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.: Discussione: Via Tommei fa sentire la sua VOCE contro degrado e insicurezza

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Enza Battista

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Inserito da Enza Battista il 5 Feb 2009 - 00:28
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DA UN INTERVISTA NEL QUARTIERE

Nessuno ha la bacchetta magica per cambiare le cose in un attimo, ma una maggiore attenzione e più ascolto alle problematiche di via Tommei potrebbero davvero fare la differenza.

La generale situazione di degrado, che in realtà vede coinvolto non solo il condominio di via Tommei ma anche la zona fino a via degli Etruschi, grava sulla qualità della vita degli inquilini, i quali nonostante le proteste avanzate sembrano non essere ascoltati da chi di dovere.
I residenti richiedono innanzitutto che venga aumentato il numero di pattuglie della polizia, soprattutto nelle ore notturne; atti di vandalismo e microcriminalità costringono quasi ad un vero e proprio coprifuoco non appena cala il buio.
La poca sicurezza è solo la punta dell’iceberg: i disagi vanno dalla scarsità di parcheggi (che si fa sentire soprattutto in giorno di mercato, il mercoledì), alla mancanza di spazi per i giovani; i ragazzi che si ritrovano al civico 3 di via Tommei hanno a disposizione solo uno spiazzo, senza neanche panchine per sedersi, ed inevitabilmente il vociare provoca le lamentele dei vicini, e da li la situazione spesso degenera in accese discussioni, addirittura fino ad episodi di violenza.
Vetri dei portoni e serrature rotte, muri scrostati e pasticciati, rifiuti gettati nei cortili e sui marciapiedi antistanti il condominio.
E, cosa che ha fatto veramente arrivare gli inquilini al culmine della rabbia, scarafaggi ovunque. Dietro i muri, lungo le tubature, in casa.
E’ una situazione accettabile questa, nel 2009, in un palazzo a poca distanza dal duomo, in una città che si sta preparando per l’Expo 2015??
Il riscaldamento nelle abitazioni è al minimo, in alcune scale addirittura assente, in pieno inverno.
Assenti sono anche gli ascensori, in un palazzo che se potesse parlare si metterebbe ad urlare di essere ristrutturato.
“E’ partito un piano di riqualificazione della zona” spiega un gruppo di inquilini. “Durante i lavori verremo trasferiti in altre abitazioni, in altre zone. Le spese di trasloco dovrebbero essere a carico dell’ALER, ma quanto dovremo sborsare poi per tornare alle nostre case, a lavoro finito?”.
E ancora, inquilini che si lamentano degli occupanti abusivi, mentre altri sostengono che “ci sarà anche il problema degli abusivi, ma come la mettiamo con tutti quegli appartamenti vuoti, chiusi, che non vengono dati a nessuno, neanche a chi ha bisogno? C’è totale menefreghismo da parte di chi di dovere”.
Se un piano attuato dall’alto non si preoccupa delle piccole realtà su cui va ad agire, può apportare tutte le novità che vuole, ma resterà sempre di base il malcontento. Forse prestando maggiore ascolto alla voce di chi vive in prima persona i problemi di via Tommei, anche qualsiasi piano di riqualificazione potrebbe assumere un significato diverso.
 
Alice Fasoli