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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 21 Ott 2008 - 21:26
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Dal sito Web del Comune di Milano:

Festival dell'Alimentazione

"Noi siamo quello che mangiamo"

Intervento dell'assessore Landi di Chiavenna a una tavola rotonda dedicata a cibo e salute. L'educazione alimentare come strumento di prevenzione delle malattie

 

Milano, 21 ottobre 2008 – Cibo e salute i temi al centro della tavola rotonda che si è svolta questo pomeriggio a Palazzo Affari ai Giureconsulti nell’ambito del Festival Internazionale dell’Alimentazione, alla quale ha preso parte l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna.

“Noi siamo quello che mangiamo – ha detto Landi in apertura del suo intervento. Uno slogan che racchiude un significato profondo. Perché l’alimentazione, nella società moderna, deve essere innanzitutto un terreno privilegiato di prevenzione delle malattie”.

“Il neonato, il lattante e l’adolescente – ha proseguito l’assessore - saranno i nostri cittadini di domani e perché siano sani da grandi dobbiamo vincere la sfida di oggi, cominciando subito con una alimentazione adeguata, bilanciata e corretta, e costruendo la cultura dei corretti stili di vita sin dalla prima infanzia”.
“Milano in cammino verso Expo 2015 – ha detto ancora Landi - può essere ancora una volta, anche grazie alla sua peculiarità e al suo Assessorato alla Salute, in sinergia con le altre istituzioni ed eccellenze cliniche presenti, il laboratorio di un progressivo cambiamento delle abitudini nutrizionali e di vita, a partire da quelle dei nostri ragazzi. Quando si parla di sovrappeso, obesità, disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia), non si tratta di problemi di natura estetica, ma di vere malattie. La riduzione della sedentarietà, la promozione di una vita attiva, le abitudini nutrizionali corrette non bastano più per contrastare questi fenomeni. Si è parlato tanto della qualità del rapporto genitori/bambini, ma oggi deve esserci un ritorno di quantità di tempo a loro dedicato, per cui non ci sarà prevenzione o formazione corretta senza quella alleanza importante, forte, necessaria all’interna della famiglia. Il nostro compito dunque è educare per educare e fare in modo che i genitori tornino a essere guida per le future generazioni”.
I dati sull’obesità mostrano come questo problema sia non solo sanitario, ma anche educativo e sociale.

“Ecco un dato – ha spiegato l’assessore alla Salute – che ci deve far riflettere: il 45% dei milanesi è in sovrappeso od obeso. E lo è pure un bambino su tre. Percentuali molto, troppo elevate. C’è molta attenzione da porre al problema soprattutto riguardo l’età infantile. Inoltre bisogna considerare l’impatto sociale di questa condizione: 7 bambini su 10 oggi in sovrappeso lo saranno anche da adulti. Il che significa diabete (causato nell’80% dei casi da obesità), tumori (30% dei casi), malattie cardiovascolari (25% dei casi) e un’aspettativa di vita inferiore mediamente di 10 anni. Un dato allarmante è anche la predisposizione al sovrappeso e all’obesità per fatti di familiarità (monoparentale o biparentale)”.

“Da ultimo – ha aggiunto Landi - non deve essere sottovalutato l’impatto economico che sovrappeso e obesità hanno sulla società. In una città come Milano è possibile calcolare in oltre 600 milioni di euro l’impatto per ospedalizzazione e cure mediche. Prevenire quindi è meglio che curare anche per il welfare. La prevenzione aiuta a risparmiare risorse importanti”.

Sul banco degli imputati lo stile di vita: alimentazione orientata verso cibi troppo ricchi di grassi e zuccheri e riduzione del movimento e dell’attività fisica. Aumentano i sedentari ed è stata documentata una significativa riduzione del numero di ragazzi che praticano un’attività sportiva. E più di un bambino su 5 non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero. “I nostri figli – ha spiegato l’assessore -, anziché giocare all’aperto o fare sport passano la maggior parte del tempo libero davanti alla televisione: il 30% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni almeno 2-3 ore al giorno, il 22% 3-4 ore e il 20% oltre 4 ore. E’ dimostrato che un bambino di quest’età, che trascorra 5 ore davanti al video, ha un rischio 5 volte maggiore di diventare obeso”.

Importanti le attività svolte e in programma dell’Assessorato alla Salute, tutte incentrate a rispondere al bisogno di prevenzione e correzione dei disturbi del comportamento alimentare. “L’impatto sull’intera popolazione – ha detto in conclusione Landi - ci ha convinto della necessità di incrementare il nostro impegno, in sinergia con le istituzioni e le associazioni, per combattere il comportamento alimentare errato, soprattutto grazie alla cultura della prevenzione e la promozione dei corretti stili di vita per favorire il benessere psicofisico che migliora la qualità della vita”.

In risposta al messaggio di Federica Pacetti inserito il 21 Ott 2008 - 16:21
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