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.: Discussione: Expo 2015, al via gli Stati Generali: l'iniziativa e l'apporto dei cittadini

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 17 Lug 2009 - 17:11
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Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

STATI GENERALI EXPO. MORATTI: "MILANO E' PRONTA A UN NUOVO UMANESIMO"

Milano, 17 luglio 2009 – “Milano e' orgogliosa - ha detto il Sindaco - di riprogettare la propria identità, consapevole di essere una città in continuo mutamento. Milano è pronta ad incarnare un nuovo Umanesimo per affrontare le sfide del futuro e, al tempo stesso, valorizzare la propria terra, le proprie acque, le proprie cascine per mettersi a disposizione del sistema Italia e per aiutare i paesi in via di sviluppo".

"Ogni idea e ogni progetto, ascoltati in questi due giorni, meritano attenzione - ha continuato Letizia Moratti - Vi assicuriamo che tutte le vostre proposte saranno valutate attentamente dalla società Expo spa, dal Presidente Formigoni e da me come Sindaco di Milano. L’ascolto dei vostri contributi sarà uno strumento indispensabile per il successo di Expo".

Così il Sindaco di Milano e Commissario straordinario del Governo per l’Expo 2015 Letizia Moratti al termine della due giorni degli Stati Generali, con cui Expo si è aperta alle proposte e alle idee dei cittadini.

Nel suo intervento Letizia Moratti ha ringraziato tutte le istituzioni che hanno creduto in Expo, a partire dal governo precedente, da Romano Prodi al ministro D'Alema, Emma Bonino, il ministro De Castro, il sottosegretario Craxi e il presidente Filippo Penati. Il Sindaco ha poi ringraziato l’attuale governo, il Presidente Silvio Berlusconi per il suo impegno personale, i Sottosegretari Gianni Letta e Roberto Castelli, i ministri Giulio Tremonti, Franco Frattini, Altero Matteoli, Mariastella Gelmini, Stefania Prestigiacomo, Claudio Scajola, Ignazio La Russa, Luca Zaia e Michela Brambilla. Quindi il grazie del Sindaco alla Camera di Commercio e a Carlo Sangalli, a Confindustria e a Emma Marcegaglia e ai sindacati "che ci hanno accompagnato nel nostro percorso e ci sono stati vicini".

“Il vero simbolo di questa Expo - ha affermato Letizia Moratti – è l’immagine di un uomo in cammino, perché Expo é un progetto in divenire e in questo senso non finirà mai”.

Il Sindaco ha proseguito illustrando i tre obiettivi "che c’eravamo prefissati e che sono validi ancora oggi. Primo obiettivo valorizzare Milano in tutte le sue manifestazioni e le sue eccellenze, per far emergere a livello internazionale una città aperta al mondo e nel mondo, in grado di vincere le sfide del futuro”.

“Il secondo obiettivo – ha spiegato il Sindaco – è sviluppare il Sistema Italia per promuovere il Made in Italy attraverso un modello innovativo di rete territoriale. Expo, infatti, è già oggi un metodo di lavoro fondato su progetti concepiti per diffondere sviluppo. Progetti disegnati sulle esigenze del singolo Paese. Progetti che mettono in dialogo le nostre eccellenze con i protagonisti della vita economica, sociale, culturale delle aree del mondo coinvolte”.

“Infine – ha detto Letizia Moratti - il terzo obiettivo è valorizzare la capacità delle città nell’affrontare localmente le sfide globali e come testimonia Milano con la creazione di una rete di progetti concreti. Abbiamo avviato 485 progetti di sviluppo in oltre 90 Paesi nei cinque continenti, con decine di accordi stretti con le maggiori organizzazioni internazionali: IFAD (International Found for Agricultural Development), FAO, Onu. Millennium Campaign, World Food Programme, CEPAL (Economic Commission for Latin America and the Caribbean) e le più importanti banche di sviluppo quali World Bank, Banca Inter-Americana di Sviluppo e Banca di Sviluppo Caraibico”.

“Expo non finirà – ha concluso il Sindaco – perché è un cammino, un progetto in divenire che non ha bisogno di un simbolo fisico o di un monumento perché sarà un’Expo basata sulla conoscenza. L’eredità di Expo 2015 sarà un Centro per lo sviluppo sostenibile, collegato in rete con le università e i centri di ricerca per dare a tutti Paesi gli strumenti per rispondere ai loro problemi”.


Da milano.corriere.it:

intervento telefonico del premier. La Moratti: le tag sono il vero problema

Berlusconi agli Stati Generali:
«Milano più pulita per l'Expo»


Al primo posto la lotta ai graffiti e alla sporcizia. «Basta polemiche, il governo garantisce i fondi»


MILANO - «Credo che Milano debba imparare con urgenza ad essere una città pulita»: lo ha detto, indicandolo come «prima cosa da fare» in vista dell'evento del 2015, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente agli Stati generali dell'Expo (guarda il video). Il premier, scandendo le priorità per Milano in vista dell’evento del 2015, ha puntato il dito contro la «sporcizia» della città. «Ci sono troppi graffiti e sporcizie in giro - ha detto -. Io ho girato tutto il mondo e ho constatato nelle città che ospitano il G8 la grandissima cura per la pulizia. Se vogliamo un Expo di successo dobbiamo tenere pulita Milano e il suo circondario. Non ci sono più alibi. Abbiamo varato la norma sulla sicurezza, ci sono le norme contro i graffiti, ora si deve affiancare alla legge un grande lavoro di educazione dei giovani a conoscere le norme e i vantaggi di una città pulita. Non si può pretendere che i visitatori si scomodino a venire in una città che non è pulita».

LE SCUOLE - Come secondo punto, Berlusconi ha affermato che l'Expo e i suoi temi devono diventare oggetto di studio nelle scuole milanesi «di ogni ordine e grado. «Chi oggi sta finendo il liceo fra sei anni avrà la laurea - ha puntualizzato il premier -. L'Expo potrebbe essere per questi giovani una grande occasione, ma loro non ne sanno niente. Milano ha vinto l'Expo del 2015 per scommettere sul proprio futuro quindi ritengo opportuno che spieghiamo loro quale sia il tema, che non è facile da capire senza spiegazione».

IL TURISMO - Come terzo punto, Berlusconi ha affermato che «Milano deve impegnarsi su tutti i fronti, ma soprattutto per il turismo». Il premier ha ricordato che il turismo in Italia incide per appena il 10% sul pil, «e questa è un'assurdità assoluta, visto che in Italia possediamo il 70% dei beni culturali d'Europa e il 50% di quelli del mondo intero». Berlusconi ha quindi auspicato che, grazie anche a Expo 2015, questa quota possa raddoppiare.

LA GRANDE MILANO - Quarto punto: «Dobbiamo pensare alla grande Milano. Milano forma una grande città con il circondario, con 7-8 milioni di abitanti. Non possiamo limitarci a progettare solo qualche padiglione, serve qualcosa di più». Il premier, citando la proposta di una ragazza intervenuta nel corso dei lavori degli Stati generali, ha aggiunto: «Bisogna puntare sulla sorpresa come nel Fuorisalone del Salone del mobile. Serve un’idea giusta, stimolante, creando tante moderne agorà, colorate e dedicate a tanti diversi temi».

«BASTA POLEMICHE» - Berlusconi ha concluso con un'esortazione: «Il tempo delle polemiche deve essere alle nostre spalle e dobbiamo fare in modo che l'Expo sia un grande successo. Sono sicuro che tutti si rimboccheranno le maniche. Il governo ha fatto e continuerà a fare quello che è necessario per l'Expo, garantendo tutti i fondi. Consideriamo questi interventi parte essenziale del nostro programma». Sulle infrastrutture per l'Expo, Berlusconi si è detto soddisfatto: «Stanno procedendo in perfetto orario con il programma stabilito».

LA MORATTI: PROBLEMA TAG - «Secondo recenti indagini fatte dall'Amsa, i cittadini sono soddisfatti della pulizia delle strade. Il problema sono i graffiti»: così il sindaco di Milano, Letizia Moratti, replica alle osservazioni del presidente del Consiglio. Secondo il sindaco, il problema potrà essere risolto grazie al recente pacchetto sicurezza: «Le difficoltà che abbiamo da sempre avuto nel cercare di tenere la città pulita nascevano dalla mancanza, fino ad una settimana fa, di misure che potessero essere prese senza la querela di parte e don una pena assolutamente irrisoria. Con il pacchetto sicurezza questo dovrebbe diventare più facile. L'impegno da parte nostra c'è sempre stato e Berlusconi lo sa - ha sottolineato Moratti - e negli ultimi due anni abbiamo speso 20 milioni di euro per tener pulita la città, ma purtroppo il 25% di quello che pulivamo veniva risporcato. Adesso con queste misure sarà più facile intervenire. Indubbiamente - ha concluso il sindaco - la parte più importante riguarda l'educazione civica, quella che danno le famiglie, quella dei proprietari di casa che con soli 2 euro al mese possono tener puliti gli edifici e l'educazione dei ragazzi».

17 luglio 2009

 

 

Da milano.corriere.it:

il bilancio della due giorni al teatro dal Verme

Formigoni: «Stati generali permanenti»


Sessioni pubbliche annuali e un'esposizione al Pirellone. L'opposizione: «Stanno prendendo tempo»

MILANO - Due giorni di interventi, discussioni, progetti e di «grande partecipazione» dei cittadini. «Interventi ponderati, preparati», ha commentato soddisfatto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, già dopo la prima sezione dedicata ai giovani. «Interventi che segnano una voglia di informazioni e di partecipazione», gli ha fatto eco l'Ad di Expo 2015, Spa Lucio Stanca. Gli Stati Generali di Expo 2015, che hanno occupato il Teatro Dal Verme giovedì e venerdì, sono stati un «melting pot» fra mondi diversi, una due-giorni in cui le istituzioni - in primo luogo il presidente Formigoni, il sindaco di Milano Letizia Moratti e l'Ad Stanca, ma anche la presidente di Expo 2015 Spa Diana Bracco, il presidente della Camera di commercio Carlo Sangalli, il ministro per il Turismo Maria Vittoria Brambilla - hanno incontrato giovani, donne, creativi e chiunque ne avesse voglia.

«SARANNO PERMANENTI» - Gli Stati Generali di Expo 2015 avranno una dimensione permanente: Roberto Formigoni ha spiegato che il sito web sarà on line 24 ore su 24 e ha aggiunto: «Celebreremo sessioni pubbliche ogni anno. Per l'anno prossimo vorrei una sessione che coinvolgesse non solo Milano e la Lombardia ma anche tutte le Regioni d'Italia». Formigoni ha poi annunciato la creazione di «una casa fisica per gli Stati Generali», al 31° piano del grattacielo Pirelli, dove, in un'esposizione permanente, «i progetti possano essere resi concreti, visitati, toccati». Oltre a questo, Formigoni ha anche espresso la volontà di «creare una consulta dei giovani per affrontare assieme non solo i temi dell'Expo ma anche quelli delle politiche regionali che li riguardano».

GIOVANI E DONNE - Ma i veri protagonisti dell'Expo sono stati soprattutto giovani e donne, interpreti delle due sessioni più gremite, la prima e la seconda di giovedì. Giovani e donne che coi loro progetti hanno indicato una direzione a chi dovrà effettivamente costruire l'Esposizione del 2015. Un ruolo svolto anche dall'applauditissimo Carlo Petrini, patron di Slowfood, che nell'aprire la seconda giornata di lavori ha detto che «l'eredità dell'Expo dovrebbe essere il recupero dell'agricoltura di prossimità, dovrebbe essere il Lambro pulito». Una sfida, quella lanciata da uno degli sponsor della prima ora, che Formigoni ha definito «intrigante» e che il pubblico ha premiato con un lunghissimo applauso.

«PELUFFO: PRENDONO TEMPO» - «Gli interventi che si sono susseguiti agli Stati Generali di Expo 2015 sono stati molti interessanti: probabilmente un anno fa avrebbero avuto anche una loro utilità», afferma criticamente Vinicio Peluffo, deputato del Pd. Peluffo spiega che «le riflessioni di questi giorni oggi servono, piuttosto, a prendere tempo, visto che restano sul tavolo i ritardi della società di gestione, la mancanza di fondi per le infrastrutture e, soprattutto, l'assenza di proposte concrete su come utilizzare le aree dopo il 2015. Unica nota di novità la telefonata di Silvio Berlusconi, durante la quale il presidente del Consiglio ha indicato la priorità e cioè Milano è troppo sporca e in queste condizioni non può ospitare l'Expo: ha ragione, lo dica anche a Letizia Moratti e la convinca a prestare più attenzione alla città».

17 luglio 2009

Da milano.corriere.it:

l'intervento agli Stati Generali dell'Expo

Petrini: «Una moratoria sull'edilizia»


Il presidente di Slow Food: non si usi terreno agricolo per costruire. La replica di Boni: non c'è pericolo


MILANO - Una moratoria fino al 2015 che impedisca la costruzione di nuovi edifici a Milano e il suo hinterland. È la proposta che il presidente di Slow Food, Carlo Petrini, ha fatto in apertura della seconda giornata degli Stati generali dell'Expo 2015. Nel corso del suo lungo ed applaudito intervento, Petrini ha infatti invitato a praticare una moratoria «per far sì che Milano diventi la più bella città verde al mondo» chiedendo che non venga utilizzato «neppure un ettaro di terreno agricolo per costruire nuovi edifici». L'intervento di Petrini si è concentrato soprattutto sul cibo che, ha detto, «viene sprecato in quantità enorme. In Italia 4.000 tonnellate di cibo vengono buttate». Secondo Petrini occorre cambiare soprattutto il rapporto tra la città e la campagna, campagna che, ha detto «è forte se è forte soprattutto il suo tessuto produttivo. L'80% della proprietà delle sementi nel mondo è in mano a cinque gruppi alimentari». In prospettiva Expo Petrini ha poi sottolineato come Milano si debba predisporre ad accogliere le diversità agricole del mondo. «Non sappiamo nutrire Milano attraverso l'agricoltura di prossimità, un'agricoltura - ha concluso Petrini- che può dare speranze ai giovani di tornare a lavorare i campi ma non facendo la vita grama dei loro vecchi».

BONI: NESSUN PERICOLO - A Petrini ha risposto l'assessore al Territorio della Lombardia, Davide Boni, secono il quale non c'è pericolo cementificazione a Milano e nelle sue aree agricole secondo. Il piano casa appena fatto, ha detto Boni, «tutela il territorio e con gli interventi che si faranno l'anno prossimo per il recupero energetico si risparmieranno 44 milioni di euro». «Sono d'accordo che vada salvaguardata l'agricoltura - ha detto Boni - e sono d'accordo anche con la cementificazione a zero, però poi mi devono raccontare come questo si coniuga con le politiche dell'immigrazione e con l'aumento della popolazione, perché i problemi se li trovano davanti i sindaci». «Sono d'accordo con lo sviluppo dell'agricoltura d'elite, ma con Slow food non diamo certo da mangiare alla popolazione del terzo mondo».

17 luglio 2009

 


In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 19 Giu 2009 - 11:02
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