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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 24 Ott 2007 - 12:53
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Da ViviMilano - caso del giorno:
http://www.corriere.it/vivimilano/caso_del_giorno/articoli/2007/10_Ottobre/24/caso.shtml


Il caso del giorno

Un giorno perduto inseguendo il pass
La manager manda il conto al Comune

Ragionando per estremi, potrebbe diventare questa la strada per una causa collettiva dei cittadini contro l'inefficienza pubblica

Caro Schiavi, ci tengo a far sapere che ho inviato al sindaco Moratti una richiesta di risarcimento per questo motivo: per ottenere informazioni sulle modalità di rilascio del pass residenti per le zone gialle ho dovuto recarmi ben 4 volte presso gli uffici del Comune (una volta in via Larga, tre volte in via Sansovino al Consiglio di zona 3). E ho calcolato di aver perso l'equivalente di un giorno e mezzo di lavoro. Preciso che non è stato possibile ricevere queste informazioni né via telefono né via Internet. Preciso inoltre che tutti i problemi e la necessità di ottenere chiarimenti sono nati dall'inefficienza del Comune di Milano. Essendo una libera professionista, e poiché il mio tempo è danaro, ho deciso di fatturare al Comune tutto il tempo che ho dovuto dedicare a questa pratica, per cause non dipendenti dalla mia volontà. Ho chiesto al Comune di indicarmi a stretto giro di posta le coordinate per intestare la fattura, per la quale mi attendo un pagamento possibilmente sollecito. L'importo verrà calcolato sulla base del mio costo/ora, desunto dal mio fatturato annuo regolarmente denunciato e tassato. Aspetto una risposta.

Piera Mammini


Gentile signora, noi conosciamo già la risposta che le arriverà da Palazzo Marino, possiamo anticipare che ci saranno certamente le scuse per il disguido (e questo è un atto di cortesia che va apprezzato) e subito dopo ci sarà il tentativo di giustificare l'accaduto con il superlavoro (vero) al quale sono stati chiamati gli uffici che debbono distribuire 20 mila pass per le nuove zone con le strisce blu e gialle. Il Comune le dirà anche che il pass, diversamente da prima, adesso durerà tre anni, e quindi nel calcolo del danno economico che lei dice di aver subito dovrà togliere il tempo che risparmierà in futuro. Sotto sotto qualcuno potrà anche pensare che con una richiesta del genere lei rischia di apparire un po' venale, ma forse è davvero questo il punto che vuole sollevare con la sua lettera: se sottraggo del tempo al mio lavoro, e quindi rinuncio ad un corrispettivo economico perché sono un libero professionista, un medico che deve rinunciare ad una visita o un avvocato che deve disdire un appuntamento, ma anche un lavoratore dipendente che deve prendersi mezza giornata di ferie, perché non debbo avere il diritto di rivalermi sulla pubblica amministrazione che mi ha danneggiato? Ragionando per estremi, potrebbe diventare questa la strada per una causa collettiva dei cittadini contro l'inefficienza pubblica, altro che il «vaffa...» di Beppe Grillo. Quantificando un danno, il cittadino mette il Comune o lo Stato di fronte ad un onere aggiuntivo da mettere in bilancio: un costo ulteriore per la collettività, ma anche uno spreco inutile, direbbe la Corte dei Conti, che si poteva evitare con una maggiore informazione e con l'utilizzo delle moderne tecnologie informatiche. Il tempo è denaro, ci ricorda con la sua richiesta di fatturazione al Comune, e noi scialacquatori quotidiani di un tempo che non ha pretese proustiane, questa volta ringraziamo. Perché ci offre l'occasione di riflettere su quanto ci costano i minuti o le ore che ogni giorno sprechiamo per niente, sacrificando cose più utili o piacevoli. Gestire una famiglia è una gestione d'impresa; l'impresa ci presenta il conto per una giornata in più di lavoro, noi ci rimettiamo di tasca nostra. Scrive: «Se tutti facessimo pagare il tempo che perdiamo per correre dietro a certe brillanti idee, molti amministratori avrebbero di che preoccuparsi». Per il momento, uomo avvisato, mezzo salvato.

Giangiacomo Schiavi
24 ottobre 2007

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 19 Ott 2007 - 11:45
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