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.: Discussione: Ordinanze: sicurezza e politiche sociali insieme

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 11 Apr 2010 - 21:54
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Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:

ACLI. MORATTI: “UN ALLEATO PREZIOSO PER PROMUOVERE LA SOLIDARIETÀ”

Milano, 10 aprile 2010 – “Sono felice di essere qui  insieme a voi che da più di sessant’anni contribuite alla crescita della nostra città e del nostro Paese. Ho ascoltato la vostra proposta per una nuova Social Card che contiene due importanti innovazioni. La prima e' il concetto di equità territoriale e la seconda il coinvolgimento degli Enti Locali che conoscono meglio le esigenze dei cittadini". Così il Sindaco Letizia Moratti è intervenuta, al Teatro Dal Verme, alla tavola rotonda “Sentinelle del territorio, costruttori di solidarietà. L’impegno delle Acli per un’Europa solidale”.

All’incontro, tra gli altri, sono intervenuti Andrea Olivero, presidente nazionale Acli; il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano; Mario Sepi, presidente del Comitato Economico Sociale Europeo; Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, e Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire, in qualità di moderatore. Per l’Università Cattolica di Milano erano presenti Mauro Magatti, preside della Facoltà di Sociologia, e Cristiano Gori, docente di Politiche sociali.

Il Sindaco ha continuato sottolineando l'impegno di Milano nell'assistenza alle fragilità, come per esempio i padri separati che rappresentano oggi, a causa della crisi, una nuova emergenza. "Il Comune di  Milano - ha proseguito Letizia Moratti - ha deciso di destinare loro alcuni alloggi confiscati alla mafia:  dopo gli appartamenti di via Vallazze e via del Mare, a giorni ne consegneremo altri in via degli Appennini“.  

A Milano la sicurezza non e' disgiunta dall'accoglienza e l'integrazione. Il Sindaco ha anche ricordato che il Comune investe 15 milioni di euro per l'integrazione dei minori. "Le nostre politiche sociali - ha spiegato il Sindaco Moratti - sono il nostro baluardo perché non creano ghetti, come succede in altri Paesi dove accadono spesso episodi drammatici contro lo Stato“. "Inoltre Milano - ha concluso il Sindaco - presta moltissima attenzione ai bisogni dei cittadini. Penso ai 250 custodi sociali che sono delle vere e proprie sentinelle territoriali, alla Fondazione Welfare per incentivare attraverso il microcredito, il reinserimento nel mondo del lavoro ”


Da milano.corriere.it:

La Moratti: a milano non ci sono rischi di banlieue
Tettamanzi: la sicurezza non crei ghetti


Il cardinale alla conferenza Acli: legalità e accoglienza? Una formula che necessita di un’attenta autocritica

MILANO - L’enfasi sul tema sicurezza rischia di essere inefficace e di creare ghetti. Di più. La formula legalità-accoglienza, il binomio che orienta da sempre le politiche sociali della giunta Moratti, «esige di essere sottoposta ad attenta autocritica». Il cardinale Dionigi Tettamanzi è l’ospite d’onore della conferenza organizzativa della Acli, al teatro dal Verme. Il discorso ai «costruttori di fraternità e solidarietà» muove da una serie di domande. «Cosa s’intende per legalità? Una legge positiva. Ma quale? E non c’è forse un’altra legge, la "legge naturale", scritta nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, che è posta a fondamento e a garanzia delle leggi positive, chiamate ad essere «giuste»?. E ancora. «Perché la sicurezza viene solitamente accostata solo alla legalità? Non c'è forse una sicurezza non meno importante che può essere legata anche al tipo di accoglienza, un'accoglienza che superi il rischio di dare vita a nuove forme di ghetto?».

Il ghetto, appunto. Quasi una parolaccia, un tabù impronunciabile. Un rischio che Letizia Moratti respinge puntualmente: «La sicurezza unita alle politiche di integrazione e di accoglienza - dice infatti il sindaco subito dopo aver letto il discorso del cardinale - non può creare ghetti; rappresenta anzi il baluardo perché non se ne creino». Il rischio semmai è altrove, ribadisce la Moratti, «in altri Paesi, come la Francia, dove l'emarginazione della comunità straniera ha portato rivolte contro lo Stato». E via Padova? «Un episodio drammatico, certo, ma senza i caratteri di una ribellione contro lo Stato». Le parole del cardinale riaccendono antiche polemiche. Il leghista Matteo Salvini, è il primo a «contestare»: «Tettamanzi forse non ricorda che Milano è la città che più ha integrato, accogliendo più di 200 mila immigrati. Le sue prediche valgono forse altrove, ma non per Milano». E le parole del cardinale sul diritto naturale che «precede» il diritto positivo? «Mi rifiuto di pensare - replica Salvini - che gli accenni di Tettamanzi siano rivolti alle politiche nazionali sull’immigrazione e al reato di clandestinità. Ho troppa stima dell'intelligenza del cardinale per pensare che in nome del diritto naturale si voglia abbandonare l'Italia all’anarchia».

Nel discorso di Tettamanzi il tema dell’inclusione è la chiave di lettura per interpretare la realtà: la crisi, la povertà, la città: «Mi diceva un giovane prete che nel suo quartiere di Milano, segnato da una popolazione di medio alta borghesia e dall’immigrazione, si è accorto che tra i poveri deve oggi contare queste due categorie: i figli dei portieri e i figli degli stranieri». Letizia Moratti, ghetto a parte, annuisce. Poi passa ad elencare gli sforzi fatti dal Comune. I 15 milioni di euro, per esempio, spesi per i minori immigrati. Oppure i custodi sociali, «sentinelle della sofferenza» nella città che vuole mantenere il cuore in mano; o ancora la fondazione Welfare, singolare esperimento di stato sociale applicato su scala comunale. E poi c’è la proposta che arriva dai padroni di casa. Una social card affidata agli enti locali. Il sindaco è d’accordo, dice che l’idea è molto interessante soprattutto «perché tiene conto delle differenze dei territori». Il finale è tutto sulla crisi. Che è economica ma anche di valori, sottolinea la Moratti. «Perché la finanza non è mai separata dalla responsabilità individuale».

Andrea Senesi
11 aprile 2010

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 23 Set 2008 - 20:26
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