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.: Discussione: Consiglio comunale straordinario su Ecopass: portiamo la voce dei cittadini a Palazzo Marino?

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 27 Nov 2009 - 14:56
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... ma to' guardate cosa si scopre!!!
E' seria questa amministrazione che ci prende in giro?
Perchè i milanesi si lasciano turlupinare in questo modo?!?!
Io non ho votato questi partiti di centro destra; si vede che chi li ha votati o non abita a Milano o ......

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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ARIA DI ASSUEFAZIONE
Le polveri sottili macinano record su record e il Comune balbetta promesse.
da ChiamaMilano.it del 27.11.2009

80, 87, domani 88 e domenica forse 90. Non sono le estrazioni del lotto, bensì la lotteria delle polveri sottili sulla quale i Milanesi si giocano loro malgrado la salute e perdono sempre.
Ottanta sono ad oggi i giorni di superamento della soglia del PM10 registrati da Chiamamilano, ottantasette quelli registrati dall’ARPA. Fossero settantadue o novantaquattro importerebbe solo a fini statistici. 
La realtà dei numeri, al di là dei titoli che si occupano del tema solo quando c’è aria di record, è la solita, drammatica, irrisolta sequenza di sforamenti a limiti che nel resto d’Europa sono considerati una tutela per la salute di tutti, ma all’ombra della Madonnina sono percepiti come un vincolo insopportabile ad una presunta libertà di movimento, che si traduce nell’arbitrio di minare la salute pubblica sotto gli occhi di istituzioni balbettanti.
Un nostro lettore, in risposta all’ultimo articolo che abbiamo pubblicato su questo tema, “Assessore nuovo, smog vecchio”, ci ha scritto “Anche il Corriere si è stancato di parlarne. Ai milanesi non frega più niente ed ormai si sono assuefatti. Evidentemente crisi economica e i problemi di Berlusconi sono più importanti della nostra salute. Io faccio una proposta: non paghiamo più la tassa sui rifiuti finché non ci toglieranno le tonnellate di immondizia che abbiamo sopra la testa e che respiriamo. Ma so già che non avrete il coraggio di promuovere una simile iniziativa di disobbedienza civile e pertanto mi ritiro rassegnato.”
La breve lettera coglie una verità disarmante: i milanesi sembrano assuefatti, in senso metaforico, ma forse anche fisiologico, al veleno che respirano. La rassegnazione con la quale vuole ritirarsi il nostro lettore sembra quella dei tanti che si dicono “lo smog c’è, ma che ci possiamo fare?”
Non crediamo però che la via sia quella della disobbedienza fiscale e non per mancanza di coraggio. Una scelta del genere sarebbe comunque sbagliata. Anzitutto poiché verrebbe facilmente strumentalizzata, in secondo luogo poiché andrebbe ad aggravare una già compromessa situazione finanziaria del Comune, che si appresta a varare ulteriori tagli al bilancio. Con il rischio paradossale che in prima fila a far lo sciopero della Tarsu ci potrebbero essere gli stessi che strepitano contro ogni minima limitazione alla circolazione privata.
Che fare quindi?  Chi deve toglierci le tonnellate di immondizia che abbiamo sulla testa e che respiriamo? Chi governa questa città. Chi ha il potere e il dovere di farlo e che fino ad oggi si è fermato ai primi passi di provvedimenti che imboccavano la strada giusta, ma comportavano il coraggio di scontentare lobby ed egoismi.
L’altro ieri il neoassessore all’ambiente si è detto pronto a provvedimenti impopolari. Oggi il sindaco ha rilanciato, prospettando l’eventualità di estendere l’ecopass a tutte le categorie di veicoli.
Una presa di coscienza o semplice prender tempo? La risposta è nei fatti delle ultime settimane: la rimozione dell’Assessore Croci, l’unico che nonostante molti limiti aveva prospettato un ampliamento della limitazione alla circolazione, è stata l’ufficializzazione della vittoria del partito dell’auto. Lo “spacchettamento” delle deleghe al traffico e all’ambiente, la prima affidata al vice Sindaco, la seconda al Consigliere Massari, due esponenti di quel consistente blocco che all’interno del PdL milanese non ha mai digerito Croci e l’ecopass, parla da sola.
I provvedimenti impopolari? Per il momento l’unico che rischia di essere attuato è la fine del bike sharing, a causa dei debiti che il Camune ha con la società che gestisce il servizio.  

B.P.

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 27 Nov 2009 - 12:59
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