.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi รจ online

Ci sono attualmente 0 utenti e 34 ospiti collegati
.: Discussione: A Milano altri episodi di omofobia. E' ora di dire BASTA

Opzioni visualizzazione messaggi

Seleziona la visualizzazione dei messaggi che preferisci e premi "Aggiorna visualizzazione" per attivare i cambiamenti.
:Info Utente:

Oliverio Gentile

:Info Messaggio:
Punteggio: 0
Num.Votanti: 0
Quanto condividi questo messaggio?





Inserito da Oliverio Gentile il 1 Dic 2009 - 22:54
accedi per inviare commenti
Da milano.corriere.it:

omofobia: gli aggressori si erano appostati vicino al cimitero di bruzzano

Inseguito e picchiato perché gay

Tre ragazzi vestiti di scuro hanno preso a calci e pugni un 47enne in un McDonald's lungo la Milano-Meda

MILANO - In tre lo hanno seguito e malmenato perché, con la sua auto, si era fermato in una zona frequentata da uomini dediti alla prostituzione. L'aggressione omofoba intorno alle 23 di ieri a Milano. La vittima, un italiano di 47 anni, è stato malmenato da tre ragazzi sui 25 anni, tutti italiani, vestiti di scuro, all'interno di un McDonald's di via Rubicone, lungo la statale Milano-Meda. Dopo averlo visto entrare nel locale, i giovani lo hanno seguito, buttato a terra per poi riempirlo di calci e pugni al volto, gridando insulti a sfondo sessuale, come «brutto frocio». L'uomo è riuscito a rifugiarsi nell'ufficio del responsabile dell'esercizio e, da qui, ha chiamato il 113.

L'INSEGUIMENTO - Alla polizia ha raccontato di aver notato, prima dell'aggressione, i tre ragazzi a bordo di una station-wagon mentre si trovava nel piazzale del cimitero di Bruzzano, dove ogni sera si prostituiscono uomini di ogni età. Il gruppo aveva cercato di bloccare la sua vettura, accendendo i fari abbaglianti. L'automobilista si era quindi allontanato e, dopo aver imboccato la Milano-Meda, si era rifugiato all'interno del McDonald's, dove è stato comunque raggiunto e picchiato sotto gli occhi di diversi testimoni. Ora gli agenti della Questura stanno cercando di risalire all'identità dei componenti della «spedizione punitiva» anche attraverso le telecamere a circuito chiuso di cui è dotato il locale.

01 dicembre 2009
In risposta al messaggio di Alessandro Rizzo inserito il 28 Ott 2009 - 11:35
[ risposta precedente] [ torna al messaggio] [risposta successiva ]
[Torna alla lista dei messaggi]