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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 8 Giu 2009 - 17:11
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Caro Luciano,
la tua frase è più che condivisibile e testimonia un dato di fatto: l'amministrazione comunale non è riuscita fino a oggi a dare risposte condivise con regole condivise alla gestione della città nelle ore serali. Tu giustamente scrivi: "l'impotenza che l'amministrazione della Nostra amata città dimostra, non applicando le numerose leggi che regolano l'utilizzo di un luogo".
Innanzitutto grazie per la bella immagine del graffito: eccezione che conferma la regola, ne sono sicuro. Ma è anche indice che esistono vocazioni artistiche libere che hanno bisogno di essere espresse nella grigia metropoli asfissiata da una sensazione di disagio diffuso, di frustrazione, che, alimentato, porta inevitabilmente all'ansia, alla paura, all'intolleranza e intollerabilità di tutto ciò che possa essere considerato arbitrariamente "disturbante".
La città di Milano indica un dato di fatto: è invecchiata. Ma non in senso solamente generazionale, seppure venga considerato che esista sempre un numero maggiore di persone di giovane età che abbandonano il comune, ma in senso culturale, non essendoci un'offerta culturale adeguata e condivisa.
Io penso che sia necessario avviare una forma di delega che responsabilizzi la cosidetta comunità “rustica” come tu giustamente consideri, dato che è variegata, scomposta, non uniforme nelle proprie scelte. Occorre investire su questa comunità rendendola non scomposta, in quanto la rusticità che tu intravedi e che anche io considero tale può essere assorbita perfettamente da una unità condivisa negli obiettivi e nelle finalità. Gli obiettivi e le finalità consisterebbero nel dare e offire a Milano una "movida" dal volto umano, sostenibile, non subordinata alla pura logica del consumerismo. Occorre, però, una risposta e un atto da parte del Comune, dell'amministrazione. E qui ritorno alla tua condivisibile affermazione. Non occorre solo applicare le regole esistenti per l'utilizzo degli spazi pubblici, senza costruire transenne e steccati nei parchi e nei giardini, ma anche dare uno sviluppo più armonico a livello urbanistico della città. Le concentrazioni dei locali sono avvenute in zone circoscritte della città, così come il centro è stato svuotato da ogni presenza umana e aggregativa nelle ore serali. Le strade nell'asse Piazza San Babila/Cadorna sono deserte nelle ore notturne, essendo invece ricolme di popolazione brulicante nelle ore diurne. Il centro di Milano è una vera city delle grandi marche commerciali, delle catene economiche e finanziarie, mancando un volto sociale e di coesione di una zona che, come nelle altre metropoli europee, dovrebbe essere vivace e ricca di opportunità di incontro e confronto. Sono le politiche mancanti su questo aspetto che hanno sviluppato un liberismo nel governo del territorio, lasciando la libertà assoluta al privato di gestire e appropriarsi di spazi e luoghi di socialità. Da una comunità rustica può nascere un'opportunità e un'occasione di proporre contenuti a una città totalmente priva di iniziativa culturale e aggregativa sociale. Vogliamo responsabilizzare per offrire una voce di proposta alle nuove fasce generazionali?

Alessandro Rizzo
Consigliere Lista Uniti con Dario Fo - GRUPPO LA SINISTRA
Consiglio di Zona 4
In risposta al messaggio di Luciano Bartoli inserito il 7 Giu 2009 - 20:02
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