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.: Discussione: Brutta comunicazione email da ATM

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 23 Gen 2009 - 17:04
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In merito ai limiti della comunicazione e dell'operato di ATM ecco un altro esempio, tratto da ChiamaMilano di oggi.
 Non sarà mica un caso se "I tecnici lo chiamano “potenziamento”, gli utenti la chiamano “presa in giro”."

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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L’IMPOTENZA DEL POTENZIAMENTO
Atm rivoluziona le linee di superficie nel nord della città, ma per il momento si contano solo proteste e disagi

I tecnici lo chiamano “potenziamento”, gli utenti la chiamano “presa in giro”.
Più che la ridefinizione dell’assetto del trasporto pubblico, quella compiuta da Atm nella zona nord della città sembra l’ennesimo tentativo di ottimizzare le risorse a scapito dei fruitori del servizio.
Con la scusa della nuova metrotranvia, la linea 31 che dal 17 gennaio collega Piazzale Lagosta a Cinisello Balsamo risalendo viale Zara e viale Fulvio Testi, Atm ha compiuto una sostanziale ma poco funzionale modifica nelle rotte e nei mezzi di superficie.
Le linee tranviarie 5/ e 11 sono state soppresse, mentre della linea 7 è stato ridotto il percorso. Chi prendeva l’11 adesso può usare la 7 nel tratto Cacciatori delle Alpi-Viale Rodi e la 31 Tra Viale Rodi e Bignami. Come dire: due mezzi al prezzo di uno e due attese invece che una.
Per alcuni tratti del percorso, di fatto, la metrotranvia sostituisce in toto i vecchi tram; ciò significa che l’utenza fino a ieri trasportata da tre diversi mezzi, sommata alla nuova utenza proveniente da Cinisello, è costretta a viaggi “compressori” sul nuovo “rivoluzionario” mezzo di trasporto. Che altro non è che un tram, peraltro giudicato “inutile” dal Presidente di ATM Catania pochi mesi fa, considerando che tra meno due anni sullo stesso tracciato dovrebbe entrare in funzione la nuova linea 5 della metropolitana.
Altre modifiche riguardano la tratta Piazzale Lagosta-Ospedale Maggiore, ora coperta non più dal tram, ma dal nuovo bus 87; non più corsia protetta, non più basso consumo, ma viaggi a rilento lungo lo zig zag dovuto ai cantieri per la nuova M5.
La logica è sempre la stessa: meno mezzi, meno corse, stessi utenti trasportati. Oppure obbligo di nuovi e faticosi trasbordi. La parola d’ordine “potenziare” diventa sinonimo di “taglio dei costi e dei servizi”.
Dagli uffici stampa di Atm fanno sapere che eventuali disfunzioni saranno analizzate nelle prossime settimane: “siamo ancora in fase di rodaggio, stiamo raccogliendo le segnalazioni degli utenti e poi vedremo se bisognerà apportare qualche modifica ai percorsi”.
Il potenziamento è un esperimento, pare di capire, che grava sui cittadini costretti a fare i conti con le novità del servizio. Poi chissà, forse tra qualche settimana, in fase di assestamento, si apporteranno ulteriori modifiche o verranno ripristinate le vecchie tratte. Intanto si sperimenta.
L’area nord di Milano più che potenziata è stata oggetto di un’operazione di “maquillage” che neppure ha interessato l’intera zona.
Spostandosi poco più a ovest rimane ad esempio patologicamente afflitta da problemi di congestione la tratta Imbonati-Rossi, l’unica, per intendersi, da cui è raggiungibile Affori. Aspettando la metropolitana con la stessa disillusione che accompagnava Didi e Gogo per l’arrivo di Godot, i cittadini devono vivere ogni giorno il calvario su tre linee, la 70, la 41 e la 52, che nelle ore di punta non arrivano mai e, se arrivano, arrivano tutte insieme, sono troppo piene e procedono a passo d’uomo.
Attese bibliche condannano invece gli utenti della zona Corso Sempione-Viale Certosa che possono fare affidamento soltanto sulla linea 1. Più a est, è Via Padova la vera via Crucis dei viaggiatori.
Passando alla zona sud, un altro esempio di area “non protetta” è quella di Ripamonti. La linee 34 verso Fatima e la 99 verso Opera si contano sulle dita di una mano anche nelle ore di punta.
Più ci si allontana dalla cerchia dei Bastioni, si sa, più la situazione si complica, pena il traffico, pena l’aumento dell’utenza e il diradarsi della linea sotterranea. E, a proposito di metropolitana, ultimamente non sono stati pochi i guasti sulle linee M1 e M2. Guasti gestiti con scarsa tempestività che hanno in diverse occasioni creato polemiche accese da parte degli utenti e dell’Amministrazione.
Sulle disfunzioni di Atm infatti, il Comune ha deciso di mettere le cose in chiaro.
In occasione della presentazione del nuovo bando per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico della città, ha precisato come efficienza, comfort dei mezzi e puntualità dovranno essere garantiti a tutta la cittadinanza.
“Chiede all’oste se il vino è buono”, rispondono con un’implicita “ammissione di colpevolezza” dagli uffici di Atm quando chiediamo quale sia la percezione dell’azienda del servizio erogato. Peccato che se il vino non è buono si può sempre cambiar osteria, mentre ATM è concessionaria di un servizio pubblico e lo gestisce in regime di monopolio.
Ma i controlli più rigidi da soli non basteranno.
A servire è un intervento davvero rivoluzionario dell’assetto del trasporto pubblico nelle zone periferiche della città.
Compito, questo, che spetta non ad Atm, ma al Comune.

Giulia Cusumano
In risposta al messaggio di Alberto Capozzi inserito il 15 Gen 2009 - 16:00
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