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.: Discussione: Milano Expo 2015 e la definizione della sua governance

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 12 Ago 2008 - 12:46
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Da Milano 2.0:

Firmato il decreto dell'Expo: chi ha "vinto" tra Berlusconi, Moratti e Formigoni? Rimangono i dubbi sulla governance
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 10:30 in Milano cronaca, Milano politica

 

Dato che il Lodo Alfano è passato Silvio Belusconi si è tolto un altro pensiero che lo assillava, quello del decreto per l'Expo 2015, rimandato e strarimandato e arrivato giusto giusto due giorni prima del termine ultimo previsto, il 25 luglio.

Ok, questo è il meno, ma chi ha vinto? Moratti o Formigoni? Tramontata l'ipotesi "Paolo Glisenti" come amministratore unico (rimarrà però a capo della Soge) i dubbi finali sulla governance non sono stati ancora sciolti. Bocche non cucite, cucitissime, specialmente quelle dei diretti interessati. Nessuna indiscrezione trapelata.

Berlusconi aveva già espresso in passato le sue perplessità prima sul "Moratti pigliatutto" come commissario straordinario e poi sull' "ipotesi Glisenti" che in coppia con il sindaco avrebbe formato una coppia invincibile nella governance dell'Expo. Il premier si è insomma sempre trovato in mezzo alla diatriba Moratti vs Formigoni. E visto che Formigoni ha in mano le infrastrutture forse non era proprio il caso di inimicarselo del tutto per stare "dalla parte" di Letizia. Ma rimanda oggi rimanda domani il decreto andava firmato per forza per il bene dell'evento.

Pomo della discordia l'ipotesi di una governance con un commissario straordinario e un amministratore unico mentre Formigoni invece voleva la Regione in testa, un cda e un amministratore delegato, spaventato dallo "strapotere" della Moratti. In effetti come commissario straordinario potere ne avrebbe, ma non sulle altre opere legate all'Expo, in mano alla Regione.

Nell'ultima bozza era spuntato anche il Cipem (il Comitato di indirizzo e programmazione con Regione, Provincia, Camera di Commercio, fondazione Fiera, sindaci di Rho e Pero-loro però senza diritto di voto-) come amministratore (non si parla più quindi nè di cda nè di amministratore "unico" nel vero senso del termine, visto che i membri del Cipem sono parecchi). Nel Cipem inoltre ci sarebbero ben 7 ministri del governo sui 12 posti disponibili. Repubblica ipotizza che quest'ultima mossa sia stata fatta proprio per garantire "la fetta più grossa" al premier

"Dato che il Comitato potrà deliberare con la presenza di almeno la metà dei componenti aventi diritto di voto, alla fine il premier si è riservato una sorta di potere di veto".

Si ventila anche l'ipotesi anche di ben due commissari, uno generale (Moratti) e uno per le infrastrutture (Formigoni), e un Collegio di Sorveglianza composto da cinque saggi, scelti dal Presidente del Consiglio.

Repubblica parla di "piccola vendetta" di Berlusconi per tutte le pressioni che gli sono state fatte per la firma del decreto: Moratti e Formigoni erano infatti a Roma ufficialmente per partecipare a un convegno organizzato dal ministro degli Esteri Franco Frattini, ma in realtà speravano di incontrare il premier a Palazzo Grazioli.

Ma c'è un'altra ipotesi che gira secondo il Corriere: secondo alcuni l'aria di mistero che gira sarebbe dovuta a una decisione di Letta che vorrebbe parlare sia con la Moratti che con Formigoni per trovare una soluzione che venga incontro a entrambi per mettere da parte le polemiche e mettersi subito al lavoro.

La situazione lontata dai riflettori è durissima: già se ne era avuto qualche sentore nella visita a Saragozza dove i contendenti avevano viaggiato separati. La Moratti potrebbe addirittura ritirare la disponibilità della città per l'evento (ci sarebbe solo un precedente in Francia che avvenne per problemi finanziari).

Per capirci qualcosa in questo marasma si dovrà davvero attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 18 Lug 2008 - 11:18
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