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.: Discussione: 5 aprile ore 11 piazza della Scala: Milano ripudia il fascismo

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Massimiliano Bombonati

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Inserito da Massimiliano Bombonati il 27 Apr 2009 - 14:45
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Lascerei parlare le immagini:

FORMIGONI

Riporto inoltre il testo dell'intervento del Presidente Formigoni:

TESTO DELL’INTERVENTO PRONUNCIATO IN PIAZZA DUOMO IL 25 APRILE DAL PRESIDENTE ROBERTO FORMIGONI ED ASCOLTATO IN TUTTI I SUOI PASSAGGI NONOSTANTE I FISCHI E GLI INSULTI CHE NON HANNO MAI POTUTO SOVRASTARE LA VOCE DEL PRESIDENTE (TRANNE CHE IMMEDIATAMENTE SOTTO IL PALCO DOVE ERANO I GIORNALISTI)

"Porto a tutti voi l’adesione e la partecipazione convinta di Regione Lombardia alla celebrazione del 25 aprile, alla Festa della Liberazione d’Italia dal nazismo e dal fascismo. Quella liberazione dalla dittatura il cui desiderio è maturato tra gli italiani in diverse fasi, soprattutto a partire dal 1943 ma che già aveva cominciato a manifestarsi nel 1938 a causa delle leggi razziali, aveva trovato ulteriore spinta nell’opposizione all’entrata in guerra di un’Italia gettato allo sbaraglio, era cresciuta definitivamente con l’occupazione tedesca, le stragi, le deportazioni e i genocidi. Nel concreto la Liberazione fu opera di diversi soggetti e a tutti questi esprimiamo gratitudine imperitura e commosso ricordo: gli alleati anglo-americani e i tanti loro giovani morti nel nostro Paese per la nostra libertà; coloro che si impegnarono nella lotta di liberazione, i militari e i civili, le formazioni partigiane il cui contributo fu certamente essenziale, e tutti coloro che alla lotta partigiana parteciparono direttamente o diedero il loro supporto, cattolici e laici, repubblicani e monarchici, liberali, socialisti e comunisti. La Resistenza è stata opera di queste famiglie di italiani, spesso con una capacità di unità tra di loro molto bella, altre volte con diffidenze e contrasti che hanno portato anche a episodi dolorosi. Ma la Resistenza è stata opera di tutti costoro, non è stata opera di una parte sola e chi in questi anni ha voluto sostenere questa tesi, ha sbagliato, ha creato divisioni e ha allontanato il sentimento del nostro popolo dal 25 aprile. Il 25 aprile in questi anni non è stato sempre sentito come Festa di tutti, e molti italiani hanno ritenuto di non riconoscervisi perché lo sentivano sequestrato da una parte sola. Ora questo non deve più succedere. Ora il nostro impegno, l’impegno di tutti noi qualunque sia la nostra scelta politica e culturale, è di fare in modo che tutti gli italiani vi si possano riconoscere: lo dobbiamo ai nostri concittadini, lo dobbiamo al 25 aprile e a tutti coloro che combatterono per renderlo possibile, per rendere possibile la liberazione che è di tutti e deve diventare sempre di più libertà per tutti. Noi infatti vogliamo un Paese nel quale ogni uomo sia libero, libero dal bisogno, dalla povertà, libero nel proprio pensiero, fede, religione, cultura, libero nell’educare i figli secondo i propri ideali, libero di costruire il proprio futuro e il proprio ruolo nell’economia e nella società Il nostro popolo crede in una libertà e in una democrazia sempre più piena ed è istintivamente contro ogni totalitarismo. Questo sentimento antitotalitario è la sostanza del 25 aprile. La Resistenza fu la lotta contro quei totalitarismi che allora opprimevano l’Italia: il nazismo e il fascismo. Ma poi quel sentimento e quella lotta divennero ancora più maturi e divennero contrapposizione a tutti i totalitarismi, al totalitarismo nazista e fascista come al totalitarismo comunista e stalinista. Tutto questo è stato solennemente riconosciuto anche dal Parlamento Europeo che 20 giorni fa, il 2 aprile 2009, ha approvato solennemente una risoluzione che sancisce l’equiparazione di comunismo, nazismo, fascismo e stalinismo. Risoluzione votata da 553 deputati contro soli 44 NO. Ecco dunque perché il 25 aprile deve restare festa della liberazione dal nazismo e dal fascismo e deve diventare insieme festa della lotta al totalitarismo. Una parola voglio dedicarla anche a coloro che si impegnarono dall’altra parte, dalla parte sbagliata. Anche tra loro vi furono alcuni giovani in buona fede, convinti sbagliando, di servire la Patria. Anche per loro è commosso il nostro ricordo e grande il nostro rispetto, ma il giudizio storico è netto, non dubitabile e non revisionabile: i primi hanno combattuto per la libertà e la democrazia, per il riscatto dell’Italia, i secondi hanno sbagliato e grazie al cielo non hanno vinto. Ha vinto invece l’Italia che si era risvegliata dal torpore della dittatura, hanno vinto gli italiani che volevano un mondo nuovo, che si sono schierati con le grandi democrazie occidentali, e che quella scelta per la democrazia e la libertà avrebbero poi confermato in tutte le elezioni successive. Su questi valori noi italiani possiamo essere tutti uniti e dobbiamo esserlo: è legittimo avere idee politiche diverse, religioni diversi, culture diverse, ma dobbiamo essere uniti nel difendere il diritto di ciascuno di scegliere e professare l’opinione politica, la religione, la cultura che preferisce. Questo è il vero significato del 25 aprile. Viva il 25 aprile, viva la libertà, viva l’Italia."

 

Mi permetto quindi di chiedere alla Capogruppo Fachin dove ravvisi termini ideologici o dove si leggano inneggiamenti alla divisione . L'uso strumentale del 25 Aprile deve finire. In questo senso - per rispondere al collega Acerboni - non sarò certo io a prestare il fianco ad ulteriori strumentalizzazioni mediatiche degli atti del consiglio. Mi farò invece parte diligente presso il Presidente del Consiglio di Zona affinchè l'anno prossimo la celebrazioni del 25 Aprile siano organizzate dall'istituzione in gestione diretta. L'Associazione Nazionale Partigiani, i reduci e tutti i cittadini che hanno a cuore uno dei momenti fondanti la nostra democrazia saranno chiamati a partecipare.

 

Cordialmente

Massimiliano Bombonati

Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Urbanistica - Gruppo PDL

In risposta al messaggio di Antonella Fachin inserito il 27 Apr 2009 - 13:46
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