.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi รจ online

Ci sono attualmente 0 utenti e 21 ospiti collegati
.: Milano Expo 2015
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 23/06/2008 - 15:01

Da Milano 2.0:

Quartiere Santa Giulia, tra ritardi e promesse non mantenute
Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 10:14 in Milano cronaca

Expo e nuovi progetti a Milano. Ne parliamo ormai da mesi, i lavori stanno prendendo forma e i cantieri dovrebbero subire un'accelerazione da qui al 2015. Un lettore, Luca, ci ha però scritto una lettera che vi invitiamo a leggere.

Il nuovo quartiere Santa Giulia, importante progetto di riqualificazione della perifieria, a quanto pare ha subito un rallentamento nell'ultimo periodo. Ma si parla anche di promesse non mantenute. Pubblichiamo la mail.

Buongiorno, ho seguito con molto interesse e con grande partecipazione il percorso che ha portato Milano ad aggiudicarsi l'Expo 2015. Credo sia un importante traguardo. Detto questo però, ritengo doveroso che l'amministrazione pubblica e chi coordina le attività legate alla preparazione dell'Expo si occupi di migliorare la qualità della vita di tutti i propri cittadini, impegnandosi maggiormente proprio nelle aree (tipicamente periferiche) che necessitano e meritano (nell'interesse di tutta Milano) di importanti opere di riqualificazione.

Io e mia moglie, ad esempio, abbiamo creduto e crediamo molto nel progetto Milano Santa Giulia (nella sua interezza) ed in tal senso abbiamo investito in una casa di proprietà (edilizia libera lato Rogoredo) proprio nell'ambito di tale intervento. L'intento del progetto è, a mio parere, nobile: riqualificare una zona che altrimenti rimarrebbe tra le più degradate di Milano.

Oggi però registriamo un significativo rallentamento dei lavori nella zona nord, quella che di fatto costituisce il cuore e il senso dell'intervento di riqualificazione: residenze di pregio, centro commerciale, multisala, centro fitness, negozi e soprattutto PREVEDEVA un Centro Congressi (così come da accordi col Comune). Si apprende dai giornali e dalle dichiarazioni di alcuni diretti interessati (in primis il Comune) che il Centro Congressi si farà al Portello (Fiera Milano), venendo meno, di fatto, ai precedenti impegni assunti dal Comune stesso. In questo modo il Comune rende responsabile di una situazione di incertezza che al momento rallenta, se non blocca del tutto, i lavori fino alla definizione di un nuovo master plan 'gradito' dall'attuale amministrazione comunale.

Il silenzio su un tema così importante (ad oggi fulcro del progetto) mette a repentaglio l'intero progetto ... e, soprattutto, la qualità della vita di tutti coloro che hanno investito tutti i propri risparmi in quest'avventura. Cosa verà costruito in luogo del Centro Congressi?

Parlando poi di Servizi (Scuole in primis) la situazione è drammatica. A breve andremo in 3000 a vivere a Rogoredo (con una età media tra i 25 e 35 anni ...) e non ci sono nè scuole nè i più elementari servizi (Scuole, Strade, Tram, ...). E' un problema la cui soluzione spetta alla amministrazione pubblica, e questo a prescindere dallo svilupppo della zona nord. Non vogliamo vivere nell'ennesimo quartiere dormitorio. Non è questo che ci era stato garantito dalle stesse istituzioni. I prezzi dell'edilizia libera tenevano conto di un progetto di riqualificazione che è oggi a rischio.

C'è chi addirittura tra i nuovi abitanti parla di Class Actions ... Mi auguro che il Comune, avendo fatto marcia indietro rispetto ad un precedente impegno, adesso si attivi immediatamente per trovare una importante funzione per l'area che sia di richiamo tanto quanto lo era il Centro Congressi, per evitare che questa vicenda mandi all'aria quello che sicuramente è il più grosso progetto di riqualificazione della città di Milano (città dell'Expo 2015 ...). Non credo che il Comune farebbe una bella figura se, sotto i riflettori che si sono già accesi sulla città in vista dell'Expo, dovesse venir fuori che un'area, evidente target di riqualificazione, venisse abbandonata a se stessa, con un buco enorme (corrispondente alle Macro-unità diverse da Rogoredo) ad oggi di fatto bloccate.

Sulle scuole mi pare poi di capire che la sofferenza del quartiere sia purtroppo grave già da tempo e che l'arrivo dei nuovi abitanti peggiorerà una situazione a cui non si sta provvedendo adeguatamente, anche qualora si materializzassero in batter d'occhio le soluzioni tampone ad oggi previste. Evidentemente il Comune non è l'unico attore in gioco (sebbene sia quello più responsabile nell'indirizzare le scelte urbanistiche e nel garantire i diritti dei propri cittadini). Il Gruppo Zunino, a giudicare dai giornali, non versa in buone acque. Qualora fosse effettivamente così, a maggior ragione, il Comune avrebbe l'obbligo di interessarsi alle sorti del quartiere e non defilarsi scaricando le proprie responsabilità.

Mi auguro che una redazione, quale è la vostra, attenta ai diritti dei cittadini e alle storture del sistema politico-sociale-finanziario, voglia approfondire e portare a galla una vicenda emblematica delle contraddizioni italiane.

Vi ringrazio e vi auguro una buona giornata.
Luca

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Camillo Ferraris il Lun, 23/06/2008 - 11:04

In vista dell'Expo e vedendo come continuano ad andare i progetti a Milano (non tutti fortunatamente), cioè:
1- non si sa niente fino a quando non arriva l'operaio a mettere i cartelli e a scassare la strada,
2- quando i lavori iniziano vengono eseguiti in fretta e furia e molto spesso vengono fuori delle schifezze immani,
non è possibile che il Comune renda disponibili per tutti i progetti (dai più piccoli ai più grandi) e un po' di settimane prima dell'inizio le informazioni di base su cosa verrà fatto in modo da:
- avvertire i cittadini (che si vorranno documentare su internet) in tempo utile dei cambiamenti  
- avere proposte concrete dai cittadini in merito alle scelte adottate
- coinvolgere i cittadini volenterosi nel controllo day by day del progetto
Sarebbe così difficile?

E poi; sarebbe possibile in qualche modo OBBLIGARE i committenti dei progetti (con una tassa o, invece, con incentivi) che interessano suolo pubblico a dare un valore aggiunto anche per la città di Milano ai lavori in questione?
- piantare del verde
- sistemare dei vasi,
- cambiare l'illuminazione,
- creare delle isole pedonali,
- creare delle piste ciclabili,
- eliminare le grate dai marciapiedi,
- sostituire l'asfalto dei marciapiedi con altre soluzioni,
- evitare che la riasfaltatura delle strade provochi dislivelli,
- abbattere le barriere architettoniche

2 casi pratici:

- Piazza Repubblica, che rientra nel progetto di Porta Nuova e Garibaldi; stanno sistemando e rifacendo tutto, ma ci voleva tanto a creare dei pezzi di pista ciclabile???? Anche se corti, portiamoci avanti, iniziamo a farli, poi li collegheremo in futuro al resto di Milano.

- Porta Venezia / Bastioni di Porta Venezia / Piazza Repubblica: hanno transennato 1 settimana per lavori... cosa hanno fatto? Le discesine per l'abbattimento delle barriere architettoniche; sì solo le discesine: stanno ancora a 5 centimetri da terra, quindi non so come faccia un disabile e salirci e poi il marciapiede l'hanno lasciato schifoso com'era stretto e angusto, soprattutto nel pezzo da Piazza Repubblica; in quelle condizioni nessuno lo utilizzerà mai...

Sempre parole parole, visto che abbiamo vinto l'Expo, oltre a far partire i progetti, cerchiamo anche di portarli avanti in maniera costruttiva e con uno sguardo volto al futuro.

Grazie!

Camillo

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Lucio Chiappetti il Gio, 19/06/2008 - 09:50

Mi pare utile portare alla vostra attenzione quanto segue.

Ieri sera sono andato a sentire, avendo visto i manifesti affissi in strada, una presentazione sponsorizzata da un consigliere di Zona 2 presso il CFUP di viale Monza (dove non ero mai entrato nonostante sia a pochi passi da casa mia).

Hanno parlato due architetti del Politecnico, Boatti e Bulgheroni.

Il secondo ha presentato il parco (PLIS provinciale) della Media Valle del Lambro, che sostanzialmente dovrebbe partire da Brugherio (ai confini della famigerata area della Cassinazza di Monza) e arrivare fino a Cascina Gobba. Questo e' una cosa che ha il supporto della Provincia e dei Comuni e ha buone probabilita' di andare avanti.

Il primo invece ha presentato una idea di riapertura della Martesana e di parte della Cerchia dei Navigli che, nel contesto Expo 2015, avrebbe molto piu' senso (anche storico e "filologico") della cosiddetta via d'acqua lungo lo scolmatore dell'Olona ... e costerebbe anche di meno.

Mi e' molto piaciuto l'approccio concreto (da ingegnere e non da architetto "fantasioso"), realistico (non nostalgico) ed anche storico e didattico nel ricostruire questa via d'acqua.

Boatti partiva dalla considerazione che riaprire un canale navigabile "com'era e dov'era" e' purtroppo infattibile, e propone quindi 7 km di percorso di cui 5 con acqua a cielo aperto e 2 intubati. Questi ultimi sarebbero la somma dei vari pezzetti in cui l'acqua passa sotto gli incroci stradali, i passi carrai ecc. Delle microturbine potrebbero anche sfruttare il dislivello per una produzione "dimostrativa" di elettricita' per illuminazione. I pezzi a cielo aperto avrebbero invece sezione variabile (dalla larghezza originaria del canale a fossetti esemplificativi di 1 m per ricordare la continuita' del corso).

Ha mostrato esempi simili all'estero. Mi ha divertito vedere tra questi i "fossetti" di Friburgo in Brisgovia, che avevo notato come uno degli aspetti piu' carini di questa cittadina tedesca.

  • In a nutshell, il progetto Boatti parte dalla Cassina di Pomm, risistemando l'area attorno al ponte. Scende poi per Melchiorre Gioia affiancando (e proteggendo) la ciclabile con un canalino stretto.
  •  Arrivato al ponte delle Gabelle recupera integralmente la Conca dell'Incoronata e il primissimo pezzo di via S.Marco. Prosegue poi con un canalino. Non e' possibile recuperare il Tombone di S.Marco ma all'angolo con Fatebenefratelli e Pontaccio si puo' mettere una lama d'acqua ampia a  ricordare la chiusa che qui sorgeva.  
  • Scendendo per Fatebenefratelli e Senato, di fronte al palazzo del Senato una altra lama ricostruisce la chiusa, e si collega attraverso la via Marina al corso d'acqua perimetrale della Villa Reale.
  • Scendendo per S.Damiano e Francesco Sforza, si prevede una cascatella di raccordo con la peschiera del Giardino della Guastalla. 
  • In via S.Sofia il canale potrebbe avere la sua larghezza completa, ed alloggiare dei barconi o natanti per mostre temporanee o iniziative varie (a me viene in mente il mercato dei fiori del Singel di Amsterdam).  
  • In Mulino delle Armi si dipartirebbero dei corsi d'acqua verso il parcodelle Basiliche   
  • Infine sboccherebbe in Darsena, recuperando il lato nord della stessa con una spiaggia o prato per il godimento della cittadinanza (qui vi sarebbe anche l'unico tunnel stradale da Papiniano a Gian Galeazzo).

Mi piacerebbe che la cittadinanza venisse a conoscenza di questo progetto, che e' bello e concreto, e trovasse modo di sostenerlo.

Aggiungo due o tre suggerimenti personali : tra i luoghi storici da ricordare "filologicamente" con qualche intervento ci sarebbero anche il Laghetto di via Laghetto (dove arrivavano i marmi del Duomo), la Chiusa
della Vettabbia di via Chiusa (snodo di acque dai tempi del Barbarossa), e lo scomparso terraggio di via Gozzadini lungo via S.Sofia.

 Un altro commento e' che finalmente ho sentito presentare alla cittadinanza progetti belli e concreti, come non mi capitava da 25 anni. Troverei doveroso che stampa e mezzi di comunicazione vi dessero risalto, come accadeva una volta.    

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 17/06/2008 - 14:40

Da Milano 2.0:

Com'era Milano? Com'è oggi? Come diventerà con l'Expo? Intervista al prof. Mario Boffi, docente di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio
Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 14:46 in Interviste, Milano Università e dintorni, Milano cronaca, Milano politica, Video

E' innegabile, Milano sta cambiando, nella forma e nella sostanza. Anzi, ad essere sinceri, come abbiamo ribadito più volte, la Milano dell'anno 2015 sarà irriconoscibile agli occhi di tutti coloro che hanno vissuto e conosciuto il capoluogo lombardo dal dopoguerra ad oggi. Certo, nei decenni scorsi ci sono stati mutamenti importanti, ma negli ultimi vent'anni tutto è diventato più veloce; a volte più confuso.

In questi sette anni che ci separano dalla Mostra Universale e il mutamento non sarà invece solo veloce, sarà radicale, improvviso, per certi versi "spaventoso"; almeno per chi non vuole vedere il progresso in questa nuova metropoli europea. E quest'ultimi, a quanto pare, sono molti. E noi comprendiamo le loro ragioni.

Ma come è cambiata Milano dagli anni '90 ad oggi, e soprattutto come cambierà dal 2008 al 2015? Qualche settimana fa siamo andati all'Università Bicocca, nello studio del prof Mario Boffi, docente di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio dell'Università Bicocca e responsabile del Laboratorio di Cartografia sociale, per comprendere, attraverso gli studi del professore, di cui in parte avevamo già parlato, quale sia stato il mutamento della città e della popolazione milanese. Ciò che ne è venuto fuori è un affascinante viaggio che vorremo proporre anche a voi.

Il prof. Mario Boffi ci ha fatto da guida, accompagnandoci attraverso gli anni. Ci ha anche fatto da Cicerone, spiegandoci con dovizia di particolari le cartine frutto delle sue indagini sui mutamenti sociali.

Cominciamo allora con una prima parte, composta da due video, con l'intervista al prof. Mario Boffi, che ci parla della Milano che fu, che è, e che sarà. Subito dopo passiamo a vedere le carte del Laboratorio di Cartografia Sociale, che ci accompagneranno alla scoperta di incredibili cambiamenti sopraggiunti nel corso degli anni.

La prima parte dell'intervista.

La seconda parte dell'intervista.

Qui sotto un viaggio attraverso la "cartografia sociale" di Milano.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mar, 17/06/2008 - 11:17

Da Affaritaliani.it

http://canali.libero.it/affaritaliani/milano/granellicaritasexpoooo160608.html?pg=1

Marco Granelli (Pd): "Glisenti sbaglia. Il no profit può lasciare un segno concreto per Milano anche dopo l'Expo". Affari pubblica in anteprima l'interrogazione che il consigliere comunale presenterà giovedì all'assemblea
Lunedí 16.06.2008 18:24
 

Affaritaliani.it pubblica in anteprima l'interrogazione che il consigliere comunale del Pd e membro della Caritas Marco Granelli presenterà giovedì all'assemblea in relazione al discorso di Paolo Glisenti in Fondazione Cariplo

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

Giovedì 12 giugno scorso, la Fondazione Cariplo ha organizzato un’iniziativa dove 13 rappresentanti del non profit milanese hanno dibattuto sul loro ruolo in rapporto all’Expo. Ne è nato un documento di proposte e opportunità per comunicare al mondo una nostra specificità (italiana e milanese), quella della capacità dell’iniziativa del mondo del volontariato di attivare le energie dei cittadini verso il bene comune, promuovendo e non consumando risorse per costruire maggiore coesione sociale e risposte ai bisogni secondo i principi di sussidiarietà e solidarietà.
Ritengo molto interessanti le proposte contenute in questo dossier e quindi propongo al Presidente di farne copia da diffondere ad ogni consigliere al fine di conoscere un potenziale importante per la nostra città e la sua immagine verso il mondo, ma anche un modo per lasciare un segno importante dell’Expo.

Il nostro Sindaco infatti, nel suo discorso al Consiglio Comunale di Milano nei giorni seguenti alla scelta di Milano auspicava che si potesse individuare un segno concreto per ricordare l’Expò negli anni successivi, e ribadiva con forza che sarebbe stato opportuno pensare non ad un segno costituito da una realizzazione di un edificio, ma ad un segno immateriale significativo per la nostra città. Penso che tra le proposte del non profit milanese vi siano idee per questo segno, che diventerebbe simbolo di come la nostra società sa insegnare al mondo che lo sviluppo delle nostre comunità per essere sostenibile e competitivo ha bisogno della coesione sociale, non solo costruita da fattori esterni, ma anche attraverso la partecipazione dei cittadini e di tutti coloro che vivono e lavorano nei nostri quartieri.

http://canali.libero.it/affaritaliani/milano/granellicaritasexpoooo160608.html?pg=2

Nel dossier si parla di tutela e promozione dell’ambiente come vocazione dei cittadini, di valorizzazione del grande potenziale delle più di 1500 organizzazioni di volontariato esistenti nella nostra area metropolitana e della loro quotidiana capacità di cittadinanza attiva e di risposta ai bisogni, dell’imprenditorialità sociale che risponde ai bisogni delle persone, dell’emergenza educativa nei confronti delle giovani generazioni, dell’housing sociale come la grande sfida di Milano.

Peccato però che il dott. Paolo Glisenti, segretario esecutivo del Comitato Pianificazione expo 2015, nel rispondere alle proposte del non profit ha esordito dicendo che le risorse dell’Expo saranno utilizzate per la stragrande parte per gli edifici che ospiteranno la manifestazione e poco rimarrà per il resto, dimostrando di non comprendere come il non profit non stava chiedendo denaro, ma di partecipare a costruire un Expo capace di lasciare qualcosa a questa città per il suo futuro promuovendo la sua capacità di socialità. 

Chiedo quindi al Presidente del Consiglio Comunale che si attivi per promuovere un incontro tra i soggetti del non profit e la Commissione consigliare competente al fine di conoscere come Consiglio Comunale queste proposte e interagire con questa parte importante della nostra città per assumerci ogni nostra responsabilità nella strada di un’expò che sia sempre di più opportunità per tutta la città.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Lun, 16/06/2008 - 16:58

Da Milano 2.0:

Le vie d'acqua dell'Expo: allo studio la navigazione dei Navigli su battelli ecologici
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 16:30 in Milano cronaca

Un nuovo modo per utilizzare i Navigli milanesi che arriva direttamente dall'associazione Amici dei Navigli: i corsi d'acqua infatti si potrebbero utilizzare non solo come servizio turistico, ma come veri e propri mezzi di trasporto, un po' come accade a Venezia. Le famose e tanto agognate "vie d'acqua", inserite nel progetto Expo.

Si cerca spesso di ricordare che Milano era una città d'acqua, come la manifestazione "La Milano Dell'Acqua" dello scorso marzo.

Forse per molti oggi è difficile pensare a Milano come una città legata all’acqua. Poche sono le testimonianze visibili per le vie e poche le persone che si ricordano di com’era un tempo. Per ricordare e celebrare quello che è stato uno stretto legame e che ha caratterizzato per secoli la storia e l’aspetto della città, nasce l’evento La Milano dell’acqua, una manifestazione caratterizzata da differenti appuntamenti per grandi e piccoli e veri e propri percorsi turistici. Questo percorso, inaugurato il 15 febbraio scorso, ha come scopo riportare alla luce conche, canali, alzaie chiuse e antichi approdi che appartengono alla storia dimenticata della città.

Le fermate sarebbero lungo i canali in corrispondenza dei capolinea di tram e autobus, oppure vicino a luoghi di interesse turistico. Si potrebbe usare il battello dalla Darsena al Forum di Assago o a Corsico utilizzando lo stesso biglietto della metro per passare dal Naviglio Grande a quello Pavese. Le fermate sarebbero 11 dalla Darsena -San Cristoforo-Corsico (Naviglio Grande) e 11 dalla Darsena-Conca Fallata-Assago (Naviglio Pavese). Su Repubblica la mappa dettagliata.

Ovviamente tutto all'insegna dell'ecologia: infatti i mezzi utilizzerebbero pannelli solari e motori elettrici e avrebbero una doppia guida, in modo da fare su e già per il Naviglio senza girare il battello.

In dicembre si erano preventivati 300 milioni per la ristrutturazione dei due corsi d'acqua che erano completamente in rovina con un piano anti degrado che

...è già al vaglio degli esperti. Sono arrivati addirittura dall'America con tecnologie all'avanguardia per fare una vera e propria radiografia ai poveri canali malati. Risultato: tutto da rifare, anzi non esageriamo, ma da risistemare sì. Causa del lento logoramento: mancanza di adeguata manutenzione. E ci sono voluti secoli per accorgersene.

L'allarme è lanciato dal presidente di Navigli Lombardi, Emanuele Errico che per avviare un'operazione di recupero stima un investimento iniziale di 300 milioni di euro, altrimenti come è ceduto un tunnel sotto viale Gorizia lo scorso agosto potrebbero esserci altri danni gravi. La valorizzazione dei Navigli è uno dei degli obiettivi fondamentali della società di Errico, iniziata riportando le vie fluviali milanesi nuovamente navigabili com'erano in passato e proponendo delle visite guidate ad alcuni dei luoghi più belli di Milano e dintorni. Fondamentale quindi la riqualificazione della rete idrica, per far si che la Darsena diventi un futuro porto turistico e sicuro.

Un bel sogno finora, che però potrebbe presto diventare realtà perchè Comune e Atm stanno attentamente studiando i progetti e le carte e l'assessore alla Mobilità e Ambiente Croci è molto entusiasta del progetto (essendo tra i più strenui difensori delle misure anti-inquinamento come l'Ecopass). Anche i sindaci di Corsico e Assago si sono dimostrati favorevoli all'iniziativa. Si partirà con uno studio di fattibilità insieme all'associazione e ad Atm.

L'area dei Navigli, se si realizzassero questi progetti diventerebbe una zona pedonale, cosa che comunque è già in mente da tempo. Certo che eliminando le auto dai Navigli si risolverebbe una delle diatribe che tormentano la zona, ovvero l'eterna lotta residenti-movida.

Avevamo parlato del posticipo dell'isola pedonale e le richieste di sgombero a mezzanotte di una zona che il weekend si riempie di gente, con i disagi che questo afflusso comporta.

Il servizio partirebbe nei giorni festivi e durante la movida dei Navigli, ma potrebbe diventare un servizio regolare e si potrebbe estendere. E ora del 2015 se si realizzasse il canale fino a Rho-Pero, si potrebbero raggiungere via Naviglio direttamente i padiglioni dell'Expo.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Ven, 13/06/2008 - 14:36

Da Milano 2.0:

Expo, Tremonti congela il decreto legge e la Moratti attacca Roma: i nostri soldi dell'Expo andranno nella capitale?
Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 10:02 in Milano cronaca, Milano eventi

Ci risiamo, ormai l'Expo è al centro dei pensieri della giunta milanese, ma ovviamente anche del governo con sede a Roma, che a quanto pare sta alzando la voce sui finanziamenti in arrivo. Per il decreto legge sull'Expo bisogna aspettare. E' stato lo stesso Giulio Tremonti, Ministro dell'Economia, a dare lo stop. E la Moratti non l'ha presa bene, e a questo punto immaginiamo anche Paolo Glisenti, suo braccio destro per la pianificazione dell'Expo.

Sono due i punti che non vanno a genio a Tremonti: gli investimenti al di fuori dela patto di stabilità e la copertura finanziaria. Però il contentino è arrivato: con tutta probabilità il Comitato di Pianificazione, che aveva una "data di scadenza" al 30 giugno, potrà operare fino al 31 luglio. Giusto in tempo per sistemare le cose.

Su tutto aleggia un sospetto, quello che ha fatto infuriare Letizia Moratti: per farla breve parte dei soldi da destinare a Milano per l'Expo potrebbero essere utilizzati per finanziare Roma. Per questo Letizia Moratti ha detto: "I problemi di Roma li deve risolvere Roma e non il governo".  

E Maurizio Giannattasio, nel suo articolo sul Corriere Milano, si pone domande che condividiamo e che vorremmo girare anche a voi per poterne discutere in questo post.

Tremonti, scrive Giannattasio, ha posto due problemi. Il primo: il rispetto dela patto di stabilità. La bozza, invece, prevede che gli investimenti milanesi su Expo non entrino nel patto. Ma, questo, per Tremonti significa mettere a rischio i conti dello Stato. Sorge ineviatabile la domanda: ma Roma non ha avuto lo steso trattamento per il Giubileo e per gli investimenti sui trasporti?

Il secondo è un problema più tecnico: come reperire nella Finanziaria, che ha andamento triennale, investimenti per sette anni, tanti quanti mancano alla realizzazione dell'Expo?

E in tutto questo si infila Roberto Formigoni, presidente della Regione, che come ben sapete non ha gradito la pianificazione dell'Expo così come è stata pensata fino ad oggi (Glisenti-Moratti e fuori tutti gli altri).

Saranno mesi cruciali quelli estivi, tanto quanto i prossimi anni lo saranno per tutti noi cittadini. Il problema è che ognuno sta pensando ai propri interessi. Ognuno per i fatti suoi, ad oggi non si vede grande unione tra coloro che dovranno impegnarsi per l'Expo 2015.

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 04/06/2008 - 21:26

Dal sito Web del Comune di Milano:

Vertice Fao

L’Expo modello nella lotta contro la fame

Il Sindaco Moratti: "Già avviati 40 progetti per affrontare temi come la sicurezza, crisi alimentare, energia e ambiente"

“Concretezza: è questa la parola d’ordine di oggi. Così come sono concreti i temi, le chiavi di lettura e i progetti dell’Expo 2015 che, all’analisi dei problemi, sa offrire e sta offrendo soluzioni”.

Nelle parole del Sindaco di Milano, Letizia Moratti, si ritrova il clima generale in cui si muove il Vertice Fao, al suo secondo giorno di lavori a Roma.

Fame nel mondo, sicurezza alimentare, energia e ambiente: i temi che hanno portato all’affermazione il progetto italiano per l’Esposizione Universale si propongono come problemi di portata mondiale e sono oggi al centro di un dibattito internazionale che ha ormai abbandonato i toni dell’assistenzialismo.

Priorità d’impegni e di scelte che si ritrovano anche nelle parole del Segretario Generale dell'Onu, a seguito dell’incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri. Come riporta una nota di Palazzo Chigi,  Ban Ki-Moon “ha accolto favorevolmente l'intenzione del Primo Ministro Berlusconi di assicurare che l'agricoltura, la sicurezza alimentare e la lotta contro la povertà rimarranno temi prioritari nell'agenda G8 anche durante la Presidenza italiana nel 2009. Il Segretario Generale ha accolto la decisione italiana di dedicare l'Expo di Milano del 2015 alla sicurezza alimentare mondiale come un altro segno del coinvolgimento dell'Italia nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Il Segretario Generale e il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi, hanno espresso il loro auspicio che lo slancio generato dalla Conferenza di Roma sarà mantenuto nei prossimi eventi chiave come il Vertice G8 di luglio, l'evento di Alto Livello degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) delle Nazioni Unite e la sezione di alto livello dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre".

Alle parole del Presidente della Banca mondiale, Robert Zoelleick “Questo Vertice non deve solo essere caratterizzato dalle parole, ma dai fatti” si affiancano le dichiarazioni del Sindaco Moratti: “Occorre rispondere alle esigenze concrete di milioni di persone che soffrono la fame. Oggi non è più tempo di polemiche tra biofuel, Ogm, agricoltura contro energia – ha aggiunto – non possiamo più sprecare tempo in inutili contrapposizioni tra “ricchi” e “poveri”, tra barriere doganali e libero mercato”.
“Expo 2015 – ha sottolineato la Moratti - si è già mossa in questa direzione.  Partendo proprio da un approccio complessivo ai temi dell‘ambiente, dell’alimentazione e dell’energia, con il tema Nutrire il pianeta – Energia per la vita, Expo 2015 ha già avviato una collaborazione concreta con il World Food Program, l’IFAD, con le banche regionali d’investimento come la BID, con l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, così come con singoli Paesi. Una serie di collaborazioni concrete destinate a realizzare progetti a sostegno dell’agricoltura e di tutta la filiera alimentare sulla base delle caratteristiche dei singoli territori”.

Ecco così che l’approccio ai problemi sviluppato dall’Expo è diventato una sorta di modello per la cooperazione e la concretizzazione di progetti dagli effetti immediati. “Abbiamo avviato – ha ricordato il Sindaco di Milano - oltre 40 accordi con altrettanti Paesi per progetti che riguardano, tra l’altro, la diffusione del microcredito nelle zone rurali e urbane, la lotta alla desertificazione, la formazione professionale nel settore agricolo e agro-alimentare, la tutela della bio-diversità”.

(04/06/2008)

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Oliverio Gentile il Mer, 04/06/2008 - 21:19

Dal sito Web del Comune di Milano:

Al via il primo Festival internazionale dell'Ambiente

Milano, città laboratorio

Tappa di avvicinamento ai grandi eventi dell'Expo 2015: esperti, studiosi, politici, associazioni e cittadini s’incontrano per sviluppare insieme una cultura e una politica di sviluppo sostenibile

Al via il Festival Internazionale dell’Ambiente. Per la prima volta esperti, studiosi, politici, associazioni e cittadini s’incontrano per sviluppare insieme una cultura e una politica di tutela. La manifestazione si svolgerà a Milano, in provincia e in altri comuni della Lombardia fino all’11 giugno.

L’obiettivo dell’evento è quello di approfondire, confrontarsi e trovare vere e proprie soluzioni che rendano le città "sostenibili" e migliorino la qualità della vita. Tali soluzioni esistono e grazie a tanti “piccoli” contributi che, uniti tra loro, possono portare a un tangibile e anche rapido miglioramento alle grandi sfide legate ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile.
Per una settimana, infatti, la città ospiterà incontri, eventi e manifestazioni per scoprire le migliori esperienze nei campi della lotta all’inquinamento, delle energie rinnovabili, della gestione dei rifiuti e degli stili di vita. L’evento, coordinato da FieraMilano, è promosso dal Comune, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dalla Camera di Commercio.

Città-laboratorio. Milano si pone come un grande laboratorio di sperimentazione per la sostenibilità. In città per esempio, è stato definito un Piano strategico per la Mobilità sostenibile di oltre 30 provvedimenti, fra cui l’Ecopass; è stato lanciato il progetto “Milano verde e blu” che promuove una rete ambientale di vie verdi e percorsi d’acqua. Il capoluogo lombardo si pone inoltre come punto di riferimento di Sustainable Energy Europe, il movimento europeo per lo sviluppo urbanistico sostenibile, e come forza trainante di “Concerto III”, un piano per della Commissione europea per l’attuazione di progetti speciali dedicati alle nuove aree urbane.

Aspettando l’Expo 2015. Il tema dell’ambiente è legato a una serie di fattori che vanno dai cambiamenti climatici alla salute e alle energie rinnovabili, dall’inquinamento all’agricoltura e quindi al tema dell’alimentazione. Il Festival, infatti, è la prima tappa verso l’Esposizione universale del 2015. Nel giorno d’apertura del Festival, che coincide con la Giornata mondiale dell’Ambiente, si farà il punto sul contributo di Expo 2015, ma anche delle Esposizioni che l’hanno preceduta, al rispetto dell’ambiente. La manifestazione infatti adotta la stessa filosofia dell’Expo 2015 che è proprio quella di realizzare e collaborare con progetti concreti (un esempio è la Millenium Campaign) per far fronte alle grandi sfide globali, avviando così da subito una campagna mondiale da qui fino ai prossimi sette anni.

Locale & Globale. Il Festival sarà dunque un’importante occasione in cui il locale s’intreccia con il globale, in particolare attraverso tre elementi legati ai temi dell’Expo 2015. Primo fra tutti un Forum con i Paesi del Pacifico, una delle regioni del mondo più a rischio per effetto dei cambiamenti climatici. A questi Paesi il Festival offrirà il meglio delle ricerche e dei progetti scientifici che le Università milanesi stanno realizzando. Il secondo elemento è un raduno delle città che condividono con Milano l’impegno a favore dell’ambiente come dimensione essenziale per accrescere la qualità della vita dei nostri cittadini. Si tratta delle metropoli riunite nei circuiti di Slim City, del Covenant of Mayors. Infine un palinsesto di momenti e occasioni di educazione ambientale per tutti, con una specie attenzione ai giovani.

Il Villaggio sostenibile. Nell’ambito della prima manifestazione dell’era Expo un posto di primo piano lo merita “Il villaggio sostenibile”, l’iniziativa realizzata dalla collaborazione fra l’Associazione “Milano Bella da Vivere” e dall’"Associazione per Milano". L’iniziativa si svolge sino al 10 giugno: sei giorni all’insegna di momenti musicali, incontri, dibattiti e laboratori per riflettere con serietà e coscienza sullo sviluppo sostenibile, energia, acqua e qualità dell’aria. Il Villaggio avrà sede in piazza del Cannone ma sono in programma una serie d’iniziative dislocate anche nelle periferie della città.

(04/06/2008)

In risposta al messaggio di inserito il
:Info Utente:







Inserito da il Inserito da Enrico Vigo il Lun, 02/06/2008 - 08:18

L'inverno 2008-09 sarà importantissimo per impiantare in città, centro e periferie, nuovi prestigiosi alberi che abbiano il tempo di crescere ed essere visibili al tempo di Expo2015. Facciano quindi molta attenzione il Comune e la Provincia di Milano se vogliono davvero, nei fatti (e non solo nei convegni), fare qualcosa di concreto per Milano che possa anche essere visibile-percepibile nel tempo. Serve una sforzo robusto di nuove piantumazioni già dalla prossima stagione fredda, se vogliamo davvero cha a Milano il paesaggio e la salute cambino in meglio.

In risposta al messaggio di inserito il
...
13 14 15 16 17 18 19 20 21
RSS feed