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.: Discussione: Dialogo Interculturale - modello d'integrazione sociale internazionale

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Hector Villanueva

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Inserito da Hector Villanueva il 10 Gen 2009 - 19:13
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Milano, 10 gennaio  2009
Eccellentissimo
Dott. Manfredi Palmeri
Presidente del Consiglio Comunale
Comune di Milano

C.C. Dott.ssa Letizia Moratti
Sindaco di Milano.

Gentile Dott. Palmeri,
rinnovandoLe l'augurio di buon anno, desidero ringraziarLa per l'invito all'incontro del 19 dicembre scorso, presso Palazzo Marino, tra il Comune di Milano e le Comunità straniere.
Ritengo che l'avvio di questo progetto di "Dialogo Interculturale" sia estremamente utile perchè Milano possa diventare un modello d'integrazione sociale e presentarsi all'Expo 2015 come una vera “capitale internazionale”.
Colgo l’occasione per inviarLe il video realizzato durante l’incontro, con le interviste ad alcuni rappresentanti delle comunità straniere presenti.

Auspicando di poterLa incontrare presto per continuare a sviluppare insieme queste sinergie, La saluto cordialmente.

Héctor Villanueva 

Presidente
Via Domenico Veneziano, 6
20139 - Milano
Cell. + 39 338 3414438
CIRCLA - Centro di Integrazione Permanente di Rappresentanza della Comunità LatinoAmericana in Italia – UE
e-mail: hectorvillanueva@libero.it      
www.circla.org
www.migrazionesalute.eu
Festival “Lo spirito del pianeta”Modello di internazionalizzazione attraverso il “Dialogo Interculturale”
La nuova ottica sull'immigrazione, vede gli immigrati, come: ..."soggetti di cooperazione tra gli obiettivi del Millenium Development Goals", ...
"risorse indispensabili per la crescita del PIL nei loro paesi d'origine, .... grazie alle loro rimesse", ..."strumento  essenziale per lo sviluppo sociale, culturale ed umano del paese che li ospita"
la strada è quella giusta per sperare in un futuro di convivenza pacifica
tra nativi ed immigrati.
HECTOR VILLANUEVA

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Ministero dell'Interno
 
 
 
 
 
Dalle Prefetture
Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione
22.10.2007
A Sesto San Giovanni presentata la Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione alla comunità sudamericana
L'occasione è stata il primo Festival di Folclore e Musica delle Americhe
Il 12 ottobre il Prof. Carlo Cardia, Presidente del Consiglio Scientifico presso il Ministero dell’Interno che ha curato la redazione del documento, ha presentato la Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione.
L'evento si è tenuto nella cornice del 1° Festival di Folclore e Musica delle Americhe, organizzato dal Comune di Sesto San Giovanni in collaborazione con il CIRCLA, Centro di integrazione permanente di rappresentanza della Comunità LatinoAmericana.

Il presidente del Centro e animatore dell’evento, Hector Villanueva, si è soffermato sull'impegno del Prof. Cardia che nel suo discorso ha saputo comunicare ai tanti stranieri presenti lo spirito e la validità di questo nuovo strumento di riferimento rivolgendo parole di elogio alla comunità latino-americana per la fattiva collaborazione del gruppo di lavoro che l’ha rappresentata nella stesura della Carta dei valori.

Al termine dell’evento hanno avuto luogo canti e danze tipiche del folklore sudamericano, con esibizione di artisti originari del Messico, del Perù e della Repubblica Dominicana.

Hector Villanueva, nato a Lima - Perù, residente a Milano.
Coordinatore di CIRCLA - Centro d’integrazione permanente per l’integrazione della comunità Latino-Americana sotto egida di OCCAM, con Consortium e con la collaborazione di enti istituzionali, enti religiosi, consolati dell’America Latina, associazioni italiane e straniere che operano nell’ambito del settore dell’immigrazione.
Collabora nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale  con OCCAM (The Observatory for Cultural and Audiovisual Communication in the Mediterranean and in the World, was created in 1997 in Milan).
Collabora con le Amministrazioni Comunali per la discussione di tematiche relative degli immigrati e per l’organizzazione di seminari, incontri e manifestazione culturali.
Presentazione di Progetto CIRCLA :
«In Lombardia vive oltre il 25% della popolazione straniera presente in Italia. Negli ultimi cinque anni il loro numero è raddoppiato, passando dai 400 agli 800mila. Questo dato deve assolutamente far riflettere, anche per quanto riguarda i criteri con cui vengono ripartiti e assegnati i fondi nazionali che vedono la nostra Regione ancora oggi fortemente e ingiustamente penalizzata, a fronte di un impegno che ci distingue da tutte le altre Regioni d'Italia.
L'obbiettivo e dare risposta al bisogno di rappresentanza, integrazione e relazione dell’ampia comunità latino americana, presente a Milano, attraverso la realizzazione di un centro di rappresentanza in grado di dialogare a livello istituzionale, sociale e culturale con la comunità cittadina.
Tale centro contribuirà a rafforzare ed incrementare il processo di integrazione degli immigrati a Milano, raccogliendo utenze che gravitano intorno a servizi, sportelli, attività promosse da enti pubblici, associazioni di categoria, iniziative informali, ecc. e favorendo processi di scambio tra immigrati provenenti da vari paesi dell’America Latina, al fine di istituire un’identità comune e collettiva in grado di relazionarsi con il tessuto sociale, culturale e imprenditoriale milanese, in modo più efficace e significativo.
L’ideazione di questo progetto è in risposta all’analisi dei bisogni riscontrati nei contatti con le comunità latinoamericane a Milano, che evidenziano la necessità di collegare i servizi offerti ai cittadini stranieri, con percorsi di integrazione e di recupero dell’identità sociale e culturale della comunità latinoamericana. Molti sono, infatti, i servizi a cui l’immigrato può rivolgersi, pochi sono, invece, i contesti che stimolano i processi di autorappresentazione dell’identità comunitaria: la creazione del CIRCLA andrebbe in questa direzione.
Il centro di integrazione permanente di rappresentanza della comunità latinoamericana a Milano vuole essere un punto di riferimento per tutti i cittadini di origine latinoamericana e per la più ampia comunità urbana, con l’intento di coinvolgere ogni fascia di età nella proposta di servizi e attività che rispondano ai bisogni aggregativi, socializzanti ed integrativi.
CIRCLA, sarà un punto di riferimento in grado di offrire in primis una serie di azioni, ma capace anche di connettersi con le istituzioni già operanti a livello metropolitano, nell’ottica della rete.
Si propone, di essere un nodo, o uno snodo, importante in quanto luogo della rappresentazione e dell’identità delle comunità latinoamericane, nell’ampia rete di Milano.
Il progetto promosso dalla Provincia di Milano prevede, con il coinvolgimento dei Comuni, dei Consolati latinoamericani, dall'Associazioni degli immigrati, del Terzo Settore e dei Patronati sindacali, l'attivazione di una rete sei servizi terrioriali , che forniscano informazioni e consulenza agli immigrati in lingua spagnola e portoguese.

PROPOSTE:Comitato scientifico per la Carta dei valori

I seguenti “punti di attenzione” per la realizzazione di azioni concrete a favore degli immigrati di origine Latino-Americana al fine di favorirne l’integrazione, nascono dalla  consapevolezza che non esiste un unico modello vincente per realizzare l’integrazione. Ogni paese ospitante,  in base alle sue caratteristiche di contesto e di risorse, deve elaborare il proprio a partire dal dialogo con gli immigrati e dalla volontà di considerali parte attiva delle politiche a loro destinate
Passiamo ora ad illustrare le nostre riflessioni/proposte:
-       necessità di attivare corsi di lingua italiana collocati in momenti di riposo lavorativo quali il sabato,  la domenica (giovedì pomeriggio per le badanti) e i giorni festivi con moduli altamente flessibili e capaci di rispondere alle esigenza di ogni singola persona nella prospettiva del “servizio personalizzato”;
-       attività di accompagnamento scolastico per i bimbi con genitori di nazionalità estera. Tali attività dovranno integrarsi con la scuola e il curricolo scolastico ma nello stesso tempo dovranno tener conto delle esigenze di gioco ed espressività dei bambini;
-       valorizzare la lingua d’origine dei genitori affinché il bambino non perda il contatto con le proprie radici culturali e sia nella situazione corretta per poter integrare il contributo della cultura d’origine e quello della cultura italiana (che acquisisce a scuola) non dimenticando che l’integrazione permetterà un arricchimento reciproco  e un confronto positivo. E’ inoltre evidente che questo permetterà ai genitori di esprimere al meglio la loro competenza educativa in quanto potranno realizzarla nella loro lingua di origine;
-       attivare esperienze ludico creative  quali “il teatro per l’integrazione” a favore di bambini e adolescenti che altrimenti potrebbero avere quale unica alternativa la piazza con il pericolo di sviluppare forme aggregative quali “baby gang” (troppo spesso oggetto di cronaca). L’attenzione su questo fronte influirebbe, in positivo, sul fenomeno delle gravidanze precoci che vedono ragazzine di 13-14 anni già impegnate con una gravidanza. Proponiamo il teatro quale strumento fondamentale e non dimentichiamo anche le valenze educative formative dello sport in generale. A questo fine l’accesso a palestre, piscine e impianti sportivi di proprietà comunale o provinciale dovrebbero essere facilitati alla popolazione immigrata di questa fascia di età;
-       attività di counseling a favore dei bimbi e dei portatori di disagio psicologico derivanti dal processo di immigrazione e dalle sue influenze sull’identità soggettiva e culturale dell’immigrato che si sente per molto tempo non appartenente ad una comunità in quanto non si ritrova in quella di origine e non è ancora integrato in quella italiana;
-       corso di lingua destinato alle famiglie in modo che tra genitori e bambini non si crei un gap dovuto alla diversità di competenze linguistiche;
-       attivare attraverso l’azione degli Istituti di cultura italiana collocati nei paesi d’origine, dei corsi di lingua italiana ad uso dei soggetti (partner e figli) che intendono ricongiungersi al coniuge in Italia;
-       ancora attraverso gli Istituti di cultura italiana nei paesi di origine, attivare dei corsi ad uso dei lavoratori che, di conseguenza alle quote decise di immigrati in entrata in Italia, attendono nel loro paese sei mesi per poter entrare. E’ un periodo ideale per alfabetizzarli all’italiano in modo che al loro arrivo abbiamo una buona base, sufficiente a non farli sentire estranei;
-       per gli immigrati che già possiedono la  cittadinanza italiana o per nascita, come i figli, o per diritto acquisito, favorirne  l’accesso all’interno delle forze dell’ordine (Polizia Locale – Poliziotto di Quartiere). Questa operazione potrebbe risultare vincente al fine di prevenire e punire i reati commessi dalla malavita di origine straniera;
-       ammettere alla fruizione del “bonus bebè” anche i bambini di genitori stranieri che non erano inclusi come beneficiari nel provvedimento deciso dal governo passato. Per sanare la sperequazione occorre intervenire con  una sanatoria che possa incidere sui casi pregressi di genitori che hanno avuto i soldi e che dovranno restituirli nel caso in cui la sanatoria non sarà attivata;
-       messa a disposizione di uno spazio di proprietà della provincia da attrezzare con computer e mezzi di comunicazione (internet). Tale spazio dovrebbe servire prima di tutto alla comunicazione con le famiglie di origine e la propria rete di relazione,   e  alla ricerca di informazioni interessanti per giovani e non, riguardanti il paese di origine  (storia e cultura) e i temi più sentiti quali la ricerca del lavoro e dei servizi. E’ importante tener conto che i PC  sarebbero forniti gratuitamente e per i collegamenti telefonici si utilizzerebbe internet con la forma gratuita di SKIPE.  Il centro, che potrebbero funzionare da “chiosco” informatico, sarebbe in grado di erogare corsi di informatica e di e-learning in generale;
-       attivare corsi di formazione per gli imprenditori immigrati che devono essere in grado di crescere a partire dal possesso delle competenze non solo linguistiche (su cui occorre lavorare) ma anche specifiche quali la normativa, la gestione, le risorse umane, i canali di finanziamento ecc.;
-       impegnarsi affinché venga riconosciuta la cittadinanza finanziaria alla luce delle seguenti considerazioni:
1.      le rimesse economiche verso i paesi di origine seguono molto spesso dei canali irregolari; questo facilita un esproprio di ricchezza anche per i paesi destinatari in quanto queste rimesse sono a favore dei singoli e non portano reale ricchezza al paese di origine. Se la transazione fosse “regolare” si potrebbero arrivare – come già si fa in Messico – a trattenere per opere pubbliche, esigenze di pubblica utilità e attività di cooperazione internazionale, una parte della ricchezza entrante;
2.      il lavoro degli immigrati (ca. 4.200.000) contribuisce al PIL italiano nella misura del 7%. Abbiamo 180.000 imprese in Italia gestite da imprenditori immigrati che danno lavoro a ca. 30.000 operatori italiani. Queste realtà imprenditoriali potrebbero promuovere l’internalizzazione dei prodotti italiani nei paesi d’origine e viceversa. I vantaggi reciproci sarebbero rilevanti.