» dice Petrini. «Vengo dal Piemonte dove hanno resuscitato la Bormida, quella dell’Acna di Cengio per intenderci. Gli ecosistemi si ripopolano. Bene punire le tante industrie e fabbrichette che non depurano, bene la nuova tecnologia degli impianti; ma non basta, bisogna assegnare pezzi di fiume alla responsabilità delle comunità locali. Se Milano e l’Italia perdono questa opportunità è finita».
Siamo partiti ovviamente da monte. Località Piano Rancio, appena sopra il Ghisallo, nel Comasco. Quasi mille metri. Dopo un’inerpicata tra abeti rossi e larici, tra due massi erratici vedi sgorgare la classica sorgente del classico fiume. Solo che quell’insegna in pietra, “Qui nasce il fiume Lambro”, a viaggio compiuto, sembra una lapide, l’annuncio di una vita effimera. Il tempo di osservarlo percorrere con sventatezza la Valassina in compagnia del martin pescatore, imboccare la valle di Erba tra i capannoni e le serre, che a Merone è già senza pesci (escluso il bionico cavedano, pescato e mangiato dagli extracomunitari) e a Monza non ti viene più di chiamarlo fiume, ma solo il Lambro, sinonimo di fogna a cielo aperto.
Giunto a San Maurizio, all’ombra delle colline artificiali fatte con le scorie della Falck, lo scarico del depuratore ne raddoppia la portata e il mondo a quel punto gli mostra il lato B: cominciano le favelas metropolitane. «Il Lambro è ormai vissuto come un problema, non come una risorsa» dice Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, la nostra guida: «L’ultima rilevazione dell’Arpa regionale indica che, grazie ai depuratori, lo stato ecologico generale fa timidi passi, ma i dati sulla contaminazione fecale mostrano le falle di un sistema di depuratori inadeguato, come a Monza». L’impresa è eroica: nell’imbuto del Lambro, che comprende anche il Seveso e l’Olona e quindi il Varesotto, convogliano scarichi biologici e industriali che neanche il Danubio ce la farebbe. «E ci sono almeno sette-otto milioni di abitanti equivalenti “non trattati”» aggiunge Damiano: «Che cioè sversano non collegati ai depuratori. Bisogna recuperarli. E poi si deve ripristinare il più possibile il sistema idrico naturale, devastato dalla cementificazione; costruire una rete di parchi e piste ciclabili per riconsegnare al Lambro dignità di fiume. Milano diventerebbe una città auropea».
Parco Lambro è nato prima del Grande Avvelenamento. Offre ancora scorci alla Monet, basta turarsi il naso e lavorare di fotoshop alla vista di schiume inquietanti e grasse pantegane. Lungo il corso d’acqua niente mamme, bambini o cani. Ultimamente, forse sazi delle discariche, galleggiano centinaia di gabbiani. Quest’estate sono morte in un sol giorno venti anatre: botulino, ci dicono all’Istuto zooprofilattico di Milano. E pensare che le verze e le cicorie degli orti abusivi lungo le sponde vengono irrigati con quest’acqua. Che gusto avranno? Alla Cascina Santa Brera, Melegnano, la signora Irene di Carpagna racconta che tre anni fa ha spigolato del mais raccolto da contadini a ridosso degli argini: «Era per le galline. Sono tutte morte in sette giorni. Forse una coincidenza, ma quest’acqua mi fa paura». Irene, che coltiva verdura biologica ben distante dal Lambro, cinque anni fa ha piantumato 12 mila alberi sui terreni golinari di sua proprietà: «Sono già alti quindici metri...».
Quella dell’irrigazione dei campi nel Basso Lambro è questione misteriosa: a Sant’Angelo Lodigiano e a San Colombano assicurano che è prassi generale. «Al Parco delle Carrettine c’è un pozzo riempito con le pompe che aspirano dal Lambro, quell’acqua è piena di salmonella» dice Pietro Domenichelli, agronomo in pensione di San Colombano. L’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi replica che sono «fenomeni residuali». «La verità è che del Lambro si sono stancati tutti, anche gli ambientalisti. C’è rassegnazione» taglia corto Pisati, vicesindaco di Sant’Angelo, il comune che è alla confluenza del Lambro vero e proprio con quello cosiddetto Meridionale, che dopo Milano raccoglie le acque di Seveso e Olona. Qui ogni estate ci sono ricoveri per malori causati dall’effetto aerosol al balzo in zona San Rocco. «Il sabato puzza di più, perché a Milano e in Brianza, senza paura di controlli, le fabbriche aprono le paratie. Se c’è piena poi viene giù di tutto, anche maiali morti. È una bomba».
Il senso di impotenza arriva anche dagli esempi positivi come quello di Cerro al Lambro, una bonifica che ha ripulito 110 mila tonnellate di melma acida scaricate abusivamente in trent’anni in una golena. «La bonifica dei terreni contaminati è possibile » dice il direttore dei lavori, l’ingegner Claudio Tedesi «ma il Lambro diventerà un fiume solo quando si puliranno i sedimenti del fondo, ben più pericolosi dei terreni, lì ci sono decenni di piombo, animine cancerogene... Chi si prende la responsabilità di toccare quella roba?». E l’appello di Petrini, allora? «La Regione lo raccoglie» garantisce l’asserrore Buscemi: «Abbiamo siglato il Contratto di fiume per il Lambro, un tavolo con 50 soggetti, enti pubblici, associazioni. Entro i primi mesi del 2010 verrà stimata la spesa, si procederà alle gare d’appalto e per il 2011 garantiamo l’inizio dei lavori». Speriamo che non sia una promessa stile le trote di Giorgio Ruffolo.
Marzio G. Mian, foto Marco A. Ferrandi
02 dicembre 2009(ultima modifica: 04 dicembre 2009)

In risposta al messaggio di inserito il
...
5 6 7 8 9 10 11 12 13
...
RSS feed