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Paolo Romeo

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Inserito da Paolo Romeo il 12 Dic 2007 - 20:26
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Brava Fiorella.
Non faccio parte dei seguaci di Beppe Grillo ma, come lui e come molti altri, mi sono stancato di quelli che sbagliando vengono definiti politici ma che con maggior realismo dovrebbero essere definiti politicanti. La politica è altro ed è qualcosa di molto più alto di ciò che ci viene propinato oggi da troppe parti.

Se dicessi che mi sento deluso farei un affronto alla mia intelligenza poiché ho iniziato ad interessarmi alla politica fin da piccolo (quindi da molti, molti anni) e da sempre mi sono reso conto che quel mondo pullula di affaristi mediocri ed inconsistenti autoreferenti di ogni colore. Però debbo riconoscere che nel passato, diciamo prima di questa 2^ incompiuta repubblica, capitava anche di trovare (nemmeno troppo raramente) persone davvero interessanti sia per le competenze che per la passione, tanto ai vertici quanto nella cosiddetta base. Oggi quelle persone le trovo nella società ma, certamente, non in politica.

Non mi stupisco perciò che lo splendido progetto "PartecipaMi" ma nel suo insieme tutta l'impostazione della Rete Civica di Milano sfugga dall'interesse di chi preferisce far politica o con i soldi o con le conoscenze o con le lobbies.

Spero che i politici tornino, finalmente, a doversi conquistare singolarmente il sostegno degli elettori e che i voti tornino a contare sostanzialmente tutti allo stesso modo. Solo questo, a mio avviso, è la premessa per poter costringere chi di dovere ad elevarsi dalla politichetta delle conventicole dove si decide tutto a prescindere da tutti e a misurarsi con le cose concrete.

Per la verità Milano continua ad essere un caso patologico della politica già, a livello più generale, sufficientemente disastrata. Qui abbiamo i peggiori politici che io abbia potuto mai immaginare da che mi sono appassionato alla discussione ed alla vita politica. Scarsi valori, scarsi ideali e scarse competenze hanno portato Milano ad essere una città che naviga a vista con grossi progetti utili solo a pochi e con la più totale assenza dei cittadini rispetto allo sfascio del paesaggio urbanistico, della convivenza sociale e della coesione dei cittadini.

Chiedere a chi fa politica proprio in virtù di questa assenza di contrastarla e anzi di attivare una maggior partecipazione dei cittadini mi sembra un po' ingenuo. Però chissà, mai dire mai. Naturalmente il mio non vuole essere un messaggio pessimistico ma solo una presa d'atto, una volta di più, che per fare politica seriamente e dalla parte dei cittadini occorre che siano i cittadini a credere in sé stessi e darsi da fare, senza continuare a delegare a questo o a quello la discussione e la decisione rispetto a ciò che ci riguarda tutti.

Un punto di forza di RCM (e forse è proprio questo che dà fastidio) è di rivolgersi direttamente ai cittadini senza passare attraverso intermediari. Continuiamo così e cerchiamo di non farci intimorire dalla difficoltà. Hanno più paura lorsignori di noi che noi di loro.

Paolo

In risposta al messaggio di Fiorella De Cindio inserito il 12 Set 2007 - 13:02
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