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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 1 Mar 2010 - 13:16
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Da milano.corriere.it:

Le verifiche sulle rilevazioni dell’Agenzia regionale da Milano a Monza

L'Ue, sottostimati i dati sullo smog


Il dossier europeo sulle centraline: le cifre Arpa inferiori ai valori reali del Pm10 anche del 40 per cento

MILANO - Quanto sono veri i dati sullo smog che vengono divulgati da anni ai cittadini milanesi e lombardi? Le autorità, Regione e Arpa, forniscono rilevazioni affidabili sull’inquinamento? Per scoprirlo bisogna tornare indietro di tre anni, al 31 gennaio del 2007. Quel giorno la centralina dell’Arpa a Monza registra 101 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Ma accanto a quella stazione, in quel periodo, c’è un laboratorio mobile, sistemato lì dai tecnici della Commissione europea. Stanno facendo un «controllo di qualità» sulle stazioni di rilevamento lombarde. Il risultato di questa seconda centralina, che utilizza le tecnologie più avanzate e all’avanguardia, è radicalmente diverso: circa 180 microgrammi di Pm10, quasi 80 in più del valore che verrà riferito ai cittadini. Sarà così anche nei giorni a venire: tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 2007, i dati che l’Arpa ha divulgato ai lombardi sono sempre più bassi di quelli reali, con «discrepanze » che vanno da un paio a 30 o 40 microgrammi. Conclude il rapporto dei tecnici europei: «La comparazione... ha evidenziato che, in particolare ad alti livelli di Pm10», la centralina dell’Arpa «sottostima le concentrazioni».

«Sottostima sistematica» - I rapporti seguenti andranno avanti con relazioni su altre campagne di controllo, concludendo che durante le prime verifiche i dati registrati dall’Arpa sono «sistematicamente » più bassi di quelli reali. Che sopra una certa soglia (120 microgrammi) la sottostima delle macchine regionali diventa «drammatica». A pagina 6 del primo rapporto (concluso nel novembre 2006, relativo a Monza), c’è addirittura una conclusione che nel testo è stata «nascosta» sotto un grafico e dice testualmente: «I dati della rete locale sottostimano i valori delle concentrazioni di circa il 40 per cento» rispetto agli strumenti dei tecnici europei.

La ricerca - I rapporti sono stati redatti ogni 6 mesi, a partire dal novembre 2006, da un’équipe specializzata del Joint research center, il Centro comune di ricerca di Ispra, direzione generale della Commissione europea che si occupa della ricerca scientifica. Il lavoro è frutto di un accordo tra Commissione e Regione Lombardia siglato nel 2006 e costato al Pirellone 6 milioni di euro. Lo studio è articolato in quattro aree: «identificazione delle sorgenti dell’inquinamento», «analisi delle opzioni tecnologiche per l’abbattimento dello smog», «monitoraggio della qualità dell’aria», «valutazione integrata». È una sorta di «bibbia» della ricerca ambientale sull’inquinamento, in corso ormai da oltre tre anni. La Regione però non ha mai diffuso i risultati. Né ai cittadini, né agli altri enti locali. Fino ad oggi sono stati ultimati 7 rapporti: il Corriere ha potuto consultare i primi sei grazie all’impegno dei «Genitori antismog », che da anni si battono per la ricerca della documentazione scientifica sull’inquinamento che le istituzioni «nascondono » ai cittadini.

Macchine e polveri - Per le rilevazioni del Pm10 nell’aria, l’unico metodo di riferimento stabilito dalle leggi europee è il gravimetrico (si pesano le polveri depositate sui filtri). È concesso usare macchine con sistemi diversi, purché siano calibrate sul metodo gravimetrico. L’accuratezza delle rilevazioni dipende in questo caso da molti fattori: tipo di macchina/centralina, manutenzione, applicazione di coefficienti per la correzione degli errori, aggiornamenti tecnologici. Per questo un certo limite di incertezza è tollerato. A colpire però nelle campagne di controllo in Lombardia, soprattutto durante le prime verifiche, è l’incertezza a senso unico: nella stragrande maggioranza dei casi, i dati dell’Arpa sono inferiori a quelli rilevati con le tecnologie di Ispra. Diciotto giorni su 18 nelle verifiche a Pioltello nel 2006; 13 su 13 a Monza nel 2007; 13 giorni su 14 a Milano- via Pascal sempre nel 2007. Ancora nel 2007 vengono realizzate altre due campagne: a Bergamo l’allineamento dei dati per la prima vola è buono; ma a Busto Arsizio, dice Ispra, la centralina «sottostima regolarmente i valori del Pm10 tra il 10 e il 20 per cento».

Gianni Santucci
01 marzo 2010


Da milano.corriere.it:

L'associazione

«Una battaglia per la trasparenza»

Così i «Genitori antismog» hanno ottenuto i dossier Ispra

MILANO - «In questi giorni Regione Lombardia sta impedendo l’accesso all’ultimo rapporto del Centro comune di ricerca di Ispra datato ottobre 2009, affermando di "non averlo ancora approvato"». La battaglia dei «Genitori antismog» è iniziata oltre 5 anni fa. L’Asl di Milano aveva messo a punto uno studio sui danni che lo smog provoca alla salute dei cittadini. Rapporto gelosamente custodito negli uffici. Ci vollero un accesso agli atti e poi un ricorso al Tar. Da allora la battaglia per la trasparenza è andata avanti sempre con le stesse difficoltà: ricorrere alla legge per avere i documenti che riguardano la salute di tutti. È stato così anche per i primi sei rapporti del Centro comune di ricerca di Ispra sull’inquinamento in Lombardia. Sono stati ottenuti dai «Genitori antismog» attraverso un accesso agli atti.

In questi giorni è in corso la battaglia per avere il settimo rapporto. «Il presidente Formigoni— affermano i "Genitori antismog"— ha dichiarato nei giorni scorsi che l’aria della Lombardia sta migliorando grazie alle politiche messe in atto e che ciò risulterebbe dai dati raccolti da Arpa insieme al Centro di Ispra. Ma nei primi sei rapporti non viene mai tratta una conclusione del genere». La richiesta: «O i dati dell’asserito trend in diminuzione degli inquinanti si trovano nell’ultimo rapporto non ancora accessibile, ed è allora a maggior ragione indispensabile divulgarlo, o viceversa sorge legittimo il sospetto, visto che sono ormai trascorsi 4 mesi dalla consegna di quel rapporto, che si cerchi di impedire al pubblico di conoscerlo».

Le leggi europee prevedono l’obbligo per le istituzioni di rendere accessibili ai cittadini non solo i dati sullo smog, ma anche tutte le informazioni che riguardano l’ambiente. I rapporti di Ispra contengono una quantità eccezionale di ricerche sulle fonti e la composizione dell’inquinamento, sull’efficacia dei meccanismi per abbattere lo smog, su possibili politiche di riduzione. Oltre che per i cittadini, sarebbero strumenti fondamentali anche per le altre istituzioni. Sono stati distribuiti? Il Corriere ha verificato interpellando Bruna Brembilla, assessore provinciale all’Ambiente tra 2004 e 2009, ed Edoardo Croci, assessore comunale all’Ambiente fino a novembre scorso. Identica risposta: «Mai ricevuti, sarebbero stati utili per il mio lavoro». Anche in questo caso è arrivata la supplenza dei «Genitori antismog»: durante la manifestazione davanti a Palazzo Marino del mese scorso, hanno consegnato i dossier al consiglio comunale.

Gianni Santucci
01 marzo 2010
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 1 Ott 2009 - 09:25
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