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Fabrizio Pallotta

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Inserito da Fabrizio Pallotta il 25 Ago 2009 - 21:32
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Gent.ma Sig.ra Giannella,

abito in un condominio vecchia Milano, con una forte presenza di immigrati, specialmente mussulmani. Ora, non mi reputo razzista, ma incavolato e prevenuto si, e molto. Lei scrive "...Per entrare in contatto tra loro le persone devono coesistere in un clima di pace e di serenità...". Le cito un solo episodio, a significato di quanto ogni giorno vedo, annuso, filtro, sia nello stabile che per strada.

Premetto che le case vecchia Milano hanno dei simpatici cortili che causano effetto eco. L'altro ieri una bambina araba non smetteva più di piangere, al punto che dopo più di due ore di strilli io e altri inquilini ci siamo lamentati dal ballatoio in direzione della finestra da cui provenivano gli strilli. Il padre della piccola si è affacciato e, alla mia contestazione che viviamo in un condominio e che quindi la pazienza non è infinita, ho ricevuto una risposta tendenzialmente molto italiana, ovvero "che cazzo me ne frega, è una bambina ed è normale che strilli".

Ora, a presciondere che non è normale che una bambina strilli e pianga per così tanto tempo (la prossima volta chiamerò il telefono azzurro...), evidenzio che:

1 - Se dovesse valere la legge del "che cazzo me ne frega", il signore mussulmano forse non sarebbe più in vita da tempo;

2 - Se dovesse valere la legge del "che cazzo me ne frega", dovrei rispondere "anche a me che si tratti di una bambina. Il problema è suo, io non voglio essere disturbato";

3 - Se dovesse valere la legge del "che cazzo me ne frega", sa dove dovremmo costruirla la moschea? In mezzo a una pista aeroportuale.

Cara signora, capisco le buone intenzioni, capisco che, FORSE, A VOLTE, porgere l'altra guancia serve. Ma di sicuro con certe culture, con certi immigrati, con certe Nazioni, non si deve scoprire nemmeno la prima guancia.

Se, comunque, un solo episodio non dovesse bastarle, le racconterò volentieri quello del cingalese che per più di un anno non ha pagato l'affitto a un mio conoscente e ha anche avuto l'ardire di presentarsi due mesi dopo lo sfratto esecutivo per pretendere indietro la sua roba altrimenti avrebbe chiamato la polizia; oppure quella dell'altro cingalese che lavora (parola molto grossa), all'Esselunga di Corsico e che è perennemente assente ma blindato e tutelato dai sindacati italiani.

Insomma, accetto che la chiesa faccia la sua parte (sebbene ultimamente stia irritando non poco con quel falso atteggiamento da forzata benpensante che stride con l'idea cittadina della realtà), accetto che ognuno di noi possa pensarla in modo differente, ma non accetterò mai di dover essere noi i primi a dimostrare accoglienza quando sul mio, nostro, suolo natio in troppi ormai sputano. E non si immagini nemmeno di darmi del fascista o del leghista. Io sono un cittadino di Milano, della Lombardia. E dopo anni non accetto più il dialogo se non alle condizioni che noi Italiani, noi Milanesi DOBBIAMO imparare a dettare.

Altra domanda non poco rilevante: chi la pagherebbe VERAMENTE la moschea? Se dovesse pagarla davvero un sultano, sarebbe una porta troppo pericolosa da aprire. Le invasioni, signora mia, non avvengono solo con le armi.

Infine, un'osservazione: perchè i problemi li abbiamo sempre con gli stessi? Rumeni, nord-africani, arabi? Perchè mai con thailandesi, filippini, orientali in generale? Certo, anche quest'ultimi sanno creare problemi, ma non molto più di molti italiani. Nell'appartamento a fianco al mio abita una coppia cinese. Puliti, riservati, mai una voce fuori dal coro. Di fronte ci sono gli africani del nord. Beh, non lo stimo e non lo voto, ma Bossi non ha proprio tutti i torti...

Grazie e cordiali saluti,
Fabrizio Pallotta.
In risposta al messaggio di Angela Giannella inserito il 25 Ago 2009 - 14:16
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