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.: Discussione: Vendita vino self-service...il Comune è a favore dell'alcolismo?

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Francesco Ginocchio

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Inserito da Francesco Ginocchio il 11 Dic 2007 - 11:42
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Per chi non lo sapesse, a Milano nella nostra Zona esiste un punto vendita di vino sfuso self-service, ovvero un esercizio commerciale senza personale addetto dove chiunque, e ripeto CHIUNQUE, senza il controllo di nessuno (c'è solo una videocamera di sorveglianza), può entrare e ad un prezzo irrisorio comprarsi delle bottiglie di vino tramite distributori automatici (il link al sito è il seguente: http://www.paneevino.eu/index.html)
Adesso ne stanno per aprirne un'altro in Via Perugino/Via Friuli.
Ma possibile che il Comune dia le licenze per un esercizio di questo genere?

Riporto alcune normative riguardo la somministrazione di bevande alcoliche (il vino lo sarebbe fino a prova contraria):
"l'art. 689 del codice penale punisce con pena pecuniaria da 516 a 2.582 euro ovvero la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a sei mesi e la pena accessoria della sospensione dell'esercizio l'esercente che somministra in un locale pubblico bevande alcoliche alle seguenti categorie:
· minori di anni 16,
· persona che appaia affetta da malattia di mente o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità.

Per bevanda alcolica, ai sensi della Legge 125/2001, si intende ogni prodotto contenente alcol alimentare con gradazione superiore a 1,2 gradi di alcol e per bevanda superalcolica ogni prodotto con gradazione superiore al 21% di alcol in volume.
Ricordiamo inoltre che l'art. 691 del codice penale punisce, con le stesse pene in precedenza menzionate, gli esercenti che somministrano bevande alcoliche ad una persona in manifesto stato di ubriachezza. "

Ora mi chiedo...come fanno senza personale addetto a controllare che chi preleva il vino non sia tra le categorie sopraelencate?
Minori, ubriaconi, sbandati di ogni tipo avranno libero accesso per potersi tranquillamente avvinazzare, senza contare i disagi di pubblica sicurezza che potrà comportare nella zona.

In un periodo in cui si stanno facendo iniziative di ogni genere per combattere l'alcolismo e incrementare la sicurezza della città, il fatto che il Comune permetta l'apertura di simili esercizi (per quello di prossima apertura i muri sono addirittura del Demanio) sembra veramente un controsenso.

Può essere che ci sia il modo per aggirare le normative e che l'apertura di simili esercizi commerciali sia lecita (ed in Italia non sarebbe una novità), ma penso che sia anche vero che il Comune possa intervenire direttamente per impedirne l'apertura e revocarne le licenze.

Spero in un aiuto dei Consiglieri di Zona per fare chiarezza su questo fatto e, se è il caso, di informare chi di dovere.