.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 86 ospiti collegati
.: Discussione: Malati di smog, più colpiti i bambini - A Milano 73 «ricoveri» al giorno per patologie riconducibili all'inquinamento

Opzioni visualizzazione messaggi

Seleziona la visualizzazione dei messaggi che preferisci e premi "Aggiorna visualizzazione" per attivare i cambiamenti.
:Info Utente:

Antonella Fachin

:Info Messaggio:
Punteggio: 0
Num.Votanti: 0
Quanto condividi questo messaggio?





Inserito da Antonella Fachin il 9 Ott 2009 - 12:29
Leggi la risposta a questo messaggio accedi per inviare commenti
Pubblico l'articolo uscito oggi sul notiziario settimanale ChiamaMilano. Cordiali saluti a tutte/i Antonella Fachin Consigliere di Zona 3 Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano ---------------------------------------


I RICHIAMI DI BRUXELLES E LA SORDITA' DEL PIRELLONE
Ancora una procedura d’infrazione per l’inquinamento in Lombardia. Formigoni scarica le responsabilità, ma cosa succederà con i nuovi limiti in vigore dal prossimo anno?

L’Unione europea per l’ennesima volta ha aperto una procedura d’infrazione per la qualità dell’aria in Lombardia. Infatti, nonostante i continui richiami e le sanzioni giunte da Bruxelles, negli ultimi anni Regione e Comune hanno continuato a far finta che l’inquinamento atmosferico fosse una calamità naturale ineluttabile e che  l’unico argine possibile potessero essere il vento e la pioggia.
I blocchi dei veicoli più inquinanti disposti dal Pirellone per i mesi autunnali ed invernali, come mostrano tutti i dati, non risolvono il problema e l’unico tentativo con una qualche prospettiva di successo, l’Ecopass, messo in campo dal Comune di Milano ormai due anni orsono, è stato strangolato in culla dai veti della stessa maggioranza e ormai ridotto a sperimentazione a tempo indeterminato.
Dai piani alti del Pirellone si strepita contro la decisione dell’UE, si snocciola l’elenco delle microlimitazioni, degli sporadici blocchi programmati mesi prima (e guarda caso caduti quando non ce n’era alcun bisogno) e dei vari incentivi messi in atto dalla Regione; si addita come veri responsabili i ministeri romani. Eppure gli strumenti d’intervento ci sarebbero e ci sono stati. Senza attendere le decisioni del governo nazionale la Regione potrebbe disporre blocchi mirati, disporre targhe alterne, favorire l’applicazione e l’estensione del ticket d’ingresso, progettare piattaforme e reti logistiche che nelle città più grandi facciano perno sul trasporto pubblico.
Nulla di tutto ciò.
Nel corso degli anni, nonostante i proclami e le inaugurazioni di stazioni di rifornimento per auto a idrogeno mai entrate in funzione, si sono fatti passi indietro. Fino al 2004 la legge regionale in materia prevedeva il blocco automatico della circolazione privata dopo sette giorni consecutivi di superamento della soglia del PM10. Da quando l’ARPA Lombardia si dotò di strumentazione che non sottostimava più le polveri sottili si passo dal blocco “automatico” agli inutili blocchi programmati con mesi di anticipo.
Dall’1 febbraio del prossimo anno –ovvero tra poco più di tre mesi– la soglia per il PM10 prevista dalla normativa europea passerà da 50 a 20 microgrammi per metrocubo e il numero di giorni in un anno in cui sarà consentito superare la soglia stabilita per le polveri sottili passerà da 35 a soli sette.
Fulmine a ciel sereno, seppur inquinato? Tutt’altro. I nuovi limiti sono noti da almeno cinque anni, come è noto che le infrazioni alla norma che nei prossimi anni verranno imputate alla Lombardia saranno sempre di più.
Con chi se la prenderà allora il Governatore?

Beniamino Piantieri     
In risposta al messaggio di Giovanni Gronda inserito il 8 Ott 2009 - 19:02
[ risposta precedente] [ torna al messaggio] [risposta successiva ]
[Torna alla lista dei messaggi]