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Elena Sisti

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Inserito da Elena Sisti il 23 Lug 2009 - 15:29
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NON SIAMO NOI AD AVER PERSO!

Milano, 23 luglio 2009
 

Il Tribunale Amministrativo della Lombardia ha rigettato il  ricorso proposto dalla nostra associazione - insieme all’Associazione Italiana Ipertensione Polmonare, WWF, Italia Nostra e Legambiente -  per ottenere l’annullamento delle delibere del Comune di Milano che prorogavano di un ulteriore anno l’esenzione dal pagamento della tariffa ECOPASS per i veicoli Euro 4 Diesel senza filtro antiparticolato e sancivano, in modo generico ed indifferenziato, la libertà di circolazione in area Ecopass per tutti veicoli che installino filtri antiparticolato post-vendita omologati.

Il ricorso si proponeva un piccolo obiettivo: ristabilire un principio di coerenza scientifica delle misure  anti-inquinamento consentendo alle nostre amministrazioni, d’ora in poi, di opporsi a pressioni  che minassero la congruenza delle misure adottande e salvaguardando così in modo più efficace il diritto primario dei cittadini alla salute.

Crediamo che la sentenza emanata dal TAR rappresenti una sconfitta per la città di Milano e non solo per chi ha visto respingere il ricorso proposto.

Ecco perché.

La proroga dell’esenzione per i  veicoli Euro 4 diesel senza filtro per tutto il 2009 è stata motivata, come ha confermato l’avvocatura comunale in più occasioni in corso di causa, esclusivamente dalle forti  pressioni politiche che l’amministrazione comunale ha subito da più parti. 

All’occorrenza il Comune di Milano ha dovuto costruire a tavolino delle motivazioni  affermando così, fra l’altro, che il contributo di inquinamento di tale categoria di automobili in area Ecopass doveva considerarsi trascurabile ammontando questi ultimi a circa 2750 veicoli al giorno. Nascosta fra le pieghe della delibera vi era tuttavia una grave bugia laddove i veicoli Euro 4 diesel senza FAP “conteggiati” dal Comune al fine di giustificare la proroga erano solo quelli che entrano “sistematicamente” in area Ecopass (ovvero più del 50% dei giorni dell’anno)  e non invece tutti gli altri appartenenti alla medesima categoria che pur entrano in area Ecopass giornalmente.  I veicoli Euro 4 diesel senza FAP che circolano in area Ecopass sono invece, come è risultato dai documenti comunicati dal Comune a seguito di accesso agli atti in corso di causa, ogni giorno circa 14.000 dei quali 2.200 circa commerciali.

Ciò significa, sempre in base ai dati consegnati dal Comune in corso di causa, che il contributo di questi veicoli,  che rappresentano oltre l’11% degli ingressi totali in area Ecopass, costituisce oltre il 20% del PM10 allo scarico sul totale quotidiano.

Dunque, non una porzione irrilevante ma, viceversa,  sufficiente a fare una differenza sull’aria che respiriamo. Sulla nostra aspettativa di vita che - come dimostrano recenti studi - aumenta in modo sensibile con il diminuire del particolato sottile nell’aria. E  sugli effetti che l’aria che respiriamo produce sugli individui, in particolare quelli più sensibili, bambini, anziani e coloro che soffrono di patologie respiratorie o cardiovascolari.

E’ anche stato dimostrato in causa che un veicolo diesel Euro 4 senza filtro, esente dal pagamento di Ecopass  produce, individualmente, molte più sostanze inquinanti  (ed in particolare NOX e PM10) di uno Euro II a benzina oggi soggetto al pagamento della tariffa.

Eppure, il Tribunale ha ritenuto non rilevanti le incongruenze e i vizi denunciati ma rilevante invece la necessità di contemperamento degli interessi coinvolti (e segnatamente il diritto alla salute con i contrapposti  diritti di libertà di circolazione e iniziativa economica) anche data la natura asseritamente provvisoria del sistema Ecopass.

Il TAR ha anche rigettato la censura inerente l’inserimento in classe II (e quindi esente) di tutti i veicoli che  installino un filtro omologato. Per semplificare si dirà che di recente sono stati messi in commercio filtri post vendita per i mezzi commerciali e i veicoli pesanti che riducono le emissioni di particolato sottile del veicolo. L’installazione del filtro determina, ai soli fini dell’inquinamento da particolato, l’inquadramento del motore nella fascia di appartenenza richiesta per il filtro nella domanda di omologazione.

Così, grazie al  filtro post-vendita ed all’attuale formulazione della tabella Ecopass, un camion Euro 0 può arrivare ad avere emissioni di PM10 di livello Euro 3 (ma continuerà ad avere i livelli di emissioni NOX di un camion Euro 0 ovvero 11.190 mg/km contro i 23 mg/km di un auto Euro IV a benzina) e circolare liberamente nel centro storico di Milano mentre un camion omologato Euro 3 sin dall’immatricolazione continuerà ad essere soggetto alla tariffa Ecopass.  In pratica i camion che prima rimanevano fuori dal centro di Milano senza il pagamento della tariffa, potranno ora arrivare in Piazza del Duomo liberamente.

Ma  ciò, a detta del TAR, non renderebbe rilevante l’incoerenza denunciata trattandosi comunque di misura sperimentale e riguardando la relativa esenzione “un mercato embrionale”. Eppure,  Regione Lombardia ha appena stanziato, e per un quarto già erogato, 10 milioni di euro a finanziamento dell’acquisto di tali filtri post-vendita sui mezzi pesanti delle imprese dell’area critica lombarda.  Ciò comporta che, a breve, dai  3500 ai 5000 autoveicoli pesanti (commerciali di vario genere) avranno libero accesso all’area Ecopass. E così, il mercato definito “embrionale” dal TAR potrebbe trasformarsi in una piccola catastrofe ambientale per la già microscopica area ecopass.

Chi  si giova di tale incongruenza?  Certamente i produttori di filtri. Non certo l’aria della nostra città né  la nostra salute che dovrebbero essere tutelate dai nostri amministratori con misure sempre più stringenti e non viceversa peggiorative ed incongruenti rispetto ai dati scientifici ben noti agli addetti ai lavori.

Questa sentenza rappresenta una sconfitta per Milano perché, ancora una volta porge alibi ai criteri della politica e concessioni  all’impiego non rigoroso dell’azione amministrativa in materia di misure anti-inquinamento. A che vale scusare le incongruenze con la  natura sperimentale o temporanea delle misure vigenti se ogni anno, e quindi in un breve arco di tempo,  nella nostra città muoiono  non meno di 600 persone per gli effetti a breve termine dell’inquinamento (ASL CITTA’ DI MILANO - Stima dell’impatto dell’inquinamento atmosferico su mortalità e morbosità nella città di Milano anno 2007)?

 Forse quei  600 morti possono comprendere le giustificazioni della nostra politica?



Elena Sisti

Genitori Antismog

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La sentenza del TAR per Ecopass in merito al ricorso dei Genitori Antismog 0
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In risposta al messaggio di Elena Sisti inserito il 25 Apr 2009 - 08:19
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