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.: Discussione: ACQUA BENE COMUNE: il sindaco deve dire NO alla privatizzazione!

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 21 Maggio 2010 - 14:16
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Per opportuna informazione.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliera di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
Facebook: Antonella Fachin
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ACQUA PUBBLICA, VELOCI VERSO IL TRAGUARDO
A che punto è la raccolta firme per la campagna referendaria
da ChiamaMilano del 21 maggio 2010


516.615 firme raccolte in 25 giorni di banchetti e iniziative in tutta Italia, di cui oltre 53mila in Lombardia: “ma i flussi sono costantemente in arrivo” spiega Roberto Fumagalli, Vicepresidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua “perché ci sono moltissimi banchetti sparsi ovunque e i risultati non sempre vengono comunicati in tempo utile ad aggiornare il sito”.
Un’ottima notizia, questa, considerato che c’è ancora più di un mese per la raccolta delle firme (che terminerà il prossimo 4 luglio) e per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato di 700.000 sul territorio nazionale.
Lo scopo della raccolta, se ancora qualcuno non ne fosse a conoscenza, è l’istituzione di  3 referendum per abrogare la legge approvata dall’attuale governo nel novembre 2009 (e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione), legge che considera l’acqua una merce poiché, pur restando teoricamente bene pubblico, ne verrebbe privatizzata la gestione.
Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000, che prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione. Si eviterà quindi che a gestire la distribuzione dell’acqua siano società private, secondo un modello che la legge vorrebbe imporre in Italia, ma che in molte parti d’Europa ha fallito, tanto che sempre più spesso –si veda il caso di Parigi– si sta tornando alla gestione pubblica dei servizi idrici.
Una battaglia della massima importanza, che vuole porre le premesse per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare –già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini– e riaprire la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico.
“E’ una campagna partita alla grande” continua Fumagalli “spesso c’è la fila per firmare ai banchetti, la gente è informata e la risposta c’è”.
L’obiettivo regionale in Lombardia è di 117mila firme, ne sono state raccolte 53mila. A Milano invece si è già oltre: nell’ultima settimana si è arrivati a 9.051 firme, quasi 3000 in più rispetto all’obiettivo (6.208): e manca ancora un mese e mezzo, un periodo di tempo in cui le iniziative si moltiplicheranno, tra eventi, feste, spettacoli “per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall’acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni”.
I dati (sul territorio nazionale, regionale e relativi alle singole città) sono in continuo aggiornamento e consultabili sul sito www.contrattoacqua.it.

A.P.
In risposta al messaggio di Enrico Fedrighini inserito il 3 Maggio 2010 - 21:33
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