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Il Blog di Raffaele Barki | www.partecipaMi.it
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.: Il Blog di Raffaele Barki
Giovedì, 18 Maggio, 2006 - 11:26

BELLA DOMANDA !

Provate a rispondere velocemente a queste domande:

quante linee metropolitane ha inaugurato Formentini? quante linee metropolitanee ha inaugurato Albertini?

Nella risposta troverete il simbolo di una non mobilità che è ora che Milano cominci a coniugare al passato. Parliamone.

Giovedì, 18 Maggio, 2006 - 07:55

La Rete e i grandi progetti milanesi

Rete dei Comitati Milanesi

A: Comitati ed Associazioni Milanesi
   Staff. Ferrante e Candidati alle Primarie
   Consiglieri Regionali, Provinciali, Comunali, Zonali
   Partiti Milanesi e Zonali
   Quotidiani, Giornali di Zona.

Siamo rimasti sorpresi dalle dichiarazioni del Candidato Sindaco Bruno
Ferrante pubblicate dai quotidiani milanesi di oggi.
"Assurdo fermare i grandi progetti"
Per quanto ci ricordiamo dai suoi precedenti interventi ci sembrava di
aver
capito che tutti i grandi progetti che avrebbero stravolto la città
avrebbero dovuti  essere ridiscussi con le forze politiche del
centrosinistra e con la partecipazione dei cittadini.
Ridiscutere vuol dire rivedere i progetti alla luce della visione
della
città da parte del centrosinistra che si propone al governo della
città.
Pensavamo che la nuova maggioranza fosse portatrice di interessi
diversi
dalla vecchia ma probabilmente ci siamo sbagliati.
Chiediamo il rispetto del programma dell'Unione nei punti in cui si
dice che
i progetti urbanistici andranno ridiscussi con le proprietà e con i
cittadini coinvolti.
A questo punto ci rivolgiamo alle forze politiche del centrosinistra
di
esprimersi al riguardo.

Ciao a tutti
Roberto Prina

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 23:32

radici dimenticate

all'angolo fra viale beatrice d'este e corso porta vigentina (zona 1, quertiere romana) le radici di un albero emergono dal marciapiede, peicolose per i passanti. il pedone si lamenta, dal consiglio di zona parte, più d'un anno fa una interpellanza. risposta veloce (meno di un mese): "provvederemo". poi, il nulla. si è solecitato.
ma perchè la amministrazione comunale non ha un luogo, un ufficio, un qualcosa che faccia questi piccoli interventi, dicendo: <oggi è messo in nota, lo facciamo il prossimo giovedì>; e dove ogni cittadino possa segnalare, con risposta, le cose "piccole" da fare. dicono che gli alberi abbiano memoria: sarebbe stato meglio trasformare qualche assessore (ai lavori pubblici, era de corato) un albero: sperando non metta radici (sono pericolose).

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 16:59

Per contatti, chiarimenti e collaborazioni:

Comitato elettorale di Milano:  C. so Garibaldi, 89/a
tel 3409147197 (Massimo); 3358152556 (Maria);
e_mail: listacomunista.mi@virgilio.it;
indirizzo web: http://xoomer.virgilio.it/listacomunista
Il comitato elettorale si riunisce il giovedi dalle 20:00 alle 22:00

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 16:52

I candidati della Lista Comunista

 1 - Massimo Giacomo Franchi - assistente ai disabili
 2 - Maria Colombo - pensionata
 3 - Norma Columbro - impiegata
 4 - Lara Martini - impiegata settore sanità
 5 - Manuela Maj - educatrice
 6 - Elena Franchi - impiegata
 7 - Francesca Legori - impiegata
 8 - Lia  Giafaglione - dirigente dei CARC
 9 - Marco Sacchi - impiegato Regione Lombardia
10 - Leonardo Carlino - impiegato
11 - Valeria Barbot - impiegata
12 - Enrico Levoni - dirigente dei CARC
13 - Umberto Galli - educatore
14 - Rita Czeppel - impiegata
15 - Chiara Amanda Repetto - operatrice sociale
16 - Maria Grazia Benedetti - universitaria
17 - Claudia Piccinetti - disoccupata
18 - Luca Pretazzini - precario
19 - Rochy Geneletti - macchinista ferroviere
20 - Vladimir Bellin - insegnante precario
21 - Angelo Mapelli - pensionato
22 - Fernando Romiti - pensionato
23 - Annamaria Calanca - impiegata
24 - Eraldo  Aliboni - operaio metalmeccanico
25 - Emanuela Rizzon - studentessa
26 - Rinaldo Valenti - operaio metalmeccanico
27 - Francesco Ceccarelli - operaio metalmeccanico
28 - Maurizio Restelli - agente di commercio
29 - Luciano Pacini - operaio chimico
30 - Alessandro Della Malva - operaio metalmeccanico
31 - Marisa Favale - pensionata
32 - Valter Ferrarato - operaio edile - scarcerato da San Vittore, era accusato di aver partecipato al corteo antifascista dell’11 marzo ‘06
33 - Marco Proietti Refrigeri - dirigente  dei CARC  
34 - Danilo Ruggieri - impiegato
35 - David Ruggieri - precario
36 - Angelo D'Alessio - operaio edile
37 - Beniamino La Franca - operaio edile
38 - Mario Cesarano - pensionato
39 - Raimondo Giorgio Lutzu - infermiere
40 - Marcello Calculli - macchinista ferroviere
41 - Giovanni Maj - pensionato
42 - Alessandra Esposito - infermiera
43 - Mauro Lodi - pensionato
44 - Renzo Gemmi - funzionario dei CARC
45 - Enrico Ricci - operaio settore sanità

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 15:14

Riscattare la mia generazione

 Gli ultimi dati sulla condizione giovanile in Italia sono veramente raccapriccianti.

Nel nostro Paese 600mila giovani tra i 18 e i 24 anni vivono in condizioni di povertà. E gli under 18 in difficoltà sarebbero addirittura 1,5 milioni” esordisce così un articolo di Tullia Fabiani pubblicato sul sito di Repubblica.

Io personalmente non ne posso più di sentirmi dire che siamo una generazione di “mammoni” perché usciamo tardi da casa, e che siamo senza valori perché, per esempio, cerchiamo il superfluo.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse come può fare ad andarsene di casa uno che non ha nessuna certezza riguardo al lavoro e ha nessuna possibilità di farsi concedere un mutuo o un affitto, ammesso poi che sia nelle condizioni di pagarli. Riguardo al tema del superfluo, penso che sia una specie di piccola consolazione. Visto che le cose che sarebbero davvero necessarie, come la casa, sono quasi irraggiungibili, uno si consola con qualche genere di conforto, magari superfluo, ma più accessibile.

Più si va avanti, più la prospettiva di un reddito certo diventa quasi un sogno. Non parlo per forza di un lavoro sicuro e fisso: il fatto che le trasformazioni della società abbiano reso necessario un aumento di flessibilità in quanto al tipo di lavoro che una persona andrà a svolgere nel corso della vita, però, non implica che ci debba essere questo livello di precarietà.

Le risorse economiche che esistono oggi nel paese potrebbero permettere senza problemi l’istituzione di un reddito di cittadinanza. Non è una questione di “assistenzialismo”, è una priorità sociale e storica. Come esiste il meccanismo della pensione che serve a garantire una vita degna alle persone anziane, deve esistere un meccanismo che permetta l’introduzione delle persone giovani nel contesto dell’autosufficienza. Altrimenti che futuro si pensa che potremo costruire?

Si tratta di ridare dignità a un’intera generazione, che oggi è esclusa da ogni possibilità decisionale e relegata nella marginalità.

Per questo nel programma del Partito Umanista per Milano si parla di istituire un fondo comunale che serva appunto a garantire un reddito di base e di una Banca Comunale che faccia prestiti senza interessi per garantire un accesso facilitato al credito, sia per esigenze personali che per lanciare progetti imprenditoriali senza essere soffocati dallo strozzinaggio delle banche private.

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 15:05

Politica e Cultura

La politica come amministrazione condominiale

Il Novecento è il secolo delle due guerre mondiali, dei fascismi, dei nazismi, dei nazionalismi, dei populismi, dei vari auschwitz. Si può parlare di un bislungo periodo di barbarie protetto dalle nebbie della guerra fredda o dalla cristallina trasparenza delle tante guerre calde, sequele di stermini, pulizie etniche, guerre umanitarie, preventive e umorali, lotte egemoniche e imperiali, menzogne diffuse in nome di un interesse superiore. Oggi camminiamo sui cocci di una sorta di bio-macchina politica che ha deciso prolungare la propria insensatezza esistenziale aggrappandosi ad accanimenti terapeutici: leciti o illeciti, disumani, dove la vita dell’altro è esclusa. Stiamo assistendo al trionfo di un analfabetismo etico e progettuale che stritola in una morsa materiale e spirituale l’intero corpo sociale. Possiamo definire la nostra epoca, come tempi che impongono restaurazioni “democratiche” di nuovi e vecchi poteri imperniati sulla vecchia logica dei rapporti di forza, dove si legifera sui liberi flussi planetari di capitali innalzando allo stesso tempo muri sui flussi umani, dove ci si gongola con il traffico più o meno legale di schiavi piccoli e grandi o con i deliri neo-imperiali: stiamo vivendo la naturale continuità del secolo andato. Possiamo affermare che l’essenza di quell’orrore, di quella metodologia, invece di aver generato nel corpo politico e in quello sociale un vaccino, continua oggi impunita come un virus che muta e si rafforza inseguendo nuove vittime e indebolendo gli anticorpi etici e morali.
Il Novecento si è chiuso con un patto di convivenza politica al più basso livello. La partita, pari e patta, è stata azzerata sul concetto del demone dell’ideologia: tutte nefaste, tutte criminalizzabili, tutte da dimenticare. Oggi non si può parlare di politica se non come una sorta di post-politica. Infatti la politica si riduce ad amministrare un semplice fare, a gestire i conflitti locali, intestini o internazionali disinteressandosi del progetto, dell’innovazione, della idealità. Sembra diventata una sorta di ragioneria incapace di creatività, di fantasia e diversità. Amministratori delegati di condomini che si disputano un fasullo match sulle capacità professionale, onestà e talento di mediazione. Il resto, cioè l’intervento sulla realtà con tutti i suoi urgenti problemi, si limita a tamponare il presente.
Politica e Cultura
Un bubbone si aggira come un fantasma senza pace: il conflitto mai risolto tra politica e cultura. Grottesco. E’ inquietante l’analfabetismo della classe politica, la stessa che non è mai riuscita a stabilire un rapporto di necessaria cooperazione con la cultura e il pensiero critico: di ascolto. Non sapendo come gestire il disturbo ha scelto di emarginarla, di mantenerla ai bordi del senso, a prudente distanza, spesso tollerata controvoglia, considerata una zavorra, una seccatura genetica. Per la classe politica la cultura è una protesi scomoda da sopportare con un sorriso ironico sulle labbra, mai la chiave antropologica che potrebbe permettere una lettura più vera e più profonda della realtà e che forse renderebbe possibile la creazione di una società più vivibile e più sostenibile. Il controllo isterico della politica su tutti gli aspetti della vita è pressoché totale: interviene sul diritto di nascere e di morire, sui flussi migratori, sul destino di etnie, preme sugli indirizzi e sulle scelte dell’industria farmaceutica, chimica e petrolifera, programma o avalla politiche di stermini, detta legge sul controllo demografico, determina modelli di sviluppo, analfabetizza i processi educativi; tutte operazioni ispirate a un unico paradigma: la centralità del Mercato. Sembrerebbe una voglia di follia eppure il politico è convinto che la sua disciplina contenga la totalità dell’esperienza umana, che possa affrontare e risolvere interessi oggettivi e soggettivi. Un’ignoranza antropologica che spinge la politica ad agire come se fosse un ente autarchico, autosufficiente: totalitaria e totalizzante. Nel suo operato si è assunta il compito di concentrare, sogni e bisogni, psicologia individuale e sociale, desideri dei singoli e dei popoli. Agisce come un Grande Fratello orwelliano ma è soltanto il succedaneo di un’antropologia casereccia, come il caffè di cicoria. Perché la cultura invece di controllare i controllori spesso si rende complice del misfatto? Penso che proprio per la sua specifica condizione la cultura debba esercitare il controllo sulla politica, una vigilanza stretta e continua. L’occhio della cultura opposto a quello del Grande Fratello.

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 12:34

Lunedì 22 cm, h.18,Hotel Galles,P.zza Lima:MILANO SICURA!

MILANO SICURA: Le proposte della Lista Ferrante

Alberto A.A. Bruno, Jole Garuti, Carlo Montalbetti e Daniela Villa, candidati nella Lista Ferrante per il Consiglio Comunale, organizzano una conferenza dal titolo:
"MILANO SICURA:
le proposte della Lista Ferrante"
Lunedì 22 maggio, ore18.00,
 Hotel Galles, Piazza Lima
partecipa: Don Virginio Colmegna
Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 11:30

4° e 5° punto: INIZIATIVE PER I BAMBINI E PER GLI ANZIANI

Questi due punti del mio programma li tratterò insieme, perchè si tratta per entrambi di iniziative ricreative.

BAMBINI

I bambini di Milano non devono essere penalizzati per il fatto di vivere in una metropoli, ma devono avere la sressa possibilità di incontrarsi con i coetanei e giocare all'aria aperta che hanno i bimbi che vivono nei piccoli centri, dove è certamente più facile giocare per le strade all'aperto.
A tal fine è mia intenzione valorizzare tutti i parchi della zona 5, creando aree con giochi per i piccoli (altalene, scivoli, percorsi salute ecc), e soprattutto istituirò un programma di incontri e giochi organizzati per la bella stagione.
A partire da aprile fino ad ottobre la domenica mattina nei parchi ci sarà un gruppo di animatori che impegnerà i piccoli in divertenti giochi di gruppo (caccia al tesoro, laboratori manuali, feste ecc.), cosi chè i piccoli possano trascorrere qualche ora all’aperto e in tutta sicurezza, mentre i genitori possono conoscersi, socializzare tra loro e vivere meglio il quartiere.
Tale programma sarà inviato a tutte le famiglie della zona 5.
Ancora per i piccoli nei mesi invernali, concorderò con i cinema della zona 5 la proiezione di cartoni animati ogni domenica pomeriggio, con riduzione del biglietto anche per gli accompagnatori.
I nostri cuccioli non dovranno più annoiarsi durante il fine settimana!!

ANZIANI

Anche per i nostri cari e preziosi anziani ho alcune idee che mi piacerebbe realizzare: dopo una vita di lavoro e di sacrifici è più che giusto che possano godere serenemente la loro seconda giovinezza.
Per questo intendo stipulare delle convenzioni con i cinema e i teatri della zona 5 per far si che gli anziani e i nonni non debbano pagare il biglietto di accesso alle sale! 
Accompagnare i nipotini al cinema sarà un vero piacere!!



 

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 11:20

Ignoranza storica, oltre che di cattivo gusto, la vignetta di Liberazione

MILANO, 16 MAGGIO 2006
Gli artisti di nome Apicella sono fatalmente mediocri o inopportuni; cantano brutte canzoni in cattiva compagnia e disegnano brutte vignette, ma i Sansonetti devono stare più attenti a quello che dicono perché si esprimono da una posizione di grossa responsabilità.
Ribadisco, anche nella veste di Portavoce di Sinistra RossoVerde, l’inviolabile diritto all’esistenza in sicurezza dello Stato di Israele e l’indispensabilità della costituzione della Stato palestinese nei tempi più rapidi.
Da sempre sono di Sinistra e difendo il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato proprio, ma devo purtroppo lottare contro le manifestazioni di mancanza di consapevolezza dei miei compagni quando si esprimono su ebrei e Israele.
Oltre ad essere di cattivo gusto, è anche segno di ignoranza storica l’accostamento tra i campi di sterminio e l’embargo economico ad un popolo che ha scelto di essere rappresentato, per ragioni anche comprensibili, da leader di organizzazioni armate che praticano l’aberrante prassi del suicidio assassino contro popolazione civile.
Prendere le difese di chi appare di volta in volta più debole suscita facili consensi in chi non conosce i fatti, ma è il peggior modo di aiutare la causa palestinese ed è anche il miglior modo di lasciare alla destra il compito di tutelare le ragioni legittime dello Stato di Israele. E’ necessario mantenere posizioni equidistanti in ogni valutazione politica se si vuole veramente aiutare il Medio Oriente a recuperare serenità.
Raffaele Barki

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