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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 12 Nov 2009 - 11:39
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Da milano.corriere.it:

dalla parte del cittadino

Isola, cantiere aperto verso il futuro Grattacieli, metrò e cittadini antidegrado

Pirellone bis, verde e musei. E da gennaio via alla seconda tratta della linea 5

MILANO - «Io riciclo. Io riutilizzo. Insie­me ri-arrediamo». L’ultimo pro­getto per l’Isola è firmato da una squadra di mini-architetti, sono Rachel, Armando e i com­pagni delle sezioni B e C, secon­da elementare «Confalonieri»: hanno chiesto al sindaco i vasi di fiori attorno alla scuola, se ne occuperebbero loro e li di­fenderebbero coi cartelli «si pre­ga di non toccare», ché in via Dal Verme s’aggirano «pericolo­si ladri di primule». Davvero. Lo sanno anche i bambini: qui si disegna il futuro di quel pezzo di città che fu di don Bus­sa e dei partigiani eroi, si sta ri­voluzionando il quartiere che ha visto la mala nei bar e ades­so osserva crescere i grattacieli nei cantieri Expo. Le torri di Porta Nuova (Isola, Garibaldi, Varesine e Repubblica). La Re­gione che alza il Pirellone bis. Lo scavo del metrò 5. Oggi i la­vori provocano rumore, polve­re e proteste. Tra cinque anni, chissà: questa zona avrà il terzo parco pubblico cittadino (90 mi­la metri quadri), un’unica isola ciclopedonale tra piazza XXV Aprile, via Confalonieri e l’ho­tel Principe di Savoia, oltre a 7 fermate tra metrò e passante, i treni e la Tav, i tram e i bus. Di­cono in Comune: «Sarà il quar­tiere italiano con più infrastrut­ture di trasporto pubblico».

Intanto, è il laboratorio della Milano che cambia. Tra ruspe e proteste. Con i valori delle case triplicati in dieci anni e destina­ti a crescere. Nell’attivismo dei comitati contro e nel super im­pegno delle associazioni per. La Fondazione don Eugenio Bussa e la Fondazione Catella hanno ottenuto dal Comune il trasloco del monumento ai Caduti per la libertà dell’Isola, dall’incrocio trafficato di Gioia al podio di piazzale Segrino: il cantiere è aperto, arriveranno luci e aiuo­le. «Bisognerebbe dare decoro anche a piazza Minniti», ag­giungono da Botteghe Isola: il problema è il mercato, Palazzo Marino e ambulanti non si met­tono d’accordo. I sette artigiani «sfrattati» dalla vecchia Stecca (marzo 2007) si ritroveranno in­vece nell’Incubatore d’arte in via De Castillia: la Stecchetta sa­rà pronta nell’estate 2010, le po­lemiche sulla demolizione del rudere sono archiviate.

«Il cambiamento è nell’aria», è lo slogan di un’associazione di quartiere. Lo hanno disegna­to venti archistar e tra quest’an­no e il prossimo sono program­mati investimenti per 1,2 mi­liardi: le torri Varesine, le case a prezzo convenzionato all’Isola e i grattacieli in Garibaldi saran­no conclusi nel (2011); segui­ranno l’inaugurazione di cen­tro espositivo, museo della Mo­da, Casa della Memoria e Bosco Verticale (2012) e infine il par­co pubblico che ricoprirà l’area (2013). Parliamo di circa 400 ap­partamenti (prezzi da 3 mila a oltre 7 mila euro al metro), ne­gozi, uffici e 80 mila metri qua­dri di posteggi. La cima Coppi è a 219 metri d’altezza, punta del­la torre di Cesar Pelli (antenna inclusa). La Hines, società capo­fila dell’affare Porta Nuova, l’ha definito un progetto «romanti­co »: perché è stato «condiviso» coi cittadini e «ricuce» una vec­chia frattura urbanistica.

La nuova linea del metrò 5 garanti­rà un afflusso ecologista: i lavo­ri del secondo lotto, Garibal­di- San Siro, partiranno all’ini­zio del 2010; la prima tratta, da Zara a Bignami, sarà «in eserci­zio » nel primo semestre 2011. Il Pirellone bis cresce «secon­do programma»: l’edificio sarà consegnato a dicembre, per gli allestimenti interni, e nel luglio 2010 inizierà il trasloco dei di­pendenti sparsi in 31 uffici de­centrati. L’unico nodo, per la Regione, è la palazzina verde su cinque piani realizzata nel 1939 in via Bellani 3: un tempo si af­facciava sul Bosco in Gioia, og­gi è accerchiata dai vetri a spec­chio del grattacielo. Infrastrut­ture Lombarde ha spedito un’ul­tima proposta d’acquisto del­l’immobile ancora il 4 novem­bre scorso, vuole comprare ai «prezzi di mercato» del 2008, con il «consenso unanime» del­le sedici famiglie residenti. E poi demolire. Loro, gl’inquilini, hanno rifiutato: «Noi vorrem­mo andar via contenti, non con una ciotola di riso...». Tradotto: chi ci ripaga il disturbo per i cantieri e i costi imposti dal tra­sloco, chissà dove, dopo una vi­ta di sacrifici? «Siamo noi, i pri­gionieri. Senza un’offerta ade­guata, restiamo qui. E vediamo come va». Intanto, questi mila­nesi vedono solo i canali Rai: l’antenna sul tetto non prende, il segnale è «oscurato» dal Pirel­lone bis. Tutto cambia, ma la tv è tornata agli anni Settanta.

Armando Stella
12 novembre 2009(ultima modifica: 13 novembre 2009)

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In risposta al messaggio di Pier Vito Antoniazzi inserito il 7 Mar 2007 - 18:49
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