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.: Discussione: 90mila alberi per Abbado

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 16 Maggio 2010 - 17:50
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Da milano.repubblica.it:

L'INCHIESTA

Alberi in città, il sogno dimezzato
mancano sessanta milioni di euro


Costi troppo alti: l'annunciato mezzo milione di nuovi esemplari si riduce a 300mila
In centro soltanto 100 piante. Il progetto studiato per Abbado tramonta definitivamente
di TERESA MONESTIROLI

L’obiettivo di 500mila nuovi alberi in città in vista della grande Esposizione universale è già quasi dimezzato. Il piano per il verde di Palazzo Marino da qui al 2014, infatti, ne prevede solo 300 mila, per arrivare, compresi i 185 mila già esistenti e i 57 mila già piantati in questi anni, a un totale complessivo di 500 mila. Di cui solo un centinaio, però, spunteranno nel grigio, a inverdire strade e piazze di Milano. Di certo non dove aveva pensato Renzo Piano, visto che il suo progetto, studiato per il ritorno del maestro Abbado alla Scala il mese prossimo, è stato definitivamente archiviato.

Tutti gli altri finiranno nelle aree verdi, con un’attenzione particolare per le periferie. Perché, se esteticamente parlando, gli alberi rendono la città più bella e la vita di tutti i giorni più piacevole nei quartieri più infelici, da un punto di vista ambientale, dicono gli esperti, possono favorire l’entrata dei venti in città, migliorando la qualità dell’aria. A spiegarlo è Andreas Kipar, l’architetto paesaggista che ha ideato i Raggi verdi, il mega progetto pensato per Expo 2015 e già inserito nel Piano di governo del territorio: «Milano deve puntare sulla costituzione di “camere a ossigeno” nelle periferie creando zone fredde che facilitano lo spostamento dell’aria, incanalando il vento verso il centro, dove le polveri ristagnano di più».

L’idea, dunque, sembra di più facile realizzazione. Anche se parlando con i tecnici di Palazzo Marino si scopre essere comunque costosissima: secondo le stime di Palazzo Marino il peso sulle casse pubbliche sarà di oltre 60 milioni di euro, 46 per i Raggi verdi e 15 per le 300mila nuove piante. Soldi che, in un periodo di magra come questo, il Comune proprio non ha. Ma che cerca. «Spero di riuscire a finanziare almeno il 50 per cento delle opere attraverso le sponsorizzazioni - spiega Maurizio Cadeo, assessore all’Arredo urbano - Con soddisfazione noto che cresce la sensibilità da parte dei privati. E finalmente le aziende e i cittadini si rivolgono a noi autonomamente per proporci finanziamenti». Tra questi ci sono non solo le fondazioni, le grandi società e le banche  un grande istituto di credito ha in cantiere un progetto che prevede la piantumazione di un albero per ogni nuovo conto corrente aperto  ma anche i milanesi, i commercianti, i condomini.

Esperienze nuove, che hanno permesso al Comune di risparmiare 9 milioni di euro di investimenti dal 2007 a oggi, oltre a 500mila l’anno per la manutenzione ordinaria del verde. Perché le 230 convenzioni siglate negli ultimi anni hanno di fatto dato in gestione ai privati aiuole strappate ai parcheggi  come in via Washington e in via Montebello  o interi tratti di Raggi verdi. È successo con il primo degli otto, quello che dal parco Sempione porterà alla fiera di RhoPero, l’unico già iniziato e, guarda caso, proprio nei due tratti sponsorizzati. Perché se una parte degli interventi fa parte dei grandi progetti urbanistici come Citylife e Porta Nuova, è necessario che un’altra parte della spesa venga coperta dai privati. D’altronde, proprio la questione economica è stata lo scoglio insormontabile che ha determinato la rottura tra il sindaco Moratti e l’architetto Piano. Il milione di euro chiesto per il progetto esecutivo e i 13 milioni preventivati per la piantumazione di 3.300 alberi in città (di cui 200 tra il Duomo e il Castello) sono stati considerati una cifra esorbitante.

Ruota intorno ai finanziamenti anche la scelta di quali piante utilizzare (giovani, che costano oltre dieci volte di meno di quelle adulte) e di dove collocarle (in mezzo ad altro verde). Il piano da 300mila nuovi alberi, infatti, prevede solo un centinaio di piante in strade e piazze, il cosiddetto “verde su grigio”. Per ora i progetti già approvati sono i 36 alberi in via Paolo Sarpi, i 4 in Santa Maria delle Grazie, i 5 in corso Buenos Aires. Ma al vaglio dei tecnici ci sono già corso Genova, piazza Gambara, via San Vittore e piazza Wagner. «Ogni pianta “sul grigio”  spiega l’assessore  implica una complessa indagine dei sottoservizi e un costo medio che abbiamo calcolato intorno ai 2000 euro. Cifra che, nel caso di via Dante, sarebbe salita fino a 10mila. Senza contare la necessità di avere, ogni volta, il via libera dalla Sovrintendenza».

Complicato e costoso, dunque, mettere alberi in centro. E, per molti, neppure necessario. «Bisogna piuttosto passare da un “verde a isola” a una rete ecologica diffusa  spiega Riccardo Gini, direttore del Parco Nord  restituendo anche pezzi di città ai milanesi là dove interventi come i parcheggi sotterranei danno la possibilità di piantare nuovi alberi». Anche per Manuela Baietto, ricercatrice di Agraria in Statale, «inserire piante nel centro storico, dove non sono mai state previste, non ha molto senso. Ci sono zone che ne hanno più bisogno e dove mettere vegetazione crea una maggiore uniformità».

La maggior parte delle piante, dunque, finirà in aree verdi già esistenti o nelle aree di trasformazione. Come i “Boschetti del benvenuto” appena realizzati da Palazzo Marino: 20mila piante  di cui solo 3.000 adulte  per riforestare gli assi di penetrazione di Milano. Un progetto da un milione di euro, finanziato per la metà dalla Regione, che riqualifica con cespugli e piante piccoli appezzamenti di verde abbandonati: a beneficio, però, soprattutto dell’automobilista, visto che sono quasi tutti in prossimità delle tangenziali. Come il Boschetto di via Pertini, dove centinaia di piantine, oggi ancora nane, costeggiano una strada di scorrimento dove si viaggia a ottanta all’ora. Almeno in via Enrico Fermi, proprio dietro la sede della Lega, il boschetto ancora in erba, una volta cresciuto, proteggerà una pista ciclabile. Ma anche qui la sensazione è di stare in autostrada.

(15 maggio 2010)
In risposta al messaggio di Giovanni Gronda inserito il 30 Dic 2008 - 10:40
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