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.: Milano Expo 2015
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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Sab, 08/05/2010 - 11:46

Da milano.repubblica.it:

GRANDI PROGETTI

Fibre ottiche in tutta la città
rivoluzione digitale per Expo

Milano apripista nel piano Telecom da 6,5 miliardi. Stanca: “Sfida che va subito raccolta”
Nel centro abitato più cablato d’Italia il tratto di cavo che arriva in casa è ancora in rame
di DAVIDE CARLUCCI

Fare di Milano la città pilota della banda larga, che abbandona definitivamente la rete in rame per passare alla fibra ottica. La proposta lanciata da Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, in un'intervista a La Stampa, entusiasma gli operatori del settore. E rilancia le potenzialità, finora espresse a metà, del "tesoro sotterraneo" milanese: quella rete, già esistente, fatta di 5.100 chilometri di cavi e 2.255 di infrastrutture  -  per un totale di 263mila chilometri di fibra ottica  -  creata da Metroweb, la società di Aem ceduta dal Comune nel 2007 al fondo inglese Stirling Square ("la fibra ottica non è più strategica", disse la Moratti). Un patrimonio sul quale Telecom ha diritto d'uso almeno fino al 2022: ora da lì può partire la "fase due" della banda larga in Italia.

L'occasione, dice Berbabè, sarà l'Expo 2015. E Lucio Stanca, l'amministratore della società che gestirà l'esposizione universale, stende tappeti rossi. "È una sfida intelligente e ambiziosa che tutti i soggetti interessati devono cercare di cogliere", dice. E spera che il Comune e gli altri enti locali colgano la palla al balzo: "Occorre che tutti i soggetti interessati trovino subito il modo di sedersi al tavolo delle decisioni". Del resto lo stesso Bernabè, mercoledì a Bruxelles, aveva spiegato al commissario europeo all'agenda digitale, Neelie Kroes, che la sua società "sta promuovendo accordi territoriali con gli enti locali finalizzati a velocizzare lo sviluppo delle nuove reti" citando la sperimentazione di connessioni di nuova generazione a Milano, dove già 240mila unità immobiliari sono "passate in fibra ottica" e spiegando che Telecom è "pronta ad avviare la commercializzazione dei nuovi servizi ultrabroadband".

LEGGI La vita a banda larga / "Niente strade sventrate"

A Milano la fibra ottica per ora arriva davanti ai palazzi, ma non percorre il cosiddetto "ultimo miglio" per salire nelle case: molto spesso riversa tutto sulla rete in rame, che però provoca un grande intasamento di dati in una sorta di "effetto imbuto". E poi la città non ha approfittato del suo vantaggio infrastrutturale per sviluppare la rete wi-fi, quella che consente di navigare su Internet senza fili. Davide Corritore, del Pd, nel 2006 ha lanciato un progetto per lo sviluppo del wireless che sfruttasse sia la rete di Metroweb sia, come supporti per le antenne, i lampioni e i semafori della città. Il Comune lo approvò e s'impegnò a realizzarlo entro il 2009. E invece nulla. "Finalmente  -  commenta ora Corritore  -  si palesa un operatore in grado di far superare a Milano un primato insostenibile per la capitale economica d'Italia: è l'unica città con una sola area di accesso pubblico al wireless, quella di parco Solari".

La Provincia entro l'anno prossimo dovrebbe far passare la fibra ottica attraverso 123 comuni. E la Regione ha annunciato un suo piano di cablaggio del territorio regionale. In entrambi i casi Milano è esclusa. "Si presume che la città sia già cablata, cosa che non è perché la fibra arriva solo fino ai marciapiedi", commenta Ivan Botta, dell'Associazione italiana internet provider e direttore tecnico di Enter, società che fornisce l'infrastruttura digitale per la carta dei servizi sanitari regionale. "Con lo switch off rame-ottico  -  spiega Botta  -  medici e Asl potrebbero scambiarsi molti più dati velocemente. Quindi ben venga la proposta di Bernabè. Ma spero che la nuova rete sia messa davvero a disposizione di tutti e non di un oligopolio".

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 26/04/2010 - 09:41

Da milano.corriere.it:

dalla parte del cittadino

Garantire alle aree dell’Expo un futuro verde dopo il 2015

Gentilissima Isabella Bossi Fedrigotti, concordo pienamente con il lettore Mauro De Mario secondo il quale, come ad Hannover, non deve essere Milano a pagare i debiti che certamente lascerà la gestione dell'evento Expo. Così accadrebbe, invece, se dopo il 2015 l'area venisse resa edificabile: l'area non è vocata ad uso residenziale (come dimostra la persistente destinazione agricola attribuitale nel tempo dai Prg), chiusa com'è tra pesanti infrastrutture ferro-viabilistiche. Chiunque andasse ad abitarvi avrebbe una ben misera qualità della vita e vani sarebbero i costi addossati alla città per cercare di porvi rimedio. È quello che vogliono fare, invece, sia Fondazione Fiera che Soge, che si contendono la prospettiva di lauti guadagni speculativi dalla differenza tra valore agricolo di acquisizione e valore edificatorio atteso. Dopo l'Expo l'area deve invece restare a uso pubblico: nel campo dell'orientamento agro-alimentare se Milano saprà conquistarsi un ruolo permanente in tal senso (ma la Fao è a Roma e il Centro europeo per l'industria alimentare a Parma e non sarebbe facile spostarli), altrimenti in altri settori di moderna direzionalità pubblica in cui sappia primeggiare. Il nuovo Centro direzionale metropolitano del XXI secolo! Come remunerare le proprietà per acquisirne stabilmente l'uso pubblico? Con diritti edificatori da perequare su aree urbanisticamente più adatte all'uso residenziale: ma non per 0,60 mq/mq che porterebbe loro un guadagno di quasi 600-700 milioni (contro un valore iniziale di poco più di 100 milioni) e renderebbe problematica la perequazione. Un'equa remunerazione (circa 200 milioni) ai prezzi correnti della rendita fondiaria si ottiene con un indice di 0,12-0,16 mq/mq, che al limite potrebbe concentrarsi su un'area pari a non più del 15-20% di quella ceduta per Expo e il futuro Centro di direzionalità. L'avevo già detto agli stati generali e ripetuto qualche tempo fa al Forum/Vas: ma sembra che nessuno voglia ascoltare.

Prof. Sergio Brenna ordinario di Urbanistica Facoltà di architettura civile - Politecnico di Milano

Non ho nulla da aggiungere, gentile professore, perché la sua lettera mi pare dettagliata ed esauriente. Soltanto mi auguro che, per il bene, non solo finanziario, della nostra città, nonostante tutto finiscano per ascoltarla: in molti, però, perché contrastare un progetto, pur fuori luogo, che tuttavia implica lauti guadagni, è impresa, lo sappiamo, che ha bisogno di straordinaria forza e coesione.

Isabella Bossi Fedrigotti
24 aprile 2010(ultima modifica: 26 aprile 2010)

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Sab, 24/04/2010 - 17:51

Dalla sezione "EVENTI", segnalo/riporto:

http://www.partecipami.it/?q=node/9754

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

EXPO 2015. LUNEDI’ IL SINDACO MORATTI PRESENTA IL MASTERPLAN ALLA CITTA’

Milano, 24 aprile 2010 –  Lunedì 26 aprile, alle ore 11.00, al Teatro Strehler, largo Antonio Greppi 1,  il Sindaco Letizia Moratti  presenterà alla città il masterplan del sito espositivo di Expo 2015. Interverranno Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia; Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano; Lucio Stanca, Amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A.; Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano; Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo; Maria Stella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e Paolo Romani, Vice Ministro allo Sviluppo economico.


Dove:

Teatro Strehler, largo Antonio Greppi 1

Quando:
Lunedì 26 Aprile - 11:00

Sito web:
http://www.expo2015.org/ht/it/news_ed_eventi/dettaglio_notizie-articolo-73.html

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Inserito da il Inserito da Stefano Grisa il Gio, 22/04/2010 - 11:56

Ciao a tutti!
sono un cittadino milanese attento alle questioni ambientali; l'interesse aumenta ancora di più quando si tratta della mia città.
Volevo segnalarvi un'iniziativa secondo me importante (non l'ho creata io, l'ho solo trovata)
questa:
Sosteniamo il progetto di Renzo Piano e Abbado: alberi a Milano (Expo 2015)
http://www.firmiamo.it/sosteniamo-il-progetto-di-renzo-piano-e-abbado-alberi-a-milano-
So che il sito è affidabile ed è stato utilizzato come base per numerose iniziative a livello nazionale.

Su corriere.it c'è l'articolo e una lettera di Renzo Piano molto interessante.
http://milano.corriere.it/...piano-abbado-verde-1602882479089.shtml

Non chiedo grandi cose, ma, se vi interessa passateci. Il verde in città, soprattutto nelle grandi città, va salvaguardato; le spese sono enormi in vista dell'Expo2015, ma per progetti del genere credo si possano trovare. Sarà poi che io Renzo Piano lo trovo assolutamente geniale e innovativo :)

Comunque a me non me ne viene niente, è un pensiero del tutto personale.

Fatemi sapere

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 19/04/2010 - 16:22

Dal sito Web del Comune di Milano:

Expo 2015

Moratti: "Milano avrà il parco più grande d'Europa"

Sarà una delle eredità più tangibili dell'Esposizione universale. Un’area verde “lineare” di 800 ettari che, dalla Darsena, arriva fino ai padiglioni di Pero

Milano, 19 aprile 2010 - Un parco lineare di 800 ettari che dalla Darsena arriva fino a Pero, dove sorgeranno i padiglioni dell'Expo 2015: per il sindaco e commissario straordinario dell'evento Letizia Moratti questa sarà l'eredità più significativa dell'Esposizione universale.

"Grazie a Expo, Milano avrà il parco più grande d'Europa - ha affermato Moratti al termine del Tavolo Lombardia - Infrastrutture per Expo, convocato al Pirellone - ottocento ettari tra parco e vie d'acqua che, come ha giustamente suggerito l’ad della Società di gestione Lucio Stanca, sarà chiamato il Parco Expo".
Così Letizia Moratti al termine del Tavolo Lombardia, tenutosi alla sede della Regione al quale hanno partecipato il governatore Roberto Formigoni, i ministri della Difesa e dell'Istruzione Ignazio La Russa e Mariastella Gelmini, i sottosegretari Roberto Castelli, Paolo Romani e Luigi Casero e il presidente della Provincia milanese Guido Podestà.

Il Sindaco ha illustrato il “Dossier di registrazione" dell'evento che, entro il 30 aprile, sarà sottoposto all'approvazione del Bie, il comitato internazionale dell'Expo. Dei 110 ettari del sito espositivo, il 53% sarà destinato a verde e, come ha ricordato il sindaco, al termine dell'evento ospiterà il Centro per lo sviluppo sostenibile.

"Questo sarà il simbolo non monumentale dell'Expo di Milano", ha puntualizzato il primo cittadino. Tra le altre eredità che l'evento lascerà al capoluogo lombardo, Moratti ha ricordato le due nuove linee metropolitane, M4 e M5, la piena internazionalizzazione della Borsa merci telematica italiana e il progetto di recupero del Sistema delle cascine milanesi.

"Questa è una giornata estremamente importante - ha detto Moratti - nel percorso di avvicinamento alla presentazione del Dossier di registrazione, secondo i tempi stabiliti dal Bie. Oggi abbiamo illustrato il lavoro fatto in questi mesi da tutti, a titolo diverso". Il dossier, in particolare, "per quanto riguarda l'eredità di Expo 2015, contiene una parte molto bella e importante. Abbiamo confermato un parco di 800 ettari che verrà lasciato alla città. Inoltre avevamo previsto di lasciare il 50 per cento del sito, di 110 ettari, a verde: oggi l'abbiamo ampliato al 56 per cento. Non sarà un’Esposizione monumentale", come ha precisato il Commissario straordinario Moratti che ha aggiunto: “Quello che nel Dossier di registrazione si è sviluppato in maniera molto positiva rispetto al Dossier di candidatura è proprio questo aspetto: il sito rappresenterà, in modo visionario e con un accento molto forte sul paesaggio, il tema della manifestazione".

"Per la prima volta nell'ambito della realizzazione del sito Expo sarà previsto un padiglione per le donne". Abbiamo previsto anche un advisory board internazionale per le donne, presieduto dalla regina Rania di Giordania, che si è già riunito a Davos e si riunirà nuovamente a Milano il 21 e 22 maggio. A questo board internazionale si stanno aggiungendo board nazionali e regionali".

Il sindaco ha confermato l'impossibilità di divulgare il contenuto del Dossier prima della consegna, illustrando solo la composizione: 10 capitoli (misure legali e status di Expo 2015, lo sviluppo del tema e il programma culturale, la progettazione del sito, la sostenibilità dell'evento, il piano di legacy, il piano finanziario, il piano di business operation, di comunicazione e promozione e documenti legali) e un tema sviluppato in 7 sottotemi. Il dossier sarà inviato al Bie, dopo l'assemblea dei soci del 22 aprile, accompagnata dalla lettera del Presidente del Consiglio che chiede la registrazione e con cui si garantisce il contenuto del Dossier.

"Ci troviamo di fronte a un passaggio determinante - ha detto Formigoni - in quanto la presentazione del Dossier di registrazione, costituisce l'adempimento formale necessario per ottenere in modo definitivo l'assegnazione dell'Expo alla città di Milano". Formigoni ha riconosciuto il merito di tutti gli attori coinvolti nella redazione di questo documento, che il 22 aprile sarà trasmesso al Boureau internazional des expositions, il comitato che presiede agli Expo. ''L'Expo - ha concluso Formigoni - questo evento globale che catalizzerà per sei mesi l'attenzione del mondo costituisce davvero per la nostra gente, per il nostro popolo il grande sogno per il futuro. La responsabilità in capo a tutti i soggetti chiamati a costruirlo è perciò quella di non tradire questa aspirazione".

Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha ribadito al Tavolo Lombardia che l'Expo del 2015 a Milano offrirà a tutto il nord del Paese l’opportunità di avere un centro di produzione Rai, una sorta di Saxa Rubra 2 che consentirà al servizio pubblico di non essere più romanocentrico. "Grazie a Expo la Rai avrà una testa policentrica - ha affermato Romani - e il nuovo centro di produzione in Lombardia, una Saxa Rubra 2 rappresenterà una eredità per tutto il nord". L'obiettivo del governo, d'intesa con la Rai, è infatti quello di trasferire gli attuali studi di via Mecenate a Milano in 60 mila metri quadrati di strutture che sorgeranno nel sito espositivo di Expo 2015 non appena l'evento internazionale avrà chiuso i battenti. "Un nuovo centro di produzione Rai in Lombardia - ha concluso Romani - risolverebbe alla radice le polemiche di chi continua a dire che il servizio pubblico è concentrato sulla Capitale".

"La Triennale presenterà il primo progetto in vista dell'esposizione del 2015". Lo ha detto il presidente della Triennale Davide Rampello uscendo da Palazzo Giureconsulti dove questa mattina si è riunito il secondo Tavolo della Cultura in vista di Expo 2015. All'incontro, organizzato dalla Camera di Commercio, erano presenti, tra gli altri, il direttore del Museo della Scienza e della Tecnica Giuliano Urbani, la direttrice dell'accademia del Teatro alla Scala Luisa Vinci e il presidente della casa editrice De Agostini, Pietro Boroli. "Presenteremo un progetto venerdì 23 al Teatro dell'Arte – ha confermato Rampello - ovvero la prima cosa fatta con l'Expo".

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Inserito da il Inserito da Elisa Magagnoli il Gio, 15/04/2010 - 00:03

Buongiorno a tutti,
spero che qualcuno di voi, molto più informato di me, possa in qualche modo aiutarmi.

Sto facendo una ricerca sui servizi agli sportivi nei parchi urbani che spero mi condurrà allo sviluppo di un progetto che vorrei proporre.
Avrei bisogno di capire se è stata fatta una previsione delle percentuali di stranieri attesi entro il 2015 (% di Americani, % di Asiatici, % di Europei, % di Italiani) allo scopo di inquadrare, in linea di massima, le abitudini sportive/alimentari dei visitatori.

Sapete consigliarmi qualche sito da visionare per ricavare questi dati?
Vi ringrazio per l'attenzione
saluti

Agatha

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 14/04/2010 - 21:46

Da milano.corriere.it:

Incontri per risolvere il nodo dei terreni per i padiglioni

Terreni e grandi opere, i rebus dell'Expo

Berlusconi, via libera alla lettera per il Bie. restano i nodi sulle opere che verranno realizzate

MILANO - C’è una lettera. Che riveste una qualche importanza per la registrazione dell’Expo al Bureau International des Exposition, attesa per il 30 aprile. Quella che porterà la firma del premier Silvio Berlusconi e dovrà garantire l’appoggio del governo all’intera operazione Expo Milano 2015. Una certificazione. Fondamentale perché l’evento milanese abbia il via libera da parte dei 157 paesi aderenti al Bie. Ma a dieci giorni dalla firma del premier(prevista entro il 26 aprile, quando al Piccolo si svolgerà la kermesse di presentazione del dossier) non calano le preoccupazioni. Che cosa firmerà Silvio Berlusconi? Nel capitolo Expo manca ancora un passaggio fondamentale: lo status dei terreni dove si svolgerà Expo 2015. Ancora non è stato sciolto il dilemma: acquisto (una spesa da circa 200 milioni di euro, su cui il gruppo Cabassi pare più disponibile che l’altro proprietario, la Fondazione Fiera) o comodato d’uso? La questione, decisamente delicata, è stata ieri mattina al centro del colloquio tra il governatore Roberto Formigoni e il presidente della Provincia, Guido Podestà. L’imbarazzo è forte. Quali garanzie dovrà firmare il premier se la società non ha ancora sciolto il nodo principale? Il tempo stringe. L’amministratore delegato, Lucio Stanca ha chiesto un incontro con i vertici, che si terrà il 20 aprile. Mentre il 22 è prevista l’assemblea dei soci di Expo.

Martedì al Pirellone si è svolto un altro incontro fra vertici istituzionali: il sindaco Letizia Moratti e Formigoni si sono visti per discutere vari temi e solo marginalmente di Expo. Entrambi insistono sul fatto che qualsiasi scelta venga fatta per i terreni «deve tendere a massimizzare il valore e minimizzare i costi a carico dei soci». La Moratti, che dell’evento è anche commissario straordinario, chiama in causa Lucio Stanca: «C'è un amministratore delegato è lui che ha questa responsabilità». Intanto, Expo ha presentato il suo biglietto da visita. D’intesa con Interni, è stato inaugurato nell’ambito delle iniziative del Fuori Salone il padiglione ideato dall’architetto Italo Rota che racconta Expo: una sorta di fungo, all’interno del quale è possibile incontrarsi, vedere video, leggere cartelli, mangiare e bere per conoscere meglio il tema e gli obiettivi di Expo. Il totem, collocato all’ingresso dell’Università Statale, girerà nei prossimi cinque anni il paese per «comunicare e sensibilizzare sui temi di Expo». Non solo. In prospettiva, potrebbe anche attirare sponsor: perché Expo ha anche bisogno di fare cassa.

Elisabetta Soglio

14 aprile 2010

Da milano.corriere.it:

DALLA PARTE DEL CITTADINO

Expo, basta con le incertezze
lo Stato dica se ci crede davvero

Si parla solo di lotte intestine e di poltrone contese. Ma i milanesi vogliono essere liberati dalle incertezze

Gentile signora Bossi Fedrigotti, nel settembre 2008 partecipai ad un convegno organizzato da Ambienteitalia, nel corso del quale vennero illustrati, tra l'altro, i risultati di Expo 2000 tenutosi ad Hannover. Ne ho riletto i documenti, presentati dall'ingegner Hans Moenninghoff, all'epoca assessore verde della città tedesca, e mi sono sorte spontanee alcune considerazioni. Tanto per citare un dato economico, il deficit di quell'Expo ammontò a più di un miliardo di euro, ma l'amministratore sottolineò, mi pare con un certo compiacimento, che di esso si fecero carico il Governo Federale e il Land Niedersachsen, «ma non la città di Hannover!» (testuale e col punto esclamativo nel documento distribuito al pubblico). E tra le contropartite citate c'era in primo luogo il miglioramento della qualità ambientale e infrastrutturale, cui si aggiungeva un forte incremento (più 44%) delle permanenze d'affari in città dopo l'evento. Considerazione: evidentemente, altri Stati si accollano i costi di certe iniziative, purché esse creino sviluppo, mentre quello italiano considera un evento analogo, se ospitato a Milano, solo una grana alla quale lesinare quattrini. Da quando il progetto di Milano ha conseguito la vittoria abbiamo sentito parlare soltanto di lotte intestine, poltrone contese, proprietà fondiarie e, dulcis in fundo, di finanziamenti non concessi (leitmotiv!). Eppure, la vittoria ci è stata conferita da una giuria internazionale a fronte di un progetto evidentemente valido. La conclusione non può, dunque, essere che una sola, e cioè che, se lo Stato italiano non crede più a quest'impresa, lo dica in piena onestà intellettuale e vi rinunci, liberando noi milanesi da queste rischiose incertezze. Altrimenti, invece che «migliorie ambientali», temo molto che ne ricaveremo qualcosa di mediocre, insostenibile e ulteriormente peggiorativo della nostra qualità di vita.

Mauro De Mario

Vorrei essere meno pessimista di lei sulla questione Expo, delle cui ricadute positive per Milano non mi sembra giusto dubitare a priori. Semmai dubiterei —e dubito — del numero dei visitatori che, anche alla luce di precedenti Expo, compreso quello in corso a Shangai, mi sembra abbastanza sopravvalutato. In tempi di televisione e Internet temo, infatti, che sia difficilissimo riuscire a stupire il pubblico con qualche mirabolante invenzione, inducendolo ad accorrere in massa. Certo è comunque un fatto: che la crisi economica è venuta a stravolgere programmi e finanziamenti previsti per l'Expo prima del tracollo economico. Siamo stati, insomma, anche sfortunati.

Isabella Bossi Fedrigotti
ibossi@corriere.it

14 aprile 2010

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 09/04/2010 - 10:55

Dalla sezione "EVENTI", segnalo riporto:

http://www.partecipami.it/?q=node/9544

1° forum pubblico su VAS EXPO 2015

Vedi: avviso del 31/03/2010 nell'ambito dell'Accordo di Programma "EXPO 2015".

Dove:
Sala VITMAN presso l'Acquario Civico comunale di Via Gadio 2

Quando:
Martedì 13 Aprile - 14:00

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 07/04/2010 - 17:56

Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

Stilate linee guida con Assolombarda

Il Sistema imprese per una grande Expo

Il Commissario straordinario Moratti e il vicepresidente di Confindustria Bracco: "L'impegno delle aziende per un successo italiano". Il documento redatto in collaborazione col Comitato Scientifico dell'evento, 200 società e associazioni, il Comitato Tecnico e 7 gruppi di lavoro tematici della Confederazione

Milano, 7 aprile 2010 – Valorizzare e promuovere il sistema delle imprese italiane nel mercato internazionale, e attrarre investimenti. Sono queste le linee guida del Documento di posizionamento su Expo 2015, approvato lo scorso 25 marzo dal Consiglio direttivo di Confindustria, nell’ambito del progetto “Progetto Speciale Expo 2015", e consegnato oggi ufficialmente al Commissario Straordinario del Governo per Expo Letizia Moratti.

“L’Esposizione milanese – ha sottolineato il Commissario Straordinario Letizia Moratti – rappresenta una straordinaria vetrina per il “made in Italy". Un’opportunità di sviluppo per le imprese italiane in tutti i settori, dal turismo all’agroalimentare, dal commercio all’edilizia, dai beni culturali al manifatturiero. E se l’Expo darà nuovo impulso alle capacità innovative delle imprese, il tema dell’Esposizione “Nutrire il pianeta, energia per la vita" contribuirà certamente a valorizzare le numerosissime eccellenze del nostro Paese nell’ambito della qualità e della sicurezza alimentare, e nell’ambito delle biodiversità".

Il Documento, frutto di un dialogo e di un confronto continuo con la Società Expo 2015 e con il Comitato Scientifico, rappresenta una sintesi delle proposte scaturite dall’impegno di oltre 200 imprese e associazioni che fanno parte del Comitato Tecnico e dei sette Gruppi di lavoro tematici di Confindustria.

“Una delle sfide che Confindustria vuole vincere con l’Expo è quella di far crescere il contributo del turismo italiano al Pil, che già oggi è del 12% circa – ha affermato Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria per Ricerca e Innovazione e Progetto Speciale Expo 2015 –. Dobbiamo sviluppare questo settore, vero asset strategico per il nostro Paese, dando massima visibilità al nostro patrimonio culturale e artistico, portando i flussi turistici in tutte le regioni e le città italiane, operando in una logica di sistema. Come Confindustria, ora che le elezioni regionali sono alle spalle, lanciamo la proposta di creare una sede permanente di confronto presso la Conferenza Stato-Regioni che veda la partecipazione di tutti gli attori coinvolti".

“Questo documento – ha commentato Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda – è frutto di un lavoro condiviso e di uno stato d’animo propositivo. L’Expo, un po’ come il Salone del Mobile con i suoi eventi, deve saper guardare in modo strategico al sistema Italia così da valorizzare e promuovere non solo la realtà milanese ma l’intero Paese".

Creare il posizionamento dell’eccellenza imprenditoriale italiana, realizzare le infrastrutture nazionali, regionali e locali e  supportare l’evento per i prossimi cinque anni e durante i sei mesi nei quali si svolgerà l’Esposizione: sono gli obiettivi del Progetto di Confindustria per far sì che l’Expo dispieghi appieno il suo potenziale e diventi una grande opportunità per il Paese.
Il Commissario Straordinario Letizia Moratti ha poi ribadito il ruolo strategico delle piccole e medie imprese. “Un ruolo importantissimo – ha dichiarato – per la piena riuscita di Expo 2015. Occorre operare in una logica di sistema, attraverso un impegno congiunto, per fare dell’Esposizione un grande successo italiano".

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Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Sab, 03/04/2010 - 15:18

Da Milano 2.0:

Expo 2015, anche Lucio Stanca è sotto attacco: al suo posto andrà Luigi Roth?
Pubblicato da Arianna Ascione, Blogosfere staff alle 08:00 in Milano cronaca

Il posto di ad della società di gestione di Expo 2015 non pare molto fortunato. Dopo il 'siluramento' di Paolo Glisenti, ex braccio destro della Moratti, a perdere il posto potrebbe essere proprio Lucio Stanca come leggiamo su Repubblica.

Il nome del suo successore al momento sarebbe ancora top secret, ma l'ipotesi che circola con maggiore insistenza è quella di Luigi Roth, ex presidente di Fondazione Fiera e leader di Terna.

Roth sarebbe vicino a Roberto Formigoni, ma Bruno Ermolli, gradito al premier Silvio Berlusconi, potrebbe invece schierare un suo manager.

Il tema sarà affrontato in un vertice il 12 aprile e saranno presenti Formigoni, Guido Podestà, e con ogni probabilità anche Letizia Moratti. Il 16 aprile invece dovrebbe essere convocato il prossimo cda di Expo 2015 spa che dovrebbe dare il via libera al piano, che poi necessiterà dell'approvazione dell'assemblea dei soci il 22 aprile in vista del 30 aprile, termine ultimo per la registrazione al Bie.

Si spera che entro quella data la presidenza del Consiglio firmi la lettera a garanzia di tutte le spese per la realizzazione dell'evento. Matteo Salvini della Lega ha commentato:

"Sull'Expo stiamo viaggiando in terza quando servirebbe la quinta. Non mi spiego come un incarico per guidare una manifestazione così importante possa essere compatibile con la carica di parlamentare a Roma. Non ci siamo. Sto ancora aspettando la documentazione che avevo richiesto sulle spese per le consulenze, le trasferte a Roma di Stanca e gli stipendi del personale assunto in questi mesi"

Entro il prossimo consiglio generale della Fiera bisognerà anche discutere della questione dei terreni.

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