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.: Discussione: Cantiere in piazza XXV Aprile, la situazione è insostenibile

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 9 Lug 2009 - 09:34
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Da milano.corriere.it:

Cantiere aperto da tre anni, e non si prevede di finire prima del 2011

Piazza XXV Aprile, scandalo box
«Basta, ora denunciamo il Comune»

Residenti e commercianti: «Questa politica sciagurata ha prodotto danni e costi sociali incalcolabili»

MILANO - Una piazza sventrata da tre anni, un cantiere che avrebbe dovuto chiudere sei mesi fa e invece i lavori non sono neppu­re cominciati, oltre 300 cittadi­ni che hanno già sborsato più di 20 mila euro per un box e og­gi vedono soltanto mucchi di terra, prezzi già saliti di 7 mila euro rispetto ai contratti firma­ti, negozianti strangolati dal cantiere, costretti a licenziare dipendenti o vendere le pro­prie attività per il calo degli af­fari, una delle zone più chic di Milano diventata un centro di spaccio. In piazza XXV Aprile si concentrano le degenerazioni del «modello Milano» sui par­cheggi sotterranei. Un modello messo in piedi dall’ex sindaco Gabriele Albertini (grazie ai po­teri straordinari per l’emergen­za traffico) e dall’ex assessore Giorgio Goggi. In questa piaz­za a ridosso di corso Como si concentra la rabbia feroce di un intero pezzo di città.

Tanto che i commercianti della zona, riuniti ieri con alcuni acquiren­ti dei box in una sala del teatro Smeraldo, minacciano un’azio­ne legale contro il Comune: «Le carte sono già pronte». L’ultimo intoppo è legato al­la crisi di una delle aziende che fa parte della società «Progetto XXV Aprile». Il parcheggio pre­vede 322 box e 346 parcheggi a rotazione. Il valore dell’opera supera i 16 milioni di euro. La società ha un capitale di un mi­lione e mezzo di euro ed è co­stituita dalla Vfv Consultecno (famiglia Villoresi, 18%), dal consorzio Evolve (39,95%) e dalla ditta Angelo Cega (39,95%). È proprio quest’ulti­ma azienda ad essere in liqui­dazione, entrata in concordato preventivo il 2 aprile scorso do­po aver accumulato una voragi­ne di 183 protesti tra settem­bre 2008 e lo scorso giugno. Gli altri due soci stanno cercan­do di estromettere la Cega dal­la società per via giudiziaria e questo ha comportato un ulte­riore ritardo nei lavori, di alme­no 3 mesi.

Così un cantiere aperto il 28 luglio 2006, che sa­rebbe dovuto terminare l’anno scorso, è slittato a fine 2010 prima e a metà 2011 adesso. «Questa politica sciagurata — attaccano i negozianti e i citta­dini — ha prodotto danni e co­sti sociali incalcolabili su un in­tero quartiere. Danni e costi che stiamo pagando soltanto noi. Senza nessuna tutela». Perché dall’altra «Progetto Darsena» si è già vista ricono­scere un riequilibrio economi­co di oltre 4 milioni di euro. Funziona così: le indagini ar­cheologiche sono durate oltre due anni (anche se la presenza delle mura spagnole era «più che prevedibile») e lo sposta­mento di fognature e cavi elet­trici ha portato via altri mesi. A questo punto l’azienda, in base ai diritti concessi dalla vecchie convenzioni, ha chiesto di poter aumentare i costi per «lavori imprevi­sti » (meccanismo che ha permesso a molti costruttori di allungare i tempi e alzare i prezzi in altri parcheggi). Co­sì verrà tutto scaricato su chi ha comprato e userà i parcheg­gi in futuro. Risul­tato: i prezzi dei box sono già saliti da una media di 26 a oltre 33 mila euro. Gli ultimi della catena a fare affari d’oro sono gli spacciato­ri, a cui le strettoie e gli angoli bui del cantiere offrono un luo­go ideale per i traffici di cocai­na.

Gianni Santucci
09 luglio 2009

 

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In risposta al messaggio di Stefania Podini inserito il 6 Lug 2009 - 16:45
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