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.: Discussione: Circa i Rom al Rubattino

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 31 Ago 2010 - 14:29
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Tutta la mia solidarietà signor Marzano, perchè la paura è proprio una brutta "bestia" che  fa star male e, nei casi peggiori, può sfociare anche nella fobia!

Abito al PRU Rubattino e, nonostante tutto, non ho le stesse percezioni di paura che prova lei.
Deve essere comunque chiaro che:
a) episodi di furto, aggressione (in genere compiute da rumeni NON Rom) vanno condannati e i responsabili vanno perseguiti (così come vanno condannati e perseguiti tutti coloro che commettono reati contro il patrimonio e, a maggior ragione, quelli contro la persona) e
b) vivere nei campi -sia quelli "regolari" sia quelli "abusivi"- è pericoloso, oltre che disumano, e proprio per questo vanno superati e non spostati di 200 metri... per ricominciare una storia infinita ...(distruzione del campo, sparpagliamento dei nuclei familiari nelle zone limitrofe, ricostruzione di baracchine e altri ripari per la notte, ricostituzione di campo ... distruzione del campo, sparpagliamento dei nuclei familiari nelle zone limitrofe, ricostruzione di baracchine e altri ripari per la notte, ricostituzione di campo ...)

Poiché molti cittadini si professano credenti nei valori e principi che Gesù Cristoha espresso non solo a parole ma anche nei fatti, nei suoi comportamenti, oltre 2000 anni fa, riporto qui di seguito un articolo pubblicato su Famiglia Cristiana.
L'agire con coerenza rispetto ai propri principi di fede è un obiettivo spesso difficile da perseguire: per questo provo ammirazione verso coloro che si impegnano  in tale intento e ancor più se dimostrano di saperlo fare, con semplicità e umiltà e tanta determinazione, come i volontari della Comunità di Sant'Egidio.

Auspico che sempre più cristiani sentano forte il dovere morale di ascoltare gli "ultimi",  senza disprezzo (Gesù Cristo non lo ha mai avuto nei confronti di nessuno) e senza condanna indiscriminata e indistinta nei confronti di tutti e di tutta una etnia: l'amore verso il prossimo altrimenti in cosa consiste? Di certo non solo nell'amare i belli e buoni e vincenti (fin lì sono bravi tutti!).

Personalmente non sono credente ma ritengo che quei valori "morali" siano anche valori di civiltà: mi ritrovo in toto nei valori di uguaglianza, giustizia sociale e solidarietà nei confronti di tutti, che sono espressi in maniera limpida nella nostra Costituzione italiana. Si tratta di applicarli con una politica efficace che non parta dal presupposto che tutti nascono "imparati", ma più efficacemente sappia "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana ..." (art. 3 Cost.).
10 milioni di euro spesi a Milano per ritrovarci punto a capo... chi ha fatto un buon affare sinora non sono i cittadini, non sono i rom, sono solo le imprese private pagate con questi soldi pubblici per smantellare i campi con le ruspe.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliera di Zona 3
Lista civica "Uniti con Dario Fo per Milano"
Facebook: Antonella Fachin
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FAMIGLIA CRISTIANA Rom, l'integrazione possiglia

L'esperienza di un progetto di inserimento dei bambini rom raccontato da un volontario della Sant'Egidio. La ricetta sbagliata (e crudele) degli sgomberi

22/08/2010

In questi giorni, il dibattito seguito agli allontanamenti su base etnica di rom dalla Francia ha reso evidente l’importanza di un approccio europeo alla questione. I 9 milioni di rom abitanti nel nostro continente sono, infatti, una grande minoranza europea. Si tratta di un popolo formato, accanto a molti rom pienamente integrati, da tanti poveri: la speranza di vita di un bambino rom che nasce in Italia è di 45-50 anni. Ma negli ultimi anni il clima culturale delle società europee è mutato e si è passati dalla difesa della povertà alla difesa dalla povertà.

Sempre più, i rom sono stati additati come la principale causa del “problema sicurezza”. Dal maggio 2008, in cinque delle principali regioni italiane è stata proclamata l’Emergenza Nomadi; in vari comuni italiani, tra cui Milano, molti rom che mendicano ai semafori ricevono multe da 500 euro per accattonaggio molesto. Proprio le direttive dell’UE, però, chiedono un impegno ad affrontare la “questione rom” in termini sociali. Nella risoluzione del 25 marzo, il Parlamento Europeo invita la Commissione e gli Stati membri a “combattere l'esclusione sociale e la discriminazione dei rom in Europa”. Ingenti sono le risorse stanziate a livello europeo per l’inclusione dei rom. I fondi della Programmazione 2006-2010 non sono però stati richiesti da alcuni Stati, tra cui l’Italia. Eppure la strada da costruire è chiara. A Milano, dove ci sono stati 301 sgomberi dal 2007 e 124 solo dall’inizio di quest’anno e dove è acceso anche il dibattito sul futuro dei campi regolari, un esempio significativo è la baraccopoli di via Rubattino, dove abitavano 300 persone. Dopo lo sgombero del 19 novembre, 220 rom hanno continuato a vivere in baracche e, dopo un “nomadismo forzato” dagli interventi delle ruspe, sono tornati a poche centinaia di metri dal vecchio campo.

Le 80 persone – 14 nuclei familiari - che mancano all’appello sono state tolte dalla strada non dalle ruspe o dalle multe ai mendicanti, ma da percorsi di accompagnamento all’autonomia attuati dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con altre associazioni e tanti cittadini del quartiere. A partire dalla richiesta degli stessi rom, i progetti si basano sulla salvaguardia del diritto alla scuola. Dopo una prima accoglienza per rispondere all’emergenza (le famose “maestre e mamme di Rubattino”, parrocchie, associazioni), le famiglie sono inserite in alloggi messi a disposizione da cooperative edilizie o privati. Inizialmente l’affitto è calmierato ed è coperto da borse di studio mensili, ma l’obiettivo è il raggiungimento dell’autonomia economica. Proprio per questo sono state attivate delle borse lavoro per uomini e donne, che in alcuni casi sono state finanziate dai genitori italiani delle scuole frequentate dai bambini del campo. Molti adulti frequentano anche una scuola di italiano, avviata da alcuni cittadini del quartiere che spontaneamente hanno aderito a questo movimento di milanesi che crede nell’integrazione dei rom.
Particolarmente interessanti sono anche i percorsi di formazione e avviamento al lavoro dei ragazzi tra i 16 e i 20 anni; dopo il conseguimento della licenza media, frequentano dei corsi professionalizzanti (meccanica, termo-idraulica, edilizia) che poi sfociano in tirocini. Pur nelle difficoltà, tutti questi progetti hanno un chiaro successo; per un reale superamento delle baraccopoli occorrerebbe quindi “mettere a sistema” questi percorsi. Al riguardo, una grande occasione per le nostre città è prossima: ad ottobre 2010 saranno presentati i fondi europei per l’inclusione sociale dei rom per il 2011-2016. 

Stefano Pasta (Comunità Sant'Egidio)
In risposta al messaggio di Paolo Marzano inserito il 30 Ago 2010 - 13:18
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