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.: Milano Expo 2015
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Inserito da il Inserito da Cittadino Anonimizzato a posteriori il Mar, 21/04/2009 - 16:59

Visti tutti i problemi e le criticità , non ultimo la necessità di reperire fondi per l ' Abruzzo , sarebbe possibile rinivare expo in una data compresa tra il 2016 e il 2019  , senza sovrapporsi con quello successivo ? Che direbbe il Bie ? E voi che ne pensate ?

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 15/04/2009 - 21:20

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

AMBIENTE. TURISMO SOSTENIBILE E GREENING EVENTS, LA SFIDA DI MILANO PER L’EXPO 2015

Milano, 15 aprile 2009 – “Expo 2015 costituisce una grande opportunità di trasformazione urbana all’insegna della sostenibilità. Non solo il sito e le direttrici di accesso ad esso, ma l’intera città e un’area più vasta beneficeranno di migliori collegamenti. Inoltre è prevista l’adozione di una serie di sistemi di gestione ambientale e di green procurement, il processo di valutazione ambientale strategica e standard di efficienza energetica particolarmente elevati oltre che un reporting di sostenibilità.” Lo ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente, Edoardo Croci, intervenendo all’incontro tenutosi oggi al Palazzo delle Stelline su “Turismo sostenibile e Greening events”, organizzato dal Comune di Milano con la Provincia di Rimini, in qualità di coordinatrice del gruppo di lavoro sul turismo sostenibile del Coordinamento Nazionale Agende 21 locali italiane.

Presente all’incontro anche Josè Celma, direttore della Agencia Medio Ambiente y sostenibilidad di Saragozza, che ha esposto le opere fatte per la riqualificazione urbanistica in occasione dell’Expo 2008 sottolineando gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale: più 22 per cento di spazi verdi ed una riduzione delle emissioni inquinanti del 35 per cento, oltre agli ottimi risultati raggiunti dal punto di vista energetico grazie all’installazione di campi eolici e solari nelle aree attigue a quella in cui si sono tenute le esposizioni.
La sfida del turismo sostenibile vede impegnata da anni anche l’organizzazione Mondiale del turismo (UNWTO) che ha messo a punto una “Guide on indicators of sustainable development for tourism destinations”, strumento volto ad incorporare i criteri della sostenibilità nella pianificazione e gestione dello sviluppo turistico. La versione italiana è stata curata dalla Provincia di Rimini, rappresentata da Cesarino Romani, assessore all’Ambiente, che ha sottolineato: “La sostenibilità declinandosi in vari ambiti, sociale, ambientale, economica ed istituzionale, è strettamente connessa alla qualità dello sviluppo ponendosi come principio guida nel gestire energie, risorse e saperi dell’era globale.”
Un approccio ribadito anche da Wolfgang Teubner, direttore del segretariato europeo di ICLEI (Local governments for sustainability), che ha illustrato strumenti ed iniziative volte ad implementare e monitorare politiche di sustainable management su scala locale e globale.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 15/04/2009 - 14:10

Da Milano 2.0:

Milano si rifarà il look con Expo: allo studio il recupero di 25 grandi aree
Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 12:11 in Milano cronaca

Che l'Expo sarà una grandissima rivoluzione urbanistica per la città lo si sapeva già da tempo, e lo sapevano bene quelli che subito si sono schierati contro la "colata di cemento". Dopo la nomina di Stanca si è passati direttamente alla fase "progettazione". Ci sono 25 grandi aree destinate a cambiare volto come racconta bene l'articolo di oggi di Repubblica.

Zone da recuperare come caserme e scali ferroviari dismessi, e zone che saranno liberate (come il Tribunale e San Vittore che saranno spostati sulla Cittadella della Giustizia), l'Ippodromo e l'Ortomercato.

Ma la Lega si schiera contro la "colata"

"sarebbero nove milioni di metri quadrati di terreni a rischio cemento: troppi. Vogliamo un incontro con Guido Podestà: quei nove milioni devono essere dimezzati"

Oltre a quello ci sarà un altro problema: cosa fare con le aree espositive una volta finito Expo? La Moratti aveva già in mente una consultazione con i cittadini in merito, ma si comincia a pensare a una Città del gusto e l'intero Ortomercato che cambierebbe così collocazione.

Per la Città del gusto si pensa a via Lombroso, sui 132mila metri quadrati dell'ex macello. Di conseguenza tutti i Mercati Generali dovranno essere trasferiti a Rho-Pero.

Ma bisognerà permettere ai proprietari di quel milione di metri quadrati di costruire altrove.

Invece il progetto che cambierà faccia all'Ippodromo, con residenze di lusso e negozi non piace proprio per niente a Salvini della Lega,

"Un'ipotesi che per noi non è neanche in discussione"

Troppo cemento secondo loro. Chiedono infatti più verde.

L'assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, spiega

"Milano ha settemila residenti per chilometri quadrato: è già abbastanza. Ed è soltanto alla fine del lavoro che uscirà un progetto condiviso. Prima non c'è nessun numero. Anche le aree sono soltanto proposte: sarà il tavolo a scegliere se trasformale in decisioni"

Anche Carlo Fidanza rassicura

"Non procederemo per forzature. Siamo stati i primi a chiedere la condivisione di tutta la maggioranza: la Lega smetta di fare campagna elettorale agitando lo spauracchio del cemento"

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Dom, 29/03/2009 - 21:36

Da milano.corriere.it:

il caso del giorno

L'occasione dell'Expo
contro la Milano che non va

Avere un obiettivo da raggiungere impone il rispetto di certe regole: in genere ci si attrezza al meglio

Caro Schiavi, si può parlare ancora di Expo a Milano oppure è meglio lasciar perdere e dedicarci a rattoppare le strade, a pulire meglio la città, a dotarci finalmente di una segnaletica degna della capitale del design (a proposito, vada a vedere la confusione in Centrale...). Temo una figuraccia coi cantieri aperti per anni e una città impazzita. Dopo l'assegnazione e siamo fermi al punto di partenza. Leggo di fantasiosi tunnel sotterranei e di suggestive vie d'acqua, mentre siamo in ballo con i parcheggi da sei anni...

Marcello Ricossi

Caro Ricossi, quando si parla di Expo devo riordinare le idee, perché anch'io non mi raccapezzo più. Dunque, eravamo rimasti alle poltrone. È saltata quella di Paolo Glisenti, consigliere (ex) di fiducia del sindaco; ne è pronta una per Lucio Stanca, ex ministro dell'Innovazione. Ma c'è ancora un via vai continuo sulle seggiole. Dodici mesi per lottizzare la cabina di regia dell'Expo sono il capolavoro del peggio: Milano si meritava di più. Così si rafforza il partito degli Expopessimisti. A quelli che un anno fa dicevano «Forza Smirne» si aggiungono tanti come lei, che si domandano: ce la faremo? Vivremo sette anni coi cantieri? Finiremo in tempo? Ci sarà la 'ndrangheta negli appalti? E che cosa faremo? Le autostrade, le metropolitane, il fantasmagorico tunnel autostradale da Rho a Linate, la via navigabile? Io non sono pessimista, per natura: anche se l'acqua intorno all'Expo è un po' torbida, faccio lo sforzo di vedere il lato positivo dell'operazione. Avere un obiettivo da raggiungere impone il rispetto di certe regole: in genere ci si attrezza al meglio. Come faceva l'ammiraglio Nelson sulla Victory: massima efficienza, coraggio, un po' di fortuna e anche la giusta dose di paura di non farcela: una vittoria non arriva mai per caso. Per ora caro Ricossi si vede il bicchiere mezzo vuoto. La vera sfida dell'Expo è quella del progetto: «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Vuol dire pensare alla città per l'uomo, alla scienza e alla tecnologia al servizio dei nuovi bisogni: significa anche investire nella ricerca e nei giovani. Sono convinto che qui si possono mobilitare entusiasmi e sensibilità, senza lasciare scheletri di cemento vuoti dopo il 2015. Ci credono davvero nel comitato che verrà? O vedono solo appalti e autostrade? Milano ha ancora le energie per dare il meglio: ma sono energie disperse. Dice il sindaco che l'Expo è l'unico strumento anticrisi che abbiamo: può creare 70 mila posti di lavoro, dare un fatturato di 45 miliardi di euro, portare 28 milioni di visitatori a Milano. Il problema però è oggi, è la Milano di Ricossi che non va. Così, anche la Victory rischia di affondare...

Giangiacomo Schiavi
28 marzo 2009 (ultima modifica: 29 marzo 2009)

 

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Inserito da il Inserito da Carlo Montalbetti il Dom, 29/03/2009 - 19:57

Cari concittadini,

con il collega Consigliere Comunale Enrico Fedrighini abbiamo lanciato al Sindaco Moratti la proposta di attivare un Forum civico per costruire un Expo partecipato e non delegato ai soliti noti. Il Sindaco, come vedrete dall'allegato, ha risposto prontamente e con favore. Adesso abbiamo un grande lavoro da fare perché il Forum decolli e la città sia ben rappresentata dalle sue associazioni.

Carlo Motalbetti

Consigliere Comunale di Milano

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Inserito da il Inserito da Antonella Fachin il Ven, 27/03/2009 - 16:22

A un anno dall'assegnazione dell'EXPO a Milano, vale la pena leggere ciò che è stato pubblicato oggi su ChiamaMilano.... Buona riflessione.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliera di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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QUEL CHE ABBIAMO CAPITO DELL’EXPO

Un anno sprecato in una feroce lotta di potere che ha però dimostrato quello che è davvero l’Esposizione universale del 2015

Non tutti i mali vengono per nuocere; o se nocivi, i mali  aiutano comunque a squarciare la cortina fumogena dei facili entusiasmi e delle buone intenzioni ad uso esclusivo della propaganda.
I 365 giorni di liti, lotte per le poltrone e faide di potere che si sono giocati attorno all’Expo 2015 hanno esposto sì Milano ad una figuraccia planetaria, hanno costituito –e continuano a costituire - un’ipoteca sulla riuscita dell’Esposizione universale milanese, ma hanno anche avuto l’innegabile merito di illuminare le molte ombre che hanno accompagnato sin dall’inizio quella che è stata presentata come una grande occasione, ma che dopo quest’anno rischia di diventare un lungo, estenuante, litigiosissimo banchetto apparecchiato sulla città.
Così, tra uno sgambetto e una dimissione, tra un annuncio trionfante e un dietrofront, dal 31 marzo 2008 ad oggi abbiamo capito alcune cose.

Anzitutto che il tanto sbandierato tema dell’Expo, “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, con relativo corollario di promesse di sostenibilità e partecipazione, è un titolo buono per comunicati e brochure. Se c’era ancora qualche dubbio, ha provveduto a fugarlo il Sottosegretario alle infrastrutture con delega all’Expo, il leghista Castelli, in diretta televisiva lunedì sera all’ “Infedele”. Il plenipotenziario bossiano per l’Expo ha detto chiaro e tondo che l’Esposizione universale è il pretesto per fare le opere di cui il territorio ha bisogno.

In secondo luogo abbiamo capito che verranno sicuramente realizzate tutte quelle opere –grattacieli, autostrade, raccordi– che con l’Expo non c’entrano nulla, mentre le opere inserite nel dossier di candidatura o sono impossibili da realizzare, come la “via d’acqua”, o non sono nemmeno alla fase di progetto, come la linea 6 della metropolitana.

È diventato poi chiaro –ma questo è stato evidente anche per i più distratti– che la vicenda Expo è stato, e sarà anzitutto, uno dei più duri e importanti scontri per il potere combattuti negli ultimi anni all’ombra della Madonnina. Il primo round, dopo l’iniziale ed effimero corteo trionfale del Sindaco, è andato alla “große coalition” che si è schierata contro il Primo cittadino che pensava di poter gestire in solitaria la più grande occasione di visibilità e la più ingente massa di finanziamenti calate su Milano da alcuni decenni in qua.  
Infine: il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel ciclo degli appalti in quella che sarà la più grande e ricca torta di opere pubbliche dalla ricostruzione postbellica ad oggi. Le indagini della DIA e della DDA in corso da anni dimostrano come la criminalità mafiosa, anzitutto la ‘ndrangheta, abbia fortissimi interessi economici in Lombardia, soprattutto nel settore dell’edilizia, delle costruzioni e del movimento terra.
Agli allarmi degli investigatori le istituzioni locali rispondono un po’ sorprese e stralunate, mentre la maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale sta facendo di tutto per ostacolare la costituzione di una commissione consiliare antimafia per la quale si sta battendo in solitudine e con coraggio il Presidente Manfredi Palmeri.
Mancano sei anni appena. Uno è stato sprecato, ma ci ha aiutato comunque a capire un po’ di cose.

Beniamino Piantieri

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 20/03/2009 - 12:02

Da Milano 2.0:

Expo 2015, dopo Paolo Glisenti inizia l'era di Lucio Stanca. Stasera cda urgente della SoGe
Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 10:56 in Milano cronaca, Milano politica

Signor Glisenti, perché ha deciso di rinunciare a Expo 2015?

"Mi è sembrato utile per far partire una macchina che fa fatica. Dal 31 marzo finirà la mia attività di consulente a Palazzo Marino"

Ecco cosa ha risposto l'uomo chiave di Expo, Paolo Glisenti , braccio destro e gran favorito della Moratti. Che per mesi ha litigato per lui, per mesi si è scontrata con il mondo perché nessuno voleva quest'uomo alla guida dell'evento più importante per Milano da qui a 6 anni. Non lo voleva Berlusconi in primis e non lo voleva Formigoni, che avrebbe preferito al suo posto un cda.

Il cda alla fine era stato formato, ma per "colpa" di Berlusconi, che per favori e favoretti ora deve fare spazio per i rappesentanti dei suoi alleati, si deve rifare tutto daccapo. A quasi un anno dalla vittoria di Milano su Smirne.

Adesso la patata bollente tocca a Lucio Stanca.

Questa sera ci sarà un cda d'urgenza della società di gestione, per comunicare la rinuncia di Glisenti e fissare un'assemblea dei soci per ufficializzare l'ingresso di Stanca nella partita. La Moratti aveva preannunciato

"A breve ci saranno novità. Ho portato un'informativa al Cipe con un'accelerazione per le linee 4 e 5 della metropolitana. Stiamo lavorando"

E subito dopo erano arrivate le dimissioni di Glisenti (niente paura, tra poco lo ritroveremo da qualche altra parte, forse in A2A).

Si dovrà anche parlare dei conti del primo trimestre di attività. Con l'assemblea dei soci invece si dovrà decidere sulla ricapitalizzazione da 10 milioni (4 dello Stato, 2 da comune e Regione, 1 da Camera di Commercio e Provincia).

C'è anche da rioccupare il posto di Dario Fruscio, fresco di dimissioni. Potrebbe essere sostituito dall'ex rettore della Bocconi Angelo Provasoli (già nel cda). Potrebbe arrivare anche Leonardo Carioni.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 16/03/2009 - 22:41

Da milano.corriere.it:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_marzo_16/piste_ciclabili-1501091249154.shtml

«Via ai cantieri dal centro alla periferia. Entro l'anno prima tranche della nuova rete»

Expo, 200 km di piste ciclabili antismog

La ricerca: sei automobilisti su 10 guidano per fare solo 5 chilometri. «Poca sicurezza, più fondi per le bici»

Chi pedala. E chi guida ma potrebbe pedalare, altroché, risparmiando tempo, benzina e smog. Uno studio dell'Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti dice che oltre la metà degli automobilisti urbani percorre tragitti comodamente sostituibili con la bicicletta. Il 60 per cento dei milanesi su quattro ruote avvia il motore, fa meno di sei chilometri, spegne, parcheggia e paga. I cittadini (inutilmente) al volante sono l'ultimo obiettivo del Comune: l'utenza «nuova», «più larga». Da convincere. Ci prova con un pacchetto di interventi per la mobilità a impatto zero. Il piano è fresco di progettazione e cantieri: 6,5 chilometri di piste saranno finiti nel 2009; nuove «aree pedonali ciclabili» ridisegneranno il campus Bocconi, Brera e Navigli. Il programma delle opere 2009-2001 prevede altri percorsi protetti e itinerari in sede promiscua dal Duomo a Villa Pizzone. Con l'Expo dovrebbero arrivare infine gli otto raggi verdi dal centro alla periferia: i primi lavori partiranno quest'anno (Porta Nuova-Martesana).

Il borsino delle piste è destinato a salire a 120 chilometri nel 2011 e 195 nel 2015. Possibile? A Palazzo Marino assicurano di sì. Del resto, è una risposta, pur tardiva, a una richiesta crescente: gli spostamenti in bicicletta sono aumentati del 75 per cento in dieci anni e il 20 per cento dei movimenti nella Cerchia dei Navigli viene coperto sui pedali. C'è un nervo scoperto, però: «La sicurezza stradale ». Ancora «insufficiente». Itinerari lunghi e protetti, corsie riservate o quanto meno segnalate e difese dal parcheggio selvaggio, marciapiedi da condividere con i pedoni, e poi nuove zone a traffico lento (30 chilometri orari), bicistazioni, stalli e rastrelliere. Le richieste dei ciclo ambientalisti milanesi sono emerse ieri all'assemblea della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), che ha festeggiato i vent'anni. Tra gli ospiti, gli assessori alla Mobilità di Comune e Provincia, Edoardo Croci e Pietro Mezzi (premiato per il progetto MiBici). Sul tavolo, la richiesta di un cambio di prospettiva. Così nella sintesi di Eugenio Galli, presidente di Ciclobby: «Bisogna passare dalle promesse ai fatti. Gli investimenti sulla bici non erano prioritari in tempi di vacche grasse e non lo sono oggi con la crisi. Gli amministratori dicono "non ci sono soldi". E ieri? E in tutti questi anni? Si è perso tempo». Mercoledì sarà votata in commissione regionale Trasporti la nuova legge regionale per le bici. Andrà all'esame dell'aula in primavera.

Milano può pedalare su 73,5 chilometri di piste, per lo più «disunite» e «non protette». La sola Helsinki ne ha 1.500. E a Copenaghen, dove va in bici al lavoro un danese su tre, i chilometri di ciclabili sono 320. Si diceva, allora: il 60 per cento degli automobilisti milanesi si ferma sotto i 6 chilometri fra andata e ritorno. Stando all'Isfort e al Comune, su queste distanze la bicicletta sarebbe una soluzione migliore: basta un quarto d'ora per fare tre chilometri ad andatura tranquilla, compreso il tempo per slegare e legare la bici al primo palo libero. In viale Cassala sta nascendo la prima pista in sola segnaletica. Un sottopasso ciclo pedonale sta nascendo per collegare via Molinetto da Lorenteggio all'itinerario lungo il Naviglio Grande. Qualcosa si muove. E il successo del bike sharing spinge il cambiamento: gli abbonati al sistema di trasporto pubblico in condivisione sono oltre settemila e ai totem elettronici registrano picchi di 1.200 mezzi prelevati al giorno. Le 68 stazioni attive diventeranno 77 entro il 18 marzo. Le bici saliranno a 5 mila entro l'anno.

Armando Stella
16 marzo 2009

 

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 10/03/2009 - 12:10

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

TURISMO. COMUNE, PROVINCIA E AGENTI DI VIAGGIO PER IL RILANCIO DI MILANO IN VISTA DELL’EXPO

Milano, 10 marzo 2009 - Si è svolta questa mattina, a palazzo Giureconsulti, l’assemblea provinciale di Assoviaggi-Confesercenti che raggruppa le agenzie e gli operatori turistici presenti sul territorio milanese. Assieme ai vertici dell’associazione erano presenti l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Identità del Comune Massimiliano Orsatti e l’assessore al Turismo della Provincia Antonio Oliverio.

“Il turismo – ha detto Orsatti – costituisce per la città un settore strategico, soprattutto in questo momento di crisi internazionale. Occorre agire attraverso una sinergia tra i differenti operatori per valorizzare al meglio le tante eccellenze presenti sul territorio. Attraverso il Sistema Turistico Città di Milano si intende rafforzare la collaborazione pubblico-privato anche nella promozione turistica. Per rilanciare il suo appeal, Milano non può fare a meno di un hub strategico come Malpensa. E’ impensabile – ha concluso l’assessore - incrementare la presenza di turisti in città e nel nostro paese senza che venga posta la giusta attenzione ad uno snodo così cruciale per il sistema del trasporto nazionale e internazionale”.

“Abbiamo appena firmato – ha aggiunto Oliverio – un protocollo d’intesa con Comune di Milano e associazioni di categoria, che testimonia la nostra attenzione verso il mondo imprenditoriale, che può e deve avere un ruolo fondamentale per il rilancio del turismo nell’area metropolitana. Agenzie di viaggio e tour operator diventeranno così protagonisti dell’incoming e della promozione del territorio, attraverso per esempio la realizzazione di pacchetti turistici disegnati ad hoc per il business man che si ferma a Milano pochi giorni o poche ore. Si potrà in questo modo conquistare una fetta di mercato finora inesplorata, associando il turismo d’affari a quello culturale e di piacere. La collaborazione pubblico-privato – ha concluso l’assessore - si concretizzerà anche attraverso il Sistema Turistico Metropolitano, appena costituito con l’adesione di oltre 100 soggetti del territorio tra Comuni, parchi, associazioni, proloco e privati”.

Al centro dei lavori dell’assemblea il ruolo delle agenzie, delle attività di incoming, outgoing, la valorizzazione del trasporto su rotaia, nonché la necessità di risolvere i problemi degli aeroporti milanesi valorizzandone il ruolo internazionale soprattutto in vista dell’Expo 2015. All’assemblea sono intervenuti Pietro Rosa Gastaldo, direttore Confesercenti Milano; Giuseppe Grosso, coordinatore Assoviaggi Milano; Gian Carlo Morghen, segretario Confesercenti Lombardia e Mauro Maggi, direttore nazionale Assoviaggi oltre a Mauro Toffetti, Presidente Confesercenti Milano.

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 09/03/2009 - 22:48

Dal sito Web del Comune di Milano:

Convegno

Moratti: "Expo strumento di politica internazionale"

Il Sindaco è intervenuta a uno degli appuntamenti del Quarto summit sul "Made in Italy" organizzato da "Il Sole 24 Ore" sull'’analisi del Sistema Italia e delle opportunità di business per l’internazionalizzazione delle imprese
 
Milano, 9 marzo 2009 – "L'Expo come strumento di promozione del Made in Italy. Expo in questo senso si è rivelato uno strumento di politica internazionale per il nostro Paese. Le collaborazioni sono nate soprattutto attraverso lo straordinario lavoro di Università e Centri di ricerca da cui sono partiti progetti, per far crescere il mercato del lavoro, che daranno risultati positivi anche in economia”. Lo ha detto il Sindaco Letizia Moratti intervenuta in apertura del lavori della tavola rotonda su “2009-2015: export e competitività del Sistema Italia. Verso l’Expo 2015”, uno degli appuntamenti del Quarto summit Made in Italy organizzato da Il Sole 24 Ore dedicato all’analisi del Sistema Italia e delle opportunità di business per l’internazionalizzazione delle imprese.

Presenti Claudio Artusi, amministratore delegato di Fiera Milano e Matteo Marzotto presidente dell’Ente nazionale per il turismo italiano (Enit).

Rispondendo alla domanda iniziale sul cammino di Expo 2015 il Sindaco ha ricordato la necessità per l’Italia di fare sistema con i suoi enti e le sue eccellenze. “Con l’Expo si aprono grandi opportunità di sviluppo e di valorizzazione di Milano ma soprattutto del nostro Paese nel mondo. Nel 2015 arriveranno in Italia 21 milioni di visitatori e proprio in questa ottica ho già firmato accordi con venti città italiane per promuovere itinerari turistici e culturali nelle diverse regioni. La stressa cosa si sta facendo anche a livello di Ministeri. In particolare nel settore delle attività produttive abbiamo la grande opportunità di valorizzare la flessibilità e la capacità di adattarsi al mercato delle nostre piccole e medie imprese arrivando nei Paesi dove c’è domanda di lavoro in molti settori come infrastrutture ed energia”.

“Un grande apporto sarà dato anche da Fiera Milano – ha sottolineato il Sindaco – uno strumento di promozione che darà grandi risultati come sta succedendo in Corea dove, nella città di Incheon, presto sorgerà un quartiere dedicato interamente alle eccellenze culturali milanesi, dalla Scala, alla Triennale alla Fiera”.

Il Sindaco, a conclusione del suo intervento, ha ricordato uno dei 485 progetti già attivati grazie al lavoro dell’associazione “Amici dell’Expo”: “ In Togo è partito un progetto di formazione professionale e di inserimento nel mondo del lavoro destinato a 1.700 ragazze. Saranno loro tra qualche anno le ambasciatrici del nostro Paese”.

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