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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 18 Feb 2008 - 17:50
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Da Milano 2.0

Caos lavori a Milano: la testimonianza di una commerciante di via Leoncavallo
Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 17:00 in Milano accade (cronaca)

Ci ha scritto Monica, una lettrice di Milano 2.0, per denunciare l'odissea che sta vivendo ai causa dei lavori di Leoncavallo/Predabissi. Ci ha anche inviato delle foto, che vedete sopra e più sotto, che testimoniano la presa in giro che stanno vivendo commercianti e abitanti di quella zona.

Nella foto in apertura la prima versione del cartello di fine lavori (si parla del 1 settembre 2007). Nella foto qui sotto, invece, la seconda versione del cartello: la fine dei lavori è sconosciuta.

Come per il caso dei lavori in zona corso Como, anche qui ci troviamo di fronte all'ennesima testimonianza del caos parcheggi a Milano.

Lasciamo la parola a Monica, che riassume la situazione in questa lettera. Se volete denunciare simili situazioni siamo qui a dispozione. La mail è sempre milano@blogosfere.it.

Nel 2002 apriamo il negozio di prodotti biologici, tipo minimarket, dal pane fresco all'abbigliamento. La sede del negozio, in affitto, viene scelta in via Leoncavallo 15 proprio perchè davanti alle tre luci c'è un parcheggio gratuito di circa 200 posti auto, quindi accessibilità da parte dei clienti, nessun problema di parcheggi in seconda fila e di difficoltà da parte dei clienti a portare la spesa a casa.

Nel 2004 veniamo a sapere dalla Quadro Curzio che l'area è interessata ad un progetto da parte del Comune di Milano per la realizzazione di box interrati, poi più nessuna comunicazione in merito. 

A maggio 2005 si libera il locale della tintoria accanto al negozio, decidiamo di prenderlo in affitto, unificare i locali e chiedere licenza per bar/tavola fredda, così da completare l'offerta di biologico ai nostri clienti. Della realizzazione di box interrati non se ne parla più, d'altronde a Milano ci sono tantissimi progetti in questo senso, ma poi molti saranno abbandonati. Chiediamo quindi licenza al Comune, la otteniamo (nessuno ci parla di lavori futuri che interesseranno quell'area), iniziamo i lavori (tutti a ns carico, spesa complessiva di circa € 100.000=).

Il 9 gennaio 2006, dopo una breve chiusura per terminare i lavori di ripavimentazione del negozio, riapriamo e... troviamo una squadra di operai della Quadro Curzio che sta delimitando l'area dove inizieranno gli scavi per la costruzione dei box interrati. Da quel momento abbiamo visto

1. sfumare l'incremento di incassi del 30% che avevamo stimato con l'apertura del bar.
2. da un anno subiamo una perdita del 40% circa sugli incassi.
3. da un anno non riusciamo a pagare l'affitto.

Nel giugno 2006 abbiamo partecipato con successo ad un bando della Regione Lombardia che ci consentirà, speriamo a breve, di avere un contributo di circa € 46.000 con cui finire di pagare i lavori di ristrutturazione. Il finanziamento è solo per il 50% a fondo perduto e quindi della suddetta cifra ne dovremo restituire con finanziamento agevolato la metà perchè non rientriamo nelle aree disagiate alle quali spetta il totale del finanziamento a fondo perduto (e già, solo chi è in aree terremotate oppure alluvionate ne ha diritto, noi invece chiusi dietro le cesate di un cantiere siamo dei privilegiati).

Quindi altri debiti. Come si può vedere dal primo cartello sopra, inizio lavori 09/01/06 termine lavori 01/09/07. Bene, cerchiamo di tenere duro, il negozio scompare dietro le cesate, nessuno ci vede, il bar non lavora, si fa sempre più fatica a pagare i fornitori... però a settembre 2007 ricominceremo ad essere visibili.

Invece ecco come si presenta ad oggi il cartello dei lavori (seconda foto sopra), inizio 09/01/06 termine lavori "revisione in corso". E non siamo neppure vicini alla conclusione dei lavori, la situazione attuale è che in oltre due anni hanno scavato un paio di piani sui 4 previsti, poi ci sarà la costruzione dei box, la copertura, la piantumazione, ecc.ecc.

Qui non ci sono state proteste, nè da parte dei cittadini nè da parte di ambientalisti, l'unico intoppo il ritrovamento di un ordigno bellico della seconda guerra mondiale, un mese per rimuoverlo, lo sa bene il vice sindaco Riccardo De Corato che visitò il cantiere in quel periodo. Quindi questo è puro e semplice ritardo, perchè nessuno è stato controllato dall'amministrazione milanese. E poi perchè velocizzarsi quando i 12 cartelloni pubblicitari di grandi dimensioni che circondano il cantiere rendono CADAUNO € 20.000 al mese ed il ricavato viene equamente diviso tra Comune ed impresa costruttrice?

Poi c'è il cartellone gigante, totale 13 cartelloni pubblicitari, rendita mensile circa € 260/280.000.

E noi qui dietro, tra l'indifferenza di tutti coloro a cui abbiamo scritto, consiglieri comunali, vice sindaco, presidenti della Provincia e della Regione, tutti gli assessori (vedi l'ass. Tiziana Maiolo, così attenta allo sviluppo del commercio e dell'imprenditoria femminile che, come tutti gli altri, non si è neppure degnata di rispondere alle nostre e-mail).

E noi qui dietro, da oltre due anni, senza uno spiraglio, senza un aiuto economico da chi questo nostro disagio ce lo ha creato e pure incassa delle cifre astronomiche ogni mese dalle pubblicità affisse proprio davanti a noi. Il danno e la beffa, l'arroganza dell'amministrazione comunale e l'indifferenza totale verso il cittadino che è anche commerciante e che, visti gli studi di settore, ha pure dovuto pagare le tasse come se fosse in una invidiabile posizione commerciale.

Chissà se qualcuno dell'amministrazione comunale ha pensato di usare tutti quei soldi ottenuti dai cartelloni pubblicitari per rimborsarci dei danni causati oppure se saremo costretti ad una azione legale per ottenere un pò di giustizia?

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In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 15 Ott 2007 - 14:19
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