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.: Discussione: Un obiettivo primario: difendere il Parco Agricolo Sud

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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 19 Gen 2009 - 17:02
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Gentile signor Alfonso,

io penso che il traffico veicolare automobilistico sia come l'acqua: più abbiamo canali di percorrimento possibili e più si aumenta il flusso. Credo che le autovetture non diluiscano in presenza, ma aumentino esponenzialmente con l'aumentare di nuove strade di diverso tipo, strade statali, autostrade, tangenziali. 

Non capisco come si possa approvare progetti infrastrutturali per vie di mobilità alternative, penso anche a piste ciclabili che interconnettino i vari paesi del Sud della Provincia di Milano, spero futura area metropolitana, al fine di garantire un'accessibilità trasversale in diverse aree urbane nel pieno rispetto della ciclabilità e della tutela dei ciclisti, quindi rendendo continuative le piste ciclabili presenti ora in parte e in alcuni tratti, e, contemporaneamente, proseguire a implementare vie stradali automobilistiche di raccordo e di interconnessione.

Ho affermato che il problema esiste circa la necessità di endere più veloci le comunicazioni tra siti strategici e maggiormente frequentati da utenti e persone. Il raccordo tra la parte Est di Milano e Malpensa è utile e doveroso, ma non con la stessa canonica soluzione che ha visto l'italia sommersa da viadotti viabilistici stradali e autostradali, spesso inutili dal punto di vista funzionale. Un esempio è quello presente in Provincia di Novara, spesso frutti e conseguenze di speculazioni non indifferenti e collusioni di interessi economici ed elettorali. Parlo della cosiddetta Prima Repubblica, ma anche di costumi attualmente presenti. 

Questo non è il caso, però, del tema analizzato in merito, ma una considerazione di massima, sempre comunque valida.

E' utile il confronto che nasce dopo il suo post, che è ben argomentato, sviluppato nei suoi punti, corroborato da tesi interessanti. Su cui, però tendo a dissentire non per opposizione distruttiva e fine a sè stessa, ma per spirito critico verso una politica che giudico essere fallimentare in tema di mobilità, per non aprlare, poi, del tema energetico che aprirebbe altri capitoli altrettanto coinvolgenti. 

Non riesco, veramente, a comprendere il perchè si debba fare nuove opere, magari alternative di mobilità, e spero che avvengano, ma la Regione Lombardia non credo abbia l'intenzione, almeno non ho visto progetti neppure definitivi o preliminari, tanto meno, in merito, e, simultanemante si debbano incentivare nuovi canali autoveicolari, sia per il trasporto privato, quello civile, sia anche per quello commerciale e dei rifiuti, oggi trasportati tramite trasporto pesante e su "gomma". A Parigi la Senna vede una copiosa presenza di battelli che trasportano rifiuti in luoghi di smaltimento consapevole e responsabile del rifiuto, le cosiddette riciclerie, e altri battelli che trasportano merci, decongestionando la presenza di veicoli pesanti in piena città o area metropolitana (a Parigi esiste da decenni). Non si può fare altrettanto a Milano, in Provincia, in Regione? Dov'è un progetto di questo calibro? Io non voglio, incentivando vie alternative di mobilità, "pregiudicare la mobilità automobilistica", ma voglio disincetivarla perchè insostenibile nel breve periodo, il congestionamento e la non vivibilità di settori urbani, e nel lungo periodo, i costi derivanti dall'inquinamento aereo, dalle emissioni di Co2, di polveri sottili. Deve esserci un comportamento amministrativo che promuova e infonda pratiche alternative di sviluppo, occorrenti e necessarie, ripeto, per la sopravvivenza dei nostri paesaggi e della nostra salute. Non voglio ergermi da giudicante paternalista, ma da induttore di nuove pratiche più convenienti, ne sono certo.

Non condivido, signor Alfonso, seppure apprezzabile, il suo progetto proposta per l'Area del Parco Agricolo Sud di Milano, ossia la trasformazione di parte di esso a bosco e a lago. Condivido l'implementazione delle vie fluviarie oggi esistenti, ma anche di tutela, promozione, miglioramento del paesaggio cascinale e agricolo, è molto, presente in esso. Veramente questo potrebbe aprire nuovi settori, oggi sempre più rispondenti a uno sviluppo eco sostenibile del paesaggio e molto interessante per la ricchezza e la produzione economica di una zona grande e centrale per l'Italia e per l'Europa quale quella milanese e metropolitana. In una situazione di crisi economiche e finanziarie in molti contesti si torna a valorizzare la produzione agricola: esiste un ritorno di apprezzabili economie rurali come valvola di salvezza da un sistema commerciale in fallimento e in pericolo, non affidabile, come si è evidenziato su scala globale. Si ritorna alla forma di contatto diretto tra produttore e consumatore, che diventa consapevole delle merci prese e della loro portata. Esistono spazi futuri che vengono disegnati come strategici per lo sviluppo umano ed economico sociale: l'ultimo meeting di Terra Madrea, promosso da Slow Food, a livello internazionale tenuto a Torino ha evidenziato questo e ha concluso che le aree rurali saranno i promotori di una nuova economia più responsabile e più consapevole. 

Volevo infine, signor Alfonso, fare alcune considerazioni in merito alla sua affermazione un po', mi lasci il termine, "generica" e generalizzante. Il tema richiede una riflessione e un confronto puntuale e più circostanziato. Mi riferisco a quando lei dice "e poi mi pare che la TAV sia su ferro ma vi opponete anche a questa" asserendo, in seguito, "non posso credere che con la tecnologia odierna ci possano essere davvero dei rischi amianto per la popolazione". Vede io credo che sia utile dare avvio a una prassi amministrativa del territorio, lo ripeto da tanto, sostengo le attività e le iniziative che vanno in questo senso, collegiale e condivisa: sarebbe utile che le decisioni che riguardano i territori singoli, senza avanzare in inutili e sterili localismi asfittici, siano prese tramite canali di condivisione delle scelte, con canali di democrazia diretta e reale fortemente responsabilizzante, vitalità per una democrazia ormai attrice di un momento di crisi della delega come unica forma di rappresentanza. Non può un governo decidere cosa è meglio fare per un'area, magari, come voleva fare il secondo governo Berlusconi, senza neppur informare la cittadinanza locale sulle dinamiche e gli sviluppi dell'intervento di costruzione della TAV. Non è anche questo federalismo solidale?

 

Alessandro Rizzo

Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - Gruppo La Sinistra

Consiglio di Zona 4

 

 

In risposta al messaggio di Cittadino Anonimizzato a posteriori inserito il 19 Gen 2009 - 15:41
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