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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 29 Dic 2009 - 11:40
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Da milano.corriere.it:

Il Pdl contro la Serravalle: mantenuto il pedaggio ma strade impraticabili

Amsa: 10 milioni per l’emergenza neve

Il Pd chiede trasparenza sui conti. «Troppi disagi, è stato uno spreco». Dal Codacons esposto sulle buche

MILANO - Una nevicata di soldi. Un milione di euro, per la precisione, ogni tre centimetri caduti. Primo bilancio della prima nevicata stagionale. Quello di Amsa, dopo i 26 centimetri di neve caduti tra il 21 e il 22 dicembre scorsi, è di nuovo in rosso. Dopo il salasso di gennaio, l’inverno torna a batter cassa: altri dieci milioni per salare e ripulire le strade imbiancate. Nel deserto di appuntamenti istituzionali a Palazzo Marino si convoca in tutta fretta una Commissione consiliare per fare il punto sulla gestione dell’emergenza neve. Non ci sono assessori, ma in compenso davanti ai consiglieri comunali si affacciano i manager delle società ex municipali: Atm, Sea, Serravalle e appunto Amsa. Salatura e poi lamatura. Oltre ai 2.500 spalatori manuali assoldati per ripulire le strade.

Da gennaio, con la maxi-nevicata dell’Epifania, a dicembre sono venticinque i milioni di euro persi in neve. Tanti, troppi, secondo diversi consiglieri d'opposizione. Marco Cormio, del Pd, è il più deciso nel chiedere chiarezza e trasparenza sui conti. «Il problema è il contratto di servizio troppo oneroso. Bisogna rivedere qualcosa», dice. La «difesa» è affidata al direttore generale della società di via Olgettina, Salvatore Cappello: «Noi sul servizio neve non guadagniamo neanche un euro. I conti poi sono tutti certificati, documentati fino all’ultimo centesimo». La voce più onerosa, due terzi circa del budget complessivo, è quella relativa alle ditte a cui viene appaltato il lavoro. «Quest'anno, rispetto alla sperimentazione di gennaio, ha funzionato molto bene il sistema di localizzazione satellitare dei mezzi. Ogni camion è stato dotato di un apparecchio in grado di comunicare dove si trovava e cosa stava facendo».

A gennaio scorso, in effetti, fu vero caos. A Palazzo Marino anche l'opposizione ammette i progressi. Le critiche più velenose arrivano semmai contro la Serravalle, la società che gestisce (anche) le tangenziali milanesi. «Si tratta di una concessionaria che incassa pedaggi. Sarebbe lecito attendersi un intervento più sostanziale nella pulizia della strade», dice per esempio Fabrizio De Pasquale (Pdl). Che all’amministrazione spedisce invece un suggerimento: istituire un numero verde ad hoc per garantire in tempo reale le necessarie informazioni ai milanesi alle prese con i disagi da neve. A Palazzo Marino c’è chi punta il dito contro l’assenza dei vigili urbani nell’odissea del rientro (Raffaele Grassi, Italia dei Valori) e chi contro Aler, «colpevole» di non aver pulito i marciapiedi davanti agli stabili popolari (Basilio Rizzo, Lista Fo).

Carlo Montalbetti (Milano Civica) mette invece nel mirino le Ferrovie. «La città ha fatto una pessima figura per colpa della stazione Centrale. Mi sarei aspettato che il sindaco Moratti scrivesse una lettera ai responsabili del disastro per chiedere quantomeno spiegazioni». Dopo la neve, sulle strade sono spuntate le buche. Sempre di ieri la notizia che il Codacons sul tema presenterà un esposto alle principali procure della Lombardia. «Nessuno si è degnato di uscire a sistemarle, costringendo chi doveva circolare nelle giornate di Natale e Santo Stefano a pericolosissimi slalom tra vere e proprie voragini in cui molte auto sono precipitate».

Andrea Senesi
29 dicembre 2009


Da ilgiornale.it:

Amsa: la nevicata è costata 10 milioni di euro

A una settimana dalla grande nevicata, il Comune fa i conti su quei 26 centimetri di fiocchi bianchi caduti su Milano. E di tutto quello che hanno comportato in termini di dispiegamento di forze per far fronte all’emergenza neve, ghiaccio e traffico. Ecco i numeri: 10 milioni di euro, la cifra versata da Amsa per la salatura e la lamatura del manto stradale, il pagamento degli spalatori e del sale, oltre ad altre voci di spesa. Un milione e 700mila euro, i soldi che Sea ha sborsato per allestire il bivacco dei passeggeri a Linate e la pulizia straordinaria delle piste di volo. «In un solo giorno a Malpensa di liquido antigelo e pulizia hanno speso quanto l’anno scorso in 365 giorni», spiega Fabrizio De Pasquale, presidente della commissione Ambiente che ieri si è riunita, insieme alla commissione Trasporti, a Palazzo Marino insieme ad Atm, Amsa, Sea e Milano-Serravalle. «I consuntivi sono ancora in corso - precisa il direttore generale di Amsa, Salvatore Cappello -, ma il grosso del costo è relativo a ditte terze che fanno la salatura e la lamatura delle strade. Poi ci sono i costi del sale e degli avventizi. È una cifra consistente, ma c’è un’organizzazione consistente alle spalle che ci ha lavorato». E che ha fatto sì che il giudizio complessivo sulla gestione della nevicata del 21 dicembre fosse comunque positivo rispetto a quello dell’anno passato, quando di centimetri ne erano caduti 35 e di euro ne erano stati spesi 14 milioni.
«Lunedì sono stati utilizzati oltre 400 mezzi e 1.800 addetti complessivi». E alle critiche dell’opposizione sulle cifre, il direttore dell’Amsa risponde ribadendo la propria disponibilità a dare tutte le informazioni. «Saremo ben felici di non dover spendere quei soldi». Ma i costi, non sono stati l’unico punto di confronto. Da parte di tutti, maggioranza e opposizione, è stata mossa una forte critica alle Ferrovie dello Stato per il blocco della circolazione ferroviaria alla stazione Centrale. «Non soltanto per i disagi dei treni, ma anche per l’accoglienza e l’informazione in Centrale - continua De Pasquale -. C’è stata una totale trascuratezza nei confronti di una grande città come Milano. Abbiamo chiesto al sindaco di farlo presente, dal momento che c’è in corso una trattativa tra Fs e il Comune per il recupero degli ex scali ferroviari». Critiche bipartisan anche per il traffico in tilt durante la nevicata, la scarsità dei vigili sulle strade e dei tram in periferia. «Il punto debole è stata la comunicazione dell’emergenza - aggiunge De Pasquale -. Bisogna dare informazioni sulla viabilità a chi è bloccato. Si deve fare un numero verde per le emergenze». Esiste poi un problema di pulizia dei marciapiedi che gli avventizi non risolvono, senza contare che solo il 45% degli iscritti alle liste dell’Amsa ha risposto alla chiamata. «Gli spalatori sono pochi. Se non ci fosse stato l’esercito.. - conclude De Pasquale -. La Protezione civile deve coordinare i volontari e per la pulizia dei marciapiedi si potrebbe pensare di utilizzare gli studenti delle scuole medie e superiori».
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 20 Dic 2009 - 17:43
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