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Giuliano Gavazzi

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Inserito da Giuliano Gavazzi il 13 Nov 2009 - 15:26
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Alberto, sono andato a leggere le tue proposte e benché ci siano cose giuste, ho un paio d'osservazioni da fare:

 

Parli di piste ciclabili come se fossero richieste a gran voce, ma se leggi con attenzione gli interventi di chi la bicicletta la usa veramente, vedrai che sono proprio l'ultima richiesta, anzi... 

Sull'obbligare i lavoratori a usare la bicicletta o meno, è ovvio che non si vuole obbligare nessuno, soprattutto perché non ce n'è bisogno. Basta rendere più sicuro, attraverso misure di viabilità condivisa e a facilitazioni per il traffico ciclistico, l'uso della bicicletta (che ha comunque un notevole bilancio positivo per chi ne fa uso) e vedrai che la massa già grande di ciclisti aumenterà ancora. Non si tratta di viaggiare in primavera o estate. Questo è proprio ridicolo, scusami, ma chiunque ha un po' d'esperienza sa come anche temperature rigide non sono un problema in bici, chi si muove non soffre mai il freddo. È vero che gli italiani sono ancora mammoni, e in molti infantilmente credono che la bicicletta sia cosa da ragazzini o studenti, ma è un fatto che ci sono schiere di dirigenti, professori universitari, giudici, politici, in Italia e all'estero (soprattutto), che usano quasi esclusivamente la bicicletta in città. La ragione è semplice, l'intelligenza porta a soluzioni e scelte intelligenti.

Infine, parli di spingere i costruttori a costruire sempre più auto elettriche e a metano. Direi che questo non è il punto cruciale. L'auto, elettrica, a gasolio, a carbone, è un problema sociale. Al livello assurdo di possesso attuale in Italia non si può rimanere. Bisogna dare nuovo respiro ai mezzi collettivi (il treno ne è l'esempio principe) e a quelli personali a basso impatto (che credo si riassumano nei piedi e nella bicicletta), perché in fondo sono anche quelli che privilegiano la persona sull'individuo (forse una distinzione troppo fine?).

In risposta al messaggio di Alberto Marzi inserito il 12 Nov 2009 - 17:18
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