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.: Discussione: Expo: tre si e tre no da ambientalisti e agricoltori

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Sara Bragonzi

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Inserito da Sara Bragonzi il 3 Mar 2009 - 16:40
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L’Osservatorio EXPO2015, composto da associazioni ambientaliste, degli agricoltori, dei consumatori e degli analisti finanziari, ha analizzato l’elenco delle infrastrutture dell’Expo Milano 2015, quelle “Essenziali” (Allegato 1), “Connesse” (allegato 2) e “Necessarie” (allegato 3) elencate dal dpcm 22 ottobre 2008 “Interventi necessari per la realizzazione .

 Da questo elenco di opere non emerge con chiarezza un piano strategico per la città e per l’intera area metropolitana.

È un lungo elenco di grandi e piccole opere, molte delle quali vengono definite “connesse” ma poco hanno a che fare con l’evento stesso. Queste infrastrutture “connesse” ad esempio costeranno al Paese 15,8 miliardi di euro e di questi ben 8 miliardi sono per le 3 autostrade Pedemontana (4559 milioni), TEM (1742 milioni) e Bre.be.mi (1686 milioni), eppure nell’elenco di queste infrastrutture connesse manca qualsiasi riferimento alla definitiva soluzione dello spostamento dei pendolari e dei turisti via treno nell’area metropolitana regionale (le infrastrutture necessarie sono state individuate ma sono relegate in allegato 3, quello meno prioritario), unico vero sistema di mobilità necessario per chi visiterà l’Expo e poi deciderà di visitare le bellezze della nostra regione, una vera occasione persa per potenziare un sistema che toglie auto dalle strade. Vengono inseriti nelle infrastrutture “essenziali”, le più prioritarie, 331,2 milioni per una nuova via d’acqua quando il nostro sistema dei canali, a partire dalla Darsena, versa in un grave stato di degrado. Si parla di un villaggio per 2000 residenti, con ulteriore consumo di suolo e non ci sono investimenti per recuperare il sistema delle cascine agricole a fini turistici-ricettivi.

 Ribadiamo che l’Expo deve essere l’occasione per portare l’attenzione sul sistema del verde, dell’agricoltura, delle cascine, delle ville storiche, dei beni culturali, del governo delle acque, con la prospettiva di arrestare il processo di erosione che ormai minaccia i boschi, le aree verdi e il suolo agricolo che ancora circondano Milano. La crisi economica che ci sollecita a dare delle nuove priorità di spesa sulle infrastrutture EXPO ci deve spingere a scegliere infrastrutture a basso consumo di suolo che valorizzano e recuperano l’esistente, che producono lo stesso risultato ma con una spesa minore.

 L’Osservatorio EXPO quindi, come primo esempio non esaustivo di un “tagliando” che va fatto al più presto sull’elenco di infrastrutture, dice 3 NO e 3 SI considerando i nodi della viabilità, della ricettività turistica e delle acque.

 

Mobilità per l’Expo, un NO e un SI

 ferrovie per expo 2015NO a un EXPO che vede come prioritaria solo la viabilità su gomma.

Chiediamo di spostare opere viabilistiche per almeno 400 milioni di euro dall’allegato 2 all’allegato 3 (in priorità più bassa in attesa di altri finanziamenti). Il dpcm del 22 ottobre 2008 prevede infatti ingenti risorse per 3 nuove autostrade e diversi interventi di potenziamento della rete viaria esistente, mentre ignora completamente ogni intervento di tipo ferroviario finalizzato al miglioramento della mobilità pendolare e turistica su ferro nell’area metropolitana. Ci sono solo alcuni interventi finalizzati al miglioramento dell’accessibilità ferroviaria su Malpensa, interventi che non si giudicano sufficienti per dare un quadro di sistema ferroviario funzionante per i 29 milioni di visitatori attesi per l’Expo.

 SI al nuovo prezioso sistema di “metrò ferroviario per l’Expo”: per un importo pari ai 400 milioni tolti alla viabilità, chiediamo di alzare di priorità portando dall’allegato 3 all’allegato 2 alcune infrastrutture ferroviarie previste che andrebbero a realizzare una nuova offerta ferroviaria, che utilizza materiale in parte già esistente.

Le opere da portare a priorità più alta sono:

- Il potenziamento della linea ferroviaria Milano Monza (Carnate): 80 milioni

- l’acquisto di 30 treni (da utilizzare per potenziare la rete ferroviaria regionale e migliorare nel complesso il servizio offerto, di cui 10 per il metrò ferroviario): 300 milioni

- realizzazione di alcune stazioni di interscambio tra il metro esistente e i binari ferroviari esistenti: 33 milioni circa

 Usando i binari ferroviari già esistenti, realizzando pochi interventi strutturali e con l’utilizzo di 10 nuovi treni (dei 30 ipotizzati) sarebbe possibile realizzare due nuove linee di trasporto pubblico nell’area metropolitana al servizio dell’Expo che potranno assicurare corse ogni 15 minuti:

 La linea suburbana da (Carnate) Monza per la connessione della zona della Brianza (in verde nella cartina).
Potenziando la linea Milano-Garibaldi  Monza Carnate sarebbe possibile liberare i binari della linea per Lecco migliorando quindi la mobilità pendolare. La Linea passando da Garibaldi potrà connettersi con l’Expo passando dalle stazioni di Villapizzone e Certosa già esistenti.

 La Linea suburbana Rogoredo-cintura nord-Expo. (in viola nella cartina)
Da Rogoredo (interscambio con FS) passando per la fermata Forlanini (da realizzare), poi Lambrate,  Turro (da realizzare in coincidenza con la fermata M1), passando per la fermata Istria della M5 in costruzione, per quella di Dergano della M3 in costruzione e poi dalle stazioni di Villapizzone e Certosa già esistenti.

 Acqua, un NO e un SI

 Tra le opere essenziali previste per Expo vi sono 331,2 milioni di euro, tutti a finanziamento pubblico, per la realizzazione  di “Opere Urbanistiche, Via d’Acqua: riqualificazione di aree verdi (circa 800 ettari) e rete idrografica primaria, nuove vie d’acqua, nuovo percorso lento (circa 20 km con attraversamenti a raso, sotto-sovrapassi, stazioni intermodali), nuovi manufatti edilizi, recupero edilizia storica”.

 NO alla via d’acqua, perché riteniamo inutile e controproducente impegnare 331,2 milioni di euro per la costruzione di “nuove vie d’acqua” in una delle zone d’Italia dove il reticolo idrico esistente è tra i più ricchi e ramificati.

 SI a un’ampia azione di riqualificazione ambientale e di una manutenzione naturalistica secondo i più recenti orientamenti gestionali del reticolo idrico principale e minore, azione questa non solo opportuna, ma soprattutto indispensabile ed urgente, visto il diffuso degrado che presenta, sia per la qualità delle acque che per il suo assetto ecologico. Infatti, il ripristino della funzionalità ecologica dei corsi d’acqua superficiali è estremamente importante per il recupero della loro capacità auto depurativa, per la loro diffusa azione di difesa del suolo e per la tutela della biodiversità come elementi costitutivi della rete ecologica di pianura. Un recupero di questa rete d’acqua avrebbe senz’altro un effetto positivo sull’offerta turistica stessa e sulla vivibilità.

Recupero cascine, un NO e un SI

 No alla creazione di strutture di tipo alberghiero finalizzate solo all’evento EXPO che in seguito rimangano in parte o del tutto inutilizzate. In questo senso ci sono 19,7 milioni di euro di soldi pubblici oggi destinati nell’allegato del dpcm 22 ottobre 2008 alla copertura finanziaria parziale per la realizzazione di un nuovo villaggio residenziale (10 milioni su 90,5) e alla realizzazione di una rete di alberghi (9,7 milioni) che possono essere impiegati per iniziative di ospitalità turistica senza nuovo consumo di suolo.

 SI a un impegno del Commissario per una normativa che consenta a chi oggi presidia il territorio conducendo attività agricole, di accedere a un fondo pari a 19,7 milioni di euro da destinare al recupero strutturale e funzionale delle cascine allo scopo di  aprire spazi di multifunzionalità (agriturismo, ricettività, ristorazione, vendita diretta) generando così risorse destinate a durare anche dopo EXPO. Questa operazione consentirebbe inoltre di  tutelare e valorizzare un patrimonio storico imponente,  distribuire i visitatori sul territorio e favorire la mobilità verso i luoghi storici e naturalistici di cui la nostra provincia è ricca,  promuovere un turismo sostenibile che avvicini i visitatori alla campagna milanese ai prodotti agricoli tipici, alla cucina tradizionale.

Osservatorio Expo:

Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (AIAF) gruppo di studio Expo 2015, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori Milano e Lodi, Coldiretti, Istituto per la Tutela e la Valorizzazione dell’Agricoltura Periurbana (ISTVAP), Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Lipu, WWF Italia